{"id":65980,"date":"2021-07-02T10:14:33","date_gmt":"2021-07-02T08:14:33","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=65980"},"modified":"2021-07-01T21:17:48","modified_gmt":"2021-07-01T19:17:48","slug":"giudicati-e-repubbliche-marinare","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=65980","title":{"rendered":"Giudicati e Repubbliche marinare"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>L&#8217;INTELLETTUALE DISSIDENTE (Alberto Cossu)<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center\"><span style=\"font-size: 14pt\">Breve storia del &#8220;Giudicato&#8221; ovvero dell&#8217;istituzione medievale con radici nel mondo romano-bizantino costruita intorno all\u2019idea della sovranit\u00e0 popolare.<\/span><\/p>\n<p class=\"has-drop-cap\">Nel libro <em>Istituzioni Giudicali<\/em>\u00a0l\u2019autore, Vanni Piras,\u00a0fa luce sulla natura giuridica di un istituzione che ha segnato la storia della Sardegna\u00a0ma meritevole di attenzione\u00a0anche per la storia di Italia:\u00a0<strong>il Giudicato<\/strong>,\u00a0cio\u00e8\u00a0<strong>uno\u00a0Stato sovrano con specifiche caratteristiche nella forma di governo<\/strong>. Il libro ripercorre i sottili fili che legano l\u2019esperienza del Giudicato alla tradizione del\u00a0<strong>diritto romano<\/strong>\u00a0ed in particolare ricostruisce il concetto di\u00a0<strong>sovranit\u00e0 popolare<\/strong>\u00a0che si estrinseca in quello\u00a0di\u00a0<strong>Repubblica<\/strong>. Viene insomma recuperata la tradizione democratica del diritto romano, messa in ombra da molta letteratura, che si riconnette con la teoria medioevale della sovranit\u00e0 popolare. In questo senso il Giudicato conserva la tradizione romana e le consente di sopravvivere e mantenersi nei secoli successivi sebbene in forme differenti. In questo dimostrandosi originale in un epoca in cui si affermava il feudalesimo di tradizione germanica. Le radici storiche e le caratteristiche giuridiche che rendono originale l\u2019Istituzione Giudicale vengono minuziosamente analizzate con il sostegno di una vasta molteplicit\u00e0 di fonti che rafforzano il complesso corpo di argomentazioni.<\/p>\n<p>L\u2019impero romano d\u2019occidente cade nel 476 D.C., ma gi\u00e0 prima di questa data la Sardegna (455 D.C.) viene invasa dai Vandali. Erano insediati nel Nord Africa (Algeria e Tunisia) e Cartagine era una delle citt\u00e0 chiave. I Vandali occupano per quasi un secolo l\u2019Isola. Successivamente la Sardegna viene riconquistata dall\u2019imperatore Giustiniano e inglobata nell\u2019Impero Romano d\u2019Oriente (533-534 D.C.). Essa viene accorpata alla prefettura d\u2019Africa ed il governo civile affidato ad un praeses (amministratore civile) mentre quello militare ad un dux (comandante militare). Questi sono i due istituti da cui prenderanno forma i Giudicati. Per la sua posizione di centralit\u00e0 l\u2019Isola \u00e8 una preziosa risorsa strategica per il controllo marittimo del Mediterraneo occidentale da parte di Costantinopoli che l\u2019espansione araba dei successivi secoli metter\u00e0 in discussione. I Giudicati si affermano con la progressiva perdita di potere sull\u2019Isola dell\u2019Impero Bizantino e dell\u2019esarcato d\u2019Africa. Nel 698 D.C. gli Arabi conquistano Cartagine e cade l\u2019esarcato d\u2019Africa da cui la Sardegna dipendeva. L\u2019isola rimane l\u2019unico territorio occidentale dell\u2019impero controllato dai Bizantini. Il mediterraneo prima del mille era diventato arabo. La Sicilia era stata conquistata dagli arabi nel 827 D.C. e i rapporti tra Costantinopoli, la grande capitale bizantina, e la Sardegna erano divenuti complicati per il dominio arabo sui mari. In Sardegna gi\u00e0 intorno al 703 D.C. di manifestano le prime incursioni arabe. Tuttavia gli arabi non occupano stabilmente l\u2019isola e si limitano al controllo delle zone costiere e alla riscossione dei tributi.<\/p>\n<p>Governare la Sardegna, per le difficolt\u00e0 di comunicazione e i pericoli legati alla navigazione non era impresa facile.\u00a0La\u00a0<strong>minaccia\u00a0araba<\/strong>\u00a0incombeva sulla\u00a0sicurezza dell\u2019isola,\u00a0e,\u00a0conseguentemente,per la posizione strategica che essa aveva al centro del mediterraneo,\u00a0\u00a0anche su Roma e le coste italiane.\u00a0Pertanto, quasi naturalmente, verso la fine del primo millennio (900 D.C.)\u00a0si costituiscono in Sardegna in continuit\u00e0\u00a0con le istituzioni bizantine\u00a0e la tradizione del diritto romano\u00a0<strong>quattro entit\u00e0 statuali<\/strong>\u00a0(Giudicati di Cagliari, Gallura, Arborea e Torres)\u00a0dotate\u00a0di tutte\u00a0le caratteristiche di sovranit\u00e0:\u00a0territorio, popolazione, confini, un complesso di norme di diritto, prevalentemente consuetudinario, ancora non pienamente articolate in un ordinamento giuridico,\u00a0ed infine \u00a0probabilmente di milizie di difesa. Anche se \u00a0non siamo ancora in grado di dimostrare se ogni giudicato disponesse di un vero e proprio esercito. Una\u00a0minaccia\u00a0concreta di occupazione\u00a0si concretizza\u00a0nel\u00a0<strong>1015<\/strong>\u00a0quando, dal Califfato iberico, il principe Mugahid di Denia (golfo di Valencia)\u00a0cerca\u00a0di conquistare\u00a0l\u2019isola per farne una base di ulteriori espansioni in Italia, e in primo luogo Roma.\u00a0Ottenuta una facile vittoria si ritira per poi ritornare l\u2019anno successivo. Nel\u00a0<strong>1016<\/strong>\u00a0una coalizione di forze navali\u00a0tra Genova e Pisa voluta dal Papa, che con una bolla papale qualche secolo dopo istituir\u00e0 il Regno di Corsica e Sardegna,\u00a0e sollecitata da rappresentanti dei Giudicati, riesce a sconfiggere il principe di Denia. Viene allontanata\u00a0la minaccia non solo dalle coste della Sardegna ma anche\u00a0da quelle\u00a0italiane adiacenti.\u00a0Questa vittoria costituisce\u00a0i presupposti non solo per l\u2019affermazione dell\u2019<strong>istituzione\u00a0del\u00a0Giudicato<\/strong>, l\u2019ultimo dei quali cesser\u00e0 nel 1420, ma anche per l\u2019<strong>introduzione del diritto statutario<\/strong>\u00a0(Genova e Pisa) e le fondamenta istituzionali del Regno di Sardegna che poi sar\u00e0 Regno di Italia.<\/p>\n<div class=\"wp-block-banner-post\">\n<div class=\"banner-post\">\n<div class=\"bannerPreview def\">\n<div class=\"image\">Il Giudicato assume una forma di Stato alquanto difficile da classificare. In parte monarchia se si considera\u00a0il criterio di trasmissione\u00a0<strong>ereditario<\/strong>\u00a0del potere. Il Giudice assume\u00a0il potere in base al diritto ereditario,\u00a0dinastico\u00a0ed in certi casi vitalizio. In parte se cos\u00ec si pu\u00f2 dire\u00a0<strong>Repubblica<\/strong>, nell\u2019accezione romana, perch\u00e8 la legittimit\u00e0 del suo potere si perfezionava con l\u2019assenso del popolo, inteso come una ristretta cerchia di\u00a0<strong>majorales<\/strong>\u00a0(oligarchia)\u00a0\u00a0che attraverso un sistema assembleare esprimeva la volont\u00e0 di accettazione\u00a0e si riservava il diritto di rimuovere il giudice che usurpava il potere e diventava tiranno.\u00a0Il potere del\u00a0<strong>Giudice<\/strong>, inoltre, poggiava sulla legittimazione della Chiesa. Qui si inserisce l\u2019argomentazione dell\u2019autore, il quale \u00a0sostiene la tesi che i Giudicati si caratterizzano per avere una \u201ccostituzione democratica\u201d a\u00a0<strong>base civica<\/strong>. Certamente come dimostra l\u2019autore alla base del potere del Giudice c\u2019\u00e8 un articolato sistema\u00a0assembleare\u00a0di potere che si basa sull\u2019istituzione della\u00a0<strong>Corona\u00a0de Logu<\/strong>\u00a0(Assemblea\u00a0dello Stato)\u00a0che si articola\u00a0a diversi livelli amministrativi:\u00a0<strong>paesi<\/strong>\u00a0(ville) e\u00a0<strong>distretti<\/strong>\u00a0(curatorie). Il giudice non governa da solo e questo \u00e8 il filo che lega il giudicato alla tradizione romana e lo differenzia dalla tradizione feudale in cui invece il sovrano esercita una sorta di potere patrimoniale sul territorio e sui sudditi.\u00a0Questa \u00e8 l\u2019originalit\u00e0 del Giudicato dal punto di vista giuridico se messo in relazione ad altre istituzioni dell\u2019epoca. Nel Giudicato\u00a0<strong>il detentore del potere \u00e8 il popolo sovrano secondo la tradizione del diritto romano<\/strong>.\u00a0Il concetto di repubblica infatti \u00e8 legato a quello di democrazia nella tradizione romana.\u00a0Pertanto\u00a0il Giudicato si pone in stretta\u00a0relazione con la tradizione romano-bizantina e ne rappresenta\u00a0in qualche molto un ultima ed estrema prosecuzione,\u00a0costituendo in alcuni caratteri un anticipazione di\u00a0quello che sar\u00e0 lo \u00a0stato moderno.<\/div>\n<div>Nell\u2019istituzione giudicale\u00a0elementi della tradizione del diritto romano, per esempio il concetto che il potere deriva dal\u00a0popolo che lo trasferisce al sovrano,\u00a0\u00a0quindi il principio della sovranit\u00e0 popolare,che si trovano nel Digesto di Ulpiano,\u00a0si intrecciano e mescolano con il principio ereditario e vitalizio contribuendo a disegnare una\u00a0\u201cistituzione ibrida\u201d,\u00a0ma se si vuole originale rispetto alla natura prevalentemente \u00a0feudale delle altre istituzioni e in qualche modo\u00a0assimilabile\u00a0all\u2019esperienza delle repubbliche marinare\u00a0per esempio nella elettivit\u00e0 del Giudice e nel limite temporale dell\u2019incarico come indicano alcuni casi\u00a0riscontrabili\u00a0nella fase iniziale dei Giudicati. In conclusione,\u00a0<strong>il Giudicato \u00e8\u00a0istituzione medievale\u00a0con radici nel mondo romano-bizantino\u00a0costruita intorno all\u2019idea della sovranit\u00e0 popolare,\u00a0principio ispiratore della moderna democrazia<\/strong>. Il popolo detiene\u00a0il potere\u00a0anche se non lo esercita. Questo aspetto viene riconosciuto da un autore come\u00a0Norberto Bobbio che lo indica\u00a0come uno dei filoni che costituiscono la moderna teoria della democrazia: la\u00a0tradizione aristotelica delle tre forme di governo, la tradizione medioevale della sovranit\u00e0 popolare, la tradizione repubblicana moderna. L\u2019esperienza dei Giudicati, parallelamente a quella degli\u00a0Statuti Sassaresi che costituiscono per raffinatezza\u00a0e\u00a0completezza della struttura dell\u2019organizzazione dei poteri pubblici un esempio e modello,\u00a0non solo ha influito sulla Sardegna, ma\u00a0ha\u00a0anche consentito,\u00a0preservandoli dal feudalesimo imperante, di innestare\u00a0il principio della sovranit\u00e0 popolare e della\u00a0\u201cdemocrazia partecipativa\u201d \u2013 come asserisce l\u2019autore \u2013\u00a0, derivanti dalla tradizione del diritto romano,\u00a0nella matrice del Regno di Sardegna e farli arrivare\u00a0ai nostri giorni fino allo Stato unitario Italiano \u00a0e poi repubblicano.<\/div>\n<div><\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div><strong>FONTE:\u00a0 <a href=\"https:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/controcultura\/italia\/giudicati-e-repubbliche-marinare\/\">https:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/controcultura\/italia\/giudicati-e-repubbliche-marinare\/<\/a><\/strong><\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di L&#8217;INTELLETTUALE DISSIDENTE (Alberto Cossu) Breve storia del &#8220;Giudicato&#8221; ovvero dell&#8217;istituzione medievale con radici nel mondo romano-bizantino costruita intorno all\u2019idea della sovranit\u00e0 popolare. 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