{"id":65876,"date":"2021-06-28T11:00:27","date_gmt":"2021-06-28T09:00:27","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=65876"},"modified":"2021-06-28T09:49:46","modified_gmt":"2021-06-28T07:49:46","slug":"siamo-il-lockdown-da-dieci-anni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=65876","title":{"rendered":"Siamo il lockdown da dieci anni"},"content":{"rendered":"<p><strong>di La Fionda (Alessandro Volpi)<\/strong><\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"img-fluid foto-articolo ls-is-cached lazyloaded\" src=\"https:\/\/www.lafionda.org\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/Lockdown10anni.jpg\" alt=\"\" data-src=\"https:\/\/www.lafionda.org\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/Lockdown10anni.jpg\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Hanno riaperto ma la variante Delta \u00e8 di nuovo in agguato, forse richiudono a settembre, addirittura anche prima. I vaccini sembrano funzionare bene per ridurre la gravit\u00e0 della malattia, si ospedalizza e si muore meno. Passi avanti ma con cautela. Il libro di Roberto Speranza non andr\u00e0 in libreria nemmeno questo autunno credo. Sembra una vita fa quando il Ministro della Salute stava per dare alle stampe il suo racconto su come fossimo riusciti tutti insieme a uscire da un incubo. Era contento Roberto ma si sbagliava e l\u2019incubo \u00e8 tornato. Questo fatto ci fa propendere per l\u2019idea di un\u2019incompetenza senza dolo, ma del resto \u00e8 difficile leggere un disegno dietro a tutto questo. Ma nonostante ci\u00f2 ci troviamo a discutere sullo stato di emergenza quando l\u2019emergenza come tale \u00e8 finita: abbiamo un quadro abbastanza definito rispetto al quale si possono fare delle previsioni \u2013che come sempre si riveleranno sbagliate, ma questo non aveva mai richiesto lo stato d\u2019emergenza. Ci ritroviamo soprattutto con un governo d\u2019emergenza che nessuno si sarebbe immaginato dopo gli sconvolgimenti politici degli ultimi anni. Se nel 2018 pensavamo di essere usciti dall\u2019alternanza fra la padella e la brace, scopriamo ora, che siamo finiti direttamente fra le fiamme vive di una pira accesa e quasi non ce ne siamo accorti. Il lockdown per\u00f2 per ora \u00e8 sospeso come il coprifuoco, possiamo tornare a vivere e ci troviamo fra l\u2019affanno della mascherina con 40 gradi a sudare inebriati per il fatto stesso di non essere morti, di andare al mare e distendere i muscoli accartocciati dallo smart working nell\u2019acqua, di poter bere un gin tonic alle due di notte e parlare con tante persone che nemmeno ci ricordavamo esistessero. Quello che prima era normale ora ci fa girare la testa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Quello che non \u00e8 stato sospeso, e che anzi \u00e8 totalmente invisibilizzato \u2013 se non si fa lo sforzo di osservarlo \u2013 \u00e8 invece il lockdown della vita pubblica. Giustamente con l\u2019estate ce ne stiamo dimenticando, e facciamo forse bene, per la nostra salute fisica individuale. Riuscivamo ancora ad intravederlo, a considerarlo meno normale, e ad affidarci a qualcuno che sembrava volesse revocarlo, fino a prima della pandemia. Ma gi\u00e0 con il governo Conte II avevamo capito che era finita quella speranza, che la politica non poteva niente. Avevamo capito, con altri termini, quello che se oggi ci guardiamo indietro e ci concentriamo scopriamo come un lockdown durato dieci anni, forse venti. Il lockdown della nostra esistenza politica, al di fuori della virtualit\u00e0 mediatica dove sono sempre ombre a dominare la scena. A me personalmente un ricordo ha fatto provare, rispetto alla nostra esistenza politica, quello stesso senso di inebriamento che mi ha dato il ritorno alla vita fisica. Si badi bene, parliamo di un ricordo: non \u00e8 il presente dove troviamo la vita che torna, ma la possiamo ricordare solo nel passato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il mio personale ricordo inebriante viene dal ritorno sulle scene di Michele Santoro. Con lui se ne era andata quasi dieci anni prima l\u2019ultima stagione \u2013 la prima nella mia biografia \u2013 di mobilitazione collettiva contro un nemico: Berlusconi. Sicuramente era stata tutta una grande illusione, un errore politico, ma era stato qualcosa di presente, di esistente, al di l\u00e0 e insieme alla sua duplicazione mediatica. Santoro rappresentava s\u00ec un grande caso di mobilitazione virtuale ma ancora aveva bisogno per nutrirsi di energia politica che venisse da fuori degli schermi. Ricordo bene la mia prima manifestazione a sedici anni, il No B Day, le bandiere viola, Di Pietro tra la folla spinto da un\u2019energia che a me sembrava invincibile, un uomo che lo vede arrivare e grida \u201cTonino brucialo\u201d(ovviamente riferito a Berlusconi) e uno scroscio di applausi al giudice caudillo che avrebbe portato giustizia. Del resto lo stesso grillismo di questa energia si era nutrito, anche se aveva saputo poi direzionarla altrove quando dopo la fine dell\u2019illusione antiberlusconiana era arrivato Monti e tutto il resto. Il M5S era riuscito a farsi interprete di questa protesta contro le \u00e9lites che governavano la crisi, contro i tecnocrati, ma della protesta degli uomini onesti contro i corrotti aveva tratto la sua energia politica. E forse sta in questa origine tutta la fine del grillismo, che continuer\u00e0 come un gioco di ombre nei media (ora social media, nel web), mobilitando un consenso puramente elettorale che si sarebbe presto rovesciato in puro politicismo. Nella fine dell\u2019antiberlusconismo stava gi\u00e0 probabilmente la fine del M5S perch\u00e9 a quella energia si era abbeverato. Era stata una grande illusione, ma era esistita.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Gli anni successivi, quelli in cui progressivamente si \u00e8 andata disvelando la vera natura della crisi economica, politica e morale del nostro paese sono stati anni di progressiva perdita della realt\u00e0 della politica. Siamo entrati nel pieno del lockdown. In un susseguirsi di governi privi di ogni legittimit\u00e0 la protesta si \u00e8 sempre pi\u00f9 istituzionalizzata, dalla fase della mobilitazione reale a quella virtuale siamo arrivati a quella elettorale. Ma una protesta tutta mediatizzata che entra in istituzioni totalmente sequestrate non ha potuto fare altro che capovolgersi nel nulla totale. L\u2019energia si \u00e8 esaurita e il clima di asfissiante conformismo con la pandemia \u00e8 arrivato a produrre una coalizione di tutti, senza nessuno fuori a protestare. Il lockdown come misura di ordine pubblico ha solo realizzato sul piano giuridico una condizione esistenziale (come individui e come (non)corpo politico). Il sistema mediatico \u00e8 entrato in una fase di accelerata polarizzazione su una miriade di questioni, fra ombre di ombre: il cospirazionista e l\u2019anticomplottista. Due figure che si sono alimentate a vicenda nel comune occultamento dei fatti sostanziali. Una totalit\u00e0 paranoica contro una totalit\u00e0 liscia, anestetizzata. Un sistema perfetto per un governo privo di ogni sostanza politica, fatto di figurine ed emissari di poteri che si trovano altrove.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Questo lockdown durato dieci anni ci ha portato alla fine qui: dopo la protesta virtuale il nulla, nemmeno il Popolo Viola in piazza e le grandi mobilitazioni contro Berlusconi di Santoro. Ovviamente per chi aveva sedici anni quando ha visto quell\u2019ultima illusione esistere e produrre una qualche energia politica, \u00e8 inimmaginabile pensare anche solo a cose fosse, venti anni prima Genova 2001, e andando a ritroso le grandi mobilitazioni dei secoli precedente. Il nulla dentro e il nulla fuori dalle istituzioni. L\u2019assenza totale di energia politica. Il senso pieno e totale di impotenza, l\u2019unica via di uscita la possibilit\u00e0 di evocare i propri mostri, rimanendo sempre nella propria testa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Scopriamo quindi oggi, in una notte che si protrae oltre il coprifuoco, in un ricordo del passato quell\u2019ebbrezza vissuta che visibilizza ci\u00f2 che viene totalmente invisibilizzato: la lunga notte del lockdown politico. Quella piccola scossa che il ricordo produce \u00e8 sufficiente farci vedere l\u2019abisso fra il passato e il presente. Di fronte a questa assenza non si pu\u00f2 fare niente: ci si sente impotenti, consegnati ad un evento che sembra non arrivare, privi di volont\u00e0. Forse far emergere il vuoto, viverlo fino in fondo pu\u00f2 essere un primo momento per una qualche presa di coscienza. Forse quando usciremo anche da questo lockdown saremo inebriati ancora pi\u00f9 di ora quando beviamo un gin tonic al fresco, alle due di notte. Ma se siamo sinceri non abbiamo la capacit\u00e0 nemmeno di immaginare quando questo arriver\u00e0.<\/p>\n<p><strong>Fonte: <a href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2021\/06\/28\/siamo-il-lockdown-da-dieci-anni\/\">https:\/\/www.lafionda.org\/2021\/06\/28\/siamo-il-lockdown-da-dieci-anni\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di La Fionda (Alessandro Volpi) Hanno riaperto ma la variante Delta \u00e8 di nuovo in agguato, forse richiudono a settembre, addirittura anche prima. I vaccini sembrano funzionare bene per ridurre la gravit\u00e0 della malattia, si ospedalizza e si muore meno. Passi avanti ma con cautela. Il libro di Roberto Speranza non andr\u00e0 in libreria nemmeno questo autunno credo. 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