{"id":66103,"date":"2021-07-07T09:30:53","date_gmt":"2021-07-07T07:30:53","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=66103"},"modified":"2021-07-06T21:34:05","modified_gmt":"2021-07-06T19:34:05","slug":"sea-breeze-la-nato-sfida-la-flotta-del-mar-nero","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=66103","title":{"rendered":"Sea Breeze: La NATO sfida la Flotta del Mar Nero"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>ANALISI DIFESA (Mirko Molteni)<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/65884f531f9e717c4cdff5a7760b9f1d.jpg\" alt=\"65884f531f9e717c4cdff5a7760b9f1d\" \/><\/p>\n<p>Poche settimane dopo che il presidente americano Joe Biden, al vertice NATO tenutosi a Bruxelles il 14 giugno 2021, ha riaffermato la volont\u00e0 di integrare l\u2019Ucraina nell\u2019alleanza, si sono concentrati in rapida sequenza episodi inquietanti mentre stavano per iniziare le grandi manovre navali \u201cSea Breeze\u201d nel Mar Nero. Il 23 giugno hanno fatto scalpore cannonate e bombe d\u2019avvertimento dei russi nei confronti del cacciatorpediniere britannico HMS Defender, avvicinatosi troppo al litorale della Crimea.<\/p>\n<p>Poi, il 27 giugno la BBC ha ottenuto e pubblicato documenti segreti del Ministero della Difesa di Londra, \u201csmarriti fin dal 22 giugno\u201d a una fermata di autobus del Kent e riguardanti proprio la missione della nave HMS Defender. Il 29 giugno gli olandesi hanno rivelato che gi\u00e0 il giorno 24, all\u2019indomani dell\u2019incidente dell\u2019HMS Defender, una loro nave pure essa presente nel Mar Nero, la fregata olandese HMNLS Evertsen, \u00e8 stata sorvolata da aerei russi.<\/p>\n<p>Intanto \u00e8 iniziata dal 28 giugno, con durata prevista fino al 10 luglio, la pi\u00f9 affollata edizione mai organizzata dell\u2019esercitazione Sea Breeze, che si svolge ogni anno dal 1997. Stavolta sono in campo ben 32 nazioni, anche di continenti ben lontani dal Mar Nero, con altrettante navi da guerra. E con la partecipazione dell\u2019Italia, mediante la fregata antisommergibile Virginio Fasan, transitata il 1\u00b0 luglio dal Bosforo e di cui Mosca ha gi\u00e0 dichiarato di tenere \u201csotto stretta sorveglianza\u201d le mosse.<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong><u>Frontiere evanescenti<\/u><\/strong><\/p>\n<p>Il quadro della situazione \u00e8 degno del pi\u00f9 classico scenario da \u201cguerra fredda\u201d e la dice lunga sul pessimo stato dei rapporti fra la Russia e le nazioni occidentali, sensibilmente peggiorati dal 20 gennaio 2021, quando alla presidenza degli Stati Uniti il \u201cmoralista\u201d Joe Biden \u00e8 subentrato al pragmatico Donald Trump.<\/p>\n<p>Fra i tanti nodi che dividono la Russia dagli Stati Uniti e dall\u2019Unione Europea, ad aggravarsi \u00e8 proprio uno dei pi\u00f9 potenzialmente dirompenti, cio\u00e8 la possibile adesione dell\u2019Ucraina alla NATO, che eliminerebbe un importante \u201ccuscinetto\u201d strategico lungo i confini occidentali russi.<\/p>\n<p>E non \u00e8 un caso l\u2019emergere di una nuova crisi avente il suo epicentro nel Mar Nero e le sue radici nella diversa valutazione dell\u2019appartenenza della penisola della Crimea.<\/p>\n<p>Nei giorni precedenti all\u2019inizio delle manovre \u201cSea Breeze 2021\u201d, gi\u00e0 diverse navi occidentali erano passate dal Bosforo entrando in quel mare quasi del tutto chiuso, che i russi considerano storicamente, non a torto, una loro \u201canticamera\u201d.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-145178 size-full alignleft\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/360w_q75.jpg\" alt=\"360w_q75\" width=\"360\" height=\"361\" \/><\/p>\n<p>Fin dal 1696 il giovane zar Pietro il Grande var\u00f2 proprio sul Mar d\u2019Azov (la piccola diramazione del Mar Nero delimitata dalle penisole di Kerc e di Taman) i primi vascelli della Marina Russa, iniziando ad affrontare la flotta dell\u2019allora ancora forte Impero Ottomano, poi nel 1783 la zarina Caterina la Grande mand\u00f2 le sue truppe a occupare la Crimea, in precedenza soggiogata ad un khanato vassallo dei turchi.<\/p>\n<p>La Crimea divent\u00f2 un caposaldo strategico della Russia, che la difese fra il 1853 e il 1856 dall\u2019alleanza fra Turchia, Gran Bretagna, Francia e Piemonte. Dopo la proclamazione dell\u2019Unione Sovietica nel 1924, appartenne alla Repubblica Sovietica Russa fino al 1954, quando Nikita Krushev la regal\u00f2 inopinatamente alla Repubblica Sovietica Ucraina, in segno di amicizia e coesione in seno all\u2019URSS.<\/p>\n<p>Non immaginava che quasi 40 anni pi\u00f9 tardi, nel dicembre 1991, l\u2019Unione Sovietica si sarebbe sfasciata, lasciando sul tappeto un contenzioso enorme per la presenza delle basi militari russe nella penisola, specie quella navale di Sebastopoli. Finch\u00e8 la nuova Ucraina indipendente era guidata da governi filorussi o neutrali, il contenzioso era sopito da un contratto d\u2019affitto per le forze russe a Sebastopoli.<\/p>\n<p>Ma nel marzo 2014, a seguito della rivolta filo-occidentale della piazza Maidan di Kiev, che ha segnato la fine della neutralit\u00e0 strategica ucraina, \u00e8 stato giocoforza per il presidente russo Vladimir Putin annettere la Crimea con un colpo di mano, irrobustito per\u00f2 dal plebiscito con cui la popolazione della penisola si \u00e8 dichiarata a larghissima maggioranza a favore del ritorno alla sovranit\u00e0 della Russia. Tuttavia, n\u00e9 Kiev, n\u00e9 le capitali occidentali hanno riconosciuto legalmente questo passaggio.<\/p>\n<p>E\u2019 su queste premesse, sul fatto cio\u00e8 che i russi considerano come proprie acque territoriali la fascia di 12 miglia marine che corre attorno alle coste della Crimea, che si \u00e8 originato l\u2019incidente dell\u2019HMS Defender, il quale \u00e8 stato molto probabilmente un messaggio deliberato nei confronti di Mosca per sondarne le reazioni.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-144836 size-full\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/119056041_finalmap.jpg\" alt=\"_119056041_finalmap\" width=\"976\" height=\"860\" \/><\/p>\n<p>Del resto, \u00e8 vero che i britannici sostengono di essersi attenuti alla posizione ufficiale dell\u2019alleata Ucraina, secondo cui le acque della Crimea sarebbero tuttora sotto la sovranit\u00e0 di Kiev, che, come i paesi occidentali, considera illegittima l\u2019annessione della penisola alla Russia. Ma \u00e8 anche vero che Mosca aveva in anticipo messo in guardia gli altri paesi da eventuali intrusioni. Dal 14 aprile 2021 il Ministero della Difesa russo ha decretato un divieto assoluto semestrale di transito di navi da guerra straniere in tre zone delle loro acque territoriali nel Mar Nero, con decorrenza a partire \u201cdalle 9.00 del 24 aprile, fino alle 9.00 del prossimo 31 ottobre\u201d.<\/p>\n<p>Per tutta risposta, l\u2019ingresso di navi occidentali, soprattutto anglo-americane, nel Mar Nero si era intensificato proprio a partire da aprile. Diverse unit\u00e0 si sono avvicendate negli ultimi mesi, finch\u00e8, nei giorni a ridosso del vertice NATO, fra 13 e 14 giugno, hanno passato gli stretti dei Dardanelli e del Bosforo, diretti al porto ucraino di Odessa, il cacciatorpediniere americano USS Laboon, della classe Arleigh Burke, la fregata olandese Evertsen, che appartiene alla classe De Zeven Provincien, e, appunto, il cacciatorpediniere britannico HMS Defender, esponente della classe Type 45 o Daring.<\/p>\n<p>L\u2019arrivo di queste navi ha segnato simbolicamente l\u2019inizio dei preparativi dell\u2019esercitazione \u201dSea Breeze 2021\u201d. I russi, come gi\u00e0 in altre occasioni, hanno concentrato la loro sorveglianza sull\u2019americana Laboon, che come tutte le unit\u00e0 della sua classe imbarca decine di missili da crociera BGM-109 Tomahawk che, nei sospetti di Mosca, potrebbero avere anche testata nucleare.<\/p>\n<p>Ma anche le altre unit\u00e0, pur mancando di una potenzialit\u00e0 strategica intrinseca come quella delle navi tipo Arleigh Burke, sono state tenute d\u2019occhio, in previsione di provocazioni nelle acque territoriali. Va inoltre tenuto presente che il blocco unilaterale della navigazione nelle acque della Crimea, decretato da Mosca per il citato semestre fra 24 aprile e 31 ottobre era seguito ad altre notizie preoccupanti.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><u>La sfida politica<\/u><\/strong><\/p>\n<p><u><\/u>Fin dallo scorso 24 marzo il presidente ucraino Volodimir Zelenskij ha varato un decreto per la \u201cstrategia di recupero delle terre occupate dalla Russia\u201d, ossia la Crimea e il Donbass. E il 2 aprile si \u00e8 avuto il primo colloquio telefonico fra Zelenskij e Biden, durante il quale l\u2019uomo della Casa Bianca ha spalleggiato il collega di Kiev parlando di \u201cprotratta aggressione russa in Crimea\u201d.<\/p>\n<p>Nei giorni seguenti si sono verificati ripetuti atterraggi di aerei militari americani da trasporto C-130J nella capitale ucraina, provenienti da basi NATO come quella di Ramstein, in Germania, e recanti a bordo persone o materiali non specificati, tanto per aumentare l\u2019incertezza percepita dai russi.<\/p>\n<p>Infine, il 14 giugno a Bruxelles, Biden ha ammesso di fronte agli alleati che l\u2019Ucraina, prima di aderire all\u2019alleanza atlantica, \u201cdeve ancora soddisfare alcuni requisiti e ripulirsi dalla corruzione\u201d.<\/p>\n<p>Ma ha anche in sostanza ribadito la prosecuzione del processo di integrazione militare con Kiev sostenendo che \u201cnon sarebbe un problema ammettere l\u2019Ucraina nella NATO anche se una parte del suo territorio \u00e8 occupata da forze russe\u201d.<\/p>\n<p>Con allusione alla Crimea e anche alla fascia di confine del Donbass, permeabile a invii di uomini e carri armati di Mosca in supporto ai secessionisti russofoni delle repubbliche ribelli di Donetsk e Lugansk, la cosiddetta Novorossija.<\/p>\n<p>E\u2019 palese che tutte queste premesse abbiano contribuito ad aumentare il nervosismo al Cremlino. Tantopi\u00f9 che, rispetto all\u2019amministrazione Trump, che pure aveva fornito agli ucraini missili anticarro Javelin, l\u2019attuale presidenza USA \u00e8 molto pi\u00f9 smaccatamente filo-Kiev, forse anche a causa degli affari ucraini di Hunter Biden, figlio del presidente USA, nella societ\u00e0 ucraina del gas Burisma, affari che gi\u00e0 nella campagna elettorale delle presidenziali americane del 2020 erano stati stigmatizzati da un Trump che invece, durante il suo mandato, aveva tenuto con Kiev un atteggiamento pi\u00f9 equilibrato.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><u>La diplomazia delle cannoniere<\/u><\/strong><\/p>\n<p>L\u2019episodio quasi bellico di mercoled\u00ec 23 giugno 2021, con la nave inglese oggetto di colpi russi, per quanto non mirati in senso letale, non nasce dunque dal nulla, ma da un retroterra molto profondo e complesso. Ricordiamo brevemente i puri fatti.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-144841 \" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/980x551-new_051dr150089037.jpg\" alt=\"980x551-new_051dr150089037\" width=\"816\" height=\"458\" \/><\/p>\n<p>Quella mattina, l\u2019HMS Defender (nelle foto sopra e sotto), al comando del capitano Vincent Owen, era salpata da Odessa diretta verso la base navale di Batumi, in quella Georgia che pure aspira allo status di membro NATO, nonostante la sua disastrosa guerra di con la Russia nel 2008 per il territorio dell\u2019Ossezia del Sud non sia certo garanzia di sicurezza e stabilit\u00e0, bens\u00ec non debba cessare di far riflettere i vertici dell\u2019alleanza.<\/p>\n<p>Operativa dal 2013, l\u2019HMS Defender, come le sue \u201csorelle\u201d classe Daring, \u00e8 una grande nave da circa 8500 tonnellate e lunga 152 metri, di quelle che, come le poco pi\u00f9 grosse Arleigh Burke americane, meriterebbero assai pi\u00f9 la denominazione di incrociatori che quella di cacciatorpediniere, ma comunque si tratta di un\u2019unit\u00e0 prettamente tattica, il cui armamento privilegia la componente antiaerea, con missili Aster 15 e Aster 30, pi\u00f9 una minore componente antinave, con missili Harpoon, oltre ad alcuni cannoni di piccolo calibro.<\/p>\n<p>Non \u00e8 certo un\u2019unit\u00e0 suscettibile di trasportare, anche solo in via ipotetica, armi nucleari, ma agli occhi dei russi questa differenza tecnica non contava poich\u00e9 il principio che li ha indotti ad agire \u00e8 stata la pura e semplice violazione di ci\u00f2 che secondo loro sono ormai le acque territoriali russe.<\/p>\n<p>Stando a quanto dichiarato da Mosca dopo l\u2019incidente, alle 11.52 del 23 giugno l\u2019HMS Defender \u00e8 entrata nelle acque territoriali afferenti la Crimea spingendosi per circa 2 miglia marine (3,7 km) al di l\u00e0 la linea delle 12 miglia. In quel momento la nave stava in pratica sfiorando la Crimea nei pressi di Capo Fiolent.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-144838 \" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/980x551-new_mu180021006.jpg\" alt=\"980x551-new_mu180021006\" width=\"820\" height=\"460\" \/><\/p>\n<p>Una volta rilevata la violazione di confine coi radar, i russi hanno reagito nel giro di pochi minuti. Fra le 12.06 e le 12.08 sono intervenute navi di pattuglia della Guardia Costiera Confinaria russa, che fa parte del servizio segreto interno FSB, in parole povere l\u2019ex-KGB.<\/p>\n<p>La Guardia Costiera dell\u2019FSB dispone di vari tipi di navi da pattuglia ed \u00e8 probabile che nell\u2019azione di intercettazione sia stata utilizzata una delle relativamente nuove unit\u00e0 classe Rubin (nella foto sotto), divenute operative a partire dal 2009 e che, su 14 esemplari finora completati ne vedono ben 6 assegnate al solo Mar Nero.<\/p>\n<p>Leggere, 630 tonnellate per 62 metri di lunghezza, le Rubin hanno un limitato armamento cannoniero, il cui pezzo principale pu\u00f2 essere una torretta con cannone AK-630 a canne rotanti da 30 mm oppure, in talune occasioni, un cannone A-220M da 57 mm.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-145185 \" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/Project_22460_patrol_vessel_Russian_Border_Guard_FSB.jpg\" alt=\"Project_22460_patrol_vessel_Russian_Border_Guard_FSB\" width=\"813\" height=\"610\" \/><\/p>\n<p>Comunque, le navi di pattuglia si sono avvicinate alla nave britannica trasmettendo ripetuti appelli radio perch\u00e8 lasciasse la zona. Poich\u00e8 il capitano Owen ignorava le richieste radio dei russi, una delle unit\u00e0 di pattuglia dell\u2019FSB si \u00e8 avvicinata fino a soli 100 metri dal cacciatorpediniere, sparando in acqua diversi colpi di cannone come eloquente avvertimento.<\/p>\n<p>Ma i proiettili navali non sono stati sufficienti, cos\u00ec alle 12.19 \u00e8 sopraggiunto un aereo da bombardamento, un classico Sukhoi Su-24M supersonico che ha sganciato in mare 4 bombe da 250 kg l\u2019una lungo la rotta dell\u2019HMS Defender. Il Su-24M (nella foto sotto) ha sorvolato il cacciatorpediniere inglese da bassissima quota, come testimonia un filmato girato in soggettiva dallo stesso equipaggio del bombardiere e diffuso dal giorno successivo dallo stesso ministro della Difesa russo, generale Sergei Shoigu.<\/p>\n<p>Dopo aver visto le enormi colonne d\u2019acqua delle esplosioni, alle 12.23 finalmente il capitano Owen si \u00e8 deciso ad abbandonare le acque reputate territoriali dai russi, venendo ancora sorvolata per ore da circa 20 aerei russi, che l\u2019hanno sorvegliata a lungo. Infine l\u2019HMS Defender \u00e8 approdata a Batumi il 26 giugno.<\/p>\n<p>Da Londra, il Ministero della Difesa ha subito minimizzato: \u201cLa nostra nave stava solo compiendo un innocente passaggio nelle acque ucraine, in accordo alle leggi internazionali\u201d. I britannici si sono appellati a una pura categoria giuridica senza nessuna concessione al realismo e al pragmatismo, essendo di fatto quelle acque divenute russe.<\/p>\n<p>Hanno semplicemente sostenuto che quelle acque erano ucraine e inoltre hanno utilizzato la definizione di \u201cinnocente passaggio\u201d che \u00e8 prevista dalla Convenzione ONU sulla Legge del Mare firmata nel 1982 a Montego Bay. Per \u201cinnocente passaggio\u201d vi \u00e8 definito il transito di una nave da guerra che non ponga minacce al paese rivierasco in quanto \u201cnon pregiudizievole della pace, del buon ordine o della sicurezza del paese costiero\u201d.<\/p>\n<p>Per giunta la Difesa britannica ha inizialmente ignorato la reazione russa sostenendo che \u201cnessun colpo \u00e8 stato diretto all\u2019 HMS Defender, non riconosciamo che le bombe erano dirette lungo la nostra rotta, credevamo i russi tenessero esercitazioni\u201d. Il ministro della Difesa Ben Wallace ha aggiunto: \u201cLa nostra nave era su una rotta di routine fra Odessa e la Georgia\u201d.<\/p>\n<p>Ma a smentire, sostanzialmente, la versione ufficiale del governo britannico \u00e8 arrivata subito la testimonianza di un corrispondente della BBC imbarcato sull\u2019HMS Defender.<\/p>\n<p>Il giornalista Johnatan Beale ha cos\u00ec descritto ci\u00f2 che ha visto coi suoi occhi quel giorno: \u201cL\u2019equipaggio era gi\u00e0 alle sue postazioni, quando si \u00e8 avvicinato all\u2019estremit\u00e0 meridionale della Crimea occupata dai russi. I sistemi d\u2019arma a bordo del cacciatorpediniere della Royal Navy erano gi\u00e0 stati caricati. Questa sarebbe una mossa deliberata per segnare un punto contro la Russia.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-144842 \" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/6.jpg\" alt=\"6\" width=\"796\" height=\"530\" \/><\/p>\n<p>L\u2019 HMS Defender stava navigando all\u2019interno del limite delle 12 miglia delle acque territoriali della Crimea. Il capitano ha insistito che stava solo cercando un passaggio sicuro attraverso una rotta marittima internazionalmente riconosciuta.<\/p>\n<p>Due navi della Guardia Costiera russa che stavano tallonando la nave da guerra della Royal Navy hanno tentato di forzarla a cambiare direzione. A un certo punto, uno dei vascelli russi si \u00e8 fatto sotto, fino a circa 100 metri. Alla radio si sono sentiti crescenti avvertimenti ostili, incluso uno che diceva: \u2018Se non cambierete rotta, aprir\u00f2 il fuoco\u2019.<\/p>\n<p>Abbiamo udito alcuni spari a distanza, ma sono stati creduti molto distanti. Quando l\u2019HMS Defender ha navigato attraverso la rotta, le hanno ronzato attorno aviogetti russi. Il capitano Vincent Owen ha detto che i radar della nave hanno rilevato pi\u00f9 di 20 aerei militari nelle vicinanze. Il comandante ha detto che la sua missione \u00e8 stata fiduciosa ma non conflittuale\u201d.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><u><\/u><strong><u>Una provocazione anglo-americana<\/u><\/strong><\/p>\n<p><u><\/u>La natura premeditata dell\u2019intrusione britannica \u00e8 stata in parte confermata dal reporter Beale e a maggior ragione, come vedremo fra poco, dai documenti segreti del Ministero della Difesa inglese misteriosamente trovati da un anonimo cittadino e pubblicati dalla BBC. Ma una ulteriore conferma, a cui accenniamo subito, sarebbe rappresentata, secondo il presidente russo Putin, dalla presenza nei paraggi di un \u201caereo da ricognizione americano\u201d che in pratica spalleggiava l\u2019HMS Defender.<\/p>\n<p>Lo \u201czar\u201d \u00e8 intervenuto sullo spinoso tema il 30 giugno, durante un\u2019ampia intervista televisiva alla rete nazionale russa, e ha espresso senza infingimenti il suo punto di vista: \u201cE\u2019 stata una provocazione. E non solo i britannici, ma anche gli americani vi hanno preso parte.<\/p>\n<p>C\u2019era nella zona un aereo da ricognizione americano decollato da una base in Grecia, dall\u2019isola di Creta, per monitorare la reazione russa. Perch\u00e9 fare questo? Per dimostrare che non riconosci la Crimea? Non la riconosci, ma perch\u00e9 provocare?\u201d.<\/p>\n<p>Putin ha poi concluso: \u201cAnche se avessimo affondato la nave, sarebbe tuttavia difficile immaginare che il mondo sarebbe finito sull\u2019orlo della Terza Guerra Mondiale, perch\u00e8 l\u2019Occidente sa di non poterla vincere\u201d. L\u2019accenno di Putin a un \u201cricognitore americano\u201d decollato probabilmente da Creta \u00e8 molto interessante.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-145182 size-full\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/Flightline2_0.jpg\" alt=\"Flightline2_0\" width=\"1200\" height=\"773\" \/><\/p>\n<p>Non ne \u00e8 stato specificato il tipo, ma si sa che dalla base di Suda, nell\u2019isola di Creta, operano spesso i grossi quadrimotori a turboelica\u00a0<a href=\"https:\/\/www.navair.navy.mil\/product\/EP-3E-Aries-II\">Lockheed EP-3E Orion\/ARIES<\/a>\u00a0(Airborne Reconnaissance Integrated Electronic System \u2013 nella foto sopra)) che vigilano non solo sul Mediterraneo, ma si spingono fin sopra il Mar Nero. Un\u2019altra possibilit\u00e0 \u00e8 che gli americani abbiano utilizzato come \u201cangelo custode\u201d dell\u2019HMS Defender un Boeing P-8A Poseidon, un tipo di velivolo che per\u00f2 normalmente la US Navy tiene di base a Rota, in Spagna, o a Sigonella, in Sicilia, sebbene non sia da escludersi che i Poseidon facciano scali intermedi a Suda per rifornimenti o necessit\u00e0 operative.<\/p>\n<p>E\u2019 credibile che gli Stati Uniti possano aver concordato con la Gran Bretagna un\u2019azione coordinata per testare la prontezza, militare e anche decisionale, dei russi nel reagire a violazioni delle acque della Crimea. In tal caso, a seconda del tipo di velivolo impiegato sarebbe stato diverso il tipo di funzione a esso assegnata nella missione. Nel caso di un EP-3E, abbiamo infatti un aereo da spionaggio elettronico, o ELINT (Electronic Intelligence) in grado con la sua ampia dotazione di sensori di bordo di captare e analizzare ogni pi\u00f9 piccola emissione elettromagnetica avversaria, dalle frequenze radar alle comunicazioni, alle frequenze su cui lavorano le armi teleguidate.<\/p>\n<p>L\u2019EP-3E Aries \u00e8 per\u00f2 disarmato e la sua funzione avrebbe potuto essere solo di testimone-chiave di una possibile aggressione russa all\u2019HMS Defender, analizzandone ogni pi\u00f9 minuto dettaglio, ma senza poterla aiutare fattivamente. Il\u00a0<a href=\"https:\/\/www.boeing.com\/defense\/maritime-surveillance\/p-8-poseidon\/index.page\">P-8A Poseidon<\/a>\u00a0(nella foto sotto) \u00e8 invece un velivolo da pattugliamento marittimo armato con sistemi antinave e antisommergibile, fra i quali siluri Mark 54 e missili Harpoon, pertanto avrebbe potuto eventualmente intervenire, almeno contro unit\u00e0 navali, nel caso di un combattimento.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-145183 \" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/p-8_poseidon_gallery_lrg_07_960.jpg\" alt=\"p-8_poseidon_gallery_lrg_07_960\" width=\"816\" height=\"543\" \/><\/p>\n<p>A proposito delle affermazioni di Putin, la portavoce del Comando Europeo USA, il capitano della Marina Wendy Snyder si \u00e8 limitata ad ammettere la consueta presenza di aerei americani sul Mar Nero, come accade da decenni: \u201cS\u00ec, avevamo aerei in operazioni e stavamo osservando ogni cosa nella regione del Mar Nero, come facciamo sempre\u201d.<\/p>\n<p>Ha per\u00f2 smentito uno scenario da provocazione premeditata e congiunta Stati Uniti-Gran Bretagna. Se per\u00f2 non \u00e8 comprovato, finora, un ruolo americano, lo sbalorditivo episodio dei documenti smarriti conferma che almeno gli inglesi avevano fin dall\u2019inizio progettato di stuzzicare l\u2019orso russo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><u>Un fascicolo \u201ctop secrete\u201d dal nulla<\/u><\/strong><\/p>\n<p>Due giorni dopo la scaramuccia di Capo Fiolent, il 25 giugno, \u00e8 intervenuto il Capo di Stato Maggiore della Difesa britannica, il generale Nick Carter, che ha direttamente accusato i russi di aver condotto \u201cun gioco del gatto col topo\u201d, giudicando l\u2019episodio \u201cun classico esempio di battaglia fra diverse narrative\u201d. Ha aggiunto inoltre, dando un tocco melodrammatico:<\/p>\n<p>\u201cLa cosa che mi tiene sveglio di notte nel letto \u00e8 l\u2019idea di un errore di calcolo dovuta a un\u2019escalation. Il tipo di evento che abbiamo visto mercoled\u00ec nel Mar Nero \u00e8 il tipo di cose da cui ci\u00f2 pu\u00f2 originarsi\u201d.<\/p>\n<p>Per ironia, la \u201cbattaglia delle narrative\u201d evocata dal generale Carter era destinata un paio di giorni dopo a infiammarsi ulteriormente dopo la rivelazione di documenti riservati, stando ai quali sarebbe stata proprio la Gran Bretagna a orchestrare una sorta di \u201cgioco del gatto col topo\u201d, o meglio con l\u2019orso, il che \u00e8 evidentemente assai pi\u00f9 pericoloso.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-145188 alignleft\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/download-1.jpg\" alt=\"download\" width=\"458\" height=\"305\" \/><\/p>\n<p>Domenica 27 giugno la BBC dava notizia del fatto che fin da marted\u00ec 22 giugno, cio\u00e8 un giorno prima dell\u2019incidente dell\u2019HMS Defender, un \u201ccittadino che vuol rimanere anonimo\u201d aveva ritrovato per caso \u201cdietro a una fermata dell\u2019autobus del Kent\u201d un documento riservato del Ministero della Difesa.<\/p>\n<p>Era un fascicolo di 50 pagine che conteneva vari rapporti stampati da presentazioni informatiche in power point su diversi temi, fra cui anche la crociera dell\u2019HMS Defender. Il cittadino avrebbe, incredibilmente, trovato il plico frammisto a \u201ccartaccia fradicia\u201d che stava dietro la pensilina della fermata e poi, \u201cresosi conto dell\u2019importanza del materiale\u201d, lo ha fatto avere alla BBC. A quanto riportato dal maggior organo d\u2019informazione britannico, i rapporti sono stati preparati presso la sede del Permanent Joint Headquarters (PJHQ) di Northwood, sobborgo Nord di Londra.<\/p>\n<p>Si tratta del Quartier Generale interforze che ha la supervisione su tutte le missioni militari britanniche all\u2019estero e che \u00e8 attualmente comandato dal viceammiraglio Sir Ben Key. Un consesso, quindi, di altissimo livello che si \u00e8 occupato direttamente della pianificazione della missione dell\u2019HMS Defender, denominata in codice \u201cOperazione Ditroite\u201d e avente lo scopo preciso di studiare le possibili reazioni russe allo sfiorare la costa della Crimea. Il documento \u00e8 in sostanza sbucato a sorpresa, si pu\u00f2 dire \u201cdal nulla\u201d, spiazzando totalmente il governo britannico, sia in relazione ai fatti del Mar Nero, sia, pi\u00f9 in generale per aver mostrato una pericolosa falla nella riservatezza.<\/p>\n<p>Da ci\u00f2 che si evince dalle carte, il presupposto da cui sono partiti gli alti ufficiali del PJHQ \u00e8 stata la constatazione che il comportamento tenuto nei giorni precedenti dalle forze russe in Siria all\u2019arrivo della squadra della portaerei HMS Queen Elizabeth (belle foto sopra e sotto) non \u00e8 stato \u201cdegno di nota\u201d e \u201cin linea con le aspettative\u201d, ovvero relativamente tranquillo.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-145190 size-full\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/ukcarrgr.jpg\" alt=\"ukcarrgr\" width=\"1000\" height=\"580\" \/><\/p>\n<p>Come noto, la nuova portaerei britannica ha iniziato la sua lunga crociera fin dal 22 maggio da Portsmouth e nei prossimi mesi, attraverso il canale di Suez e l\u2019oceano Indiano, arriver\u00e0 fino al Pacifico, dove parteciper\u00e0 al contenimento aeronavale della Cina con manovre congiunte con gli alleati della regione. Ma mentre staziona ancora nel Mediterraneo si \u00e8 portata davanti alla Siria e ha inviato i suoi F-35 a bombardare posizioni dell\u2019ISIS.<\/p>\n<p>I russi, inizialmente, hanno attuato una sorveglianza considerata di routine e definita \u201cunremarkable\u201d nel documento inglese. In effetti, solo dopo l\u2019incidente dell0\u2019HMS Defender, il 25 giugno, hanno mobilitato in quel settore maggiori forze per inquietare la squadra della Queen Elizabeth, per esempio tre bombardieri antinave Tupolev Tu-22M3 e due caccia Mig-31 armati di missili ipersonici Kinzhal inviati quel giorno nella base siriana di Hmeimm-Latakia.<\/p>\n<p>Il documento spiega che gli ufficiali del PJHQ, stando alla BBC, \u201csapevano che questa situazione sarebbe presto cambiata\u201d, cio\u00e8 che le forze russe avrebbero potuto aumentare in intensit\u00e0 le loro reazioni ai movimenti aeronavali occidentali. Il rapporto \u201csegreto\u201d recita: \u201cIn conseguenza della transizione da un\u2019attivit\u00e0 di ingaggio della difesa a un\u2019attivit\u00e0 operativa, \u00e8 altamente probabile che le interazioni della Marina Russa e delle Forze Aerospaziali Russe diventeranno pi\u00f9 frequenti e assertive\u201d.<\/p>\n<p>A questo punto, gli ufficiali avrebbero escogitato il passaggio dell\u2019HMS Defender presso un territorio \u201cscottante\u201d come la Crimea per eseguire una sorta di test. La missione sarebbe avvenuta come un \u201cpassaggio innocente\u201d in acque territoriali dell\u2019alleata Ucraina, come poi \u00e8 stato rivendicato da Londra, che prevedeva cannoni coperti e l\u2019elicottero in dotazione alla nave, ben chiuso nel suo hangar.<\/p>\n<p>Il documento prevedeva per la nave due possibili rotte, una molto lontana dalle acque territoriali crimeane, tuttavia scartata perch\u00e8 avrebbe dato l\u2019impressione che \u201cla Gran Bretagna si facesse spaventare e accettasse implicitamente la pertinenza russa di quelle acque\u201d. E\u2019 stata cos\u00ec scelta la rotta pi\u00f9 audace, e provocatoria, definita \u201cun transito diretto e professionale da Odessa a Batumi\u201d attraverso una TSS, cio\u00e8 Traffic Separation Scheme, ossia un sistema internazionale di catalogazione delle rotte marittime pi\u00f9 battute, rasente alla Crimea Sudoccidentale. Ci\u00f2 che si \u00e8 verificato.<\/p>\n<p>Gli ufficiali si aspettavano una gamma di possibili reazioni russe che andava dalla \u201csicura e professionale\u201d alla \u201cn\u00e8 sicura, n\u00e9 professionale\u201d, eufemismo per indicare un probabile scontro armato o collisione. La BBC e il resto della stampa britannica non hanno citato che poche parole del documento, evitando di dare dettagli per motivi di sicurezza.<\/p>\n<p>Certo \u00e8 che, alla notizia del ritrovamento, un imbarazzato Ministero della Difesa, sulle prime ha diramato un seccatissimo \u201csarebbe inappropriato commentare\u201d. Poi ha spiegato che \u201ci documenti sono stati smarriti da un alto funzionario ministeriale che ne ha subito denunciato la perdita\u201d. Al che, il Ministero avrebbe subito aperto un\u2019inchiesta sull\u2019accaduto, per il momento togliendo al funzionario \u201csbadato\u201d l\u2019autorizzazione ad accedere a materiale riservato.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-144845 \" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/BSP_848-JDW-12627.jpg\" alt=\"BSP_848-JDW-12627\" width=\"818\" height=\"545\" \/><\/p>\n<p>Sulle considerazioni circa i possibili retroscena di un cos\u00ec sospetto smarrimento di un fascicolo top secret, torneremo fra poco. Per ora \u00e8 importante notare la meccanica, da quel poco che si pu\u00f2 ricostruire da accenni sparsi al contenuto del plico, che ha originato la missione dell\u2019HMS Defender.<\/p>\n<p>Sembrerebbe perfino che i britannici si aspettassero reazioni pi\u00f9 forti dei russi in occasione dell\u2019arrivo della portaerei HMS Queen Elizabeth a ridosso delle acque siriane, ma che, in qualche modo delusi, abbiano deciso di effettuare un passo in pi\u00f9, ordinando all\u2019HMS Defender, gi\u00e0 nel Mar Nero da vari giorni, di sfidare l\u2019avversario sulla soglia della Crimea col triplice scopo di:<\/p>\n<ul>\n<li>sollevare il problema della sovranit\u00e0 della penisola, con un assist importante a Kiev,<\/li>\n<li>misurare in qualche modo l\u2019entit\u00e0 della risposta russa in termini di tempi e modi, forse anche con l\u2019eventuale assistenza di un aereo americano da ricognizione, come denunciato da Putin e infine<\/li>\n<li>porre di nuovo, politicamente, il problema della Russia \u201ccattiva\u201d, ribelle rispetto alle norme del diritto internazionale.<\/li>\n<\/ul>\n<p>Il punto C), in particolare, si presterebbe a essere degnamente inserito nella scia di episodi poco chiari che negli ultimi anni hanno offerto la possibilit\u00e0 di accusare Mosca di qualche misfatto, senza per\u00f2 prove decisive sulla sua colpevolezza. I due casi pi\u00f9 noti ascrivibili a tale interpretazione sono senza dubbio l\u2019avvelenamento mortale nel 2006, con polonio 210 radioattivo, dell\u2019ex-agente del KGB Alexander Litvinenko, rifugiato in Gran Bretagna come dissidente, e una dozzina d\u2019anni dopo un episodio quasi simile, sebbene non mortale, che ha visto nel 2018 l\u2019ex-agente del GRU, che era passato agli inglesi, Sergei Skripal e sua figlia Yulia intossicati da gas nervino Novichok a Salisbury e salvatisi in ospedale.<\/p>\n<p>Per non parlare dell\u2019avvelenamento del dissidente Alexej Navalny nel 2020, su cui sono leciti alcuni dubbi, poich\u00e9 se fosse stato davvero effettuato dai servizi segreti del Cremlino sarebbe stata un\u2019operazione alquanto maldestra e controproducente.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><u>I \u201csegreti\u201d di Londra<\/u><\/strong><\/p>\n<p>Tornando al contenuto del documento segreto britannico, esso non si limitava all\u2019organizzazione della missione dell\u2019HMS Defender, ma toccava altri temi, come l\u2019export di armamenti britannico, la politica dell\u2019OCCAR, l\u2019organizzazione europea per la cooperazione negli armamenti, che prende la sua sigla dal francese Organisation Conjointe de Coop\u00e9ration en mati\u00e8re d\u2019ARmement, e il ritiro delle truppe britanniche dall\u2019Afghanistan.<\/p>\n<p>Per inciso, secondo il documento, il ministro della Difesa Wallace sarebbe preoccupato del fatto che nella gestione dell\u2019OCCAR, i cui sei membri sono Gran Bretagna, Francia, Germania, Italia, Belgio e Spagna, non dovrebbe intromettersi la Commissione Europea, trattandosi di un organo strategico su cui non dovrebbe influire l\u2019uscita di Londra dall\u2019Unione Europea.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-144840 \" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/119063668_mediaitem119063667.jpg\" alt=\"_119063668_mediaitem119063667\" width=\"797\" height=\"448\" \/><\/p>\n<p>In particolare, Wallace avrebbe usato espressioni come: \u201cL\u2019OCCAR non deve essere dirottato dall\u2019entrismo (cio\u00e8 dall\u2019infiltrazione) della Commissione Europea\u201d.<\/p>\n<p>Riguardo all\u2019Afghanistan si rileva come sia opportuno un ritiro nel pi\u00f9 breve tempo possibile, pur esaminando la possibilit\u00e0, o meno, di lasciare nel paese, forse, nuclei di forze speciali. Si rileva comunque: \u201cOgni presenza britannica che rimanga in Afghanistan sar\u00e0 vulnerabile ad attacchi da parte di una complessa rete di attori e l\u2019opzione del ritiro completo, rimane.<\/p>\n<p>Nessun britannico \u00e8 stato ucciso dopo gli accordi del 2020 fra americani e talebani, ma la situazione pu\u00f2 cambiare\u201d.<\/p>\n<p>Non mancano valutazioni sull\u2019atteggiamento del presidente USA Biden nei confronti della Cina e pi\u00f9 in generale della strategia nella regione Indo-Pacifico, laddove si rimarca che \u201cc\u2019\u00e8 ancora molta continuit\u00e0 con la precedente amministrazione\u201d.<\/p>\n<p>In sostanza gli alti comandi britannici approvano la prosecuzione sotto Biden del pugno duro con la Cina, dal punto di vista aeronavale, gi\u00e0 esercitato da Trump e la prova concreta \u00e8 appunto la meta finale della flottiglia della Queen Elizabeth in Estremo Oriente.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><u><\/u><strong><u>Gli agenti sbadati dell\u2019intelligence?<\/u><\/strong><\/p>\n<p>Considerato che molte parti del plico erano, a quanto si dice, addirittura vergate con la scritta \u201cSecret UK Eyes Only\u201d e indirizzate alla segreteria del ministro della Difesa Wallace, ci si chiede come sia stato possibile una simile \u201cfuga\u201d di informazioni. E\u2019 davvero da credere che un funzionario della Difesa abbia semplicemente smarrito, per pura distrazione, il fascicolo a una fermata di autobus?<\/p>\n<p>A detta del governo di Londra, il ministero doveva gi\u00e0 sapere fin dal 22 giugno della perdita dei documenti, se \u00e8 vero che il funzionario stesso l\u2019ha segnalato. Per diversi giorni, mentre si consumava l\u2019episodio dell\u2019HMS Defender, nessuno ha rivelato nulla, finch\u00e8 lo scoop della BBC, imboccata da un \u201cprivato cittadino anonimo\u201d che avrebbe trovato il plico, ha portato l\u2019incidente sotto gli occhi del pubblico.<\/p>\n<p>Non \u00e8 da escludere a priori l\u2019ipotesi che l\u2019ipotesi del funzionario sbadato possa essere una sorta di toppa per mascherare la \u201ccaccia all\u2019infiltrato\u201d che magari sta scuotendo, nel pi\u00f9 rigoroso segreto, la Difesa inglese. Ma, se cos\u00ec fosse, perch\u00e8 mai una spia, indipendentemente dalla sua nazionalit\u00e0, avrebbe dovuto abbandonare deliberatamente un documento dietro una fermata di autobus?<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-145184 alignleft\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/images-360x245.jpg\" alt=\"images\" width=\"497\" height=\"338\" \/><\/p>\n<p>Nella storia dello spionaggio, fin dagli anni della Guerra Fredda, \u00e8 stata molto praticata, e probabilmente lo \u00e8 ancora, la cosiddetta \u201cDead Letter Box\u201d, letteralmente \u201ccassetta per lettere morta\u201d, da intendersi come un luogo concordato in cui nascondere documenti o materiale che poi verranno ritirati da un complice.<\/p>\n<p>Per esempio, verso il 1960 l\u2019agente del KGB Konon Molodij, infiltratosi in Inghilterra sotto falso nome Gordon Lonsdale, utilizzava il serbatoio dello sciacquone del gabinetto del cinema \u201cClassic\u201d di Baker Street, a Londra, come \u201ccassetta postale\u201d in cui far depositare alle sue talpe Harry Houghton ed Ethel Gee foto, disegni e microfilm dei sottomarini britannici e dei loro sonar e siluri, sviluppati dall\u2019azienda Underwater Weapons di Portland presso cui lavoravano i due traditori.<\/p>\n<p>Il materiale veniva avvolto in un profilattico ben chiuso, per proteggerlo dall\u2019acqua, e lasciato nello sciacquone del cinema, dove attendeva che, a giorni stabiliti, Molodij\/Lonsdale passasse a ritirarlo.<\/p>\n<p>In tempi pi\u00f9 recenti, il 18 febbraio 2001 una delle pi\u00f9 celebri talpe dei russi in America, l\u2019agente FBI Robert Hanssen, che passava informazioni al nuovo SVR erede del ramo estero del KGB, venne arrestato dai suoi colleghi presso il Foxstone Park in Virginia, dove si era appena recato a lasciare una busta di plastica contenente sette documenti cartacei e un dischetto informatico nella Dead Box Letter concordata con i russi, ovvero la trave arrugginita di un ponticello sopra il torrente Wolftrap che attraversa il parco. Gi\u00e0 sospettato e pedinato, Hanssen abbandon\u00f2 la busta sotto il ponticello e venne bloccato dall\u2019FBI pochi minuti dopo, quando aveva appena lasciato una striscia di nastro adesivo bianco sulla cancellata del parco come segnale agli agenti SVR che il materiale era sul posto.<\/p>\n<p>Questi sono solo due esempi di una pratica semplice ed efficace probabilmente diffusa ancora oggi e nel prevedibile futuro. Allo stesso modo, ma siamo nel campo delle congetture, si potrebbe pensare che il documento ritrovato il 22 giugno 2021 sia stato lasciato alla fermata dell\u2019autobus da una talpa al soldo di servizi segreti stranieri, sebbene una fermata di autobus sia forse un po\u2019 troppo trafficata per essere una vera Dead Box Letter.<\/p>\n<p>Ma \u00e8 un fatto che, finora, non sono state divulgate la localit\u00e0 precisa n\u00e9 le caratteristiche del luogo, si \u00e8 solo detto \u201cuna fermata bus nel Kent\u201d. Pu\u00f2 darsi che si sia comunque trattato di un luogo mediamente poco frequentato o con caratteristiche come muretti, siepi o altro che poteva facilitare un occultamento. A quel punto sarebbe bastato anche solo un disguido nell\u2019arrivo dell\u2019agente \u201ccontrollore\u201d della talpa per far saltare o ritardare il prelievo del plico abbastanza da favorirne il ritrovamento da parte dell\u2019anonimo cittadino. Sempre che, proprio l\u2019anonimo cittadino che ha recapitato tutto alla BBC non sia stato parte di un piano per far emergere, dal punto di vista di Mosca, la malafede britannica nei casi della Crimea.<\/p>\n<p>D\u2019altronde, episodi sospetti simili si sono gi\u00e0 verificati in Gran Bretagna. Sull\u2019onda delle rivelazioni della BBC, il 29 giugno la testata Kent on Line ha intervistato il 73enne Victor Smith, che \u201cnegli anni attorno al 1980\u201d, mentre camminava sulla strada A2 fra Pepperhill e Gravesend trov\u00f2 per caso \u201cdue o tre borse che contenevano documenti con dettagli tecnici segreti su navi e sottomarini\u201d.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-145181 alignleft\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/download.jpg\" alt=\"download\" width=\"432\" height=\"233\" \/><\/p>\n<p>Smith chiam\u00f2 la polizia e a loro consegn\u00f2 il tutto. Molti anni dopo, il 21 settembre 2004, la Metropolitan Police di Londra avvi\u00f2 un\u2019inchiesta interna dopo che, nei giorni precedenti, un lavoratore pendolare sul treno fra Londra e Gravesend trov\u00f2 abbandonato sui sedili della sua carrozza un sacchetto che conteneva un CD-ROM su cui era memorizzato un documento riservato di 68 pagine.<\/p>\n<p>Era il piano segreto per l\u2019evacuazione di massa di Londra in caso di grave attacco terroristico, intitolato Operation Sassoon \u2013 Metropolitan Police Traffic Plan for the Mass Evacuation of London.<\/p>\n<p>Tutto ci\u00f2, certamente, contribuisce a tenere viva in Gran Bretagna la paranoia per le spie, vere o presunte. Del resto, il Regno Unito \u00e8 gi\u00e0 stato scottato, forse per sempre, dalla incredibile avventura dei \u201cmagnifici cinque di Cambridge\u201d, i cinque infiltrati britannici eccellenti dello spionaggio sovietico.<\/p>\n<p>Il pi\u00f9 famoso fu Kim Philby, reclutato dai sovietici nel 1933 e protagonista di una incredibile carriera incistato nel seno stesso del servizio segreto inglese MI6, finch\u00e8, smascherato nel 1963 fugg\u00ec a Mosca dove mor\u00ec nel 1988. Gli altri del cerchio \u201cCambridge Five\u201d, tutti arrivati ad alti livelli come funzionari di governo, furono, per la cronaca, Guy Burgess, Donald Maclean, Anthony Blunt e John Cairncross, quest\u2019ultimo rivelato al pubblico solo nel 1990. Ci sono quindi tutte le basi per sospettare che dietro l\u2019abbandono di carte top secret a una fermata di autobus ci sia stato molto pi\u00f9 che una incredibile dabbenaggine.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><u>Un mare affollato<\/u><\/strong><\/p>\n<p>Mentre nell\u2019ombra probabilmente si pongono le basi per nuove scelte future, alla luce del sole sono iniziate dal 28 giugno le manovre \u201cSea Breeze 2021! che vedono la partecipazione di ben 32 paesi, con 32 unit\u00e0 navali, 40 aerei e 5000 uomini. Fra le nazioni principali, oltre a Stati Uniti, Ucraina, Gran Bretagna e Turchia, spiccano Bulgaria, Georgia, Moldova, Romania, Estonia, Polonia, ma anche Italia, Grecia, vari altri paesi NATO e perfino nazioni che col Mar Nero nulla c\u2019entrano, come Giappone, Senegal, Australia, Marocco, per citarne solo alcune.<\/p>\n<p>Se si considera che la \u201cSea Breeze del 2020! aveva visto solo 8 paesi, ossia USA, Ucraina, Bulgaria, Georgia, Romania, Spagna e Turchia, possiamo ben parlare di \u201cedizione record\u201d. Le manovre dureranno fino al 10 luglio e il fronte delle flotte alleate si \u00e8 rafforzato con l\u2019arrivo di nuove unit\u00e0, come il cacciatorpediniere americano Ross, passato dal Bosforo il 26 giugno.<\/p>\n<p>Il Ross \u00e8 l\u2019ennesimo cacciatorpediniere classe Arleigh Burke a entrare nel Mar Nero e, come gi\u00e0 lo USS Laboon (nella foto sotto) e altre unit\u00e0 gemelle in precedenza \u00e8 particolarmente nel mirino di Mosca per il suo carico di missili Tomahawk suscettibili di impiego nucleare.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-145180 \" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/1996266_0_159_2100_1340_1920x0_80_0_0_50c9650beea22e84cddedaf16408d1cd.jpg\" alt=\"1996266_0_159_2100_1340_1920x0_80_0_0_50c9650beea22e84cddedaf16408d1cd\" width=\"818\" height=\"460\" \/><\/p>\n<p>Del resto i grossi cacciatorpediniere sulle 8000-9000 tonnellate fanno gi\u00e0 parte, per quelle acque, della \u201cfascia alta\u201d del naviglio militare straniero per un motivo molto semplice, che la Convenzione di Montreux del 1936, che regola l\u2019accesso dagli stretti dei Dardanelli e del Bosforo, limita a 15.000 tonnellate il dislocamento complessivo di navi da guerra di paesi non rivieraschi del Mar Nero e vieta il passaggio a sottomarini e a portaerei che non appartengano a paesi rivieraschi.<\/p>\n<p>Gli americani, in sostanza, non potranno comunque mai inviare in quel bacino unit\u00e0 grandi come una portaerei classe Nimitz o un sottomarino da attacco o SLBM. Il 28 giugno il Ross \u00e8 arrivato alla base navale ucraina di Odessa, dove ancora stazionava qualche giorno dopo, e Washington ha cos\u00ec potuto fugare il 30 giugno voci di una imminente crociera del cacciatorpediniere diretta ancora verso le coste della Crimea.<\/p>\n<p>I russi hanno da giorni intensificato la sorveglianza un po\u2019 su tutta la flotta combinata NATO-associati e il 30 giugno la ministra della Difesa olandese Ank Bijleveld-Schouten ha rivelato che la fregata HMNLS Evertsen \u00e8 stata sorvolata ripetutamente da aerei da combattimento russi gi\u00e0 il 24 giugno, il giorno successivo all\u2019incidente dell\u2019HMS Defender.<\/p>\n<p>Nella fattispecie si sarebbe trattato di un Sukhoi Su-24M e di un Sukhoi Su-30, che sono intervenuti, secondo i russi, per impedire all\u2019 HMNLS Evertsen (nella foto sotto mentre attraversa il Bosforo), che stava navigando in acque neutrali a sudest della Crimea, di dirigersi verso Nord, verso lo stretto di Kerch chiuso fra due promontori russi, permettendo a Mosca di bloccare completamente l\u2019accesso al Mar D\u2019Azov.<\/p>\n<p>La fregata HMNLS Evertsen e il cacciatorpediniere HMS Defender<a href=\"https:\/\/news.usni.org\/2021\/07\/02\/warships-hms-defender-hnlm-evertsen-leave-black-sea\">\u00a0hanno lasciato il Mar Nero a inizio luglio<\/a>\u00a0per ricongiungersi con il Carrier Strike Group britannico guidato dalla portaerei HMS Queen Elizabeth.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-145177 \" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/3W34P6KRCRK45ECDISI4DQYG3I.jpg\" alt=\"3W34P6KRCRK45ECDISI4DQYG3I\" width=\"815\" height=\"543\" \/><\/p>\n<p>La ministra olandese\u00a0<a href=\"https:\/\/www.reuters.com\/world\/europe\/dutch-defence-ministry-says-russian-jets-harassed-frigate-black-sea-2021-06-29\/\">Bijleveld-Schouten ha criticato la manovra degli aerei russi<\/a>\u00a0sostenendo che \u201cla Evertsen ha tutto il diritto di navigare la\u2019, non c\u2019\u00e8 alcuna giustificazione per questo tipo di atto aggressivo, che accresce senza necessit\u00e0 le possibilit\u00e0 di incidenti\u201d.<\/p>\n<p>Le ha per\u00f2 ribattuto il 1\u00b0 luglio la portavoce del Ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova: \u201cConsiderato che l\u2019incidente con la nave olandese \u00e8 accaduto il giorno successivo a quello con l\u2019unit\u00e0 britannica, non posso mancare di notare che l\u2019unit\u00e0 olandese ha agito in modo coordinato con la NATO e con l\u2019unit\u00e0 britannica, il che ci fa concludere che anche le manovre pericolose della nave olandese sono state una deliberata provocazione\u201d.<\/p>\n<p>La Zakharova ha inoltre sostenuto che \u201cle esercitazioni sono chiaramente anti-russe e uno schieramento di tale portata vicino ai nostri confini evoca da parte nostra una reazione, Washington e i suoi alleati stanno trasformando il Mar Nero da area di cooperazione a zona di stallo militare\u201d.<\/p>\n<p>Nel frattempo il portavoce militare della Flotta Russa del Mar Nero, capitano Alexei Rulyov, ha annunciato che le batterie antiaeree missilistiche di sistemi S-400 stanziate in Crimea sono state preparate all\u2019azione dopo un addestramento per calibrare la captazione dei bersagli e il controllo di fuoco, grazie a esercitazioni congiunte con le squadriglie aeree.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-144843 \" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/Su-24M-at-Hmeymim-airbase-TASS.jpg\" alt=\"Su-24M-at-Hmeymim-airbase-TASS\" width=\"820\" height=\"564\" \/><\/p>\n<p>Ha spiegato: \u201cGli equipaggi di aerei ed elicotteri della Flotta del Mar Nero e le formazioni d\u2019aviazione del Distretto Militare Meridionale si sono allenati insieme ai battaglioni di missili antiaerei S-400 e a unit\u00e0 di semoventi antiaerei Pantsir in un\u2019esercitazione di prontezza operativa delle difese della Crimea\u201d. In aria sono stati utilizzati bombardieri Sukhoi Su-24, caccia Su-27 e Su-30 ed elicotteri Mil Mi-8 e Kamov Ka-27.<\/p>\n<p>Le manovre a guida americana, cos\u00ec, proseguono in un\u2019area sempre pi\u00f9 critica, come testimonia anche l\u2019oscuro fatto del documento segreto britannico, a indicare retroscena ignoti.<\/p>\n<p>Dal 1\u00b0 luglio, inoltre, \u00e8 arrivata nella zona anche una nave italiana, che sancisce la partecipazione del nostro paese alla \u201cSea Breeze 2021\u201d. Si tratta della fregata Virginio Fasan (nella foto sotto), una unit\u00e0 classe Bergamini che \u00e8 stata la prima nave di quel tipo ad essere adattata nello specifico alla lotta antisommergibile. Varata nel 2012 alla Fincantieri di Riva Trigoso (Genova) ed entrata in servizio dal 2013, la Fasan \u00e8 lunga 145 metri e disloca 6900 tonnellate.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-145097 size-full\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/aa.jpg\" alt=\"aa\" width=\"800\" height=\"427\" \/><\/p>\n<p>Armata con missili antisommergibile Milas e antinave Teseo, la\u00a0fregata Fasan \u00e8<a href=\"https:\/\/www.marina.difesa.it\/media-cultura\/Notiziario-online\/Pagine\/20210702_italia_assume_comando_dello_standing_marittime_group_two.aspx\">\u00a0al comando\u00a0dello Standing NATO Maritime Group 2<\/a>\u00a0(SNMG2)\u00a0e il Ministero della Difesa di Mosca l\u2019ha citata esplicitamente il 1\u00b0 luglio, dichiarando che \u201cverr\u00e0 tenuta sotto stretta sorveglianza\u201d.<\/p>\n<p>Del resto, in questa lotta senza quartiere per conservare una residua fascia di sicurezza nell\u2019Europa Orientale, di fronte a una NATO che ha continuato a espandersi verso Est fino ormai a toccare i confini russi, il Cremlino non pu\u00f2 che irrigidire la sua posizione, specie se verr\u00e0 messo con le spalle al muro.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>FONTE:\u00a0 <a href=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/2021\/07\/sea-breeze-la-nato-sfida-la-flotta-del-mar-nero\/\">https:\/\/www.analisidifesa.it\/2021\/07\/sea-breeze-la-nato-sfida-la-flotta-del-mar-nero\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di ANALISI DIFESA (Mirko Molteni) &nbsp; Poche settimane dopo che il presidente americano Joe Biden, al vertice NATO tenutosi a Bruxelles il 14 giugno 2021, ha riaffermato la volont\u00e0 di integrare l\u2019Ucraina nell\u2019alleanza, si sono concentrati in rapida sequenza episodi inquietanti mentre stavano per iniziare le grandi manovre navali \u201cSea Breeze\u201d nel Mar Nero. Il 23 giugno hanno fatto scalpore cannonate e bombe d\u2019avvertimento dei russi nei confronti del cacciatorpediniere britannico HMS Defender, avvicinatosi troppo&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":101,"featured_media":34021,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[32],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/analisidifesa.png","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7ZaJ4-hcb","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/66103"}],"collection":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/101"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=66103"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/66103\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":66104,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/66103\/revisions\/66104"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/34021"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=66103"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=66103"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=66103"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}