{"id":65205,"date":"2021-06-01T09:30:30","date_gmt":"2021-06-01T07:30:30","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=65205"},"modified":"2021-06-01T08:41:55","modified_gmt":"2021-06-01T06:41:55","slug":"la-libia-cerca-sponda-in-italia-analisi-sulla-visita-di-dabaiba-a-roma","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=65205","title":{"rendered":"La Libia cerca sponda in Italia. Analisi sulla visita di Dabaiba a Roma"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\">di <strong>FORMICHE (Emanuele Rossi)<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il primo ministro libico a Roma dovr\u00e0 consolidare la sponda italiana e usarla come ancora per le sfide politiche, economiche e di sicurezza che il suo Paese dovr\u00e0 affrontare nel prossimo futuro. Il commento di Saini Fasanotti, Mezran e Varvelli<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Per il suo primo viaggio nel mondo occidentale, il primo ministro libico, Abdelhamid Dabaiba, ha scelto due tappe fondamentali: prima Roma, poi Parigi. Italia e Francia sono in fase di reset nelle relazioni\/competizioni su Nordafrica e Sahel (leggasi anche Mediterraneo allargato), consapevoli che una linea comune possa essere pi\u00f9 efficace. Tripoli, dove Dabaiba guida sotto egida Onu il Governo di unit\u00e0 nazionale, \u00e8 un test anche per questo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Il libico arriva a Roma in testa a una folta delegazione di ministri e uomini di sottogoverno, e incontrer\u00e0 i vertici dell\u2019esecutivo italiano, a cominciare dal presidente del Consiglio Mario Draghi. Come sottolineato dal ministro degli Esteri Luigi Di Maio \u2014 che nei giorni scorsi era a Tripoli con il collega maltese e il commissario Ue per parlare soprattutto di immigrazione \u2014 molto rilievo lo avr\u00e0 il Business Forum, organizzato dalla Farnesina.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">I libici in effetti hanno la consapevolezza che la ripresa economico-produttiva, un rilancio tecnologico (con un pensiero necessario alla transizione energetica) la stabilizzazione delle problematiche sociali collegate, siano gli elementi determinanti per trovare quella pace e prosperit\u00e0 bramata. In questo, il ruolo dell\u2019Europa \u00e8 potenzialmente indispensabile; e qui l\u2019Italia \u00e8 in prima fila.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Federica Saini Fasanotti, storica della Brookings Institution ed esperta di policy sulla Libia, ricorda il rapporto speciale tra Roma e Tripoli gi\u00e0 dai tempi di Gheddafi; il Trattato di amicizia e partenariato del 2008 sotto il governo Berlusconi \u00e8 un esempio recente spesso citato, ma ancora prima ai tempi di Craxi le relazioni era buone. \u201cCredo in effetti che il pi\u00f9 grande errore di Gheddafi fu mandare via in un battito d\u2019ali una comunit\u00e0 italiana di ventimila persone che era fondamentale per l\u2019economia libica e che avrebbe costituito la base per lo sviluppo del settore privato, che invece in Libia non si \u00e8 mai sviluppato\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">E adesso? \u201cLa buona volont\u00e0 da parte di tutti \u00e8 ottima \u2014 risponde Saini Fasanotti a Formiche.net \u2014 ma continuo a vedere un cielo abbastanza plumbeo sui cieli libici. Non c\u2019\u00e8 ancora una base costituzionale per le elezioni del 24 dicembre; c\u2019\u00e8 il problema del decidere se le elezioni presidenziali debbano essere dirette o meno, e c\u2019\u00e8 un\u2019\u00e9lite radicata e con in mano il Paese da tempo che non vuole mollare sul voto diretto. A ci\u00f2 si aggiunge ancora il tema della sicurezza: pilastro fondamentale che non riguarda soltanto gli attori esterni, che per certi versi forniscono una sorta di stabilit\u00e0 in fondo, ma parlo delle milizie interne. Come gestirle? Chi ci d\u00e0 la garanzia che le elezioni saranno svolte in maniera sicura? Chi presidier\u00e0 i seggi? Chi tuteler\u00e0 la popolazione? Non esiste una forza di sicurezza reale, come sappiamo: e dunque, cosa succeder\u00e0 davanti ai risultati elettorali?\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Problemi di cui il governo Dabaiba, impegnato ad accreditarsi all\u2019estero in visite come quelle a Roma, Parigi, Ankara o Mosca, sta cercando di affrontare, con un\u2019altra irrisolta questione interna: il potere \u2014 ancora forte, muscolare come dimostrato dalla recente parata militare \u2014 di cui gode a Bengasi il capo miliziano Khalifa Haftar. \u201cIl ruolo di Dabaiba \u00e8 quello di organizzare le elezioni convocate dall\u2019Onu per il 24 dicembre, e di farlo gestendo l\u2019ordinaria amministrazione, raccontando una quiete anche migliore della situazione reale, e magari portando in dote qualche risultato spendibile per il futuro\u201d, commenta Karim Mezran, responsabile della North Africa Initiative dell\u2019Atlantic Council.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Mezran concorda con Saini Fasanotti sul fatto che le elezioni siano il passaggio cruciale: \u201cMolti dei politici pi\u00f9 importanti, come\u00a0<strong>Fathi Bashaga<\/strong>\u00a0o\u00a0<strong>Ahmed Maiteeg<\/strong>\u00a0(rispettivamente ex ministro e vicepresidente del governo onusiano precedente,\u00a0<em>ndr<\/em>) per fare due nomi, sono restati fuori dal governo attuale perch\u00e9 si stanno organizzando per la corsa elettorale. La situazione \u00e8 ancora molto frammentata, il reale potere \u00e8 in mano a entit\u00e0 diverse, in parte l\u2019Onu, in parte turchi e russi, in parte gli interlocutori occidentali, o ancora le milizie\u201d. Siamo a giugno e ancora manca l\u2019approvazione generale del budget, necessario per far ripartire effettivamente il Paese e approvato solo per l\u2019aliquota che riguarda il pagamento degli stipendi pubblici: pi\u00f9 di un indizio di questa frammentazione, che rappresenta una preoccupazione se qualcosa con il voto dovesse andare storto.<\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: justify\"><span class=\"s1\">La stabilit\u00e0 della Libia \u00e8 ancora vincolata alla presenza sul campo dei mercenari russi e turco-siriani e delle milizie, e in questo momento Tripoli non riesce a imporre ritiri e dissoluzioni a certe forze. \u201cIn questo \u2014 secondo\u00a0<strong><a href=\"https:\/\/ecfr.eu\/profile\/arturo_varvelli\/\">Arturo Varvelli<\/a><\/strong>,\u00a0<\/span>direttore dell\u2019European council on foreign relations (Ecfr) di Roma \u2014 Europa e Stati Uniti devono dimostrare vicinanza alla Libia, sganciandola da certi attori che, come la Turchia, potrebbero essere in un certo senso istituzionalizzati nel quadro di una missione internazionale che accompagni il Paese verso le elezioni\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\u201cUn primo passo sarebbe proprio una missione internazionale di cui farebbero parte anche consiglieri militari e che avrebbe l\u2019obiettivo di aiutare le istituzioni libiche\u201d, propone Varvelli, ricordando che nel Paese esistono ancora sacche di resistenza come l\u2019organizzazione haftariana in fase di \u201ctregua strategica\u201d. \u201cPer la stabilit\u00e0 della Libia \u2014 continua Varvelli \u2014 l\u2019Italia deve giocare le sue carte sul piano economico perch\u00e9 su quello della sicurezza le difficolt\u00e0 sono varie e i mezzi messi in campo scarsi. Anche come Ue. Ma sul rilancio socio-economico Roma pu\u00f2 avere un ruolo importante, con l\u2019Eni per esempio che pu\u00f2 essere\u00a0<em>un\u2019arma<\/em>\u00a0per riattivare la macchina petrolifera libica e per lanciare il paese verso le nuove energie\u201d.<\/p>\n<p><strong>FONTE:<a href=\"https:\/\/formiche.net\/2021\/05\/la-libia-cerca-sponda-in-italia-analisi-sulla-visita-di-dabaiba-a-roma\/\">https:\/\/formiche.net\/2021\/05\/la-libia-cerca-sponda-in-italia-analisi-sulla-visita-di-dabaiba-a-roma\/<\/a><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di FORMICHE (Emanuele Rossi) Il primo ministro libico a Roma dovr\u00e0 consolidare la sponda italiana e usarla come ancora per le sfide politiche, economiche e di sicurezza che il suo Paese dovr\u00e0 affrontare nel prossimo futuro. 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