{"id":65437,"date":"2021-06-10T09:00:30","date_gmt":"2021-06-10T07:00:30","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=65437"},"modified":"2021-06-09T21:11:36","modified_gmt":"2021-06-09T19:11:36","slug":"uno-sguardo-al-def-austerita-o-crescita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=65437","title":{"rendered":"Uno sguardo al DEF: austerit\u00e0 o crescita?"},"content":{"rendered":"<p><strong>Da: KRITICA ECONOMICA ( Giacomo Di Martino)<\/strong><\/p>\n<p>Lo scorso 12 maggio il Presidente del Consiglio Mario Draghi ha affermato che \u201cil Patto di Stabilit\u00e0 \u00e8 inadeguato\u201d prendendo cos\u00ec le distanze da posizioni rigoriste ancora presenti e forti in Europa. Una posizione, questa, ulteriormente rimarcata il 20 maggio quando rispondendo all\u2019ipotesi di un aggravio della tassa di successione proposta dal segretario dem Letta ha opposto un fermo \u201cnon \u00e8 il momento di prendere soldi ma di darli\u201d. Tuttavia, analizzando il Documento di Economia e Finanza (DEF) emerge un quadro radicalmente diverso.<\/p>\n<p>Il Patto di Stabilit\u00e0 e Crescita, seppur formalmente sospeso, sembra continuare a proiettare la propria influenza sugli indirizzi di politica economica del nostro Paese: dall\u2019attuale livello di deficit\/Pil dell\u201911,8% (un numero peraltro destinato a salire) il Governo prevede una riduzione al 5,9% per l\u2019anno prossimo fino ad arrivare al 3,4% nel 2024 [1]. Dunque, un vero e proprio percorso di rientro tutt\u2019altro che graduale ed espansivo. Analogamente, osservando l\u2019evoluzione del saldo di bilancio strutturale si prevede una quantomeno ambiziosa se non azzardata riduzione di cinque punti e mezzo in soli 3 anni dal 9,3% al 3,8% del 2024: una vera e propria tabella di marcia a tappe forzate verso l\u2019obiettivo di medio termine indicato per l\u2019Italia allo 0,5% di surplus strutturale dal Fiscal Compact.<\/p>\n<p>Bisogna anche sottolineare come pi\u00f9 volte le stime dei precedenti DEF siano state superate dai fatti. Nonostante ci\u00f2, il documento programmatico rimane uno strumento utile per prevedere quello che sar\u00e0 il presumibile orientamento in politica economica di un dato governo, e da questo DEF non si pu\u00f2 non riscontrare una prosecuzione di quelle politiche di austerit\u00e0 orientate da parametri oramai obsoleti.<\/p>\n<p>Ad esempio, l\u2019obiettivo di medio termine (OMT) del saldo strutturale indicato nel DEF \u00e8 fonte di numerose critiche. Esso misura lo stato delle finanze pubbliche di un Paese al netto della congiuntura economica ovvero il deficit in corrispondenza del quale il Pil effettivo coincide con il Pil potenziale (ossia quando abbiamo il pieno impiego dei fattori produttivi) e in cui la spinta inflazionista \u00e8 nulla. \u00c8 questo un punto cruciale poich\u00e9 foriero di implicazioni economiche e politiche rilevanti. Il Pil potenziale viene calcolato dalla Commissione utilizzando la funzione di produzione neoclassica e stabilendo un tasso di disoccupazione strutturale (NAWRU) in corrispondenza del quale la crescita dei salari rimane costante [2].<\/p>\n<p>Secondo Bruxelles, la disoccupazione \u201cdi equilibrio\u201d nel nostro Paese \u00e8 stimata al 9%; una siffatta considerazione ha inevitabilmente sollevato numerosi dubbi sia di natura scientifica [3] che politica. Risulta evidente che calcolare il Pil potenziale su queste basi limiti fortemente i margini di manovra degli Stati membri nello stimolare le proprie economie specie dopo una recessione cos\u00ec severa. Addirittura, nel caso del nostro Paese, il Mef prevede che l\u2019output gap (differenza tra Pil effettivo e Pil potenziale) si azzeri gi\u00e0 nel 2023. Se questi indirizzi dovessero concretizzarsi, il rischio di ripetere gli errori commessi all\u2019indomani della crisi finanziaria globale che prolungarono la recessione in tutta Europa, appare pi\u00f9 che concreto.<\/p>\n<p>Condurre una politica economica cos\u00ec prudente sul fronte della finanza pubblica non solo finisce con il limitare la ripresa economica ma fa s\u00ec che ci si accanisca nei confronti di un problema tutt\u2019altro che impellente come quello del debito pubblico, sebbene continui ad essere percepito come tale da una folta schiera di commentatori. Infatti, se \u00e8 vero che durante il 2020 il debito pubblico ha raggiunto la cifra record di 2.569,3 miliardi, l\u2019aumento di 159,4 miliardi rispetto al 2019 \u00e8 stato integralmente assorbito dal programma di acquisto dei titoli di Stato della Bce (Pepp) e quindi monetizzato [4]. Considerando che la Bce continuer\u00e0 a garantire condizioni favorevoli sul mercato per l\u2019anno in corso ed almeno per la prima met\u00e0 del 2022, disegnare un rientro dal deficit troppo frettoloso \u00e8 dunque doppiamente sbagliato.<\/p>\n<p>Che il Paese non necessiti di alcuna stretta fiscale \u00e8 non solo condizione necessaria per una ripresa robusta, ma palesemente in contrasto con i fondamentali economici del nostro Paese: l\u2019Italia a differenza del dopo-crisi finanziaria del 2008\/2009 presenta un avanzo di partita corrente pari a 58,8 miliardi, ossia il 3,6% del Pil (in gran parte garantito dall\u2019avanzo commerciale record di 70 miliardi). Una condizione, questa, che ha permesso al nostro Paese, dopo oltre 35 anni, di tornare a vantare una posizione netta sull\u2019estero (differenza tra attivit\u00e0 e passivit\u00e0 finanziarie esterne) positiva per 30 miliardi di euro [5].<\/p>\n<p>Secondo l\u2019autorevole studio condotto da Roubini e Manasse [6] e un Paese sperimenterebbe una crisi debitoria con conseguente rischio di default in presenza di un deficit di partita corrente pari al 4%; la Commissione europea riconosce invece come squilibrio macroeconomico foriero di crisi di \u201csudden stop\u201d dei flussi di capitali una posizione debitoria pari al 35% del Pil. Analizzando i dati sopra citati appare evidente come in entrambi i casi l\u2019Italia non presenti nessuno dei due rischi. La reale criticit\u00e0 che emerge analizzando lo stato dell\u2019economia italiana \u00e8 rappresentata dalla piuttosto deludente ripresa economica.<\/p>\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-4511 lazyloaded td-animation-stack-type0-2\" title=\"Uno sguardo al DEF: austerit\u00e0 o crescita?\" src=\"https:\/\/www.kriticaeconomica.com\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/Picture-1.jpg\" alt=\"Uno sguardo al DEF: austerit\u00e0 o crescita?\" width=\"964\" height=\"688\" data-srcset=\"https:\/\/www.kriticaeconomica.com\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/Picture-1.jpg 964w, https:\/\/www.kriticaeconomica.com\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/Picture-1-300x214.jpg 300w, https:\/\/www.kriticaeconomica.com\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/Picture-1-768x548.jpg 768w, https:\/\/www.kriticaeconomica.com\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/Picture-1-150x107.jpg 150w, https:\/\/www.kriticaeconomica.com\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/Picture-1-696x497.jpg 696w, https:\/\/www.kriticaeconomica.com\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/Picture-1-588x420.jpg 588w, https:\/\/www.kriticaeconomica.com\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/Picture-1-100x70.jpg 100w\" data-src=\"https:\/\/www.kriticaeconomica.com\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/Picture-1.jpg\" data-sizes=\"(max-width: 964px) 100vw, 964px\" \/><\/figure>\n<p>Come si evince dalla grafica, nel 2023 il nostro Paese sar\u00e0 l\u2019unico tra i 27 Stati membri a non aver ancora recuperato il livello del Pil precrisi. <strong>Il Recovery Fund <\/strong>le cui condizionalit\u00e0 spiegano in parte il prudenziale quadro di finanza pubblica, <strong>appare inadeguato tanto nello stimolo economico<\/strong>, come si pu\u00f2 constatare dalle stesse stime del Mef sotto riportate, <strong>quanto nella forma <\/strong>[7].<\/p>\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-4512 lazyloaded td-animation-stack-type0-2\" title=\"Uno sguardo al DEF: austerit\u00e0 o crescita?\" src=\"https:\/\/www.kriticaeconomica.com\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/Picture-2.jpg\" alt=\"Uno sguardo al DEF: austerit\u00e0 o crescita?\" width=\"644\" height=\"196\" data-srcset=\"https:\/\/www.kriticaeconomica.com\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/Picture-2.jpg 644w, https:\/\/www.kriticaeconomica.com\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/Picture-2-300x91.jpg 300w, https:\/\/www.kriticaeconomica.com\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/Picture-2-150x46.jpg 150w\" data-src=\"https:\/\/www.kriticaeconomica.com\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/Picture-2.jpg\" data-sizes=\"(max-width: 644px) 100vw, 644px\" \/><\/figure>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Per queste ragioni un Paese con un debito pubblico per oltre i due terzi posseduto da residenti (di cui un quarto dalla Banca d\u2019Italia), con il secondo surplus commerciale d\u2019Europa e unico tra i \u201cperiferici\u201d a vantare una posizione creditoria verso l\u2019estero non solo non necessita di una riduzione del deficit cos\u00ec rapida come quella prospettata nel Def ma possiede tutta la \u201ccapacit\u00e0\u201d per rafforzare la crescita sfruttando la grande liquidit\u00e0 e i bassi tassi di interesse presenti sul mercato.<\/p>\n<hr class=\"wp-block-separator\" \/>\n<p><span style=\"font-size: 10pt\">Note:<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 10pt\">[1] Ministero dell\u2019Economia e delle Finanze (2021) \u201cDocumento di Economia e Finanza\u201c, Consiglio dei Ministri, 15 aprile.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 10pt\">[2] D\u2019auria et al. (2010) \u201cThe production function methodology for calculating potential growth rates and output gaps\u201d, Commissione europea.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 10pt\">[3] Stirati, A. (2016) \u201cBlanchard, the NAIRU, and Economic Policy in the Eurozone\u201d, Institute of Economic Thinking (INET).<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 10pt\">[4] Banca d\u2019Italia (2021) \u201cFinanza pubblica: fabbisogno e debito\u201c, Statistiche, 15 febbraio.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 10pt\">[5] Banca d\u2019Italia (2021) \u201cBilancia dei pagamenti e posizione patrimoniale sull\u2019estero\u201c, Statistiche, 20 maggio.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 10pt\">[6] Manasse, P. &amp; Roubini, N. (2005) \u201c\u201cRules of Thumb\u201d for Sovereign Debt Crises\u201d, Fondo Monetario Internazionale (FMI).<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 10pt\">[7] D\u2019Orsi, R. &amp; Geurriero, A. (2021) \u201cPerch\u00e9 il Next-Generation EU non \u00e8 una panacea per l\u2019Italia\u201c, Econopoly-IlSole24Ore, 2 febbraio.<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>FONTE: <a href=\"https:\/\/www.kriticaeconomica.com\/sguardo-al-def-austerita-o-crescita\/\">https:\/\/www.kriticaeconomica.com\/sguardo-al-def-austerita-o-crescita\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Da: KRITICA ECONOMICA ( Giacomo Di Martino) Lo scorso 12 maggio il Presidente del Consiglio Mario Draghi ha affermato che \u201cil Patto di Stabilit\u00e0 \u00e8 inadeguato\u201d prendendo cos\u00ec le distanze da posizioni rigoriste ancora presenti e forti in Europa. Una posizione, questa, ulteriormente rimarcata il 20 maggio quando rispondendo all\u2019ipotesi di un aggravio della tassa di successione proposta dal segretario dem Letta ha opposto un fermo \u201cnon \u00e8 il momento di prendere soldi ma di&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":104,"featured_media":63610,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[32],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/kritica-economica.png","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7ZaJ4-h1r","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/65437"}],"collection":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/104"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=65437"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/65437\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":65438,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/65437\/revisions\/65438"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/63610"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=65437"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=65437"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=65437"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}