{"id":66783,"date":"2021-08-09T10:45:57","date_gmt":"2021-08-09T08:45:57","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=66783"},"modified":"2021-08-07T10:47:39","modified_gmt":"2021-08-07T08:47:39","slug":"fare-delluomo-un-essere-umano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=66783","title":{"rendered":"Fare dell&#8217;uomo un essere umano"},"content":{"rendered":"<p><strong>di Gazzetta filosofica (Luca Pigini)<\/strong><\/p>\n<p><img decoding=\"async\" id=\"cc-m-imagesubtitle-image-11901131677\" class=\"\" src=\"https:\/\/image.jimcdn.com\/app\/cms\/image\/transf\/dimension=804x10000:format=jpg\/path\/se92683c1190d29b1\/image\/ife5df51ce569bfcb\/version\/1625413329\/image.jpg\" alt=\"Joe Jones, &quot;Operai della ferrovia&quot; (1940)\" data-src-width=\"2000\" data-src-height=\"1659\" data-src=\"https:\/\/image.jimcdn.com\/app\/cms\/image\/transf\/dimension=804x10000:format=jpg\/path\/se92683c1190d29b1\/image\/ife5df51ce569bfcb\/version\/1625413329\/image.jpg\" data-image-id=\"7677641177\" \/><\/p>\n<div id=\"cc-m-11901131777\" class=\"j-module n j-text \">\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Siamo riusciti nell\u2019intento di fare del lavoro un\u2019attivit\u00e0 pienamente umana, un\u2019attivit\u00e0\u00a0<\/strong><b>\u2014<\/b><strong>\u00a0cio\u00e8\u00a0<\/strong><b>\u2014<\/b><strong>\u00a0in cui l\u2019uomo si senta a casa, valorizzato e affermato?<\/strong> Le tragedie quotidiane che vanno sotto il nome di \u201cmorti bianche\u201d, il caporalato, gli operai delle industrie tessili, i precari di ogni genere\u00a0\u2014 dai camerieri agli artisti \u2014, i minorenni congolesi sfruttati nelle miniere di cobalto, ci ricordano che <strong>la dignit\u00e0 del lavoro non va mai data per scontata e che si costituisce solo ed esclusivamente nella lotta politica<\/strong>. <strong>Ma in cosa consiste il modo \u201cumano\u201d di concepire il lavoro?<\/strong> Non pretendo che a rispondere sia\u00a0\u2014 <em>horribile dictu<\/em>\u00a0\u2014 la scienza economica, quanto piuttosto la filosofia; l\u2019opera giovanile di Karl Marx, in particolar modo i <em>Manoscritti economico\u2013filosofici del 1844<\/em>\u00a0possono aiutarci a rispondere al quesito posto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Un clich\u00e9 ancora oggi piuttosto abusato \u00e8 quello del \u201critorno a Marx\u201d a cui fa, da contraltare, la <em>damnatio memoriae<\/em> da parte dei neoliberali ai danni del filosofo di Treviri<\/strong>. La cosa non stupisce se pensiamo che tutta la biografia di Marx \u00e8 attraversata da una continua lotta del filosofo contro i cosiddetti \u201ccomunisti rozzi\u201d da una parte e contro i borghesi liberali dall\u2019altra; una cosa, tuttavia, \u00e8 certa: entrambi gli avversari di Marx sono accomunati nell\u2019offendere la dignit\u00e0 e il valore del lavoro umano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Anzitutto \u00e8 necessaria una premessa; <strong>nell\u2019opera di Marx si intrecciano e si confondono due piani che vanno per\u00f2 distinti e messi opportunamente in relazione: da una parte la critica <em>radicitus<\/em> dell\u2019economia politica\u00a0<\/strong><b>\u2014<\/b><strong>\u00a0che trova inizio proprio nei <em>Manoscritti del \u201944<\/em>\u00a0<\/strong><b>\u2014<\/b><strong>\u00a0e dall\u2019altra il tentativo di formulare nuove teorie economiche<\/strong> (<em>Il Capitale<\/em>, ovviamente). \u00c8 chiaro che il secondo piano presuppone il primo, non a torto <strong>Benedetto Croce parlava<\/strong>\u00a0\u2014 in maniera critica (critica accolta ma disinnescata da Gramsci)\u00a0\u2014 <strong>della teoria del plusvalore nei termini di un \u00abparagone ellittico\u00bb tra la societ\u00e0 concretamente esistente e una societ\u00e0 ideale di liberi lavoratori<\/strong>. Se non teniamo ben ferma tale distinzione rischiamo di cadere nella ridicola pretesa di voler confutare Marx contrapponendogli le &#8220;dure&#8221; leggi dell\u2019economia, come d\u2019altronde fanno una vasta schiera di odierni economisti neoliberali. Diciamolo pure, senza timore, con le parole di colui che fu uno dei maggiori esponenti dell\u2019operaismo italiano: <strong>\u00abTacete economisti in munere alieno. Marx non \u00e8 affare vostro\u00bb<\/strong> (M. Cacciari, <em>Un dio chiamato Capitale<\/em>, in \u201cL\u2019Espresso\u201d, 29 aprile 2018).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">L\u2019impresa marxiana \u00e8 titanica: puntare il dito contro l\u2019economia politica (<em>National\u00f6konomie<\/em>) e contro la propriet\u00e0 privata (<em>Privateigentum<\/em>), nella stessa misura in cui Feuerbach aveva puntato il dito contro la religione e contro Dio. <strong>Perch\u00e9 da una parte c\u2019\u00e8 chi lavora\u00a0<\/strong><b>\u2014<\/b><strong>\u00a0per garantirsi appena la sopravvivenza\u00a0<\/strong><b>\u2014<\/b><strong>\u00a0consumando il proprio tempo, il proprio fisico, cio\u00e8 la propria esistenza e dall\u2019altra c\u2019\u00e8 chi si arricchisce senza muovere un dito?<\/strong> L\u2019economista fa spallucce, si aggrappa a ridicole astrazioni: il merito, l\u2019intelligenza, lo \u201cspirito imprenditoriale\u201d, l\u2019\u201cassunzione di un rischio\u201d ecc., fino a ribaltare la situazione: \u00e8 il lavoratore che dovrebbe ringraziare il capitalista per avere un lavoro!<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>\u00ab L\u2019economia politica parte dal fatto della propriet\u00e0 privata. Non ce la spiega. Coglie il processo materiale della propriet\u00e0 privata, che si compie nella realt\u00e0, in formule generali, astratte, che valgono poi per essa come leggi. Non comprende queste leggi, cio\u00e8 non fa vedere come esse derivino dall&#8217;essenza della propriet\u00e0 privata. \u00bb<\/strong> (K. Marx, <em>Manoscritti economico-filosofici del 1844<\/em>)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<\/div>\n<div id=\"cc-m-11901136577\" class=\"j-module n j-text \" style=\"text-align: justify\">\n<p>Ecco il motivo\u00a0\u2014\u00a0<em>sic et simpliciter<\/em>\u00a0\u2014\u00a0per cui chi lavora non guadagna e chi guadagna non lavora: la propriet\u00e0 privata, \u00abpeccato originale\u00bb dell\u2019economia politica. <strong>\u00abPeccato originale\u00bb<\/strong> <strong>poi del tutto occultato nel marginalismo che non assume pi\u00f9 a fondamento le classi sociali ma l\u2019individuo (consumatore, impresa ecc.)<\/strong>. L\u2019economista, da bravo scienziato, guarda al mondo cos\u00ec come esso si d\u00e0 e coglie un dato di fatto, frutto di quell\u2019ordine spontaneo che \u00e8 l\u2019evoluzione umana e la divisione del lavoro: la propriet\u00e0 privata, che egli assume come postulato delle proprie teorie. <strong>L\u2019errore epistemologico che compie l\u2019economista politico \u00e8 quello di dare dignit\u00e0 di legge scientifica (universale, eterna e necessaria) a ci\u00f2 che \u00e8 la semplice descrizione, scaturente da ci\u00f2 che ha presupposto senza spiegare, di un ordine contingente dei modi di produzione che\u00a0<\/strong><b>\u2014<\/b><strong>\u00a0in quanto fatto umano\u00a0<\/strong><b>\u2014<\/b><strong>\u00a0\u00e8 potenzialmente modificabile, poich\u00e9 l\u2019uomo non subisce passivamente l\u2019<em>umwelt<\/em>, il mondo-ambiente, ma ne \u00e8 al contempo plasmatore, realizzatore.<\/strong> L\u2019uomo \u00e8 <em>zoon politikon<\/em>.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Dunque, che fare? Abolire la propriet\u00e0 privata? Ma per carit\u00e0 di Dio! Il lettore sarebbe legittimato a chiedere un risarcimento se l\u2019avessi ammorbato fino a questo punto\u00a0\u2014\u00a0nel 2021!\u00a0\u2014\u00a0per concludere con certe stupidaggini da rozzi proudhoniani. Credo sia qui il punto veramente vivo dell\u2019opera di Marx, e lo sintetizzo con una provocazione: il filosofo di Treviri \u2014\u00a0e non gli economisti borghesi \u2014 era il vero difensore della propriet\u00e0 privata! La concezione marxiana di <em>Privateigentum<\/em> nelle pagine dei <em>Manoscritti<\/em> ricorda molto quella liberale lockiana (di cui Marx era ben consapevole, sposandola esplicitamente nell\u2019articolo del 1842 sulla legge contro i furti di legna), ossia <strong>l\u2019idea che il diritto di propriet\u00e0 scaturisca dal lavoro<\/strong>. Ecco il punto dirimente: <strong>il vero usurpatore della propriet\u00e0 privata \u00e8 il capitalista, egli si appropria infatti del sudore, del tempo di vita, delle competenze, delle conoscenze, del corpo e del cervello di colui che lavora al suo servizio\u00a0\u2014\u00a0in sintesi\u00a0\u2014\u00a0si appropria dell\u2019oggetto del lavoro altrui<\/strong>. <strong>Ecco la vera origine della propriet\u00e0 privata capitalistica: il lavoro estraniato<\/strong>.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>\u00ab L\u2019economia politica ha espresso soltanto le leggi del lavoro estraniato. \u00bb<\/strong> (ivi)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Vien da s\u00e9 che anche il salario \u00e8 conseguenza del lavoro estraniato e non c\u2019\u00e8 aumento che tenga; Marx \u00e8 lapidario: l\u2019aumento salariale \u00e8 solo <strong>\u00abuna migliore remunerazione dello schiavo\u00bb<\/strong> (<em>ibidem<\/em>). Bocciare dunque ogni proposta riformista? Assolutamente no, anzi! Non si stupisca il lettore, non siamo su un piano politico ma filosofico e quando si usa come strumento d\u2019analisi la filosofia si accetta di andare alla radice dei problemi, decostruendo il senso comune. Insegna Engels: <strong>\u00abgli scienziati credono di liberarsi della filosofia ignorandola o insultandola. Ma poich\u00e9 senza pensiero non vanno avanti e per pensare hanno bisogno di determinazioni di pensiero, accolgono inconsapevolmente queste categorie dal senso comune\u00bb<\/strong> (F. Engels, <em>Dialettica della natura<\/em>). Proprio dal senso comune gli economisti traggono la loro concezione di lavoro come <strong>\u00abmera attivit\u00e0 di guadagno\u00bb<\/strong> (K. Marx, <em>Manoscritti economico-filosofici del 1844<\/em>) ignorandone il lato umano.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>La concezione di lavoro marxiana \u00e8 debitrice a Hegel, per Marx il lavoro \u2014\u00a0inteso come prassi \u2014\u00a0\u00e8 l\u2019essenza stessa dell\u2019essere umano, la sua operazione fondamentale, l\u2019uomo si oggettiva nel lavoro, l\u2019uomo \u00e8 <em>Selbsterzeugung<\/em> (autoproduzione). <strong>Nel momento in cui la sua attivit\u00e0 viene espropriata, ad essere espropriata \u00e8 dunque la sua stessa essenza umana<\/strong>. <strong>L\u2019attivit\u00e0 dell\u2019uomo \u00e8 un\u2019attivit\u00e0 libera e cosciente, non \u00e8 il frutto di un mero impulso istintivo, per cui l\u2019uomo si sente affermato e soddisfatto nel proprio lavoro solo se \u00e8 libero dal bisogno e libero dal comando esterno<\/strong>. Ma se il lavoratore non appartiene a se stesso, se non \u00e8 libero in quella funzione eminentemente umana che \u00e8 il lavoro e che lo degrada a bestia, ne consegue che egli si sentir\u00e0 libero di agire soltanto nelle sue funzioni animali; scrive infatti Marx: <strong>\u00abSi giunge quindi al risultato che l\u2019uomo (il lavoratore) si sente libero di agire ormai soltanto nelle sue funzioni animali, mangiare, bere, procreare, tutt\u2019al pi\u00f9 ancora casa, decoro, ecc. e nelle sue funzioni umane si sente ora soltanto un animale\u00bb<\/strong> (<em>ibidem<\/em>). L\u2019autore \u2013 immediatamente dopo &#8211; tira le fila del discorso con uno dei passi pi\u00f9 celebri dei <em>Manoscritti<\/em>: <strong>\u00abDas Tierische wird das Menschliche und das Menschliche das Tierische\u00bb<\/strong>, <strong>\u00abL\u2019animale diventa l\u2019umano e l\u2019umano l\u2019animale\u00bb<\/strong>.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<\/div>\n<div id=\"cc-m-11901142877\" class=\"j-module n j-imageSubtitle \" style=\"text-align: justify\">\n<figure class=\"cc-imagewrapper cc-m-image-align-3\"><img decoding=\"async\" id=\"cc-m-imagesubtitle-image-11901142877\" class=\"\" src=\"https:\/\/image.jimcdn.com\/app\/cms\/image\/transf\/dimension=492x10000:format=jpg\/path\/se92683c1190d29b1\/image\/i0c625d46c453e381\/version\/1625413430\/image.jpg\" alt=\"Toni Wolter, &quot;Operai in febbrica&quot; (1920 ca.)\" data-src-width=\"878\" data-src-height=\"1100\" data-src=\"https:\/\/image.jimcdn.com\/app\/cms\/image\/transf\/dimension=492x10000:format=jpg\/path\/se92683c1190d29b1\/image\/i0c625d46c453e381\/version\/1625413430\/image.jpg\" data-image-id=\"7677667377\" \/><figcaption>Toni Wolter, &#8220;Operai in febbrica&#8221; (1920 ca.)<\/figcaption><\/figure>\n<div class=\"cc-clear\"><\/div>\n<\/div>\n<div id=\"cc-m-11901143077\" class=\"j-module n j-text \">\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>\u00ab La propriet\u00e0 privata ci ha resi cos\u00ec ottusi e unilaterali che un oggetto \u00e8 nostro soltanto quando lo abbiamo [\u2026] Al posto di tutti i sensi fisici e spirituali \u00e8 quindi subentrata la semplice alienazione di tutti questi sensi, il senso dell\u2019avere. \u00bb<\/strong> (<em>ibidem<\/em>)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>L\u2019uomo produce attraverso i sensi, la sensibilit\u00e0 \u00e8 una funzione sociale, ma se l\u2019uomo nella societ\u00e0 capitalistica \u00e8 espropriato del suo lavoro, cio\u00e8 della sua umanit\u00e0, della sua capacit\u00e0 sociale, allora \u00e8 espropriato del suo \u00absenso umano\u00bb<\/strong> (ossia dei 5 sensi ma anche dei <strong>\u00absensi pratici\u00bb<\/strong> come l\u2019amore); egli non \u00e8 pi\u00f9 in grado di apprezzare la bellezza, la quale apprezziamo non in quanto meri individui ma in quanto esseri sociali, appartenenti ad una comunit\u00e0, all\u2019umano \u00e8 subentrato l\u2019utile, l\u2019egoistico. Il mercante di minerali non vede la bellezza del minerale ma ne vede soltanto l\u2019utilit\u00e0 sotto forma di valore di scambio:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>\u00ab Il senso di un oggetto per me [\u2026] giunge fin dove giunge il mio senso [\u2026] Per l\u2019orecchio non musicale la pi\u00f9 bella musica non ha senso, non \u00e8 un oggetto, perch\u00e9 il mio oggetto pu\u00f2 essere soltanto la conferma di una delle mie forze essenziali [\u2026] Il senso prigioniero del rozzo bisogno pratico ha anch\u2019esso soltanto un senso limitato. \u00bb<\/strong> (<em>ibidem<\/em>)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Come l\u2019occhio rozzo e inumano non pu\u00f2 apprezzare la bellezza, \u00e8 limitato, cos\u00ec il gusto\u00a0\u2014\u00a0che ha parimenti perduto la sua funzione sociale\u00a0\u2014\u00a0non pu\u00f2 apprezzare la bont\u00e0 di un piatto, n\u00e9 l\u2019orecchio la bellezza di una sinfonia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">A questo punto l\u2019autore tenta di abbozzare\u00a0\u2014\u00a0seppur in maniera vaga, suggestiva, \u201cpoetica\u201d\u00a0\u2014\u00a0la fisionomia di una societ\u00e0 pienamente umana. Scrive Marx: <strong>\u00abL\u2019educazione dei 5 sensi \u00e8 un lavoro di tutta la storia del mondo fino a oggi\u00bb<\/strong> (<em>ibidem<\/em>); dunque, il comunismo per rendere umani i sensi e per creare un senso umano corrispondente a tutta la ricchezza dell\u2019essere umano e naturale <strong>deve emancipare, liberare l\u2019atto del lavoro dall\u2019estraniazione, perch\u00e9 \u00e8 attraverso di esso che l\u2019uomo si oggettiva in quanto essere umano<\/strong>, in quanto essere sociale, in quanto <em>Gattungswesen<\/em> e non mero individuo astratto e diviso, perch\u00e9: <strong>\u00abil senso umano, l\u2019umanit\u00e0 dei sensi si forma soltanto attraverso l\u2019esistenza del suo oggetto, attraverso la natura umanizzata\u00bb<\/strong> (<em>ibidem<\/em>). L\u2019uomo che il comunismo deve produrre, ossia l\u2019uomo i cui sensi sono emancipati, \u00e8: <strong>\u00abl\u2019uomo ricco e profondamente sensibile a tutto come sua stabile realt\u00e0\u00bb<\/strong> (<em>ibidem<\/em>).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Come hanno brillantemente notato due grandi studiosi di Marx, Nicolao Merker (in <em>Karl Marx. Vita e Opere<\/em>) e Marcello Musto (in <em>Ripensare Marx e i marxismi<\/em>), <strong>la grande istanza tutt\u2019oggi viva dell\u2019opera marxiana sta proprio nell\u2019 antinomia ancora insuperata tra il carattere sociale della produzione e il carattere privatistico dell\u2019appropriazione del profitto<\/strong>, antinomia che \u00e8 la radice dell\u2019alienazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Contraddizione quanto pi\u00f9 viva se pensiamo alla questione dei brevetti sui vaccini, al valore che oggi la conoscenza, il <em>Geistige Arbeit<\/em> (e non pi\u00f9 tanto il lavoro di fabbrica) ha nel processo di auto-valorizzazione del capitale. Ma la conoscenza \u00e8 il prodotto della ricerca, del lavoro intellettuale, dello studio degli scienziati, ricercatori, ingegneri\u00a0\u2014\u00a0in sintesi\u00a0\u2014\u00a0\u00e8 il prodotto del lavoro della comunit\u00e0 degli uomini, del \u201c<em>general intellect<\/em>\u201d, e non di un manipolo di capitalisti.<\/p>\n<\/div>\n<p><strong>Fonte: <a href=\"https:\/\/www.gazzettafilosofica.net\/2021-1\/luglio\/fare-dell-uomo-un-essere-umano\/\">https:\/\/www.gazzettafilosofica.net\/2021-1\/luglio\/fare-dell-uomo-un-essere-umano\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Gazzetta filosofica (Luca Pigini) Siamo riusciti nell\u2019intento di fare del lavoro un\u2019attivit\u00e0 pienamente umana, un\u2019attivit\u00e0\u00a0\u2014\u00a0cio\u00e8\u00a0\u2014\u00a0in cui l\u2019uomo si senta a casa, valorizzato e affermato? Le tragedie quotidiane che vanno sotto il nome di \u201cmorti bianche\u201d, il caporalato, gli operai delle industrie tessili, i precari di ogni genere\u00a0\u2014 dai camerieri agli artisti \u2014, i minorenni congolesi sfruttati nelle miniere di cobalto, ci ricordano che la dignit\u00e0 del lavoro non va mai data per scontata e&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":105,"featured_media":56601,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[32],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/La-Gazzetta-filosofica.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7ZaJ4-hn9","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/66783"}],"collection":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/105"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=66783"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/66783\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":66784,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/66783\/revisions\/66784"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/56601"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=66783"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=66783"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=66783"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}