{"id":65298,"date":"2021-06-16T00:50:00","date_gmt":"2021-06-15T22:50:00","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=65298"},"modified":"2021-06-16T07:58:17","modified_gmt":"2021-06-16T05:58:17","slug":"candidarci-alle-elezioni-del-2023-ad-ogni-epoca-la-sua-rivoluzione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=65298","title":{"rendered":"Candidarci alle elezioni del 2023. Ad ogni epoca la sua rivoluzione"},"content":{"rendered":"<p>di Simone Garilli (RI Mantova)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per un partito popolare che stia tentando di emergere e di incidere nella vita della nazione le elezioni politiche sono l\u2019appuntamento in assoluto pi\u00f9 importante. \u00c8 quasi banale ricordare il perch\u00e9: prima di riuscire a candidare su base nazionale il proprio simbolo, il proprio programma, i propri candidati e il proprio stile, ma direi persino il proprio metodo, la propria organizzazione e il carattere dei propri militanti, il partito, semplicemente, non esiste. \u00c8 sano e razionale che sia cos\u00ec, perch\u00e9 uno Stato nazionale, per dimensioni e complessit\u00e0, richiede per essere governato la capacit\u00e0 di innalzarsi dalle lotte locali e di corto raggio, per quanto importanti, e di incidere sul terreno sovrastrutturale della politica, della cultura e delle idee. In altri termini, per governare uno Stato moderno serve, come ingrediente imprescindibile, la visione d\u2019insieme, a volo d\u2019uccello, che consenta di ricollegare le particolarit\u00e0 territoriali in un\u2019azione politica organica ed equilibrata.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 per queste ragioni che \u00e8 del tutto naturale se un partito popolare impiega anni per farsi conoscere e votare anche nella pi\u00f9 piccola delle citt\u00e0. Prima viene il momento nazionale, il certificato di nascita del partito davanti alla nazione, poi il momento locale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Se le elezioni politiche sono sempre decisive per un partito popolare, lo sono particolarmente in una fase storica \u201creazionaria\u201d, nella quale gli spazi sociali per acquisire notoriet\u00e0 prima e al di fuori degli appuntamenti elettorali sono risicati o quasi inesistenti. Istituzioni svuotate di poteri, sindacati e partiti deboli, attivismo in luogo della militanza, frammentazione estrema delle classi lavoratrici, sono alcuni dei sintomi di queste fasi nelle quali le elezioni rappresentano forse l\u2019unica vera occasione di parlare al popolo nel suo insieme e di segnalare la propria esistenza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ci troviamo senz\u2019altro in una fase \u201creazionaria\u201d, ma non \u00e8 la prima della nostra storia unitaria e non sar\u00e0 l\u2019ultima. Pu\u00f2 servire dunque volgere lo sguardo al passato, alla storia di uno dei grandi partiti popolari italiani del Novecento e a un frammento significativo del dibattito che al suo interno si svolse intorno all\u2019alternativa tra parlamentarismo e rivoluzione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La riflessione mi \u00e8 stata suggerita da alcune letture che riguardano il partito comunista italiano e le figure dei due suoi pi\u00f9 celebri dirigenti: Antonio Gramsci e Palmiro Togliatti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ebbene, pi\u00f9 ne leggo e pi\u00f9 mi rendo conto di quanto possano essere attuali le gesta e gli scritti di entrambi, ben presto accomunati dall\u2019intima convinzione di dover trasformare il Partito Comunista d\u2019Italia (PCd\u2019I), nato come rivoluzionario nel 1921 sull\u2019onda del \u201cbiennio rosso\u201d e dell\u2019impresa bolscevica in Russia, in soggetto politico democratico e riformista, sebbene in un senso radicale a molti Italiani oggi sconosciuto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel linguaggio politico di Togliatti si trattava di trasformare il partito comunista in un \u201cpartito nuovo\u201d, che si facesse \u201csoggetto decisivo\u201d di una \u201cdemocrazia progressiva\u201d rispettosa del nuovo quadro istituzionale post-fascista. Nel 1944 la tesi era ormai sostenuta apertamente dal segretario, ma gi\u00e0 Gramsci l\u2019aveva elaborata, in modo ovviamente indipendente, durante la lunga gestazione dei <em>Quaderni del Carcere<\/em> (1929-1935) e, ancora prima, all\u2019interno delle cosiddette \u201cTesi di Lione\u201d (1926), il documento politico da lui stesso elaborato e votato dalla maggioranza dei delegati al III congresso del Partito per mezzo del quale la corrente sinistra capitanata da Amedeo Bordiga fin\u00ec in minoranza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Cerchiamo di capire brevemente cosa divideva Gramsci, e poi Togliatti, dalla retorica rivoluzionaria del bordighismo, e perch\u00e9 tutto ci\u00f2 \u00e8 di grande attualit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il PCd\u2019I nacque da una scissione interna al Partito Socialista Italiano, accusato di ritardare, o peggio soffocare nella culla, la rivoluzione del proletariato che sarebbe seguita di l\u00ec a poco anche in Italia. I sommovimenti operai del biennio 1919-1920, in effetti, rendevano lo scenario del tutto verosimile, ma nonostante quella stimolante apparenza le pretese rivoluzionarie si spensero di fronte all\u2019offensiva squadrista e alla nascita del Partito Nazionale Fascista, capace di prendere il potere profittando del rischio calcolato (male?) dai notabili liberali e poi, soprattutto, di mantenerlo per un ventennio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 storia nota, mentre lo \u00e8 meno il dibattito intellettuale e politico che si dispieg\u00f2 negli anni e decenni seguenti intorno alla natura e alla funzione storica del fascismo, in particolare all\u2019interno del partito comunista italiano. Tra le varie interpretazioni proprio quella gramsciana \u00e8 particolarmente degna nota.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il contributo teorico di Gramsci consistette nel vedere prima e meglio di altri che il fascismo non sarebbe stato fenomeno provvisorio, ma di lungo o lunghissimo respiro, capace di attuare quella \u201crivoluzione passiva\u201d di cui l\u2019intellettuale torinese scrisse ampiamente durante la sua permanenza nelle carceri di regime. Il fascismo, in altre parole, era stato in grado di incidere profondamente sull\u2019\u201ceducazione politica\u201d delle classi popolari, compresa in certa misura la classe operaia a cui il partito rivoluzionario avrebbe dovuto rivolgersi per prendere il potere e mantenerlo a sua volta. Il fascismo non solo aveva stoppato la rivoluzione, ma l\u2019aveva resa impossibile, se mai fosse stata un\u2019opzione concreta alle porte del 1922; e impossibile non tanto sul lato operativo, dato che non sarebbero in astratto mancate le forze per rovesciare il regime, ma sul lato politico, ovverosia sul lato del consenso di massa e di lungo periodo di fronte a una prospettiva comunista e alla ovvia reazione che ne sarebbe seguita.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Fu questa una conclusione a cui Gramsci, paradossalmente, pot\u00e9 giungere in relativa libert\u00e0, proprio perch\u00e9 libero non era. Chi al contrario, come Togliatti, si trovava a dover dirigere clandestinamente e dall\u2019estero un partito legato alle parole d\u2019ordine rivoluzionarie sulle quali era nato solo pochi anni prima, non poteva che dissimulare in qualche misura le nuove convinzioni, che pure nel frattempo coltivava.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In questo consiste lo spartiacque nella storia del partito comunista italiano: nel rendersi conto, prima al livello individuale e delle pi\u00f9 alte sfere dirigenziali, poi gradualmente e faticosamente al livello dei quadri intermedi, e infine in certa misura anche al livello di base, che la via per la rivoluzione era preclusa nel breve e nel lungo termine. Era dunque precluso il comunismo, mentre i giochi erano aperti per una prospettiva socialista di riforma graduale e radicale della struttura capitalistica, riservando al PCI il ruolo di perno del sistema democratico e parlamentare che nel frattempo doveva essere accettato, legittimato e addirittura protetto da attacchi esterni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per uno studioso del comunismo italiano appassionato e attento come Luciano Canfora \u00e8 in questa strategia riformista radicale di lunga durata, capace di resistere alle oscillazioni ideologiche e strategiche dell\u2019Unione Sovietica e ai tentativi di boicottaggio di oscuri poteri nazionali e internazionali, che si scorge la grandezza politica di Palmiro Togliatti, non un semplice \u201ctattico\u201d, ma molto di pi\u00f9.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Con le parole dello stesso Canfora:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201c[Togliatti] cerca di far capire che il fatto macroscopico della vittoria (a suo tempo) del fascismo, della sua lunga durata e del suo radicamento <em>\u2018corruttore\u2019 di tutte le classi<\/em>, nonch\u00e9 il tipo di forze politiche e sociali molteplici che contro di esso, man mano, si sono mobilitate (e, fattore non da poco, l\u2019alleanza militare che lo sta sconfiggendo), impongono, ad un Partito che pu\u00f2 anche continuare a denominarsi \u00abcomunista\u00bb, una strategia di lungo periodo del tutto nuova. [\u2026] [che il nuovo scenario] impone con urgenza di cambiare obiettivi e ri-orientare la concreta azione politica per un partito che abbia saputo far tesoro dell\u2019esperienza, e intenda operare non <em>predicare<\/em>\u201d<a href=\"#_ftn1\" name=\"_ftnref1\">[1]<\/a>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cRadicamento corruttore di tutte le classi\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Cosa \u00e8 stato, se non questo, il lungo trentennio neoliberale che ha iniziato ad agire sul corpo ormai fragile e indifeso della classi popolari dopo la definitiva mutazione del partito comunista e la caduta in disgrazia degli altri partiti della Prima Repubblica?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ancora Canfora, commentando l\u2019attualit\u00e0 dei <em>Quaderni<\/em>, nota che:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cAntonio Gramsci investe tutto se stesso nella politica mentre sembra avviarsi ormai la marcia trionfale della rivoluzione [\u2026] e muore mentre il fascismo appare vincente dovunque. Perci\u00f2 uno dei fili conduttori principali del suo pensiero \u00e8 l\u2019analisi del fenomeno costituito dal fascismo, cio\u00e8 dal principale soggetto e fattore politico-sociale che ha reso impossibile la rivoluzione socialista in Italia. [\u2026] <em>Non a caso il suo pensiero ritorna di attualit\u00e0 ogni volta che il rapporto delle forze in campo \u00e8 a favore della reazione, e la rivoluzione \u00e8 sconfitta o rinviata sine die, o comunque reinterpretata come lungo processo di trasformazione<\/em> [\u2026] <em>Perci\u00f2 egli \u00e8 cos\u00ec attuale oggi, quando abbiamo ormai alle spalle vent\u2019anni di storia successiva allo sgretolamento dell\u2019ultimo prodotto statale delle rivoluzioni europee del Novecento<\/em>, e il socialismo sopravvive soltanto in quanto gestione alternativa del sistema economico vigente\u201d<a href=\"#_ftn2\" name=\"_ftnref2\">[2]<\/a>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dunque, l\u2019insegnamento che possiamo e dobbiamo cogliere, oggi, dall\u2019evoluzione del pensiero dei due massimi dirigenti comunisti, \u00e8 cristallino: non si d\u00e0 rivoluzione in una fase storica reazionaria, quando i rapporti di forza siano pesantemente sbilanciati a favore delle classi dominanti. Dove per rivoluzione si intende, a scanso di equivoci, il colpo di mano da parte di una minoranza popolare (una classe) in seguito alla quale si apre una fase costituente che capovolge l\u2019ordinamento precedente soffocando la reazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel dibattito odierno sulla funzione dell\u2019anti-europeismo, allora, dovremmo partire da una domanda ben precisa: \u00e8 nostro compito costruire il partito-avanguardia, della rivoluzione di classe, o il partito di massa, del socialismo democratico e parlamentare?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A seconda dell\u2019analisi di fase e della risposta a questa domanda ci si organizza per un fine, che deve essere sempre chiaro ed esplicito, almeno all\u2019interno del partito che lo persegue.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Accenniamo a una risposta. In che fase siamo? Credo che tutti saremo d\u2019accordo nel rispondere che ci troviamo in una fase saldamente reazionaria, nella quale le classi popolari si trovano in condizioni di estrema debolezza e la \u201ccorruttiva\u201d ideologia neoliberale \u00e8 radicata profondamente nella maggioranza, nonostante qualche primo segnale di risveglio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Se la fase \u00e8 questa, sar\u00e0 conseguente rispondere anche alla seconda questione: partito-avanguardia o partito-massa? In tutta evidenza la seconda opzione, non essendo minimamente all\u2019orizzonte una classe rivoluzionaria in grado di egemonizzare le altri classi popolari, realizzare il colpo di mano e resistere alla reazione del sistema sull\u2019onda dei consensi maggioritari di cui gode nella societ\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Infine, dall\u2019analisi e dalla scelta di campo, deve emergere la prassi. Qual \u00e8 il mezzo di gran lunga pi\u00f9 efficace, di fronte alla \u201crivoluzione passiva\u201d neoliberale, per trasformarsi in partito-massa e iniziare il lungo processo di risveglio e riunificazione delle classi popolari? In assenza di prospettive strettamente rivoluzionarie, e in assenza d\u2019altra parte di un impedimento giuridico e formale all\u2019esercizio della democrazia parlamentare (a differenza che in epoca fascista) senza alcun dubbio le elezioni politiche, vale a dire l\u2019accettazione non soltanto dello scenario parlamentare, che \u00e8 dato per scontato e ci entusiasma, ma anche di una dolorosa realt\u00e0: la stragrande maggioranza del popolo, oggi, consuma politica, e ritiene perci\u00f2 di non aver altri doveri se non quello di apporre una x sulla scheda elettorale ogni cinque anni. Per il resto del tempo, quando si occupa di politica, lo fa consumandola sui <em>social<\/em> o dalla televisione. La dimensione politica nelle fabbriche, nelle sezioni locali di partito o nelle piazze \u00e8 venuta quasi totalmente a mancare, se non in rari casi riguardanti una stretta minoranza che esprime necessit\u00e0 corporative, comprensibilmente dati i rapporti di forza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non a caso Riconquistare l\u2019Italia, al suo quinto anno di vita come partito, decimo se si conta anche la fase associativa, si \u00e8 dato uno scopo di fase ben definito per i prossimi due anni: costruire in ogni collegio l\u2019esercito che nei mesi precedenti alle elezioni del 2023 marcer\u00e0 come un sol uomo per raccogliere le firme, farsele autenticare, presentare una lista di buoni e ottimi candidati in grado di occupare gli spazi mediatici e pubblici che la legge garantisce e di far notare il partito, la sua singolarit\u00e0, la sua natura romantica e popolare, diffondendo i suoi principi e un programma coerente e raffinato, che promaner\u00e0 dalla Costituzione del 1948 e dal presupposto del recesso dall\u2019Unione Europea.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Se possibile e necessario, per riuscire nell\u2019impresa Riconquistare l\u2019Italia dovr\u00e0 unire le sue forze in un\u2019alleanza con una o pi\u00f9 formazioni anti-europeiste, che condividano l\u2019importanza dell\u2019appuntamento elettorale e abbiano saputo costruire, negli anni, un solido nucleo di militanti perlomeno in alcuni collegi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questo \u00e8 tutto ci\u00f2 che dobbiamo fare nei prossimi due anni, all\u2019ombra dei riflettori nazionali, lasciando in certa misura libert\u00e0 di scelta sulle azioni pi\u00f9 consone per raggiungere il\u00a0 fine a ogni gruppo locale e a ogni militante, dato il carattere e le capacit\u00e0 che esprimono.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Presentare alla nazione il simbolo di Riconquistare l\u2019Italia, da solo o a fianco di quello di altri partiti anti-europeisti, \u00e8 il primo fondamentale passo del nostro tentativo &#8220;di concorrere con metodo democratico a determinare la politica nazionale&#8221;. Ad ogni epoca la sua rivoluzione.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref1\" name=\"_ftn1\">[1]<\/a> Luciano Canfora, <em>La metamorfosi<\/em>, Laterza, Bari, 2021, pag. 17.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref2\" name=\"_ftn2\">[2]<\/a> Luciano Canfora, <em>Gramsci in carcere e il fascismo<\/em>, Salerno Editrice, Roma, 2015, ed. digitale.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Simone Garilli (RI Mantova) Per un partito popolare che stia tentando di emergere e di incidere nella vita della nazione le elezioni politiche sono l\u2019appuntamento in assoluto pi\u00f9 importante. \u00c8 quasi banale ricordare il perch\u00e9: prima di riuscire a candidare su base nazionale il proprio simbolo, il proprio programma, i propri candidati e il proprio stile, ma direi persino il proprio metodo, la propria organizzazione e il carattere dei propri militanti, il partito, semplicemente,&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":72,"featured_media":65593,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[25,6],"tags":[3023,6856,1849,6415,1594,1089,1091,5762,6855],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/logo-Repubblica-Iataliana-1.png","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7ZaJ4-gZc","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/65298"}],"collection":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/72"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=65298"}],"version-history":[{"count":14,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/65298\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":65569,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/65298\/revisions\/65569"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/65593"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=65298"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=65298"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=65298"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}