{"id":66144,"date":"2021-07-09T08:30:08","date_gmt":"2021-07-09T06:30:08","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=66144"},"modified":"2021-07-08T22:02:39","modified_gmt":"2021-07-08T20:02:39","slug":"colpevoli-di-disoccupazione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=66144","title":{"rendered":"Colpevoli di disoccupazione"},"content":{"rendered":"<p><strong>Di: BLOG IL SIMPLICISSIMUS (Anna Lombroso)<\/strong><\/p>\n<p>Il giornalismo italiano \u00e8 sempre stato provinciale. E difatti uno dei passatempi preferiti dagli inviati dei giornaloni nelle grandi capitali consisteva nell\u2019informarci su tutto il male che pensava di noi l\u2019America, su come ci derideva la Francia, su come ci deplorava la Germania, invece di aggiornarci sui loro usi e costumi e sulla loro autobiografia nazionale.<\/p>\n<p>Cos\u00ec veniva alimentato il mercato dell\u2019autodaf\u00e8 che ha avuto tanti patron tra decisori e elzeviristi, contenti di avere materiale in pi\u00f9 per quelle inchieste che cominciano sempre con la formula \u201cpurtroppo l\u2019Italia \u00e8 l\u2019unico Paese dove\u2026\u201d e via con l\u2019autodenigrazione, \u201cdove ci sono pi\u00f9 escort che infermiere\u201d, e poi \u201cdove si spende di pi\u00f9 in ritocchi estetici che in prevenzione del diabete\u201d, o \u201cdove i cibi per cani hanno un mercato superiore agli integratori per anziani\u201d o \u201cdove non esistono banche dati delle farfalle ali di vetro in via di estinzione\u201d .<\/p>\n<p>Direbbero Fruttero e Lucentini che \u00e8 arduo dare credito a queste funeste dichiarazioni di trionfalismo e revanchismo alla rovescia, laddove le statistiche sono inaffidabili, le rilevazioni, ad uso dei committenti, necessariamente farlocche, come \u00e8 dimostrato da eventi recenti, e i dati offerti dalle autorit\u00e0 sono come le loro leggi, ad hoc e in conflitto d\u2019interesse.<\/p>\n<p>Avrebbero proprio ragione se Eurostat, l\u2019ufficio statistico dell\u2019Unione europea, Eures, la rete di cooperazione formata dai servizi pubblici per l\u2019impiego a livello comunitario e Eurofound, l\u2019agenzia\u00a0 Ue per il miglioramento delle condizioni di vita e di lavoro, vanno a cercarsi i dati di Unioncamere e di associazioni confindustriali pi\u00f9 che quelli dell\u2019Istat, per effettuare le loro diagnosi sulle condizioni dei lavoratori in Italia. In modo, proprio come gli osservatori d\u2019oltreoceano o di oltralpe, da emettere la loro \u00a0severa sentenza su questo popolo indolente, disincantato e pigro, scoraggiato e demotivato, inabile quindi a partecipare, alla pari con gli altri Grandi, alla Grande Ricostruzione.<\/p>\n<p>E difatti nell\u2019anno del\u00a0Covid e ancora prima dello sblocco dei licenziamenti si segnala un calo dell\u2019occupazione \u201csenza precedenti\u201d: sono \u201csfumati\u201d 456 mila posti di lavoro, per la maggior parte contratti a termine. Rispetto ad aprile, nel mese di maggio 2021 si \u00e8 s\u00ec registrato un aumento degli occupati (+0,2%, pari a +36mila unit\u00e0), \u00a0che ha per\u00f2 interessato i maschi, i dipendenti a termine e di conseguenza i minori di 35 anni; mentre diminuiscono, invece, le donne, gli autonomi e gli ultra 35enni.<\/p>\n<p>Tra le persone in cerca di occupazione diminuisce il numero medio di azioni di ricerca di lavoro: il calo pi\u00f9 forte si registra tra chi dichiara di essersi rivolto a un centro pubblico per l\u2019impiego (15,3%, \u2013 7,5 punti) e \u00a0si riduce anche la quota di chi si rivolge a \u201csanti in paradiso\u201d, parenti, amici e conoscenti pi\u00f9 o meno influenti \u00a0(79,0%, -3,2 punti), secondo i criteri sempre vigenti del familismo amorale combinato con il clientelismo, \u00a0mentre \u00e8 in aumento \u00a0soltanto la quota di chi cerca lavoro tramite internet (62,2%, +2,8 punti).<\/p>\n<p>Ma il dato pi\u00f9 significativo secondo i centri di ricerca comunitari \u00e8 quello che ci sa segnare un record assoluto in Europa, \u00a0il numero di \u201cinattivi\u201d nella fascia dai 15 ai 64 anni (+403 mila, +3,1% in un anno), gente \u00a0in et\u00e0 lavorativa, che circola mestamente in quella zona grigia\u00a0 \u201cimproduttiva\u201d, arresa tanto da non essere in cerca di occupazione, in numero di 13 milioni e 759mila.<\/p>\n<p>Sono pesimorti, la cui pena invisibile e senza speranza \u00e8 originata \u2013 in questo caso si torna a fare riferimento all\u2019Istat \u2013 da motivi famigliari, dall\u2019attesa fideistica che qualcosa si muova nel mercato dopo innumerevoli candidature, invio a pioggia di curriculum e \u201cazioni di ricerca\u201d, dalla disaffezione, scoraggiamento lo chiamano gli statistici, effetto di troppi no e troppe umiliazioni registrato soprattutto tra i 15-35enni del Centro-Nord, dai problemi legati alla gestione della pandemia, compresa l\u2019espulsione, \u00a0annoverata tra le opportunit\u00e0 offerte per combinare affetti, attivit\u00e0 di cura e lavoro dall\u2019economia digitale, delle donne dal mercato del lavoro.<\/p>\n<p>Eh si, ci vanno a nozze nel colpevolizzare questa forma di parassitismo, di accidia indolente che pare sia antropologicamente riconducibile alle popolazioni del Mezzogiorno d\u2019Europa, propaggini mediorientali o africane, ormai abituate a farsi trascinare da pingui fiamminghi, cancellerie carolinge.<\/p>\n<p>Non a caso il target pi\u00f9 numeroso degli inattivi si trova tra chi non lavora e non cerca un posto per motivi di studio: saranno gli irriducibili che non vogliono considerare le occasioni offerte dall\u2019avvicendamento scuola-lavoro, le circostanze favorevoli che si possono presentare ai volontari dei Grandi Eventi o agli inservienti che iniziano la loro carriera tra gli scaffali delle norcinerie visionarie di Farinetti, quelli proprio non si prestano a aprire e chiudere ombrelloni negli stabilimenti in concorrenza con immigrati sempre pi\u00f9 latitanti, \u00a0quelli che possono contare ancora su pap\u00e0 e mamma per non essere soggetti al caporalato raccogliendo frutta per pagarsi gli studi.<\/p>\n<p>Si sono proprio loro, oggetto di riprovazione da capostipiti di quelle dinastie accademiche, editoriali, imprenditoriali, politiche che hanno accreditato un concetto di meritocrazia grazie al quale solo la loro progenie merita un posto e un salario dignitoso, da sempre accusati di essere mammoni, choosy, viziati tanto che le loro aspirazioni si riducono all\u2019accesso al reddito di cittadinanza, invece di montare in sella con lo spirito di iniziativa che deve caratterizzare i rider.<\/p>\n<p>I pi\u00f9 soggetti a riprovazione per\u00f2 sono gli scoraggiati, che saranno investiti e cancellati dalla rivoluzione digitale e degli sviluppi di tecnologia e automazione, quelli che gi\u00e0 prima hanno dimostrato di non essere all\u2019altezza delle opportunit\u00e0 offerte dal progresso, che non hanno saputo adattarsi formandosi e sviluppando nuove competenze, pensando che anni di studio e esperienza sul campo fossero una referenza sufficiente, disoccupati estromessi dal mercato, esuli in patria per via di delocalizzazioni, licenziati come i 150 di Monza con una mail e derisi perch\u00e9 non l\u2019hanno letta sullo smartphone e si sono presentati ai cancelli, beffati dalle promesse irridenti dei Navigator ormai in concorrenza con loro dall\u2019altra parte della scrivania del collocamento, umiliati dalle agenzie interinali, ingannati e derubati da corsi di formazione tarocchi, entrati e usciti cento volte dalla porte girevoli dei contratti atipici, dei part time, dei lavoretti alla spina, troppo anziani per fare i pony, troppo giovani per la pensione sociale.<\/p>\n<p>In Italia il loro \u201cbacino\u201d costituisce pi\u00f9 dell\u201911% degli inattivi (in Germania l\u20191,4%, in Svezia il 2,9%. In Austria lo 0,6%), a conferma che pi\u00f9 i livelli di occupazione sono alti, meno sono i marginali, gli invisibili di cui ci si ricorda in occasione delle rilevazioni statistiche.<\/p>\n<p>Sono loro, come se non bastasse, le vittime di un\u2019acrobazia semantica: Eurostat \u00a0li chiama \u00a0believing no job available, invece che disoccupati, come sarebbe giusto, per stigmatizzare \u00a0quelli che, colpevolmente, si sono \u201cpersuasi\u201d che non ci siano posti disponibili per loro, quelli che si danno per vinti, quelli che hanno capitolato, anche se la loro \u00e8 una storia di umiliazioni e offese, di prevaricazioni e rifiuti, di tentativi frustrati e di prove alienanti.<\/p>\n<p>Sono quelli che non possiedono pi\u00f9 nulla, nemmeno la qualit\u00e0 di capitale umano da sfruttare, candidati a qualche necessaria e fatale soluzione finale, quelli che, con i diritti cancellati, le garanzie sottratte, le sicurezze espropriate, hanno perso perfino la speranza.<\/p>\n<p><strong>FONTE: <a href=\"https:\/\/ilsimplicissimus2.com\/2021\/07\/08\/152815\/\">https:\/\/ilsimplicissimus2.com\/2021\/07\/08\/152815\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Di: BLOG IL SIMPLICISSIMUS (Anna Lombroso) Il giornalismo italiano \u00e8 sempre stato provinciale. 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