{"id":66442,"date":"2021-07-23T09:35:57","date_gmt":"2021-07-23T07:35:57","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=66442"},"modified":"2021-07-23T09:35:57","modified_gmt":"2021-07-23T07:35:57","slug":"massa-di-idioti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=66442","title":{"rendered":"Massa di idioti!"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>L&#8217;INTELLETTUALE DISSIDENTE (Cino Vescovi)<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: center\"><strong><span style=\"font-size: 14pt\">Non sappiamo pi\u00f9 cosa diciamo, non sappiamo pi\u00f9 cosa leggiamo. Storia di fatali incomprensioni, da \u201cIl cielo \u00e8 sempre pi\u00f9 blu\u201d alla Cultura del cancellino<\/span><\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p class=\"has-drop-cap\">L\u2019Italia vince gli Europei, gli italiani scendono in piazza e cantano:\u00a0<em>Il cielo \u00e8 sempre pi\u00f9 blu<\/em>. Se cantano quella canzone allora non han capito nulla, ma fa lo stesso \u2013 \u00e8 la gioia della festa, non stiamo a sottilizzare. Una pubblicit\u00e0 di supermercati, tutta pregna di ottimismo e quindi di invito all\u2019acquisto, usa per\u00f2 la stessa canzone: per cui anche alla Lidl\u00a0<em>Il cielo \u00e8 sempre pi\u00f9 blu<\/em>. Qui magari qualcuno del marketing avr\u00e0 pure capito, ma giustamente se ne sar\u00e0 fregato. Ormai quella canzone rappresenta per molti la quintessenza della gioia e della fiducia nell\u2019oggi e nel domani, per cui perch\u00e9 non servirsene?<\/p>\n<p><strong>E s\u00ec che Rino Gaetano aveva scritto il contrario, perch\u00e9 quella era una clamorosa presa per il culo dell\u2019ottimismo cieco che, nell\u2019Italia del 1975, non poteva che suonare falso.<\/strong>\u00a0Ma \u00e8 comunque un pezzo che ha conservato una certa freschezza, al punto da essere ancora saccheggiato. Tanto sentono solo il ritornello (lo sfott\u00f2!) e saltano a pi\u00e8 pari tutto il resto:\u00a0<em>Chi vive in baracca, chi suda il salario, chi ha scarsa memoria, chi ruba, chi lotta, chi ha fatto la spia\u2026\u00a0<\/em>E se il ritornello \u00e8 allegro, \u00e8 solo perch\u00e9 sfotte l\u2019irrazionale fiducia nel fatto che\u00a0<em>andr\u00e0 tutto bene<\/em>. Ma quelli che cantano urlando che\u00a0<em>Il cielo \u00e8 sempre pi\u00f9 blu<\/em>\u00a0intendono che del domani vi \u00e8 certezza: sar\u00e0 tutto bellissimo. Grottesco, ma \u00e8 cos\u00ec.<\/p>\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-143905\" src=\"https:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/v2\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/digital-cover-rino-gaetano-scaled.jpg\" alt=\"\" \/><\/figure>\n<p><strong>Il fatto \u00e8 che pochi fanno attenzione alle parole. Non \u00e8 molto originale dirlo, ma va bene ripeterlo. Le parole sono merce abusata, e lo spreco che se ne fa \u00e8 superiore a qualunque spreco di acqua o energie naturali.\u00a0<\/strong>Vengono soprattutto sprecate da chi non sa che farsene o come utilizzarle. A volte sono gli scrittori \u2013 molto spesso sono i lettori.<\/p>\n<p>Per cui aveva torto (oppure peccava di ottimismo) perfino un\u2019osservatrice caustica come Fran Lebowitz, quando prendeva in giro le magliette con la scritta, con il\u00a0<em>messaggio<\/em>:\u00a0<em>Se la gente non vuole ascoltare cosa avete da dire\u00a0<\/em>voi<em>, cosa vi fa pensare che lo vogliano sentire dalla vostra felpa<\/em>? Perch\u00e9 in realt\u00e0 la gente quasi sempre neanche sa che cosa porta scritto addosso. E se lo sa, non lo capisce.\u00a0<strong>\u00c8 la stessa storia di quelli che si fanno tatuare ideogrammi cinesi o giapponesi: i tatuati son convinti di essersi scritti addosso guerreschi messaggi di amore onore forza e morte (e, ovviamente,\u00a0<em>resilienza<\/em>) \u2013<\/strong>\u00a0io confido che tatuatori dotati di buon umorismo li abbiano marchiati con un bel\u00a0<em>Sono il babbione dei due mondi e me lo scrivo pure addosso<\/em>.<\/p>\n<p>(Oppure \u00e8 la stessa storia di quando Vasco Rossi cantava\u00a0<em>Delusa<\/em>\u00a0contro le ragazze di Non \u00e8 la RAI, le quali allora ballavano ammiccanti\u00a0<em>Delusa<\/em> a Non \u00e8 la RAI. Perch\u00e9 Vasco Rossi pensava di aver scritto chiss\u00e0 che presa per il culo, mentre Boncompagni \u2013 molto pi\u00f9 lungimirante \u2013 sapeva benissimo che quel supposto sfott\u00f2 poteva essere usato a suo favore. Tanto, la gente non ascolta nemmeno. Basta la musica e basta ballare \u2013 le parole, se anche dicono il contrario, chi se ne fotte. Chi \u00e8 che le ascolta e le pesa?).<\/p>\n<p>E adesso, la narcisata. Personalmente, ho scritto per questa testata una ventina di articoli. Condivido dunque con altri autori l\u2019immenso privilegio di potermi divertire leggendo i commenti a quel che ho scritto. Critiche invariabilmente schizofreniche, cose da elenco dell\u2019Avvelenata di Guccini (<em>io tutto io niente io stronzo io ubriacone, io poeta io buffone, io anarchico, io fascista<\/em>\u2026).\u00a0<strong>Talvolta, per lo stesso scritto, \u00e8 stato bellissimo leggere che risultava (al contempo) fascista, comunista, clericale e socialista. Oltre a varie altre cose. Tutto ci\u00f2, naturalmente, mi \u00e8 dispiaciuto moltissimo:<\/strong>\u00a0perch\u00e9 nessuno ha scritto delle mie influenze monarchiche, comunarde, uomoqualunquiste? Del mio evidente decabrismo! Ci avrei tenuto moltissimo: non c\u2019entrando nulla coi fascisti o i comunisti o i clericali, potevano almeno dire che ero un decabrista. Non c\u2019entro niente nemmeno con loro: ma vuoi mettere la soddisfazione personale di passare per decabrista nell\u2019anno del Signore 2021?<\/p>\n<p>Essere incompresi, di per s\u00e9, non sarebbe un problema. Per qualcuno, nei secoli dei secoli, pu\u00f2 essere stato un dramma, che \u00e8 una cosa tutta diversa. Da Poe a Morselli, da Van Gogh a Schopenhauer a Bach. Perfino Tenco, toh: la Storia \u00e8 lastricata dalle pietre di quelli su cui nessuno \u00e8 inciampato\u00a0<em>nel momento giusto<\/em>, ma solo pi\u00f9 tardi (o magari mai \u2013 quanti saranno, in realt\u00e0, i\u00a0<em>mai<\/em>\u00a0che pure avevano la stessa forza?). Adesso, per\u00f2, il rischio non \u00e8 pi\u00f9 solo quello di rimanere incompresi, e magari\u00a0<em>riscoperti<\/em>, come si dice.\u00a0<strong>Qui, tra Cultura del cancellino,\u00a0<em>metoo<\/em>\u00a0e nuove leggi scritte in modo tale per cui \u2013 altro che storie \u2013\u00a0<em>potrebbero<\/em>\u00a0certamente essere interpretate come utili per colpire quelli che\u00a0<em>potrebbero<\/em>\u00a0aver commesso un reato di opinione, essere incompresi, o compresi male, pu\u00f2 diventare un vero problema.\u00a0<\/strong>Se ospitato in un\u2019aula di giustizia, poi, anche costoso. Perch\u00e9 l\u2019abbiamo visto: si legge male e si capisce quel che si vuole capire \u2013 si capisce peggio.<\/p>\n<p>Inutile ricorrere ai grandi nomi per uscire indenni. Per chi si trovi in stato di necessit\u00e0 di scrivere di certi argomenti, una strategia potrebbe essere quella di uscirne, davvero, all\u2019italiana. Bassi bassi. Alla Zalone. Per cui alla fine tutti ridono \u2013 ma nessuno \u00e8 certo di capire se\u00a0<em>ci \u00e8 o ci fa<\/em>. E quindi pu\u00f2 tranquillamente cantare che\u00a0<em>Gli uomini sessuali sono gente tali e quali come noi \/ noi normali.<\/em>\u00a0E chi ci vuole vedere quello che sfotte le checche, ride. E chi ci vuole vedere quello che sfotte quelli che sfottono le checche, ride pure lui. Lasciando in fondo irrisolto il dubbio se ci \u00e8 o ci fa. Per me, l\u2019uomo \u00e8 tutt\u2019altro che scemo \u2013 per cui ci \u00e8\u00a0<em>e<\/em> ci fa. E si diverte pure parecchio, in quel suo stare in cima al crinale della vera ambiguit\u00e0. Comunque inattaccabile. Perfino in tribunale. Certo, bisogna esserne capaci.<\/p>\n<p>(Zalone non \u00e8 il primo, non sar\u00e0 l\u2019ultimo. L\u2019han fatto anche gli Squallor. Gli Skiantos \u2013 anche se loro si premuravano di precisare inutilmente che\u00a0<em>Calpesta il paralitico<\/em>, in realt\u00e0, contro tutti i falsi pietismi, era da intendersi in senso opposto a quello letterale. Perfino gli Elii, ai loro tempi.\u00a0<strong>Chi potrebbe adesso cantare liberamente degli stilisti che\u00a0<em>C\u2019\u00e8 un cartello di ricchioni che ha deciso che<\/em>\u00a0\/\u00a0<em>l\u2019anno scorso andava il rosso e quest\u2019anno il bl\u00e8<\/em>?<\/strong>\u00a0Quelli potevano farlo perch\u00e9 avevano un curriculum talmente immacolato ed erano talmente bravi che potevano dire e fare tutto quello che volevano. E per fortuna).<\/p>\n<p>A dirla tutta, a me questi argomenti neanche interessano granch\u00e9. Sono mode, ideologie \u2013 e quindi bisognerebbe cercare di starne lontani. Le ideologie passano e datano le cose in modo irrimediabile. Certo, non mi piace quando la Legge va a cadere in ambiti che per me non sono quelli suoi propri, prevedendo limiti rilevanti penalmente (molto pi\u00f9 che diritti) di cui non si sentiva tutta questa necessit\u00e0. Per me contano di pi\u00f9 quelli che magari non hanno necessit\u00e0 di scrivere di queste cose, ma sentono \u2013 a torto o a ragione \u2013 di dover scrivere. Per loro, rimangono vive altre domande. Per chi scrivere, se tanto non si legge affatto o si legge\u00a0<em>male<\/em>? (Per chi parlare, se tanto non si ascolta o si ascolta\u00a0<em>male<\/em>?). Be\u2019, intanto chi ci crede davvero scrive soprattutto per se stesso \u2013 e cos\u00ec ha sempre pubblico da vendere. E poi, comunque, in fondo lo sappiamo che da qualche parte sopravvive un litigioso villaggetto gallico che resiste ora e sempre agli invasori romani e che, per quanto piccolo, pu\u00f2 comprendere.<\/p>\n<p>(Certo, \u00e8 difficile \u2013 ma il cielo \u00e8 sempre pi\u00f9 su).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>FONTE:\u00a0 <a href=\"https:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/controcultura\/societa\/massa-incomprensione-vescovi\/\">https:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/controcultura\/societa\/massa-incomprensione-vescovi\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di L&#8217;INTELLETTUALE DISSIDENTE (Cino Vescovi) &nbsp; Non sappiamo pi\u00f9 cosa diciamo, non sappiamo pi\u00f9 cosa leggiamo. Storia di fatali incomprensioni, da \u201cIl cielo \u00e8 sempre pi\u00f9 blu\u201d alla Cultura del cancellino &nbsp; L\u2019Italia vince gli Europei, gli italiani scendono in piazza e cantano:\u00a0Il cielo \u00e8 sempre pi\u00f9 blu. 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