{"id":65216,"date":"2021-06-02T09:33:22","date_gmt":"2021-06-02T07:33:22","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=65216"},"modified":"2021-06-01T17:36:04","modified_gmt":"2021-06-01T15:36:04","slug":"le-alleanze-di-indonesia-e-laos-per-contenere-pechino","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=65216","title":{"rendered":"Le alleanze di Indonesia e Laos per contenere Pechino"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>ANALISI DIFESA (Sigrid Lipott)<\/strong><\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/CA7IWVN2WNERLE4UJOH2JK3RIM.jpg\" alt=\"CA7IWVN2WNERLE4UJOH2JK3RIM\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il 30 marzo scorso\u00a0<a href=\"https:\/\/www.defensenews.com\/global\/asia-pacific\/2021\/03\/30\/japan-indonesia-sign-arms-transfer-pact-amid-china-concerns\/\">Indonesia e Giappone hanno firmato un accordo<\/a>\u00a0che permetter\u00e0 il trasferimento da parte di Tokyo di equipaggiamento e tecnologia per la difesa. I due paesi hanno recentemente stretto i loro legami militari alla luce dell\u2019aggressivit\u00e0 cinese nella regione. L\u2019accordo rappresenta il culmine delle discussioni \u20182+2\u2019 che si sono tenute tra i rispettivi ministri degli esteri e della difesa, preoccupati dalla crescente influenza di Pechino nel Mare Meridionale e Orientale Cinese.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><a href=\"https:\/\/english.kyodonews.net\/news\/2021\/03\/57f983dc7f10-japan-to-reach-deal-with-indonesia-on-defense-equipment-exports.html\">Il ministro degli esteri giapponese Toshimitsu Motegi e quello della difesa Nobuo Kishi, assieme alle loro controparti indonesiane Retno Marsudi e Prabowo Subianto,<\/a>\u00a0hanno anche preso l\u2019accordo di partecipare attivamente alle esercitazioni militari \u2018multinazionali\u2019 nella regione e di \u201cfavorire congiuntamente lo sviluppo di isole nel Mare Meridionale Cinese\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il 14 aprile il cacciatorpediniere nipponico Akebono (nella foto sotto) ha sostato nel porto di Jakarta nell\u2019ambito di una visita concordata con la Marina indonesiana.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-144195 \" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/Ey6rrUoVoAYMHiB.jpg\" alt=\"Ey6rrUoVoAYMHiB\" width=\"802\" height=\"600\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">I negoziati erano ufficialmente iniziati nel 2015, ma prospettive concrete per la conclusione dell\u2019accordo sono emerse solamente a seguito della visita del primo ministro Yoshilde Suga in Indonesia lo scorso ottobre.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">L\u2019ultima esercitazione militare in chiave evidentemente anticinese si \u00e8 svolta tra il 6 e il 7 aprile da parte della flotta del Pacifico degli Stati Uniti con la Royal Malaysian Air Force, mentre tra il 4 e il 6 aprile si era tenuta nel Golfo del Bengala l\u2019esercitazione organizzata dalla Francia e condotta insieme agli Stati Uniti ed agli altri paesi del Quadrilateral Security Dialogue (Australia, India e lo stesso Giappone). Non \u00e8 escluso che l\u2019Indonesia possa, in prospettiva, unirsi all\u2019embrione di questa sorta di \u201cNATO indo-pacifica\u201d magari in qualit\u00e0 di osservatore.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">I\u00a0<em>security talks<\/em>\u00a0tra Giappone e Indonesia si sono tenuti dopo le discussioni che avevano impegnato Giappone e Stati Uniti qualche settimana prima, e durante le quali venivano condannate le aggressioni cinesi verso i vicini asiatici. Tensioni evidenti anche tra Cina e Giappone attorno alle isole Senkaku (Diaoyu per la Cina) riemerse a seguito di un\u2019operazione di Pechino, il 25 aprile scorso, nelle acque territoriali sotto sovranit\u00e0 nipponica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\"><u><\/u><strong><u>La sfida marittima con Pechino<\/u><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Mentre per il Giappone l\u2019intesa con l\u2019Indonesia rappresenta un tassello in pi\u00f9 nella strategia della \u201ccollana di perle\u201d a contenimento della Cina (accordo simili sono gi\u00e0 stati stipulati con Filippine e Malesia), il governo di Jakarta si sta attualmente impegnando in un programma di riarmo piuttosto cospicuo. Nel 2020 la spesa militare del paese \u00e8 stata aumentata di quasi il 20 per cento rispetto all\u2019anno precedente. Parte consistente del\u00a0<em>budget<\/em>\u00a0\u00e8 devoluta al rafforzamento dell\u2019Aeronautica e della Marina, percepite evidentemente dall\u2019Indonesia come pi\u00f9 bisognose di ammodernamento e maggiormente esposte al confronto con la Cina.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-144197 \" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/4c8fcb8a97654878b9a59e4174572592.jpg\" alt=\"4c8fcb8a97654878b9a59e4174572592\" width=\"817\" height=\"544\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Sebbene l\u2019Indonesia non sia uno dei paesi pi\u00f9 direttamente coinvolti nelle dispute di sovranit\u00e0 sul Mar Cinese Meridionale, Jakarta \u00e8 gi\u00e0 da tempo in apprensione per l\u2019area tra Malacca e il Borneo che circonda le isole Natuna (un arcipelago di circa 270 isolette), la quale si trova nella zona economica esclusiva indonesiana ma anche nel mirino di Pechino che resta comunque il primo partner commerciale per l\u2019Indonesia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La\u00a0<em>querelle,\u00a0<\/em>seppure minore rispetto ad altre dispute attorno al Mare Cinese Meridionale che coinvolgono Vietnam, Malaysia, Filippine, Brunei e Taiwan, non \u00e8 nuova. Ricordiamo che il 15 settembre scorso il ministero degli esteri indonesiano aveva inviato una protesta a Pechino per la presenza di due navi della Guardia Costiera cinese in tale zona, dopo che gi\u00e0 in precedenza Jakarta aveva dovuto dispiegare mezzi militari (aerei da combattimento e navi) in prossimit\u00e0 delle isole a causa di un episodio simile avvenuto al largo dell\u2019arcipelago delle Riau (di cui fanno parte anche le Natuna, oltre che le Anambas e Lingga).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Pechino ha pi\u00f9 volte dichiarato che la zona rientra nella sua area di sovranit\u00e0, tanto che tra settembre e novembre la Marina Indonesiana aveva condotto un\u2019operazione militare di prevenzione e respingimento delle navi cinesi nella zona economica esclusiva occidentale del paese, a testimonianza dell\u2019inasprimento delle posizioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\"><strong><u>Fregate giapponesi per l\u2019indonesia?\u00a0 \u00a0<\/u><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">A comprova delle crescenti preoccupazioni di Jakarta per le mire cinesi sull\u2019area e della volont\u00e0 di rafforzare le capacit\u00e0 marittime vi \u00e8 poi la notizia dell\u2019inizio dei lavori per la realizzazione di una stazione per sottomarini a Natuna Besar.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Sulla partnership tra Tokyo e Jakarta sono recentemente emersi altri dettagli. Alcuni media tra cui The Diplomat riportano che il Giappone avrebbe offerto all\u2019Indonesia 8 fregate lanciamissili multimissione\u00a0<em>stealth<\/em>\u00a0classe Mogami e starebbe lavorando ad un piano di consegna da attuare tra il 2023 e il 2024.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-144184 \" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/1024px-JS_KumanoFFM-2_left_front_view_at_Mitsui_Engineering__Shipbuilding_Tamano_Shipyard_November_19_2020_03.jpg\" alt=\"1024px-JS_Kumano(FFM-2)_left_front_view_at_Mitsui_Engineering_&amp;_Shipbuilding_Tamano_Shipyard_November_19,_2020_03\" width=\"796\" height=\"448\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Le Mogami sono unit\u00e0 da 4mila tonnellate (5.500 a pieno carico) realizzate dai cantieri Mitsubishi a Nagasaki e Tamano che ne sta attualmente realizzando 5 per le Forze di Autodifesa Marittima Giapponesi che prevedono di acquisirne 22 in diverse<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Questo piano si inserisce nel quadro di un pi\u00f9 vasto accordo sullo scambio di tecnologie del valore totale di 3,6 miliardi di dollari. La commessa costituirebbe la maggiore esportazione di armi giapponesi mai effettuata ma \u00e8 noto che l\u2019Indonesia stia guardando anche ad altri fornitori per rinnovare la flotta con nuove fregate lanciamissili ed ha recentemente dimostrato di essere imprevedibile quanto alle decisioni circa il procurement militare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">L\u2019Indonesia, nel suo obiettivo di modernizzare le forze aeree e marittime, sta per\u00f2 attuando un\u2019attenta strategia di diversificazione degli approvvigionamenti al fine di limitare la dipendenza da specifiche potenze straniere.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\"><strong><u>Si rafforza l\u2019asse con Seul<\/u><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">E\u2019 un segno il fatto che il ministro della difesa Subianto abbia partecipato il 9 aprile ad una cerimonia di presentazione di aerei da caccia in Corea del Sud. La visita potrebbe anticipare l\u2019acquisizione dei caccia KF-21 Boramae (Falco), nome attribuito al programma noto come KF-X.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">L0indinesia potrebbe acquistare 50 esemplari del nuovo caccia stealth sudcoreano il cui prototipo dovrebbe volare nei prossimi mesi e che sembra destinato ad entrare in servizio dal 2026 con 120\u2019 esemplari previsti per l\u2019Aeronautica della Corea del Sud entro il 2032.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-144185 alignleft\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/20200610000716_0.jpg\" alt=\"20200610000716_0\" width=\"412\" height=\"278\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Secondo quanto riportato da The Diplomat). Con gli aerei KF-X, in particolare, Jakarta si assicurerebbe un velivolo di Generazione 4++ con un prezzo competitivo (tra 40 e 50 milioni di euro a esemplare) ma con spinte caratteristiche di bassa rilevabilit\u00e0 radar e tecnologicamente superiore rispetto ai velivoli da caccia che sono stati offerti: dagli F-16 americani ai Sukhoi Su-35 russi ai Typhoon europei.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">L\u2019Indonesia ha partecipato alla realizzazione del velivolo della Korean Aerospace Industries in seguito all\u2019intesa con la Corea del Sud per la realizzazione dei KF-X (noto come JF-X in l\u2019Indonesia che chiama il nuovo caccia F-33) nell\u2019ambito di un progetto di oltre 6 miliardi di dollari finanziato per il 20% da Jakarta con una rinegoziazione del contratto nel 2018 per alleggerire il peso sul budget nazionale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Nonostante gli ostacoli ed il parziale raffreddamento dei rapporti, dovuto anche il temporaneo interesse indonesiano ad acquisire i Sukhoi Su-35 russi (programma poi abbandonato anche in seguito alle reiterate pressioni statunitensi che minacciano sanzioni ai paesi amici e alleati che acquistano armamenti russi), la cooperazione con Seul sembra ora procedere spedita e del resto l\u2019aeronautica indonesiana gi\u00e0 schiera 14 addestratori sudcoreani KAI T-50.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La possibilit\u00e0 di combinare la tecnologia AESA (Radar Active Electronically Scanned Array) con armi avanzate, secondo The Diplomat, potrebbe avere un grande impatto sulla potenza militare aerea dell\u2019Indonesia nel sud est asiatico specie se verranno adottati missili aria-aria a lungo raggio come l\u2019MBDA Meteor.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-144186 \" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/169990001_5397699970303294_6290906667721297855_n.jpg\" alt=\"169990001_5397699970303294_6290906667721297855_n\" width=\"823\" height=\"404\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">L\u2019Aeronautica indonesiana comprende attualmente una settantina di cacciabombardieri (33 F-16, 5 Sukhoi Su-27, 11 Sukhoi Su-30 e 23 Hawk 200) e solamente sei aerei da pattugliamento marittima, un numero certamente non sufficiente per controllare efficacemente l\u2019intero territorio con le sue miriadi di isole.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">I nuovi aerei daranno anche a Jakarta un vantaggio competitivo rispetto ai suoi vicini, garantendo anche la possibilit\u00e0 di un maggior\u00a0<em>leverage<\/em>\u00a0politico-diplomatico-militare. L\u2019Indonesia potrebbe sviluppare le capacit\u00e0 per porsi come ombrello protettivo verso altri paesi del sud est asiatico nei confronti della minaccia cinese (e di altre possibili minacce regionali), pur mantenendo formalmente buoni rapporti con Pechino.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La collaborazione tra Jakarta e Seul sembra gi\u00e0 ben avviata nel settore della difesa, e non solo per quanto riguardo la parte aeronautica. A marzo, infatti, a seguito di un accordo di trasferimento tecnologico bilaterale, era stata ultimata la realizzazione del sottomarino Alugoro, terzo battello della classe Nagapasa (sei unit\u00e0 previste) realizzate nei cantieri indonesiani PT PAL e dai sud-coreani\u00a0<em>Daewoo Shipbuilding &amp; Marine Engineering<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\"><strong><u>Una base russa in Laos<\/u><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Mosca sta tentando di realizzare una base militare in Laos rafforzando la cooperazione militare con le autorit\u00e0 di Vientiane e rafforzando la sua presenza nella regione del Sudest asiatico e di capitalizzare sui gi\u00e0 buoni rapporti con il Laos.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La nuova base trover\u00e0 spazio nella provincia di Xieng Khouang, dove le truppe russe hanno sgomberato con un\u2019azione di sminamento un territorio di 500 ettari che dovrebbe ospitare anche un aeroporto ad uso sia civile che militare. \u00a0La parte militare sar\u00e0 utilizzata congiuntamente dalle forze aeree russe e laotiane. L\u2019operazione di sminamento era iniziata nel dicembre 2020 ed \u00e8 stata completata nel pi\u00f9 grande riserbo nel giro di poco pi\u00f9 di tre mesi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-144189 size-full\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/Yak-130-1.jpg\" alt=\"Yak-130-1\" width=\"800\" height=\"533\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Mosca nel corso degli ultimi due anni ha consegnato al\u00a0<a href=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/2019\/02\/il-laos-ordina-gli-addestratori-yakovlev-yak-130\/\">Laos 4 addestratori\/caccia leggeri Yak 130<\/a>\u00a0(su 10 previsti) che costituiscono l\u2019unico strumento per la difesa dello spazio aereo nazionale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">L\u2019Esercito del Laos dispone di mezzi piuttosto datati di origine sovietica (inclusi carri T-54\/55) ma ha ricevuto da Mosca 20 moderni carri armati T-72B1 e 20 nuovi ruotati blindati da ricognizione BRDM-2M (gli ultimi lotti consegnati nel 2020) che affiancano i vecchi BTR-60 e BTR-152<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Mosca ha contribuito alla formazione del personale militare laotiano sia ospitando i militari nelle scuole militari russe sia inviando specialisti militari russi come consulenti per assistere direttamente all\u2019addestramento delle forze armate.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-144190 \" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/Russia_opens_military_office_in_Laos_T-72B_and_BRDM-2M_parade_through_Vientiane_2.jpg\" alt=\"Russia_opens_military_office_in_Laos_T-72B_and_BRDM-2M_parade_through_Vientiane_2\" width=\"804\" height=\"535\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Le pi\u00f9 recenti intese bilaterali di cooperazione militare hanno preso il via con la visita a Mosca da parte del primo ministro laotiano Thongloun Sisoulith del 2017, durante il quale era stato siglato un accordo quadro nell\u2019ambito del quale i russi hanno anche modernizzato il campo d\u2019aviazione di Thongkhaihin, situato nella stessa provincia di Xieng Khoaung.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Secondo uno stesso rapporto del ministero della Difesa della Federazione Russa, Mosca fornisce armi e strumentazioni tecnico-militari al Laos nel quadro dell\u2019assistenza tecnico-militare e degli accordi raggiunti durante una visita del ministro della Difesa in\u00a0Laos nel 2018.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-144188 size-full\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/Russia_opens_military_office_in_Laos_T-72B_and_BRDM-2M_parade_through_Vientiane.jpg\" alt=\"Russia_opens_military_office_in_Laos_T-72B_and_BRDM-2M_parade_through_Vientiane\" width=\"925\" height=\"617\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">A Vientiane \u00e8 stato anche aperto un ufficio di rappresentanza del ministero della Difesa russo e la scorsa estate il Laos aveva annunciato la costruzione di statue commemorative per il valore di 775.000 dollari in onore di piloti sovietici caduti in missione nel paese del sudest asiatico tra il 1975 e il 1992. Piloti evidentemente impegnati gi\u00e0 in quegli anni nell\u2019addestramento delle forze aeree laotiane.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La cooperazione militare tra Mosca e Vientiane \u00e8 stata poi approfondita nel 2019 quando i rispettivi ministri della difesa secondo l\u2019agenzia stampa russa TASS avevano stretto un accordo ai margini della Conferenza Internazionale di Mosca sulla Sicurezza Internazionale. I dettagli di questo accordo non sono per\u00f2 mai stati svelati. In dicembre 2019 Russia e Laos hanno anche partecipato ad esercitazioni militari congiunti\u00a0nella regione del Sudest asiatico note come Laros.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-144196 \" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/4fb1d84a-dcab-4f44-8ace-3942c8cbadec.jpeg\" alt=\"4fb1d84a-dcab-4f44-8ace-3942c8cbadec\" width=\"814\" height=\"458\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Secondo un report pubblico disponibile sul sito del ministero della Difesa laotiano, il generale Chansamone avrebbe incontrato l\u2019ambasciatore russo in Laos il 29 dicembre scorso per ringraziarlo del regalo di un hangar per carri armati nella provincia di Xieng Khouang.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Anche l\u2019allineamento del Laos alle posizioni russe sulla questione della Crimea testimonia la volont\u00e0 da parte delle autorit\u00e0 di Vientiane di approfondire la cooperazione militare con Mosca, che resta tuttavia poco trasparente dal momento che dati o report pubblici sono molto limitati.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\"><strong><u>Conclusioni<\/u><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Laos e Indonesia sono esse stesse legate da un memorandum d\u2019intesa nel settore della difesa da poco pi\u00f9 di un anno. L\u2019accordo \u00e8 una sorta di ombrello legale per una possibile intensificazione della cooperazione militare tra i due paesi, per lo scambio di informazioni sulle sfide comuni relative alla sicurezza regionale e internazionale e per visite bilaterali tra i vertici militari. Le forze armate laotiane ricevono inoltre formazione in Indonesia gi\u00e0 dall\u2019epoca sovietica e questo \u00e8 secondo le fonti un trend che continua e anzi si approfondir\u00e0 grazie all\u2019accordo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-144066 \" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/SouthChinaSea.jpg\" alt=\"SouthChinaSea\" width=\"816\" height=\"785\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Nel sudest asiatico Mosca e Pechino competono su pi\u00f9 teatri, seppur con un notevole vantaggio strategico da parte della seconda.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Sia l\u2019Indonesia che il Laos hanno il vantaggio, rispetto ad altri paesi del sudest asiatico, di avere un grado di flessibilit\u00e0 piuttosto elevato nei confronti sia della Russia che della Cina. Ci\u00f2 permette loro di giocare su pi\u00f9 tavoli e di porsi, anche se indirettamente, come possibili aghi della bilancia rispetto allo strapotere di Pechino nella regione. \u00a0Vientiane, ad esempio, sta tentando di mantenere un equilibrio tra il fedele alleato vietnamita, legato alla Russia per motivi energetici, e il dragone, che \u00e8 da anni il maggiore investitore estero e fornitore di aiuti del Laos.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>FONTE:\u00a0 <a href=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/2021\/06\/le-alleanze-di-indonesia-e-laos-per-contenere-pechino\/\">https:\/\/www.analisidifesa.it\/2021\/06\/le-alleanze-di-indonesia-e-laos-per-contenere-pechino\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di ANALISI DIFESA (Sigrid Lipott) Il 30 marzo scorso\u00a0Indonesia e Giappone hanno firmato un accordo\u00a0che permetter\u00e0 il trasferimento da parte di Tokyo di equipaggiamento e tecnologia per la difesa. 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