{"id":66446,"date":"2021-07-23T11:42:20","date_gmt":"2021-07-23T09:42:20","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=66446"},"modified":"2021-07-23T11:42:20","modified_gmt":"2021-07-23T09:42:20","slug":"il-5g-americano-si-fa-militare-i-piani-di-lockheed-martin","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=66446","title":{"rendered":"Il 5G americano si fa militare. I piani di Lockheed Martin"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\">di <strong>FORMICHE (Stefano Pioppi)<\/strong><\/p>\n<p><em>Lockheed Martin sta testando il progetto Hydra, teso a verificare la possibilit\u00e0 di sviluppare una rete 5G militare in cui connettere i vari assetti. Ha iniziato con un F-35 e un F-22, \u201clinkati\u201d grazie a un U-2 posto ad alta quota. La tabella di marcia, spiegata dal ceo Jim Taiclet, segue l\u2019impronta del Pentagono di Lloyd Austin e Joe Biden<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La guerra del futuro si giocher\u00e0 soprattutto nel dominio informativo. Vincer\u00e0 (ed eserciter\u00e0 la migliore deterrenza) chi avr\u00e0 informazioni migliori, in tempi minori, e la capacit\u00e0 di diffonderle rapidamente dagli alti comandi alle forze in prima linea, e viceversa. Per questo serve una rete, un network potente che connetta i vari assetti, superando la logica inter-forze e abbracciando il concetto di multi-dominio, trasversale a tutte le aree operative. Su questo \u00e8 concentrato il Pentagono e, di conseguenza, anche l\u2019industria americana della difesa, abituata storicamente a evolversi e modificarsi seguendo i trend dettati dal suo principale cliente.<\/p>\n<div class=\"code-block code-block-19\" style=\"text-align: justify\">\n<div id=\"beacon_72d4f64eaf\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/servedby.publy.net\/lg.php?bannerid=0&amp;campaignid=0&amp;zoneid=24007&amp;loc=https%3A%2F%2Fformiche.net%2F2021%2F07%2Fdifesa-usa-5g-lockheed-martin%2F&amp;referer=https%3A%2F%2Fformiche.net%2Fsezione%2Fdifesa%2F&amp;cb=72d4f64eaf\" alt=\"\" width=\"0\" height=\"0\" \/><\/div>\n<\/div>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>IL RUOLO DI LOCKHEED MARTIN<\/strong><\/p>\n<div class=\"code-block code-block-7\" style=\"text-align: justify\">\n<div id=\"beacon_9995005ff3\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/servedby.publy.net\/lg.php?bannerid=0&amp;campaignid=0&amp;zoneid=23983&amp;loc=https%3A%2F%2Fformiche.net%2F2021%2F07%2Fdifesa-usa-5g-lockheed-martin%2F&amp;referer=https%3A%2F%2Fformiche.net%2Fsezione%2Fdifesa%2F&amp;cb=9995005ff3\" alt=\"\" width=\"0\" height=\"0\" \/><\/div>\n<\/div>\n<p style=\"text-align: justify\">Lo sta facendo Lockheed Martin, da anni in testa ai contractor della Difesa americana. Secondo la prestigiosa classifica stilata da\u00a0<em>DefenseNews<\/em>, ha registrato nel 2020 ricavi per 65,6 miliardi di dollari, in crescita dell\u201911% rispetto al 2019, ben sopra il +5% di media delle prime cento aziende al mondo del settore. Questo perch\u00e9, rispetto ad altri, risulta meglio piazzata sulle priorit\u00e0 identificate dal Pentagono: spazio, difesa missilistica, modernizzazione nucleare e armi ipersoniche. In un\u2019espressione, l\u2019innovazione tecnologica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>L\u2019IMPRONTA DEL PENTAGONO<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Priorit\u00e0 ulteriormente stressate dall\u2019amministrazione di\u00a0<strong>Joe Biden<\/strong>, che nella sua prima richiesta di budget al Congresso (715 miliardi di dollari in tutto, 11,3 in pi\u00f9 rispetto al 2021, +1,6%) ha previsto tagli importanti (-6%) per i sistemi legacy, ma incrementi forti (+5%) delle dotazioni per ricerca, sviluppo, test e validazione (RDT&amp;E), per cui si richiedono 112 miliardi. Da poco, anche per questo, il Pentagono si \u00e8 dotato di un apposito \u201cInnovation Steering Group\u201d. Alla base c\u2019\u00e8 la conferma del ritorno alla \u201cgreat power competition\u201d e la collocazione della Cina al primo posto tra le sfide. Ne deriva la forte attenzione per le tecnologie disruptive, dall\u2019intelligenza artificiale (<a href=\"https:\/\/formiche.net\/2021\/07\/pentagono-intelligenza-artificiale-deterrenza\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">qui un focus<\/a>) al 5G (per cui si prevedono\u00a0<a href=\"https:\/\/formiche.net\/2021\/06\/pentagono-difesa-5g-droni-basi\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">progetti di ricerca sviluppo<\/a>\u00a0da 1,5 miliardi).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>LA SPINTA DI TAICLET<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Lockheed Martin vuole inserirsi in questo \u201cshift\u201d tecnologico ed esserne protagonista, chiamata come tutti i contractor tradizionali della difesa americana a doversela vedere anche con le BigTech (Microsoft e Amazon soprattutto) che stanno entrando nel mercato militare da diversi anni. Jim Taiclet \u00e8 arrivato al vertice di Lockheed Martin a met\u00e0 dello scorso anno, ereditando l\u2019incarico che dal 2013 ricopriva Marillyn Hewson, riconosciuta nei precedenti due anni \u201cla donna pi\u00f9 potente del business americano\u201d dalla rivista Fortune. Veterano della Guerra del Golfo, classe 1961, manager navigato del business statunitense, Taiclet era membro del board di Lockheed Martin dal 2018. Di connessioni e reti se ne intende. Dal 2003 \u00e8 stato presidente e ceo di American Tower Corporation, societ\u00e0 con sede a Boston che si occupa di infrastrutture per le reti Internet e radiodiffusione, passata con la sua leadership da una capitalizzazione di 2 miliardi, a oltre 100 miliardi<em>.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>IL 5G MILITARE<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">A circa un anno dall\u2019assunzione del nuovo incarico, Taiclet ha illustrato in un\u2019intervista esclusiva a DefenseOne la nuova impronta (in continuit\u00e0 con Hewson) di Lockheed Martin. L\u2019idea \u00e8 di partecipare da subito alla fase di definizione dei nuovi standard tecnologici e architetturali, come fu negli anni 90 per lo sviluppo dell\u2019attuale Wi-Fi, nato in ambito militare e poi esploso in quello civile. L\u2019obiettivo \u00e8 integrare tutti gli assetti in un\u2019unica rete. Come? \u201cCi sono molti modi per farlo, ma penso che l\u2019unico fattibile sia iniziare letteralmente a connettere le singole piattaforme all\u2019interno di una roadmap tecnologica, che pianifichi le migliori combinazioni di piattaforme, esistenti e nuove, per creare un effetto di rete e quindi, maggiori ritorni, capacit\u00e0 e anche maggiore efficacia qualora la deterrenza non abbia successo\u201d, ha spiegato Taiclet.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>I TEST SULLE PIATTAFORME<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Lockheed Martin \u00e8 per questo focalizzata su un\u2019architettura \u201c5G.mil\u201d, che sfrutti le potenzialit\u00e0 delle reti di quinta generazione. Taiclet ha parlato di \u201carchitettura aperta, cos\u00ec che altri possano collegarsi\u201d. La tabella di marcia gi\u00e0 predisposta dall\u2019azienda mostra che \u201c\u00e8 possibile creare effetti di rete in modo incrementale nel tempo\u201d. L\u2019obiettivo del ceo \u00e8 \u201cdimostrarlo entro la fine del mio secondo anno\u201d. Lockheed Martin lo far\u00e0 con il progetto Hydra, teso a connettere tra loro un F-22 e un F-35 utilizzando come rel\u00e8 digitale un U-2, velivolo da ricognizione ad alta quota. Sono tutti e tre assetti realizzati da Lockheed Martin, ma con specifiche differenti che rendono difficile la connessione. Riuscire a linkarli \u00e8 \u201csolo l\u2019inizio di una roadmap tecnologica di prodotto che guarda indietro, integri le piattaforme esistenti, e poi avanti, innovando quelle nuove, ha notato Taiclet.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>IL PIANO PER IL JADC2<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Tutto questo segue, come detto, la via gi\u00e0 tracciata dal Pentagono. Il capo del dipartimento Lloyd Austin ha siglato a maggio la \u201cJadc2 Strategy\u201d, documento classificato su \u201cJoint all-domain command and control\u201d. Il concetto sposa il passaggio dalla logica interforze al multi-dominio, in un intreccio tra domini operativi, tecnologie e capacit\u00e0. Il primo passo \u00e8 stato di recente presentato da Kathleen Hicks, vice segretario alla Difesa che coordina il campo dell\u2019innovazione: \u201cAida\u201d, acronimo per \u201caccelerazione intelligenza artificiale e dati\u201d, funzionale all\u2019attivazione del \u201cJadc2\u201d, partendo dalla creazione di \u201cdata teams\u201d all\u2019interno degli undici comandi operativi delle Forze armate Usa. L\u2019obiettivo finale \u00e8 attivare reti multi-dominio di comando e controllo, capaci di raccogliere, elaborare e diffondere in tempo reale un enorme quantit\u00e0 di dati. Raccolti da una molteplicit\u00e0 di fonti (aerei, satelliti, radar, web) ed elaborati tramite ricorso a intelligenza artificiale, tali dati devono trasformarsi rapidamente in informazioni utili alle forze schierate in campo. Il presupposto \u00e8 una rete che metta insieme i vari assetti, ed \u00e8 proprio ci\u00f2 che Taiclet ha presentato a DefenseOne.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>LE PRIORIT\u00c0<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Lockheed Martin ha gi\u00e0 annunciato l\u2019aumento degli investimenti su quattordici tecnologie-chiave, divise tra sei aree operative. Spiccano il 5G e le comunicazioni avanzate. Lo scorso marzo il colosso ha presentato la nuova partnership con la start-up satellitare Omnispace, finalizzata allo sviluppo congiunto di una rete 5G globale dallo spazio che, tra le sue applicazioni, punta molto al settore militare. Si parla di dispositivi wireless mobili senza terminali di terra.<\/p>\n<p><strong>FONTE:<a href=\"https:\/\/formiche.net\/2021\/07\/difesa-usa-5g-lockheed-martin\/\">https:\/\/formiche.net\/2021\/07\/difesa-usa-5g-lockheed-martin\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di FORMICHE (Stefano Pioppi) Lockheed Martin sta testando il progetto Hydra, teso a verificare la possibilit\u00e0 di sviluppare una rete 5G militare in cui connettere i vari assetti. Ha iniziato con un F-35 e un F-22, \u201clinkati\u201d grazie a un U-2 posto ad alta quota. La tabella di marcia, spiegata dal ceo Jim Taiclet, segue l\u2019impronta del Pentagono di Lloyd Austin e Joe Biden La guerra del futuro si giocher\u00e0 soprattutto nel dominio informativo. Vincer\u00e0&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":98,"featured_media":39390,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[32],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/Formiche.net_.png","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7ZaJ4-hhI","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/66446"}],"collection":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/98"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=66446"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/66446\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":66447,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/66446\/revisions\/66447"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/39390"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=66446"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=66446"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=66446"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}