{"id":66742,"date":"2021-08-06T10:29:01","date_gmt":"2021-08-06T08:29:01","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=66742"},"modified":"2021-08-05T15:33:18","modified_gmt":"2021-08-05T13:33:18","slug":"il-racket-del-capitalismo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=66742","title":{"rendered":"Il racket del capitalismo"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>L&#8217;INTELLETTUALE DISSIDENTE (Luca Bistolfi)<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: center\"><span style=\"font-size: 14pt\">\u201cMorti per disperazione\u201d: uno studio e un classico fanno riflettere sul sistema capitalistico. Che non aumenta il benessere, ma esalta disparit\u00e0 e dolore<\/span><\/p>\n<p>Bisogna elevare un grande plauso\u00a0<a href=\"https:\/\/www.feltrinellieditore.it\/opera\/opera\/la-situazione-della-classe-operaia-in-inghilterra\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\" data-type=\"URL\" data-id=\"https:\/\/www.feltrinellieditore.it\/opera\/opera\/la-situazione-della-classe-operaia-in-inghilterra\/\">alla recente pubblicazione per i tipi di Feltrinelli della\u00a0<em>Situazione della classe operaia in Inghilterra<\/em>, l\u2019opera di Engels che lasci\u00f2 ammirato Marx<\/a>\u00a0e che di fatto segn\u00f2 l\u2019inizio del loro sodalizio umano e politico. Un lavoro denso e preciso edificato sulla stampa e sulle relazioni delle commissioni dell\u2019epoca e sulla diretta osservazione dell\u2019autore, che schiude le porte dell\u2019inferno sulla terra mostrando con spietatezza la realt\u00e0 dei lavoratori e delle lavoratrici, bambini inclusi, a mezzo dell\u2019Ottocento.<\/p>\n<p>Il libro inizia illustrando la formazione della nuova classe operaia, la deportazione bianca dalla campagna alla citt\u00e0 e le alterazioni sociali dovute all\u2019introduzione delle macchine: premesse necessarie per cogliere la rivoluzione di quello svolto di tempo, la genesi d\u2019una mutazione sociale sino ad allora inusitata. Ma cuore pulsante e sanguinante dell\u2019opera \u00e8 la descrizione, sin nel pi\u00f9 preciso dettaglio, del disastro, sotto ogni aspetto, in cui piomb\u00f2 da subito il neonato proletariato. Ne trascrivo qualche eloquente passaggio, non nascondendo l\u2019imbarazzo della scelta, ch\u00e9 a ogni pagina si resta sconcertati e agghiacciati.<\/p>\n<p class=\"has-text-align-center\"><em>\u00c8 difficile immaginare la disordinata mescolanza delle case, che si fa beffe di ogni urbanistica razionale, l\u2019ammassamento, per cui sono letteralmente addossate le une alle altre [\u2026]. In tempi pi\u00f9 recenti la confusione \u00e8 stata portata al massimo, poich\u00e9 dovunque vi fosse un pezzetto di spazio tra le costruzioni dell\u2019epoca precedente si \u00e8 continuato a costruire e a rappezzare, fino a togliere tra le case anche l\u2019ultimo pollice di terra libera ancora suscettibile di essere utilizzata [\u2026].<\/em><\/p>\n<p>Dopodich\u00e9 Engels passa a descrivere ci\u00f2 che attornia l\u2019Irk, un fiume di Manchester:<\/p>\n<p class=\"has-text-align-center\"><em>A sinistra e a destra una quantit\u00e0 di passaggi coperti conducono dalla strada principale ai numerosi cortili, entrando nei quali ci si imbatte in una rivoltane sporcizia che non ha l\u2019eguale [\u2026]. In uno di questi cortili, proprio all\u2019ingresso, l\u00e0 dove termina il passaggio coperto, si trova una latrina priva di porta, e cos\u00ec sporca che gli abitanti per entrare e uscire dal cortile devono attraversare una pozzanghera di orina imputridita e di escrementi che la circonda [\u2026]. Sotto, sul fiume, si trovano numerose concerie, che appestano l\u2019intera contrada col puzzo della putrefazione animale [\u2026].<\/em><\/p>\n<p>L\u2019Irk \u00abristagna\u00bb, \u00e8 un fiume\u00a0<em>nerastro, puzzolente, pieno di immondizie e di rifiuti che riversa sulla riva destra [\u2026]; con il tempo asciutto su questa riva resta una lunga fila di ripugnanti pozzanghere fangose, verdastre, dal cui fondo salgono continuamente alla superficie bolle di gas mefitici che diffondono un puzzo intollerabile [\u2026].<\/em><\/p>\n<p>Le malsane condizioni delle abitazioni, delle fabbriche e dell\u2019ambiente in generale scatena una serie inenarrabile di guasti alla salute, un effetto domino su ogni singolo aspetto della vita degli individui poveri, un gorgo apocalittico. La precoce mortalit\u00e0 \u00e8 una delle tante dannazioni cui \u00e8 sottoposto il proletariato. \u00c8 raro, scrive Engels, trovare tra gli operai \u00abindividui robusti, ben costruiti e sani, almeno tra gli operai dell\u2019industria [la pi\u00f9 parte, ndr], che lavorano per lo pi\u00f9 in ambienti chiusi [\u2026]. Sono quasi tutti gracili, dall\u2019ossatura nodosa, ma non vigorosa, magri, pallidi e flaccidi di fibra, a eccezione dei muscoli particolarmente impegnati nel loro lavoro. Quasi tutti soffrono di cattiva digestione, e di conseguenza sono tutti pi\u00f9 o meno ipocondriaci e di umore cupo e scontroso. Il loro fisico indebolito non \u00e8 perci\u00f2 in grado di opporre resistenza alle malattie e a ogni minima occasione ne viene colpito: per questa ragione invecchiano precocemente e muoiono giovani\u00bb. Le statistiche che seguono lasciano senza fiato.<\/p>\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-144201\" src=\"https:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/v2\/wp-content\/uploads\/2021\/08\/9788807903823.1000.jpg\" alt=\"\" width=\"1000\" height=\"1539\" \/><\/figure>\n<p><em>La situazione dalla classe operaia in Inghilterra<\/em>\u00a0\u00e8 utile anche per capire come sia possibile l\u2019abbruttimento morale e intellettuale di quelli che possiamo senz\u2019altro chiamare sopravvissuti. Ci stupiamo spesso che i proletari siano rozzi e volgari e sporchi, in parte ancor oggi; ma pochissimi si chiedono quale sia l\u2019origine della loro animalizzazione, che talora raggiunge vertiginosi apici. Secondo Engels, e i fatti sono l\u00ec a dimostrarlo, le condizioni materiali in cui sono costretti tanto per la forza del movimento storico, quanto per l\u2019atteggiamento della classe dominante,\u00a0<em>impongono di necessit\u00e0\u00a0<\/em>l\u2019abbassamento di ogni dignit\u00e0 personale, talora il suo annichilimento.\u00a0<strong>Contravveleno a dieci, dodici, sedici ore di fabbrica, ad abitazioni insalubri non di rado allocate in scantinati, l\u2019addensamento \u2013 come in veri e propri\u00a0<em>campi di concentramento\u00a0<\/em>\u2013 della popolazione, la mancanza di denaro, l\u2019assenza di servizi di ogni genere, la lotta (e questo \u00e8 punto cruciale) di tutti contro tutti, possono essere soltanto quegli sfoghi animaleschi che i pi\u00f9 accorti ben conoscono:<\/strong>\u00a0dalla promiscuit\u00e0 sessuale all\u2019ignoranza, dall\u2019ubriachezza alla prostituzione, dal semplice furto al pi\u00f9 cruento delitto. All\u2019operaio non resta alcuno spazio psicologico e fisico se non per declinarsi cos\u00ec; egli \u00e8 schiacciato in una condizione ancor peggiore del servo della gleba. Il lavoratore \u00e8\u00a0<em>merce<\/em>\u00a0e pertanto a un certo segno trascurabile oggetto, eliminabile di punto in bianco, di poi sostituibile con altra merce, senza escludere naturalmente le solite donne, i soliti bambini. Ed \u00e8 questo uno dei punti cruciali del libro: l\u2019atteggiamento vessatorio e delinquenziale della borghesia, indifferente alle sorti dei subalterni.<\/p>\n<p>Altro e non trascurabile merito dell\u2019opera \u00e8 di essere accessibile a chiunque. Siamo ben lontani dalle indubbie difficolt\u00e0 di altri classici del socialismo o del comunismo, vedi l\u2019<em>Antid\u00fchring<\/em>\u00a0o\u00a0<em>Il capitale<\/em>. Qui Engels parla bens\u00ec carte alla mano ma con l\u2019anima, l\u2019anima di chi, pur pienamente appartenendo alla classe dominante, non pu\u00f2 n\u00e9 vuole restare indifferente davanti alla catastrofe umanitaria, che di l\u00ec a poco avrebbe coinvolte l\u2019intero globo.<\/p>\n<p>Essa \u00e8 anche efficacissimo controcanto a tutta la letteratura edificante e mistificante di quel secolo sublime e terribile, degno per altri versi campeggiare accanto ai grandi romanzi di \u00c9mile Zola. Ed \u00e8 una delle prime opere, se non davvero la prima, in cui si racconta, senza la mediazione letteraria,\u00a0<em>la storia della classe senza storia<\/em>.<\/p>\n<div class=\"wp-block-banner-post\">\n<div class=\"banner-post\">\n<div class=\"bannerPreviewProduct style-3\">\n<div class=\"details\">\n<div class=\"button-content\">\n<div>Qualcuno si domander\u00e0 ridendo che senso abbia, se non il solo storico, pigliarsi la briga di leggere una vicenda ormai passata, vecchia d\u2019un secolo e mezzo, quasi due. Nullo o almeno poco ne avrebbe se fossimo usciti dalla morsa del capitalismo. E nulla o poco ne avrebbe se solo con qualche variazione il capitalismo non stesse ancora mietendo le sue innumeri vittime. Non occorre volgere lo sguardo ai Paesi del Terzo e del Quarto Mondo: per contemplare l\u2019orrore basta andare negli odierni Stati Uniti.<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<p>Per farlo abbiamo fresco fresco uno strumento per suo conto valido e scabroso come il testo engelsiano:<a href=\"https:\/\/www.amazon.it\/Morti-disperazione-futuro-del-capitalismo\/dp\/8815291741\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\" data-type=\"URL\" data-id=\"https:\/\/www.amazon.it\/Morti-disperazione-futuro-del-capitalismo\/dp\/8815291741\">\u00a0<strong><em>Morti per disperazione e il futuro del capitalismo<\/em>\u00a0(Il Mulino 2021) \u00e8 un accurato studio di Anne Case, docente di economia a Princeton, e Angus Deaton, anch\u2019egli docente universitario e Nobel per l\u2019economia del 2015.\u00a0<\/strong><\/a>E se il socialista Engels pu\u00f2 essere tacciato di partigianeria, accusa peraltro miserabile e insostenibile, questi due autori affatto, fortissimi sostenitori del capitalismo quali sono, fidenti di poter offrire il loro contributo al suo miglioramento denunciandone in tutta onest\u00e0 le gravissime storture.<\/p>\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-144202\" src=\"https:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/v2\/wp-content\/uploads\/2021\/08\/619RT2BFsoL.jpg\" alt=\"\" width=\"1000\" height=\"1578\" \/><\/figure>\n<p><strong><em>Morti per disperazione\u00a0<\/em><\/strong><strong>\u00e8 una documentatissima inchiesta sulle migliaia di morti tra i bianchi americani, uomini e donne, suscitati soprattutto da tre fattori: alcol, droga, suicidio.<\/strong>\u00a0Questi tre cavalieri dell\u2019apocalisse sono la conseguenza d\u2019un sistema disumano e infernale. Nelle dinamiche che conducono alla morte per abuso di sostanze dannose a causa delle indegne vite cui sono costrette queste persone, ci sono sconcertanti similitudini con quanto descrive Engels. Ma non solo. Questo ricco studio si spera potr\u00e0 aprire gli occhi anche a quanti, ieri come oggi, gridarono al miracolo per l\u2019istituzione dell\u2019Obama Care, la riforma sanitaria voluta dall\u2019ex messia nero della Casa Bianca, e si affidano, \u00e8 storia di questi ultimi mesi in Europa e in Italia, all\u2019industria farmaceutica quale divinit\u00e0 onnisciente. Leggiamo:<\/p>\n<p class=\"has-text-align-center\"><em>La nostra idea \u00e8 che il sistema sanitario americano sia una peculiare calamit\u00e0 che sta minando la vita degli americani [\u2026]. Il crescente potere economico e politico delle grandi imprese e il declino del potere economico e politico dei lavoratori consentono a quelle di incamerare profitti a spese della gente comune, dei consumatori e in particolare dei lavoratori. Nel peggiore dei casi, questo potere ha permesso ad alcune industrie farmaceutiche, sotto l\u2019ombrello di licenze governative, di lucrare miliardi di dollari dalle vendite di oppioidi che creano dipendenza e che sono stati falsamente spacciati come sicuri, e di realizzare profitti a spese della distruzione di vite umane. Pi\u00f9 in generale, il sistema sanitario americano \u00e8 un eminente esempio di istituzione che, sotto la protezione del potere politico, redistribuisce il reddito verso l\u2019alto a ospedali, medici, produttori di dispositivi sanitari e aziende farmaceutiche, offrendo al contempo risultati sanitari tra i peggiori nel panorama dei paesi ricchi.<\/em>\u00a0<em>Mentre scriviamo, nell\u2019agosto del 2019, i produttori di oppioidi sono sotto processo; un giudice ha intimato alla Johnson &amp; Johnson di pagare oltre mezzo miliardi di dollari allo stato dell\u2019Oklahoma. Una filiale della Johnson &amp; Johnson ha coltivato in Tasmana papaveri come materia prima di quasi tutti gli oppioidi prodotti negli Stati Uniti. Quanto sta trapelando riguardo a una transazione che ha per protagonista il peggior trasgressore, Purdue, casa produttrice dell\u2019OxyContin, fa ritenere che la famiglia Sackler, proprietaria dell\u2019azienda, potrebbe perderne la propriet\u00e0 insieme a diversi miliardi di dollari gi\u00e0 accumulati. Tuttavia, l\u2019aggressiva commercializzazione di prodotti farmaceutici rivolta a medici e pazienti \u00e8 tuttora in corso, cos\u00ec come sono ancora in vigore le regole in base alle quali la Food and Drug Administration fa approvato l\u2019uso di quella che \u00e8, essenzialmente, eroina legalizzata.<\/em><\/p>\n<p class=\"has-text-align-center\"><em>E ancora:<\/em><\/p>\n<p class=\"has-text-align-center\"><em>Gli Stati Uniti spendono ingenti somme di denaro per conseguire tuttavia uno dei peggiori risultati del mondo occidentale in ambito sanitario [\u2026]. Questa industria \u00e8 un cancro nel cuore dell\u2019economia, diffusamente metastatizzato, che ha compresso i salari e distrutto ottimi posti di lavoro, e che ha reso sempre pi\u00f9 difficile agli stati e al governo federale di potersi permettere ci\u00f2 di cui i cittadini hanno bisogno. Le finalit\u00e0 pubbliche e il benessere dei comuni cittadini sono stati subordinati al guadagno privato dei gi\u00e0 ricchi. Niente di tutto ci\u00f2 sarebbe possibile senza l\u2019acquiescenza \u2013 e talvolta l\u2019entusiastica partecipazione \u2013 dei politici che dovrebbero operare nell\u2019interesse del pubblico.<\/em><\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 una frase di questo libro che voglio ancora citare, secondo cui \u00ab<em>il capitalismo americano ha iniziato ad apparire pi\u00f9 come un racket estorsivo che come il motore della prosperit\u00e0 generale<\/em>\u00bb. Non so se Case e Deaton lo sappiano, ma queste parole ne ricordano assai da vicino altre, pronunciate all\u2019inizio del secolo scorso:\u00a0<em>Capitalism is the legitimate racket of the ruling class.\u00a0<\/em>\u201cIl capitalismo \u00e8 il racket legale della classe dominante\u201d.<\/p>\n<p><strong>A pronunziare tale verit\u00e0 non fu uno schifoso comunista, un delinquente anarchico, un ubriaco risentito, bens\u00ec uno che di racket se ne intendeva assai: Al Capone.<\/strong>\u00a0I precipui metodi della classe dominante sono rimasti gli stessi, nell\u2019Ottocento, come all\u2019inizio del XX secolo e come nel XXI. Nulla nella sostanza \u00e8 mutato, tanto meno una sua specifica caratteristica, non messa in rilievo da Case e Deaton, cui non lo si potrebbe chiedere, ma dal solito Engels:<\/p>\n<blockquote class=\"wp-block-quote has-text-align-center\"><p><em>Il decorso della malattia sociale di cui soffre l\u2019Inghilterra \u00e8 simile a quello di una malattia fisica: si sviluppa secondo certe leggi e ha le sue crisi, di cui l\u2019ultima, la pi\u00f9 violenta, decide del destino del malato. E poich\u00e9 la nazione inglese non pu\u00f2 tuttavia perire in quest\u2019ultima crisi, ma deve uscirne rinnovata e rinata, non c\u2019\u00e8 che da rallegrarsi di tutto ci\u00f2 che pu\u00f2 acuire la malattia.<\/em><\/p><\/blockquote>\n<p><strong>In sintesi: il capitalismo contiene in s\u00e9 i germi della sua propria\u00a0<em>necessaria distruzione<\/em>. E ci\u00f2 con buona pace degli idioti di ogni estrazione, convinti dell\u2019unicit\u00e0 e insostituibilit\u00e0 di questo sistema<\/strong>, culmine, solfeggiano, della civilt\u00e0 globale e naturale conseguenza della\u00a0<em>struggle for the life<\/em>. Il nostro modo di produzione oggi pi\u00f9 che mai ci confessa invece gridando d\u2019essere giunto alla sua fase agonizzante. Se cos\u00ec non \u00e8, attendiamo previsioni pi\u00f9 efficaci.<\/p>\n<p>Cosa scaturir\u00e0 dalla fase terminale della putrefazione capitalista, non ci \u00e8 dato saperlo. Gli scenari che si squadernano in via ipotetica sono molteplici. \u00c8 certo per\u00f2 che niente di peggiore, se non un\u2019altra guerra planetaria, potr\u00e0 raggiungerci.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>FONTE:\u00a0 <a href=\"https:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/controcultura\/societa\/capitalismo-libri\/\">https:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/controcultura\/societa\/capitalismo-libri\/<\/a><\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di L&#8217;INTELLETTUALE DISSIDENTE (Luca Bistolfi) &nbsp; \u201cMorti per disperazione\u201d: uno studio e un classico fanno riflettere sul sistema capitalistico. 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