{"id":66676,"date":"2021-08-03T10:30:14","date_gmt":"2021-08-03T08:30:14","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=66676"},"modified":"2021-08-03T09:32:58","modified_gmt":"2021-08-03T07:32:58","slug":"le-ambizioni-militari-della-cina-anche-nel-mediterraneo-spiegate-da-legarda-merics","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=66676","title":{"rendered":"Le ambizioni militari della Cina, anche nel Mediterraneo, spiegate da Legarda (Merics)"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\">di <strong>FORMICHE (Marco Battaglia)<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\u00c8 la convinzione che sia \u201cil momento della Cina\u201d ad alimentare le ambizioni globali del Partito guidato da Xi Jinping, ormai determinato a caricare la postura internazionale del Dragone con una buona dose di hard-power. Seconda parte dell\u2019intervista a Helena Legarda, senior analyst del Mercator Institute for China Studies di Berlino. Una base cinese nel Mediterraneo? Per ora no, ma in futuro chiss\u00e0\u2026<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">\u201cLa Cina vuole raggiungere lo status di potenza globale entro il 2049; per questo, sta lavorando per avere forze armante che possano combattere e vincere ogni possibile conflitto armato\u201d. Parola di\u00a0<strong>Helena Legarda<\/strong>,\u00a0<em>senior analyst<\/em>\u00a0del Mercator Institute for China Studies (Merics), intervistata da Formiche.net a margine della conferenza \u201cBlack sea and Balkan perspectives \u2013 a strategic region\u201d organizzata dalla Nato Defense College Foundation (<a href=\"https:\/\/formiche.net\/2021\/07\/cina-europa-intervista-helena-legarda\/\">qui la prima parte dell\u2019intervista<\/a>).<\/p>\n<div class=\"code-block code-block-19\" style=\"text-align: justify\">\n<div id=\"beacon_9c76767d3b\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/servedby.publy.net\/lg.php?bannerid=0&amp;campaignid=0&amp;zoneid=24007&amp;loc=https%3A%2F%2Fformiche.net%2F2021%2F08%2Fambizioni-cina-indo-pacifico-helena-legarda%2F&amp;referer=https%3A%2F%2Fformiche.net%2Fsezione%2Fdifesa%2F&amp;cb=9c76767d3b\" alt=\"\" width=\"0\" height=\"0\" \/><\/div>\n<\/div>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>La Nato sta progettando di essere pi\u00f9 coinvolta nell\u2019Indo-Pacifico?<\/strong><\/p>\n<div class=\"code-block code-block-7\" style=\"text-align: justify\">\n<div id=\"beacon_4aef96ff20\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/servedby.publy.net\/lg.php?bannerid=0&amp;campaignid=0&amp;zoneid=23983&amp;loc=https%3A%2F%2Fformiche.net%2F2021%2F08%2Fambizioni-cina-indo-pacifico-helena-legarda%2F&amp;referer=https%3A%2F%2Fformiche.net%2Fsezione%2Fdifesa%2F&amp;cb=4aef96ff20\" alt=\"\" width=\"0\" height=\"0\" \/><\/div>\n<\/div>\n<p style=\"text-align: justify\">Come ha detto il segretario generale\u00a0<strong>Jens Stoltenberg<\/strong>, non si tratta della Nato che va nell\u2019Indo-Pacifico, ma del fatto che la Cina sta arrivando nell\u2019area euro-atlantica. Le relazioni sino-russe sono preoccupanti, ma lo sono anche le operazioni ibride della Cina in Europa o negli Stati membri dell\u2019Alleanza. La vendita di armi dalla Cina ai Paesi alla periferia dell\u2019area Nato, o molti comportamenti e attivit\u00e0 cinesi nell\u2019arena internazionale, gi\u00e0 hanno un forte impatto sui Paesi dell\u2019Alleanza, senza che questa sia mai stata coinvolta nella regione indopacifica. La sfida principale nel grande scenario viene dalle ambizioni della Cina sull\u2019ordine internazionali basato sulle regole, su cui naturalmente \u00e8 fondata la Nato, la quale ha tutto l\u2019interesse di tutelarlo nell\u2019attuale conformazione. Di conseguenza, \u00e8 ovvio che la Cina sia estremamente insoddisfatta della nuova attenzione posta su di lei dalla Nato. Pechino \u00e8 sempre stata piuttosto critica e diffidente nei confronti dell\u2019Alleanza Atlantica, vista come uno strumento statunitense. La Cina teme che gli Usa, con la loro nuova attenzione sull\u2019Indo-Pacifico, stiano spingendo la Nato verso la regione con l\u2019obiettivo di contenere la crescita cinese.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Cina e Russia hanno talvolta condiviso la narrazione di essere \u201csulla difensiva\u201d, assediate dagli Usa e i suoi alleati. Questa pressione percepita pu\u00f2 spingere ancora di pi\u00f9 l\u2019una nelle braccia dell\u2019altra, trasformando il \u201cmatrimonio di convenienza\u201d in un vero matrimonio?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">In una certa misura la pressione internazionale sta sicuramente spingendo Russia e Cina pi\u00f9 vicine. Tuttavia, specialmente dal punto di vista cinese, questo non deriva dalla mancanza per Pechino di alternative o da un suo assoluto bisogno della Russia, quanto piuttosto perch\u00e9 entrambe si ritrovano ad affrontare livelli simili di pressione da parte di Usa ed Europa. Pi\u00f9 l\u2019Occidente usa contro i due Paesi leve simili, come le sanzioni dovute alle violazioni dei diritti umani, pi\u00f9 queste due Nazioni si rendono conto di avere un interesse comune nel cercare di riformare l\u2019ordine globale. La pressione internazionale porta, in qualche modo, in primo piano gli interessi, le minacce e le sfide comuni che devono affrontare. Detto questo, negli ultimi anni la Cina \u00e8 passata da una postura difensiva ad una molto proattiva. La Bri fa parte di questo, ma anche la sua militarizzazione e la crescita delle sue ambizioni internazionali. Questo cambiamento ha a che fare con l\u2019ambizioso obiettivo del grande rinnovamento della nazione cinese e con la sensazione che questo sia il momento della Cina, che deve espandersi all\u2019esterno e rivendicare potere, spazio e influenza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Ci spieghi meglio\u2026<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">La visione del Partito comunista cinese (Pcc) ha sempre ruotato intorno al fatto di sentirsi circondati da un potere ostile. Gli Stati Uniti, e i loro alleati, sono spesso stati visti e ritratti non solo come intenti a contenere la Cina, ma anche intenzionati a provocare un cambio di regime. Di conseguenza, fino agli anni 90 o ai primi anni 2000 c\u2019era questo senso di essere sotto assedio e l\u2019approccio cinese era molto difensivo, come dimostrato dalla chiusura delle frontiere e la creazione del \u201cgrande firewall cinese\u201d al fine di prevenire l\u2019infiltrazione di idee occidentali. Col tempo, mentre il mondo diventava sempre pi\u00f9 globalizzato, queste misure hanno smesso di essere sufficienti. Alle precauzioni precedenti, pur mantenute, si \u00e8 ora aggiunta una postura pi\u00f9 proattiva a livello internazionale, con l\u2019obiettivo di preservare la stabilit\u00e0 e la sopravvivenza del regime e di rimodellare l\u2019ordine globale. Quello che si \u00e8 visto negli ultimi anni \u00e8 anche il motivo per cui la percezione europea e americana della Cina \u00e8 cambiata: \u00e8 la Cina a essere cambiata e ad aver cambiato il suo comportamento nell\u2019arena internazionale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Uno degli effetti pi\u00f9 evidenti della postura proattiva cinese \u00e8 stata l\u2019apertura della base di Gibuti nel Golfo di Aden, la sua prima base militare all\u2019estero, in una zona strategica con una forte presenza militare occidentale. La Cina continuer\u00e0 ad aprire basi come quella o questo sforzo diminuir\u00e0?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">L\u2019apertura di altre basi militari all\u2019estero da parte della Cina non \u00e8 solo possibile, \u00e8 altamente probabile. L\u2019argomento \u00e8 trattato abbastanza spesso nei circoli politici e accademici cinesi. Il punto \u00e8 che queste sono indispensabili. La Cina intende diventare entro il 2049 una potenza globale, e per allora vuole avere delle forze armate di classe mondiale che possano combattere e vincere una guerra. Una componente militare forte \u00e8 vista come una sorta di precondizione per giungere allo status di potenza globale: per essere una potenza di prim\u2019ordine c\u2019\u00e8 bisogno di forze armate potenti. Uno dei compiti della difesa cinese \u00e8 la protezione dei propri interessi all\u2019estero e pi\u00f9 questi interessi si espandono, insieme alla sua sfera di influenza, m la Cina dovr\u00e0 essere in grado di schierare i suoi militari lontano dalle proprie coste. Al momento la Cina non \u00e8 ancora prossima a raggiungere lo status \u201cblue-water\u201d della Marina militare degli Stati Uniti, ma si muover\u00e0 in quella direzione. E parlando in termini di capacit\u00e0 militari, ad un certo punto, se non si dispone di basi proprie in altre parti del mondo, quando si tratta di dispiegamenti a lungo termine si incontra una sorta di barriera. Certo, si possono negoziare soste di rifornimento in alcuni Paesi, ma questo \u00e8 complicato, richiede tempo e, soprattutto, si rischia di incontrare sempre pi\u00f9 competizione. Dunque, \u00e8 molto pi\u00f9 stabile possedere delle proprie basi, e questo \u00e8 un elemento riconosciuto molto chiaramente dalla Cina.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Possiamo aspettarci una base cinese nel Mediterraneo o nel Mar Nero?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il Mediterraneo e il Mar Nero sono scelte improbabili per la Cina, perch\u00e9 sarebbero basi difficili da realizzare. Sarebbero difficili da negoziare, incontrerebbero una resistenza molto forte e, inoltre, non sarebbero strategicamente rilevanti per Pechino. La Cina intende difendere i propri interessi all\u2019estero ma il modo in cui, per esempio, ha giustificato le sue operazioni a Gibuti \u00e8 stato quello di inquadrarle nel contesto della protezione delle vie di comunicazione marittime dalla pirateria e dal terrorismo. La narrativa che circonda le basi, e l\u2019impatto che hanno sull\u2019immagine e la reputazione globale della Cina, \u00e8 per Pechino estremamente importante. Una base nel Mediterraneo o nel Mar Nero creerebbe molto attrito con l\u2019Europa, gli Usa e la Nato, forse persino con la Russia e con i Paesi ospiti, molti dei quali hanno legami economici e politici molto stretti con Ue e Usa, facendo apparire la Cina come un\u2019aggressiva potenza espansionistica. Il trade-off tra costi e benefici sarebbe, con molta probabilit\u00e0, svantaggioso. Le regioni che la Cina attualmente considera per le sue operazioni militari e la sua espansione sono concentrate nell\u2019Indo-Pacifico. Nei prossimi anni sar\u00e0 pi\u00f9 probabile vedere costruire basi lungo la costa orientale dell\u2019Africa, in Asia meridionale o in Medio Oriente. Pi\u00f9 in l\u00e0, chiss\u00e0, ma il Mediterraneo e il Mar Nero sono scelte molto rischiose e appaiono al momento di difficile concretizzazione.<\/p>\n<p><strong>FONTE:<a href=\"https:\/\/formiche.net\/2021\/08\/ambizioni-cina-indo-pacifico-helena-legarda\/\">https:\/\/formiche.net\/2021\/08\/ambizioni-cina-indo-pacifico-helena-legarda\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di FORMICHE (Marco Battaglia) \u00c8 la convinzione che sia \u201cil momento della Cina\u201d ad alimentare le ambizioni globali del Partito guidato da Xi Jinping, ormai determinato a caricare la postura internazionale del Dragone con una buona dose di hard-power. Seconda parte dell\u2019intervista a Helena Legarda, senior analyst del Mercator Institute for China Studies di Berlino. Una base cinese nel Mediterraneo? 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