{"id":66040,"date":"2021-07-06T11:00:09","date_gmt":"2021-07-06T09:00:09","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=66040"},"modified":"2021-07-05T16:13:55","modified_gmt":"2021-07-05T14:13:55","slug":"cina-lo-sguardo-di-nenni-e-le-sfide-di-oggi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=66040","title":{"rendered":"Cina. Lo sguardo di Nenni e le sfide di oggi"},"content":{"rendered":"<p><strong>Di La Fionda (Leandro Cossu)<\/strong><\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"img-fluid foto-articolo lazyloaded\" src=\"https:\/\/www.lafionda.org\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/cinalibrobradanini.png\" alt=\"\" data-src=\"https:\/\/www.lafionda.org\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/cinalibrobradanini.png\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Sembrerebbe che il moto della <em>translatio imperi<\/em>, esaurita la supremazia politica, economica (e si spera presto militare) degli Stati Uniti d\u2019America, sia in procinto di interrompersi per sempre, lasciando il posto a un mondo multipolare in cui pi\u00f9 stati possano offrirsi virtuosamente come poli egemonici. In questo scenario trovano naturalmente un ruolo da protagonista Federazione Russa e, naturalmente, Repubblica Popolare Cinese. Proprio con quest\u2019ultima \u00e8 altamente probabile uno scenario di Guerra fredda tra Stati Uniti e Cina; le irriducibilit\u00e0 rispetto allo scorso conflitto sublimato tra USA e URSS richiederebbero quanto meno una riflessione sulle differenze storiche tra le due e sulle modalit\u00e0 con cui questo conflitto sar\u00e0 esperito sia dalla Politica che nella quotidianit\u00e0 della popolazione. Fino a che punto pu\u00f2 essere definito uno scontro ideologico, visto anche che a quarant\u2019anni dalle riforme di Deng (di cui mancano in italiano biografie significative o raccolte di scritti e discorsi) la stragrande maggioranza di intellettuali e giornalisti nostrani continua a ignorare o a non aver capito la portata. Per questo \u00e8 necessaria della letteratura critica che, al netto della propria simpatia ideologica per l\u2019argomento trattato, consenta al lettore di avere una visione organica sulla storia, la politica e l\u2019economia cinese.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\u00c8 uscito da qualche mese <a href=\"https:\/\/www.ibs.it\/cina-sguardo-di-nenni-sfide-libro-alberto-bradanini\/e\/9788898444731?lgw_code=1122-B9788898444731&amp;gclid=Cj0KCQjw24qHBhCnARIsAPbdtlLrr6IJx1FDhfDv-diGGczksqy7R6CfI7SIH8NgdNGeHpJs1X0MduUaAt_lEALw_wcB\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><em>Cina. Lo sguardo di Nenni e le sfide di oggi<\/em> <\/a>del gi\u00e0 ambasciatore a Pechino Alberto Bradanini, pubblicato dalla Anteo Edizioni. Come dice il sottotitolo, il libro consta di due sezioni: da una parte, il resoconto dei due viaggi che Nenni compie in Cina in due anni, nel 1955 e nel 1971; nella seconda parte, verrebbe da dire quasi come se fosse un <em>terzo viaggio ideale <\/em>di Nenni, viene ritratta la Cina contemporanea sia negli aspetti ideologici e politici interni, sia in chiave geopolitica: un paese che \u00e8 contemporaneamente continente, ideologia e civilt\u00e0, e che ha trovato il suo equilibrio riflessivo pur nella contraddizione. L\u2019ammiratore della Repubblica Popolare non trover\u00e0 una piatta agiografia, come il detrattore non trover\u00e0 conferma delle accuse sobillate dal coro monocorde dei media \u2013 a proposito delle libert\u00e0 di stampa dei \u201cregimi\u201d. Chi affronter\u00e0 la lettura del saggio di Bradanini avr\u00e0 in mano un approccio critico, analitico, tematizzante della RPC scritto da un uomo che in Cina ha vissuto e lavorato, e che sa come collocare e interpretare certe dinamiche alla luce del mutevole e mutato contesto globale. Fa abbastanza impressione leggere il resoconto di un politico italiano che, seppur in due momenti storici distinti (il primo quando aveva ancora incarichi pubblici negli anni della guerra di Corea, il secondo senza cariche nell\u2019epoca della diplomazia del ping-pong e della rottura irreversibile con l\u2019Unione Sovietica) vede nella Cina, al netto delle irriducibilit\u00e0 culturale, una fonte di confronto dialettico, reciproca stima intellettuale e ispirazione politica, visto anche il grado di preoccupante conformismo e blaterante banalit\u00e0 con cui la sinistra elitaria che ci ritroviamo, a cui sono dedicate delle pagine di fuoco, guarda alla RPC.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Questa tendenza a usare il liberal-parlamentarismo come unico parametro di valutazione del mondo porta a delle vere e proprie storture interpretative nei confronti del modello cinese. A un certo punto Bradanini Molte delle torsioni che l\u2019Occidente identifica nella Repubblica Popolare sono, a ben guardare, torsioni dell\u2019Occidente stesso, proiettate in una dimensione altra e miticamente associata a satrapie despotiche e autoritarie. La cifra della vis polemica dell\u2019ambasciatore Bradanini \u00e8 ribaltare totalmente questo approccio: cosa pensa l\u2019occhio critico e cosciente dell\u2019osservatore cinese guardando e all\u2019Europa (continentale o politicamente unificata nell\u2019UE) e all\u2019Italia stessa. Il giudizio che ci viene restituito di entrambe \u00e8 duro. L\u2019Unione Europea e relativi stati sono visti con sufficienza come \u201ccostole afone dell\u2019impero atlantico\u201d, con dei gravi vulnus democratici, da un parlamento che non legifera, succube di politiche eterodirette dalle esigenze del capitalismo finanziario con una classe dirigente sostanzialmente sprovvista di reale potere e soprattutto, incurante dei danni sociali che le politiche di privatizzazione e precarizzazione hanno portato negli ultimi tre decenni. In Cina, questo non \u00e8 tollerato, in quanto \u201cil motore \u00e8 istituzionalmente situato nella sfera politica e per tale ragione ontologicamente refrattaria a lasciarsi soggiogare dal corporativismo privato su cui si regge l\u2019impalcatura economica occidentale\u201d <a href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2021\/07\/05\/cina-lo-sguardo-di-nenni-e-le-sfide-di-oggi\/#_ftn1\">[1]<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Anche il giudizio sull\u2019Italia non \u00e8 da meno<a href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2021\/07\/05\/cina-lo-sguardo-di-nenni-e-le-sfide-di-oggi\/#_ftn2\">[2]<\/a>. Suddita e non semplice alleata dell\u2019impero atlantico, ha visto negli ultimi trent\u2019anni l\u2019appiattimento della classe dirigente verso il <em>cosmopolitismo delle elite<\/em><a href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2021\/07\/05\/cina-lo-sguardo-di-nenni-e-le-sfide-di-oggi\/#_ftn3\">[3]<\/a>dell\u2019ordoliberalismo dei trattati europei, che in nome di un sedicente spirito teleologico all\u2019unificazione politica (orchestrato dalla RFT) ha portato a un tradimento sostanziale della Costituzione nella misura in cui questa dovrebbe prevedere piena occupazione, centralit\u00e0 del lavoro e welfare pubblico<em>.<\/em> Molta della retorica di cui spesso si ammantano le relazioni bilaterali tra i due paesi (richiami alla storia millenaria, via della Seta, Matteo Ricci e simili) altro non \u00e8 che un segnaposto formale con cui ammantare relazioni diplomatiche e scambi commerciali, nel nostro caso, eterodiretti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Bradanini rileva fin dall\u2019inizio del libro che la Cina storicamente ha rigettato pretese universalistiche o, nel caso dell\u2019opera e del pensiero di Mao, internazionaliste. Approccio che, insieme ad altre concause (split sino-sovietico del 1960; le gi\u00e0 citate riforme di Deng; irriducibilit\u00e0 dell\u2019impostazione orientale e intrinsecamente confuciana) ha sicuramente allontanato il senso comune dall\u2019identificazione della Cina come stato socialista. Lo stesso Bradanini \u00e8 scettico a riguardo. Quando parla dell\u2019evoluzione dei paesi socialisti a seguito dei fatti del 1989, scremandoli in tre categorie distinte (dissoluzione del modello socialista; rimodulazione mascherata del comunismo in capitalismo; residuo impossibilitato a guida egemonica)<a href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2021\/07\/05\/cina-lo-sguardo-di-nenni-e-le-sfide-di-oggi\/#_ftn4\">[4]<\/a> non esita a inserire la Cina all\u2019interno della seconda categoria, evidenziando pi\u00f9 di una volta alcune criticit\u00e0 fattuali e ideologiche sintomatiche di una transizione de facto al capitalismo, superata l\u2019esperienza maoista. Gli stessi successi economici della Repubblica Popolare, dallo sviluppo delle forze produttive all\u2019uscita della povert\u00e0 (o come preferisco dire io <em>entrata nella Storia<\/em>) di 800 milioni di poveri assoluti nell\u2019arco di 40 anni avrebbero in realt\u00e0 poco a che fare con lo spirito comunista inteso in quanto <em>comunit\u00e0 universale di libere individualit\u00e0<\/em>. Vi \u00e8 sicuramente una influenza di <a href=\"http:\/\/www.kelebekler.com\/occ\/mao01.htm\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Costanzo Preve<\/a>, pi\u00f9 volte citato all\u2019interno del testo, in questa interpretazione del marxismo in chiave <em>idealistica<\/em><a href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2021\/07\/05\/cina-lo-sguardo-di-nenni-e-le-sfide-di-oggi\/#_ftn5\">[5]<\/a> che nega l\u2019essenza comunista della Cina contemporanea. Validi nomi, tra cui gli italiani Domenico Losurdo e Vladimiro Giacch\u00e9, autore di un notevole contributo sul tema<a href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2021\/07\/05\/cina-lo-sguardo-di-nenni-e-le-sfide-di-oggi\/#_ftn6\">[6]<\/a> la pensano diversamente. Sar\u00e0 quindi interessante vedere come si configurer\u00e0 la situazione da qui al 2049, anno in cui si prevede il raggiungimento dello \u201cstadio primario del socialismo\u201d: se quindi avverr\u00e0 l\u2019inesorabile scivolamento (per alcuni semplicemente relativa presa di coscienza del fatto avvenuto) verso il capitalismo, o se la sintesi tra teoria e prassi addotta per giustificare il \u201csocialismo di mercato\u201d superer\u00e0 le macroscopiche e affascinanti contraddizioni di un paese che gi\u00e0 adesso si pone come alternativa nel nascente mondo multipolare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\u201cPer il momento, almeno per chi scrive, \u00e8 sufficiente che sopravviva il sogno che un\u2019alternativa \u00e8 possibile.\u201d <a href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2021\/07\/05\/cina-lo-sguardo-di-nenni-e-le-sfide-di-oggi\/#_ftn7\">[7]<\/a><\/p>\n<hr class=\"wp-block-separator\" \/>\n<p><a href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2021\/07\/05\/cina-lo-sguardo-di-nenni-e-le-sfide-di-oggi\/#_ftnref1\">[1]<\/a> Bradanini, cit., p. 55<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2021\/07\/05\/cina-lo-sguardo-di-nenni-e-le-sfide-di-oggi\/#_ftnref2\">[2]<\/a> Bradanini, cit., p. 81<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2021\/07\/05\/cina-lo-sguardo-di-nenni-e-le-sfide-di-oggi\/#_ftnref3\">[3]<\/a> Bradanini, cit., p. 101. In un recente saggio, <em>La metamorfosi <\/em>(Laterza 2021) Luciano Canfora chiama tutto ci\u00f2 con una definizione consimile \u201cl\u2019internazionalismo dei benestanti\u201d<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2021\/07\/05\/cina-lo-sguardo-di-nenni-e-le-sfide-di-oggi\/#_ftnref4\">[4]<\/a> Bradanini, cit., p. 91<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2021\/07\/05\/cina-lo-sguardo-di-nenni-e-le-sfide-di-oggi\/#_ftnref5\">[5]<\/a> Bradanini, cit., p. 107<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2021\/07\/05\/cina-lo-sguardo-di-nenni-e-le-sfide-di-oggi\/#_ftnref6\">[6]<\/a> Vladimiro Giacch\u00e9, <em>L<\/em><strong><em>\u2019<\/em><\/strong><em>economia e la propriet\u00e0. Stato e mercato nella Cina contemporanea<\/em>, in Aa.Vv., <em>Pi\u00f9 vicina. La Cina del XXI secolo<\/em>, a cura di P. Ciofi, Roma, Bordeaux, 2020, pp. 11-71, consultabile <a href=\"https:\/\/www.academia.edu\/43258807\/Vladimiro_Giacch\u00e9_Leconomia_e_la_propriet\u00e0_Stato_e_mercato_nella_Cina_contemporanea_in_Aa_Vv_Pi\u00f9_vicina_La_Cina_del_XXI_secolo_a_cura_di_P_Ciofi_Roma_bordeaux_2020_pp_11_71\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">qui<\/a><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2021\/07\/05\/cina-lo-sguardo-di-nenni-e-le-sfide-di-oggi\/#_ftnref7\">[7]<\/a> Bradanini, cit., p. 93 e seguenti<\/p>\n<p><strong>Fonte: <a href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2021\/07\/05\/cina-lo-sguardo-di-nenni-e-le-sfide-di-oggi\/\">https:\/\/www.lafionda.org\/2021\/07\/05\/cina-lo-sguardo-di-nenni-e-le-sfide-di-oggi\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Di La Fionda (Leandro Cossu) Sembrerebbe che il moto della translatio imperi, esaurita la supremazia politica, economica (e si spera presto militare) degli Stati Uniti d\u2019America, sia in procinto di interrompersi per sempre, lasciando il posto a un mondo multipolare in cui pi\u00f9 stati possano offrirsi virtuosamente come poli egemonici. 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