{"id":66192,"date":"2021-07-12T11:57:58","date_gmt":"2021-07-12T09:57:58","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=66192"},"modified":"2021-07-12T11:57:58","modified_gmt":"2021-07-12T09:57:58","slug":"le-infinite-guerre-africane-e-linutilita-dei-caschi-blu","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=66192","title":{"rendered":"Le infinite guerre africane e l&#8217;inutilit\u00e0 dei caschi blu"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\">da <strong>TERMOMETRO GEOPOLITICO<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>(Anna Bono)<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Il Sudan del Sud compie dieci anni, ma non ha nulla da festeggiare. Da anni, ormai, \u00e8 lacerato da una guerra civile e i morti sono mezzo milioni (e milioni gli sfollati). E&#8217; una delle guerre infinite africane, come il Centrafrica, o il Congo. Dove gli interventi Onu sono inutili e costosi, poich\u00e9 non possono rimuovere le cause dei conflitti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Il 9 luglio 2011 nasceva il Sudan del Sud, per secessione dal Sudan. Finalmente i suoi abitanti erano al sicuro, dopo decenni di soggezione alla leadership arabo-islamica e uno stato di guerra quasi ininterrotto che ha provocato quasi due milioni e mezzo di morti e oltre quattro milioni di profughi. Dieci anni di indipendenza dovrebbero essere un traguardo da celebrare con cerimonie ufficiali lungo tutta la giornata e in tutto il Paese e invece nessuno ha fatto festa il 9 luglio perch\u00e9 nessuno nel Sudan del Sud ne ha motivo. Appena due anni dopo aver acquistato la libert\u00e0, e con essa la propriet\u00e0 di tre quarti dei giacimenti di petrolio sudanesi, le due maggiori etnie, i Dinka e i Nuer, hanno aperto una crisi di governo e nel giro di qualche settimana si \u00e8 scatenata una guerra civile che ancora non si pu\u00f2 considerare conclusa, nonostante siano stati sottoscritti diversi accordi di pace.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">L\u2019origine del conflitto \u00e8 stata la spartizione delle cariche politiche e il progressivo accentramento del potere nelle mani dei Dinka. Il risultato \u00e8 un paese in miseria, alla deriva: altri 400mila morti, 2,1 milioni di sfollati, 1,5 milioni di rifugiati. Il presidente Salva Kiir, un Dinka, e il vicepresidente Riek Machar, un Nuer, stanno ancora discutendo l\u2019attuazione dell\u2019ultimo accordo, siglato nel 2019, mentre 7,7 milioni di cittadini su un totale di 11,1 milioni stanno affrontando la peggiore crisi umanitaria dall\u2019indipendenza. Tra gli ostacoli alla pace, oltre alla distribuzione dei ministeri, c\u2019\u00e8 la difficolt\u00e0 di creare un unico esercito convincendo i militari delle diverse etnie a convivere e a rispettare le gerarchie. Il 17 giugno, parlando alle alte cariche militari durante un summit organizzato nella capitale Juba, il presidente Kiir ha riconosciuto che mettere insieme dei soldati che per anni hanno combattuto su diversi fronti \u00e8 un\u2019impresa ardua, che richiede tempo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Salva Kiir e Riek Machar non hanno mai fatto mistero di essere pronti alla guerra, a oltranza, pur di assicurare alle rispettive etnie il potere e quindi il controllo delle risorse petrolifere del Paese. Il Sudan del Sud \u00e8 a questo riguardo un caso esemplare. D\u00e0 ragione agli studiosi, in verit\u00e0 pochi, secondo i quali gli interventi internazionali, diplomatici e militari, per mettere fine alle guerre in Africa hanno un\u2019efficacia limitata, quando non nulla, e questo perch\u00e9 non rimuovono mai, n\u00e9 potrebbero, le cause all\u2019origine dei conflitti, cause di cui sono responsabili i governi africani.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">C\u2019erano voluti anni di colloqui mediati dalla comunit\u00e0 internazionale per mettere fine alla guerra tra il governo del Sudan e l\u2019Spla, l\u2019Esercito per la liberazione del popolo del Sudan che combatteva per le popolazioni del Sud. L\u2019Accordo di pace finale \u00e8 stato la sintesi di otto documenti firmati tra il 2002 e il 2004. Altri anni di incontri mediati da inviati internazionali, segnati da progressi \u201cdolorosamente lenti\u201d, sono stati necessari per raggiungere un precario accordo tra i vertici delle etnie del Sudan del Sud, mentre sul territorio nazionale restano pericolosamente attivi diversi focolai di guerra.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Un altro caso esemplare \u00e8 la Repubblica Centrafricana dove la guerra \u00e8 iniziata nel 2012 con un colpo di Stato e dove di accordi di pace, sempre grazie alla mediazione internazionale, ne sono stati firmati addirittura otto in sette anni e ancora si combatte. Il cessate il fuoco deciso il 19 giugno 2017 non \u00e8 mai entrato in vigore, ad esempio: addirittura, nei due giorni successivi si sono subito verificati scontri violentissimi, con un centinaio di vittime civili. La guerra \u00e8 iniziata nel 2012 con un colpo di Stato. A scontrarsi sono decine di gruppi armati che controllano pi\u00f9 del 70% del paese: milizie con forti componenti islamiche formatesi dopo lo scioglimento della coalizione Seleka, autrice del colpo di stato, e milizie \u201cAnti-Balaka\u201d, composte per lo pi\u00f9 da cristiani, in origine nate per l\u2019autodifesa delle comunit\u00e0 prive di protezione da parte dello Stato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Quanto all\u2019efficacia degli interventi militari, \u00e8 sufficiente considerare gli esiti delle operazioni di peacekeeping delle Nazioni Unite. Delle 31 missioni effettuate in Africa, quasi la met\u00e0 non ha raggiunto l\u2019obiettivo. Attualmente ne sono in corso sei, nessuna delle quali sta ottenendo i risultati sperati. La Minusca, composta da 15.069 unit\u00e0, \u00e8 stata attivata nel 2014 nella Repubblica Centrafricana con la missione prioritaria di proteggere i civili. Il minimo che si possa dire \u00e8 che sta fallendo lo scopo (per inciso, inoltre dei caschi blu sono stati ripetutamente accusati di abusi sessuali). La Minusma (18.318 unit\u00e0), in Mali dal 2013, dovrebbe sostenere il processo di stabilizzazione politica. Basti dire che il Nord del paese continua a essere infestato da gruppi di jihadisti e nel paese ci sono stati due colpi di Stato negli ultimi nove mesi: nel settembre del 2020 e lo scorso maggio. La Unisfa (3.709 unit\u00e0) \u00e8 in Sudan dal 2011 nella regione di Abyei, tuttora contesa tra Sudan e Sudan del Sud a dieci anni dalla secessione. Sempre nel 2011 \u00e8 nata la Unmiss (19.174 unit\u00e0) con il mandato di vigilare nel Sudan del Sud sulla protezione dei civili e il rispetto dei diritti umani, assicurare la distribuzione degli aiuti umanitari e l\u2019attuazione del cessate il fuoco. La Monusco (17.669 unit\u00e0) opera dal 2010 nella Repubblica democratica del Congo. Ha sostituito la Monuc che era stata attiva dal 1999 al 2010. La sua missione di proteggere i civili e consolidare la pace \u00e8 del tutto fallita come dimostrano le drammatiche notizie che arrivano quotidianamente dalle province orientali del Paese dove decine di gruppi armati imperversano, infierendo sui civili quasi incontrastati. Per finire nel Sahara Occidentale, territorio ex colonia portoghese che il Marocco ha annesso nel 1976, c\u2019\u00e8 la Minurso (461 unit\u00e0), istituita nel 1991 per gestire il periodo di transizione durante il quale sarebbe stato organizzato un referendum con cui gli abitanti del Sahara Occidentale avrebbero deciso tra l\u2019indipendenza e l\u2019integrazione al Marocco. Il referendum non \u00e8 ancora stato fatto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>FONTE<\/strong>:\u00a0<a href=\"https:\/\/lanuovabq.it\/it\/le-infinite-guerre-africane-e-linutilita-dei-caschi-blu\">https:\/\/lanuovabq.it\/it\/le-infinite-guerre-africane-e-linutilita-dei-caschi-blu<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>da TERMOMETRO GEOPOLITICO (Anna Bono) Il Sudan del Sud compie dieci anni, ma non ha nulla da festeggiare. Da anni, ormai, \u00e8 lacerato da una guerra civile e i morti sono mezzo milioni (e milioni gli sfollati). E&#8217; una delle guerre infinite africane, come il Centrafrica, o il Congo. Dove gli interventi Onu sono inutili e costosi, poich\u00e9 non possono rimuovere le cause dei conflitti. 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