{"id":66562,"date":"2021-07-26T11:03:53","date_gmt":"2021-07-26T09:03:53","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=66562"},"modified":"2021-07-26T11:03:53","modified_gmt":"2021-07-26T09:03:53","slug":"agamben-il-green-pass-e-il-ruolo-della-filosofia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=66562","title":{"rendered":"Agamben, il green pass e il ruolo della filosofia"},"content":{"rendered":"<p><strong>di La Fionda (Gabriele Guzzi)<\/strong><\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"img-fluid foto-articolo lazyloaded\" src=\"https:\/\/www.lafionda.org\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/ergwergerger.jpg\" alt=\"\" data-src=\"https:\/\/www.lafionda.org\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/ergwergerger.jpg\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\u201cNegli anni a venire ci saranno solo monaci e delinquenti. E, tuttavia, non \u00e8 possibile farsi semplicemente da parte, credere di potersi trar fuori dalle macerie del mondo che ci \u00e8 crollato intorno. Perch\u00e9 il crollo ci riguarda e ci apostrofa, siamo anche noi soltanto una di quelle macerie.<a href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2021\/07\/21\/agamben-il-green-pass-e-il-ruolo-della-filosofia\/#_edn1\">[i]<\/a>\u201d<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ci sono epoche della storia in cui il bivio che ci contraddistingue come umani si radicalizza, i tempi impongono una demarcazione netta, delle soglie antropologiche, che costringono la storia umana ad una scelta, ad una vocazione, ad una svolta. Il libro di Giorgio Agamben, \u201cLa casa che brucia\u201d, parla di questo. Negli anni futuri ci saranno solo monaci e delinquenti, poeti e assassini; le terze vie, i compromessi, le zone di confine saranno sempre meno abitabili, si imporranno delle decisioni ultime, degli scatti, su cui o saremo di qua o di l\u00e0. E questa, tutto sommato, \u00e8 una buona notizia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Agamben non parla della pandemia, delle giuste misure di prevenzione, delle risposte sanitarie. Il punto \u00e8 proprio imparare a decostruire il discorso monolitico che i principali media e partiti politici impongono, per comprendere da dentro le contraddizioni, le assurdit\u00e0, le derive irragionevoli e perci\u00f2 sospette. Si tratta di discernere il grano dalla gramigna, senza estremismi, senza complottismi, ma neanche con l\u2019ingenuit\u00e0 subdola che ogni potere auspica sempre di poter suscitare nel popolo e nei suoi rappresentanti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il bivio si radicalizza proprio in questo: le derive antidemocratiche non prendono le forme classiche dei totalitarismi. I rischi per le nostre democrazie non stanno, come in realt\u00e0 molti avevano ingenuamente pensato, (tanto) nei ritorni di potenziali fascismi o razzismi (che esistono ma come fenomeni minoritari), ma nell\u2019applicazione pratica di principi giusti, su cui nessuno potrebbe dissentire, come la prevenzione della salute dei cittadini. \u00c8 l\u00ec che si cela il pericolo, \u00e8 l\u00ec che va maturato un discernimento millimetrico, un olfatto raffinato, un sistema sensoriale di anticorpi per avvertire subito una determinata deriva. Bisogna distinguere il bene dall\u2019uso distorto che ne fa il potere, che lo utilizza sempre come valore surrettizio per incrementare la sua volont\u00e0 di potenza, come un certo Novecento ci ha mostrato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Non abbiamo forse pi\u00f9 occhi. I cinque sensi sono stati talmente abituati all\u2019orrore, con migliaia di ore di film, di immagini, di storie <em>Instagram<\/em>, che oramai non distinguiamo pi\u00f9 la realt\u00e0 dalla finzione. Non siamo pi\u00f9 in grado di sentire, di intuire, di odorare, di ascoltare. L\u2019ottundimento \u00e8 fisico, \u00e8 un indebolimento delle capacit\u00e0 umane basilari, il tutto condito da un conformismo, dal terrore di essere esclusi, da meri ragionamenti privatistici di convenienza e di bottega. Ma la stessa bottega brucia, e le dimore in cui pensavamo di rifugiarci gi\u00e0 sono state abbattute, e noi tentiamo di riscaldarci attorno a delle fiammelle di identit\u00e0 sociali, mentre esse sono gi\u00e0 macerie, polvere di polvere, terra riarsa da cui potrebbe nascere qualche arbusto se non le occupassimo con le nostre paure.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">In questo tempo, le cose emergono, vengono alla luce del sole, c\u2019\u00e8 un tempo apocalittico, rivelativo. E cosa viene primariamente alla luce? Cosa stiamo vediamo in questi tempi estremi, in questo intorpidimento dello spirito sociale, in questa involuzione?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Vediamo una casa che brucia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\u201cQuale casa sta bruciando? Il paese dove vivi o l\u2019Europa o il mondo intero? Forse le case, le citt\u00e0 sono gi\u00e0 bruciate, non sappiamo da quanto tempo, in un unico immenso rogo, che abbiamo finto di non vedere. Di alcune restano solo dei pezzi di muro, una parete affrescata, un lembo del tetto, dei nomi, moltissimi nomi, gi\u00e0 morsi dal fuoco. E, tuttavia, li ricopriamo mendaci, che sembrano intatti. Viviamo in case, in citt\u00e0 arse da cima a fondo come se stessero ancora in piedi, la gente finge di abitarci ed esce per strada mascherata fra le rovine quasi fossero ancora i familiari rioni di un tempo.<a href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2021\/07\/21\/agamben-il-green-pass-e-il-ruolo-della-filosofia\/#_edn2\">[ii]<\/a>\u201d<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Questa casa che brucia, brucia da tempo, probabilmente il Novecento \u00e8 tutto un grande incendio di quella cultura metafisica, cristiana, nichilista, progressista, materialista, su cui in un modo o nell\u2019altro avevamo fondato tutte le filosofie della storia, compresa quella marxista<a href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2021\/07\/21\/agamben-il-green-pass-e-il-ruolo-della-filosofia\/#_edn3\">[iii]<\/a>. Non \u00e8 la pandemia l\u2019incendio. Essa intensifica solo il carattere rivelativo di questo fuoco, lo mostra in diretta Tv, nelle maratone elettorali o pandemiche non importa. L\u2019incendio diventa ossessione mediatica, lo portiamo in bagno nei nostri <em>smartphone<\/em>, nelle nostre camere da letto, nelle nostre metropolitane affollate dove manca oramai qualunque esperienza umana, nelle citt\u00e0 divenute cumuli di macerie, dove continuano per\u00f2 le razzie dei mercanti, il pianto delle vedove e i variet\u00e0 osceni dell\u2019industria culturale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Un elemento caratteristico di questo incendio \u00e8 infatti la profondit\u00e0 che ha raggiunto. Esso \u00e8 divenuto un\u2019infiammazione dei corpi, dei nostri polmoni. La casa che brucia siamo noi, i nostri linguaggi fiacchi, i nostri corpi bulimici o iperallenati, le nostre istituzioni, le parole delle chiese come quelle dei partiti, dei preti e dei presidenti, involucri vuoti, mere ripetizioni, cerimonie scadenti che ossequiano un culto a cui nessuno crede, a cui nessuno spera. Le parole sono senza ossigeno, hanno un tasso di saturazione basso, le risorse spirituali, politiche, poetiche si sono rivelate deboli, fiacche, con poca voce, poco fiato. E noi oggi avremmo bisogno di polmoni robusti e duraturi, capaci di grandi scatti di denuncia, di polmoni sfacciati ma perseveranti. \u201cCi occorre un fiato da fracassare dei vetri. E nondimeno abbiamo bisogno d\u2019un fiato che possa esser trattenuto a lungo.<a href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2021\/07\/21\/agamben-il-green-pass-e-il-ruolo-della-filosofia\/#_edn4\">[iv]<\/a>\u201d Scriveva Ren\u00e9 Char.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Pandemia e ruolo della filosofia<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il compito della filosofia nella pandemia non pu\u00f2 certamente essere quello di indicare evidenze scientifiche sull\u2019efficacia dei vaccini. La filosofia in Occidente svolge innanzitutto un ruolo di ordinamento razionale.\u00a0 Sebbene questa funzione sia stata (giustamente) criticata nel corso degli ultimi centocinquant\u2019anni, \u00e8 indubbio che questa funzione sia connaturata al corso del pensiero europeo fin dalle origini. Questa capacit\u00e0 di valutazione razionale delle cose sembra essere venuta meno nel dibattito pubblico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La realt\u00e0 che osserviamo \u00e8 che la presunta ragionevolezza della gestione e del racconto mainstream \u00e8 abbastanza irragionevole, piena di punti deboli, di incongruenze, di idee modificate dal giorno alla notte i cui cambiamenti non vengono mai discussi n\u00e9 spiegati. La filosofia dovrebbe assumere il ruolo di mostrare le incongruenze all\u2019interno dello stesso monolite scientifico, che se studiato (anche poco), mostra grande pluralismo, grande dibattito, idee divergenti. Non si parla di no-vax, ma di studiosi, medici, epidemiologi, che semplicemente dissentono su alcune questioni. \u00c8 giusto dare il vaccino ai minori quando il loro tasso di mortalit\u00e0 \u00e8 pari a zero? In che misura i vaccinati riducono il rischio di contagiare? Qual \u00e8 il rapporto rischi\/benefici? Che nesso c\u2019\u00e8 tra la vaccinazione di massa e la proliferazione di varianti? Che senso ha auspicare di bloccare la proliferazione di varianti con la vaccinazione di massa nei paesi occidentali quando intere nazioni nel mondo hanno tassi di vaccinazione ancora irrisori? E poi, nel caso in cui la vaccinazione di massa riduca la diffusione del virus di una percentuale, questo guadagno \u00e8 comparabile al costo di ridurre in maniera cos\u00ec drastica le libert\u00e0 civili introducendo forme di discriminazione? \u00c8 rispettato il principio costituzionale di proporzionalit\u00e0? Oppure, \u00e8 corretto introdurre surrettiziamente un obbligo vaccinale rendendo la partecipazione sociale a moltissime attivit\u00e0 vincolata alla vaccinazione?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Oggi nessuno fa pi\u00f9 domande. Siamo una societ\u00e0 pre-socratica, non nel senso heideggeriano, ma nel senso che l\u2019<em>agor\u00e0<\/em> ha perso il pungolo della ragione che decostruisce le convinzioni pi\u00f9 radicate nel discorso con la potenza discreta del domandare. Il domandare \u00e8 il nemico del tiranno. Perch\u00e9 il tiranno vuole sempre convincere il popolo di una totalit\u00e0 dotata di senso alla radice del suo comportamento. Vuole dare sempre delle ragioni (scientifiche) che spieghino che anche i suoi atti pi\u00f9 orrendi e inumani siano fondati, sensati, all\u2019interno di un mondo ordinato e, alla fine, buono. Per questo, bisogna dissentire, sospettare, distaccarsi quando il discorso si fa troppo compatto, e l\u2019entusiasmo osannatore permea la mente anche dei cosiddetti uomini di cultura.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Incendio o fuoco battesimale?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">C\u2019\u00e8 forse per\u00f2 un\u2019altra prospettiva da cui guardare questo incendio, questa infiammazione universale. In questi tempi estremi, sembra che si stia radicalizzando un bivio, una scelta che da sempre abita l\u2019uomo, per come almeno viene rivelato nella nostra cultura. Monaci o delinquenti, poeti o assassini. Il bivio che si radicalizza non \u00e8 che un\u2019estremizzazione di una scelta che abita l\u2019uomo. La vera differenza \u00e8 che questo bivio oggi non riguarda pi\u00f9 solo il campo individuale, l\u2019ambito delle decisioni personali, ma diviene la scelta politica fondamentale, un bivio che interessa tutti e che tutti interpella.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La vocazione non \u00e8 pi\u00f9 solo un fatto individuale, per pochi santi, ma diviene l\u2019ordine del giorno di una intera comunit\u00e0 storica. Si pone dinanzi all\u2019uomo occidentale, oramai divenuto planetario, quella revocazione di ogni identit\u00e0 falsa su cui aveva costruito i propri mondi storici, le identit\u00e0 fittizie, e aumenta il volume di una vocazione altra, di una identit\u00e0 altra. C\u2019\u00e8 un bivio che urge nelle nostre vene come nei discorsi politici, che ci obbliga a scegliere, in quale mondo voler abitare, quale uomo o donna diventare, che tipo di societ\u00e0 vogliamo costruire.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\u201cLa vocazione messianica \u00e8 la revocazione di ogni vocazione. In questo senso, essa definisce la sola vocazione che mi sembra accettabile.<a href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2021\/07\/21\/agamben-il-green-pass-e-il-ruolo-della-filosofia\/#_edn5\">[v]<\/a>\u201d<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Questa bellissima definizione che Agamben usa per commentare lo straordinario passaggio paolino della Prima Lettera ai Corinzi oggi diviene una descrizione dell\u2019uomo comune nella sua media quotidianit\u00e0. Il tempo si \u00e8 fatto breve, si \u00e8 contratto, si \u00e8 addensato nelle soglie di una societ\u00e0 desolata, di una terra del tramonto, con uomini impagliati ma con tutte le applicazioni <em>social<\/em> sullo smartphone, compreso quel <em>green<\/em> pass che decide per noi l\u2019accesso alla socialit\u00e0. E questa universalizzazione della vocazione, questa provocazione alla soglia dei tempi, non \u00e8 una tragedia, non \u00e8 la fine dei tempi, ma la fine di <em>un<\/em> tempo, quello s\u00ec, il dissolvimento di un ordine storico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Chi revoca ogni sua identit\u00e0, chi accetta di morire all\u2019uomo vecchio nella casa che brucia, si sintonizza con il bivio che ora lo reclama e lo appella, in quelle macerie che diventano sempre pi\u00f9 visibili. Il Regno di cui parla Agamben, il tempo messianico, accade ora, per chi lo vuole vedere, nel tempo che confuta questo tempo. \u00c8 un\u2019esperienza della temporalit\u00e0 diversa, che ha contraddistinto tutto il pensiero rivoluzionario moderno, anche quando esso rimaneva inconsapevolmente ancorato ad una concezione del tempo diversa. Questo irrompe nella vita quotidiana di tutti noi, dove emerge l\u2019urgenza di una forma nuova di militanza, o meglio di testimonianza, che \u00e8 sempre, come l\u2019etimologia ci dice, anche un\u2019esperienza di martirio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\u201cLa testimonianza \u00e8 quell\u2019esperienza della lingua che resta quando tutte le frasi sono state dette, tutte le opinioni dotate di senso sono state proferite \u2013 o si suppongono tali.<a href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2021\/07\/21\/agamben-il-green-pass-e-il-ruolo-della-filosofia\/#_edn6\">[vi]<\/a>\u201d<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La testimonianza \u00e8 il martirio di una esperienza del linguaggio, \u00e8 cio\u00e8 un fenomeno battesimale. La testimonianza \u00e8 quella vocazione politica inserita nella rivelazione giudaico-cristiana, e quindi non astrattamente universale, che si appropria dell\u2019uomo al bivio. E questa testimonianza sembra non dire nulla, inizialmente, non avere grandi obiettivi. Non ha nulla da dire se non ricordarci di questo bivio, riportarci nell\u2019aperto dove questo bivio ci attrae a s\u00e9, ora, soprattutto in questa estremizzazione dei tempi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Chi accetta di morire al nulla della revocazione di ogni identit\u00e0, al nichilismo che non \u00e8 che \u201cil limite ultimo cui giunge una filosofia che non trapassa in testimonianza\u201d<a href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2021\/07\/21\/agamben-il-green-pass-e-il-ruolo-della-filosofia\/#_edn7\">[vii]<\/a>, diviene quel principio di contraddizione della temporalit\u00e0 mondana e dell\u2019ordine politico su cui essa si fonda. Il bivio che si sta facendo universale accade cio\u00e8 alla fine dei tempi, esattamente ora. \u00c8 una sociologia battesimale, dove l\u2019essere viene rigenerato nella parola che lo nomina, che \u00e8 sempre povera, mendicante. \u00c8 una parola alla fine di s\u00e9, al limite, che elemosina un verbo che la ridica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>La possibilit\u00e0 di una politica incendiaria<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Forse questa casa che brucia, questo incendio, non \u00e8 che questa esperienza battesimale di un dissolvimento resosi news giornalistica quotidiana. E questa esperienza di rinnovamento \u00e8 ben lungi dall\u2019essere un racconto consolatorio. Innanzitutto, perch\u00e9 essa \u00e8 un\u2019esperienza precaria, instabile, che viene e va, mentre i megafoni di questo mondo ripetono h24, con la sicumera salda di chi sa, i loro bollettini di morte. Nel testo \u201cLa biblioteca \u00e8 in fiamme\u201d del 1955 Ren\u00e9 Char scrive che \u201cil poeta non trattiene ci\u00f2 che scopre; dopo averlo trascritto, presto lo perde. In ci\u00f2 risiede la sua novit\u00e0, il suo infinito e il suo pericolo\u201d<a href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2021\/07\/21\/agamben-il-green-pass-e-il-ruolo-della-filosofia\/#_edn8\">[viii]<\/a>. Agamben scrive che il Regno non avviene \u201ccome una cosa, un gruppo, una chiesa, un partito. Il Regno coincide sempre col suo annuncio, che non ha altra realt\u00e0 che la parola \u2013 la parabola \u2013 che lo dice.<a href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2021\/07\/21\/agamben-il-green-pass-e-il-ruolo-della-filosofia\/#_edn9\">[ix]<\/a>\u201d<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il Regno, il bivio, l\u2019incendio, il battesimo, non sono cio\u00e8 oggetti che possiamo controllare, maneggiare, non sono neanche solo concetti della nostra esperienza del pensiero, perch\u00e9 ogni esperienza del pensiero sgorga da quel bivio, da quell\u2019incendio, da quel battesimo, che anche se nascosto, celato, perseguitato, continua ad ardere la legna raccolta. \u201cAscoltare la parola del Regno significa allora fare esperienza della sorgivit\u00e0 della parola, di una parola che resta sempre veniente e illeggibile, che sta sola e prima nella mente e non si sa da dove venga e dove vada\u201d<a href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2021\/07\/21\/agamben-il-green-pass-e-il-ruolo-della-filosofia\/#_edn10\">[x]<\/a>. C\u2019\u00e8 un\u2019anarchia della parola ma c\u2019\u00e8 anche un Regno, ossia un ordine, c\u2019\u00e8 una libert\u00e0 assoluta, che non possiede nulla ma dona, ma c\u2019\u00e8 anche una geometria millimetrica, un\u2019esattezza dell\u2019annuncio, che non ammette errori n\u00e9 disertori.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La domanda che allora sorge forte e urgente \u00e8 come possiamo costruire una nuova comunit\u00e0 politica su queste basi. Questa parola che irrompe, che confuta, che contraddice, che spodesta i potenti dai loro troni e che annuncia ai poveri la buona notizia, pu\u00f2 diventare esperienza comune, cammino collettivo, soggetto? Chi scrive ritiene di s\u00ec. Almeno questo \u00e8 il mistero della Chiesa, e dei tentativi anche che nella modernit\u00e0 si sono fatti di creare comunit\u00e0 di senso attorno a questa esperienza di novit\u00e0 assoluta che irrompe nella storia (pensiamo ai partiti di massa).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Dovremo aggregare pi\u00f9 persone possibili per organizzare una resistenza, quartiere per quartiere, parola per parola, disciplina per disciplina. Persone che non tacciano, che dicano che la casa brucia e che il potere cerca di sfruttare questo incendio per incrementare le proprie trame di dominio. Che ripetano giornalmente le verit\u00e0 basilari, testimoniandole, quelle stesse parole che furono incluse anche nelle pi\u00f9 avanzate costituzioni moderne.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">L\u2019irrompere della parola, sebbene sia precaria e non possa mai ridursi ad oggetto di potere, pu\u00f2 diventare un\u2019esperienza collettiva, politica. Anzi, nella verit\u00e0, lo \u00e8 sempre. La parola che viene \u00e8 storica, \u00e8 una incarnazione, che entra nelle dinamiche pi\u00f9 pratiche del vivere comune, per dissolvere da dentro le strutture di separazione, alienazione e violenza, e annunciare il Regno. C\u2019\u00e8 quindi una responsabilit\u00e0 politica del poeta, e cio\u00e8 dell\u2019uomo per come esso \u00e8, di vigilare, di salvaguardare, di opporsi a qualunque discorso antiumano, anche se viene, come sempre, colorato di umanitarismo e bont\u00e0. Questo \u00e8 il compito del Regno e dei suoi cittadini, ci dice Agamben: monaci urbanizzati, poeti dell\u2019<em>agor\u00e0<\/em>, l\u00ec avviene lo scontro, il conflitto. \u00c8 l\u00ec che si dipana per\u00f2 anche la potenza della parola.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\u201cL\u2019esperienza del Regno \u00e8 dunque esperienza della potenza della parola. Ci\u00f2 che questa parola destituisce \u00e8 innanzitutto la lingua. Non \u00e8 possibile, infatti, deporre i poteri che dominano oggi la terra senza prima deporre la lingua che li fonda e sostiene. Profezia \u00e8 consapevolezza della natura essenzialmente politica dell\u2019idioma in cui si parla. (Di qui, anche, l\u2019irrevocabile pertinenza della poesia alla sfera della politica).<a href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2021\/07\/21\/agamben-il-green-pass-e-il-ruolo-della-filosofia\/#_edn11\">[xi]<\/a>\u201d<\/p>\n<hr class=\"wp-block-separator\" \/>\n<p><a href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2021\/07\/21\/agamben-il-green-pass-e-il-ruolo-della-filosofia\/#_ednref1\">[i]<\/a> Giorgio Agamben, <em>Quando la casa brucia<\/em>, Giometti&amp;Antonello, Macerata 2020, p.13.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2021\/07\/21\/agamben-il-green-pass-e-il-ruolo-della-filosofia\/#_ednref2\">[ii]<\/a> <em>Ivi<\/em>, p.8.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2021\/07\/21\/agamben-il-green-pass-e-il-ruolo-della-filosofia\/#_ednref3\">[iii]<\/a> G. Agamben<em>, Infanzia e storia<\/em>, Einaudi, Torino 1979.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2021\/07\/21\/agamben-il-green-pass-e-il-ruolo-della-filosofia\/#_ednref4\">[iv]<\/a> Ren\u00e9 Char, <em>Poesie<\/em>, Einaudi, Torino 2018, p. 189.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2021\/07\/21\/agamben-il-green-pass-e-il-ruolo-della-filosofia\/#_ednref5\">[v]<\/a> G. Agamben, <em>Il<\/em> <em>tempo che resta<\/em>, Bollati Boringhieri, Torino 2000, p. 29.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2021\/07\/21\/agamben-il-green-pass-e-il-ruolo-della-filosofia\/#_ednref6\">[vi]<\/a> Giorgio Agamben, <em>Quando la casa che brucia<\/em>, Giometti&amp;Antonello, Macerata 2020, p.75.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2021\/07\/21\/agamben-il-green-pass-e-il-ruolo-della-filosofia\/#_ednref7\">[vii]<\/a> <em>Ivi<\/em>, p.79.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2021\/07\/21\/agamben-il-green-pass-e-il-ruolo-della-filosofia\/#_ednref8\">[viii]<\/a> Ren\u00e9 Char, <em>Poesie<\/em>, Einaudi, Torino 2018, p.199.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2021\/07\/21\/agamben-il-green-pass-e-il-ruolo-della-filosofia\/#_ednref9\">[ix]<\/a> Giorgio Agamben, Quando la casa brucia, Giometti&amp;Antonello, Macerata 2020, p.40.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2021\/07\/21\/agamben-il-green-pass-e-il-ruolo-della-filosofia\/#_ednref10\">[x]<\/a> <em>Ivi<\/em>, p.41.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2021\/07\/21\/agamben-il-green-pass-e-il-ruolo-della-filosofia\/#_ednref11\">[xi]<\/a> <em>Ivi<\/em>, p.46.<\/p>\n<p><strong>Fonte: <a href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2021\/07\/21\/agamben-il-green-pass-e-il-ruolo-della-filosofia\/\">https:\/\/www.lafionda.org\/2021\/07\/21\/agamben-il-green-pass-e-il-ruolo-della-filosofia\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di La Fionda (Gabriele Guzzi) \u201cNegli anni a venire ci saranno solo monaci e delinquenti. E, tuttavia, non \u00e8 possibile farsi semplicemente da parte, credere di potersi trar fuori dalle macerie del mondo che ci \u00e8 crollato intorno. Perch\u00e9 il crollo ci riguarda e ci apostrofa, siamo anche noi soltanto una di quelle macerie.[i]\u201d Ci sono epoche della storia in cui il bivio che ci contraddistingue come umani si radicalizza, i tempi impongono una demarcazione&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":105,"featured_media":58069,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[32],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/La_Fionda.png","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7ZaJ4-hjA","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/66562"}],"collection":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/105"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=66562"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/66562\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":66563,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/66562\/revisions\/66563"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/58069"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=66562"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=66562"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=66562"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}