{"id":66599,"date":"2021-07-28T09:27:33","date_gmt":"2021-07-28T07:27:33","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=66599"},"modified":"2021-07-27T22:32:53","modified_gmt":"2021-07-27T20:32:53","slug":"lettera-aperta-a-saman","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=66599","title":{"rendered":"Lettera aperta a Saman"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>L&#8217;INTELLETTUALE DISSIDENTE (Paolo Ferrucci)<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center\"><span style=\"font-size: 14pt\">Hanno la vilt\u00e0 di usarti, Saman, per sostenere tesi politiche prestabilite; ti nominano per esaltare il loro osceno narcisismo. Perdonaci<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: center\">\u00ab<em>La processione si \u00e8 svolta placidamente e non \u00e8 mancata la predica dal terrazzo dove, ai tempi del Duce, si facevano i discorsi ai fascisti. La scena del discorso del frate davanti ai matti e alle matte e ai contadini dei dintorni del manicomio, vestiti a festa, se sofferta nella sua ironica-tragica realt\u00e0, avrebbe potuto essere un grande quadro. Non mancava nulla della stupidit\u00e0 umana, galleggiavano i sette vizi capitali, l\u2019ipocrisia e l\u2019ambizione in tal modo si davan l\u2019abbraccio che era una morsa, la mediocrit\u00e0 era il sovrano, la servit\u00f9 strideva acutamente<\/em>\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: center\"><cite>Mario Tobino,\u00a0<em>Le libere donne di Magliano<\/em>, Mondadori 1963<\/cite><\/p>\n<p class=\"has-drop-cap\"><strong>Cara Saman, oggi vogliamo occuparci della tua storia, di cui si \u00e8 molto parlato, e raccontarti alcune cose.<\/strong>\u00a0Sappiamo che per mesi si \u00e8 cercato nella campagna di Novellara ci\u00f2 che resta di te, dopo che sei stata verosimilmente assassinata dai tuoi genitori e parenti, perch\u00e9 continuavi a rifiutare\u00a0<a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/cronache\/21_giugno_12\/saman-film-ultimi-giorni-carabiniere-ho-provato-salvarla-0ba6a2ea-caf9-11eb-8ed4-12d8a45dc37a.shtml\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">l\u2019imposizione di un matrimonio combinato in Pakistan, secondo le regole patriarcali di stampo islamico che vengono imposte a molte ragazze come te.\u00a0<\/a>Poich\u00e9 sei una ribelle, i tuoi genitori hanno deciso di annientarti e farti sparire, e sono subito fuggiti nel vostro Paese. Qui i nostri investigatori non sono ancora riusciti a trovarti, pur setacciando i terreni agricoli circostanti con le tecnologie pi\u00f9 sofisticate, e questo aumenta il nostro sconcerto e il nostro dolore. La tua morte \u00e8 un gravissimo caso di \u201cfemminicidio\u201d, ancor pi\u00f9 sconvolgente perch\u00e9 \u00e8 stato commesso in modo premeditato su una figlia inerme, poco pi\u00f9 che adolescente, con ferocia, per motivi d\u2019onore.<\/p>\n<p>In queste pagine si \u00e8 parlato della scarsa attenzione che l\u2019attivismo femminista \u2013 soprattutto quello che impazza sui media \u2013 ha prestato al tuo assassinio: un fatto evidente, che ha provocato discussioni e divisioni accese, come spesso accade quando si tratta di oppressione e di violenza sulle donne. Bene, ora vorremmo provare a spiegarti il perch\u00e9 di questo disinteresse cos\u00ec increscioso.<\/p>\n<p>Molti dicono che gran parte dell\u2019attivismo progressista, al punto in cui \u00e8 arrivato, pi\u00f9 che a migliorare realmente le cose (un compito difficilissimo che richiede tempo e generazioni) serve a crearsi un\u2019appartenenza e a mettersi al sicuro, stando dalla parte dei\u00a0<em>giusti<\/em>. E da noi l\u2019attivismo femminista non \u00e8 come quello che si vedeva in Europa cent\u2019anni fa: a quei tempi \u2013 pensiamo alle \u201csuffragette\u201d che protestavano perch\u00e9 fosse concesso il voto alle donne \u2013 chi si lanciava nella lotta femminista rischiava di perdere tutto: la reputazione, la famiglia, anche la libert\u00e0; erano donne combattenti che potevano venir brutalizzate, a volte uccise. Ci voleva coraggio, si doveva essere forti e determinate, pronte a rischiare tutto. Oggi, invece, il nostro attivismo femminista, non dovendo pi\u00f9 lottare per quei diritti fondamentali, viene utilizzato per aggiungere nuovi trofei alla lotta permanente contro la mentalit\u00e0 maschile e maschilista considerata \u201ctossica\u201d, e pu\u00f2 anche servire a ottenere visibilit\u00e0 e legittimazione; le attiviste pi\u00f9 scaltre e immanicate l\u2019hanno usato come ascensore sociale, arrivando alla notoriet\u00e0, a scrivere sui giornali, a pubblicare libri, a condurre programmi radiofonici e a stare in televisione. Il loro compito primario, quindi, non \u00e8 occuparsi dell\u2019oppressione femminile legata all\u2019immigrazione, dove ti sei trovata tu, perch\u00e9 \u00e8 una questione troppo complessa e rischiosa, troppo legata all\u2019incontro\/scontro di culture, e le neo-femministe non amano affrontare questo tipo di rischi. Loro si concentrano sulle questioni pi\u00f9 domestiche legate, oltre che ai \u201cfemminicidi\u201d, alla repressione dei comportamenti maschili violenti, di quelli ritenuti \u201ctossici\u201d o sessisti, alle parole che dovrebbero essere tolte dai vocabolari e a quelle che non devono pi\u00f9 essere pronunciate, insomma su cose per le quali non si rischiano n\u00e9 la vita n\u00e9 la reputazione. Preferiscono gridare contro il patriarcato nostrano, che \u00e8 molto meno pericoloso di quello assoluto e feroce di stampo islamico, che nella tua famiglia \u00e8 arrivato al punto di ucciderti per gettarti chiss\u00e0 dove. Per loro, prendere di petto la vostra realt\u00e0 di violenza sarebbe temerario, e il fatto che ti abbiano lasciata sola anche quando sei stata trucidata ne \u00e8 testimonianza.<\/p>\n<p>Ma ora, Saman, lasciamo perdere il neo-femminismo, che non \u00e8 cos\u00ec interessante, e passiamo a un problema pi\u00f9 grave e inquietante che riguarda la nostra informazione, cio\u00e8 come i media orientano i messaggi per condizionare l\u2019opinione pubblica. Per capire perch\u00e9 questo ti riguardi bisogna tornare indietro di vent\u2019anni, quando ancora non eri al mondo. Devi sapere che nel 2001, dopo che l\u2019islam terroristico rase al suolo le torri gemelle del World Trade Center di New York, facendo una montagna di morti, la giornalista italiana Oriana Fallaci, che si trovava poco distante, scrisse una serie di articoli furenti contro l\u2019islamismo, partendo ovviamente da quello pi\u00f9 violento e pericoloso, parlandone cos\u00ec male e maledicendolo a tal punto \u2013 anche in libri successivi \u2013 che l\u2019opinione pubblica italiana rest\u00f2 traumatizzata, perch\u00e9 si cre\u00f2 una spaccatura fra quelli che le davano ragione e quelli che invece la osteggiavano scandalizzati, definendola una donna intollerante, fascista, islamofoba, e per questo una persona disgustosa da disapprovare ed evitare. Questo fenomeno collettivo, che possiamo definire \u201cTrauma Oriana Fallaci\u201d, continua a pesare sulle opinioni e sull\u2019immaginario del nostro Paese, tanto che ancora oggi se ne vedono gli effetti nei giornali, nelle televisioni e in tutto ci\u00f2 che fa opinione pubblica.<\/p>\n<div class=\"wp-block-banner-post\">\n<div class=\"banner-post\">\n<div class=\"bannerPreviewProduct style-3\">\n<div class=\"details\">\n<div class=\"title heading h-15\"><strong>Ora vogliamo mostrarti cosa \u00e8 successo il 18 giugno scorso, in un editoriale pubblicato sul supplemento \u201c7\u201d del <em>Corriere della sera<\/em>, in cui si doveva parlare proprio della tua tragedia.<\/strong>\u00a0Noi, dopo una lettura incredula, lo abbiamo definito \u201ceditoriale-scimmia\u201d, cio\u00e8 un articolo pretestuoso che parla di cose che non c\u2019entrano con l\u2019argomento dichiarato, scimmiottando temi-chiave copiati da altri articoli e assemblati in modo poco coerente, al solo scopo di far passare il messaggio prestabilito, che in questo caso sembra totalmente condizionato dal Trauma Oriana Fallaci. Questo trauma, anche dopo vent\u2019anni, continua a imporre a gran parte dei media l\u2019obbligo di non attaccare l\u2019Islam, in qualsiasi forma, per non alimentare l\u2019islamofobia e per non offrire vantaggi alla parte politica \u201cdi destra\u201d, che \u00e8 considerata nemica. In questo modo, se le neo-femministe affermano che esiste la mascolinit\u00e0 tossica, le frasi tossiche contro la donna e cos\u00ec via, qui \u00e8 evidente che esiste anche un giornalismo tossico, che nel nostro caso produce editoriali-scimmia come questo. Il problema \u00e8 che quando non si sa affrontare \u2013 o non si vuole affrontare \u2013 un argomento che risulta politicamente rischioso per una parte dell\u2019opinione pubblica, allora si glissa, si devia, si svicola, si occulta, si gira intorno alla questione senza affrontarla, evitando cos\u00ec di occuparsene, per sviare il lettore e distogliere la sua attenzione, orientandola verso i temi che sono pi\u00f9 convenienti e che si vogliono imporre.<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<p><strong>Dunque, l\u2019editoriale apparso il 18 giugno sul supplemento \u201c7\u201d del\u00a0<em>Corriere della sera<\/em>\u00a0ha questo titolo: \u201cNon abbiamo accolto il grido di libert\u00e0 di Saman. Ferocia? No, fragilit\u00e0\u201d.<\/strong>\u00a0Gi\u00e0 qui si dichiara di voler parlare della tua tragedia e di volerne affrontare i perch\u00e9, di volersi interrogare sulla sofferenza della tua ribellione e sulla tua vita stroncata per mano della famiglia, in nome di un patriarcato brutale e feroce, creatore di inferni. Ma invece \u00e8 successo qualcosa di diverso, che pensiamo di aver capito e che proviamo a spiegarti. Come abbiamo detto, visto che una parte sostanziosa dell\u2019informazione teme che affrontare apertamente le cause della tua morte possa alimentare l\u2019islamofobia e favorire i temi della \u201cdestra\u201d politica, al supplemento del\u00a0<em>Corsera<\/em>\u00a0si \u00e8 preferito tralasciare il lato oscuro che porta certe famiglie immigrate a uccidere le figlie che rifiutano di essere \u201cbuone musulmane\u201d, e si \u00e8 confezionato un editoriale-scimmia dal titolo molto chiaro, che inganna chi si ferma al titolo senza proseguire, facendogli credere che si stia parlando di te. Invece il testo, diviso in sette punti, fa di tutto per sviare l\u2019attenzione: leggiamolo insieme, mettendo su ciascun punto un titoletto riassuntivo.<\/p>\n<blockquote class=\"wp-block-quote has-text-align-center\"><p>1.\u00a0<em>Io, che mi metto coraggiosamente contro la politica, e le pene che devo patire.<\/em>\u00a0\u201cChe immenso equivoco pensare che essere in disaccordo \u2013 in disaccordo palese, aperto, inequivocabile \u2013 con la politica ti migliori la vita. Non \u00e8 cos\u00ec. Non porta vantaggi. Crea solo problemi, perch\u00e9 tutti temono chi \u00e8 in politica; tutti sanno che prima o poi chiunque potr\u00e0 ricoprire cariche importanti e, dalla vetta, magari guarder\u00e0 in basso ricordando gli amici\u2026 e soprattutto i nemici\u201d.<\/p><\/blockquote>\n<p>Tu ci hai capito qualcosa, Saman? L\u2019autore, che chiameremo il Bravo Editorialista, comincia parlando di s\u00e9, delle sue delusioni, dice di essere eroicamente \u201cin disaccordo palese, aperto, inequivocabile\u201d con la politica, e per questo si lamenta di avere dei nemici. Ma che c\u2019entra con te e con il\u00a0<em>tuo<\/em>\u00a0eroismo? Ha qualche attinenza con quello che ti \u00e8 successo? Questa non \u00e8 altro che una ventata di narcisismo infantile.<\/p>\n<blockquote class=\"wp-block-quote has-text-align-center\"><p>2.\u00a0<em>Io, che faccio lo scrittore, devo impegnarmi e lottare contro i politici che cercano i crimini commessi dagli immigrati.<\/em>\u00a0\u201cPer\u00f2, se di mestiere fai lo scrittore, non \u00e8 che puoi trincerarti dietro le pagine dei tuoi libri. Non \u00e8 che puoi dire: tutto quello che dovevo l\u2019ho scritto l\u00ec, ora lasciatemi in pace. Non funziona cos\u00ec perch\u00e9 la realt\u00e0 \u00e8 complessa e dobbiamo tutti dare il nostro contributo, soprattutto quando ci sono politici che ogni giorno setacciano il web alla ricerca di notizie di crimini commessi da immigrati per poter dare in pasto, a chi li segue sulle loro piattaforme social, la disperazione che diventa crimine, vero o presunto, accertato o mera calunnia\u2026\u201d.<\/p><\/blockquote>\n<p>Santo cielo, il Bravo Editorialista continua ad autocelebrarsi. Non resiste proprio. E sembra chiaro dove vuol parare: ci\u00f2 che ti hanno fatto i tuoi genitori sta causando un monte di problemi agli immigrati, che ora vengono accusati di ogni nefandezza. Ma qui non si doveva parlare di te e darti voce? Non si doveva cercar di capire come possano accadere fatti cos\u00ec strazianti? Ma andiamo avanti, forse ci si arriva.<\/p>\n<blockquote class=\"wp-block-quote has-text-align-center\"><p>3.\u00a0<em>Chi risarcir\u00e0 gli immigrati \u2013 poveri e inermi \u2013 pubblicamente accusati di aver commesso crimini?<\/em>\u00a0\u201cChi mai chieder\u00e0 conto di quelle parole feroci? Difficile, molto difficile che chi vive con scarsi mezzi possa far valere le proprie ragioni, rivolgersi a un legale, intraprendere una causa per diffamazione. Ecco il \u201cvantaggio\u201d di fare a brandelli con chi non ha niente: non pu\u00f2 difendersi, \u00e8 inerme, totalmente esposto. Spesso leggiamo testi infarciti di condizionali: \u00abavrebbe ferito\u00bb, \u00abavrebbe brandito\u00bb, \u00abavrebbe aggredito\u00bb insieme a foto, a nomi e cognomi. Nessun processo e nessuna condanna: il colpevole dato in pasto a chi crede di trovare una soluzione ai propri problemi coltivando l\u2019odio razziale\u201d.<\/p><\/blockquote>\n<p>Niente da fare, sta succedendo ci\u00f2 che temevamo. Di fronte a ragazze uccise perch\u00e9 non si comportano da \u201cbuone musulmane\u201d e non si sottomettono al patriarcato feroce della famiglia, il Bravo Editorialista insiste sulla \u201cdiffamazione\u201d che storie come la tua provocherebbero agli immigrati: il copione preciso che avevamo immaginato. Una totale mancanza di visione, una totale assenza di\u00a0<em>pietas<\/em>: tu sei sepolta chi sa dove, la tua giovent\u00f9 viene stroncata e le tue carni erose, e qui ci si preoccupa di quelli che\u00a0<em>per colpa tua<\/em>\u00a0verrebbero diffamati. Non osiamo pensare cosa dir\u00e0 costui quando riuscir\u00e0 a pronunciare il tuo nome.<\/p>\n<blockquote class=\"wp-block-quote has-text-align-center\"><p>4.\u00a0<em>Il sacrificio rituale con lo sgozzamento pubblico dell\u2019animale \u00e8 una tradizione rispettabile, perch\u00e9 comunitaria e solidale.<\/em>\u00a0\u201cLa foto che ho scelto \u00e8 stata scattata a Roma, in Largo Preneste, in occasione della Festa del Sacrificio, a cui partecipano musulmani di ogni et\u00e0. Il sacrificio \u00e8 quello dell\u2019animale, sgozzato perch\u00e9 defluisca tutto il sangue, e tradizionalmente diviso in tre parti. Una viene consumata subito, una conservata e la terza donata a chi non ha la possibilit\u00e0 di acquistarne\u201d.<\/p><\/blockquote>\n<p>Questo quarto punto \u00e8 davvero inquietante. Il Bravo Editorialista non riesce ancora a guardarti e a pronunciare il tuo nome, Saman: preferisce compiacersi indicando il rito dello sgozzamento dell\u2019animale come pratica tradizionale rispettabile, fatta da musulmani altruisti che donano un terzo della carne dissanguata \u201ca chi non ha la possibilit\u00e0 di acquistarne\u201d. Nemmeno un pensiero sul patriarcato che sgozza le figlie ribelli con la condiscendenza delle madri, un fenomeno talmente spaventoso da far seccare la gola.<\/p>\n<blockquote class=\"wp-block-quote has-text-align-center\"><p>5.\u00a0<em>La storia di disperazione e sofferenza degli immigrati viene respinta, perch\u00e9 troppo dura e potrebbe farci male.<\/em>\u00a0\u201cQuesta foto ci racconta dell\u2019attitudine che molto spesso si ha con gli stranieri: si preferisce non vederli, una fitta rete ci separa da loro e rende i loro contorni sfumati, le loro abitudini lontane. Io mi sono dato una spiegazione che non ha niente a che vedere con la ferocia, e nemmeno con il razzismo, ma con una forma di egoismo che non ha nulla di sano. Lo straniero non ci fa paura perch\u00e9 temiamo possa usare violenza, derubarci o trovare lavoro al posto nostro. No, niente di tutto questo. Lo straniero lo temiamo perch\u00e9 abbiamo paura del suo dolore, della sua immensa sofferenza, che i suoi racconti possano spezzarci dentro. Sappiamo che non saremmo in grado di farcene carico e al contempo mantenere distanza. Quando entri nella vita di chi ha lasciato la propria terra, fai il tuo ingresso in un mondo che ha perso le proprie radici, un buco nero senza appigli, senza aiuto. Nessun parente sulla cui spalla poter piangere, nessun amico d\u2019infanzia che possa venirti in soccorso o luogo familiare che possa darti sicurezza\u201d.<\/p><\/blockquote>\n<p>Neanche qui si parla di te, Saman. L\u2019autore non ti vede e non ti vuole vedere: ti eclissa, ti evita, ti oscura con un paravento. Mette avanti l\u2019immensa sofferenza e disperazione degli immigrati che hanno una storia che ci spezzerebbe, e sarebbe questo il motivo per cui noi italiani li teniamo a distanza.<\/p>\n<blockquote class=\"wp-block-quote has-text-align-center\"><p>6.\u00a0<em>Noi italiani siamo feroci, creiamo un muro, non facciamo comunit\u00e0 con gli immigrati e non li aiutiamo.<\/em>\u00a0\u201cEcco, quel velo non ci protegge dal timore di essere depredati, ma da una sofferenza a cui non vogliamo partecipare. E allora si cede al racconto facile: sono criminali, ecco perch\u00e9 ne sto alla larga, ecco perch\u00e9 non devono venire e chi sta qua se ne deve andare. Meglio mostrarsi feroci che fragili. E cos\u00ec quella rete diventa un muro, un muro alto, impossibile da valicare. Cos\u00ec viviamo negli stessi luoghi e non ci conosciamo, osserviamo lo stesso cielo ma non insieme. Potremmo dare aiuto, ma nemmeno ci accorgiamo di chi ne ha bisogno\u201d.<\/p><\/blockquote>\n<p>Ormai abbiamo capito: al Bravo Editorialista la tua storia non interessa. Nemmeno qui ti ha pensata, Saman, non ti ha nemmeno sfiorata con un\u2019idea o con una domanda. Hai sofferto quando ti hanno trucidata? Hai lottato? Cosa ti ha spinto a fidarti di tua madre, quando ti ha implorata di rientrare a casa, mentendoti? E che cosa spaventosa pu\u00f2 essere stata, per una madre, mandarti a morte? \u00c8 stata la sottomissione totale a renderla disumana? E quante ragazze come te rischiano la vita, in famiglie intrise di estremismo religioso e criminale?<\/p>\n<blockquote class=\"wp-block-quote has-text-align-center\"><p>7.\u00a0<em>Non abbiamo salvato Saman, non l\u2019abbiamo integrata, quindi la sua morte \u00e8 colpa nostra e dei nemici politici che quotidianamente combatto.\u00a0<\/em>\u201cNon ci siamo accorti di Saman Abbas, non l\u2019abbiamo aiutata a emanciparsi dalla sua famiglia. Tra noi e Saman, vittima di femminicidio, c\u2019era una fitta rete, come quella della foto. Saman voleva essere libera di decidere della propria vita, glielo hanno impedito e nessuno di noi \u00e8 stato l\u00ec ad accogliere il suo grido d\u2019aiuto. Ci\u00f2 che \u00e8 accaduto a Saman ci dice che dobbiamo costruire ponti, lavorare perch\u00e9 gli stranieri che decidono di stabilirsi in Italia trovino possibilit\u00e0 di integrazione: la politica che criminalizza quotidianamente gli immigrati rema contro tutto questo, e la consapevolezza che la storia di Saman abbia trovato spazio sulle pagine social di Giorgia Meloni e Matteo Salvini solo perch\u00e9 \u00e8 morta per mano di parenti stranieri \u00e8 sconfortante\u201d.<\/p><\/blockquote>\n<p>Ecco qui il gran finale: solo ora ti permette di entrare in scena, come puro strumento, per poterci accusare di non averti salvata perch\u00e9 non ti abbiamo integrata, e per accusare con nome e cognome gli avversari politici su cui \u00e8 fissato, la grande ossessione che lo tormenta. A questo punto, non resta molto da dire. Le famiglie come la tua\u00a0<em>rifiutano<\/em>\u00a0di farsi integrare, questo \u00e8 chiarissimo, ma viene spudoratamente negato. E questo ci fa molto arrabbiare.\u00a0<a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/sette\/opinioni\/21_giugno_18\/non-abbiamo-accolto-grido-liberta-saman-ferocia-no-fragilita-87661562-cd26-11eb-b347-bfaa5b406afd.shtml\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Lo sfacciato editoriale-scimmia, che ricorda diverse parole del brano riportato in cima \u2013 vizi capitali, ipocrisia, ambizione, mediocrit\u00e0, servit\u00f9 \u2013, si pu\u00f2 leggere qui.\u00a0<\/a>Come vedi, Saman, qui sei stata usata per sostenere tesi politiche prestabilite, per dare legittimazione a ci\u00f2 che a loro interessa, senza mai comparire, perch\u00e9 risulti scomoda, un accidente increscioso che rischia di minare la loro narrazione. Per noi, invece, tu sei una ragazza piena di coraggio, come ce ne sono poche: cos\u00ec piccola, in una famiglia cos\u00ec difficile e pericolosa, in un ambiente tanto infido e malvagio tu hai avuto il coraggio di<em>\u00a0ribellarti<\/em>. E l\u2019hai pagato carissimo. Noi non ti eclissiamo, Saman: al contrario ti terremo sempre con noi, come dovrebbero fare tutti.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>FONTE:\u00a0 <a href=\"https:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/controcultura\/societa\/saman-lettera-ferrucci\/\">https:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/controcultura\/societa\/saman-lettera-ferrucci\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di L&#8217;INTELLETTUALE DISSIDENTE (Paolo Ferrucci) Hanno la vilt\u00e0 di usarti, Saman, per sostenere tesi politiche prestabilite; ti nominano per esaltare il loro osceno narcisismo. Perdonaci \u00abLa processione si \u00e8 svolta placidamente e non \u00e8 mancata la predica dal terrazzo dove, ai tempi del Duce, si facevano i discorsi ai fascisti. 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