{"id":66432,"date":"2021-07-23T09:30:00","date_gmt":"2021-07-23T07:30:00","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=66432"},"modified":"2021-07-23T02:07:12","modified_gmt":"2021-07-23T00:07:12","slug":"germania-e-stati-uniti-verso-lintesa-sul-nord-stream-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=66432","title":{"rendered":"Germania e Stati Uniti verso l\u2019intesa sul Nord Stream 2?"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\">da <strong>TERMOMETRO GEOPOLITICO<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>(Emanuel Pietrobon)<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Germania e Stati Uniti avrebbero trovato un accordo per porre fine alla controversia generata dalla costruzione del gasdotto della discordia: il tanto discusso Nord Stream 2. La notizia era nell\u2019aria da tempo, perch\u00e9 le due diplomazie avevano sveltito i lavori al tavolo negoziale nell\u2019immediato dopo-Trump, e, se effettivamente confermata \u2013 perch\u00e9 trattasi, invero, di un\u2019indiscrezione proveniente da Bloomberg \u2013, rappresenterebbe l\u2019epilogo di una lunga storia cominciata esattamente dieci anni or sono.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">La bozza dell\u2019accordo<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">L\u2019intesa anticipata da Bloomberg sarebbe stata formulata con il duplice obiettivo di contentare le parti direttamente coinvolte nel NS2, ovvero Germania e Russia, e di soddisfare le esigenze di sicurezza del patrono del Vecchio Continente, cio\u00e8 gli Stati Uniti. Curiosamente, ma non sorprendentemente, l\u2019indiscrezione filtra nella stampa che conta a pochi giorni di distanza dal vertice Biden-Merkel alla Casa Bianca, durante il quale il presidente degli Stati Uniti, prendendo pubblicamente atto dell\u2019inutilit\u00e0 delle sanzioni e dei cantieri quasi ultimati, aveva lasciato presagire un possibile accordo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">E quell\u2019accordo, secondo quanto appreso da Bloomberg, consentirebbe alla Germania di tornare a respirare (definitivamente) \u2013 fine delle sanzioni al NS2 e del supporto americano alle pressioni provenienti da Baltici, Polonia e Romania \u2013 in cambio della promessa di investimenti (consistenti) nel settore energetico dell\u2019Ucraina \u2013 bisognevole di supporto diplomatico per continuare a ricevere le tasse di transito da Gazprom, che valgono circa due miliardi di dollari l\u2019anno, e di aiuto economico e tecnico per concretare una transizione verde funzionale all\u2019emancipazione energetica dalla Russia. A quest\u2019ultimo proposito, sembra che Berlino abbia acconsentito ad un investimento iniziale di 175 milioni di dollari nel fondo ucraino per la rivoluzione verde e ad un\u2019ulteriore iniezione di 70 milioni di dollari per lanciare un ufficio dedicato allo sviluppo delle relazioni energetiche con Kiev.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Per quanto riguarda Washington, che scommette su quest\u2019intesa ragionevole per chiudere un capitolo della guerra fredda 2.0 la cui rilevanza \u00e8 andata scemando nel corso del tempo \u2013 perch\u00e9 i lavori avevano superato la soglia della boicottabilit\u00e0 e i fronti veri, ad ogni modo, sono altri \u2013, si riserverebbe il diritto di applicare sanzioni in presenza di comportamenti aggressivi da parte di Mosca nei confronti di Kiev. La Germania, similmente, si impegnerebbe ad \u201cintraprendere delle azioni nazionali\u201d a tutela della sicurezza e della sovranit\u00e0 dell\u2019Ucraina, tra le quali \u201cpressioni per misure a livello di Unione Europea\u201d e \u201csanzioni per limitare le esportazioni energetiche della Russia\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Felici e scontenti<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">L\u2019intesa tra Germania e Stati Uniti, di cui Bloomberg ha ottenuto una bozza e si attendono conferme ufficiali, renderebbe qualcheduno felice e molti scontenti, ed il suo contenuto era tanto pronosticabile \u2013 riflette una proposta partorita dalla diplomazia berlinese ad agosto dello scorso anno \u2013 quanto inevitabile era una fine della controversia in stile guerra degli elefanti \u2013 l\u2019erba schiacciata, in questo caso, sono gli avamposti della russofobia politica dell\u2019Europa postcomunista, dalla Polonia all\u2019Ucraina, che sono e restano dei veri e propri agnelli sacrificali e sacrificabili quando le circostanze lo richiedono.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">I felici sono la Germania, che vince una battaglia fondamentale in materia di sicurezza energetica e di diritto esclusivo ad una semi-autonomia strategica che non ha eguali in Europa \u2013 con le eccezioni di Francia e della ribelle Ungheria \u2013, la Russia, che pu\u00f2 continuare a difendere il proprio status di dominanza nell\u2019euromercato del gas naturale \u2013 duramente attaccato da Barack Obama e Donald Trump \u2013, e gli Stati Uniti, che scaricano sulla locomotiva d\u2019Europa gli oneri e le responsabilit\u00e0 del mantenimento in sicurezza dell\u2019Ucraina.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Gli scontenti sono innumerevoli, a partire dall\u2019Ucraina \u2013 prima abbandonata nel corso della crisi tra Donbass e Mar Nero e dopo messa da parte in sede di negoziazione della pace fredda tra Stati Uniti e Russia \u2013 per poi giungere alla famiglia polacco-baltica \u2013 oppositrice del NS2 sin dai primordi \u2013 e a quelle forze nonstatuali che sono i partiti occidentali di ispirazione liberal-progressista \u2013 che nel Cremlino vedono pi\u00f9 un nemico esistenziale da contenere sempre e comunque che un rivale con cui scendere a patti quando e dove possibile \u2013, tra le quali lo stesso Partito Democratico a cui appartiene Biden, dove la bloombergata ha suscitato parecchi malumori.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Un accordo prevedibile e inevitabile, dunque, nonostante le opinioni contrarie degli ultimi anni e degli ultimi mesi. Opinioni legittime che, per\u00f2, come avevamo preannunciato nei mesi scorsi, non tenevano conto del fattore pi\u00f9 importante: l\u2019impossibilit\u00e0 di fermare un gasdotto virtualmente completato agitando lo spauracchio delle sanzioni. Non un gasdotto qualunque, tra l\u2019altro, come l\u2019assassinabile South Stream, ma il Nord Stream 2, il gasdotto del destino \u2013 il destino di GeRussia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>FONTE<\/strong>:\u00a0<a href=\"https:\/\/it.insideover.com\/politica\/germania-e-stati-uniti-verso-l-intesa-sul-nord-stream-2.html\">https:\/\/it.insideover.com\/politica\/germania-e-stati-uniti-verso-l-intesa-sul-nord-stream-2.html<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>da TERMOMETRO GEOPOLITICO (Emanuel Pietrobon) Germania e Stati Uniti avrebbero trovato un accordo per porre fine alla controversia generata dalla costruzione del gasdotto della discordia: il tanto discusso Nord Stream 2. 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