{"id":65244,"date":"2021-06-03T11:00:12","date_gmt":"2021-06-03T09:00:12","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=65244"},"modified":"2021-06-02T15:25:39","modified_gmt":"2021-06-02T13:25:39","slug":"il-governo-dovra-decidere-in-fretta-cosa-fare-con-lex-ilva","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=65244","title":{"rendered":"Il governo dovr\u00e0 decidere in fretta cosa fare con l\u2019ex Ilva"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\"><strong>di THE SUBMARINE (Sebastian Bendinelli)<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-65245\" src=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/ilva-cover-2021-1280x672-1-300x158.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"158\" srcset=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/ilva-cover-2021-1280x672-1-300x158.jpg 300w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/ilva-cover-2021-1280x672-1-1024x538.jpg 1024w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/ilva-cover-2021-1280x672-1-768x403.jpg 768w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/ilva-cover-2021-1280x672-1.jpg 1280w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>Foto: Antonio Seprano<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong><em>Dopo la sentenza di primo grado del processo \u201cAmbiente svenduto\u201d il destino dell\u2019acciaieria \u00e8 pi\u00f9 incerto che mai<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il processo \u201cAmbiente svenduto,\u201d sul disastro ambientale prodotto dall\u2019Ilva di Taranto, si \u00e8 concluso in primo grado con una sentenza pesantissima: Fabio e Nicola Riva, ex proprietari e amministratori dello stabilimento, sono stati condannati a 22 e 20 anni di carcere per concorso in associazione per delinquere finalizzata al disastro ambientale, all\u2019avvelenamento di sostanze alimentari, alla omissione dolosa di cautele sui luoghi di lavoro. Tra i condannati ci sono diversi ex dirigenti dell\u2019azienda, ma anche alcune figure politiche, come l\u2019ex presidente della provincia Gianni Florido e l\u2019ex presidente della regione Puglia Nichi Vendola, condannato a tre anni e mezzo (l\u2019accusa aveva chiesto 5 anni) per aver fatto pressioni sull\u2019Arpa per far \u201cammorbidire\u201d la sua posizione sulle emissioni nocive dell\u2019acciaieria. Vendola non ha accolto bene la condanna: \u201cMi ribello a una giustizia che calpesta la verit\u00e0,\u201d ha detto, parlando di \u201cmostruosit\u00e0 giuridica\u201d e \u201cgiustizia profondamente malata.\u201d<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La decisione della Corte d\u2019Assise \u00e8 stata accolta con amara esultanza dai gruppi ambientalisti e dalle associazioni di cittadini tarantini che da anni si battono per far riconoscere l\u2019inquinamento ambientale prodotto dall\u2019Ilva. \u201cSiamo commossi, per quelli che abbiamo perduto e per quelli che qui ancora si ammalano. \u00c8 stata una strage, lunga decenni, per il profitto,\u201d ha commentato il sindaco di Taranto Rinaldo Melucci. Secondo il governatore pugliese Emiliano, \u201cla sentenza \u00e8 un punto di non ritorno che deve essere la guida per le decisioni che il Governo deve prendere con urgenza sul destino degli impianti. Gli impianti a ciclo integrato, che hanno determinato la morte di innumerevoli persone tra le quali tanti bambini, devono essere chiusi per sempre e con grande urgenza.\u201d<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La Corte, infatti, ha disposto anche la confisca dell\u2019area a caldo dell\u2019ex Ilva, ma questa decisione non avr\u00e0 alcun effetto immediato sulla produzione, perch\u00e9 potr\u00e0 essere efficace solo dopo il giudizio definitivo della Cassazione. Sul destino dell\u2019impianto, per\u00f2, pende una sentenza del Consiglio di Stato, che dovr\u00e0 confermare o respingere la sentenza del Tar di Lecce dello scorso 13 febbraio, che aveva disposto la fermata degli impianti dell\u2019area a caldo entro 60 giorni, accogliendo un ordinanza del comune di Taranto. Una spada di Damocle che sia il governo sia i sindacati vedono con molta preoccupazione. \u201cA quel punto sar\u00e0 possibile capire in che quadro giuridico lo stato, in qualit\u00e0 di azionista, potr\u00e0 operare,\u201d ha commentato ieri il ministro Giorgetti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Lo scorso aprile infatti l\u2019attuale proprietario dello stabilimento, ArcelorMittal, ha finalizzato l\u2019accordo con Invitalia per il rientro della partecipazione pubblica nella gestione del polo siderurgico, che dovrebbe cambiare nome e chiamarsi \u201cAcciaierie d\u2019Italia.\u201d L\u2019accordo prevede un ingresso graduale del capitale pubblico nell\u2019azienda: Invitalia ha sottoscritto un aumento di capitale per 400 milioni, diventando socio con una partecipazione del 38% del capitale azionario e con il 50% dei diritti di voto. Entro maggio 2022 dovr\u00e0 esserci un secondo investimento, fino a 680 milioni, con cui la partecipazione pubblica salir\u00e0 al 60%, mentre ArcelorMittal dovr\u00e0 investire fino a 70 milioni per mantenere una partecipazione pari al 40%.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">L\u2019accordo \u00e8 subordinato per\u00f2 ad alcune condizioni tra cui \u201cla modifica del piano ambientale in vigore per tenere conto delle modifiche del nuovo piano industriale; la revoca di tutti i sequestri penali riguardanti lo stabilimento di Taranto; e l\u2019assenza di misure restrittive \u2013 nell\u2019ambito dei procedimenti penali in cui Ilva \u00e8 imputata \u2013 nei confronti di Acciaierie d\u2019Italia Holding o di sue societ\u00e0 controllate.\u201d Per questo il coordinatore nazionale dei Verdi, Angelo Bonelli, aveva parlato di \u201cuno schiaffo in faccia alla popolazione tarantina.\u201d<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ora lo stato si trova con la \u201cpatata bollente\u201d di un\u2019acciaieria altamente inquinante, che d\u00e0 lavoro a migliaia di persone ma che \u00e8 sempre pi\u00f9 difficile rendere sostenibile e competitiva sul mercato, e che rischia di venire demolita pezzo per pezzo dalle sentenze giudiziarie. La possibilit\u00e0 di una riconversione \u201cgreen\u201d dello stabilimento, sbandierata da anni, \u00e8 ancora remotissima. Non sembra crederci troppo nemmeno il ministro della Transizione Ecologica, che intervistato sul Fatto Quotidiano sostiene che l\u2019unica possibilit\u00e0 per \u201cmitigare il problema\u201d \u00e8 \u201cpassare presto ai forni elettrici, togliere il carbone, fare il prima possibile il passaggio all\u2019idrogeno verde.\u201d Il Pnrr prevede investimenti per decarbonizzare e impiegare l\u2019idrogeno verde nella produzione siderurgica, ma lo stesso Cingolani riconosce che la transizione \u201cnon \u00e8 una cosa rapidissima\u201d e non \u00e8 detto che \u201cvalga la pena di transire\u201d (sic). Tra le righe, il ministro si dice favorevole tout court alla dismissione dello stabilimento: \u201cIn questi bilanci penso vengano prima le malattie, la salute e poi il Pil. Tra l\u2019altro non penso che i numeri della produzione oggi siano come quelli d\u2019oro del passato. Penso che oggi si debba bonificare i territori, mettere a posto e fare tutto quello che c\u2019\u00e8 da fare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La sentenza di ieri arriva dopo un iter processuale lungo 9 anni: il primo sequestro dell\u2019area a caldo risale al 2012, dopo due perizie \u2014 una ambientale e una epidemiologica \u2014 che dimostrarono gli effetti nocivi delle emissioni dell\u2019acciaieria sulla salute dei cittadini di Taranto, e in particolare del quartiere Tamburi, che si trova a ridosso dello stabilimento. Il quadro che emerge \u00e8 impietoso: secondo uno studio epidemiologico commissionato dal Ministero della Salute e pubblicato nel 2019, ad esempio, nel periodo 2002-2015 sono stati osservati 600 casi di malformazione congenita tra i neonati di Taranto \u2014 +9% rispetto alla media regionale. Nella fascia 20-29 anni si evidenzia invece un eccesso del 70% per l\u2019incidenza dei tumori alla tiroide. Un altro studio, pi\u00f9 recente, ha confermato l\u2019eccesso di mortalit\u00e0 nei quartieri pi\u00f9 esposti alle emissioni, con 181 morti in pi\u00f9 rispetto alla media regionale nel 2019.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La vertenza ex Ilva \u00e8 insomma un problema di salute pubblica, ecologico, economico e sociale \u2014 complessissimo, e non per caso ancora senza una soluzione. Per l\u2019Italia rinunciare all\u2019Ilva infatti non \u00e8 semplice: il nostro paese \u00e8 ancora l\u2019undicesimo produttore di acciaio al mondo, e da sola l\u2019Ilva di Taranto costituisce un quinto della produzione nazionale. La questione della riconversione ecologica \u2014 su cui il ministro Cingolani ieri \u00e8 apparso fatalista \u2014 \u00e8 insomma di primissima necessit\u00e0: \u00e8 inaccettabile che lo stabilimento sia al terzo passaggio di propriet\u00e0 deciso proprio in luce della necessit\u00e0 di una riqualificazione, che viene puntualmente archiviata non appena la nuova gestione si insedia. \u00c8 stato cos\u00ec anche quest\u2019anno, perch\u00e9 lo stabilimento ha subito un forte rallentamento l\u2019anno scorso e ora dovrebbe recuperare. Sono anni che si parla di decarbonizzazione e di adeguamento tecnologico, e i fondi per l\u2019Ambiente del Recovery Plan \u2014 69 miliardi di euro \u2014 sembrano l\u2019unica possibilit\u00e0 per finalmente realizzare la transizione. Non \u00e8 una sorpresa che la situazione si sia trascinata, aggravando ulteriormente una situazione che doveva essere affrontata anni fa: ArcelorMittal, che strapp\u00f2 la gara a Acciaitalia per 600 milioni di euro, \u00e8 leader mondiale \u2014 seppur di margine \u2014 nella produzione dell\u2019acciaio, s\u00ec, ma ha una lunga tradizione di chiudere gli stabilimenti che ha acquisito, ed \u00e8 difficile pensare che questo non fosse il destino prefisso anche per l\u2019ex Ilva, anche se nessuna delle chiusure gestite dall\u2019azienda era delle dimensioni dello stabilimento di Taranto. Lo scorso settembre ArcelorMittal aveva finalmente iniziato a fare qualcosa sul fronte, e aveva assegnato ad Eni Rewind, la societ\u00e0 \u201cambientale\u201d di Eni, l\u2019assistenza alla progettazione per la bonifica dell\u2019area ex Ilva. Del progetto, nove mesi e un cambio di amministrazione che dovrebbe aver portato lo stabilimento solo pi\u00f9 vicino ad Eni, non si sa pi\u00f9 niente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Fonte:\u00a0<\/strong><strong><a href=\"https:\/\/thesubmarine.it\/2021\/06\/01\/il-governo-dovra-decidere-in-fretta-cosa-fare-con-lex-ilva\/\">https:\/\/thesubmarine.it\/2021\/06\/01\/il-governo-dovra-decidere-in-fretta-cosa-fare-con-lex-ilva\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di THE SUBMARINE (Sebastian Bendinelli) Foto: Antonio Seprano Dopo la sentenza di primo grado del processo \u201cAmbiente svenduto\u201d il destino dell\u2019acciaieria \u00e8 pi\u00f9 incerto che mai Il processo \u201cAmbiente svenduto,\u201d sul disastro ambientale prodotto dall\u2019Ilva di Taranto, si \u00e8 concluso in primo grado con una sentenza pesantissima: Fabio e Nicola Riva, ex proprietari e amministratori dello stabilimento, sono stati condannati a 22 e 20 anni di carcere per concorso in associazione per delinquere finalizzata al&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":95,"featured_media":47479,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[32],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/the-submarine.png","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7ZaJ4-gYk","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/65244"}],"collection":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/95"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=65244"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/65244\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":65248,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/65244\/revisions\/65248"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/47479"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=65244"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=65244"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=65244"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}