{"id":6569,"date":"2012-05-13T12:51:11","date_gmt":"2012-05-13T12:51:11","guid":{"rendered":"http:\/\/www.appelloalpopolo.it\/?p=6569"},"modified":"2012-05-13T12:51:11","modified_gmt":"2012-05-13T12:51:11","slug":"sovradiagnosi-ii-il-business-medico-mira-alla-pancia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=6569","title":{"rendered":"Sovradiagnosi II. Il business medico mira alla pancia"},"content":{"rendered":"<p class=\"MsoNormal\"><a href=\"http:\/\/www.appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2012\/05\/ImmagineIniziale.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-6581\" height=\"209\" src=\"http:\/\/www.appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2012\/05\/ImmagineIniziale-300x209.jpg\" width=\"300\" \/><\/a><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><span style=\"font-size:11px\">&ldquo;<em>Voglio vendere farmaci a tutti. Voglio vendere farmaci ai sani. Voglio che i farmaci si vendano come caramelle<\/em>&rdquo;<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><span style=\"font-size:11px\">H. Gadsen, uno degli amministratori delegati della Merck, Sharp &amp; Dome, la casa farmaceutica che nel 1958 lanci&ograve; il primo antipertensivo di massa con una campagna di marketing<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><span style=\"font-size:11px\">&ldquo;<em>Il paziente perde i diritti costituzionali scritti da Thomas Jefferson: alla vita, alla libert&agrave; e al perseguimento della felicit&agrave;<\/em>&rdquo;.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><span style=\"font-size:11px\">Sir G. Pickering, regius professor di medicina a Oxford, sugli effetti dell&rsquo;introduzione del trattamento farmacologico di massa dell&rsquo;ipertensione<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align:justify\">&nbsp;<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\">Nell&rsquo;introduzione Welch e al. [1] chiariscono che la loro critica non riguarda la diagnosi su chi &egrave; davvero ammalato; ma &ldquo;il nostro entusiasmo per la diagnosi&rdquo; sui sani, la diagnosi preventiva. Welch fa una lista delle sovradiagnosi alle quali sarebbe esposto come paziente (ad un&rsquo;et&agrave; di circa 55 anni):<\/p>\n<p>&#8211; Episodi isolati di elevazione della pressione arteriosa (PA). Diagnosi: ipertensione borderline.<\/p>\n<p>&#8211; Peso 94 kg, altezza 182 cm. Diagnosi: sovrappeso.<\/p>\n<p>&#8211; Ogni tanto bruciore di stomaco dopo i pasti. Diagnosi: malattia da reflusso gastroesofageo.<\/p>\n<p>&#8211; Si alza una volta a notte per urinare. Diagnosi: iperplasia prostatica benigna.<\/p>\n<p>&#8211; Al risveglio rigidit&agrave; articolare, che si dissolve dopo un po&rsquo;. Diagnosi: artrosi.<\/p>\n<p>&#8211; Mani fredde, soprattutto se beve caff&egrave;. Migliora quando beve alcolici. Diagnosi: malattia di Raynaud.<\/p>\n<p>&#8211; Deve scrivere la lista delle cose da fare, dimentica i nomi delle persone, non ricorda PIN e passwords. Diagnosi: early cognitive impairment. (Indicatore di Alzheimer incipiente).<\/p>\n<p>&#8211; Ci tiene che tazze e bicchieri stiano su scaffali separati, cos&igrave; che corregge il lavoro della moglie quando questa scarica la lavastoviglie. Vuole in contenitori separati i calzini per il lavoro, quelli per lo sport e quelli invernali. Diagnosi (non probabile): disturbo ossessivo-compulsivo.<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\">Se facesse una radiografia del torace, Welch non sarebbe sorpreso se mostrasse il reperto incidentale di un nodulo polmonare (sospetto cancro del polmone); n&eacute; sarebbe sorpreso se una TAC addominale trovasse una cisti renale, una colonscopia un polipo, una biopsia prostatica un piccolo cancro. L&rsquo;analisi genetica mostrerebbe varianti genetiche di tutti i tipi. Tutti reperti che porterebbero a ulteriori esami e con una probabilit&agrave; consistente a terapie.<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\">Welch considera questi come esempi di cattiva medicina; e commenta che la riduzione dell&rsquo;aspettativa di vita sana che si sta osservando nei baby-boomers rispetto ai loro predecessori pu&ograve; derivare anche da queste pratiche, che creano malattia e disabilit&agrave;. La diagnosi &egrave; un&rsquo;arma a doppio taglio, avverte.<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\">Welch e al. passano quindi a considerare la madre di tutti i programmi di estensione della medicina ai sani mediante sovradiagnosi: il trattamento dell&rsquo;ipertensione arteriosa di grado lieve e moderato. Fino agli anni Cinquanta, solo l&rsquo;ipertensione grave veniva considerata malattia e veniva trattata. Il trattamento dell&rsquo;ipertensione grave &egrave; un intervento medico che ha un autentico valore curativo e preventivo: l&rsquo;ipertensione grave provoca con elevata frequenza, e spesso in breve tempo, patologie importanti come lo scompenso cardiaco, l&rsquo;ictus, l&rsquo;infarto del miocardio; e altre gravi patologie vascolari.<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\">Welch et al. mostrano come gli effetti preventivi benefici della riduzione della PA siano netti negli studi clinici per l&rsquo;ipertensione grave, ma sono sfumati [fino a essere evanescenti] per elevazioni medie o lievi; mentre il rischio di effetti avversi da farmaci resta consistente. Il bilancio benefici\/danni, favorevole nei casi gravi, diviene quindi sfavorevole in quelli lievi, dove il trattamento coi farmaci &egrave; peggio della malattia, o meglio della variazione identificata come patologica. Welch porta ad esempio due suoi pazienti. Il primo, Mr Lemay, si presenta con episodi ricorrenti di dolore toracico. La PA risulta 202\/117. Il paziente viene ammesso in terapia intensiva, dove la PA viene abbassata. (Welch nota che il paziente risult&ograve; negativo per infarto del miocardio, mentre oggi, coi nuovi esami ematici, gli sarebbe stato diagnosticato un infarto; l&rsquo;introduzione del dosaggio della troponina ha fatto aumentare del 25% la positivit&agrave; ai criteri di diagnosi di infarto; attualmente, nel 2012, si parla di abbassare la soglia di positivit&agrave; per i valori della troponina; ci&ograve; porterebbe a un ulteriore incremento della diagnosi di infarto miocardio del 47%; e delle conseguenti angiografie coronariche del 42%). Il paziente in seguito prosegu&igrave; la terapia antipertensiva; che probabilmente gli ha salvato la vita.<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\">Un secondo paziente, Mr. Bailey, un agricoltore 82enne, ad una visita risult&ograve; avere una PA sistolica di 160, con la diastolica nei limiti. Welch gli prescrisse un diuretico, in osservanza alle linee guida. In un&rsquo;umida giornata di sole il paziente, disidratato, ebbe un collasso, favorito dal farmaco. Welch, clinico ed epidemiologo, fece questo discorso al paziente: il 19 casi su 20, in base alla letteratura<span>&nbsp; <\/span>[quella ufficiale, condizionata da chi vende i farmaci] egli non avrebbe avuto alcun beneficio dalla terapia antipertensiva nei successivi cinque anni. Mentre sarebbe rimasto esposto al rischio di collassi, e alle conseguenze delle cadute, che a quell&rsquo;et&agrave; possono avere effetti disastrosi. Il paziente scelse di non curarsi. &ldquo;Perfettamente razionale&rdquo; commenta Welsh.<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\">Il paziente da un lato fu fortunato ad essere seguito da un medico competente e onesto. Ma dall&rsquo;altro, occorre chiedersi se l&rsquo;onere della decisione debba ricadere sul paziente, qui di 82 anni, e non debba invece essere del medico, nell&rsquo;ambito dei suoi compiti professionali, valutati anche, ma solo entri i limiti del vero e del razionale, i valori e le preferenze del singolo paziente. Welsh e coautori ritengono che sia il paziente a dover scegliere la strada, posto davanti alle statistiche. Questa posizione, criticabile, perch&eacute; il medico fornisce consulenza e guida, non solo un campionario di opzioni, &egrave; una posizione illuminata rispetto a ci&ograve; che accade di solito, dove i rischi vengono taciuti e i benefici esagerati; e le statistiche in forma completa, comprensive degli effetti avversi, non solo non vengono presentate al paziente, ma il medico neppure le conosce, anche perch&eacute; non vengono fornite di routine ma occorre costruirsele. Lo stesso Welsh, che &egrave; in questo campo competente come pochi, non dice a Mr. Bailey, per carenza di dati specifici, qual &egrave; il rischio che assumendo il farmaco cada, si fratturi il collo del femore e quindi in pochi mesi muoia. A questa carenza ha supplito il buon senso del vecchio fattore del Vermont.<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\">&nbsp;<\/p>\n<p align=\"center\" class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: center\">&sect; &sect; &sect;<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\">&nbsp;<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\">Perch&eacute; non stabilire in anticipo di curare coi farmaci i Mr Lemay e astenersi coi Mr Bailey? Perch&eacute; per un Mr Lemay, nel New England e anche da noi, ci sono 10 o 20 Mr Bailey. La PA ha una distribuzione di tipo normale, spostata e stirata a destra nelle popolazioni occidentali, fig. 1.<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><a href=\"http:\/\/www.appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2012\/05\/Fig1.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-6582\" height=\"138\" src=\"http:\/\/www.appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2012\/05\/Fig1-300x138.jpg\" width=\"300\" srcset=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2012\/05\/Fig1-300x138.jpg 300w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2012\/05\/Fig1-980x450.jpg 980w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2012\/05\/Fig1.jpg 450w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><span style=\"font-size:11px\">Fig. 1. Distribuzioni della PA sistolica in uomini di mezza et&agrave;. Linea tratteggiata: nomadi kenioti. Linea continua: impiegati statali londinesi [2].<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\">&nbsp;<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\">I farmaci antipertensivi possono ridurre di una certa quota (non azzerare, va notato) il rischio di scompenso cardiaco e accidenti cardiovascolari. Se si tratta coi farmaci solo la classe a rischio maggiore, quella nella quale i vantaggi sono netti, cio&egrave; la coda destra della curva, si ha un mercato piccolo. Spostamenti verso sinistra anche piccoli della soglia dalla quale la PA viene trattata provocheranno un<span>&nbsp; <\/span>forte incremento del numero dei soggetti ai quali vendere trattamenti, coinvolgendo la &ldquo;pancia&rdquo; della curva, quella dove &egrave; concentrata la maggior parte dei soggetti, con valori che si discostano poco dalla media &ndash; e dalla normalit&agrave; fisiologica &#8211;<span>&nbsp; <\/span>e che beneficeranno meno o nulla dal trattamento e anzi ne avranno in media pi&ugrave; danno che beneficio. Quando nel 1984 il Joint national committee USA spost&ograve; la soglia della PA diastolica da 95 a 90 mmHg per la diagnosi di ipertensione, il numero di statunitensi considerati ipertesi quasi raddoppi&ograve;. Spostando la soglia verso la pancia si catturano molti pi&ugrave; pazienti; inoltre, cos&igrave; come una ciliegia tira l&rsquo;altra, aumentano le prescrizioni di altri esami, e di altre terapie; e aumentano gli affetti avversi, cio&egrave; il carico iatrogeno sulla popolazione; effetti che sul piano dei profitti dell&rsquo;Offerta sono tutti positivi.<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\">Fino agli anni Cinquanta si trattavano le ipertensioni gravi, considerando soglie di 160\/120, o maligne, 200\/130. I clinici della prima met&agrave; del Novecento mettevano in guardia dal trattare l&rsquo;ipertensione allora chiamata &ldquo;benigna&rdquo;. Nel 1931 il professor Hay scrisse che &ldquo;c&rsquo;&egrave; del vero nel detto che il maggior pericolo per un uomo con la pressione elevata risiede nella scoperta di ci&ograve;, perch&eacute; qualche stupido cercher&agrave; di abbassarla&rdquo;. La frase non &egrave; pi&ugrave; attuale, perch&eacute; fortunatamente le cure non sono quelle pesantissime di allora e dei decenni successivi; ma come si vedr&agrave; siamo arrivati al punto che in molti casi converrebbe riconsiderarla. Le soglie si sono progressivamente abbassate negli anni, fino a livelli cos&igrave; bassi da provocare qualche protesta, poi rientrata. Nel 1999 centinaia di medici di una sessantina di paesi firmarono una lettera aperta indirizzata all&rsquo;OMS contro le sue nuove linee guida, che prevedevano l&rsquo;abbassamento della soglia di normalit&agrave; a 130\/85, con 120\/80 ottimale; accusando l&rsquo;agenzia sanitaria dell&rsquo;ONU di essere in combutta con la casa farmaceutica ASTRA:<span>&nbsp; <\/span>l&rsquo;OMS aveva interpretato lo studio sponsorizzato dalla ASTRA col quale si potevano giustificare le nuove regole al di l&agrave; dei suoi risultati, che non mostravano benefici per tale abbassamento della soglia. Tra i firmatari il gruppo nazionale pi&ugrave; numeroso era quello degli italiani. In Italia i medici di medicina generale, non pagati a prestazione, ricevevano con le nuove linee guida un aumento del carico di lavoro senza corrispettivo economico. Il controllo della PA &egrave; la prestazione pi&ugrave; frequente negli ambulatori dei medici di famiglia.<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\">Oggi a qualsiasi valore superiore ai 120\/80 &egrave; attribuita una crescente valenza patologica (&ldquo;pre-ipertensione&rdquo; per i casi pi&ugrave; lievi) e quindi una serie di accertamenti e trattamenti. I casi di pressione sistolica superiore a 160 mmHg sono il 4% della popolazione USA. Abbassando la soglia di 40 unit&agrave;, a 120 mmHg, il mercato passa al 40% della popolazione; i valori della PA aumentano con l&rsquo;et&agrave;, e oltre il 90% dei soggetti di et&agrave; superiore ai 65 anni ha valori superiori a 120\/90 [3]. Per tagliare la testa al toro, alcuni esperti hanno proposto di trattare il 100% della popolazione di et&agrave; superiore a 54 anni. Il mercato si va espandendo verso i giovani, gli adolescenti, e i bambini dai 3 anni in su; la terapia &egrave; cronica, a vita, e prima la si comincia meglio &egrave;, soprattutto per chi la vende. Skrabanek e McCormick argomentano che&rdquo;l&rsquo;ipertensione &egrave; forse la pi&ugrave; diffusa e dannosa delle non-malattie contemporanee&rdquo; [4].<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\">Negli anni Cinquanta in USA i produttori di case farmaceutiche erano preoccupati che l&rsquo;efficacia dei farmaci per le malattie acute, come gli antibiotici, avrebbe tarpato le prospettive di crescita della loro industria. Si pens&ograve; allora di ampliare il mercato, adattandolo alla mutazione epidemiologica secolare portata dagli effetti benefici della crescita economica: la riduzione delle malattie infettive e l&rsquo;ascesa di quelle degenerative. L&rsquo;ipertensione, malattia tendenzialmente asintomatica, offriva la possibilit&agrave; di iniziare a trattare persone senza sintomi. Un team congiunto di scienziati della Merck, casa farmaceutica forte nella ricerca, e di esperti di marketing della casa farmaceutica Sharp &amp; Dome, che invece aveva sviluppato questo altro settore dell&rsquo;industria medica, lanci&ograve; il Diuril per l&rsquo;ipertensione, in un&rsquo;operazione che viene considerata il cippo che segna il cambiamento generale di paradigma, l&rsquo;introduzione delle cure preventive, cio&egrave; la vendita di prodotti medici ai sani. Le due aziende si fusero, in quella che divenne la pi&ugrave; grande casa farmaceutica del mondo, in un matrimonio che ha fatto scuola e nel quale ben presto il marketing &egrave; divenuto il coniuge dominante. E&rsquo; impressionante come gi&agrave; in quell&rsquo;era lontana vennero usate tecniche propagandistiche sistematiche di coinvolgimento dei media e degli esperti per convincere medici e pubblico [5]. Il successo a sua volta port&ograve; a una ridefinizione dell&rsquo;ipertensione come malattia e a progressivi abbassamenti della soglia di trattamento, che consentirono l&rsquo;ingresso nel mercato di altri farmaci, in un&rsquo;espansione esemplare dal punto di vista della crescita industriale.<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\">&nbsp;<\/p>\n<p align=\"center\" class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: center\">&sect; &sect; &sect;<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\">&nbsp;<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\">La medicalizzazione della PA nella popolazione generale pu&ograve; essere esaminata, secondo una nota tripartizione, a livello concettuale, politico-istituzionale e dell&rsquo;interazione medico-paziente. Sul piano concettuale, il modello epistemologico razionalista, che studiava le cause delle malattie per trovare misure o terapie che agissero sulle cause, &egrave; stato sostituito da quello empirista [6]; nella definizione, nella categorizzazione nosografica e nella dottrina clinica. Conta il fenomeno, i valori di PA, e le outcomes degli interventi, cio&egrave; i risultati degli studi clinici di abbassamento della pressione mediante un dato farmaco. Nonostante l&rsquo;importanza che l&rsquo;ipertensione essenziale, la forma comune, ha assunto nella medicina attuale, le sue cause, e i meccanismi che la collegano o nei casi lievi-moderati la collegherebbero alla malattia restano in penombra o avvolti nell&rsquo;ombra.<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\">Si considera una singola variabile, la PA, e la si tratta come una variabile di tipo continuo. Ma andrebbe chiesto se i due assunti sono corretti. Come &egrave; stato osservato, le vasculopatie possono essere determinate da covariate dell&rsquo;ipertensione, indipendenti rispetto ad essa, piuttosto che dall&rsquo;ipertensione in s&eacute;. L&rsquo;ipertensione pu&ograve; essere quindi solo un indicatore; un marker surrogato [7]. In questo modo non si distingue tra malattia ipertensiva, dove l&rsquo;ipertensione appare avere un ruolo causale, e ipertensione come fattore di rischio; &ldquo;fattore di rischio&rdquo; &egrave; un&rsquo;espressione epidemiologica che vuol dire &ldquo;indicatore di rischio&rdquo;, ma &egrave; usata come se volesse dire &ldquo;fattore causale&rdquo;. Altri possibili fattori vengono considerati solo in senso aggiuntivo. A parte le forme secondarie, non &egrave; scontato che sia lecito considerare in un&rsquo;unica categoria di &ldquo;ipertensione numerica&rdquo; sia l&rsquo;ipertensione grave, che ha i caratteri di una malattia, sia l&rsquo;ipertensione fattore di rischio, sia l&rsquo;ipertensione sintomo, che a volte &egrave; secondaria a stress, le uniche eventuali differenze essendo quelle quantitative del valore di PA. Appare che si dovrebbe anzi distinguere nell&rsquo;ambito di queste categorie, su base etiopatogenetica. In molti casi, es. in oncologia, la sottoclassificazione fine aiuta a congiungere artificiosamente benigno e maligno. Qui, al di l&agrave; di alcune suddivisioni generali, &egrave; convenuta la strategia opposta.<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\">Questa monodimensionalit&agrave; di tipo riduzionista rende possibile e facilita lo scorrimento verso sinistra lungo l&rsquo;ascissa della curva gaussiana, verso la pancia della popolazione, sulla base dei risultati dei trial clinici. Questi ultimi, nota Welch, mentre sono netti per gli interventi sull&rsquo;ipertensione grave, anche in studi piccoli, hanno necessitato di studi di grandi dimensioni per estrarre i ridotti effetti che giustificano l&rsquo;estensione del trattamento all&rsquo;ipertensione lieve e moderata. Spesso i risultati prodotti da tali giganteschi e costosissimi studi mostrano benefici risicati in maniera sconcertante; per spostarsi verso la pancia della curva, la montagna degli studi partorisce topolini. Una stima della riduzione del rischio di ictus nella fascia d&rsquo;et&agrave; 60-69 ha mostrato che secondo i dati ufficiali la terapia fa salire la probabilit&agrave; di non subire un ictus dal 99.3% al 99.5% [3], un quinto di punto percentuale. Gli studi clinici, anche quando appaiono rigorosi, hanno una lista di limitazioni tecniche e di riserve, es. la validit&agrave; esterna, cio&egrave; l&rsquo;applicabilit&agrave; al mondo reale. Gli studi clinici rispondono nei fatti anche agli investitori; che sembra siano stati di frequente singolarmente fortunati, ad avere, tra studi contraddittori e negativi, studi scientifici che mostrassero un minimo appiglio col quale giustificare il trattamento. La &ldquo;scienza&rdquo; ufficiale appare protesa a cancellare il pi&ugrave; possibile la distinzione tra normale e patologico per i valori di PA; con una serie di espedienti.<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\">I risultati &ldquo;scientifici&rdquo; minimi e dubbi vengono poi amplificati in pi&ugrave; stadi, da quello scientifico alle informazioni al paziente passando per i media. Sul piano scientifico si presentano i risultati in modo da dare loro risalto. Cos&igrave; invece di dire &ldquo;miglioramento di 0.2 punti percentuali&rdquo; per riferire della stima citata, si potrebbe dire, usando come &egrave; consuetudine il rischio relativo, &ldquo;riduzione del rischio del 28.6%&rdquo;, che &egrave; matematicamente corretto ma forviante.<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\">&nbsp;<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><a href=\"http:\/\/www.appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2012\/05\/Fig2.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-6584\" height=\"300\" src=\"http:\/\/www.appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2012\/05\/Fig2-216x300.jpg\" width=\"216\" \/><\/a><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><span style=\"font-size:11px\">Fig. 2. v. testo.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\">&nbsp;<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\">La fig. 2 mostra un grafico a pag. 2 della traduzione italiana di un importante testo statunitense sull&rsquo;ipertensione [8]. Un volume di oltre 500 pagine, col titolo mantenuto in inglese; primo capitolo, intitolato &ldquo;Ipertensione nella popolazione generale&rdquo;; incipit: &ldquo;L&rsquo;ipertensione &egrave; fonte di sconforto e al tempo stesso di speranza&rdquo;. La figura, tratta da un importante articolo pubblicato su Lancet,<span>&nbsp; <\/span>riassume la giustificazione teorica dell&rsquo;abbassamento della PA anche per valori di elevazione ridotti, mostrando come la mortalit&agrave; per cardiopatia ischemica decresca all&rsquo;apparenza linearmente col ridursi della PA. Pu&ograve; sfuggire al lettore che la scala delle y non &egrave; lineare, ma logaritmica in base 2, mostrando, dice il testo, ma senza spiegarlo, come il rischio raddoppi per ogni decade di et&agrave;. Questa trasformazione linearizza le crescite, e le decrescite, di tipo esponenziale; &egrave; di tipo esponenziale l&rsquo;incremento generale con l&rsquo;et&agrave; dei danni e dei rischi da invecchiamento. La trasformazione &egrave; utile soprattutto quando c&rsquo;&egrave; un range di valori ampio, di diversi ordini di grandezza.<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><span>&nbsp;<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><a href=\"http:\/\/www.appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2012\/05\/Fig3.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-6585\" height=\"300\" src=\"http:\/\/www.appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2012\/05\/Fig3-224x300.jpg\" width=\"224\" srcset=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2012\/05\/Fig3-224x300.jpg 224w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2012\/05\/Fig3.jpg 264w\" sizes=\"(max-width: 224px) 100vw, 224px\" \/><\/a><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\">&nbsp;<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><span style=\"font-size:11px\">Fig. 3. v. testo.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\">&nbsp;<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><a href=\"http:\/\/www.appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2012\/05\/Fig4.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-6586\" height=\"209\" src=\"http:\/\/www.appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2012\/05\/Fig4-300x209.jpg\" width=\"300\" \/><\/a><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\">&nbsp;<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><span style=\"font-size:11px\">Fig. 4 v. testo.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\">&nbsp;<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\">Il grafico log- normale sulla relazione tra ictus e PA, fig. 3, &egrave; simile a quello della fig. 2. La situazione sarebbe stata rappresentata pi&ugrave; fedelmente usando la comune scala lineare, come hanno fatto alcuni ricercatori che lo hanno ridisegnato [9], fig. 4. In questo modo il grafico racconta una storia molto diversa, mostrando che la correlazione tra elevazione della PA sistolica e ictus in realt&agrave; &egrave; inesistente o scarsa per i gruppi d&rsquo;et&agrave; meno anziani fino a circa 140 mmHg. E che c&rsquo;&egrave; un netto punto di inflessione attorno ai 150 mmHg, con aumento del rischio, molto pi&ugrave; marcato per i pi&ugrave; anziani. Ovvero, che per la prevenzione dell&rsquo;ictus non ci sono vantaggi teorici sostanziali nel trattare innalzamenti moderati della PA sistolica fino a 70 anni, e che anche dopo quell&rsquo;et&agrave; resta da vedere se conviene, dati gli effetti avversi dei farmaci, trattare elevazioni moderate.<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\">&nbsp;<\/p>\n<p align=\"center\" class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: center\">&sect; &sect; &sect;<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\">&nbsp;<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\">Questo tipo di informazione scientifica aiuta a immaginare di quale livello sia l&rsquo;informazione a riguardo diffusa dai giornalisti che campano facendo da cassa da risonanza ai lanci dei nuovi prodotti medici, e di che livello sia quella propagandistica, basata su tecniche di persuasione da call-center che i medici utilizzano avendola ricevuta, a volte assieme a benefici come gadget, regali o semplicemente denaro, dagli emissari delle case farmaceutiche, gli &ldquo;informatori scientifici&rdquo; che li curano uno ad uno. Sul piano politico-istituzionale si mira alla pancia anche nel senso del crasso interesse. La pancia degli inciuci e della corruzione. L&rsquo;American heart association ha stimato in 76 miliardi di dollari i costi diretti e indiretti per l&rsquo;ipertensione in USA nel 2010. Nel 2004 gli antipertensivi hanno costituito il 10% della spesa per farmaci in USA. Anche in Italia gli antipertensivi sono in vetta alle classifiche dei farmaci pi&ugrave; prescritti, con l&rsquo;ACE inibitore ramipril al primo posto. Ci sono stati casi che hanno mostrato che gli esperti incaricati di dettare le linee guida sull&rsquo;ipertensione hanno ricevuto cifre dell&rsquo;ordine degli 800\u06e0000 dollari dalle case farmaceutiche interessate. Da noi la magistratura &egrave; intervenuta con qualche tirata d&rsquo;orecchie ai medici che a centinaia<span>&nbsp; <\/span>ricevevano mazzette in cambio di prescrizioni, e alle ditte produttrici che pagavano i medici per lucrare. Di recente c&rsquo;&egrave; stato il caso della maggiore casa farmaceutica italiana, Recordati, che produce l&rsquo;antipertensivo lercanidipina.<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\">Ci furono nei primi anni del lancio della terapia di massa per l&rsquo;ipertensione opposizioni tecniche ed etiche; che poi sono rientrate. I tanti bioeticisti stanno alla larga da temi che sarebbero fondamentali, ma che trattare e pubblicizzare pu&ograve; tradursi in quello che molti considererebbero un suicidio professionale. Posso testimoniare che le voci scomode che sono percepite come una minaccia dal business e non obbediscono agli avvertimenti vengono eliminate dalla scena professionale con metodi sostanzialmente fascisti, mediante le istituzioni dello Stato. Anche la natura sociale dell&rsquo;ipertensione, discussa negli anni Settanta, &egrave; tra gli argomenti proibiti. Mentre girano voci esagerate, o fantasiose, sulla capacit&agrave; della mente di causare malattie organiche, come il cancro, si tace in genere sui determinanti psicosociali dell&rsquo;ipertensione [6, 10]. Su come sia associata al modo di vita capitalista, su come aumenti nelle societ&agrave; competitive, e in condizioni di stress (incluso il mobbing); su come sia associata alla disoccupazione, e sia frequente nelle persone spaventate. Non si parla di come condizioni di vita pi&ugrave; umane migliorerebbero lo stato di salute dell&rsquo;intera popolazione anche attraverso l&rsquo;abbassamento della PA, o di ci&ograve; che i valori della PA rappresentano sul piano fisiopatologico. Non si parla dei danni personali e sociali, derivanti dall&rsquo;imposizione dell&rsquo;etichetta di malato, e dell&rsquo;assunzione del &ldquo;sick role&rdquo;, con le diagnosi di massa di ipertensione. Cos&igrave; si incanala il disagio psicologico che il sistema sociale crea verso la categoria classificatoria della malattia organica, che permette di sfruttarlo economicamente. Non si butta via niente.<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\">Fin dai suoi esordi il lancio dell&rsquo;ipertensione si &egrave; basato sulla stretta collaborazione tra industria privata e politici. I politici non si chiedono se questo uso delle risorse sia nel miglior interesse dei cittadini, e sono al servizio di questo strano trattamento collettivista imposto da interessi privati. N&eacute; l&rsquo;insana partnership &egrave; limitata agli USA, ma riguarda anche la UE [11]. Uno studio norvegese ha mostrato che l&rsquo;applicazione delle linee guida europee del 2007 sull&rsquo;ipertensione comporterebbe un carico di lavoro che avrebbe effetti dirompenti sull&rsquo;intero sistema sanitario del paese [12]. La sollecitudine amorevole con la quale si cerca di aiutare i sani a non ammalarsi comprando per loro (coi loro soldi) le medicine scompare quando nonostante i farmaci &ndash; e a volte a causa dei farmaci &ndash; una persona subisce ad es. un ictus. Allora per l&rsquo;assistenza lo Stato si fa arcigno o latitante, e conteranno la capacit&agrave; personale di fare le scelte giuste, le conoscenze e le disponibilit&agrave; economiche, i fondi pubblici essendo stati spesi in questo e in tanti altri interventi &ldquo;preventivi&rdquo;.<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\">&nbsp;<\/p>\n<p align=\"center\" class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: center\">&sect; &sect; &sect;<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\">&nbsp;<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\">La pancia prende le forme della visceralit&agrave; a livello dell&rsquo;interazione medico-paziente. La PA &egrave; una grandezza biologica che si presta sotto vari aspetti a espansioni di mercato; anche e soprattutto perch&eacute;, come gli studi di marketing verificano in questi casi, il suo controllo incontra il favore psicologico del pubblico. E&rsquo; stato detto che gli screening, come quello per l&rsquo;ipertensione, pi&ugrave; che di una &ldquo;medicina basata sull&rsquo;evidenza&rdquo; sono espressione di una &ldquo;medicina basata sull&rsquo;invadenza&rdquo;. Questo &egrave; in parte vero, ma non si tratta di una pura forma di &ldquo;imperialismo del corpo&rdquo;. Appare essere un&rsquo;annessione consensuale pi&ugrave; che un&rsquo;invasione: piace al pubblico [11]. Al quale non si rende chiaro che la PA non &egrave; da considerare come un valore soglia che non andrebbe mai oltrepassato, come pu&ograve; essere &ndash; approssimativamente &ndash; per i valori degli esami clinici di laboratorio, ma &egrave; fisiologico e entro ampi limiti benefico che la PA, adattandosi di continuo alle richieste dell&rsquo;organismo, si innalzi temporaneamente quando le richieste di perfusione degli organi aumentano. Richieste che possono aumentare anche per stimoli psichici; da questo punto di vista la PA &egrave; il parametro fisiologico adatto a convertire l&rsquo;ansia, il disagio, in un segno &ldquo;obiettivo&rdquo; di malattia, passibile di cure materiali, e quindi motivo di commercio di beni e servizi.<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\">Le cure sembrano concedere giovinezza, riportando i valori numerici della PA a quelli dei 20 anni; ma non &egrave; la stessa cosa che riportare l&rsquo;apparato cardiovascolare, e gli altri, alla primavera della vita. La misurazione della PA &egrave; stata definita da un internista come un &ldquo;gesto sacro&rdquo; al quale spesso annette pi&ugrave; importanza il paziente che il medico. Alcuni soggetti sviluppano forme ossessive che li portano a controllarsi la PA molte volte al giorno; secondo una statistica sarebbero 7 italiani su 100. L&rsquo;illusione di controllare facilmente salute e malattia controllando, con l&rsquo;assumere qualche pillola, un valore puntiforme, che si pu&ograve; misurare anche da soli o in farmacia, soddisfa il bisogno di controllo sulla propria sorte. Si ottiene cos&igrave; la medicina cosiddetta &ldquo;euboxica&rdquo;, da &ldquo;eu-&ldquo;, &ldquo;bene&rdquo;, e &ldquo;-box&rdquo;, &ldquo;casella&rdquo;: dove il paziente ha tutte le caselle degli esami nei limiti di normalit&agrave;; e si ammala e muore lo stesso ma con gli esami in ordine, si &egrave; osservato commentando i risultati di studi che mostravano che all&rsquo;abbassamento della PA era corrisposto non una riduzione ma un aumento dei decessi; l&rsquo;equivalente in campo medico del detto sulla chirurgia &ldquo;l&rsquo;operazione &egrave; riuscita il paziente &egrave; morto&rdquo;.<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\">Cos&igrave; in ambulatorio avviene spesso una commedia degli equivoci. L&rsquo;ipertensione pu&ograve; essere sovradiagnosticata anche perch&eacute; la sua misurazione &egrave; soggetta a un considerevole errore di misura: la misurazione della PA &egrave; tradizionalmente manuale piuttosto che di laboratorio come per gli esami ematici, e si basa tra gli altri fattori su una variabile qualitativa come l&rsquo;auscultazione dei toni arteriosi. Non &egrave; impensabile che capiti di misurare 95 mmHg invece dei 90 reali, la variazione che raddoppi&ograve; il mercato potenziale in USA nel 1984. Studi hanno mostrato che errori non sono rari, ma non se ne tiene conto come si dovrebbe. Si sono tolti dal mercato gli sfigmomanometri a colonna di mercurio, per ridurre l&rsquo;inquinamento da mercurio (ma, nonostante sia stato formalmente bandito dalla UE, non si &egrave; ancora eliminato l&rsquo;amalgama dentale, dove il mercurio va in bocca); a favore di quelli elettronici che non danno le stesse garanzie di oggettivit&agrave;. La PA pu&ograve; elevarsi transitoriamente per stress, per un&rsquo;emozione o stati ansiosi, inclusa la visita medica e la misurazione stessa della PA; si tende per&ograve; a trascurare l&rsquo;aspetto funzionale, e a considerare anche l&rsquo;ipertensione &ldquo;da camice bianco&rdquo; come una variante non innocua, da includere nelle forme da seguire e trattare. Non si avvisa il pubblico che diversi farmaci possono provocare innalzamenti pressori e precipitare eventi cardiovascolari; inclusi farmaci di uso comune come i cortisonici e alcuni antibiotici, farmaci non strettamente necessari come gli estrogeni per la menopausa, farmaci da banco che si mandano gi&ugrave; senza pensarci come gli antidolorifici e gli antinfiammatori. La semplice rilevazione della PA porta in caso di minima elevazione rispetto alle soglie draconiane a una serie di altri esami e accertamenti, che moltiplicheranno sia il rischio iatrogeno sia i fatturati. Welch e al. scrivono che con l&rsquo;ipertensione lieve si trasforma la gente in pazienti; ma li si trasforma in parte anche in malati autentici.<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\">L&rsquo;aspetto pi&ugrave; scorretto &egrave; quello sulla consapevolezza e la comunicazione del bilancio benefici\/danni della terapia farmacologica nell&rsquo;ipertensione lieve e moderata. Le varie classi di antipertensivi possono dare una variet&agrave; di effetti collaterali fastidiosi e pesanti. Disturbi dell&rsquo;umore e del sonno, cefalea, riduzione della memoria, disturbi gastrointestinali, impotenza. Alcuni di questi effetti peggiorano ci&ograve; che dovrebbero migliorare; gli antipertensivi possono provocare, con meccanismi diversi, innalzamento dei lipidi nel sangue, squilibri elettrolitici, edemi, disturbi della funzione cardiaca, aritmie, sincopi, angina, infarto, TIA, ictus. Gli antipertensivi migliorano i parametri emodinamici nell&rsquo;iperteso autentico; ma possono peggiorarli se vengono assunti quando in realt&agrave; non ci sono migliorie da ottenere. Gli abbassamenti di pressione eccessivi sono causa di infarti miocardici e cerebrali. Cuore e cervello sono protetti da tali abbassamenti da meccanismi dedicati, che per&ograve; non sono insormontabili; e nell&rsquo;anziano la capacit&agrave; omeostatica si riduce. Negli anziani, la principale classe di consumatori, tali effetti avversi sono particolarmente frequenti e gravi. Gli antipertensivi possono interagire negativamente con altri farmaci, soprattutto nell&rsquo;anziano, che spesso ne assume diversi. Possono influire negativamente sulle patologie e sui deficit dei quali l&rsquo;anziano &egrave; spesso portatore. Si parla per gli antipertensivi di &ldquo;curva J&rdquo;: una curva a barca, come una J coricata, dove non solo la pressione elevata, ma anche il suo eccessivo abbassamento aumenta il rischio di malattia e morte. E sui valori ottimali di riduzione &ndash; quando si riesce a ottenerla &ndash; la dottrina non &egrave; chiara. Diversi studi non sono riusciti a mostrare che l&rsquo;ipertensione sia un predittore di mortalit&agrave; nell&rsquo;anziano, e alcuni studi hanno mostrato che la PA elevata era un predittore di sopravvivenza piuttosto che di mortalit&agrave; dopo i 75 anni d&rsquo;et&agrave; [3]. Parallelamente all&rsquo;introduzione degli antipertensivi di massa c&rsquo;&egrave; stato nei decenni un forte incremento dell&rsquo;incidenza standardizzata per et&agrave; di fratture del collo del femore; incremento che nell&rsquo;ultima decade sembra stabilizzarsi. Ci si pu&ograve; aspettare un aumento di sincopi e cadute, e quindi di fratture ossee, da farmaci che deprimono i meccanismi fisiologici che normalmente assicurano il mantenimento di una PA sufficiente in caso di esercizio fisico, di emorragia o altre variazioni del volume ematico, di mutamenti meteorologici o del semplice assumere la statura eretta. Della relazione tra il consumo di antipertensivi e di vari altri farmaci assunti in massa dagli anziani e le cadute e le fratture non ci si cura molto; nonostante che la frattura del collo del femore nell&rsquo;anziano sia una patologia grave, che molto spesso esita in una penosa anticamera del decesso.<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\">L&rsquo;ipertensione &egrave; adatta all&rsquo;espansione delle cure ai sani anche perch&eacute; rientra nel ristretto numero di alterazioni patologiche che sono in genere asintomatiche. Asintomatico non vuol dire completamente muto; la medicina ha sempre cercato segni oggettivi per definire una patologia, e per rivelarla se asintomatica. Nel caso di ci&ograve; che si considera ipertensione lieve isolata, il medico, esperiti gli esami di rito, non deve fare altro che titolare i farmaci<span>&nbsp; <\/span>&#8211; venendo indotto a scegliere tra i pi&ugrave; costosi, che a volte sono anche quelli che danno maggiori effetti collaterali &ndash; contro i valori numerici che risultano dal bracciale e dalla pompetta. Diviene cos&igrave; poco pi&ugrave; di un tecnico specializzato dell&rsquo;industria. Epidemiologi che hanno esaminato il tema del bilancio benefici\/danni dei trattamenti osservano che le linee guida basate sui trials coartano a svantaggio del paziente il giudizio clinico sul caso individuale [13]. L&rsquo;ipertensione, invece di venire inquadrata in un contesto fisiopatologico pi&ugrave; ampio, &egrave; passata da malattia asintomatica a malattia virtuale; con l&rsquo;alibi della &ldquo;scientificit&agrave;&rdquo;, testimoniata dal giocare con qualche numero. Come recitava anche il titolo di una serie informativa di qualche anno fa del Ministero della sanit&agrave; rivolta ai medici, si usa dire che si tratta di &ldquo;prescrivere in base ai numeri&rdquo;; che pu&ograve; essere inteso come una critica, ma anche come una lode. Ma questi non sono numeri, nel senso che si possa attribuire loro certezza matematica; sono statistiche, e statistiche parziali e distorte, di tipo promozionale. Le informazioni ai pazienti sono del genere di quelle di una brochure su un complicato titolo finanziario: sono generiche, esagerate e ottimistiche, e non mostrano i termini sui rischi, ben noti ai matematici che hanno creato il titolo. Rischi che invece dovrebbero essere esplicitamente misurati e considerati dalla dottrina medica, e incorporati nelle prescrizioni al paziente (fig. 5).<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><a href=\"http:\/\/www.appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2012\/05\/Fig5.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-6587\" height=\"187\" src=\"http:\/\/www.appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2012\/05\/Fig5-300x187.jpg\" width=\"300\" \/><\/a><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><span style=\"font-size:11px\">Fig. 5. Il grafico A mostra l&rsquo;intersezione tra la possibilit&agrave; di benefici del trattamento in funzione del rischio di base (linea continua) e il rischio di affetti avversi (linea tratteggiata). Mostra quindi la soglia di rischio dalla quale si pu&ograve; considerare il trattamento. Gli altri grafici tengono conto della diversa risposta individuale ai farmaci e della diversa suscettibilit&agrave; individuale ai loro effetti avversi [13].<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\">&nbsp;<\/p>\n<p align=\"center\" class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: center\">&sect; &sect; &sect;<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\">&nbsp;<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\">I modi coi quali si &egrave; ottenuta l&rsquo;espansione dell&rsquo;ipertensione da malattia grave a una condizione diffusa che trasforma i cittadini in pazienti mi ricordano una frase della Storia della Colonna infame: &ldquo;fecero come que&rsquo; ragni, che attaccano il capo del loro filo a qualcosa di solido, e poi lavoran per aria&rdquo;. Oggi le delicate ragnatele dottrinali che permettono agli appetiti dell&rsquo;industria e della finanza di raggiungere la pancia della gaussiana sono protette da birri e giudici. Nel libro la frase &egrave; riferita agli effetti del terrore imposto dai giudici su due delle vittime; quelli erano tempi feroci, nei quali si bruciavano pubblicamente le streghe e gli eretici; incluso, ottanta anni prima, Michele Serveto, uno dei primi studiosi della circolazione del sangue, messo al rogo dai calvinisti. Ma la tendenza a imporre e istituzionalizzare, anche con la violenza e la frode, credenze irrazionali e dannose &egrave; rimasta con noi, in forme che hanno perso la vistosit&agrave; e sono divenute spaventosamente potenti. E non &egrave; mutata in chi amministra la giustizia la serva complicit&agrave; nelle prepotenze criminali di poteri esteri, che allora erano gli spagnoli, mentre oggi sono i poteri forti dell&rsquo;economia coi loro bracci politici, come gli USA, la UE, la NATO.<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><a href=\"http:\/\/menici60d15.wordpress.com\/\">http:\/\/menici60d15.wordpress.com\/<\/a><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\">&nbsp;<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\">&nbsp;<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><span style=\"font-size:11px\">Immagine iniziale. Curva di Gauss della variazione dell&rsquo;altezza in un campione di 2193 bambine di 8 anni. Da: Valabrega E. Contando e ricontando. Avviamento al calcolo delle probabilit&agrave;. Loescher, 1980; ripreso da Le scienze, Larousse, 1934.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><span style=\"font-size:11px\"><br \/>\n\t<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><span style=\"font-size:11px\">Parti precedenti:<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><span style=\"font-size:11px\">Sovradiagnosi I. Come la medicina nuoce.&nbsp; <a href=\"http:\/\/menici60d15.wordpress.com\/2012\/04\/12\/sovradiagnosi-i-come-la-medicina-nuoce\/\">http:\/\/menici60d15.wordpress.com\/2012\/04\/12\/sovradiagnosi-i-come-la-medicina-nuoce\/<\/a><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\">&nbsp;<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\">Note<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><span lang=\"DE\">[1] Welch H G, Schwartz L M, Woloshin S. Overdiagnosed. <\/span><span lang=\"EN-GB\">Making people sick in the pursuit of health. Beacon Press, 2011.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><span lang=\"EN-GB\">[2] Rose G. Sick individuals and sick populations. <\/span><span lang=\"FR\">Int J epidemiol, 1985. 14: 32.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><span lang=\"EN-GB\">[3] Kaplan R M. Disease, diagnoses, and dollars. Facing the ever-expanding market for medical care. <\/span>Copernicus books, 2009.<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\">[4] Skrabanek P, McCormick J. Follie e inganni della medicina. <span lang=\"EN-GB\">Marsilio, 1995.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><span lang=\"EN-GB\">[5] Greene J A. Prescribing by numbers. Drugs and the definition of disease. Johns Hopkins university press, 2007.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><span lang=\"EN-GB\">[6] Kawachi I, Conrad P. Medicalization and the pharmacological treatment of blood pressure. <\/span>In: David P, ed. <span lang=\"EN-GB\">Contested grounds. Public purpose and private interest in the regulation of prescription drugs. Oxford university press, 1986.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\">[7] Il salasso ieri e oggi. La sinergia tra malattia e terapia. <a href=\"http:\/\/menici60d15.wordpress.com\/2012\/01\/15\/il-salasso-ieri-e-oggi-la-sinergia-tra-malattia-e-terapia\/\">http:\/\/menici60d15.wordpress.com\/2012\/01\/15\/il-salasso-ieri-e-oggi-la-sinergia-tra-malattia-e-terapia\/<\/a><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><span lang=\"EN-GB\">[8] Kaplan N M. Kaplan&rsquo;s clinical hypertension. Ninth edition. Edizione italiana. Lippincott, Williams &amp; Wilkins, 2007.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><span lang=\"EN-GB\">[9] Kaplan R M, Ong M. Rationale and public health implications of changing CHD risk factors definitions. Annu Rev Public Health, 2007. 28: 321.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><span lang=\"EN-GB\">[10] Greenberg G. Psychosocial factors and Hypertension. Br Med J, 1988. <\/span>296: 591.<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\">[11] Sovranit&agrave; sanitaria. In : Appello al popolo. <a href=\"http:\/\/www.appelloalpopolo.it\/?p=5626\">http:\/\/www.appelloalpopolo.it\/?p=5626<\/a><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><span lang=\"FR\">[12] Petursson et al. <\/span><span lang=\"EN-GB\">Current european guidelines for management of<span>&nbsp; <\/span>hypertension: are they adequate for use in primary care? Modelling study based on the Norvegian HUNT2 population. BMC Fam Pract, 2009. <\/span>10:70<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><span lang=\"FR\">[13] Krawitz R L et al. <\/span><span lang=\"EN-GB\">Evidence-based medicine, heterogeneity of treatment effects, and the trouble with averages. <\/span>Milbank Q, 2004. 82: 661.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&ldquo;Voglio vendere farmaci a tutti. Voglio vendere farmaci ai sani. Voglio che i farmaci si vendano come caramelle&rdquo; H. Gadsen, uno degli amministratori delegati della Merck, Sharp &amp; Dome, la casa farmaceutica che nel 1958 lanci&ograve; il primo antipertensivo di massa con una campagna di marketing &ldquo;Il paziente perde i diritti costituzionali scritti da Thomas Jefferson: alla vita, alla libert&agrave; e al perseguimento della felicit&agrave;&rdquo;. Sir G. Pickering, regius professor di medicina a Oxford, sugli&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":22,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[100,6,13],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7ZaJ4-1HX","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/6569"}],"collection":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/22"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=6569"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/6569\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=6569"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=6569"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=6569"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}