{"id":66786,"date":"2021-08-10T10:47:52","date_gmt":"2021-08-10T08:47:52","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=66786"},"modified":"2021-08-07T10:52:52","modified_gmt":"2021-08-07T08:52:52","slug":"un-mondo-senza-madri","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=66786","title":{"rendered":"Un mondo senza madri?"},"content":{"rendered":"<p><strong>di Resistenze al nanomondo (Silvia Guerini)<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il termine <em>ectogenesi <\/em>fu coniato negli anni \u201920 dal ricercatore genetista e biologo J.B.S. Haldaine per indicare lo sviluppo di un nuovo essere fuori dal corpo materno. Haldaine considerava l\u2019ectogenesi \u00abun\u2019importante opportunit\u00e0 di ingegneria sociale\u00bb inscritta in una societ\u00e0 eugenetica laddove una separazione completa della procreazione dal sesso avrebbe portato a una \u00abliberazione dell\u2019umanit\u00e0 in un senso completamente nuovo\u00bb.<br \/>\nHaldain era interessato a comprendere l\u2019origine della vita al fine di indirizzare e controllare lo sviluppo lo sviluppo della vita stessa. Il suo scopo era sintetizzare creature viventi nei laboratori di biochimica, aspirazione che, negli anni a seguire, prender\u00e0 forma nei laboratori di biologia sintetica e di ingegneria genetica.<br \/>\nHaldaine riteneva che l\u2019ectogenesi avrebbe permesso una selezione eugenetica in cui soltanto i gameti <em>migliori <\/em>sarebbero stati usati per la generazione successiva. Selezione che oggi \u00e8 divenuta prassi nell\u2019ambito delle tecniche di PMA. Haldaine e Julian Huxley promossero con forza \u00abun\u2019eugenetica positiva\u00bb che in quegli anni si tradusse \u2013 ben prima della Germania nazista \u2013 in programmi di sterilizzazione normati da legislazioni ad essi favorevoli di Stati Uniti, Svezia, Danimarca, Finlandia e ampiamente finanziati da associazioni filantropiche come la Fondazione Rockfeller, questioni che abbiamo approfondito in nostri precedenti testi.<br \/>\nHuxley riteneva che l\u2019ectogenesi avrebbe potuto accellerare, facilitare e rendre pi\u00f9 flessibile la selezione eugenetica. Il pensiero eugenetico \u00e8 a fondamento dell\u2019ectogenesi e pi\u00f9 in generale delle ricerche genetiche e di ogni riproduzione artificiale dell\u2019umano ed \u00e8 uno dei cardini della visione transumanista.<br \/>\nL\u2019ossessione per la creazione della vita traspare fin dall\u2019origine di queste ricerche, dalle parole del ricercatore biologo Jacques Loeb: \u00abVolevo prendere in mano la vita e giocare con essa. Volevo manipolarla nel mio laboratorio come qualsisi altra reazione chimica, darle inizio, fermarla, studiarla in qualsiasi condizione, dirigerla a mio piacimento\u00bb. Tutto ci\u00f2 non costituisce solo espressione di folli aspirazioni di qualche isolato ricercatore, bens\u00ec sono i principi transumanisti di controllo e dominio sul vivente.<br \/>\nCon l\u2019utero artificiale il laboratorio della vita, diventato sistema, vuole prescindere dalla realt\u00e0 del corpo di donna, dalla realt\u00e0 della procreazione, prescindere quindi dalla realt\u00e0 al fine di dominarla e modificarla.<br \/>\n\u00c8 in questo significato originario e in questo orizzonte che dobbiamo inserire le ricerche relative alla realizzazione dell\u2019utero artificiale e gli ultimi importanti sviluppi a riguardo. PMA, selezione embrionale, sperimentazioni su embrioni, modificazioni genetiche, utero artificiale sono tutti aspetti profondamente interconnessi del medesimo mondo transumanista. Salvare anche solo uno di questi aspetti comporta che questo mondo transumanista proceda nella sua direzione che, prima o poi, si estender\u00e0 a ogni dimensione della nostra vita e dell\u2019intero vivente.<br \/>\nDa tempo scriviamo della risignificazione della nascita, della madre, della donna, delle conseguenze materiali sui corpi e della profonda trasformazione ontologica e antropologica dell\u2019essere umano che questa risignificazione comporta. Gli sviluppi tecno-scientifici si stanno sempre pi\u00f9 velocizzando e sta cadendo ogni barriera etica, si sta andando verso una nuova umanit\u00e0 neutra e infinitamente modificabile, in un mondo post-umano e post-natura. Un mondo senza madri, al fine di giungere a una definitiva e totale espropriazione dei corpi delle donne e della dimensione della procreazione, al definitivo e totale controllo sui processi che creano la vita, a un\u2019ingegnerizzazione del vivente e al controllo dell\u2019evoluzione della stessa specie umana.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"text-decoration: underline\"><strong><em>Utero artificiale: un po\u2019 di storia e gli ultimi sviluppi<\/em><\/strong><\/span><br \/>\nLa prima ricerca condotta al fine di realizzare l\u2019utero artificiale risale al 1958, anno in cui un gruppo di ricercatori del Karolinka Institutet di Svezia sviluppa una piattaforma con lo scopo di permettere lo sviluppo di feti umani prematuri.<br \/>\nIn Italia negli anni Ottanta da ricordare sono le ricerche di Carlo Flamigni, uno dei massimi esponenti della fecondazione in vitro in Italia, che \u00e8 stato direttore dell\u2019Istituto di clinica ostetrica e ginecologica di Bologna, presidente della S.I.F.E.S. (Societ\u00e0 Italiana di Fertilit\u00e0 e Sterilit\u00e0 e Medicina della Riproduzione) e membro del Comitato Nazionale per la Bioetica. Nel 1987 Flamigni fu il primo in Italia a condurre un esperimento in cui tent\u00f2 di far crescere un embriore umano impiantato in un utero asportato, al di fuori dal corpo umano.<br \/>\nA Tokyo nel 1997 dei ricercatori sviluppano una tecnica chiamata EUFI: incubazione fetale extrauterina. Estraggono dal ventre di alcune capra i loro feti, infilano cateteri attraverso i grandi vasi del cordone ombelicale e fornisco ai feti stessi sangue ossigenato sospendendoli in incubatrici che contengono liquido amniotico artificiale riscaldato a temperatura corporea.<br \/>\nNegli anni a seguire svariati saranno i laboratori nel mondo impegnati nella ricerca sull\u2019utero artificiale. A titolo meramente esemplificativo riporter\u00f2 alcune tra le pi\u00f9 significative di queste ricerche.<br \/>\nNel 2002 il Centro di Medicina Riproduttiva della Cornell University di New York realizza il primo utero umano artificiale, riescendo poi a far sviluppare un embrione al suo interno per sette giorni. Parallelamente, a Tokyo, alla Juntendo University si sta realizzando un utero completamente artificiale senza uso di tessuti biologici: un embrio-incubatore in un cui viene mantenuto in vita per tre settimane un agnello prematuro.<br \/>\nNel 2003 il laboratorio perinatale alla Women and Infants research Foundation in Australia sviluppa un modello di utero artificiale, Ex-Vivo Uterine Environment (Eve), destinato ad agnelli dell\u2019et\u00e0 di 106 giorni, riuscendo cos\u00ec a mantenere in vita agnelli pi\u00f9 prematuri rispetto ad altre ricerche. Questi animali sono stati scelti per replicare nel modo pi\u00f9 fedele possibile le condizioni di sviluppo dei polmoni di un neonato umano prematuro al limite della sopravvivenza, cio\u00e8 a 21\/22-23 settimane di gestazione. 24 settimane di gestazione \u00e8 l\u2019attuale \u00ablimite di vitalit\u00e0\u00bb : il bambino che cessa di vivere a 24 settimane \u00e8 classificato nato morto, a 23 settimane e 6 giorni \u00e8 un aborto spontaneo.<br \/>\nNel 2003 al Center for Reproductive Medicine and Infertility della Cornell University riescono a far crescere un embrione di topo dall\u2019attimo del concepimento fin quasi al termine della gestazione servendosi di tessuto uterino bioingegnerizzato impiantato su una struttura extrauterina.<br \/>\nNel 2017 al Centro per la ricerca fetale del Children\u2019s Hospital di Philadelphia alcuni agnelli sono tenuti per 28 giorni in un <em>biobag<\/em>: un sacchetto di plastica che imita l\u2019utero materno completo di sostituti di liquido amniotico e placenta. Un video girato con un telefono cellulare mostra una sacca con un agnello immerso in un liquido giallognolo, il suo petto che si alza e che si abbassa, dall\u2019addome una massa di tubi che escono da una fessura della sacca, come vene piene di sangue. Una scena che non pu\u00f2 non disturbare lo sguardo. Ma nel video in cui annunciano il compimento della ricerca tutto questo \u00e8 rimosso dallo sguardo e dalla consapevolezza, un video promozionale con uno sterile laboratorio, giovani ricercatori sorridenti e strazianti scene di bambini nati prematuri nelle unit\u00e0 di terapia intensiva, con una musica di sottofondo rassicurante. Non c\u2019\u00e8 traccia degli agnelli, delle femmine che vengono inseminate artificialmente e che vengono sottoposte a tagli cesari, degli agnelli prelevati prematuri dal grembo e infilati in una sacca trasparente, non c\u2019\u00e8 traccia della loro uccisione al fine di studiarne gli organi, non c\u2019\u00e8 traccia delle feci, del sangue, delle membra lacerate, del dolore, dei respiri spezzati. L\u2019unico vitello che compare \u00e8 quello che non \u00e8 stato ucciso per studiarne lo sviluppo. Compare in una fotografia, come fosse in posa a fissare l\u2019obbiettivo.<br \/>\nI ricercatori di questo centro di ricerca affermano: \u00abLa maggioranza dei feti nelle gravidanze previste a rischio a causa di prematurit\u00e0 estrema sar\u00e0 sostanzialmente affidata al nostro sistema, e non saremo pi\u00f9 costretti a farli nascere prematuri per poi collegarli a un ventilatore\u00bb. Questo significa che donne a <em>rischio<\/em> di partorire in anticipo dovrebbero subire un cesario <em>preventivo<\/em> per traferire i loro figli in un utero artificiale. La logica della prevenzione in questa societ\u00e0 cibernetica tecno-medicale risponde a paradigmi tecno-scientifici e a calcoli algortimici in cui le Big Tech si prendono in carico la gestione della salute in ogni sua dimensione, da quando si viene al mondo \u2013 dicendoci anche <em>come<\/em> bisogna venire al mondo \u2013 a quando si muore o a quando bisogna morire, come quando si \u00e8 considerati ormai un peso per le spese sanitarie in una logica di ottimizzazione delle risorse e in una logica eugenetica che definisce quale vita abbia pi\u00f9 valore di vivere o come quando il sistema medico necessita di organi e preda cos\u00ec dei corpi ancora vivi, ma definiti morti<a href=\"https:\/\/www.resistenzealnanomondo.org\/2021\/08\/#sdfootnote1sym\"><sup>1<\/sup><\/a>.<br \/>\nUna gestione della salute che cambia il rapporto con i nostri corpi e che ci trasforma in pazienti. Anche la prevenzione viene travestita da <em>libert\u00e0 di scelta<\/em>: il <em>tu puoi <\/em>diventa un <em>tu devi <\/em>in ogni dimensione della nostra vita.<br \/>\n\u00abNon pu\u00f2 esistere alcuna forma di potere che sia indifferente al controllo (in un grado o nell\u2019altro) dei corpi. Di conseguenza, \u201cper definizione\u201d, non pu\u00f2 esistere alcuna forma di potere che sia estranea alla dicotomia salute\/malattia \u2013 cos\u00ec importante per i corpi\u00bb<a href=\"https:\/\/www.resistenzealnanomondo.org\/2021\/08\/#sdfootnote2sym\"><sup>2<\/sup><\/a>.<br \/>\nNel 2019 il progetto di utero artificiale \u00e8 stato sovvenzionato con 2,9 milioni di euro per la realizzazione di un prototipo da utilizzare nelle cliniche. Il finanziamento proviene dal programma UE Orizzonte 2020 e questa somma \u00e8 distribuita tra i partecipanti al progetto: Eindhoven University of Technology (Paesi Bassi), Ospedale universitario di Aquisgrana (Germania), Lifetec Group BV (Paesi Bassi), Nemo Healthcare BV (Paesi Bassi) e il Politecnico di Milano. Il progetto finanziato per un periodo di 5 anni \u00e8 partito il 1 ottobre 2019 e terminer\u00e0 il 30 settembre 2024, ma \u00e8 prevedibile che dopo la scadenza del periodo di finanziamento verr\u00e0 presentata una nuova domanda. Con questi finanziamenti l\u2019Universit\u00e0 di Eindhoven sviluppa un utero artificiale che circonda il bambino con liquidi e fornisce ossigeno e sostanze nutritive attraverso il cordone ombelicale.<br \/>\nQuesti ultimi sviluppi costituiscono un significativo passo avanti verso il tenatativo di realizzare un utero artificiale cos\u00ec come le sperimentazioni condotte da ricercatori israeliani del Weizmann Institute of Science nelle quali sono stati coltivati embrioni al di fuori dell\u2019utero pi\u00f9 a lungo di quanto sia mai stato possibile: gli embrioni di topo si sono sviluppati nell\u2019utero artificiale per 11 o 12 giorni, circa la met\u00e0 del periodo naturale di gestazione dell\u2019animale.<br \/>\nUn embrione di topo, completo di cellule cardiache che pulsano, una testa e l\u2019inizio degli arti, vivo e in crescita in un barattolo di vetro, questa \u00e8 l\u2019immagine fornita dal <em>Technology Review,<\/em> la rivista di divulgazione scientifica del MIT di Boston. L\u2019equivalente umano di un topo di 12 giorni sarebbe un feto umano di tre mesi.<br \/>\nIn una pubblicazione sulla rivista <em>Nature <\/em>il gruppo di ricerca israeliano descrive una serie di esperimenti in cui hanno aggiunto tossine, coloranti, virus e cellule umane negli embrioni di topo in via di sviluppo, il tutto per studiare cosa sarebbe accaduto. I ricercatori stanno lavorando all\u2019adattamento della procedura in modo che si possano sviluppare i topi interamente in vitro per sviluppare anche embrioni umani in questo modo.<br \/>\nDalle parole del dottor Jacob Hanna, a capo del gruppo di ricerca che sta spingendo affinch\u00e9 i laboratori di ricerca sperimentino sugli embrioni umani, coltivandoli in un utero artificiale per 40 giorni prima di disfarsene: \u00abspero che questo permetter\u00e0 agli scienziati di coltivare embrioni umani fino alla quinta settimana. [\u2026]. Sarei favorevole a farlo crescere fino al 40\u00b0 giorno e poi smaltirlo\u00bb. Dichiara che per rendere tali esperimenti pi\u00f9 accettabili, gli embrioni umani potrebbero essere modificati per limitare il loro potenziale di sviluppo completo spingendosi ad affermare che una possibilit\u00e0 sarebbe quella di provocare mutazioni genetiche che impediscano al cuore di battere. Ma quando siamo in presenza di un cuore non siamo pi\u00f9 di fronte a un embrione, ma a un feto di 4 settimane. I ricercatori continuano a parlare di embrioni, ma con le loro intenzioni e spesso anche con le loro ricerche sono sempre un passo avanti, vogliono infatti voler sviluppare feti di 4 e 5 settimane per sottoporli ai loro esperimenti.<br \/>\nWilliam Hurlbut, medico e bioetico della Stanford University, \u00e8 entusiasta per le \u00abapplicazioni pratiche inaspettate\u00bb della crescita di embrioni umani, in quanto \u00absi potrebbero ottenere organi primitivi, come cellule di fegato o pancreas, da embrioni umani fino a tre mesi, che potrebbero essere ulteriormente coltivati e utilizzati nella medicina dei trapianti\u00bb e sono significative queste sue parole: \u00abLa frontiera scientifica si sta spostando dalle molecole e dalle provette agli organismi viventi\u00bb.<br \/>\nLa questione non \u00e8 stabilire entro quale momento dello sviluppo dell\u2019embrione o del feto sia lecito fare delle ricerche, ma rigettare l\u2019idea secondo la quale \u00e8 lecito usare della materia vivente, che sia umana o animale, che siano delle cellule fecondate nelle prime fasi di sviluppo embrionale, che siano dei feti umani o animali, che siano degli altri animali o che sia anche solamente i nostri gameti. I nostri corpi e i corpi degli altri animali non sono luoghi da cui estrarre materiale per la ricerca. Il vivente, in ogni fase del suo sviluppo, non \u00e8 un oggetto da sperimentazione. Riaffermiamo l\u2019indisponibilit\u00e0 del vivente all\u2019invasione tecno-scientifica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"text-decoration: underline\"><em><strong>Creazione dell\u2019accettazione sociale<\/strong><\/em><\/span><br \/>\nCi vorranno ancora degli anni prima di raggiungere l\u2019ectogenesi completa, ma l\u2019utero artificiale \u00e8 gi\u00e0 una realt\u00e0 ed \u00e8 solo una questione di tempo: il primo passaggio sar\u00e0 l\u2019ectogenesi parziale per i nati prematuri, nel mentre, da un lato si riusciranno a tenere in vita bambini sempre pi\u00f9 prematuri, dall\u2019altro si riuscir\u00e0 ad estendere sempre di pi\u00f9 la vita degli embrioni all\u2019esterno dell\u2019utero, finch\u00e8 questi due lati si incontreranno.<br \/>\nArthur L. Caplan, direttore del Center for Bioethics presso l\u2019Universit\u00e0 della Pennsylvania, gi\u00e0 da met\u00e0 anni \u201990 affermava: \u00abTra trent\u2019anni avremo risolto il problema dello sviluppo polmonare; la neonatologia sar\u00e0 in grado di salvare feti di 15 e 16 settimane. Saranno disponibili molti test genetici, facili da fare, che prevedono i rischi di contrarre malattie a esordio tardivo, ma anche predire attitudini, tratti comportamentali e aspetti della personalit\u00e0. Non sar\u00e0 disponibile un utero artificiale, ma ci saranno molti prototipi e le donne che non possono portare una gravidanza si iscriveranno per utilizzare i prototipi nei protocolli sperimentali [\u2026] ci sar\u00e0 un movimento in atto che dir\u00e0 che tutto questo \u00e8 inutile e innaturale. [\u2026] Sessant\u2019anni dopo l\u2019utero artificiale totale sar\u00e0 qui. E\u2019 tecnologicamente inevitabile\u00bb.<br \/>\n\u00c8 importante notare che la retorica per far approvare le ricerche sull\u2019utero artificiale e per iniziare a creare un consenso sociale attorno ad esso si basa su motivazioni mediche, queste sono sempre l\u2019avvio e la giustificazione per gli sviluppi tecno-scientifici specialmente nell\u2019ambito delle Scienze della vita. L\u2019utero artificiale potr\u00e0 servire per le donne che non possono rimanere incinte, senza un utero sviluppato, con endometriosi o cui \u00e8 stato diagnosticato un cancro. Da notare che sono esattamente le stesse motivazioni per sostenere oggi l\u2019apertura della PMA per alcuni specifici casi.<br \/>\nLa differenza sostanziale \u00e8 che oggi l\u2019utero artificiale provoca ancora una reazione di sdegno e di rifiuto anche da chi sostiene con le stesse motivazioni l\u2019accesso alle tecniche di fecondazione assistita. Queste ultime non inducono la stessa reazione perch\u00e9 sono gi\u00e0 diventate normali, cos\u00ec come diventer\u00e0 normale anche l\u2019utero artificiale.<br \/>\nLa possibilit\u00e0 di salvare un bambino prematuro comporta il rischio di cominciare a immaginare di poter togliere altri bambini dall\u2019utero della madre se ritenuta inadatta a portare a termine la gravidanza. Se alcune madri non sono considerate affidabili per prendersi cura del proprio figlio, perch\u00e9 fidarsi di loro nel portare avanti la gravidanza quando un\u2019incubatrice <em>responsabile<\/em> potrebbe farlo al suo posto?<br \/>\nQualora fosse normale scegliere tra l\u2019ectogenesi e la gravidanza naturale si trasformerebbe anche la nostra concezione di naturale. Usare il proprio corpo sarebbe considerato come segno di inferiorit\u00e0 sociale e di povert\u00e0. Una madre naturale sarebbe considerata potenzialmente irresponsabile come oggi \u00e8 considerata irresponsabile una madre che sceglie di partorire in casa, rifiutando l\u2019ospedalizzazione e la medicalizzazione della nascita, cos\u00ec come gi\u00e0 oggi dai ricercatori transumanisti \u00e8 ritenuto irresponsabile il non accedere alle cliniche di fecondazione assistita se una donna dai 37 anni in su se vuole un figlio. Lo stesso parto naturale diventerebbe prima irresponsabile e poi criminale. Oggi \u00e8 gi\u00e0 normale consegnare ai tecnici la procreazione e i ricercatori e bioeticisti transumanisti hanno gi\u00e0 risignificato le tecniche di riproduzione artificiale come <em>responsabilit\u00e0 genitoriale<\/em>.<br \/>\nLa propaganda \u00e8 gi\u00e0 iniziata: nel 2019 il Goethe Institute cos\u00ec dichiara nel breve articolo <em>Utero artificiale<\/em>: <em>una prospettiva positiva<\/em>, pubblicato on-line nella rubrica <em>Spiccatamente\u2026 post-umano<\/em>: \u00abGli uteri artificiali stanno diventando una realt\u00e0, ma non dobbiamo averne paura. L\u2019immagine dell\u2019utero artificiale \u00e8 modellata sugli scenari distopici di fantascienza. Pensiamo ai terreni di riproduzione in Brave New World o alla fattoria delle batterie umane in Matrix. Associamo la tecnologia al totalitarismo e a tutto ci\u00f2 che \u00e8 disumano e innaturale. Ma nel nostro tempo, gli uteri artificiali potrebbero salvare la vita dei bambini\u00bb.<br \/>\nQuando dagli altri animali passeranno a testare l\u2019utero artificiale sugli esseri umani prenderanno un feto di 21 settimane con praticamente quasi nessuna possibilit\u00e0 di sopravvivere in un\u2019incubatrice. E chi non vorrebbe salvare quel feto se ci fosse la possibilit\u00e0 tecnologica per farlo?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<span style=\"text-decoration: underline\"><strong><em>Nascere<\/em><\/strong><\/span><br \/>\nUn essere vivente emerge dal corpo della madre: questa \u00e8 la nascita. Con la nascita un essere vivente emerge da corpo della madre spontaneamente, quando il bambino viene partorito o attraverso il taglio cesareo quando viene estratto dal ventre materno. Con l\u2019utero artificiale nascere non sar\u00e0 pi\u00f9 essere spinti nel mondo o tratti al mondo, ma essere estratti e separati da un supporto tecnologico. Si potr\u00e0 quindi essere divisi dal corpo della madre, ma non essere nati.<br \/>\nL\u2019utero artificiale continua cos\u00ec quel processo di risignificazione della nascita che ha avuto origine dallo sviluppo delle tecniche di riproduzione artificiale. Risalire all\u2019origine del processo di frammentazione e artificializzazione della procreazione \u00e8 utile per capire come si sta arrivando all\u2019utero artificiale. Bisogna comprendere che dal primo passaggio dell\u2019inseminazione intrauterina il punto di arrivo inevitabile \u00e8 la totale artificializzazione della procreazione e l\u2019eliminazione in questo processo della madre.<br \/>\nIl controllo e la gestione del processo procreativo in ogni fase dello sviluppo erano gli scopi fin dall\u2019origine delle tecniche di riproduzione artificiale, un controllo e una gestione che, all\u2019intero dell\u2019ambiente laboratorio, non possono non diventare una volont\u00e0 di intervento su tale processo e una manipolazione dello stesso per ci\u00f2 che verr\u00e0 considerata una continua ottimizzazione.<br \/>\nL\u2019eugenetica era presente fin dall\u2019origine dello sviluppo delle tecniche di riproduzione artificiale con una selezione in base a determinate caratteristiche e in base a determinati criteri per definire i <em>migliori<\/em> gameti e il <em>miglior <\/em>embrione. Ricordo che non pu\u00f2 esistere PMA senza la selezione dei gameti e la selezione embrionale con la diagnosi pre-impianto. Quando i tecno-scienziati si inseriscono nel processo procreativo ne vogliono determinare le caratteristiche di ogni suo elemento, scegliendole, modificandole e volendo determinare gli esiti del processo procreativo stesso. L\u2019ambiente laboratorio trasforma il processo della nascita in un\u2019operazione tecnica: l\u2019embrione diventa un <em>prodotto<\/em> da selezionare, da migliorare, da scartare, da modificare. L\u2019ambiente laboratorio e la riproduzione artificiale trasformano il <em>come veniamo al mondo<\/em>.<br \/>\nNell\u2019ambito delle Scienze della vita e nell\u2019ambito della genomica ogni volont\u00e0 di conoscere non \u00e8 mai neutra, il fine \u00e8 sempre un intervento sui processi viventi, una loro modificazione, riprogettazione e artificializzazione. Per la decodifica del DNA lo scopo era poi sintetizzarlo nei laboratori di biologia sintetica. Per lo sviluppo della tecnologia di ingegneria genetica CRISP\/Cas 9 lo scopo era poter intervenire sulla linea germinale umana.<br \/>\nIl biologo Richard Dawkins nel 2006 affermava: \u00abNegli anni \u201920 e \u201930, scienziati sia di sinistra che di destra non avrebbero trovato particolarmente pericolosa l\u2019idea dei designer baby, anche se ovviamente non avrebbero usato quella frase. Oggi sospetto che l\u2019idea sia troppo pericolosa per una discussione comoda, e la mia congettura \u00e8 che Adolf Hitler sia responsabile del cambiamento\u2026 Mi chiedo se, circa 60 anni dopo la morte di Hitler, potremmo almeno azzardare a chiederci quale sia la differenza morale tra la riproduzione per abilit\u00e0 musicali e il costringere un bambino a prendere lezioni di musica. O perch\u00e9 \u00e8 accettabile allenare corridori veloci e saltatori in alto ma non riprodurli. Mi vengono in mente alcune risposte, e sono buone, che probabilmente finirebbero per persuadermi. Ma non \u00e8 giunto il momento in cui dovremmo smettere di avere paura anche solo per porre la domanda?\u00bb.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"text-decoration: underline\"><strong><em>Embrioni \u201esintetici\u201c, chimere, modificazioni genetiche: ogni limite infranto<\/em><\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Dopo gli embrioni di topo <em>sintetici <\/em>sviluppati nel 2017 in Gran Bretagna e l\u2019anno successivo nei Paesi Bassi, attualmente due centri di ricerca, uno alla Monash University di Melbourne e l\u2019altro al Southwestern Medical Center dell\u2019Universit\u00e0 del Texas, hanno sviluppato embrioni umani in laboratorio non da ovuli e sperma, ma da cellule staminali riprogrammate. Tali embrioni umani, secondo i ricercatori, potrebbero diventare dei laboratori viventi per studiare i problemi di fertilit\u00e0 e delle prime fasi dello sviluppo umano, le malattie congenite, le conseguenze di sostanze tossiche e di virus sugli embrioni, le alterazioni genetiche responsabili dei fallimenti ricorrenti delle tecniche di PMA.<br \/>\nLa chimera con pi\u00f9 cellule umane mai sviluppata era l\u2019embrione topo-umano del 2020 che conteneva fino al 4% di cellule umane. Recentemente una ricerca guidata dall\u2019istituto americano Salk e condotta in collaborazione con ricercatori cinesi e spagnoli ha sviluppato i primi embrioni chimera umano-scimmia: cellule staminali umane sono state trasferite in embrioni di scimmia.<br \/>\nFino a epoca recente una convenzione imponeva ai ricercatori di tenere in vita gli embrioni per un massimo di 14 giorni, fino alla comparsa della stria primitiva, l\u2019inizio della differenziazione delle cellule destinate a dare origine a cervello e spina dorsale.<br \/>\nL\u2019 International Society for Stem Cell Research (ISSCR) \u00e8 la pi\u00f9 grande organizzazione internazionale per la ricerca sulle cellule staminali, \u00e8 l\u2019ente regolatore in questo ambito di ricerca, le sue regole sono utilizzate dalle universit\u00e0, dagli enti di ricerca e dalle riviste scientifiche.<br \/>\nL\u2019 ISSCR, come previsto, ha aggiornato le sue linee guida relative alla ricerca sulle cellule staminali eliminando il limite dei 14 giorni. Questa modifica, secondo L\u2019ISSCR, riflette i progressi emergenti tra cui i modelli di embrioni basati su cellule staminali, ricerca sugli embrioni umani, chimere, organoidi, modifica del genoma ed ectogenesi.<br \/>\nAnche se queste linee guida non hanno forza di legge, sono molto influenti e sono seguite a livello internazionale e avranno ripercussioni a livello mondiale. Per quanto riguarda le successive modifiche legislative, queste si adegueranno agli sviluppi tecno-scientifici e la pressione aumenter\u00e0 in paesi chiave come il Regno Unito e gli Stati Uniti per modificare o abolire la \u00abregola dei 14 giorni\u00bb anche a livello legislativo, e nel mentre le ricerche vanno avanti.<br \/>\nFino a poco tempo f\u00e0, la \u00abregola dei 14 giorni\u00bb era ritenuta impossibile da infrangere perch\u00e9 gli embrioni non potevano essere mantenuti in vita per pi\u00f9 di 11 o 12 giorni per questioni tecniche. Ma dopo che due gruppi di ricerca cinesi hanno annunciato di aver coltivato embrioni di primati in vitro per 20 giorni si sono aperte nuove prospettive. L\u2019ISSCR ha ora rimosso ogni restrizione, consentendo di fatto ad esseri umani non ancora nati in qualsiasi fase dello sviluppo di essere sottoposti a sperimentazioni e manipolazioni.<br \/>\nIl ricercatore Hanna, a capo del un gruppo di ricerca sull\u2019utero artificiale prima citato, stava aspettando solo che questo limite fosse infranto e questo passaggio significa che potrebbe far crescere embrioni umani nella sua incubatrice. Ecco le sue parole in tal senso: \u00abUna volta aggiornate le linee guida, potr\u00f2 portare avanti l\u2019esperimento\u00bb.<br \/>\nUn gruppo di scienziati a livello internazionale nel 2019 aveva firmato una moratoria di cinque anni per la tecnologia di editing genetico applicata ai gameti e agli embrioni umani destinati ad essere impiantati. Questa moratoria, come altre in ambito dello sviluppo delle biotecnologie, non rappresenta una condanna nei confronti della modificazione genetica degli esseri umani (n\u00e9 tanto meno degli altri animali e delle piante): questo equivarrebbe al condannare le loro stesse ricerche e la loro visione di mondo. Non \u00e8 nemmeno una condanna dell\u2019editing genetico sulle linee germinali, che porterebbe modificazioni genetiche ereditarie, ma una sua possibilit\u00e0 di applicazione con determinate \u00abcondizioni di trasparenza, sicurezza e condivisione internazionale\u00bb.<br \/>\nLa moratoria \u00e8 una pausa per creare un quadro normativo internazionale e soprattutto per creare accettazione sociale, ma nel mentre le ricerche proseguono e i metodi si affinano.<br \/>\n\u00abQuello che chiediamo \u00e8 una moratoria, non una messa al bando: non si tratta cio\u00e8 di un tentativo di mettere i freni alla ricerca scientifica. [\u2026] L\u2019editing genetico rappresenta indubbiamente una grande promessa della medicina del futuro, l\u2019evoluzione naturale della terapia genica attuale, ma c\u2019\u00e8 ancora da studiare per affinarlo in termini di sicurezza ed efficacia\u00bb, spiega Luigi Naldini, pioniere a livello internazionale nel campo della terapia genica e direttore dell\u2019Istituto Telethon San Raffaele per la Terapia Genica (SR-Tiget).<br \/>\nNaldini non si presenta con la solita retorica transumanista, si pone il problema del dibattito pubblico e dell\u2019osservare con attenzione le implicazioni dei nuovi sviluppi. Oggi lo ritroviamo come membro della <em>task force<\/em> dei 45 ricercatori internazionali formata dall\u2019ISSCR per la revisione delle linee guida che ha abbattuto il limite dei 14 giorni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<span style=\"text-decoration: underline\"><strong><em>Nuova legge di bioetica francese: PMA per tutte e aperta la strada a bambini geneticamente modificati.<\/em><\/strong><\/span><br \/>\nLa nuova legge di bioetica francese che entrer\u00e0 in vigore all\u2019inizio di luglio, \u00e8 un importante passaggio. Apre alla possibilit\u00e0 di accedere alle tecniche di PMA a ogni donna, in coppia con un altro uomo, in coppia con un altra donna o sola, prevede una maternit\u00e0 mediante una semplice dichiarazione di volont\u00e0, senza distinzione, secondo la legge, tra la donna che ha stabilito un legame di gestazione e che ha partorito, e l\u2019altra donna. Inoltre, l\u2019istituzione della filiazione potr\u00e0 avvenire senza discendenza paterna. Consentir\u00e0 il concepimento di un embrione con gameti maschili e femminili derivati esclusivamente dalla donazione, permettendo la doppia donazione di gameti. Consentir\u00e0 la crioconservazione degli ovociti senza motivi medici per specifiche patologie e la fecondazione in vitro con <em>tre genitori<\/em> (sperma, ovuli e DNA mitocondriale di un\u2019altra donna). Infine apre al biomercato di gameti.<br \/>\nNegli anni le varie leggi di bioetica hanno progressivamente favorito la ricerca sugli embrioni. Con l\u2019attuale nuova legge per la prima volta consentir\u00e0 la ricerca sull\u2019embrione umano senza necessit\u00e0 di deroghe e il tempo di sviluppo degli embrioni potr\u00e0 arrivare fino a 21 giorni.<br \/>\nQuesta legge aprir\u00e0 totalmente la strada alla ricerca sulle cellule staminali embrionali umane, consentir\u00e0 la creazione di gameti artificiali, di embrioni chimerici uomo \u2013 animale che possono essere impiantati negli animali e di embrioni umani modificati geneticamente a scopo di ricerca, spianando cos\u00ec la strada a bambini geneticamente modificati, dagli OGM arriviamo ai BGM.<br \/>\nLa nuova legge francese sulla bioetica \u00e8 una legge profondamente eugenetica: consente l\u2019attraversamento della barriera delle specie, la scelta degli embrioni da impiantare per \u00abusarli\u00bb come \u00abmedicinale\u00bb per un fratello maggiore e modificarli utilizzando la tecnica CRISPR\/Cas9 e trasforma l\u2019essere umano in un organismo da modificare geneticamente.<br \/>\nSulla carta questa legge proibisce l\u2019impianto e la gestazione di embrioni geneticamente modificati, tuttavia consente i primi passi verso i bambini creati geneticamente su misura secondo i desideri dei genitori-committenti.<br \/>\nDa tempo ormai \u00e8 possibile per una coppia senza problemi di fertilit\u00e0 e senza il rischio di trasmettere una malattia genetica recarsi in una clinica di fecondazione assistita negli Stati Uniti con il solo scopo di scegliere il sesso e altre caratteristiche del futuro bambino e bambina. Per effettuare delle modificazioni genetiche il primo passo avr\u00e0 come sempre una modificazione medica, ma poi questa \u00e8 destinata a sfumare. Ricordo le progressive aperture delle leggi nazionali dei diversi Paesi europei per la diagnosi pre impianto in cui si \u00e8 passati dal divieto alle eccezioni per evitare la trasmissione di malattie genetiche gravi, alle patologie ad insorgenza probabile fino ad arrivare agli inestetismi come lo strabismo, o la Legge 40 in Italia che inizialmente vietava la fecondazione eterologa, la DPI, la crioconservazione degli embrioni, ma queste restrizioni via via tutte sono cadute: con l\u2019apertuta alla possibilit\u00e0 di accesso alle tecniche di PMA alle coppie fertili portatrici di patologie genetiche ereditarie, con la conseguente legittimit\u00e0 della DPI \u2013 primi passaggi per estendere la PMA a tutte e tutti -, alla fecondazione eterologa e alla possibilit\u00e0 del ricorso sia a un donatore di seme sia a una donatrice di ovuli, alla possibilit\u00e0 di donare i gameti delle coppie che accedono alle cliniche di fecondazione assistita ad altre coppie per la fecondazione eterologa e la possibilit\u00e0 della crioconservazione degli embrioni in sovrannumero.<br \/>\nDi fatto questa nuova legge di bioetica francese rende legale la modificazione del genoma umano.<br \/>\nNon dobbiamo stupirci, ricordo che gi\u00e0 nel 2008 il Comitato bioetico britannico si era espresso chiaramente in tal senso: \u00abLa modifica del DNA di un embrione per influenzare le caratteristiche di una persona futura (modificazioni genetiche ereditarie) potrebbe essere moralmente ammissibile\u00bb.<br \/>\nDurante il vertice internazionale storico sull\u2019editing genetico umano nel dicembre 2015 il presidente della conferenza David Baltimore fece eco alle parole di Julian Huxley: \u00abNel corso degli anni, l\u2019impensabile \u00e8 diventato concepibile. Siamo all\u2019apice di una nuova era nella storia umana\u00bb.<br \/>\nEric Lander aveva annunciato la conclusione del Progetto Genoma Umano con queste significative parole: \u00abIl Progetto Genoma Umano rappresenta uno dei notevoli risultati nella storia della scienza. Il suo culmine questo mese segna l\u2019inizio di una nuova era nella ricerca biomedica. La biologia si sta trasformando in una scienza dell\u2019informazione\u00bb, commentando cos\u00ec la possibilit\u00e0 di guidare l\u2019evoluzione umana grazie alla lettura del DNA (in realt\u00e0 di una sola parte del DNA, considerando che \u00e8 ne stata letto solo una parte<a href=\"https:\/\/www.resistenzealnanomondo.org\/2021\/08\/#sdfootnote3sym\"><sup>3<\/sup><\/a>) del Progetto Genoma Umano e grazie ai nuovi sviluppi della tecnologia CRISPR dell\u2019mRNA. Significativo che nel gennaio 2021 Erik Lander \u00e8 stato nominato Direttore della politica scientifica e tecnologica della Casa Bianca di Joe Biden.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<span style=\"text-decoration: underline\"><strong><em>Transfemminismo, movimento LGBTQ, falsi diritti e nuove espropriazioni<\/em><\/strong><\/span><br \/>\nLa riproduzione artificiale dell\u2019umano, quale espressione di libert\u00e0, prende strada anche in ambito femminista negli anni \u201970 con Shulamith Firestone che considera l\u2019utero artificiale come possibilit\u00e0 di liberare le donne dalla \u00abtirannia biologica\u00bb e dalla \u00abbarbarie\u00bb della gravidanza.<br \/>\nIl manifesto del Gay Liberation Front del 1971 dichiarava che l\u2019ectogenesi avrebbe avuto il potenziale di emancipare sia gli uomini sia le donne cancellando le distinzioni imposte loro dalla natura. Nel 1997, in un articolo per la rivista LGBT <em>The Advocate<\/em>, il neuroscienziato omosessuale Simon LeVay ha scritto parole molto precise sulla gestazione interspecifica o xenogravidanza: \u00abCerto, vedo la clonazione come un beneficio per i gay (\u2026) e anche la xenogravidanza (far partorire un feto umano da una specie differente) potrebbe essere di enorme beneficio, specialmente per le coppie di maschi gay, che attualmente devono pagare $40.000 o pi\u00f9 per avere un bambino da una surrogata umana. L\u2019idea ti rivolta, ma perch\u00e9? Sceglierei senza problemi l\u2019utero di un sobrio, non-drogato, non-fumatore maiale invece di un normale ambiente naturale\u00bb. Far partorire bambini da maiali \u2013 che non fumano, non bevono, non si drogano quindi sono pi\u00f9 \u201csani\u201d delle gestanti \u2013 dopo aver impiantato in essi embrioni umani.<br \/>\nL\u2019utero artificiale sar\u00e0 rivendicato a gran voce dal tranfemminismo e dal movimento LGBTQ come diritto per uomini single, omosessuali, persone trans MtF. Oggi rivendicano utero in affitto e PMA per tutti e tutte. Smascheriamo i falsi diritti. Avere un figlio non pu\u00f2 essere rivendicato come un diritto, n\u00e9 per una coppia eterosessuale, n\u00e9 per una coppia omosessuale, n\u00e9 per una donna o n\u00e9 per un uomo singoli. Non pu\u00f2 esistere il diritto ad avere un figlio.<br \/>\nIl poter generare non pu\u00f2 essere rivendicato come nuovo diritto per gli uomini che si identificano come donne. La dimensione della procrazione non potr\u00e0 mai appartenergli.<br \/>\nI figli e la dimensione della procreazione non sono in vendita nel mercato biotech dei desideri, non sono oggetto di appropriazione da parte del sistema tecno-scientifico e transumanista.<br \/>\nSul potere di mettere al mondo si fonda la differenza sessuale e una lunga storia di dominio sui corpi delle donne da parte di chi non ha e non potr\u00e0 mai avere questo potere.<br \/>\nIn Cina \u00e8 stata avviata una nuova ricerca, <em>A rat model of male pregnancy<\/em>: Modello di gravidanza maschile nel ratto. A che cosa pu\u00f2 servire prendere un topo maschio e un topo femmina, attaccarli chirurgicamente come gemelli siamesi -parabiosi-, collegare i due sistemi circolatori per fare correre il sangue della femmina nel maschio, castrare il maschio, trapiantare un utero nel suo corpo, ingravidare artificialmente la femmina, inserire embrioni anche nell\u2019utero del topo maschio e condurre le due gravidanze fino a parto cesareo di entrambi?<br \/>\nServe a sperimentare la possibilit\u00e0 di <em>gravidanza maschile umana<\/em>.<br \/>\nNel loro documento di ricerca si legge: \u00abPer la prima volta, abbiamo costruito un modello animale di un mammifero con una gravidanza maschile. [\u2026] La nostra ricerca rivela la possibilit\u00e0 di un normale sviluppo embrionale negli animali mammiferi maschi e pu\u00f2 avere un profondo impatto sulla ricerca sulla biologia riproduttiva\u00bb.<br \/>\nSe invocassimo la difesa dei diritti animali avremmo un sostegno mentre cos\u00ec temiamo possa non essere se denunciassimo questa ulteriore espropriazione della dimensione della nascita che ha lo scopo di fa partorire un uomo.<br \/>\nGli interessi e le rivendicazioni del movimento LGBTQ e del transfemminismo si sovrappongono, ancora una volta, alle direzioni di questo sistema tecno-scientifico e transumanista che vuole compiere uno degli ultimi passaggi per controllare e gestire il processo della nascita e chiudere il cerchio sul controllo del vivente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<span style=\"text-decoration: underline\"><strong><em>Opporci, adesso!<\/em><\/strong><\/span><br \/>\n\u00abNessuno degli alchimisti di Los Alamos, artigiani della morte istantanea, perse il sonno per Hiroshima e Nagasaki: fu un aviatore a entrare nei trappisti dopo aver sganciato la bomba atomica. Coloro che gliel\u2019avevano fornita non lo accompagnarono neppure fino alla porta del convento.<br \/>\nIl giorno in cui, e vi dico che non tarder\u00e0 molto, i vostri biologi avranno trovato il modo di cambiare la natura umana agendo sulle sue cellule iniziali, essi se ne serviranno, statene certi, anche se dovessero in un primo momento popolare la terra di fenomeni da baraccone\u00bb<a href=\"https:\/\/www.resistenzealnanomondo.org\/2021\/08\/#sdfootnote4sym\"><sup>4<\/sup><\/a>.<br \/>\nSmascheriamo gli scopi del mondo della ricerca transumansista ed eugenista dove il tutto viene propagandato come se si trattasse di un aiuto destinato a donne e gli uomini con patologie degli apparati riproduttivi, con possibile trasmissione di patologie genetiche, con infertilit\u00e0 e per far accedere anche lesbiche, omosessuali, transessuali alle tecniche di fecondazione medicalmente assistita.<br \/>\n\u00c8 il desiderio di avere un figlio o, meglio, il diritto ad avere un figlio, che serve come pretesto per rendere possibile l\u2019espropriazione della procreazione, la sua appropriazione e artiticializzazione, la generalizzazione della riproduzione artificiale che, asservita ai piani e ai processi degli scienziati eugenisti e transumanisti, diventa la nuova norma e il normale modo di venire al mondo. Serve come pretesto per riproporre l\u2019eugenetica attraverso altri linguaggi e altre retoriche rispetto al passato, per un controllo e una gestione di tutti i processi del vivente, per un controllo della stessa evoluzione della specie umana, per una nuova umanit\u00e0, per un mondo post-umano e post-natura.<br \/>\nNegli anni \u201980 le femministe radicali della rete FINRRAGE (Feminist International Network of Resistance to Reproductive and Genetic Engineering, Rete femminista internazionale di resistenza all\u2019ingegneria genetica e riproduttiva) e delle Rote Zora avevano profondamente compreso cosa avrebbe portato lo sviluppo delle tecniche di riproduzione artificiale, Gena Corea lo aveva paragonato all\u2019equivalente in biologia del progetto Manhattan. In quegli anni Ellul e Charbonneau scrivevano di \u00abfabbricazione dell\u2019uomo da parte dell\u2019uomo\u00bb, \u00abeugenetica scientifica\u00bb, \u00abuomo-macchina\u00bb.<br \/>\nNoi, e pochi altri, da pi\u00f9 di vent\u2019anni anni scriviamo rispetto a questi processi, allo sviluppo delle tecno-scienze e al transumanesimo, quando ancora questi non erano nemmeno minimamente conosciuti, ma nonostante l\u2019allerta che lanciamo da tempo, non immaginavamo che saremmo arrivati a questo punto, che avrebbero cos\u00ec spinto e velocizzato le ricerche sull\u2019utero artificiale, ma questo era il fine, fin dall\u2019inizio.<br \/>\nEugenisti e transumanisti hanno sempre lavorato a fars\u00ec che \u00abci\u00f2 che ora \u00e8 considerato impensabile possa finalmente divenire pensabile\u00bb, dalle parole di Julian Huxley.<br \/>\nOggi dobbiamo contrastare quello che \u00e8 gi\u00e0 presente. Opporsi alla PMA \u00e8 essenziale per arrestare questa folle corsa verso un mondo senza madri. Altrimenti, in un domani che presto diventer\u00e0 presente, ci troveremo di fronte all\u2019utero artificiale impreparate. Tralasciare di opporsi oggi, senza eccezioni, a ogni tecnica di riproduzione artificiale, per la paura di non avere consensi, continuare a difendere e a rivendicare come un diritto la possibilit\u00e0 di accedere alle tecniche di PMA in alcune circostanze, non compendere la centralit\u00e0 della riproduzione artificiale e quindi della nascita nei progetti del sistema tecno-scientifico equivale a rafforzare solo la sua direzione e a spianare ancora con pi\u00f9 facilit\u00e0 e velocit\u00e0 la strada alla completa artificializzazione della nascita.<br \/>\nOpporsi oggi all\u2019utero in affitto e all\u2019utero artificiale, ma accettare la PMA sarebbe un grave errore. Prima del passaggio all\u2019ectogenesi avremo l\u2019estensione della PMA per tutti e tutte. Non cercare di fermare questo processo, comprendendo che l\u2019unico modo per farlo \u00e8 essere, senza eccezioni, contro ogni PMA non far\u00e0 altro che velocizzare quel processo che porter\u00e0 all\u2019utero artificiale.<br \/>\nE non ci si pu\u00f2 oggi opporsi all\u2019utero artificiale senza comprendere dove questo processo ha avuto inizio, senza comprendere la visione di mondo e di essere vivente che nutre queste ricerche, senza opporsi ai laboratori dove sperimentano sui corpi e sull\u2019intero vivente, senza opporsi a tutto quel mondo fatto di ricerca, di comitati bioetici, di moratorie, senza opporsi a questo sistema tecno-scientifico e transumanista.<\/p>\n<p>Silvia Guerini, Giugno 2021<br \/>\n<em>Pubblicato sul giornale L\u2019Urlo della Terra, numero 9, Luglio 2021<\/em><br \/>\nwww.resistenzealnanomondo.org<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\nRicordando le parole di FINRRAGE<br \/>\nMiti sulla tecnologia riproduttiva<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">MITO: Le nuove tecnologie riproduttive sono state sviluppate per curare l\u2019infertilit\u00e0<br \/>\nFATTO: Le nuove tecnologie riproduttive sono progettate per produrre bambini; non fanno nulla per rimediare alla condizione di infertilit\u00e0<br \/>\nMITO: Le nuove tecnologie riproduttive sono state sviluppate da una preoccupazione per le donne che soffrono di infertilit\u00e0<br \/>\nFATTO: sono state condotte poche o nessuna ricerca sulle conseguenze sulla salute a lungo termine per le donne che utilizzano le nuove tecnologie riproduttive o per i bambini da esse prodotti<br \/>\nMITO: Le nuove tecnologie riproduttive rappresentano una maggiore scelta riproduttiva per le donne<br \/>\nFATTO: Non solo queste tecnologie sono limitate a clienti \u201cappropriati\u201d e hanno un costo proibitivo, ma precludono anche determinate scelte creando nuove dipendenze tecnologiche<br \/>\nMITO: le nuove tecnologie riproduttive non hanno nulla a che fare con l\u2019ingegneria genetica<br \/>\nFATTO : Insieme alla fecondazione in vitro e alle tecnologie correlate, l\u2019ingegneria genetica viene utilizzata per scopi eugenetici, ad esempio con l\u2019uso della diagnosi genetica preimpianto (PGD) per creare \u201cbambini designer\u201d<br \/>\nMITO: Le nuove tecnologie riproduttive sono utili finch\u00e9 sono \u201cnelle mani giuste\u201d<br \/>\nFATTO: ci sono alleanze storiche e contemporanee tra le nuove tecnologie riproduttive e altre tecnologie come la tecnologia nucleare e la guerra biologica che si sono dimostrate pericolose in qualsiasi mano<br \/>\nMITO: Le nuove tecnologie riproduttive sono nuove<br \/>\nFATTO: L\u2019ingegneria genetica in agricoltura e allevamento ha una lunga storia commerciale che ha implicazioni significative sul modo in cui queste nuove tecnologie verranno applicate agli esseri umani<br \/>\nMITO: Le nuove tecnologie riproduttive sono un esempio dei benefici sociali del progresso scientifico<br \/>\nFATTO: il \u201cprogresso\u201d scientifico non \u00e8 necessariamente vantaggioso e in effetti pu\u00f2 essere esso stesso responsabile sia direttamente che indirettamente del tasso di infertilit\u00e0 in rapida crescita utilizzato per giustificare lo sviluppo di nuove tecnologie riproduttive<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>Note:<\/em><br \/>\n<em><a href=\"https:\/\/www.resistenzealnanomondo.org\/2021\/08\/#sdfootnote1anc\">1<\/a><\/em> Per approfondire: www.antipredazione.org<br \/>\n<em><a href=\"https:\/\/www.resistenzealnanomondo.org\/2021\/08\/#sdfootnote2anc\">2<\/a><\/em> <em>Corpi, malattie, poteri<\/em>, in Sarajevo 152a-153a<br \/>\n<a href=\"https:\/\/www.resistenzealnanomondo.org\/2021\/08\/#sdfootnote3anc\">3<\/a> Un gruppo internazionale di ricercatori nel 2001 ha annunciato un aggiornamento del Progetto Genoma Umano di Francis Collins, a capo del Progetto Genoma Umano finanziato da fondi pubblici, e di Craig Venter, scienziato imprenditore e fondatore della Celera Genomics. Questa ulteriore decodifica \u00e8 stata resa possibile grazie all\u2019avanzamento della tecnologia di sequenziamento.<br \/>\n4. Andr\u00e9 Frossard<\/p>\n<p><strong>Fonte: <a href=\"https:\/\/www.resistenzealnanomondo.org\/2021\/08\/\">https:\/\/www.resistenzealnanomondo.org\/2021\/08\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Resistenze al nanomondo (Silvia Guerini) Il termine ectogenesi fu coniato negli anni \u201920 dal ricercatore genetista e biologo J.B.S. Haldaine per indicare lo sviluppo di un nuovo essere fuori dal corpo materno. Haldaine considerava l\u2019ectogenesi \u00abun\u2019importante opportunit\u00e0 di ingegneria sociale\u00bb inscritta in una societ\u00e0 eugenetica laddove una separazione completa della procreazione dal sesso avrebbe portato a una \u00abliberazione dell\u2019umanit\u00e0 in un senso completamente nuovo\u00bb. 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