{"id":66121,"date":"2021-07-08T10:00:32","date_gmt":"2021-07-08T08:00:32","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=66121"},"modified":"2021-07-07T13:54:32","modified_gmt":"2021-07-07T11:54:32","slug":"la-bandiera-in-ginocchio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=66121","title":{"rendered":"La bandiera in ginocchio"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\"><strong>di DIFESA ONLINE (Paolo Palumbo)<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-66122\" src=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/060721-Bandiera-300x265.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"265\" srcset=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/060721-Bandiera-300x265.jpg 300w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/060721-Bandiera.jpg 580w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Pare strano vedere, in questi giorni, la bandiera italiana sventolare fuori dai bar, sui balconi oppure penzolare da qualche finestra di appartamento. Pare un\u2019anomalia, ma ha un suo specifico richiamo: il calcio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ovviamente, in un paese dibattuto se inginocchiarsi o meno per una questione sulla quale non servirebbero gesti eclatanti, ma solo cultura e buon senso, la partita di pallone resta uno dei pochi eventi in cui il popolo italiano interpreta ancora con positivit\u00e0 i colori della propria bandiera. In questa baraonda di entusiasmo, provocato dagli undici di mister Mancini, anche il mondo politico \u00e8 in attesa di premiare i suoi eroi in calzoncini corti: qualsiasi sia il risultato, bene inteso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Per\u00f2 esiste un mondo, meno affollato, dove la bandiera tricolore cadenza i ritmi della giornata: dal mattino in cui viene issata su un pennone sulle note dell\u2019Inno nazionale, fino alla sera quando viene ammainata di fronte ad un picchetto tutt\u2019altro che inginocchiato, bens\u00ec sull\u2019attenti in segno di rispetto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Si parla del mondo militare dove, storicamente, la bandiera ha un valore assoluto, sopra ogni cosa; se poi parliamo della bandiera di guerra di un reggimento, allora per essa si pu\u00f2 anche morire.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Nelle guerre del passato, conquistare lo stendardo di un reparto avversario, equivaleva ad una vittoria senza precedenti, come del resto impedire che la stessa venisse catturata era questione di vita o di morte.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Lo stesso valore assume la bandiera di guerra quando viene portata in un \u201cteatro operativo\u201d, quasi a proteggere moralmente i soldati che la rappresentano. Cos\u00ec \u00e8 stato per tutti i reparti italiani che si sono avvicendati in Afghanistan per vent\u2019anni; impegnati in una missione che sembra gi\u00e0 cotta e pronta ad entrare in quell\u2019universo di oblio che ricorda tanto scenari gi\u00e0 vissuti nei secoli scorsi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">L\u2019Afghanistan, una guerra inconcludente, che per\u00f2 ha mietuto migliaia di vittime tra i civili e soldati di ISAF e Resolute Support. Tra questi anche molti italiani.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ora, che si voglia o meno parlare della valenza politica di un conflitto secolare dove i centri di potere contrapposti non hanno mai appreso nulla, pu\u00f2 anche andare bene. Tuttavia \u00e8 sacrosanto ricordare che le pedine di questi bizzarri giochi politici sono sempre loro, i soldati, e per questo vanno rispettati a prescindere dall\u2019ideologia scaturita da un conflitto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Sicuramente il rientro dei soldati italiani dalla missione Afghanistan meritava pi\u00f9 rispetto e il fatto che nessuna autorit\u00e0 politica si sia presentata ad accogliere il rientro della bandiera di guerra del 186\u00b0 reggimento paracadutisti \u00e8 un fatto davvero vergognoso, indegno e come sempre rivelante una mancanza, ormai cronica, di identit\u00e0 nazionale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Non si tratta di celebrare o glorificare qualcuno o qualcosa i cui simboli possono essere pi\u00f9 o meno condivisi (per carit\u00e0, ognuno \u00e8 libero di identificarsi con il tipo di nazione a cui si sente pi\u00f9 affine), ma solo di rispettare chi ha fatto qualcosa per il proprio paese in un ambito dove nessun risultato \u00e8 scevro dalla parola \u201csacrificio\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Siamo di fronte ad una classe politica amalgamata e conforme ad un perbenismo e politicamente corretto, il cui potere stravolge la realt\u00e0 e la rimodella secondo canoni prestabiliti da altri.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Percepiamo, da molto tempo, un mondo militare, quello italiano, che si sta affievolendo come una candela consumata dal vento e dove a rimanere in piedi sono sempre loro: i soldati.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Lo so, molti obietteranno come tra gli stessi militari, forse, non tutti abbiano bene in mente quale sia il vero significato della bandiera di guerra. Sono gli stessi detrattori che descrivono i soldati come semplici impiegati che al mattino timbrano la loro presenza in ufficio. Per l\u2019amor del cielo, sicuramente in mezzo alla massa di stellette c\u2019\u00e8 chi la vede cos\u00ec, interpretando uno dei lavori pi\u00f9 onorifici e onerosi del mondo, come un semplice impiego utile a raggiungere ad una pensione sicura. Pu\u00f2 darsi che, un caporale, un sergente o un colonnello possano permettersi un pensiero simile (anche se ho forti dubbi sul fatto che lo facciano), ma non devono farlo i rappresentanti del governo, vale a dire gli stessi omuncoli in giacca e cravatta che hanno deciso come, dove e quando mandare i nostri soldati ad assecondare la loro politica asservita ai voleri del pi\u00f9 muscoloso (asservimento \u00e8 ormai una termine dominante nella politica estera italiana).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\u00c8 questa la vera vergogna: una classe politica che, con la sua assenza, rinnega i suoi soldati al rientro da una missione voluta proprio da loro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Sembra davvero inutile spendere parole per qualcuno che resta insensibile davanti ad un significato troppo profondo per essere capito. Vedremo, quando il circo calcistico concluder\u00e0 le sue esibizioni, quanti saranno i politici affannati ad accogliere i valorosi azzurri al loro rientro in patria. Per carit\u00e0, lo meriteranno sicuramente, tuttavia \u00e8 sempre una questione di priorit\u00e0, di scala dei valori; di saper interpretare, in modo pi\u00f9 attento e coerente, quale sia il significato di \u201cnazione\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Credetemi, c\u2019\u00e8 una bella differenza tra rappresentare il tricolore su un cam dapo di calcio o difenderlo in una FOB afghana.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Fonte:\u00a0<\/strong><strong><a href=\"https:\/\/www.difesaonline.it\/evidenza\/editoriale\/la-bandiera-ginocchio\">https:\/\/www.difesaonline.it\/evidenza\/editoriale\/la-bandiera-ginocchio<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di DIFESA ONLINE (Paolo Palumbo) Pare strano vedere, in questi giorni, la bandiera italiana sventolare fuori dai bar, sui balconi oppure penzolare da qualche finestra di appartamento. Pare un\u2019anomalia, ma ha un suo specifico richiamo: il calcio. 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