{"id":66376,"date":"2021-07-20T10:26:21","date_gmt":"2021-07-20T08:26:21","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=66376"},"modified":"2021-07-20T10:26:21","modified_gmt":"2021-07-20T08:26:21","slug":"ecco-il-mostro-green-ue-del-commissario-stranamore-una-minaccia-mortale-per-famiglie-e-imprese","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=66376","title":{"rendered":"Ecco il mostro \u201cgreen\u201d Ue del Commissario Stranamore: una minaccia mortale per famiglie e imprese"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\">da <strong>TERMOMETRO GEOPOLITICO<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>(Musso)<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Il 14 luglio 2021, la Commissione europea se ne \u00e8 uscita con un pacchetto di proposte volte a \u201cridurre le emissioni nette di gas a effetto serra di almeno il 55 per cento entro il 2030, rispetto ai livelli del 1990 \u2026 affinch\u00e9 l\u2019Europa diventi il primo continente a impatto climatico zero entro il 2050\u201d. Variamente definita come Green Deal europeo ovvero Fit for 55, il pacchetto consiste in un groppo di proposte legislative e normative, giornalisticamente definito come il Mammut.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Alla grande industria pesante (imprese produttrici di energia elettrica e industrie ad alta intensit\u00e0 energetica) gi\u00e0 oggi \u00e8 imposto di acquistare speciali diritti (detti quote di emissione) per emettere CO2. Tale imposizione viene resa oggi assai pi\u00f9 pesante e, al contempo, essa viene estesa ai distributori di combustibile per gli edifici: i quali, naturalmente, ne gireranno il costo su quelle imprese e quelle famiglie che ancora, d\u2019inverno, ardiscono a riscaldare i propri uffici e le proprie case. E pure alle famiglie che ancora osano avere la cucina a gas.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Idem ai distributori di carburante per il trasporto stradale, con conseguente aumento del prezzo del pieno alla pompa. Ci\u00f2 che vale per le famiglie, ma anche per camionisti, agricoltori e pescatori. Per questi ultimi, per\u00f2, si aggiunge la revisione della direttiva sulla tassazione dell\u2019energia, che intende procedere \u201celiminando le esenzioni obsolete e le aliquote ridotte, che attualmente incoraggiano l\u2019uso di combustibili fossili\u201d: in pratica, pagherebbero il diesel come lo pagano i privati, cio\u00e8 oggi il doppio, ma domani anche il triplo, considerato l\u2019effetto combinato dei due provvedimenti. Per soprannumero, gli agricoltori dovranno, entro il 2035, \u201craggiungere la neutralit\u00e0 climatica, comprese le emissioni agricole diverse dal CO2, come quelle derivanti dall\u2019uso di fertilizzanti e dall\u2019allevamento\u201d. Con tanti saluti alla spesa a buon mercato: al pesce fresco ed alla bistecca, ad esempio, che diverranno un bene di lusso per raffinati residenti in ZTL.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Vero \u00e8 che \u201ctutte le autovetture nuove immatricolate a partire dal 2035 saranno a zero emissioni\u201d. Sicch\u00e9, forse \u00e8 un bene che le famiglie cessino di scaldare le proprie abitazioni d\u2019inverno \u2026 cos\u00ec risparmieranno abbastanza per comprarsi un\u2019auto elettrica, a rate.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Pure in settori nei quali \u00e8 gi\u00e0 presente, l\u2019imposizione delle quote di emissione per emettere CO2 verr\u00e0 reso pi\u00f9 stringente: nel settore aereo, ad esempio. Insieme all\u2019altra misura del pacchetto (ReFuelEU Aviation), che impone ai \u201cfornitori di combustibili di aumentare la percentuale di carburanti sostenibili per l\u2019aviazione nel carburante per gli aviogetti caricato a bordo negli aeroporti dell\u2019Ue\u201d, con tanti saluti ad uno degli ultimi miti europei: i voli low cost.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Altrove, la misura assume toni sfacciatamente protezionistici: l\u2019estensione al trasporto marittimo, ad esempio, non pu\u00f2 che servire da volano alla de-globalizzazione. Tanto pi\u00f9 in quanto unita all\u2019altra misura del pacchetto (FuelEU Maritime), che impone \u201cun limite massimo al tenore di gas a effetto serra dell\u2019energia utilizzata dalle navi che fanno scalo nei porti europei\u201d. Sempre ammesso che le si possa imporre pure alle flotte mercantili battenti bandiera di Stati abbastanza fortunati da non appartenere alla Unione europea, ad esempio: se una nave giunge a Napoli appena rifornita di gasolio nella libera Tunisi, la Ue le impone di vuotare i serbatoi?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Cos\u00ec pure i dazi verdi (CBAM \u2013 carbon border adjustment mechanism), imposti al fine di compensare le quote di emissione pagate dall\u2019industria che produce nella Ue ma non da quella che produce fuori dalla Ue. Ancorch\u00e9 il sempre patetico Gentiloni si sgoli a sostenere di agire \u201cnel pieno rispetto degli impegni assunti nell\u2019ambito del WTO\u201d, fuori dal mondo fatato di Bruxelles i suoi dazi verdi sono interpretati per quello che sono: dei dazi. E, come tali, chiameranno la reazione del resto del mondo, in forma di contro-dazi. In un divertentissimo sforzo di dirlo senza dirlo, The Economist fa mostra di non volerli considerare dazi, ma solo per affondarli con un diverso argomento, questo: \u201cattuare la politica in modo equo significherebbe accertare quanto carbonio \u00e8 stato emesso nella produzione di una data importazione e fino a che punto i governi stranieri avevano gi\u00e0 tassato tali emissioni. Nel 2018, la Commissione europea ha affermato che sarebbe chiaramente ingestibile. Non \u00e8 cambiato molto da allora\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">\u00c8 questo un problema ben noto a chi abbia gli occhi per guardare, sul quale regolarmente si infrangono le proposte di tassazione verde. A cominciare dalla italianissima plastic tax: siccome essa tasserebbe la plastica vergine ma non quella riciclata, teoricamente l\u2019importatore alla frontiera dovrebbe dichiarare di quanta plastica vergine \u00e8 fatto un determinato imballo (quello di un computer, ad esempio), ma senza che il doganiere abbia modo di effettuare alcuna verifica, sicch\u00e9 \u00e8 scontato che tutti gli imballi importati verrebbero dichiarati in plastica riciclata e, per conseguenza, la produzione di plastica per imballo in Italia cesserebbe del tutto. Cos\u00ec \u00e8 fatto il mondo dei gretini.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">* * *<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Questa marea di nuove tasse, andr\u00e0 a finire: in parte nelle casse dell\u2019Unione, la quale ci pagherebbe una quota del mitico Recovery Fund (a sua volta al 37 per cento destinato \u201call\u2019azione per il clima\u201d); in parte agli Stati membri (in particolare le quote di emissione). Ma, questi ultimi dovranno poi spendere la totalit\u00e0 delle tasse cos\u00ec raccolte \u201cper progetti connessi al clima e all\u2019energia\u201d. Ad esempio, dovranno \u201cinstallare punti di ricarica e di rifornimento a intervalli regolari sulle principali autostrade: ogni 60 km per la ricarica elettrica e ogni 150 km per il rifornimento di idrogeno\u201d; \u201csar\u00e0 tenuto a ristrutturare il 3 per cento dei suoi edifici ogni anno\u201d; dovr\u00e0 \u201cprodurre il 40 per cento della nostra energia da fonti rinnovabili entro il 2030\u201d; si vedr\u00e0 assegnato \u201cobiettivi rafforzati di riduzione delle emissioni per quanto riguarda gli edifici, il trasporto stradale e il trasporto marittimo interno, l\u2019agricoltura, i rifiuti e le piccole industrie\u201d; tutti insieme, dovranno \u201cpiantare tre miliardi di alberi in tutta Europa entro il 2030\u201d e assorbire \u201ccarbonio dai pozzi naturali, per 310 milioni di tonnellate di emissioni di CO2 entro il 2030\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Di particolare interesse, per l\u2019Italia, la questione del patrimonio edilizio: la Commissione giudica \u201cinefficiente dal punto di vista energetico\u201d circa 3\/4 del patrimonio edilizio dell\u2019Unione. Laddove, per edificio efficiente da un punto di vista energetico, essa non pu\u00f2 che intendere un edificio quanto di pi\u00f9 lontano dalla tradizione edilizia latina (che \u00e8 fatta di pietra) e vicina alla tradizione edilizia germanica (che \u00e8 fatta di legno: come quelle migliaia di case in legno, anche a pi\u00f9 piani, in questi giorni travolte dalle piene fra la Mosella ed il Reno). Immaginare come ci\u00f2 sar\u00e0 possibile in presenza delle nostre Soprintendenze, rende l\u2019intera questione farsesca.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Senza dimenticare che la gran parte di tali spese, andrebbe nell\u2019acquisto di materiale (batterie, impianti di ricarica, pannelli solari, \u2026) di produzione non nazionale, ma estera: importati. In particolare dalla Cina e dalla Germania. Con conseguente sciupio del nostro avanzo commerciale: ingentissimo e che costituisce, oggi, la nostra unica vera forza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Ciliegina sulla torta, \u201cla direttiva sull\u2019efficienza energetica fisser\u00e0, a livello di Ue, un obiettivo annuale vincolante pi\u00f9 ambizioso di riduzione del consumo di energia\u201d, intesa come consumo globale di energia, cio\u00e8 pure l\u2019energia elettrica. Casomai a qualcuno fosse venuto in mente che l\u2019obiettivo dell\u2019Unione sia l\u2019elettrificazione: no, l\u2019obiettivo dell\u2019Unione \u00e8 il ritorno all\u2019et\u00e0 della pietra.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">* * *<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Fondamentalmente, il mostruoso pacchetto sarebbe stato scritto sotto dettatura tedesca: \u201cla Germania ha avuto ci\u00f2 che voleva\u201d \u2013 scrive Politico. In uno sforzo che si dice elettorale: nel senso di sostegno alla campagna elettorale della CDU in vista delle elezioni nazionali tedesche di settembre, nelle quali l\u2019avversario principale della CDU sono i Verdi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Un altro indizio di germanicit\u00e0 del pacchetto \u00e8 nell\u2019enfasi, posta da Von der Leyen, nel dare per scontato che \u201cl\u2019economia basata sui combustibili fossili ha raggiunto i suoi limiti\u201d (in ci\u00f2 consiste la cosiddetta economia decarbonizzata). Ebbene, la Germania \u00e8, notoriamente, una potenza industriale priva di una propria grande industria petrolifera: Total \u00e8 francese, Shell olandese, Eni italiana \u2026 ma una Eni tedesca non c\u2019\u00e8. Dunque, per la Germania, cosa vi sarebbe di meglio che toglierla pure agli altri Paesi?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Di tale sospetto troviamo una sfolgorante conferma nelle parole di Jeffrey Sachs (quello che consigliava Eltsin) su La Repubblica: \u201cl\u2019epoca dei combustibili fossili \u00e8 finita\u201d \u2026 e qui fa il pappagallo della Von der Leyen; \u201cbisogna smantellare la rete di potere e interessi sostenuta dall\u2019industria dei combustibili fossili\u201d; chi la difende \u00e8 affetto da \u201ccorruzione, ignoranza e avidit\u00e0\u201d. Epper\u00f2 la Ue \u201csoffre meno della potenza dell\u2019industria del fossile\u201d \u2026 espressione che non pu\u00f2 che riferirsi alla sola Germania.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Terzo indizio di germanicit\u00e0 troviamo nelle conclusioni logiche di Sachs: la Ue \u201cpotrebbe lavorare a un accordo con la Cina, visto che l\u2019America si \u00e8 incartata in una sorta di Guerra Fredda con Pechino, che distoglie attenzione ed energie dalla questione climatica\u201d. Infatti, il maggiore produttore di CO2 al mondo \u00e8 la Cina seguita al secondo posto dagli Usa. Sicch\u00e9, ogniqualvolta Washington invita Berlino a riallinearsi contro Pechino, Berlino risponde che della Cina abbiamo bisogno \u201cper affrontare la sfida del cambiamento climatico\u201d. Che poi Berlino non abbia la bench\u00e9 minima intenzione di rompere con Pechino per motivi del tutto diversi, sar\u00e0 certamente un caso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">* * *<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">La Commissione \u00e8 la prima ad ammettere che il Mammut implica \u201ctrasformare radicalmente la nostra economia e la nostra societ\u00e0\u201d. Anzi, se ne fa vanto. Timmermans, in particolare, vuole la \u201clotta contro la crisi climatica e la perdita di biodiversit\u00e0\u201d e, interrogato circa le conseguenze socio-economiche della propria follia, si dice \u201cpi\u00f9 preoccupato dalla crisi climatica, pi\u00f9 preoccupato dall\u2019ecocidio che ne pu\u00f2 derivare\u201d. In ogni caso: \u201cWe have no other option\u201d \u2026 TINA, come un Mario Monti qualunque.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Grazie al cielo, il Commissario Stranamore si \u00e8 trovato di fronte una mezza rivoluzione di palazzo. La Francia, in particolare, memore dei gilet gialli. Ma pure tutto l\u2019est Europa e (pare, ma non \u00e8 confermato) persino il governo italiano. Sicch\u00e9, il meraviglioso piano verde rischia seriamente di trovarsi subito impantanato: \u201cl\u2019approvazione potrebbe richiedere anni\u201d, fanno sapere diplomatici degli Stati membri.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Il che ci pare cosa buona e giusta. Perch\u00e9 non vogliamo tornare all\u2019et\u00e0 della pietra.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Ma pure per amore di buon senso: la rivoluzione normativa non pu\u00f2 precedere una rivoluzione tecnologica, ma solo seguirla. Non si pu\u00f2 vietare per legge l\u2019uso delle candele, se ancora non \u00e8 stata inventata la lampadina. Non si pu\u00f2 vietare per legge l\u2019uso delle carrozze a cavallo, se ancora non \u00e8 stato inventato il motore a scoppio. Il che \u00e8, per\u00f2 e precisamente, ci\u00f2 che pretenderebbe di fare l\u2019Ue. Cos\u00ec il commissario per l\u2019energia: \u201cDobbiamo trasformare l\u2019evoluzione delle energie rinnovabili in una rivoluzione\u201d \u2026 come se Volta lo avesse creato per decreto Napoleone, come se Edison lo avesse creato per legge il presidente Rutherford B. Hayes. La Ue vuole aiutare una rivoluzione tecnologica? Allora, investa prima decine di miliardi nella ricerca sull\u2019idrogeno, ne attenda i risultati e solo dopo modifichi le normative. Nel frattempo evitando di dissanguare i propri sudditi con tasse nuove e tiranniche.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><b>FONTE:<\/b>\u00a0<a href=\"http:\/\/www.atlanticoquotidiano.it\/quotidiano\/ecco-il-mostro-green-ue-del-commissario-stranamore-una-minaccia-mortale-per-famiglie-e-imprese\/\">http:\/\/www.atlanticoquotidiano.it\/quotidiano\/ecco-il-mostro-green-ue-del-commissario-stranamore-una-minaccia-mortale-per-famiglie-e-imprese\/<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>da TERMOMETRO GEOPOLITICO (Musso) Il 14 luglio 2021, la Commissione europea se ne \u00e8 uscita con un pacchetto di proposte volte a \u201cridurre le emissioni nette di gas a effetto serra di almeno il 55 per cento entro il 2030, rispetto ai livelli del 1990 \u2026 affinch\u00e9 l\u2019Europa diventi il primo continente a impatto climatico zero entro il 2050\u201d. 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