{"id":66024,"date":"2021-07-05T10:20:56","date_gmt":"2021-07-05T08:20:56","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=66024"},"modified":"2021-07-05T10:18:38","modified_gmt":"2021-07-05T08:18:38","slug":"se-la-cina-segue-il-modello-stati-uniti-lascesa-del-dragone-rosso-e-la-logica-del-realismo-offensivo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=66024","title":{"rendered":"Se la Cina segue il modello Stati Uniti. L\u2019ascesa del dragone rosso e la logica del realismo offensivo"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\"><strong>di TERMOMETRO GEOPOLITICO (John Mearsheimer)<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-66025\" src=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/FB_IMG_1625468290160-300x200.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/FB_IMG_1625468290160-300x200.jpg 300w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/FB_IMG_1625468290160.jpg 720w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Se nei prossimi decenni la Cina continuer\u00e0 la sua strabiliante crescita economica, probabilmente agir\u00e0 seguendo la logica del realismo offensivo, cio\u00e8 tenter\u00e0 di imitare gli Stati Uniti. Nello specifico, cercher\u00e0 di dominare l\u2019Asia nello stesso modo in cui gli Stati Uniti controllano l\u2019emisfero occidentale. Lo far\u00e0 in primo luogo perch\u00e9 la supremazia costituisce il modo migliore per sopravvivere nell\u2019anarchia internazionale.<br \/>\nInoltre, la Cina \u00e8 coinvolta in varie dispute territoriali, e pi\u00f9 diventer\u00e0 potente, maggiormente sar\u00e0 in grado di risolvere quelle dispute a condizioni vantaggiose per s\u00e9. In pi\u00f9, come gli Stati Uniti, una Cina potente avr\u00e0 sicuramente interessi strategici in tutto il globo, che la spingeranno a sviluppare le risorse necessarie a proiettare la potenza in aree molto distanti dall\u2019Asia. Il Golfo Persico sar\u00e0 in cima alla lista delle zone strategicamente importanti per la nuova superpotenza, ma lo stesso accadr\u00e0 per l\u2019emisfero occidentale. Anzi, la Cina avr\u00e0 particolare interesse a creare problemi agli Stati Uniti nell\u2019emisfero occidentale, in modo da limitare la libert\u00e0 delle forze armate americane di intervenire in altre regioni, in particolare in Asia. Analizziamo questi punti pi\u00f9 nel dettaglio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La Realpolitik cinese<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Se la mia teoria \u00e8 esatta, la Cina cercher\u00e0 di aumentare al massimo il divario fra s\u00e9 e i paesi circostanti, in particolare quelli pi\u00f9 vasti come India, Giappone e Russia. I cinesi vorranno assicurarsi di diventare cos\u00ec potenti che nessuno Stato asiatico avr\u00e0 i mezzi per minacciarli. \u00c8 per\u00f2 improbabile che cerchino di ottenere la superiorit\u00e0 militare per lanciarsi<br \/>\nalla conquista di altri paesi asiatici. Una delle differenze principali fra Cina e Stati Uniti \u00e8 il fatto che l\u2019America \u00e8 partita come un paese piuttosto piccolo e debole, collocato lungo la costa atlantica, con la necessit\u00e0 di espandersi verso ovest per diventare uno Stato vasto e potente in grado di dominare l\u2019emisfero occidentale. Per gli Stati Uniti, la conquista e l\u2019espansione erano necessari a stabilire la propria egemonia sulla regione. La Cina, al contrario, \u00e8 gi\u00e0 un paese enorme e non ha bisogno di conquistare altri territori per imporsi a livello regionale al pari degli Stati Uniti.<br \/>\nNaturalmente, \u00e8 sempre possibile che in particolari circostanze i capi di Stato cinesi decidano che \u00e8 necessario attaccare un altro paese per raggiungere l\u2019egemonia nella regione. Tuttavia \u00e8 pi\u00f9 probabile che la Cina si dedichi a coltivare la propria economia e diventi cos\u00ec potente da poter imporre ai paesi vicini dei limiti da non oltrepassare, mettendo in chiaro che, se non rispetteranno le regole, pagheranno un prezzo consistente. Dopotutto, \u00e8 quello che hanno fatto gli Stati Uniti nell\u2019emisfero occidentale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Per esempio, nel 1962, l\u2019amministrazione Kennedy comunic\u00f2 sia a Cuba che all\u2019Unione Sovietica che non avrebbe tollerato armi nucleari a Cuba. E nel 1970, l\u2019amministrazione Nixon dichiar\u00f2 a quegli stessi paesi che la costruzione di una base navale sovietica a Cienfuegos era inaccettabile. Inoltre, Washington ha interferito nella politica interna di numerosi paesi latino-americani, o per impedire l\u2019ascesa di leader ritenuti antiamericani o per rovesciarli una volta saliti al potere. In breve, gli Stati Uniti hanno usato il pugno di ferro nell\u2019emisfero occidentale.<br \/>\n\u00c8 possibile che una Cina molto pi\u00f9 potente di adesso cerchi di cacciare gli Stati Uniti dalla regione dell\u2019Asia-Pacifico, esattamente come gli Stati Uniti allontanarono le grandi potenze europee dall\u2019emisfero occidentale nel diciannovesimo secolo. \u00c8 probabile che la Cina elabori una versione tutta sua della dottrina Monroe, come fece l\u2019Impero giapponese negli anni Trenta. In effetti, ci sono gi\u00e0 le avvisaglie di una politica del genere. Per esempio, i leader cinesi hanno messo in chiaro dinon ritenere che gli Stati Uniti abbiano il diritto di intromettersi nelle<br \/>\ndispute sui confini marittimi del Mar Cinese Meridionale, acque strategicamente importanti che in realt\u00e0 Pechino rivendica per s\u00e9.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La Cina si oppose anche quando, nel luglio del 2010, gli Stati Uniti progettarono di condurre delle esercitazioni navali nel Mar Giallo, situato fra la Cina e la penisola di Corea. In particolare, la Marina statunitense aveva in programma di inviare nel Mar Giallo la portaerei USS George Washington. Quella mossa non aveva nulla a che vede-re con la Cina: mirava invece alla Corea del Nord, che si riteneva avesse affondato nel Mar Giallo una nave militare sudcoreana, la Cheonan. Tuttavia, le energiche proteste della Cina costrinsero l\u2019amministrazione Obama a spostare le esercitazioni dal Mar Giallo pi\u00f9 a est, nel Mar del Giappone. Con parole che ricordavano parecchio il presidente Monroe, un portavoce cinese riassunse in maniera concisa il pensiero di Pechino: \u201cCi opponiamo fermamente all\u2019ingresso di navi o aerei militari nel Mar Giallo e in altre acque adiacenti alla Cina per svolgere attivit\u00e0 che inciderebbero sulla sicurezza e gli interessi del paese\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Pi\u00f9 in generale, \u00e8 chiarissima la volont\u00e0 da parte dei leader cinesi di acquisire le risorse necessarie a ricacciare la Marina statunitense al di l\u00e0 della \u201cprima catena di isole\u201d, con cui di solito si indicano le Grandi Isole della Sonda, il Giappone, le Filippine e Taiwan. Se ci\u00f2 accadesse, la Cina sarebbe in grado di bloccare l\u2019accesso a Mar Cinese Orientale, Mar Cinese Meridionale e Mar Giallo, e per la Marina degli Stati Uniti sarebbe quasi impossibile raggiungere la Corea nell\u2019eventualit\u00e0 di una guerra. In Cina si sta parlando anche di far arretrare gli Stati Uniti al di l\u00e0 della \u201cseconda catena di isole\u201d, che corre dalla costa orientale del Giappone fino a Guam e poi gi\u00f9 fino alle Isole Molucche. Sarebbero compresi anche i piccoli arcipelaghi come le isole Bonin e Caroline e le Marianne. Se i cinesi riuscissero nell\u2019intento, priverebbero Giappone e Filippine dell\u2019appoggio della Marina statunitense.Questi ambiziosi obiettivi sono molto sensati da un punto di vista strategico per la Cina (anche se ci\u00f2 non significa che i cinesi saranno necessariamente in grado di conseguirli).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Mantenere i vicini deboli<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Pechino dovrebbe preferire un\u2019India, un Giappone e una Russia militarmente deboli e isolati come vicini, proprio come, ai loro confini, gli Stati Uniti desiderano un Canada e un Messico meno forti da un punto di vista militare. Quale Stato dotato di buonsenso vorrebbe altri paesi potenti nelle vicinanze? Di certo tutti i cinesi ricordano cosa \u00e8 successo nel secolo scorso quando il Giappone era potente e la Cina debole. Inoltre, perch\u00e9 una Cina potente dovrebbe accettare che le forze armate americane operino nei suoi paraggi? Il governo degli Stati Uniti si oppone quando altre grandi potenze inviano i loro eserciti nell\u2019emisfero occidentale, perch\u00e9 vedono le forze armate straniere come potenziali minacce alla sicurezza americana. La stessa logica dovrebbe valere per la Cina. Perch\u00e9 i cinesi dovrebbero sentirsi al sicuro con le forze armate americane schierate a un passo dal paese? Seguendo il ragionamento della dottrina Monroe, non gioverebbe di pi\u00f9 alla sicurezza della Cina cacciare la flotta americana dalla regione dell\u2019Asia-Pacifico? Di sicuro i cinesi hanno ben presenti gli avvenimenti dei cento anni fra la prima guerra dell\u2019oppio (1839-<br \/>\n1842) e la fine della Seconda guerra mondiale (1945), quando gli Stati Uniti e le grandi potenze europee approfittarono di una Cina debole e non solo ne violarono la sovranit\u00e0, ma le imposero anche trattati ingiusti, sfruttandola economicamente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La Cina si comporter\u00e0 diversamente dagli Stati Uniti?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Perch\u00e9 dovremmo aspettarci che la Cina si comporti in maniera diversa dagli Stati Uniti? I cinesi sono pi\u00f9 virtuosi degli altri? Pi\u00f9 probi? Sono meno nazionalisti? Meno interessati alla propria sopravvivenza? Naturalmente non sono nessuna di queste cose, ed \u00e8 il motivo per cui probabilmente la Cina si limiter\u00e0 a seguire una logica realista, cercando di diventare una potenza egemone in Asia. Nonostante aumentare al massimo le proprie possibilit\u00e0 di sopravvivenza sia la ragione principale per cui la Cina tenter\u00e0 di imporsi sull\u2019Asia, ce n\u2019\u00e8 un\u2019altra, che riguarda le dispute territoriali fra Pechino e alcuni dei paesi circostanti. Come osserva Taylor Fravel, dal 1949 la Cina \u00e8 riuscita a risolvere la maggior parte delle dispute sui confini \u2013 diciassette su ventitr\u00e9 \u2013 soprattutto perch\u00e9 \u00e8 stata disposta a fare notevoli concessioni agli avversari. Cionondimeno, ha sei contese territoriali ancora aperte, e non ci sono molti motivi \u2013 almeno in questo frangente \u2013 per pensare che le parti coinvolte troveranno un\u2019intelligente soluzione diplomatica. Probabilmente la disputa pi\u00f9 importante della Cina riguarda Taiwan, che Pechino \u00e8 profondamente determinata a rendere di nuovo parte integrante del paese. L\u2019attuale governo dell\u2019isola, tuttavia, ritiene Taiwan un paese sovrano e non ha alcun interesse a farsi riassorbire dalla Cina. I leader di Taiwan non sbandierano la propria indipendenza, per timore di indurre la Cina a invadere il paese. Inoltre, i cinesi si contendono ancora con il Vietnam il controllo delle Isole Paracelso nel Mar Cinese Meridionale, e con Brunei, Malaysia, Filippine, Taiwan e Vietnam le Isole Spratly, anch\u2019esse situate nel Mar Cinese Meridionale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Pi\u00f9 in generale, la Cina sostiene che la propria sovranit\u00e0 si estende a quasi tutto il Mar Cinese Meridionale, un\u2019affermazione contestata non soltanto dai paesi vicini, ma anche dagli Stati Uniti. Pi\u00f9 a nord nel Mar Cinese Orientale, Pechino porta avanti un\u2019aspra lotta con il Giappone per il controllo di una manciata di piccole isole che Tokyo chiama \u201cisole Senkaku\u201d e Pechino definisce \u201cisole Diaoyu\u201d. Infine, la Cina ha delle dispute in corso con Bhutan e India sulle terre al confine dei due paesi. In realt\u00e0, nel 1962 Cina e India hanno combattuto una guerra per il territorio conteso, e da allora hanno intrapreso azioni provocatorie in numerose occasioni. Per esempio, Nuova Delhi sostiene che soltanto nel 2012 ci sono state quattrocento incursioni cinesi nel territorio controllato dagli indiani; e a met\u00e0 aprile del 2013 le truppe cinesi \u2013 per la prima volta dal 1986 \u2013 si sono rifiutate di tornare in patria dopo essere state sorprese dal lato indiano della Line of Actual Control (linea di controllo effettiva). Pare che negli ultimi anni la Cina abbia intensificato i raid al confine in risposta a un maggiore schieramento di truppe indiane e a un parallelo sviluppo delle infrastrutture nell\u2019area. Data l\u2019importanza per la Cina di queste dispute territoriali, unita all\u2019apparente difficolt\u00e0 di risolverle con la diplomazia del do ut des, il modo migliore per i cinesi di mettervi fine a condizioni vantaggiose \u00e8 probabilmente attraverso la coercizione. Nello specifico, una Cina molto pi\u00f9 potente dei suoi vicini sar\u00e0 nella posizione di usare la minaccia militare per costringere gli avversari ad accettare un accordo particolarmente vantaggioso per s\u00e9. E se ci\u00f2 non dovesse funzionare, la Cina potrebbe sempre tirare fuori le unghie ed entrare in guerra per ottenere ci\u00f2 che vuole. \u00c8 probabile che la coercizione o l\u2019effettivo uso della forza siano l\u2019unico modo plausibile in cui la Cina potrebbe riprendersi Taiwan. In breve, diventare un paese egemone a livello regionale \u00e8 il modo migliore in cui la Cina potrebbe risolvere a proprio vantaggio le varie dispute territoriali in cui \u00e8 coinvolta. Vale la pena di notare che oltre alle contese territoriali, la Cina potrebbe trovarsi impelagata in un conflitto con i paesi confinanti per l\u2019acqua. L\u2019altopiano del Tibet, situato entro i confini della Cina, \u00e8 la terza maggiore riserva di acqua dolce del pianeta, dopo Artide e Antartide. In effetti, a volte viene definito il \u201cterzo polo\u201d. \u00c8 anche la sorgente principale di molti dei grandi fiumi asiatici, compresi il Brahmaputra, l\u2019Irrawaddy, il Mekong, il Saluen, il Sutlej, il Fiume Azzurro e il Giallo. Quasi tutti questi fiumi scorrono anche nei paesi confinanti, dove influenzano profondamente la quotidianit\u00e0 di svariati milioni di persone.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>di JOHN MEARSHEIMER<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Carta di laura Canali &#8211; Limes<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">#TGP #Cina #Usa #Geopolitica<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Fonte: https:\/\/open.luiss.it\/2020\/08\/09\/se-la-cina-segue-il-modello-stati-uniti-lascesa-del-dragone-rosso-e-la-logica-del-realismo-offensivo\/<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Fonte:\u00a0<\/strong><strong><a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/1518147318236235\/posts\/4404624132921858\/\">https:\/\/www.facebook.com\/1518147318236235\/posts\/4404624132921858\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di TERMOMETRO GEOPOLITICO (John Mearsheimer) Se nei prossimi decenni la Cina continuer\u00e0 la sua strabiliante crescita economica, probabilmente agir\u00e0 seguendo la logica del realismo offensivo, cio\u00e8 tenter\u00e0 di imitare gli Stati Uniti. 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