{"id":65822,"date":"2021-06-25T09:51:35","date_gmt":"2021-06-25T07:51:35","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=65822"},"modified":"2021-06-25T09:51:35","modified_gmt":"2021-06-25T07:51:35","slug":"demografia-e-potenza-israele-e-palestina-la-forza-dei-numeri","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=65822","title":{"rendered":"DEMOGRAFIA E POTENZA: ISRAELE E PALESTINA, LA FORZA DEI NUMERI"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\">da <strong>TERMOMETRO GEOPOLITICO<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>(Andrea Gaspardo)<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Come accennato innumerevoli volte nel corso di diverse analisi scritte precedentemente, la demografia costituisce uno dei pilastri fondamentali della potenza di un paese ed, invero, ad un&#8217;attenta lettura, le persone rimarrebbero stupite nell&#8217;appurare quanto le dinamiche demografiche abbiano contribuito grandemente a plasmare la Storia della Civilt\u00e0 Umana favorendo l&#8217;ascesa e la caduta di regni ed imperi. In questo contesto, la demografia merita un rispetto e riconoscimento pari a quello riservato ad altre discipline quali l&#8217;economia o la scienza militare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Nell&#8217;inaugurare questa nuova serie di analisi ribattezzata, per l&#8217;appunto, \u201cDemografia e Potenza\u201d (laddove quella \u201ce\u201d pu\u00f2 venire letta sia come una congiunzione sia come la terza persona singolare del verbo essere) ho deciso di partire da un evento di attualit\u00e0 ancora ben fresco nella memoria del pubblico internazionale al fine di poter vedere la forza della demografia all&#8217;opera nel contesto di uno dei pi\u00f9 spinosi e contrastati conflitti dell&#8217;Era Contemporanea, il conflitto israelo-palestinese.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Il conflitto israelo-palestinese odierno rappresenta la naturale continuazione del conflitto arabo-sionista iniziato sin dal 1881 quando, a seguito dei \u201cpogrom\u201d anti-ebraici, che sconvolsero a quel tempo l&#8217;Impero Russo, le prime ondate di \u201cPionieri Socialisti\u201d (Ebrei nativi dell&#8217;Europa Orientale fortemente ideologizzatisi a causa della diffusione delle idee socialiste presso le loro comunit\u00e0) iniziarono progressivamente a riversarsi in quell&#8217;area geografica del Medio Oriente nella quale si sarebbe successivamente costituita la cosiddetta \u201cPalestina Mandataria\u201d sotto l&#8217;egida dell&#8217;Impero Britannico all&#8217;indomani della Prima Guerra Mondiale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">La fine dell&#8217;Impero Ottomano e la conquista delle terre mediorientali da parte degli imperi britannico e francese, concise con un&#8217;accelerazione del progresso di migrazione degli Ebrei dal continente europeo incentivata anche dalla cosiddetta \u201cDichiarazione Balfour\u201d del 1917 che mirava alla creazione di un \u201cFocolare Nazionale Ebraico\u201d proprio in quella strategica area del Medio Oriente al fine di avere una migliore giustificazione per mantenervi indefinitamente la morsa imperiale britannica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Originariamente i Britannici avevano formulato la propria proposta di \u201cMandato\u201d in modo tale che esso comprendesse non solo l&#8217;area a sud del fiume Litani, a est e a nord-est del deserto del Sinai e compresa tra il Mar Mediterraneo ed il Giordano (la cosiddetta \u201cPiccola Palestina\u201d), ma anche le montagne attorno al Mar di Galilea e una vasta area desertica situata ad est del fiume Giordano protesa verso i deserti dei vicini Arabia Saudita, Siria ed Iraq. L&#8217;area cos\u00ec ottenuta, anche detta \u201cGrande Palestina\u201d nella vulgata popolare venne ben presto riorganizza in un \u201cEmirato di Transgiordania\u201d, oggi \u201cRegno di Giordania\u201d, comprendente tutti i territori ad est del fiume Giordano, retto dalla dinastia degli Hashemiti ed in una \u201cPalestina Mandataria\u201d comprendente invece i territori ad ovest del Giordano fino al Mar Mediterraneo, mentre le alture ad est del Mar di Galilea, anche dette \u201caltopiano del Golan\u201d vennero cedute alla Francia che le incorpor\u00f2 nel suo \u201cMandato della Siria\u201d. Tuttavia l&#8217;immagine geografica di un unica entit\u00e0 politica che abbracciasse tutti i territori dell&#8217;originale \u201cMandato Britannico\u201d \u00e8 rimasta ben viva nella memoria collettiva, continuando ad animare i sogni sia della parte pi\u00f9 oltranzista del cosiddetto \u201cMovimento Sionista Revisionista\u201d che ha dato origine alla moderna destra israeliana sia dell&#8217;\u00e9lite di quello che sarebbe poi diventato il moderno popolo palestinese.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Nel contesto del conflitto israelo-palestinese, la demografia ha ricoperto un ruolo fondamentale sin dal principio. Nel 1881, all&#8217;inizio delle ondate migratorie sioniste, la popolazione di quella che sarebbe diventata la \u201cPalestina Mandataria\u201d assommava a circa 462.000 abitanti dei quali 404.000 erano musulmani (in larghissima parte Arabi), 43.000 cristiani (anch&#8217;essi principalmente Arabi, ma importanti erano anche gli Armeni, insediati nel quartiere di Gerusalemme di loro tradizionale stanziamento) mentre gli Ebrei erano circa 15.000 (pari al 3,3% della popolazione totale) concentrati nei centri di Gerusalemme, Hebron, Safed e Tiberiade (le quattro cosiddette \u201ccitt\u00e0 sante\u201d della tradizione ebraica). Nei decenni successivi, grazie sia alla natalit\u00e0 sia alla crescente immigrazione foraggiata dal Movimento Sionista, i rapporti di forza si modificarono sensibilmente tanto che nel 1947, su una popolazione totale di 1.970.000 persone, i musulmani erano 1.181.000, i cristiani 143.000 e gli Ebrei 630.000 (pari al 32% della popolazione totale); in 66 anni, la percentuale della popolazione ebraica rispetto alla popolazione totale del territorio era quasi decuplicata!<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">La \u201cPrima Guerra Israelo-Araba\u201d del 1948-49 ebbe come effetti immediati la creazione dello Stato d&#8217;Israele, l&#8217;espulsione di oltre 700.000 mila Palestinesi sia musulmani che cristiani dal territorio del neonato stato (la cosiddetta \u201cNakba\u201d) e l&#8217;imposizione di una chiara maggioranza ebraica nei territori dello stato cos\u00ec internazionalmente riconosciuto (confini del 1949-67). \u00c8 importante ricordare che, alla proclamazione dello Stato d&#8217;Israele (14 maggio del 19489), non fece seguito una proclamazione dello \u201cStato di Palestina\u201d, ed anzi, al termine delle ostilit\u00e0, i territori della ex-Palestina Mandataria rimasti nella mani delle forze arabe (la Striscia di Gaza e la Cisgiordania) vennero annessi rispettivamente dall&#8217;Egitto e dalla Giordania che li amministrarono con mano pesante attraverso veri e propri governi militari. L&#8217;esperienza del controllo diretto egiziano e giordano, rallent\u00f2 ma non fren\u00f2 il processo di creazione di un&#8217;identit\u00e0 nazionale palestinese, per quanto pi\u00f9 giovane ed instabile di quella ebraico-israeliana, ed anzi la progressiva saldatura in un unico fronte delle comunit\u00e0 palestinesi a Gaza, nella Cisgiordania e nella Diaspora dei rifugiati avrebbe nei decenni successivi trasformato le organizzazioni politiche e militanti palestinesi in importanti attori nel panorama politico mediorientale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Sul lato israeliano, mentre la popolazione ebraica era impegnata a consolidare la propria preminenza sia mediante la natalit\u00e0 che attraverso l&#8217;assorbimento delle diaspore pi\u00f9 disparate, i cittadini non-Ebrei dello stato si trovarono di fronte ad un dilemma: integrarsi oppure opporsi alla nuova entit\u00e0 geopolitica? Contrariamente a quanto la vulgata popolare e molta stampa disonesta sarebbero disposte ad ammettere, osservando attentamente i dati demografici e le statistiche sociali, si evince che, nel periodo compreso tra il 1949 ed il 1967, tutte le comunit\u00e0 presenti nel territorio di Israele stavano convergendo verso un comune sentiero di sviluppo e di integrazione, per altro auspicato dal cosiddetto \u201cSionismo Socialista\u201d che costituiva de facto l&#8217;ideologia quasi ufficiale dello stato a quel tempo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Le cose sono poi drammaticamente cambiate a partire dal 1967. In quell&#8217;anno infatti, Israele ottenne una sbalorditiva vittoria nella cosiddetta \u201cGuerra dei Sei Giorni\u201d contro le forze arabe unificate e, nel corso delle operazioni militari, le Forze di Difesa Israeliane (IDF) riuscirono a conquistare: l&#8217;Alta Galilea, il Golan, Gerusalemme Est, la Cisgiordania, la Striscia di Gaza e l&#8217;intera penisola del Sinai (quest&#8217;ultima poi restituita all&#8217;Egitto dopo gli accordi di Camp David del 1978). Una conseguenza di questi eventi fu che, diciotto anni dopo la conclusione della \u201cPrima Guerra Israelo-Araba\u201d la popolazione palestinese vivente sia all&#8217;interno dello Stato d&#8217;Israele che nei cosiddetti \u201cTerritori Palestinesi\u201d (Cisgiordania e Striscia di Gaza) venne cos\u00ec \u201criunificata\u201d e quello segn\u00f2 anche il momento nel quale il processo di progressiva convergenza dei cosiddetti \u201cArabi israeliani\u201d con gli \u201cEbrei israeliani\u201d si interruppe. Le ragioni della fine di questo processo furono diverse, ma le principali furono le seguenti:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">-la drammatica diminuzione, se non proprio la fine, degli investimenti pubblici da parte dello stato israeliano nelle aree di insediamento arabo, che sono cos\u00ec diventate la parte pi\u00f9 depressa da punto di vista economico-sociale del paese;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">-l&#8217;esposizione degli Arabi israeliani alla realt\u00e0 della quotidiana occupazione dei \u201cTerritori\u201d e delle condizioni di vita dei loro \u201cfratelli Palestinesi\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">La combinazione di questi ed altri fattori ha comportano, nell&#8217;arco di pi\u00f9 di cinquant&#8217;anni, un progressivo estraniamento degli Arabi di Israele dalla societ\u00e0 ebraica tanto che, secondo i dati raccolti nel 2017 da una ricerca condotta da Sammy Smooha, professore di sociologia dell&#8217;Universit\u00e0 di Haifa, il 16% degli abitanti arabi di Israele si identificano come \u201cArabi israeliani\u201d, il 17% come \u201cArabi palestinesi\u201d e il restante 67% come \u201cPalestinesi che vivono in Israele\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">La questione della mancata compenetrazione tra le diverse comunit\u00e0 nazionali appare ancora pi\u00f9 evidente poi quando si tocca il nervo scoperto dei matrimoni misti, per la verit\u00e0 argomento tab\u00f9 nell&#8217;intero Medio Oriente. Secondo i dati raccolti dal Pew Research Center, aggiornati al 2015, infatti, l&#8217;82% degli Arabi musulmani si troverebbero a disagio se un loro figlio sposasse un ebreo e tale percentuale sale addirittura all&#8217;88% tra gli Arabi cristiani. Tuttavia tali percentuali sono pi\u00f9 che rispecchiate tra gli Ebrei israeliani, l&#8217;89% dei quali vedrebbe in malo modo che un proprio figlio sposasse un Arabo cristiano e ben il 97% sarebbe contrario al matrimonio con un Arabo musulmano (addirittura il 50% degli Ebrei israeliani eguaglierebbe il matrimonio con un musulmano ad un \u201catto di tradimento contro lo stato\u201d!).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Un ulteriore elemento che potrebbe alla lunga avvelenare i rapporti tra le diverse comunit\u00e0 \u00e8 poi la cosiddetta \u201cLegge sulla Nazionalit\u00e0\u201d, approvata dalla Knesset nel 2018, che ha sancito anche de jure il fatto che Israele sia lo stato del popolo ebraico praticamente azzerando qualsiasi spazio di manovra politica per le altre comunit\u00e0. Sin dal momento della sua approvazione, tale legge \u00e8 stata attaccata con particolare veemenza non solamente dagli Arabi musulmani e dagli Arabi cristiani, ma anche dai membri di altre comunit\u00e0 minori quali i Circassi, gli Armeni e, soprattutto, dai Drusi. Bench\u00e9 sulla carta assommino a meno del 2% della popolazione totale dello stato ebraico, i 5000 Circassi ed i 143.000 Drusi in realt\u00e0 ricoprono un ruolo molto importante sia nelle forze armate che a livello politico dato che i maschi delle due comunit\u00e0 sono gli unici cittadini d&#8217;Israele (a parte gli Ebrei) ad essere soggetti al regime di coscrizione obbligatoria e si sono distinti in ogni singolo conflitto di Israele, dalla sua fondazione fino ad oggi, e spesse volte si sono rivelati importanti anche a livello, per cos\u00ec dire, \u201cpropagandistico\u201d nel perorarne i valori in quanto \u201cstato democratico per tutti i suoi cittadini\u201d. Alla luce di questi eventi, non ci si pu\u00f2 stupire del fatto che i membri di queste comunit\u00e0 da sempre considerate lealiste abbiano vissuto l&#8217;approvazione della \u201cLegge sulla Nazionalit\u00e0\u201d come un&#8217;autentica pugnalata alla schiena.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Avviandoci verso la conclusione \u00e8 per\u00f2 ora chiedersi: \u201cquali sono effettivamente i rapporti numerici sul terreno tra le varie comunit\u00e0 che vivono nei territori di Israele e \u201cPalestina\u201d?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Osservando le tabelle demografiche prodotte negli anni da Arnon Soffer e Sergio Della Pergola, si nota come nell&#8217;intero territorio che va dal Mar Mediterraneo al fiume Giordano e che include le alture del Golan, il numero totale dei non-Ebrei abbia ormai raggiunto quello degli Ebrei. La popolazione ebraica totale di \u201cEretz Israel\u201d infatti assomma a 7.250.000 anime (considerando sia gli \u201cEbrei puri\u201d che i congiunti non Ebrei membri di famiglie ebraiche) ma tale numero oggi \u00e8 eguagliato dalla somma dei Palestinesi che vivono nei \u201cTerritori\u201d (Gaza pi\u00f9 Cisgiordania) e dei non-Ebrei che vivono in Israele (Arabi musulmani, Arabi cristiani, Drusi, Armeni, Circassi, immigrati africani, ecc&#8230;).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Se i non-Ebrei israeliani nonostante la cattiva stampa alla quale sono sottoposti, non rappresentano in realt\u00e0 una minaccia esistenziale per lo stato ebraico, dato che, secondo tutte le proiezioni demografiche, non potranno mai superare il 25% della popolazione del paese, le cose cambiano radicalmente quando nell&#8217;equazione vengono considerati i Palestinesi dei \u201cTerritori\u201d e la \u201cbomba demografica\u201d che essi portano in dote. Sebbene infatti il tasso di fertilit\u00e0 totale (TFR) delle donne ebree israeliane sia di 3 figli per donna (il pi\u00f9 alto riscontrato nei paesi sviluppati), quello delle donne palestinesi \u00e8 di 3,6 figli per donna.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Dal 1881 in poi, gli Ebrei hanno potuto usare come asso nella manica da loro lato del tavolo della partita geopolitica le \u201criserve umane\u201d costituite dalla Diaspora ebraica, tuttavia anche questo serbatoio pare ormai esaurito, dato che le uniche due comunit\u00e0 ebraiche al mondo che presentano ancora tassi sostenuti di crescita sono quella israeliana e quella americana mentre tutte le altre sono in piena ritrazione demografica. Visto che ben difficilmente milioni di Ebrei americani avrebbero l&#8217;incentivo a migrare verso Israele, si capisce che, dopo 140 di \u201csfruttamento eccessivo\u201d, anche l&#8217;arma dell&#8217;Aliyah (la migrazione in Israele) sia ormai stata sovra utilizzata.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Alla luce di questi fatti, \u00e8 assai facile prevedere che, nei prossimi 10-20 anni, la forbice demografica tender\u00e0 sempre pi\u00f9 ad allargarsi in favore dei Palestinesi, dentro e fuori ai confini d&#8217;Israele, e l&#8217;ipotetico scenario che questo possa tradursi nel lungo termine in una perdita dei connotati ebraici da parte dello stato israeliano, \u00e8 una possibilit\u00e0 che non va per nulla scartata a priori.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>FONTE<\/strong>:\u00a0<a href=\"https:\/\/www.difesaonline.it\/geopolitica\/analisi\/demografia-e-potenza-israele-e-palestina-la-forza-dei-numeri\">https:\/\/www.difesaonline.it\/geopolitica\/analisi\/demografia-e-potenza-israele-e-palestina-la-forza-dei-numeri<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>da TERMOMETRO GEOPOLITICO (Andrea Gaspardo) Come accennato innumerevoli volte nel corso di diverse analisi scritte precedentemente, la demografia costituisce uno dei pilastri fondamentali della potenza di un paese ed, invero, ad un&#8217;attenta lettura, le persone rimarrebbero stupite nell&#8217;appurare quanto le dinamiche demografiche abbiano contribuito grandemente a plasmare la Storia della Civilt\u00e0 Umana favorendo l&#8217;ascesa e la caduta di regni ed imperi. 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