{"id":65972,"date":"2021-07-02T10:03:22","date_gmt":"2021-07-02T08:03:22","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=65972"},"modified":"2021-07-01T21:07:24","modified_gmt":"2021-07-01T19:07:24","slug":"i-contractors-cinesi-in-africa-al-servizio-della-belt-road-initiative","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=65972","title":{"rendered":"I contractors cinesi in Africa al servizio della Belt and Road Initiative"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>ANALISI DIFESA (Francesco Ferrante)<\/strong><\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/HXZA.665fad.jpg\" alt=\"HXZA.665fad\" \/><\/p>\n<p>Gli investimenti cinesi in Africa si sono moltiplicati negli ultimi anni, soprattutto dopo il lancio della\u00a0<em>Belt &amp; Road Initiative<\/em>\u00a0(BRI) nel 2013. Le analisi prodotte circa la maggiore presenza cinese in Africa si sono finora concentrate sui progetti infrastrutturali che hanno indebitato i paesi ospitanti e sulla costituzione di alcune basi militari come quella di Gibuti.<\/p>\n<p>Probabilmente, l\u2019apertura della base navale a Gibuti nel 2017 \u00e8 stata la risposta della Cina ad un ambiente che necessitava di maggiore sicurezza per i suoi concittadini ed i suoi interessi nel continente. Fino ad allora, la presenza cinese in Africa era stata quasi interamente dedicata al commercio e allo sviluppo economico, con gli Stati Uniti a fare la parte del leone nello sforzo militare e antiterrorismo.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-145061 alignleft\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/90883778_2956375114425835_3047386129528520704_n-1024x1024.jpg\" alt=\"90883778_2956375114425835_3047386129528520704_n\" width=\"443\" height=\"443\" \/><\/p>\n<p>Nel 2018, durante il Forum sino-africano sulla Sicurezza e la Difesa, Pechino cominci\u00f2 a promuovere una serie di colloqui su temi quali le nuove capacit\u00e0 per le forze di sicurezza africane, cooperazione in materia di difesa e rafforzamento delle relazioni militari afro-cinesi.<\/p>\n<p>Pechino aveva capito che sarebbe stato un errore affidare sicurezza e sviluppo al solo commercio, cos\u00ec come i limiti e gli errori dell\u2019integrazione in materia di sicurezza, risoluzione dei conflitti e sviluppo economico.<\/p>\n<p>Dall\u2019inizio del 2018 si \u00e8 riscontrato un aumento di eventi legati alla pirateria lungo le coste africane, sia nell\u2019Oceano Indiano che nel Golfo di Guinea.<\/p>\n<p>Una tendenza che ha riacceso la necessit\u00e0 di cooperazione pubblico-privato nel settore sicurezza. \u00c8 qui che una nuova generazione di compagnie cinesi ha trovato un mercato di nicchia: dall\u2019accompagnamento di VIP alla fornitura di contractors paramilitari a bordo sulle rotte marittime ad alto rischio. Al momento, ci sono solo poche societ\u00e0 (20-25) con le capacit\u00e0 necessarie, ma ci danno alcuni indizi sul futuro del settore della sicurezza privata cinese in Africa.<\/p>\n<p>Per cominciare, occorre separare quella che \u00e8 una societ\u00e0 di sicurezza privata (Private Security Company \u2013\u00a0<strong>PSC<\/strong>) da una societ\u00e0 militare privata (Private Military Company \u2013\u00a0<strong>PMC<\/strong>), cos\u00ec da usare termini comuni. Una PSC fornisce servizi di sicurezza passiva, come il controllo degli accessi e\/o la protezione contro furto e violenza. Oltre a tutto questo, una PMC \u00e8 in grado di offrire anche servizi di consulenza e addestramento di forze locali, raccolta informazioni, salvataggio e, occasionalmente, missioni di combattimento. Tuttavia, la differenza si sfuma quando una PSC impiega armamenti preventivi o offre formazione sulla sicurezza.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><u>Le PSC di Pechino<\/u><\/strong><\/p>\n<p>Occorre tener ben conto del ruolo del Partito Comunista Cinese e della burocrazia statale nella regolamentazione del settore. La legislazione cinese si basa sulla struttura economica del mercato socialista e quindi, dal punto di vista occidentale, risulta talvolta difficile distinguere tra privato e pubblico. Ne \u00e8 prova il fatto che una legge cinese del 1993 limitava il pool dei dirigenti delle PSC ai comandi militari e di polizia. Il Regolamento dell\u2019Amministrazione dei Servizi di Vigilanza e Sicurezza del 2009 aggiorn\u00f2 le linee guida della precedente legge per il mercato cinese.<\/p>\n<p>Sebbene non abbia determinato una chiara catena di comando o procedura per fornire sicurezza all\u2019estero, questa legge diede vita al Dipartimento di Pubblica Sicurezza del Consiglio di Stato quale unico ente responsabile della supervisione e dell\u2019amministrazione dei servizi di sicurezza in Cina.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-145062 alignleft\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/download-1-1.jpg\" alt=\"download (1)\" width=\"424\" height=\"264\" \/><\/p>\n<p>Non appena le PSC cinesi iniziarono ad operare all\u2019estero, il Consiglio di Stato, il Ministero degli Affari Esteri, la Corte Suprema, la Commissione Statale per la Supervisione e Amministrazione dei Beni, la Commissione per lo Sviluppo Nazionale e persino l\u2019Esercito di Liberazione Popolare (PLA \u2013 People Liberation Army) cominciarono a competere per una quota di autorit\u00e0 nella vigilanza del settore.<\/p>\n<p>Data la domanda di sicurezza in BRI, c\u2019erano grandi prospettive di profitti e localit\u00e0 all\u2019estero.<\/p>\n<p>La norma del settore, sia in Cina che all\u2019estero, \u00e8 ancora quella di dover impiegare ex militari e\/o agenti di polizia sia per lealt\u00e0 al governo cinese, che per la gestione di informazioni classificate o affinit\u00e0 culturale. Solo le grandissime aziende hanno assunto consulenti stranieri esperti, ad esempio\u00a0<strong>Erik Prince\u00a0<\/strong>(nella foto sotto)<strong>\u00a0,\u00a0<\/strong>ex CEO della famosa Blackwater e ora presidente di Frontier Services Group.<\/p>\n<p>Sebbene il quadro giuridico per le societ\u00e0 di sicurezza private in Cina sia ben definito, non esiste una legislazione specifica per la loro selezione ed impiego all\u2019estero. Il settore domestico \u00e8 composto (dati 2017) da circa 5.800 aziende di varie dimensioni che impiegano circa cinque milioni di persone, con una crescita annua di circa il 20%, che lo rende uno dei settori di pi\u00f9 in forte espansione in Cina.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-145064 alignleft\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/prince-ko.jpg\" alt=\"prince-ko\" width=\"482\" height=\"262\" \/><\/p>\n<p>Ci sono diversi motivi per cui cos\u00ec pochi PSC cinesi hanno ottenuto certificazioni internazionali. Uno su tutti \u00e8 rappresentato dalla barriera linguistica e difficolt\u00e0 tecniche, ma la ragione principale \u00e8 il costo associato. Il mercato della sicurezza cinese cerca costantemente di minimizzare i costi, il che si traduce in aziende cinesi che non sono disposte a pagare troppo per dei servizi in materia di sicurezza privata di qualit\u00e0.<\/p>\n<p>Ed anche se dall\u2019inizio del 2019, si \u00e8 registrata una riduzione del numero di societ\u00e0, che ha portato ad una domanda di maggiore novit\u00e0 professionale, \u00e8 prassi comune per le PSC pi\u00f9 piccole non pagare alcuna previdenza sociale per i propri lavoratori ed offrire, cos\u00ec, prezzi pi\u00f9 bassi.<\/p>\n<p>A ci\u00f2 va ad aggiungersi il carattere temporaneo dei contratti professionali, con un\u00a0<em>turnover<\/em>\u00a0del personale che arriva fino al 65% ogni annualit\u00e0. Molte delle guardie giurate vedono quindi il loro impiego come mal pagato, precario e una soluzione temporanea in attesa di migliori opportunit\u00e0.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-145063 alignleft\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/download-3.jpg\" alt=\"download\" width=\"477\" height=\"297\" \/><\/p>\n<p>In un mercato saturo e in una costante ricerca di abbattimento dei costi, molte societ\u00e0 vedono la BRI come un\u2019opportunit\u00e0 per contratti redditizi e una espansione internazionale, ma le loro carenze sono ancora evidenti sul campo. Ad esempio, nel 2018 cinque cittadini cinesi sono stati arrestati in Kenya perch\u00e8 tentarono di costituire una societ\u00e0 per visti turistici e senza alcuna licenza locale.<\/p>\n<p>La\u00a0<u>Hua Xin Zhong\u00a0<\/u>An (HXZA) \u00e8 una delle prime societ\u00e0 di sicurezza private cinesi a fornire vigilanza armata alle navi cinesi che solcano la costa africana. Si avvale di consulenti stranieri e si \u00e8 dimostrata in grado di raggiungere ed implementare gli standard riconosciuti a livello internazionale (ISO-28000).\u00a0<u>Haiwei<\/u>\u00a0\u00e8 l\u2019altro gigante cinese in materia di sicurezza, con numerose certificazioni di qualit\u00e0, che fornisce sicurezza ad imprese di logistica e costruzioni cinesi in diversi paesi africani, dalla Tanzania all\u2019Etiopia. Entrambe le PSC sono membri dell\u2019International Code of Conduct Association (ICOCA).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><u>Il mercato della sicurezza privata in Africa<\/u><\/strong><\/p>\n<p>Questo mercato \u00e8 caratterizzato da diversi fattori, e principalmente:<\/p>\n<ul>\n<li>l\u2019immagine radicata del mercenario del periodo postcoloniale;<\/li>\n<li>l\u2019esistenza di numerose organizzazioni paramilitari che offrono i propri servizi, comprese societ\u00e0 cinesi anche prima della BRI;<\/li>\n<li>il ritorno delle societ\u00e0 militari private (PMC) altamente competenti che supportano vari governi locali o servono interessi non africani.<\/li>\n<\/ul>\n<p>A queste, si aggiungono le carenze delle forze di sicurezza locali e la generale riluttanza di aziende cinesi ad investire in una sicurezza di qualit\u00e0. Non sorprende quindi che queste ultime abbiano talvolta assunto (e persino armato) milizie locali per la protezione dei propri interessi. Il pi\u00f9 delle volte, questa scelta, sicuramente pi\u00f9 vantaggiosa economicamente rispetto ad una sicurezza privata di qualit\u00e0, ha avuto risvolti tragici, come nel caso dei\u00a0<a href=\"https:\/\/www.lusakatimes.com\/2017\/12\/25\/6-illegal-miners-shot-breaking-chinese-owned-mine\">minatori illegali in una miniera di propriet\u00e0 cinese in Zambia.<\/a><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-145065 alignleft\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/91092848_2956375347759145_7292694747364196352_n.jpg\" alt=\"91092848_2956375347759145_7292694747364196352_n\" width=\"469\" height=\"469\" \/><\/p>\n<p>\u00c8 tuttavia necessario sottolineare che nonostante sia idea diffusa che il terrorismo rappresenti la principale causa di morte violenta in Africa, in realt\u00e0 \u00e8 la criminalit\u00e0 ad essere responsabile del numero maggiore di perdite umane ed economiche; da sola o in combinazione con il jihadismo, la realt\u00e0 dei fatti \u00e8 che resta una minaccia crescente. E la crescita del commercio, in combinazione con Stati falliti o fragili, sta favorendo una certa espansione di nuove reti criminali transnazionali che vanno dalla tratta di esseri umani al saccheggio delle risorse naturali.<\/p>\n<p>Si evince in tal modo come l\u2019Africa sia diventata un mercato importante in materia di sicurezza privata per le aziende locali e straniere.<\/p>\n<p>Ora, quelli che forniscono tale sicurezza in Africa vanno dalle milizie locali come il Koglweogo alle PMC di alto livello come l\u2019Academi (ex Blackwater). Il tipo di protezione richiesto dalle aziende (pubbliche e private) nella maggior parte dell\u2019Africa non \u00e8 molto diverso da quello necessario in altre regioni ma nelle aree africane ad alto rischio come il Sahel o la Libia, la sicurezza deve essere portata ad un altro livello. Ci\u00f2 richiede addestramento, abilit\u00e0 e conoscenza dell\u2019area che poche PSC cinesi hanno allo stato attuale.<\/p>\n<p>Per cominciare, la legge cinese proibisce ai propri cittadini il porto d\u2019armi, sia dentro che fuori il suo territorio. Con pochissime eccezioni. L\u2019idea \u00e8 semplice: impedire alle PSC cinesi di diventare PMC che operino al di fuori del controllo di Pechino e finiscano per diventare attori regionali a s\u00e9 stanti, come all\u2019epoca Executive Outcomes. O che queste compagnie si considerino un\u2019estensione governativa come nel caso della Wagner (Russia).<\/p>\n<p>Gli appaltatori russi in Africa offrono supporto anche ad alcuni governi alleati senza essere ufficialmente parte delle forze armate, garantendo a Mosca un\u2019alleggerimento plausibile di responsabilit\u00e0 dirette\u00a0<a href=\"https:\/\/www.theatlantic.com\/international\/archive\/2018\/08\/russian-mercenaries-wagner-africa\/568435\/\">e un tipo di assistenza militare con modalit\u00e0 sicuramente pi\u00f9 convenienti.<\/a>\u00a0Gli occidentali (soprattutto US) forniscono servizi concreti alla ricerca di una migliore economicit\u00e0 in aree specifiche, dalla logistica all\u2019intelligence. I cinesi, nuovi arrivati, devono colmare il divario crescente tra la sicurezza di cui hanno bisogno le loro aziende e ci\u00f2 che possono ottenere a livello locale.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-145066 alignleft\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/90769402_2956375397759140_4766456122716454912_n.jpg\" alt=\"90769402_2956375397759140_4766456122716454912_n\" width=\"446\" height=\"446\" \/><\/p>\n<p>Inoltre, il mercato della sicurezza privata africana \u00e8 grosso modo suddivisibile per zone. Per progettare soluzioni su misura per ogni minaccia, la prima cosa di cui tener conto sono le caratteristiche di base dell\u2019area operativa:<\/p>\n<ul>\n<li>Nord Africa (eccetto Libia): protezione di ambasciate, porti e infrastrutture, rischio rapimenti e cooperazione con PSC e forze di sicurezza locali;<\/li>\n<li>Africa occidentale: crescente insicurezza marittima nel delta del Niger e nel Golfo di Guinea; minaccia di Boko Haram;<\/li>\n<li>Sahel, Libia e Sud Sudan: uso massiccio di PMC, sebbene le PSC siano utilizzate per la protezione di aziende ed individui; zone ad alto rischio, con una moltitudine di gruppi armati;<\/li>\n<li>Centrafrica: presenza combinata di PSC e PMC, a volte difficili da differenziare in conflitti come la Repubblica Centrafricana o la Repubblica Democratica del Congo;<\/li>\n<li>Africa orientale: PSC specializzate nella lotta al dirottamento e sicurezza marittima (pirateria recrudescenza), principalmente in Somalia; minaccia di Al Shabaab;<\/li>\n<li>Sudafrica: settore della sicurezza privata ampia e ben regolamentata; preponderanza di aziende sudafricane, con esportazione di servizi di alto livello;<\/li>\n<\/ul>\n<p>Il mercato della sicurezza privata africana \u00e8 evoluto da vero e proprio oligopolio di societ\u00e0 con sede a Washington, Londra o Cape Town ad un vero mercato libero con una moltitudine di societ\u00e0 a diversi livelli. Le nuove societ\u00e0 di sicurezza private che operano in Africa presentano nuove capacit\u00e0 nate dalla fusione tra societ\u00e0 militari private e consulenze di intelligence private che impiegano talvolta anche personale di agenzie come CIA, MI-6 o Mossad.\u00a0<a href=\"https:\/\/undocs.org\/S\/2019\/914\">Inoltre, non \u00e8 raro trovare giornalisti trasformati in faccendieri o investigatori dediti alla raccolta di informazioni.<\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><u>Appaltatori cinesi in Africa<\/u><\/strong><\/p>\n<p>Data la propensione della Cina nel tenere un basso profilo per i suoi militari e PSC di stanza in Africa, c\u2019\u00e8 in genere una certa tendenza a percepire questo approccio come negligenza nel proteggere i propri lavoratori\/interessi all\u2019estero. In parte, Pechino ha cercato di colmare questa percezione con la creazione di milizie locali o accordi con quelle gi\u00e0 esistenti. Il settore minerario ha subito il peso di questo approccio inadeguato a seguito di diversi incidenti: come ad esempio sparatoria avvenuta in Zambia\u00a0<a href=\"https:\/\/www.bbc.com\/news\/world-africa-40092641\">o la deportazione dei minatori in Ghana<\/a>.<\/p>\n<p>Ma fin dall\u2019attacco al Blue Radisson Hotel di Bamako nel 2015, in cui tre dirigenti della China Railway Corp vennero uccisi insieme ad altri cittadini stranieri, il governo cinese cominci\u00f2 a compiere gli sforzi necessari per proteggere i lavoratori cinesi all\u2019estero, modificando al contempo la nozione dell\u2019assoluta mancanza di protezione diplomatica.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-145059 \" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/90964615_2956375207759159_8371789363335397376_n.jpg\" alt=\"90964615_2956375207759159_8371789363335397376_n\" width=\"804\" height=\"804\" \/><\/p>\n<p>I recenti attacchi dei pirati avvenuti nel Golfo di Guinea e al largo della Somalia contro vettori navali cinesi hanno rivitalizzato la domanda di servizi di sicurezza marittima. Solo nell\u2019agosto 2019, nove marinai cinesi e otto ucraini vennero rapiti nel corso di attacchi a due navi mercantili al largo della costa del Camerun. Il Golfo di Guinea rappresenta oggi il 73% dei dirottamenti e il 92% delle prese di ostaggi in mare in tutto il mondo, in particolare\u00a0<a href=\"https:\/\/www.france24.com\/en\/20190816-seventeen-chinese-ukrainian-seamen-kidnapped-off-cameroon\">al largo delle coste del Benin, del Camerun, della Guinea, della Nigeria e del Togo.<\/a><\/p>\n<p>In generale, le grandi societ\u00e0 di sicurezza cinesi hanno iniziato ad espandersi lungo le direttrici relative ai propri clienti lungo la BRI.\u00a0<a href=\"https:\/\/www.maritime-executive.com\/corporate\/hxza-becomes-first-psc-in-asia-to-receive-icoca-certification\">L\u2019espansione della societ\u00e0 HXZA,<\/a>\u00a0ad esempio, diede origine all\u2019internazionalizzazione dei propri clienti: principalmente aziende pubbliche nel settore petrolchimico e del gas. Oggi il suo\u00a0<em>core business\u00a0<\/em>\u00e8 la sicurezza marittima, principalmente al largo delle coste dell\u2019Africa orientale.<\/p>\n<p>Se la HXZA \u00e8 il gigante della sicurezza marittima cinese, Haiwei Dui \u00e8 probabilmente il suo equivalente di terra. Conosciuta anche come\u00a0<a href=\"http:\/\/www.osgjh.com\/en\/about\/15.html\"><em>Overseas Service Guardian International Co<\/em>.<\/a>, venne fondata nel 2015 dalla fusione di diverse PSC in risposta alla domanda di servizi di protezione per investitori cinesi d\u2019oltremare.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-145070 alignleft\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/images-1.jpg\" alt=\"images\" width=\"428\" height=\"281\" \/><\/p>\n<p>Oggi Haiwei conta ben 18 filiali estere (la prima in Tanzania), 11 basi di scorta marittima, circa 2.000 dipendenti e opera in 51 paesi.<\/p>\n<p>Il caso di Haiwei \u00e8 abbastanza rappresentativo per quanto attiene l\u2019espansione cinese in questo tipo di mercato, i cui dirigenti affermano di non aver fin\u2019ora riscontrato gravi minacce terroristiche nelle loro aree di operazioni, se non i furti.<\/p>\n<p>La maggior parte dei propri clienti in Etiopia sono societ\u00e0 di logistica e costruzioni. Ad ogni modo, sembrano continuare a monitorare attentamente il fenomeno del terrorismo lungo tutta la BRI: \u201c<em>La raccolta di informazioni relative alle minacce terroristiche attraverso i nostri canali fa parte della nostra routine e condividiamo tali informazioni con le parti interessate per ulteriori elaborazioni e intraprendere azioni contro la fonte di tali minacce<\/em>\u00a0\u201c.<\/p>\n<p>Una delle principali problematiche per queste societ\u00e0 cinesi in Africa \u00e8 il poter fornire l\u2019utile conoscenza locale (ed un network consolidato di contatti fondamentali) al proprio personale, cos\u00ec come le necessarie competenze in materia di sicurezza. I clienti cinesi sono ancora riluttanti a pagare per servizi di un certo livello in materia di sicurezza, ma aziende come HXZA, Haiwei o\u00a0<a href=\"http:\/\/www.fsgroup.com\/en\/index.html\">Frontier Services Group<\/a>\u00a0hanno gi\u00e0 acquisito le certificazioni accreditate a livello internazionale per l\u2019addestramento, come\u00a0<em>Close Protection Operative Level<\/em>\u00a0III.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-145058 alignleft\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/Uighur-e1549016845392.jpg\" alt=\"Uighur-e1549016845392\" width=\"488\" height=\"366\" \/><\/p>\n<p>Un altro problema \u00e8 rappresentato dal fatto che i militari cinesi (e quindi il pool di personale per i PSC) non hanno ancora l\u2019esperienza dei russi e degli occidentali, sebbene siano coinvolti da anni in varie missioni a guida U.N. Ci\u00f2 include l\u2019integrazione di dipendenti cinesi e stranieri in ambienti multiculturali, con esigenze e sensibilit\u00e0 diverse. L<\/p>\n<p>a lingua rimane una barriera per molte PSC, specialmente nell\u2019Africa francofona. Ci\u00f2 porta a un ulteriore problema di trattenimento delle proprie risorse e talenti, poich\u00e9 le poche persone con la giusta formazione, esperienza e certificazione finiscono per unirsi ad altre aziende.<\/p>\n<p>In ultimo, sarebbe necessario investire nelle disponibili nuove tecnologie sulla sicurezza in grado di abbattere i rischi e la probabilit\u00e0 di errore: fotocamere con riconoscimento facciale, body scanner, database, lettori di codici a barre, simulatori, strumenti ISR, ecc.<\/p>\n<p>Per il momento, le PSC cinesi sembrano operare in modo semi-autonomo, orientate verso mercati di nicchia come il contenimento dei dirottamenti, la protezione delle strutture o la sicurezza marittima. E per il momento non agiscono come un\u2019estensione governativa, a differenza di diverse PMC russe.<\/p>\n<p>A causa della stretta relazione tra i gestori delle maggiori PSC cinesi e della loro progressiva proiezione internazionale, non si pu\u00f2 escludere la possibilit\u00e0 che l\u2019interazione tra aziende pubbliche e private diventi in futuro meno trasparente.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-145068 alignleft\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/xw4apzat0z351.jpg\" alt=\"xw4apzat0z351\" width=\"401\" height=\"390\" \/><\/p>\n<p>Inoltre, \u00e8 da tenere bene a mente che in Cina questo settore ha stretti legami con l\u2019Esercito Popolare di Liberazione e la Polizia Armata Popolare.<\/p>\n<p>La maggior parte dei fondatori e dei dirigenti dei PSC erano in precedenza comandanti delle forze armate o di polizia: in Cina i settori pubblico e privato sono perlomeno intrecciati. Questa considerazione, comunque, non indica che tutti i PSC cinesi in Africa operino per volere del loro governo o nel migliore interesse del loro paese.<\/p>\n<p>Quando (e se) Pechino definir\u00e0 il quadro giuridico per le compagnie di sicurezza private d\u2019oltremare, una delle aree pi\u00f9 importanti da capire sar\u00e0 se la regolamentazione diventer\u00e0 pi\u00f9 chiara e trasparente nei contratti. Ci\u00f2 non solo promuoverebbe l\u2019efficienza e la prevenzione della corruzione, ma dissiperebbe anche i sospetti sui rapporti del settore con lo Stato.<\/p>\n<p>Per motivi di trasparenza o meno, diverse aziende pubblicano su Internet le loro offerte di lavoro per l\u2019Africa. Inoltre, non \u00e8 difficile trovare informazioni sui PSC cinesi in Africa. Non dimentichiamo che queste aziende, operando all\u2019estero e richiedendo certificazioni internazionali, sono esposte anche a audit finanziari da parte di agenzie e societ\u00e0 estere, certificazioni ISO e ICOCA, conformit\u00e0 Lloyds e tutta una serie di ispezioni.<\/p>\n<p><u>\u00a0<\/u><\/p>\n<p><strong><u>Conclusioni<\/u><\/strong><\/p>\n<p>L\u2019espansione economica della Cina ed i maggiori investimenti effettuati in Africa hanno messo i propri connazionali, e i relativi interessi, sotto i riflettori USA ed Europei. E l\u2019Africa include l\u2019intero spettro di minacce che le aziende cinesi dovranno affrontare lunga tutta la BRI, dall\u2019estorsione agli attacchi jihadisti. Le lezioni che Pechino trae dall\u2019uso delle sue PSC possono quindi essere di fondamentale importanza.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-145067 alignleft\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/images.jpg\" alt=\"images\" width=\"436\" height=\"438\" \/><\/p>\n<p>L\u2019esperienza della Cina in Africa negli ultimi anni ha dimostrato che lo sviluppo sostenibile, pur essendo necessario, non \u00e8 sufficiente per la stabilizzazione ed \u00e8 tutt\u2019altro che una panacea per i problemi del continente.<\/p>\n<p>Le aziende cinesi operano in alcune delle aree pi\u00f9 problematiche del continente africano e le PSC aiutano a colmare il deficit cinese (ed africano) in materia di sicurezza, ma se ci\u00f2 non viene fatto professionalmente, correttamente, responsabilmente, potrebbe catturare l\u2019attenzione di gruppi armati, milizie o organizzazioni terroristiche con conseguenze indesiderabili.<\/p>\n<p>In Iraq, la rapida espansione della sicurezza privata unita alla mancanza di un quadro giuridico adeguato port\u00f2 ad una spirale di contratti ambigui, violenza incontrollata, corruzione e traffico di armi che compromise la ricostruzione nazionale e caus\u00f2 inutili sofferenze alla popolazione civile.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-145069 alignleft\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/download-4-360x245.jpg\" alt=\"download\" width=\"497\" height=\"338\" \/><\/p>\n<p>Per non parlare del discredito di governi ed aziende. Dal momento che la maggior parte dei paesi africani (soprattutto il Sudafrica) dispone gi\u00e0 di un sistema di controllo, autorizzazioni e regolamentazione circa i servizi di sicurezza, \u00e8 essenziale promuovere le buone prassi e consuetudini tra le autorit\u00e0 governative cinesi\/africane e le PSC per evitare episodi come in passato.<\/p>\n<p>Anche associazioni come la\u00a0<em>China International Contractors Association<a href=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/2021\/07\/i-contractors-cinesi-in-africa-al-servizio-della-belt-road-initiative\/#_ftn1\" name=\"_ftnref1\"><strong>[1]<\/strong><\/a><\/em>\u00a0o la\u00a0<em>Security Association<\/em>\u00a0sono importanti per avere un\u00a0<em>feedback<\/em>\u00a0circa crisi attuali\/passate e sui rapporti degli incidenti all\u2019estero.<\/p>\n<p>La Cina desidera mantenere una presenza militare discreta in Africa ed evitare a tutti i costi di essere vista come una nuova potenza coloniale. Le societ\u00e0 di sicurezza private (PSC) possono essere lo strumento di cui ha bisogno per evitare che la difesa dei suoi concittadini e dei suoi beni la costringa in futuro ad interventi militari che, per il momento, rimangono fuori dalla sua portata. Ma c\u2019\u00e8 da temere che l\u2019aumento degli aiuti militari e della sicurezza privata possa portare Pechino ad allontanarsi dal suo principio di non ingerenza.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Fonte:\u00a0 <a href=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/2021\/07\/i-contractors-cinesi-in-africa-al-servizio-della-belt-road-initiative\/\">https:\/\/www.analisidifesa.it\/2021\/07\/i-contractors-cinesi-in-africa-al-servizio-della-belt-road-initiative\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di ANALISI DIFESA (Francesco Ferrante) Gli investimenti cinesi in Africa si sono moltiplicati negli ultimi anni, soprattutto dopo il lancio della\u00a0Belt &amp; Road Initiative\u00a0(BRI) nel 2013. Le analisi prodotte circa la maggiore presenza cinese in Africa si sono finora concentrate sui progetti infrastrutturali che hanno indebitato i paesi ospitanti e sulla costituzione di alcune basi militari come quella di Gibuti. Probabilmente, l\u2019apertura della base navale a Gibuti nel 2017 \u00e8 stata la risposta della Cina&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":101,"featured_media":34021,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[32],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/analisidifesa.png","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7ZaJ4-ha4","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/65972"}],"collection":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/101"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=65972"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/65972\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":65974,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/65972\/revisions\/65974"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/34021"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=65972"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=65972"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=65972"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}