{"id":65553,"date":"2021-06-16T11:30:50","date_gmt":"2021-06-16T09:30:50","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=65553"},"modified":"2021-06-15T12:07:54","modified_gmt":"2021-06-15T10:07:54","slug":"nancy-fraser-la-fine-della-cura","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=65553","title":{"rendered":"Nancy Fraser, \u201cLa fine della cura\u201d"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\">di\u00a0<strong>TEMPO FERTILE<\/strong><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\">In questo piccolo testo \u00e8 contenuto un intervento del 2016, edito da Mimesis nel 2017<a href=\"#_ftn1\" name=\"_ftnref1\">[1]<\/a>, nel quale la militante femminista americana Nancy Fraser si esercita in una denuncia della difficolt\u00e0 del capitalismo, nella fase dell\u2019accumulazione flessibile e della finanziarizzazione, a riprodurre la societ\u00e0 e gli individui. In fondo l\u2019idea \u00e8 molto semplice, ed anche molto tradizionale: il capitalismo \u00e8, in ogni sua fase storica, interessato essenzialmente all\u2019accumulazione del capitale ed annega nel gelido mare del calcolo utilitarista ogni altra considerazione. Una societ\u00e0 improntata al capitalismo non \u00e8 dunque orientata alla sua propria riproduzione, e dei suoi membri, ma all\u2019estensione dello sfruttamento ai fini dell\u2019accumulazione ed alla concentrazione. La riproduzione ne deriva, semmai, some effetto secondario eventuale. Questa tesi \u00e8 pienamente marxiana.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\">La cosiddetta \u201c<em>crisi della cura<\/em>\u201d, deriva come somma di numerosi squilibri che producono nel loro insieme la compressione di capacit\u00e0 sociali non compiutamente mercatizzabili (come quella di generare e crescere figli, prendersi cura degli amici e dei familiari, mantenere le famiglie e le comunit\u00e0 pi\u00f9 ampie e sostenere i legami sociali). Secondo l\u2019ingenerosa posizione della Fraser tutte queste cose sono state \u201cstoricamente assegnate alle donne\u201d (anche se, successivamente, lamenta che \u201cmantenere le famiglie\u201d sarebbe ingiustamente una prerogativa maschile). Tutto questo vasto ed eterogeneo insieme (cose importanti, ma vaghe come \u201csostenere i legami sociali\u201d, palesemente svolte da entrambi i sessi) \u00e8, secondo il punto difeso, indispensabile, ma spesso non \u00e8 in quanto tale remunerato. La tendenza a scrivere in modo impreciso e allusivo, ed a forzare i termini, emerge gi\u00e0 in questa notazione (se pure indicativa), secondo la quale sarebbe svolto senza remunerazione mantenere la famiglia. Quando \u00e8, nel suo significato ordinario, esattamente un effetto necessario della remunerazione. In altre parole, qui non si sta dicendo che le attivit\u00e0 che mantengono (sul piano materiale come su quello psicologico) unita la famiglia, ed i suoi membri dipendenti in specie, non sono remunerate, perch\u00e9 altrimenti non avrebbero luogo, ma che questa avviene attraverso i membri economicamente attivi. In una famiglia, che \u00e8 un gruppo di reciproco sostegno (struttura caratteristica della specie che \u00e8 sociale e di branco), alcuni membri nelle condizioni contemporanee prestano forza-lavoro in cambio di remunerazione (indipendentemente lo facciano dentro o fuori della casa), ed altri ricevono da questi le risorse per sopravvivere. Questo \u00e8 il fenomeno descritto, e questo \u00e8 il significato per il quale la definizione come \u201cfemminile\u201d del secondo ruolo, restando ai membri adulti, costituisce problema. Ma c\u2019\u00e8\u00a0<em>un altro senso<\/em>\u00a0nel quale la \u201ccrisi della cura\u201d scaturirebbe dal capitalismo finanziarizzato ed altamente ineguale contemporaneo: il sistematico definanziamento delle strutture sociali e delle relative istituzioni volte alla cura. Ospedali, case sociali, scuole, etc\u2026 Ed un\u00a0<em>terzo significato<\/em>, l\u2019indebolimento progressivo della remunerazione della forza-lavoro per cui risulta sempre pi\u00f9 difficile riprodurre la vita al livello dignitoso desiderato.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\"><em>Nel testo questi tre significati si intersecano in modo non sempre chiaro.<\/em><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\">Come sia, \u00e8 palese che senza figli, senza legami sociali, senza cura di amici e familiari non c\u2019\u00e8 l\u2019umanit\u00e0. Dunque non c\u2019\u00e8 neppure economia.\u00a0<em>In questo senso<\/em>\u00a0la crisi della riproduzione sociale (ed i suoi sintomi, il declino demografico, la disgregazione sociale, l\u2019individualismo e l\u2019anomia) \u00e8 alla base di ogni altra crisi, o, per meglio dire, \u00e8 intrecciata con ogni altra. Tuttavia lo \u00e8 come effetto dei tre significati indicati, e non solo per il confinamento tradizionale della donna nelle mura di casa (confinamento, peraltro, da tempo residuale).<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\">Abbastanza banalmente ci\u00f2 significa che quel che si nomina come \u201ccrisi della cura\u201d \u00e8 espressione di contraddizioni (Marx direbbe tra il valore d\u2019uso e valore di scambio, per cui si produce per il secondo quando ci\u00f2 che conta \u00e8 il primo) socio-riproduttive del capitalismo. Secondo le parole dell\u2019autrice: \u201cda una parte, la riproduzione sociale \u00e8 una condizione capitalistica duratura; dall\u2019altra, la vocazione del capitalismo a un\u2019accumulazione illimitata tende a destabilizzare lo stesso processo di riproduzione sociale su cui esso poggia\u201d<a href=\"#_ftn2\" name=\"_ftnref2\">[2]<\/a>. Questa \u00e8 la prima delle contraddizioni strutturali del capitalismo (ma non ha una connotazione sessista, dato che il secondo e terzo senso prevalgono). Questa contraddizione si manifesta in generale, in quanto ogni attivit\u00e0 economica presuppone l\u2019esistenza in vita delle persone, e queste richiedono, ed hanno richiesto prima di diventare produttive (o dopo esserlo) assistenza e cura. In questo senso ogni attivit\u00e0, sia essa capitalistica o meno, dipende dalla cura. Quindi anche il lavoro salariato, quello per il quale viene pagato e misurato, ha quale presupposto l\u2019attivit\u00e0 socio-riproduttiva prestata prima, durante e dopo l\u2019erogazione. Senza non si avrebbe accumulazione e neppure capitalismo (per la buona ragione che non ci sarebbe del tutto l\u2019umanit\u00e0). \u00c8 proprio perch\u00e9 il capitalismo tende a non pagare per quel che non produce immediatamente merci dalle quali realizzare il capitale (vendendole), e tende a pagare il meno possibile anche questo, che i tre significati della crisi della cura si producono. In ordine di pertinenza si ha: la riduzione del salario al livello di sussistenza o sotto questo (per periodi dati); il contenimento al minimo dei costi di riproduzione socialmente necessari e trattenuti collettivamente (delle tasse per alimentare gli investimenti in capitale fisso sociale e i costi variabili per servizi collettivi come ospedali, strade, infrastrutture, scuole, etc.); la mancata remunerazione diretta, e soprattutto indiretta (tramite sussidi, servizi pubblici, etc.) del lavoro di assistenza svolto entro il nucleo familiare e l\u2019ambito sociale parentale.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\">Questa ovviet\u00e0 nelle mani dell\u2019autrice diventa una denuncia della separazione, intervenuta ad un certo stadio dello sviluppo delle forze produttive (non nella prima fase di industrializzazione, come la nostra sembra credere, ma nella seconda) estraendo dalle famiglie il lavoro prestato in comune, secondo i ruoli, e specializzando gli uomini nella produzione mentre alle donne, ai vecchi ed ai giovani sarebbe rimasta la \u201criproduzione\u201d. La produzione, a questo punto, sarebbe stata monetizzata, in quanto \u201clavoro astratto\u201d e misurabile, produttore di merci e quindi di valori di scambio riscattabili nella circolazione, la riproduzione sarebbe rimasta ad affetti e virt\u00f9. Il punto \u00e8 che la \u201cmoneta\u201d degli affetti implica al contempo subordinazione, e il legame della virt\u00f9 ha un rovescio autoritario. Come se l\u2019inserimento nella produzione, quale erogatore di forza-lavoro non comportasse il medesimo, e peggiore, legame di subordinazione. Questa percezione \u00e8 tipica della cultura antiautoriaria da campus nella quale la nostra si \u00e8 formata<a href=\"#_ftn3\" name=\"_ftnref3\">[3]<\/a>.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\">Quindi la contraddizione, fondamentalmente, consiste nella dipendenza a doppio legame, da una parte si rendono dipendenti i soggetti incaricati della riproduzione da coloro che partecipano alla produzione di valore dall\u2019altra l\u2019intera macchina dell\u2019accumulazione, che estrae plusvalore da questi ultimi, in ultima istanza dipende da loro. Questa contraddizione (se umilio ed ostacolo, sottraendo rispetto e risorse anche economiche alla riproduzione creo deperimento demografico, invecchiamento, disgregazione) genera tendenza alla crisi. Ma questa tendenza non sarebbe posta nell\u2019economico, ovvero nel secondo e terzo senso, bens\u00ec al confine tra produzione e riproduzione, nel primo. Marx non se ne sarebbe accorto<a href=\"#_ftn4\" name=\"_ftnref4\">[4]<\/a>.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\">Ma, giustamente, il capitalismo esiste solo in forme storiche. E, per la Fraser, in queste a volte sono quelle che chiama \u201clotte di confine\u201d a ridefinirlo. Ovvero lotte tra i confini tra economia e societ\u00e0, produzione e riproduzione, lavoro e famiglia. Lotte altrettanto importanti di quelle di classe.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\">L\u2019autrice procede a descrivere grandi quadri storici semplificati. In base alla sua ricostruzione in primo luogo il capitalismo del XIX secolo (e qui pensa evidentemente al regime vittoriano) relegava le donne entro la famiglia, attribuendovi la prerogativa esclusiva della riproduzione. Ci\u00f2 in effetti accadeva, ma solo alle famiglie borghesi; quelle operaie (ovvero la grandissima maggioranza) anche in questa fase devono sottoporsi al lavoro nella loro interezza. Peraltro alla met\u00e0 del secolo in alcune fabbriche (es. tessile), come Marx denuncia, fino al 50% della forza lavoro era costituita da bambini, e un\u2019altra quota femminile. Addirittura gli uomini erano in minoranza. Bambini e uomini erano impegnati nelle miniere (e anche alcune donne). In generale durante la seconda rivoluzione industriale un buon terzo dell\u2019intera forza lavoro inglese delle fabbriche \u00e8 femminile.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\">Il secondo regime descritto \u00e8 il \u2018capitalismo organizzato\u2019 dei XX secolo, ovvero quello seguito al New Deal, che \u00e8, a ben vedere, il bersaglio polemico ed anche biografico. La Fraser \u00e8 infatti nata nel 1947, a Baltimora, laureata nel 1969 in filosofia in un college femminile di tradizione quacchera, e dottorata 11 anni dopo a New York, risente del clima dei primi anni settanta se pure, come noto, nel suo lavoro pi\u00f9 recente prende le distanze dalla \u201c<em>politica dell\u2019identit\u00e0<\/em>\u201d per la sua potenzialit\u00e0 di distogliere l\u2019attenzione dalla distribuzione. Si pu\u00f2 dire che essenzialmente il suo lavoro tenta di tenere insieme le due tendenze (il socialismo pre-beat generation con le scoperte antiautoritarie di questa). Il \u2018capitalismo organizzato\u2019 dallo Stato, interconnesso intimamente con il modo di produzione fordista, e con il consumismo promosse una crescita progressiva del salario, portandolo a livello \u201cfamiliare\u201d (ovvero idoneo a sostenere adeguatamente una famiglia). Ma nel farlo ricondusse, man mano che le classi medie si espandevano, le donne entro le mura domestiche.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\">Il terzo regime schematizzato \u00e8 il \u2018capitalismo finanziarizzato globalizzato\u2019, che, al contrario, produce un\u2019erosione crescente delle classi medie e recluta le donne (in effetti, semplicemente, revocando il \u201csalario familiare\u201d e tornando verso le condizioni precedenti). Con ci\u00f2, grazie alla contemporanea distruzione del welfare, scarica i compiti di cura nel privato familiare mentre sottrae le forze che lo svolgevano, costrette a lavorare. Questo \u00e8 l\u2019effetto, molto semplice ma potente, che ostacola la riproduzione.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\">In sostanza l\u2019attuale sistema unirebbe i difetti di entrambi. I tre significati della \u201ccrisi di cura\u201d si sommerebbero caricando le donne di pesi aggiuntivi (in quanto un residuo tradizionalista identifica i lavori in casa come \u2018femminili\u2019, senza pi\u00f9 fornire il contesto materiale nel quale questo era possibile per effetto del terzo significato della crisi, erosione dei salari) insopportabili.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\">Dato che l\u2019occhio della nostra \u00e8 fermo sulla borghesia, la descrizione \u00e8 dalle \u201csfere separate\u201d (Vittoriane), al \u201csalario familiare\u201d (welfarista) al \u201cdoppio reddito familiare\u201d. Ogni volta si sono generate diverse \u201clotte di confine\u201d. Si potrebbe anche descrivere la cosa, guardandola dal lato della classe lavoratrice non borghese, come il passaggio da \u201csfruttamento selvaggio di tutti\u201d, a \u201csalario di dignit\u00e0\u201d (e modello borghese) a \u201csfruttamento di tutti\u201d. Nel testo il fatto che le \u201csfere separate\u201d siano, nelle condizioni materiali delle periferie urbane ed industriali del XIX secolo inglese, poco pi\u00f9 di un ideale borghese irraggiungibile \u00e8 descritto chiaramente. Mentre nelle classi medie, dove \u00e8 possibile, l\u2019ideale produce frizioni e tensioni emancipative nel quadro tardoilluminista del secolo (come ben testimoniato dalla letteratura e dai nascenti movimenti femministi di prima generazione, essenzialmente borghesi).<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\">Il secondo modello storico, quello dei trenta gloriosi, \u00e8 invece criticato in quanto \u201cbiopolitico\u201d. Ovvero in quanto l\u2019aumento della protezione e del salario medio, con conseguente innalzamento dei consumi, porta con s\u00e9 anche un consolidamento della condizione di dipendenza femminile. Si attiverebbe, in altre parole, una\u00a0<em>catena delle dipendenze<\/em>. Il lavoratore dipende dal sistema produttivo, al quale contribuisce, e l\u2019adulto addetto alla \u2018cura\u2019 nel contesto familiare dipende dal salario di questi. Si tratta di un fatto ben fondato, che ha carattere ambivalente per la Fraser. \u00c8 vero che la parte femminile \u00e8 svantaggiata, ma questa trasformazione (il \u2018capitalismo organizzato\u2019) stabilizz\u00f2 la riproduzione sociale. La visione di questa epoca \u00e8 ambigua, da un lato si tratta oggettivamente di un avanzamento democratico e di benessere, dall\u2019altra questo risultato si ottenne anche dall\u2019incrudimento dell\u2019imperialismo nelle periferie<a href=\"#_ftn5\" name=\"_ftnref5\">[5]<\/a>. Pi\u00f9 in dettaglio si pu\u00f2 dire che nei paesi del centro il capitalismo organizzato dallo Stato \u201cvalorizz\u00f2 un modello eteronormativo, tipico della famiglia gerarchizzata in base al genere, del maschio che porta a casa il pane e della donna casalinga\u201d<a href=\"#_ftn6\" name=\"_ftnref6\">[6]<\/a>. \u00c8 presumibilmente il modello da piccolo cottage americano anni cinquanta che la piccola Fraser ha vissuto nel Maryland e che ha trovato contestato nel Bryn Mawr College, un \u201c<em>Women\u2019s liberal arts college<\/em>\u201d di tradizioni liberali.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\">La profonda ambiguit\u00e0 di questo modello consiste in sostanza nel fatto che nel promuovere un\u2019alleanza tra protezione sociale e mercatizzazione da una parte mitiga la contraddizione sociale del capitalismo, dall\u2019altra consolida una concezione androgenetica della famiglia e del lavoro, naturalizzando forme di etero-normativit\u00e0 e gerarchia di genere. La \u201cnuova sinistra globale\u201d, alla quale appartiene biograficamente sfida a questo punto, in nome di nuove forme di emancipazione, tutte le esclusioni. Quindi quelle imperialiste, di genere e razziali, ma anche il \u201cpaternalismo burocratico\u201d. Questo movimento, sostiene la Fraser, per\u00f2 nel fare questo, e senza volerlo, di fatto unisce le sue forze critiche con gli sforzi dei \u201cneoliberali\u201d e finiscono per sacrificare la protezione sociale. La fuga dal lavoro di cura nel primo senso produce un anello autorafforzante, prodotto dalla meccanica strutturale del capitalismo, che indebolisce il potere contrattuale della \u2018forza-lavoro\u2019 e quindi il suo salario, rendendo ancora via via pi\u00f9 necessario passare dal lavoro di uno a quello di due. Ma questo indebolimento, insieme allo smantellamento delle infrastrutture di cura nel secondo senso (sociali e pubbliche), spinge ad un sovraccarico delle funzioni familiari (che restano non remunerate direttamente e sempre meno indirettamente) che finisce per fare emergere la \u201ccrisi della cura\u201d in tutto il suo tripartito significato.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\">Da una contraddizione si cade quindi in un\u2019altra. L\u2019ordine statal-capitalistico si dissolve nel corso di una crisi prolungata. Tagli ai servizi, flessibilizzazione della forza lavoro e reclutamento femminile camminano di pari passo. La nuova organizzazione \u00e8 dualistica, chi pu\u00f2 permetterselo affida i servizi di cura al mercato (comprando forza lavoro dedicata, spesso immigrata), chi non pu\u00f2 \u00e8 costretto a comprimere la riproduzione. Ormai, e nuovamente, lavorano tutti (non ancora i bambini). Sorge l\u2019economia del debito e quella dei \u201clavoretti\u201d, ben al di sotto del livello di sussistenza e riproduzione.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\">Di fatto perversamente \u201cl\u2019emancipazione si allea con la mercatizzazione per indebolire la protezione sociale\u201d<a href=\"#_ftn7\" name=\"_ftnref7\">[7]<\/a>. Di fatto questo avviene perch\u00e9 i movimenti antiautoritari di emancipazione si sono trovati ad andare nella stessa direzione della storia, mossa da coloro che volevano farla finita con le protezioni e liberalizzare e globalizzare l\u2019economia. Si \u00e8 creato un paradossale \u201cneoliberalismo progressista\u201d<a href=\"#_ftn8\" name=\"_ftnref8\">[8]<\/a>\u00a0che celebra \u201cdiversit\u00e0\u201d, \u201cmeritocrazia\u201d ed \u201cemancipazione\u201d, per chi ha i mezzi ovviamente, mentre smantella di fatto e scientemente le protezioni sociali ed esternalizza la riproduzione sociale (a questo punto \u201ca servizio\u201d e razzializzata). L\u2019emancipazione \u00e8 reinterpretata in senso mercatista.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\">Come dice duramente e giustamente la Fraser:<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\">\u201cI movimenti di emancipazione hanno preso parte a questo processo. Tutti, incluso l\u2019anti-razzismo, il multiculturalismo, il movimento di liberazione LGBT e l\u2019ecologismo, hanno dato vita a correnti neoliberali favorevoli al mercato. La traiettoria femminista si dimostr\u00f2 tuttavia decisiva pi\u00f9 di altre in tale processo, dato il consueto intreccio di questioni di genere e di riproduzione sociale nel capitalismo.\u201d<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\">Il punto \u00e8 che l\u2019immaginario dominante \u00e8 \u201cliberal-individualista\u201d ed egualitario, ma tende ad estirpare la riproduzione come un ostacolo lungo la strada della liberazione. Ne sono espressione, ad esempio, il congelamento degli ovuli per donne in carriera, la riduzione dei figli a uno al massimo, la parossistica importazione di donne immigrate, per riempire i ranghi delle funzioni di cura.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\">In conclusione, per la Fraser sarebbe necessario che\u00a0<em>al confine tra produzione e riproduzione<\/em>\u00a0un nuovo \u201c<em>femminismo socialista<\/em>\u201d trovi la forza per interrompere l\u2019infatuazione per la mercatizzazione \u201cdell\u2019uguaglianza\u201d, e riesca nuovamente a\u00a0<em>congiungere protezione ed emancipazione<\/em>. Qualcosa che sostituisca il \u201cdoppio reddito familiare\u201d (ovvero due mezzi stipendi al prezzo di due lavori interi).<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\">Per ottenerlo bisogna superare l\u2019avida sottomissione da parte del capitalismo finanziario della riproduzione alla produzione.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\">E forse lo stesso capitalismo (per il quale, per\u00f2, pi\u00f9 che un \u201cfemminismo socialista\u201d, serve direttamente un \u201c<em>nuovo socialismo<\/em>\u201d, senza altre etichette che dividano pi\u00f9 che unire).<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\">In che senso prover\u00e0 a dirlo in un altro intervento<a href=\"#_ftn9\" name=\"_ftnref9\">[9]<\/a>\u00a0che leggeremo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><a href=\"#_ftnref1\" name=\"_ftn1\">[1]<\/a>\u00a0&#8211; Nancy Fraser, \u201c<em><a href=\"https:\/\/amzn.to\/3pRD7jJ\">La fine della cura. Le contraddizioni sociali del capitalismo contemporaneo<\/a><\/em>\u201d, Mimesis 2017.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><a href=\"#_ftnref2\" name=\"_ftn2\">[2]<\/a>\u00a0&#8211; Idem, p. 13<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><a href=\"#_ftnref3\" name=\"_ftn3\">[3]<\/a>\u00a0&#8211; Nancy Fraser, 72 anni, si \u00e8 laureata nel 1969 in un famoso college femminile e dottorata nel 1980, attraversa biograficamente tutta la parte ascendente del movimento libertario americano. Si specializza nel corso degli anni novanta nell\u2019articolazione del concetto di \u201cgiustizia\u201d. Insegna scienze politiche e sociali e filosofia alla New School di New York, \u00e8 Presidente della divisione est dell\u2019American Philosophical Association, \u00e8 stata a lungo condirettore di Constellations.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><a href=\"#_ftnref4\" name=\"_ftn4\">[4]<\/a>\u00a0&#8211; E\u2019 abbastanza evidente che alla nostra manca la lettura di buona parte del corpus marxiano, basta leggere il Capitale, anche solo il primo libro, per rintracciare decine o centinaia di passaggi nei quali il deperimento sociale, della forza lavoro, delle famiglie e delle persone \u00e8 denunciato come effetto di una crisi di riproduzione causata esattamente dalla tendenza del capitalismo a sottrarre risorse. Sono citate, ad esempio, molte inchieste inglesi preoccupate per il deperimento dei lavoratori, anche a fini militari, e lo stato di abbruttimento e degrado delle famiglie costrette a lavorare (spesso tutti) e sopravvivere con salari minimi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><a href=\"#_ftnref5\" name=\"_ftn5\">[5]<\/a>\u00a0&#8211; E di tutte, incluse quelle interne e quelle disperse nel privato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><a href=\"#_ftnref6\" name=\"_ftn6\">[6]<\/a>\u00a0&#8211; p. 37<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><a href=\"#_ftnref7\" name=\"_ftn7\">[7]<\/a>\u00a0&#8211; p.41<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><a href=\"#_ftnref8\" name=\"_ftn8\">[8]<\/a>\u00a0&#8211; Si veda anche , \u201c<a href=\"https:\/\/tempofertile.blogspot.com\/2018\/11\/nancy-fraser-come-il-femminismo-divenne.html\">Nancy Fraser, \u2018Come il femminismo divenne ancella del capitalismo\u2019<\/a>\u201d, e \u201c<a href=\"https:\/\/tempofertile.blogspot.com\/2017\/04\/nancy-fraser-contro-il-neoliberismo.html\">Nancy Fraser, \u2018Contro il neoliberismo progressista, un nuovo populismo progressista\u2019<\/a>\u201d, Nancy Fraser, \u2018<a href=\"https:\/\/tempofertile.blogspot.com\/2020\/01\/nancy-fraser-il-vecchio-muore-e-il.html\"><em>Il vecchio muore ed il nuovo non pu\u00f2 nascere<\/em><\/a>\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><a href=\"#_ftnref9\" name=\"_ftn9\">[9]<\/a>\u00a0&#8211; Nancy Fraser, \u201c<em>Cosa significa socialismo nel XXI secolo<\/em>\u201d, Castelvecchi 2020.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Fonte:\u00a0<a href=\"http:\/\/tempofertile.blogspot.com\/2021\/06\/nancy-fraser-la-fine-della-cura.html\">http:\/\/tempofertile.blogspot.com\/2021\/06\/nancy-fraser-la-fine-della-cura.html<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di\u00a0TEMPO FERTILE In questo piccolo testo \u00e8 contenuto un intervento del 2016, edito da Mimesis nel 2017[1], nel quale la militante femminista americana Nancy Fraser si esercita in una denuncia della difficolt\u00e0 del capitalismo, nella fase dell\u2019accumulazione flessibile e della finanziarizzazione, a riprodurre la societ\u00e0 e gli individui. In fondo l\u2019idea \u00e8 molto semplice, ed anche molto tradizionale: il capitalismo \u00e8, in ogni sua fase storica, interessato essenzialmente all\u2019accumulazione del capitale ed annega nel gelido&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":97,"featured_media":65555,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[32],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/Tempo-Fertile.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7ZaJ4-h3j","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/65553"}],"collection":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/97"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=65553"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/65553\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":65557,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/65553\/revisions\/65557"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/65555"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=65553"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=65553"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=65553"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}