{"id":65558,"date":"2021-06-17T10:30:06","date_gmt":"2021-06-17T08:30:06","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=65558"},"modified":"2021-06-15T12:13:26","modified_gmt":"2021-06-15T10:13:26","slug":"la-nato-cambia-i-piani-lobiettivo-diventa-pechino-e-putin-osserva","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=65558","title":{"rendered":"La Nato cambia i piani: l&#8217;obiettivo diventa Pechino (e Putin osserva)"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\">di\u00a0<strong>INSIDEOVER(Lorenzo Vita)<\/strong><\/p>\n<div class=\"entry-content\">\n<p style=\"text-align: justify\">Il vertice della\u00a0<strong>Nato<\/strong>\u00a0a Bruxelles si preannuncia come uno dei pi\u00f9 importanti di questi ultimi anni. L\u2019Alleanza atlantica si riunisce dopo la pandemia di Covid-19, dopo l\u2019elezione di un nuovo presidente degli Stati Uniti e con un\u2019Europa che sta cercando di ritrovare un precario equilibrio non solo per la crisi economica e politica che la sta dilaniando, ma anche perch\u00e9 \u00e8 prossima al cambio della guardia a Berlino e forse a Parigi. E la Nato, frutto dell\u2019elaborazione strategica americana che ha voluto legare l\u2019Europa al destino di Washington, sente la necessit\u00e0 di modificare la propria pelle in vista di un cambiamento che vede gli Stati Uniti sempre pi\u00f9 intenzionati a modificare i parametri del proprio impero e di limitare l\u2019avvento della Cina nel panorama mondiale. In attesa che la stessa Alleanza trovi un nuovo segretario generale.<\/p>\n<h2 style=\"text-align: justify\">Il piano della Nato per il 2030<\/h2>\n<p style=\"text-align: justify\">A far comprendere la portata del vertice \u00e8 Io stesso\u00a0<strong>Jens Stoltenberg<\/strong>, che da Bruxelles invia un messaggio molto chiaro: \u201cI Paesi attorno a questo tavolo sono 30 delle democrazie pi\u00f9 forti. Rappresentano quasi un miliardo di persone, met\u00e0 della potenza economica mondiale e pi\u00f9 della met\u00e0 del forza militare. Oggi iniziamo un nuovo capitolo nelle relazioni transatlantiche con l\u2019accordo\u00a0<strong>Agenda 2030<\/strong>\u201c. Elementi che gi\u00e0 aiutano a comprendere le chiavi di questo incontro. C\u2019\u00e8 il richiamo alle \u201cdemocrazie\u201d, termine molto caro allo stesso Biden che ha pi\u00f9 volte espresso la necessit\u00e0 di ricreare un blocco delle democrazie che si contrapponga a sistemi considerati estranei a questo mondo: quindi agli stessi nemici strategici degli Stati Uniti. C\u2019\u00e8 un richiamo alla volont\u00e0 di compattare un blocco che con Donald Trump sembrava essersi disciolto. E c\u2019\u00e8 soprattutto l\u2019idea di creare un sistema che abbia voglia di ricalibrare gli obiettivi strategici a medio termine: di qui il riferimento all\u2019Agenda 2030.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><a href=\"https:\/\/www.nato.int\/nato_static_fl2014\/assets\/pdf\/2020\/12\/pdf\/201201-Reflection-Group-Final-Report-Uni.pdf\">Il documento Nato 2030<\/a>\u00a0in questo senso \u00e8 esemplare. L\u2019Alleanza atlantica infatti pone la Cina subito dopo la Russia come principale avversario strategico. E questo \u00e8 particolarmente interessante se si pensa che il blocco atlantico nasceva esclusivamente in funziona anti-sovietica e come garanzia dell\u2019ombrello americano sull\u2019Europa. Adesso invece \u00e8 Pechino a essere considerata il vero \u201cavversario sistemico\u201d, anche pi\u00f9 della stessa Russia, che comunque Stoltenberg ha voluto ribadire essere un problema per tutta l\u201darea euro-atlantica. Tuttavia, \u00e8 chiaro che il richiamo a Mosca come problema principale per l\u2019Europa sia soprattutto un modo per confermare la necessit\u00e0 stessa della Nato e per rassicurare i partner dell\u2019Europa orientale e settentrionale, cos\u00ec come per inviare un segnale alla Turchia di evitare un eccesso di amicizia con il\u00a0<strong>Cremlino<\/strong>.<\/p>\n<h2 style=\"text-align: justify\">Lo sguardo si volge a Pechino<\/h2>\n<p style=\"text-align: justify\">La differenza tra i due nemici della Nato \u00e8 data proprio dal documento sul 2030, in cui viene inserita una descrizione estremamente significativa del ruolo prioritario che ha Pechino nell\u2019agenda atlantica. \u201cPer la maggior parte degli alleati, la Cina \u00e8 sia un concorrente economico che un importante partner commerciale. La\u00a0<strong>Cina<\/strong>\u00a0\u00e8 quindi meglio intesa come un rivale sistemico a tutto campo, piuttosto che un attore puramente economico o un solo attore della sicurezza focalizzato sull\u2019Asia\u201d spiega il documento. Cosa che in pratica gi\u00e0 la differenza dalla percezione che Bruxelles ha di Mosca, dal momento che sul fronte russo il problema assume connotati quasi esclusivamente militari. \u201cSebbene la Cina non rappresenti una minaccia militare immediata per l\u2019area euro-atlantica sulla scala della Russia\u201d continua, infatti, il documento, \u201csta espandendo la sua portata militare nell\u2019Atlantico, nel Mediterraneo e nell\u2019Artico, approfondendo i legami di difesa con la Russia e sviluppando missili e aerei a lungo raggio, portaerei e sottomarini da attacco nucleare con portata globale, ampie capacit\u00e0 spaziali e un arsenale nucleare pi\u00f9 ampio\u201d. E nella descrizione di quella che viene considerata la minaccia cinese, si fa riferimento anche alle nuove Vie della Seta, quindi \u201cBelt and Road, Polar Silk Road e Cyber \u200b\u200bSilk Road\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Gli obiettivi posti da questa nuova agenda atlantica riguardano soprattutto la possibilit\u00e0 di convertire la Nato in qualcosa di non solo militare, ma di pi\u00f9 ampio respiro, che faccia sistema e che possa intervenire proprio per evitare che la Cina riesca a penetrare negli Stati pi\u00f9 deboli appartenenti all\u2019Alleanza ma anche in tutte quelle potenze piccole e medie che sono state allettate dagli investimenti di Pechino. Questione che \u00e8 stato segnalata anche da Mario Draghi, che pur confermando di voler rivedere il memorandum sulla <strong>Via della Seta<\/strong>, ha comunque ribadito a margine del G7 di non essere cos\u00ec convinto di una linea estremamente dura verso il gigante asiatico.<\/p>\n<h2 style=\"text-align: justify\">Il prossimo incontro Biden-Putin<\/h2>\n<p style=\"text-align: justify\">A far comprendere questo nuovo concetto strategico della Nato per il prossimo futuro ci ha pensato anche\u00a0<strong>Robert Kaplan<\/strong>,\u00a0<a href=\"https:\/\/www.repubblica.it\/esteri\/2021\/06\/13\/news\/robert_d_kaplan_politologo_usa_putin_vuole_aprire_un_dialogo_con_biden_per_uscire_dalla_morsa_cinese_-305928754\/?ref=drrt-1\">intervistato da Anna Lombardi per\u00a0<em>La Repubblica<\/em><\/a>. Il politologo, \u201cgeopolitical chair\u201d del Foreign Policy Research Institute e consultente del Pentagono, ha infatti ricordato come anche il fatto che Biden e Vladimir Putin si incontrino dopo questo summit G7 e Nato sia indicativo di una possibile svolta della visione atlantica nei confronti di Mosca, palesemente non pi\u00f9 il vero obiettivo strategico. \u201cGli Stati Uniti vogliono garantirsi che gli hacker non diano ulteriori problemi in patria e hanno bisogno di basi in Asia Centrale per non perdere del tutto il controllo dell\u2019Afghanistan. I russi aspirano a essere riconosciuti come grande potenza e vogliono svincolarsi dall\u2019ormai soffocante abbraccio di Pechino. La nuova via della Seta ha spinto i cinesi in paesi un tempo nella loro sfera d\u2019influenza. E la superiorit\u00e0 tecnologica del Dragone li innervosisce\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il\u00a0<strong>vertice Biden-Putin<\/strong>\u00a0servirebbe quindi anche al Cremlino per evitare di essere considerato eccessivamente legato alla Cina, partner che \u00e8 diventato necessario pi\u00f9 per la volont\u00e0 europea e americana di far fuori Mosca dal consesso occidentale che dal reale desiderio russo di ancorarsi all\u2019Asia. L\u2019obiettivo di Putin \u00e8 sempre stato quello di far s\u00ec che la Russia fosse considerata alla pari delle altre grandi potenze e in grado di declinare una propria politica autonoma erede (anche) delle strategie sovietiche. Ma la delusione dopo aver osservato la spinta americana verso un mondo unipolare lo ha fatto ripiegare su Pechino e sulle sirene di un mondo a trazione orientale e potenzialmente \u201cde-dollarizzato\u201d e con la Cina e comprare le risorse e gli idrocarburi russi. Ma nel gioco tra superpotenze, Mosca vuole essere battitore libero. E forse, paradossalmente, pu\u00f2 essere proprio la Nato un prezioso alleato nascosto per riequilibrare il gioco.<\/p>\n<div class=\"lancio-editoriale\">\n<div class=\"box-editoriale-container d-flex flex-column justify-content-center\">\n<div class=\"box-editoriale\" style=\"text-align: justify\"><strong>Fonte<\/strong>:\u00a0<a href=\"https:\/\/it.insideover.com\/difesa\/la-nato-cambia-i-piani-lobiettivo-diventa-pechino-e-putin-osserva.html\">https:\/\/it.insideover.com\/difesa\/la-nato-cambia-i-piani-lobiettivo-diventa-pechino-e-putin-osserva.html<\/a><\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di\u00a0INSIDEOVER(Lorenzo Vita) Il vertice della\u00a0Nato\u00a0a Bruxelles si preannuncia come uno dei pi\u00f9 importanti di questi ultimi anni. 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