{"id":66281,"date":"2021-07-15T10:00:04","date_gmt":"2021-07-15T08:00:04","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=66281"},"modified":"2021-07-14T15:01:00","modified_gmt":"2021-07-14T13:01:00","slug":"come-ti-sdogano-il-deficit-ma-non-la-piena-occupazione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=66281","title":{"rendered":"Come ti sdogano il deficit, ma non la piena occupazione"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\"><strong>di RETE MMT (Redazione)<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-66282\" src=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/SdoganamentoDeficit_A-768x512-1-300x200.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/SdoganamentoDeficit_A-768x512-1-300x200.jpg 300w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/SdoganamentoDeficit_A-768x512-1.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il 1\u00b0 luglio Mario Draghi ha tenuto un discorso all\u2019Accademia dei Lincei, di cui riportiamo un passaggio significativo, ricordandociche il cambiamento del paradigma economico si sviluppa all\u2019interno di un percorso in cui si intrecciano la ricerca macroeconomica, il clima politico che cambia (spesso anche velocemente) e un attento lavoro di narrazione. Si tratta di un percorso che si muove con qualche scossone e molti passi felini. Ci\u00f2 che prima era narrata come una giusta cura, ora \u00e8 una strada sbagliata, da rimuovere anche nella memoria storica collettiva. La differenza tra oggi e il 2008 \u00e8 questo intreccio diverso di componenti. Ma ritorniamo al discorso di Draghi:<\/p>\n<blockquote>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>l\u2019improvvisa frenata di consumi e investimenti avrebbe causato un\u2019ondata di fallimenti e una depressione profonda.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>[\u2026] Il costo della scelta di avere una recessione invece di una depressione \u00e8 stato il debito.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>L\u2019aumento del debito di questi mesi \u00e8 stato quindi deliberato e soprattutto auspicabile.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>Alla fine di quest\u2019anno, il rapporto tra debito pubblico e prodotto interno lordo in Europa sar\u00e0 cresciuto di circa 15 punti percentuali rispetto alla fine del 2019. In Italia, secondo le stime della Commissione Europea, il debito pubblico aumenter\u00e0 dal 135% del Pil, al 160%.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>Si tratta di un incremento maggiore rispetto a quello della Grande Crisi Finanziaria.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>E a questo si \u00e8 anche aggiunto un aumento consistente del debito privato.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>\u00c8 molto probabile che, per diverse ragioni, questa fase di crescita del debito, pubblico e privato, non sia ancora terminata.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>La Banca Centrale Europea ha stimato che in assenza del sostegno pubblico, le famiglie nei Paesi della zona euro avrebbero perso, in media, quasi un quarto del loro reddito da lavoro.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>Grazie all\u2019intervento statale, questa perdita \u00e8 stata limitata al 7%.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>\u00c8 dunque inevitabile che una parte di questo debito implicito nelle garanzie si cristallizzi, e vada poi ad aumentare il debito pubblico.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>L\u2019altro motivo per mantenere una politica di bilancio espansiva \u00e8 aiutare la crescita.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>L\u2019economia italiana ha operato al di sotto del suo potenziale per gran parte degli ultimi dieci, forse anche vent\u2019anni. C\u2019\u00e8 dunque spazio per utilizzare politiche di bilancio espansive prima di creare pressioni inflazionistiche.<\/em><\/p>\n<\/blockquote>\n<p style=\"text-align: justify\">Stupisce! Ma \u00e8 lo stesso Draghi di trent\u2019anni fa, quando nel 1992 il debito pubblico italiano super\u00f2 la fatidica soglia del 100% del PIL. In quel periodo, come direttore generale del Tesoro, propose la \u201ccura\u201d del pesante piano di privatizzazioni. Sono gli anni in cui Rudi Dornbusch (premio Nobel nel 1999) intravedeva per l\u2019Italia il rischio di un possibile default e in cui si spinse su una politica deflazionistica per contrastare la paura del debito pubblico. Si decise che, al netto degli interessi del debito pubblico, la distruzione di denaro attraverso l\u2019aumento delle tasse e la riduzione della spesa pubblica, doveva prevalere sul denaro immesso nell\u2019economia reale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Cosa \u00e8 cambiato?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">L\u2019Italia del 1992 era monopolista della propria valuta, non avrebbe potuto fallire e disponeva delle risorse finanziare necessarie per superare ogni crisi, se solo la politica l\u2019avesse deciso. Ma i piani erano diversi. L\u2019Italia di oggi non ha pi\u00f9 sovranit\u00e0 monetaria necessaria per poter ampliare il deficit pubblico nella misura ideonea a contrastare la crisi. Dipende dalla volont\u00e0 delle istituzioni europee, che Draghi non vede come un ostacolo insormontabile perch\u00e9 forte del riconoscimento politico strumentale a riorientare le intenzioni europee. Era un tema politico prima, \u00e8 un tema politico oggi. Non sono leggi della natura.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La nuova narrazione economica della ripresa economica in arrivo grazie alle politiche espansive del governo \u00e8 strumentale a infondere la tranquillit\u00e0 necessaria ai mercati, incoraggiare un clima di fiducia e far capire alle istituzioni europee che l\u2019Italia non accetter\u00e0 il ripristino del patto di stabilit\u00e0. Bene. Ma serve anche altro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il ribaltamento ideologico rispetto all\u2019austerit\u00e0 \u00e8 corretto, ma servono i numeri. Serve un deficit necessario a sostenere una crescita a beneficio dell\u2019intera collettivit\u00e0, dare lavoro e restituire dignit\u00e0 al lavoro, ridurre il gap tra nord e sud, eliminare la povert\u00e0. Invece \u00e8 storia di questi giorni lo scontro tra il Ministero dell\u2019Economia e quello del Lavoro per lo stanziamento di almeno 5 miliardi per la riforma degli ammortizzatori sociali. Quando si proclamano le politiche espansive parlano i numeri pi\u00f9 che i proclami. Potremo parlare di un nuovo paradigma quando il deficit sar\u00e0 lo strumento per un\u2019agenda politica a favore dell\u2019interesse pubblico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">E che ci sia aria di riposizionamenti sul deficit lo dimostra anche la dichiarazione di Luigi Marattin.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Per una riforma strutturale del fisco potremmo, seppure in misura minima, ricorrere al deficit.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\u00a0Il deficit non ha pi\u00f9 le sembianze del diavolo. Ma \u00e8 solo un primo passo.<\/p>\n<p><strong>Fonte:\u00a0<\/strong><strong><a href=\"https:\/\/www.retemmt.it\/come-ti-sdogano-il-deficit-ma-non-la-piena-occupazione\/\">https:\/\/www.retemmt.it\/come-ti-sdogano-il-deficit-ma-non-la-piena-occupazione\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di RETE MMT (Redazione) Il 1\u00b0 luglio Mario Draghi ha tenuto un discorso all\u2019Accademia dei Lincei, di cui riportiamo un passaggio significativo, ricordandociche il cambiamento del paradigma economico si sviluppa all\u2019interno di un percorso in cui si intrecciano la ricerca macroeconomica, il clima politico che cambia (spesso anche velocemente) e un attento lavoro di narrazione. Si tratta di un percorso che si muove con qualche scossone e molti passi felini. 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