{"id":66634,"date":"2021-07-30T10:30:06","date_gmt":"2021-07-30T08:30:06","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=66634"},"modified":"2021-07-30T09:22:07","modified_gmt":"2021-07-30T07:22:07","slug":"la-prospettiva-cinese-sullo-sfruttamento-dei-fondali-marini","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=66634","title":{"rendered":"LA PROSPETTIVA CINESE SULLO SFRUTTAMENTO DEI FONDALI MARINI"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\">da <strong>TERMOMETRO GEOPOLITICO<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>(Giorgio Grosso)<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">I fondali marini rappresentano una vera e propria frontiera per l\u2019approvvigionamento di risorse minerarie importanti. Nonostante le difficolt\u00e0 tecnologiche, la Cina \u00e8 il Paese pi\u00f9 preparato per cominciare a estrarre queste risorse.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Nel novembre 2020 il sottomarino scientifico di profondit\u00e0 Fendouzhe ha effettuato un\u2019operazione di ricerca nella Fossa delle Marianne, il punto della Terra con il fondale pi\u00f9 profondo. Nel corso della missione, organizzata per raccogliere dati importanti sulla fauna marittima di quelle profondit\u00e0, il Fendouzhe ha toccato il fondale della Fossa a oltre 10000 metri di profondit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Oltre all\u2019obiettivo scientifico, l\u2019operazione del Fendouzhe ha dimostrato che la Cina possiede un livello tecnologico tale da permettere l\u2019esplorazione dei fondali marittimi e, in prospettiva, l\u2019individuazione delle risorse da estrarre.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">La Cina \u00e8 gi\u00e0 un Paese leader nelle tecnologie estrattive di profondit\u00e0. Le aziende di Stato impegnate nel settore hanno beneficiato di cospicui finanziamenti e del supporto ufficiale del governo di Pechino anche sul piano politico, poich\u00e9 l\u2019estrazione di risorse dai fondali marittimi \u00e8 presente dal 2011 nei piani quinquennali di indirizzo economico e strategico. Nei fondali sono presenti numerose risorse, tra cui soprattutto le terre rare, ossia quei minerali fondamentali per la filiera produttiva dei semiconduttori.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">La Cina \u00e8 tutt\u2019ora leader mondiale nel mercato di queste risorse, possedendo circa il 90% dell\u2019offerta mondiale: questo permette al Paese di agire in condizioni quasi di monopolio, regolando il prezzo nel mercato mondiale secondo le proprie necessit\u00e0. Ottenere ulteriori modalit\u00e0 di acquisizione di queste risorse non permette alla Cina soltanto di espandere la propria fetta di mercato, ma anche di metterla al riparo da un prevedibile aumento della domanda interna, dovuto alla prevista crescita del reddito medio della popolazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Il massiccio investimento cinese in questa tecnologia \u00e8 dovuto anche a logiche di posizionamento di mercato ben studiate dagli strateghi di Pechino. Le tecnologie estrattive di profondit\u00e0 marittima potrebbero diventare essenziali nel prossimo futuro e a quel punto la Cina potrebbe vendere le proprie tecnologie agli altri Paesi interessati a questo settore economico: l\u2019investimento presenta quindi un possibile doppio ritorno, similarmente a quanto accade con le energie rinnovabili.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">La Cina, infatti, \u00e8 gi\u00e0 tra i Paesi leader per quanto riguarda le tecnologie relative all\u2019energia rinnovabile non solo per limitare la propria dipendenza da idrocarburi (con tutto ci\u00f2 che ne consegue geostrategicamente), ma anche per poter vendere la tecnologia quando la domanda mondiale per queste ultime sar\u00e0 ancora pi\u00f9 elevata.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Ma quali sono le aree in cui la Cina potrebbe utilizzare estensivamente queste tecnologie? La Cina \u00e8 parte dell\u2019UNCLOS, la Convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare (United Nations Convention on the Law of the Sea), la quale stabilisce che i fondali sono utilizzabili commercialmente se all\u2019interno delle acque territoriali, della zona economica esclusiva o della piattaforma continentale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">\u00c8 facile comprendere dunque perch\u00e9 la Cina pone al vertice dei propri obiettivi politici la difesa della nine-dash line nel Mar Cinese Meridionale e di altri territori marittimi contesi: la sovranit\u00e0 su ampi spazi di mare garantisce anche il legittimo sfruttamento delle risorse che si trovano sul fondale. Proprio quelli del Mar Cinese Meridionale sono ricchi di risorse naturali, tra cui gas e terre rare. Questa motivazione va quindi a intrecciarsi con le altre che stanno alla base delle rivendicazioni di Pechino e del suo modus operandi nella regione, come la necessit\u00e0 di esercitare poteri di giurisdizione su rotte marittime vitali per l\u2019economia del Paese.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Per quanto riguarda le acque oceaniche internazionali, lo sfruttamento minerario \u00e8 permesso solamente \u201ca vantaggio dell\u2019intera umanit\u00e0\u201d (art. 137 UNCLOS) ed \u00e8 regolato dall\u2019Autorit\u00e0 Internazionale per i Fondali Marini (ISA, International Seabed Authority), la cui sede si trova a Kingston, Jamaica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Questa agenzia delle Nazioni Unite vigila sul corretto sfruttamento delle risorse e autorizza le aziende caso per caso. Fino ad ora la Cina \u00e8 il Paese che ha ottenuto pi\u00f9 autorizzazioni da quest\u2019agenzia, che non a caso beneficia di ampio supporto economico da parte cinese.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">In questo particolare settore economico i grandi assenti sono gli Stati Uniti. Le motivazioni di quest\u2019assenza sono principalmente legali: non avendo ratificato la UNCLOS, il Paese non fa parte nemmeno dell\u2019ISA e quindi non pu\u00f2 ricevere autorizzazioni da quest\u2019ultima, limitando quindi le proprie possibilit\u00e0 estrattive alle aree marittime di propria giurisdizione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">In conclusione, \u00e8 possibile affermare che anche nel settore dell\u2019estrazione di risorse dal fondale marittimo la Cina stia seguendo un pattern gi\u00e0 visto in altri contesti: la Cina investe in modo massiccio in un settore economicamente marginale, ma dal potenziale notevole nel lungo periodo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">\u00c8 stato cos\u00ec per le tecnologie sull\u2019energia rinnovabile e potrebbe essere cos\u00ec anche per le operazioni minerarie sui fondali marittimi, sempre che il livello tecnologico salga a tal punto da garantire dei profitti a fronte delle ingenti spese necessarie. Inoltre, l\u2019ulteriore grande rischio \u00e8 rappresentato dalla minaccia che queste pratiche estrattive rappresentano per il fragile ecosistema marittimo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Nonostante il settore minerario marittimo sia concettualmente interessante, molti esperimenti hanno incontrato la ferma opposizione delle autorit\u00e0 locali o della popolazione. Nel caso della Cina, l\u2019unico modo per contenere eventuali disastri ambientali sarebbe la vigilanza internazionale, che risulta un vano concetto espresso su carta se il suo principale competitor globale diserta l\u2019organizzazione deputata a ci\u00f2. Come in altri settori, la Cina dimostra di essere in grado di pensare e agire in modo asimmetrico, insistendo sulle fragilit\u00e0 sistemiche con prospettive temporali che vanno al di l\u00e0 degli orizzonti delle democrazie rappresentative.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>FONTE<\/strong>:\u00a0<a href=\"https:\/\/iari.site\/2021\/07\/26\/la-prospettiva-cinese-sullo-sfruttamento-dei-fondali-marini\/\">https:\/\/iari.site\/2021\/07\/26\/la-prospettiva-cinese-sullo-sfruttamento-dei-fondali-marini\/<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>da TERMOMETRO GEOPOLITICO (Giorgio Grosso) I fondali marini rappresentano una vera e propria frontiera per l\u2019approvvigionamento di risorse minerarie importanti. Nonostante le difficolt\u00e0 tecnologiche, la Cina \u00e8 il Paese pi\u00f9 preparato per cominciare a estrarre queste risorse. 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