{"id":65412,"date":"2021-06-10T11:00:38","date_gmt":"2021-06-10T09:00:38","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=65412"},"modified":"2021-06-09T10:59:09","modified_gmt":"2021-06-09T08:59:09","slug":"e-ora-di-smetterla-con-le-lamentele-sui-giovani-che-non-vogliono-lavorare","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=65412","title":{"rendered":"\u00c8 ora di smetterla con le lamentele sui \u201cgiovani che non vogliono lavorare\u201d"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\"><strong>di THE SUBMARINE (Samuele Maccolini)<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-65413\" src=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/cameriere-servito-1280x672-1-300x158.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"158\" srcset=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/cameriere-servito-1280x672-1-300x158.jpg 300w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/cameriere-servito-1280x672-1-1024x538.jpg 1024w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/cameriere-servito-1280x672-1-768x403.jpg 768w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/cameriere-servito-1280x672-1.jpg 1280w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Contratti irregolari, turni massacranti, assenza di tutele: se bar, ristoranti e alberghi faticano a trovare lavoratori stagionali, la colpa non \u00e8 certo del reddito di cittadinanza<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ogni anno, l\u2019arrivo dell\u2019estate \u00e8 accompagnato dalla solita polemica sulla mancanza di forza lavoro da impiegare nelle attivit\u00e0 turistiche. Per la verit\u00e0, si tratta di una narrazione che trova spazio tutto l\u2019anno tra le pieghe dell\u2019informazione ma solo avvicinandosi all\u2019alta stagione si trasforma in un argomento di dibattito di primo piano. In genere, i primi ad esporsi sono le associazioni datoriali, gli imprenditori del turismo, i sindaci e le figure istituzionali, che si lamentano di non trovare persone disposte a lavorare durante il periodo estivo, alimentando la retorica dell\u2019indolenza giovanile verso i lavori pi\u00f9 \u201cfaticosi\u201d e della mentalit\u00e0 choosy.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Proprio in questi giorni si sta riaprendo la consueta querelle, tra dichiarazioni polemiche e tafferugli nei talk-show. Quest\u2019anno l\u2019argomento suscita pi\u00f9 interesse rispetto al solito, perch\u00e9 non riguarda solo la stagione estiva: con l\u2019Italia in zona gialla da pi\u00f9 di un mese, i ristoranti hanno riaperto \u2013 ora anche al chiuso \u2014 e grazie alle certificazioni verdi, al buon andamento delle vaccinazioni e ai dati epidemiologici contenuti \u00e8 attesa un\u2019estate con importanti flussi turistici. I prossimi mesi potrebbero essere decisivi per il rilancio di un settore che solo in Italia vale oltre 90 miliardi di euro l\u2019anno, circa il 6% del Pil \u2013 13% se si considerano tutte le altre attivit\u00e0 dell\u2019indotto, anche quelle che producono beni e servizi non relativi esclusivamente al turismo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Questa volta, per\u00f2, il comparto deve fare i conti con pi\u00f9 di un anno di pandemia che ha alterato gli equilibri del mercato del lavoro. I numeri sono eloquenti: in questi mesi, secondo la FIPE, sono andati persi 150 mila lavoratori dei pubblici esercizi (bar, ristoranti). Federalberghi parla di una perdita di 200 mila posizioni di lavoro stagionale e 150 mila a tempo indeterminato: -37,3% per l\u2019occupazione dipendente negli alberghi italiani, con punte del 45,5% per il lavoro a tempo determinato. Repubblica scrive di \u201cpercentuali allarmanti quantificate tra il 50 e il 75%\u201d in meno di lavoratori stagionali \u2013 senza per\u00f2 citare alcuna fonte.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Si tratta di una conseguenza diretta delle restrizioni anti-Covid: come ha spiegato anche il direttore generale della FIPE, Roberto Calugi, a causa del blocco delle attivit\u00e0 turistiche migliaia di professionisti hanno deciso di cambiare lavoro e interrompere i contratti. Il calo di personale c\u2019\u00e8, \u00e8 rilevante, e davvero molte attivit\u00e0 rischiano di non riaprire \u2014 impossibile negarlo. Sarebbe per\u00f2 riduttivo spiegare la mancanza di lavoratori del turismo dando la colpa solo alla pandemia. Una teoria molto popolare \u00e8 quella che d\u00e0 la colpa del calo di manodopera al reddito di cittadinanza. Secondo questa tesi i giovani preferirebbero tenersi stretto il sussidio piuttosto che passare la stagione estiva a lavorare. In questo caso, pi\u00f9 che una spiegazione logica e consequenziale, sembra un pregiudizio dei datori di lavoro nei confronti di chi percepisce il reddito.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Di certo, presa singolarmente, non \u00e8 una motivazione abbastanza solida da giustificare la mancanza di personale \u2014 dato che l\u2019importo medio del RdC \u00e8 di 559 euro mensili. I sindacati hanno da sempre presentato un\u2019altra versione dei fatti: il lavoro offerto dal settore turistico non \u00e8 attrattivo perch\u00e9 \u00e8 precario e dedito allo sfruttamento \u2014 non perch\u00e9 i giovani preferiscono i sussidi. \u201cI lavoratori stagionali sono sfruttati al di l\u00e0 di ogni limite, non hanno nessuna rappresentanza,\u201d ha spiegato a Today Giovanni Cafagna, Presidente dell\u2019Associazione Nazionale Lavoratori Stagionali (ANLS). Le storie del lavoro stagionale sono ben documentate. Si parla di turni massacranti, lavoro nero e sottopagato. Proprio in questi giorni, la Filcams Cgil ha raccolto una manciata di testimonianze significative. C\u2019\u00e8 Andrea, barista di Napoli, che racconta:<\/p>\n<blockquote>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>\u201cIl mio lavoro era molto intenso, tra viaggiatori, turisti, pendolari che passavano per la stazione centrale, facevo dai mille ai 2mila caff\u00e8 al giorno. Da ottobre sono a casa, aspetto la Fis (fondo di integrazione salariale, ndr), combatto.\u201d<\/em><\/p>\n<\/blockquote>\n<p style=\"text-align: justify\">Gli fanno eco le parole di Giorgia, cuoca di 20 anni a Brindisi, che a Repubblica ha raccontato: <em>\u201cLavoravo dalle 10 alle 12 ore al giorno per 700 euro al mese. Dal 16 giugno sino al 31 agosto senza neanche un giorno di riposo. Non mi sono mai fermata. Ho guadagnato circa 2 euro l\u2019ora.\u201d Ancora: un cameriere stagionale con un contratto part time ha spiegato che, sebbene sulla carta avrebbe dovuto lavorare 6 ore al giorno, \u201cin realt\u00e0 lavoravo il doppio e a fine mese non vedevo un centesimo in pi\u00f9 sulla busta paga cos\u00ec che gli straordinari diventavano una cosa ordinaria. Per di pi\u00f9, a fine giornata, non potevo mettermi in tasca neppure le mance<\/em>,\u201d perch\u00e9 il datore di lavoro le pretendeva indietro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Che il settore turistico abbia un problema di lavoro irregolare lo dimostrano anche i dati. L\u2019ultimo report dell\u2019Ispettorato Nazionale del Lavoro presenta l\u2019attivit\u00e0 di vigilanza effettuata nel 2020. Il settore \u201cattivit\u00e0 servizi alloggio e ristorazione\u201d risulta quello con la pi\u00f9 alta percentuale di irregolarit\u00e0 (73%), con quasi 7 mila ispezioni irregolari su pi\u00f9 di 9 mila effettuate. Lo stesso comparto detiene il pi\u00f9 alto numero di lavoratori in nero accertati, 4830 lavoratori, quasi il doppio del settore costruzioni (2649), che segue al secondo posto nella classifica. Il settore \u201cattivit\u00e0 servizi alloggio e ristorazione\u201d arriva invece secondo (1281 lavoratori) per numero di irregolarit\u00e0 riscontrate negli orari di lavoro, dietro solo alle attivit\u00e0 manifatturiere (1364).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Infine, ma non meno importante, l\u2019emorragia di lavoratori stagionali pare essere dovuta anche a scelte prese a livello politico. Gi\u00e0 nel 2017, il pi\u00f9 autorevole portale di settore dedicato ai titolari di stabilimenti balneari, Mondo Balneare, spiegava come la diffusa carenza di personale fosse in parte dovuta alla riduzione dell\u2019indennit\u00e0 di disoccupazione. Infatti, con l\u2019introduzione della nuova indennit\u00e0 di disoccupazione NASpI, in vigore da maggio 2015, i lavoratori stagionali che hanno lavorato 6 mesi all\u2019anno non possono pi\u00f9 percepire altrettanti mesi di prestazione di disoccupazione \u2013 come accadeva in passato \u2013 ma solo 3.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La narrazione svilente dei giovani attaccati al divano o ai sussidi viene dunque contraddetta dalle loro storie, dai dati ufficiali e dall\u2019impatto di precise scelte politiche. Se neanche il dramma della pandemia \u00e8 riuscito ad allentare questa polemica sempreverde, \u00e8 facile constatare \u2013 come accaduto per il passo indietro del Ministro Orlando sul blocco dei licenziamenti \u2013 che la volont\u00e0 politica di riformare il lavoro precario rimane ad oggi non pervenuta: l\u2019estate del rilancio non coincider\u00e0 con un rilancio dei diritti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Fonte:\u00a0<\/strong><strong><a href=\"https:\/\/thesubmarine.it\/2021\/06\/07\/e-ora-di-smetterla-con-le-lamentele-sui-giovani-che-non-vogliono-lavorare\/\">https:\/\/thesubmarine.it\/2021\/06\/07\/e-ora-di-smetterla-con-le-lamentele-sui-giovani-che-non-vogliono-lavorare\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di THE SUBMARINE (Samuele Maccolini) Contratti irregolari, turni massacranti, assenza di tutele: se bar, ristoranti e alberghi faticano a trovare lavoratori stagionali, la colpa non \u00e8 certo del reddito di cittadinanza Ogni anno, l\u2019arrivo dell\u2019estate \u00e8 accompagnato dalla solita polemica sulla mancanza di forza lavoro da impiegare nelle attivit\u00e0 turistiche. 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