{"id":66290,"date":"2021-07-15T09:00:42","date_gmt":"2021-07-15T07:00:42","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=66290"},"modified":"2021-07-14T20:29:51","modified_gmt":"2021-07-14T18:29:51","slug":"linganno-della-meritocrazia-al-tempo-degli-influencer","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=66290","title":{"rendered":"L\u2019inganno della meritocrazia al tempo degli influencer"},"content":{"rendered":"<p><strong>DI: KRITICA ECONOMICA (Niccol\u00f2 Biondi)<\/strong><\/p>\n<p>La polemica che in questi giorni ha coinvolto l\u2019<em>influencer<\/em> Imen Jane, rea di aver ricondiviso parole denigratorie nei confronti di una giovane barista, pare averne fatto nuovamente vacillare la reputazione a circa un anno dalla gaffe circa la sua millantata laurea in economia. La divulgatrice social si \u00e8 scusata poco dopo l\u2019accaduto alludendo a un errore di errata comunicazione e sottolineando che le parole ricondivise vanno contro i suoi principi e la sua storia.<\/p>\n<p>Lo scivolone di Imen appare nient\u2019altro che un naturale epifenomeno della mentalit\u00e0 individualista e competitiva che sottende la retorica di questi <em>influencer<\/em> economici coccolati dai media mainstream, che trovano in loro il grimaldello ideale per promuovere uno specifico modello sociale tra le fila dei pi\u00f9 giovani.<\/p>\n<p>In questo senso, l\u2019ideologia della meritocrazia rappresenta uno dei pi\u00f9 potenti fattori di legittimazione del sistema liberale e capitalistico. \u201cImpegnati, e avrai ci\u00f2 che meriti\u201d: su questa semplice frase si regge la legittimazione del sistema socio-economico contemporaneo, nonch\u00e9 la giustificazione a posteriori dei risultati della competizione: i vincenti hanno meritato, i perdenti hanno demeritato. Da qui il consueto corollario politico: redistribuire redditi e ricchezza \u00e8 non solo sbagliato, dal momento che diminuisce l\u2019incentivo a rischiare e impegnarsi, ma anche ingiusto, dato che si toglie ai meritevoli per dare ai demeritevoli.<\/p>\n<p>Che il sistema di mercato sia un mondo meritocratico, a differenza di forme di organizzazione dell\u2019attivit\u00e0 economica pi\u00f9 centralizzate o caratterizzate dall\u2019intervento pubblico redistributivo, \u00e8 una convinzione continuamente espressa dai militanti neoliberali. Eppure, se si vanno a leggere le opere di un autore neoliberale come Friedrich August von Hayek, ad esempio \u201cLegge, legislazione e libert\u00e0\u201d (1986), si pu\u00f2 constatare come siano gli stessi teorici neoliberali a metterci in guardia dalla facile equazione mercato uguale meritocrazia.<\/p>\n<p><strong>Meritocrazia e uguaglianza di opportunit\u00e0<\/strong><\/p>\n<p>Risulta facilmente comprensibile che non si pu\u00f2 in alcun modo parlare di \u201cpotere ai meritevoli\u201d qualora la posizione di partenza dei vari individui sia diseguale: chi parte molto pi\u00f9 avanti degli altri ha un vantaggio che gli consente di faticare meno per raggiungere gli stessi risultati. Le differenze di partenza sono di vario tipo, da quelle naturali (differenze anatomiche e intellettive) a quelle sociali ed economiche.<\/p>\n<p>Il figlio di una famiglia ricca, che non necessita di lavorare fin da giovanissimo per permettersi le vacanze e ha a disposizione insegnanti privati nel doposcuola per le ripetizioni, ha un vantaggio competitivo enorme su chi proviene da una famiglia povera, deve condividere la camera da letto con uno o pi\u00f9 fratelli, \u00e8 costretto a lavorare dopo la scuola e non pu\u00f2 pagarsi le ripetizioni. Per dare potere, remunerazione economica, posizioni sociali elevate e credito ai \u201cmeritevoli\u201d occorrerebbe che tutti avessero le stesse opportunit\u00e0 di partenza, cosa che in un mondo caratterizzato dalla propriet\u00e0 privata ereditata \u00e8 impossibile. Ma se fosse possibile, attraverso un\u2019assoluta eguaglianza di partenza, sarebbe possibile calcolare il merito individuale?<\/p>\n<p><strong>La meritocrazia \u00e8 oggettiva, e non soggettiva<\/strong><\/p>\n<p>Uno dei grandi errori che spesso si fanno a proposito della meritocrazia \u00e8 pensare che sia possibile calcolare il merito individuale, quasi la fatica, l\u2019impegno, lo sforzo e le capacit\u00e0 fossero entit\u00e0 quantificabili in modo oggettivo e, su questa base, fosse possibile disporre su una scala i valori dei vari \u201cmeriti\u201d individuali. In realt\u00e0, cos\u00ec non \u00e8.<\/p>\n<p>Per capire se c\u2019\u00e8 stato un merito, non si pu\u00f2 calcolare lo sforzo, l\u2019impegno e le capacit\u00e0 individuali, ma soltanto controllare i risultati: per fare un esempio semplice, in una competizione sportiva vince chi \u00e8 arrivato primo, e non chi si sia impegnato di pi\u00f9 nella gara o si sia allenato di pi\u00f9. Il che non significa che, tendenzialmente e nei grandi numeri, non vinca chi si \u00e8 allenato di pi\u00f9: anzi, sostiene Hayek, ai fini del funzionamento del sistema di mercato occorre che le persone credano che esso remunera l\u2019impegno e lo sforzo, altrimenti il meccanismo del mercato cesserebbe di funzionare.<\/p>\n<p>Il punto \u00e8 che la meritocrazia, in un sistema di mercato, \u00e8 oggettiva: il mercato remunera chi, a prescindere dalla sua qualit\u00e0 morale, dai suoi sforzi, dal suo impegno, dalle sua capacit\u00e0, riesca a soddisfare le esigenze degli altri. Il mercato guarda all\u2019oggettivit\u00e0 della soddisfazione del consumatore, e non alla soggettivit\u00e0 dell\u2019impegno, dello sforzo e delle capacit\u00e0 \u201csulla carta\u201d dei soggetti.<\/p>\n<p><strong>La meritocrazia \u00e8 inficiata non solo dalle diseguaglianze di partenza, ma anche dal caso<\/strong><\/p>\n<p>In un sistema di mercato la remunerazione dei soggetti dipende solo in parte dalla loro abilit\u00e0: dipende, in larga parte, dalla fortuna e dal caso \u2013 dall\u2019essersi trovato al momento giusto nel posto giusto, dall\u2019aver conosciuto nella propria vita persone che ci hanno aperto possibilit\u00e0, da eventi casuali che mettono in difficolt\u00e0 i concorrenti, eccetera.<\/p>\n<p><strong>L\u2019inganno della meritocrazia<\/strong><\/p>\n<p>L\u2019economia di mercato, in altre parole, non remunera i meritevoli, sia perch\u00e9 il merito pu\u00f2 essere soltanto valutato ex post ed \u00e8 oggettivo (nel senso sopra indicato), sia perch\u00e9 dipende da circostanze casuali in cui la sorte si somma all\u2019abilit\u00e0 e alle capacit\u00e0 individuali nel determinare il destino delle persone. Derivano da questa conclusione due conseguenze rilevanti.<\/p>\n<p>In primo luogo, la meritocrazia non pu\u00f2 essere utilizzata come un argomento per negare la necessit\u00e0 dell\u2019intervento pubblico nell\u2019economia, sia per redistribuire i redditi sia per finanziare servizi pubblici: il fine \u00e8 quello di diminuire le differenze di partenza dei vari soggetti, al fine di realizzare pi\u00f9 meritocrazia rispetto a quanta sia capace di produrne il mercato, e diminuire l\u2019influenza del caso sulle cose umane.<\/p>\n<p>In secondo luogo, occorre interrogarci sull\u2019opportunit\u00e0 stessa di strutturare la societ\u00e0 intorno all\u2019ideale della meritocrazia. \u00c8 indubbio che l\u2019ideale meritocratico sia un potentissimo fattore di stimolo dell\u2019impegno e della laboriosit\u00e0 individuale, e dunque un elemento positivo per l\u2019economia e la societ\u00e0. D\u2019altra parte, tuttavia, tale ideale non deve portarci a sposare forme pi\u00f9 o meno radicali di \u201cdarwinismo sociale\u201d: una delle facolt\u00e0 fondamentali dell\u2019essere umano risiede nella capacit\u00e0 dell\u2019empatia, della solidariet\u00e0, della rivendicazione della giustizia sociale.<\/p>\n<p>La societ\u00e0 umana non si regge, a differenza della natura animale, sul meccanismo del pesce grande che mangia il pesce piccolo: siamo umani proprio perch\u00e9 la nostra societ\u00e0 \u00e8 in grado di prendersi cura di chi \u201crimane indietro\u201d. Questa \u00e8, a proposito, la convinzione dello stesso Charles Darwin, che riteneva che la caratteristica principale della societ\u00e0 umana fosse il depotenziamento dei meccanismi di selezione naturale che deriva dalla capacit\u00e0 morale dell\u2019uomo.<\/p>\n<p>Ci\u00f2 che \u00e8 chiamato impropriamente \u201cdarwinismo sociale\u201d, pertanto, dovrebbe essere chiamato \u201cconcorrenzialismo sociale\u201d o \u201cspencerismo\u201d, dal nome di Herbert Spencer, un autore liberale che a fine Ottocento teorizz\u00f2 la selezione naturale nella societ\u00e0 umana.<\/p>\n<p>Una societ\u00e0 umana, civile e avanzata \u00e8 perfettamente in grado, e deve assumersi l\u2019onere, di accompagnare forme di meritocrazia alla giustizia sociale. Per farlo, per\u00f2, \u00e8 indispensabile l\u2019intervento pubblico nell\u2019economia.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Fonte: <a href=\"https:\/\/www.kriticaeconomica.com\/meritocrazia-influencer-imen-jane\/?fbclid=IwAR3j0veMi6AGHzGlvrqOzBrutx_0ZK5cHwrINViRjdn6IMex9w9_cmBq4Ys\">https:\/\/www.kriticaeconomica.com\/meritocrazia-influencer-imen-jane\/?fbclid=IwAR3j0veMi6AGHzGlvrqOzBrutx_0ZK5cHwrINViRjdn6IMex9w9_cmBq4Ys<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>DI: KRITICA ECONOMICA (Niccol\u00f2 Biondi) La polemica che in questi giorni ha coinvolto l\u2019influencer Imen Jane, rea di aver ricondiviso parole denigratorie nei confronti di una giovane barista, pare averne fatto nuovamente vacillare la reputazione a circa un anno dalla gaffe circa la sua millantata laurea in economia. La divulgatrice social si \u00e8 scusata poco dopo l\u2019accaduto alludendo a un errore di errata comunicazione e sottolineando che le parole ricondivise vanno contro i suoi principi&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":104,"featured_media":63610,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[32],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/kritica-economica.png","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7ZaJ4-hfc","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/66290"}],"collection":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/104"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=66290"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/66290\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":66291,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/66290\/revisions\/66291"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/63610"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=66290"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=66290"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=66290"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}