{"id":66274,"date":"2021-07-14T14:01:43","date_gmt":"2021-07-14T12:01:43","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=66274"},"modified":"2021-07-14T14:01:43","modified_gmt":"2021-07-14T12:01:43","slug":"europa-e-sovranita-linguistica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=66274","title":{"rendered":"Europa e sovranit\u00e0 linguistica"},"content":{"rendered":"<p><strong>di QELSI (Leonardo Giordano)<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-66275\" src=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/WhatsApp-Image-2021-07-13-at-10.31.34-300x171.jpeg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"171\" srcset=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/WhatsApp-Image-2021-07-13-at-10.31.34-300x171.jpeg 300w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/WhatsApp-Image-2021-07-13-at-10.31.34.jpeg 700w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 stato un tempo in cui si \u00e8 creduto che per accelerare il processo di unificazione europea, prima ancora che avere un governo comune, un esercito comune, una politica estera comune ed una moneta comune, fosse necessario avere una lingua unica. E cos\u00ec nasce l\u2019<em>esperanto<\/em>, una sorta di lingua creata in laboratorio, con l\u2019ausilio dei primi algoritmi informatici, come una sorta di \u201cluogo geometrico\u201d tra tutti gli idiomi delle singole nazioni che si ritrovavano ad abitare il Vecchio Continente.<\/p>\n<p>Pensate, nemmeno ai tempi della dominazione spagnola e di Carlo V si era avuto l\u2019ardire di imporre agli stati e alle nazioni che facevano parte dell\u2019Impero sul quale \u201cnon tramontava mai il sole\u201d una lingua unica. In verit\u00e0 nemmeno in Spagna, Carlo V e i suoi discendenti mai pretesero di imporre il castigliano lasciando la libert\u00e0 di parlare, nei paesi baschi, il basco, in Catalogna, il catalano.<\/p>\n<p>Nella Napoli spagnola vi fu addirittura un acceso dibattito se si dovesse parlare l\u2019italiano napoletano o l\u2019italiano toscano e fino al successore di Carlo V, Filippo II, si promosse la diffusione e l\u2019uso dell\u2019italiano toscano precedendo la manzoniana \u201csciacquatura\u201d dei panni linguistici nelle acque dell\u2019Arno.<\/p>\n<p>Negli anni \u201980 si \u00e8 preso atto del fallimento dell\u2019<em>esperanto<\/em>\u00a0e si \u00e8 iniziato a ragionare su di un altro versante. In verit\u00e0 gi\u00e0 nel 1977, con la Raccomandazione n. 814, si sottoline\u00f2 l\u2019importanza di preservare \u201cla diversificazione\u201d delle lingue nazionali, intesa come ricchezza e non come un limite, e si pens\u00f2 ad identificare per ogni lingua europea un \u201clivello soglia\u201d (treshold level o niveau seuil), inteso come un minimo comun denominatore di strutture e competenze linguistiche volto ad assicurare livelli di accettabile comunicazione tra europei di diversa estrazione nazionale.<\/p>\n<p>Il punto di svolta vero e proprio si ebbe nel 1986 allorch\u00e9 il Consiglio d\u2019Europa, durante la 38^ sessione, approv\u00f2 all\u2019unanimit\u00e0 una relazione dal titolo \u201cL\u2019eredit\u00e0 culturale e linguistica dell\u2019Europa\u201d, per la prima volta affidata ad un parlamentare italiano, per la prima volta elaborata e scritta da un parlamentare italiano. Questo compito prestigioso quanto delicato tocc\u00f2 a Pino Rauti.<\/p>\n<p>Quali i punti pi\u00f9 salienti e pi\u00f9 pertinenti rispetto al tema della \u201csovranit\u00e0 linguistica\u201d scritti nel rapporto? Nell\u2019introduzione si afferma il principio della diversit\u00e0 linguistica come fondamento dell\u2019identit\u00e0 europea. Dice testualmente la relazione: \u2039\u2039 La diversit\u00e0 di linguaggi dell\u2019Europa \u00e8 il centro della sua identit\u00e0 culturale. Un linguaggio non \u00e8 esclusivamente un mezzo di comunicazione\u00a0 \u2012 questo era l\u2019errore di chi aveva creduto nell\u2019<em>esperanto<\/em>\u00a0n.d.r. \u2012\u00a0 ma riflette anche una storia, una civilt\u00e0, un sistema di valori.\u203a\u203a. Per dimostrare il fondamento e la validit\u00e0 di tale assunto si snocciolano citazioni che vanno da Peguy a Braudel, addirittura da Gramsci al sociologo Riccardo Petrella il quale affermava:\u2039\u2039 Come fino a poco f\u00e0 la logica standardizzante e restrittiva a base di ogni politica nazionale del linguaggio era riferita ad un solo idioma, oggi l\u2019unico punto di partenza per un\u2019azione europea \u00e8 il riconoscimento della molteplicit\u00e0 dei linguaggi e delle culture all\u2019interno dell\u2019area europea.\u203a\u203a<\/p>\n<p>Nell\u2019introduzione della relazione si accenna anche al pericolo rappresentato dall\u2019avvento dell\u2019informatica e delle nuove tecnologie che gi\u00e0 da allora sembravano paventare il rischio che il loro linguaggio standardizzato e \u201cmeccanizzato\u201d si potesse sovrapporre alle lingue nazionali finendo per impoverirle e ridurle allo stato della\u00a0<em>neolingua<\/em>\u00a0orwelliana di \u201c1984\u201d. Di qui la necessit\u00e0 di \u2039\u2039prendere specifiche azioni per incoraggiare un uso pi\u00f9 creativo del linguaggio, lo sviluppo della letteratura e un\u2019intensificazione della lettura.\u203a\u203a<\/p>\n<p>A parere del Consiglio d\u2019Europa un\u2019azione indispensabile e preliminare ad ogni altra cosa, per salvaguardare la diversit\u00e0 linguistica e l\u2019esistenza stessa delle varie lingue europee, era quella di rafforzare le capacit\u00e0 linguistiche di base e di comprensione dei documenti letterari scritti: \u2039\u2039 Per assicurare che il popolo possa esprimersi con la lingua e la letteratura, deve essere presa un\u2019azione specialmente nel campo educativo. Le scuole, dal livello materno in poi, devono dare agli allievi delle solide fondamenta nella loro lingua natale, nel campo dell\u2019espressione autonoma scritta e orale.\u203a\u203a<\/p>\n<p>Questa azione di rafforzamento e consolidamento delle conoscenze linguistiche di base risultava tanto pi\u00f9 necessaria per il fatto che i nuovi mezzi di comunicazione audiovisivi e informatici tendevano ad abbassare fortemente il livello di apprendimento di tali conoscenze e competenze creando quel fenomeno che \u00e8 stato definito \u201canalfabetismo di ritorno\u201d.<\/p>\n<p>Lettura e letteratura, inoltre, secondo il rapporto del Consiglio d\u2019Europa, sono fondamentali non solo per l\u2019apprendimento linguistico in senso stretto (una lingua gi\u00e0 di per s\u00e9 \u00e8 un universo culturale) ma anche per sviluppare senso critico e creativit\u00e0, immaginazione, stupore e curiosit\u00e0 verso il mondo e la vita.<\/p>\n<p>La fissazione da parte della gi\u00e0 citata Raccomandazione n. 814\/1977 dei cos\u00ec detti \u201clivelli soglia\u201d, invece di evitare tali rischi, per molti versi li ha accentuati e moltiplicati poich\u00e9 nella pratica comune di tali strumenti, essi sono stati intesi pi\u00f9 come obiettivi finali che non come livelli di partenza in vista di un ulteriore accrescimento e miglioramento delle capacit\u00e0 comunicative e della ricchezza lessicale, strutturale e morfologica degli idiomi nazionali. \u2039\u2039Come il suo stesso nome indica, il \u201clivello soglia\u201d \u00e8 soltanto il punto iniziale, sebbene essenziale, per l\u2019apprendimento delle lingue. Esso deve essere seguito in misura ben pi\u00f9 profonda (letteratura ecc.) ed essere esteso: in linea di principio ognuno dovrebbe essere capace di usare almeno due lingue straniere.\u203a\u203a<\/p>\n<p>Dopo una lunga ed articolata diagnosi dello stato delle lingue europee, test\u00e9 riassunta e sintetizzata, segue nella relazione vergata da Pino Rauti un\u2019attenta ed accurata prognosi per uscire dall\u2019<em>impasse<\/em>\u00a0ed evitare la scomparsa o il declino di prestigiose e nobili lingue nazionali con le quali le grandi menti europee, da Dante a Shakespeare, da Goethe a Hugo, da Cervantes a Kafka, si sono espressi.<\/p>\n<p>Detta in breve essa consisteva nel disporre che nei sistemi scolastici europei, ad iniziare almeno dalla scuola media di I grado, si potessero apprendere almeno due lingue straniere europee. Di fatto, in tal modo ogni europeo veniva a possedere gli elementi basilari (livello soglia) di almeno tre idiomi nazionali, compreso quello natale. \u2039\u2039E\u2019 questo il modo per avviarsi \u00a0\u2012 sottolineamo avviarsi \u2012 efficacemente sulla via dell\u2019integrazione linguistico \u2013 comunicativa e al tempo stesso conservare e preservare la propria specificit\u00e0 linguistica e quindi anche culturale.\u203a\u203a<\/p>\n<p>In Italia, contrariamente a vari altri paesi europei attestati su di un incomprensibile e gretto sciovinismo linguistico, questo discorso fu avviato alla fine degli anni \u201980 con l\u2019introduzione della seconda lingua straniera nella scuola media di I grado, nel liceo scientifico e nel liceo classico (laddove una sola lingua straniera veniva studiata prima per solo due anni al biennio iniziale). Per l\u2019istituto magistrale e per alcuni istituti tecnici e professionali si pass\u00f2 a studiare una lingua per l\u2019intera durata del corso scolastico ed una seconda lingua per il solo biennio iniziale.<\/p>\n<p>Adesso assistiamo al paradosso che, per certi versi, rischia di coprirci di ridicolo, per cui in Europa la lingua comune \u00e8 di fatto l\u2019inglese, cio\u00e8 la lingua \u2012 madre di una nazione che, dopo la Brexit, \u00e8 uscita dall\u2019Unione Europea. Che il concetto di \u201csovranit\u00e0 linguistica\u201d non sia un concetto astratto ed esiziale, ce lo rivela il fatto che alcuni anni fa la Cina ha provato ad inserire nel sistema scolastico italiano lo studio e l\u2019apprendimento del cinese offrendo docenti, strutture e materiali gratuiti.<\/p>\n<p>Il Consiglio d\u2019Europa, sotto la propulsione intellettuale di Pino Rauti, vide con largo anticipo cosa si stesse preparando sul piano della conservazione e della tutela dell\u2019identit\u00e0 linguistica che rappresenta la quintessenza dell\u2019identit\u00e0 culturale e nazionale; per altri versi della stessa identit\u00e0 europea se ancora se ne pu\u00f2 parlare.<\/p>\n<p><strong>FONTE:<\/strong>\u00a0<a href=\"https:\/\/www.qelsi.it\/2021\/europa-e-sovranita-linguistica\/\">https:\/\/www.qelsi.it\/2021\/europa-e-sovranita-linguistica\/<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di QELSI (Leonardo Giordano) C\u2019\u00e8 stato un tempo in cui si \u00e8 creduto che per accelerare il processo di unificazione europea, prima ancora che avere un governo comune, un esercito comune, una politica estera comune ed una moneta comune, fosse necessario avere una lingua unica. E cos\u00ec nasce l\u2019esperanto, una sorta di lingua creata in laboratorio, con l\u2019ausilio dei primi algoritmi informatici, come una sorta di \u201cluogo geometrico\u201d tra tutti gli idiomi delle singole nazioni&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":103,"featured_media":45688,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[32],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/EWmWRLS_400x4001.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7ZaJ4-heW","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/66274"}],"collection":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/103"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=66274"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/66274\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":66276,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/66274\/revisions\/66276"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/45688"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=66274"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=66274"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=66274"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}