{"id":65363,"date":"2021-06-08T09:55:14","date_gmt":"2021-06-08T07:55:14","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=65363"},"modified":"2021-06-08T09:52:17","modified_gmt":"2021-06-08T07:52:17","slug":"processi-giudiziari-processi-politici-e-processi-storici-per-lex-ilva-di-taranto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=65363","title":{"rendered":"Processi giudiziari, processi politici e processi storici per l\u2019ex Ilva di Taranto"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\">di <strong>MARX XXI (Salvatore Romeo)<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Un\u2019analisi delle tre dimensioni dello storico Salvatore Romeo, autore de \u201cL&#8217; acciaio in fumo. L&#8217;Ilva di Taranto dal 1945 a oggi\u201d (Donzelli,2019)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">&#8211; Il purismo, il giustizialismo, la propensione al pensiero magico sono elementi quasi strutturali di una societ\u00e0 frantumata.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Una sentenza di primo grado \u00e8 una sentenza di primo grado. L&#8217;iter processuale \u00e8 ancora apertissimo e verosimilmente lungo. Essa per\u00f2 pu\u00f2 dare spunto per una riflessione su alcuni dati di realt\u00e0, che \u00e8 opportuno non tralasciare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">1) I commenti a caldo dei legali dei Riva appaiono proiettati da un&#8217;altra epoca. Vent\u2019anni fa si poteva dire che non c\u2019\u00e8 prova del nesso causale fra inquinamento e danni sanitari nel caso di Taranto; ancora dieci anni fa lo si poteva ritenere incerto. Ma oggi, dopo che si sono sedimentate indagini scientifiche di diverso tipo, \u00e8 davvero improbabile continuare a sostenerlo \u201cin scienza e coscienza\u201d. Esiste una verit\u00e0 di fatto che gode di ampio consenso nella comunit\u00e0 degli esperti, una verit\u00e0 che \u00e8 forse il frutto pi\u00f9 maturo della presa di coscienza del problema, emersa con fatica nel corso di diversi decenni, e del suo studio attento. Altro \u00e8 stabilire le responsabilit\u00e0 personali in relazione a quel fatto: su questo piano, la sentenza di oggi \u00e8 un primo momento che dovr\u00e0 passare da altri due gradi di giudizio. Ma anche se le sentenze definitive accertassero l\u2019innocenza degli ex dirigenti di Ilva, il fatto non verrebbe meno (a meno di nuove clamorose scoperte in grado di mettere in discussione l\u2019interpretazione corrente).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">2) \u00c8 altres\u00ec un fatto che la Regione Puglia, fra il 2005 e il 2012, ha sviluppato un\u2019iniziativa in ambito ambientale rivelatasi indispensabile per la stessa istruttoria del processo. I dati raccolti per dimostrare l\u2019impatto del siderurgico hanno come fonti principali e imprescindibili ARPA E ASL. Il lavoro di queste istituzioni ha ricevuto un impulso decisivo dopo l\u2019elezione a presidente di Nichi Vendola. Fino ad allora ARPA era un guscio vuoto; tutto quello che \u00e8 diventata in seguito lo si deve al prof. Giorgio Assennato. Egli ha anche ispirato innovazioni legislative fondamentali, come la Valutazione del Danno Sanitario, per la quale la Puglia ha fatto da apripista a livello nazionale. Le condanne di Vendola e Assennato non possono oscurare quest&#8217;altra verit\u00e0 di fatto. Anche perch\u00e9 esse si riferiscono a un episodio circostanziato che, pure se dovesse essere confermato dai due gradi successivi, non potrebbe incidere sul giudizio complessivo intorno a quella stagione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">3) Vendola tuttavia, in un senso pi\u00f9 ampio, non pu\u00f2 essere considerato \u201cinnocente\u201d. Egli ha responsabilit\u00e0 gravi. Ma queste non hanno niente a che vedere con l\u2019aver trattato coi Riva \u2013 cosa che un presidente di Regione \u00e8 tenuto a fare \u2013 o con gli inevitabili compromessi che ha dovuto accettare dati i rapporti di forza. La sua principale \u201ccolpa\u201d \u00e8 squisitamente politica. Proprio mentre, a livello di opinione pubblica, esplodeva il caso Ilva (fra il 2008 e il 2009) Vendola stava distruggendo la sua comunit\u00e0 politica in nome di un modello che allora sembrava vincente: il rapporto plebiscitario fra il leader e i \u201cmovimenti\u201d. Questa strada, che lo stesso Bertinotti aveva provato a battere senza successo, aveva fruttato la vittoria del 2005 (o almeno cos\u00ec pensava il suo entourage, sottovalutando l\u2019oscuro lavoro di mobilitazione dei partiti). L\u2019obiettivo strategico era riportate \u201cin partita\u201d la sinistra dopo le catastrofiche elezioni del 2008, sfidando il PD per la guida di una nuova coalizione. Le amministrative del 2010-2011, e il referendum dello stesso anno, sembravano confermare le attese. Nel frattempo per\u00f2 veniva sottovalutato lo smottamento sociale e ideologico provocato dalla crisi e non si coglieva adeguatamente la portata della svolta dell\u2019estate 2011, che avrebbe condotto al governo Monti. In quel torno di tempo la partita si chiudeva e a SEL non restava che accettare una posizione di subalternit\u00e0 strutturale come condizione per la permanenza nel centrosinistra. Cos\u00ec, mentre il movimento ambientalista muoveva i primi passi, la sinistra politica si avviava verso un inarrestabile declino. Certo, in Puglia i risultati elettorali sembravano continuare a premiare quella scelta. Ma come erano ottenuti? Spesso riempiendo le liste di spregiudicati \u201cportatori di voti\u201d raccattati nelle pieghe della societ\u00e0 locale e con la frustrazione delle energie pi\u00f9 sincere. I compagni che avevano mollato dopo la deflagrazione di Rifondazione venivano seguiti da un flusso inarrestabile di militanti, mentre i rapporti fra ex sodali restava segnato da rancori profondi. Vendola non sembrava curarsene molto, arrivando a prefigurare il superamento definitivo del partito con \u201cle fabbriche di Nichi\u201d. E contestualmente inaugurando una politica di \u201cfront office\u201d verso i movimenti. Ma erano anche gli anni del \u201cpatto col diavolo\u201d Don Verz\u00e8 per la costruzione del San Raffaele a Taranto. Era un intreccio di governismo e spontaneismo, che passava dall\u2019archiviazione dell\u2019organizzazione politica. Per un po&#8217; ha sembrato funzionare. Gli avanzamenti in campo ambientale, per esempio, sono stati in buona parte frutto di questa combinazione, cio\u00e8 del dialogo fra l\u2019apparato amministrativo e la societ\u00e0 civile. Ma questa forma di disintermediazione ha mostrato tutti i suoi limiti quando si \u00e8 dovuto gestire il compromesso. Allora si \u00e8 rivelata fatale la mancanza di un corpo politico in grado di assorbire l\u2019urto e rielaborare la sconfitta \u2013 o anche di separarsi dal potere per ritrovare una motivazione. Dopo aver cercato di tenersi in equilibrio fra le spinte dell\u2019ambientalismo e la realt\u00e0 di rapporti di forza sfavorevoli, Vendola \u00e8 finito schiacciato. A partire dall&#8217;estate del 2011, con il rilascio della prima AIA (da lui accolto positivamente nonostante alcune importanti prescrizioni proposte da ARPA fossero state rigettate) per il movimento \u00e8 diventato il traditore per eccellenza. A nulla gli \u00e8 valso, qualche mese dopo, chiedere il riesame di quell&#8217;atto, approvare la VDS ecc. Intanto era entrato in campo un nuovo paladino: la magistratura, con tutta la sua perentoriet\u00e0. Si \u00e8 trovato isolato, con i media che fino a poco prima lo avevano coccolato diventati ostili. Il caso Taranto d&#8217;altra parte \u00e8 stato usato anche come occasione per ridimensionare definitivamente le sue ambizioni e definire precise gerarchie nel quadro politico. Presto, fiutando il vento che cambiava verso, anche i portatori di voti lo hanno abbandonato. Lo stesso modello che lo aveva spinto in alto lo fagocitava, ma non moriva con lui. Anzi, veniva ripreso e rilanciato \u2013 in forme ancora pi\u00f9 esasperate \u2013 da un comico genovese e dai suoi adepti. Nel giro di poche settimane Vendola diventava una delle incarnazioni pi\u00f9 aberranti della \u201ccasta\u201d: il potente che se la ride della sorte tragica dei suoi governati con il factotum di uno dei pi\u00f9 grandi gruppi industriali del paese.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">4) Dopo Vendola e SEL, quel modello ha inghiottito anche i 5 stelle. Anche loro non hanno retto alla prova della mediazione, perch\u00e9 \u2013 assai pi\u00f9 di Vendola \u2013 nei confronti di quest\u2019ultima hanno sempre provato una repulsione viscerale. Ma quel modello \u2013 che potremmo chiamare \u201cpopulismo\u201d se questa parola non fosse ormai logora \u2013 \u00e8 pi\u00f9 vivo che mai. E alcune reazioni alla sentenza di oggi lo dimostrano. Il purismo, il giustizialismo, la propensione al pensiero magico sono elementi quasi strutturali di una societ\u00e0 frantumata. Prima o poi qualcun altro verr\u00e0 a cercare nuovamente di verticalizzare quegli impulsi. Siamo quindi condannati a una spirale regressiva? Non necessariamente, ma l\u2019alternativa costa fatica. Riconoscere gli errori del passato sarebbe gi\u00e0 un primo passo per muoversi nella giusta direzione.<\/p>\n<p><strong>FONTE:<a href=\"https:\/\/www.marx21.it\/index.php\/italia\/democrazia-e-stato\/31249-processi-giudiziari-processi-politici-e-processi-storici-per-lex-ilva-di-taranto\">https:\/\/www.marx21.it\/index.php\/italia\/democrazia-e-stato\/31249-processi-giudiziari-processi-politici-e-processi-storici-per-lex-ilva-di-taranto<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di MARX XXI (Salvatore Romeo) Un\u2019analisi delle tre dimensioni dello storico Salvatore Romeo, autore de \u201cL&#8217; acciaio in fumo. 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