{"id":66789,"date":"2021-08-10T10:53:06","date_gmt":"2021-08-10T08:53:06","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=66789"},"modified":"2021-08-07T10:56:42","modified_gmt":"2021-08-07T08:56:42","slug":"le-lettere-scarlatte-della-bce","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=66789","title":{"rendered":"Le lettere scarlatte della Bce"},"content":{"rendered":"<p><strong>di La Fionda (Matteo Bortolon)<\/strong><\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"img-fluid foto-articolo ls-is-cached lazyloaded\" src=\"https:\/\/www.lafionda.org\/wp-content\/uploads\/2021\/08\/Draghi_Trichet.jpg\" alt=\"\" data-src=\"https:\/\/www.lafionda.org\/wp-content\/uploads\/2021\/08\/Draghi_Trichet.jpg\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Dieci anni fa, il 5 agosto 2011 un paese europeo in difficolt\u00e0 per la crisi del debito sovrano riceveva una Lettera da parte del governatore della BCE controfirmata dal vertice della sua Banca Centrale nazionale. Tale comunicazione rimase segreta per un po\u2019 di tempo, ma i suoi contenuti segnarono l\u2019evoluzione successiva della sua politica economica, in direzione di una decisa austerit\u00e0 gradita ai vertici delle istituzioni comunitarie.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ma certo! L\u2019Italia, la famosa lettera di Draghi-Trichet!<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">E invece no. Parliamo della Spagna di Zapatero.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Lo <em>stesso giorno<\/em> i governi di <em>entrambi<\/em> i paesi ricevettero una comunicazione assai simile; nel caso dell\u2019Italia le voci di essa circolarono finch\u00e9 a fine settembre 2011 vennero confermate dal Corriere che pubblic\u00f2 lo scoop sul suo sito. Il popolo spagnolo lo seppe solo quando l\u2019oramai ex primo ministro la pubblic\u00f2 in un suo libro, e venne infine desecretata dalla stessa BCE. Oggi la si legge comodamente sul sito istituzionale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\u201cLa fonte di ogni diritto risiede originariamente e sostanzialmente nell\u2019intero corpo del popolo\u201d. Cos\u00ec scrivevano i soldati puritani inglesi, anticipando temi della Rivoluzione francese, nel 1647, dopo aver sconfitto il Re in nome del Parlamento. Tale idea sarebbe divenuta secoli pi\u00f9 tardi il fondamento di ogni democrazia moderna, ma a quanto pare il dibattito in materia sta regredendo in modo cos\u00ec oltraggioso che la platea di sottobosco politico-giornalistico accetta supinamente \u2013 ventre a terra ai poteri dominanti: banche, Ue, grandi aziende \u2013 che una istituzione fuori da ogni legittimazione democratica possa determinare l\u2019indirizzo politico di un paese.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Austerit\u00e0 a <em>gog\u00f2<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">I problemi sono stanto di metodo quanto di merito. Occupiamoci di quest\u2019ultimo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La <a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/economia\/11_settembre_29\/trichet_draghi_italiano_405e2be2-ea59-11e0-ae06-4da866778017.shtml\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">lettera all\u2019Italia<\/a> \u00e8 firmata da Trichet e dall\u2019allora governatore della Banca d\u2019Italia Mario Draghi e viene scritta nel contesto della crisi del debito italiano, con la crescita dello spread \u2013 da molti media ricondotta al malgoverno di Silvio Berlusconi. Come racconta Renato Brunetta, una volta arrivate le notizie delle richieste, il Cavaliere si precipita a fare <a href=\"https:\/\/www.radioradicale.it\/scheda\/333670\/governo-conferenza-stampa-sullanticipo-della-manovra-economica-per-il-pareggio-di\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">una conferenza stampa<\/a> dopo essersi consultato con Mario Draghi e Daniele Franco \u2013 che viene indicato, senza smentite, come l\u2019autore materiale della Lettera.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La <a href=\"https:\/\/www.startmag.it\/mondo\/draghi-franco-brunetta\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">testimonianza di Brunetta<\/a> \u00e8 del resto significativa del perch\u00e9 il governo italiano si precipiti ad obbedire in modo cos\u00ec rapido. Istituzioni internazionali come l\u2019OECD, FMI ecc. non sono certo prodighe di consigli agli esecutivi, ma raramente riescono a farsi obbedire senza una qualche forma di pressione pi\u00f9 concreta \u2013 o magari suggeriscono quello che l\u2019oligarchia gi\u00e0 tiene in serbo per vincere le resistenze interne ammantando tali politiche di un\u2019aurea di neutralit\u00e0 e competenza; in questo caso Berlusconi chiama subito Draghi al telefono, avendo \u00abcompreso benissimo i termini della questione: vale a dire che la Banca centrale europea avrebbe continuato ad acquistare nostri titoli sul mercato, raffreddando l\u2019incendio speculativo, solo se noi avessimo dato delle risposte aggiuntive in termini di politica economica, di rigore e di riforme\u00bb. Insomma, un ricatto belloe buono.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Per questo l\u2019allora Presidente del consiglio dei Ministri, disposto a tutto pur di rimanere in sella, assieme al ministro Tremonti, si presenta ai giornalisti ed annuncia il pareggio di bilancio in Costituzione, il suo anticipo dal 2014 al 2013 e riforme del mercato del lavoro. A posteriori \u00e8 abbastanza comico sentire come i due personaggi cercassero di far passare la imposizione della BCE come se fosse un\u2019idea loro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Sia pur detto per inciso, i due personaggi \u2013 in quella occasione affiancati dalla felpata presenza di Gianni Letta \u2013 avrebbero in seguito assunto posizioni molto critiche degli istituti Ue; Berlusconi l\u2019anno seguente avrebbe <a href=\"https:\/\/www.radioradicale.it\/scheda\/361241\/il-grande-imbroglio-cronaca-di-un-anno-difficile-2011-2012-presentazione-del-libro-di\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">definito l\u2019euro un imbroglio<\/a>, sulla scia dell\u2019ex ministro Brunetta (che in effetti si riferiva con tale termine allo spread), mentre Tremonti si sarebbe dato una postura di antiglobalista. Negli anni seguenti, una corrente d\u2019opinione nel giro antisistema cd. <em>sovranista<\/em> li ha incautamente accreditati in tal senso. Il modo in cui hanno cercato di restare al potere, ventre a terra di fronte a Draghi e al resto delle nomenclature Ue, non fa pensare ad una mancanza di volont\u00e0 di passare sopra il cadavere della sovranit\u00e0 del paese, quanto di una loro inadeguatezza e inaffidabilit\u00e0 rispetto alle cancellerie europee \u2013 come si visto in una <a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=D8NtEXnc4jY\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">una plateale, voluta dimostrazione<\/a>. Il loro tempo era oramai scaduto: il presidente Napolitano aveva gi\u00e0 sondato Mario Monti a giugno per subentrare all\u2019oramai ingombrante uomo di Arcore, ed era all\u2019opera la scrittura del nuovo programma economico da parte dell\u2019uomo \u201cgiusto\u201d : il banchiere Corrado Passera, di l\u00ec a poco nominato ministro nel nuovo Esecutivo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La Lettera cosa chiedeva?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">[\u2026] liberalizzazione dei servizi pubblici locali e dei servizi professionali [\u2026] in particolare alla fornitura di servizi locali attraverso privatizzazioni su larga scala.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">riformare ulteriormente il sistema di contrattazione salariale collettiva, permettendo accordi al livello d\u2019impresa in modo da ritagliare i salari e le condizioni di lavoro alle esigenze specifiche delle aziende[\u2026]<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">revisione delle norme che regolano l\u2019assunzione e il licenziamento dei dipendenti,\u00a0 [\u2026] la riallocazione delle risorse [cio\u00e8 i lavoratori, n.d.r.] verso le aziende e verso i settori pi\u00f9 competitivi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">un fabbisogno netto dell\u20191% nel 2012 e un bilancio in pareggio nel 2013<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">intervenire ulteriormente nel sistema pensionistico riduzione significativa dei costi del pubblico impiego, rafforzando le regole per il turnover (il ricambio, ndr) e, se necessario, riducendo gli stipendi<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">clausola di riduzione automatica del deficit<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">messi sotto stretto controllo l\u2019assunzione di indebitamento, anche commerciale, e le spese delle autorit\u00e0 regionali e locali<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">riforma costituzionale che renda pi\u00f9 stringenti le regole di bilancio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">indicatori di performance (soprattutto nei sistemi sanitario, giudiziario e dell\u2019istruzione)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Si tratta di un programma di austerit\u00e0 che avrebbe caratterizzato l\u2019Italia negli anni a venire, com\u2019\u00e8 agevole vedere in un confronto fra alcune delle misure indicate ed i provvedimenti che pi\u00f9 hanno catalizzato l\u2019impegno dei governi Monti, Letta e Renzi.<\/p>\n<figure class=\"wp-block-table\" style=\"text-align: justify\">\n<table>\n<tbody>\n<tr>\n<td>liberalizzazione dei servizi pubblici locali e dei servizi professionali [\u2026] in particolare alla fornitura di servizi locali attraverso privatizzazioni su larga scala<\/td>\n<td>Riforma Renzi-Boschi della Costituzione (non passata)<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>ritagliare i salari e le condizioni di lavoro alle esigenze specifiche delle aziende<\/td>\n<td>L. Fornero (2012), Jobs Act (2016)<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>sistema pensionistico<\/td>\n<td>Legge Fornero (2012)<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>riforma costituzionale che renda pi\u00f9 stringenti le regole di bilancio<\/td>\n<td>L. Cost. 1\/2012 per pareggio di bilancio (2012)<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>clausola di riduzione automatica del deficit<\/td>\n<td>Clausole di salvaguardia nel D. L. 138\/2011 (2011)<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<\/figure>\n<p style=\"text-align: justify\">Il tono della<a href=\"https:\/\/www.ecb.europa.eu\/pub\/pdf\/other\/2011-08-05-letter-from-trichet-and-fernandez-ordonez-to-zapateroen.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"> lettera spagnola<\/a> era assai simile \u2013 alcune frasi del tutto identiche \u2013 e verteva su tre punti specifici: 1) mercato del lavoro (riforma della contrattazione, pi\u00f9 contratti precari, salari pi\u00f9 bassi); 2) sostenibilit\u00e0 finanze pubbliche (tagli alla spesa, tetto alle spese future); 3) riforme di mercato (energia, case, servizi).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Banca centrale vs democrazia<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Se il merito \u00e8 straziante, il metodo \u00e8 pure peggio. \u00c8 chiaro che negli anni della crisi del debito sovrano le modalit\u00e0 con cui la si \u00e8 affrontata ha plasmato una trasformazione molto forte del complesso dei poteri nell\u2019Unione, arrivando ad attribuire un ruolo alla BCE che <em>sfida la concezione stessa di democrazia parlamentare<\/em>. Mentre ai suoi gi\u00e0 giganteschi poteri si aggiungevano funzioni di vigilanza sui sistemi bancari (nell\u2019ambito del Single Supervisory Mechanism) e di approvvigionamento di fondi eccezionali agli Stati (politiche ultraespansive), essa consolidava il suo ruolo di gestore della crisi (anche con la partecipazione alla cd. Troika) con forte potere di sanzione verso i governi pi\u00f9 \u201cindisciplinati\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Tale capacit\u00e0 \u00e8 al cuore di una contraddizione essenziale: da un lato la Bce e le banche centrali che ne fanno parte sono indipendenti dai governi, avendo un mero ruolo \u201ctecnico\u201d; ma la manipolazione di queste funzioni (acquisto di titoli di Stato dei membri dell\u2019eurozona; autorizzazione di fondi straordinari per le banche ELA) erogate con discrezionalit\u00e0 se non con arbitrio per raggiungere degli obiettivi ne fa un attore eminentemente politico. Il che tende a scadere nel pi\u00f9 repellente favoritismo: la Bce limita l\u2019emissione di titoli a breve termine, nel caso della Grecia il tetto di 15 mld \u20ac era stato alzato nell\u2019estate del 2012 a 18,5 con il governo di destra europeista (amico) di Samaras; appena Tsipras si era insiedato ad Atene con la sua coalizione di sinistra (vista come ostile) era stato reso noto che tale eccezione sarebbe stata confermata solo a prezzo di essere collaborativi con la Troika \u2013 cio\u00e8 l\u2019accettazione del programma di aggiustamento lacrime e sangue che Syriza si era impegnato a smantellare presso i suoi elettori. Ed \u00e8 solo uno della catena senza fine di casi in cui Draghi, assai spregiudicatamente corrivo verso le regole stabilite nei Trattati europei, attua un insieme di forzature in cui si mescolano la scelta discrezionale, la promozione di una determinata agenda e il colpire violentemente chi non si mette in riga.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il merito si lega al metodo: l\u2019esito di processi democratici pu\u00f2 venir rovesciato da poteri tecnocratici, e pressoch\u00e9 sempre \u2013 ma che sorpresa! \u2013 di una restrizione dei diritti economico-sociali dei cittadini. Ecco perch\u00e9 economisti come Ann Pettifor ritengono che la Bce sia diventata davvero il \u201cgoverno\u201d dell\u2019eurozona.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Difficile dire quando sia avvenuto; \u00e8 un processo graduale. Forse gi\u00e0 con l\u2019Irlanda.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Le quinte colonne<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">A fine 2010 l\u2019Irlanda era gi\u00e0 in recessione \u2013 la prima a entrare in crisi nell\u2019eurozona dal 2008 \u2013 da pi\u00f9 di due anni, fra scoppio di una bolla finanziaria, depressione e disoccupazione galoppante. In questo contesto il governatore della Banca centrale irlandese Patrick Honohan annuncia un prestito del FMI. Una comunicazione che scatena il panico: chi chiede aiuto al Fondo generalmente se la passa male. Ma non era vero nulla: il governo non l\u2019aveva chiesto. Il giorno successivo (19 novembre) arriva per\u00f2 una <a href=\"https:\/\/www.ecb.europa.eu\/press\/shared\/pdf\/2010-11-19_Letter_ECB_President_to%20IE_FinMin.pdf?31295060a74c0ffe738a12cd9139f578\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">lettera della Bce<\/a> che comunica la necessit\u00e0 del paese di entrare in programma di assistenza finanziaria \u2013 con conseguente austerit\u00e0. Altrimenti si tagliano i fondi ELA (<em>Emergency Liquidity Assistance<\/em>), soffocando le banche del paese. Il ministro delle Finanze \u00e8 costretto ad accettare, segue come da copione il programma di austerit\u00e0 coi consuenti risvolti, il consenso crolla e il partito di governo va a casa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\u00c8 evidente che il governatore Honohan ha servito la Bce pi\u00f9 che il proprio paese. E qui sorge un\u2019altra nota sinistra: le banche centrali dell\u2019eurozona sono ridotte a succursali di una istituzione esterna con sede a Francoforte, cui devono ubbidienza. \u201cCome fai a combattere con la tua banca centrale che ti pugnala alle spalle?\u201d, chiedeva retoricamente Varoufakis nel suo libro del 2017. Nel suo caso il governatore Stournaras era stato nominato dal premier Samaras prima di lasciare la poltrona, e si debbe a boicottare Syriza fin dal primo giorno. Ma facciamo un passo indietro. La lettera della Bce al governo spagnolo da chi era firmata? Da Trichet e da Miguel Fernandez, il governatore della Banca di Spagna. E da chi era cofirmata la lettera del 5 agosto a Berlusconi? Da Draghi, allora governatore della Banca d\u2019Italia; e con chi parla il premier al telefono prima di andare in conferenza stampa? Con lui e Daniele Franco, allora direttore generale dell\u2019area economica in Banca d\u2019Italia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il quadro \u00e8 chiaro: i vertici delle banche centrali si comportano come <em>quinte colonne<\/em> al servizio di Francoforte che condividono la stessa visione ideologica finanziaria-mercatista, fanno abitualmente sponda alle manovre della governance comunitaria verso eventuali gli atti di \u201cdisubbidienza\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Lo stesso si potrebbe dire di Cipro, dove il governatore della Banca centrale cercava di imporre al governo l\u2019austerit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Riprende il controllo, tornare alla democrazia<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Indubbiamente esistono molti fattori di lesione della democrazia ma la crescita del potere della Bce nell\u2019eurozona \u00e8 uno dei pi\u00f9 importanti e preoccupanti; nel decennio che ci sta alle spalle \u00e8 l\u2019istituzione che ha guadagnato pi\u00f9 potere nel contesto Ue. Al di l\u00e0 di una certa pubblicistica incline al cospirazionismo non si tratta di chiss\u00e0 quali strumenti occulti per governare dietro le quinte ma di strutture tecnocratiche al servizio dei poteri oligarchici \u2013 le imprese pi\u00f9 importanti, ma specialmente finanziarie, che crearono nel 1987 l\u2019 AMUE, la lobby per spingere la creazione dell\u2019euro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La critica alla moneta unica e alla istituzione che la controlla si \u00e8 sviluppata in questi ultimi dieci anni, quando i nodi sono venuti al pettine. Nel 2021 nessuna forza politica italiana con una rappresentanza si mostra pi\u00f9 interessata ad essa ma il problema resta aperto pi\u00f9 che mai. Lo <em>status<\/em> della Bce, al centro del SEBC (Sistema Europeo delle Banche Centrali) se prima della crisi del debito sovrano era l\u2019apogeo del \u201cvincolo esterno\u201d, la decade 2011-2020 la proietta come uno degli assi portanti della nuova governance Ue, impietosamente austeritaria e antidemocratica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Riprendere il controllo di tali strutture \u00e8 una battaglia fondamentale per la democrazia, anche nei termini pi\u00f9 elementari citati dei Levellers puritani del XVII secolo, che per difendere le prerogative parlamentari dovettero tagliare la testa a Carlo I. Oggi pi\u00f9 che teste occorre recidere quei legami che impediscono il pieno dispiegamento dello spazio democratico-costituzionale attualmente conculcato dall\u2019oligarchia politico-finanziaria, marcia, bacata e bugiarda che trova in Ue\/Bce i suoi strumenti pi\u00f9 penetranti.<\/p>\n<p><strong>Fonte: <a href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2021\/08\/05\/le-lettere-scarlatte-della-bce\/\">https:\/\/www.lafionda.org\/2021\/08\/05\/le-lettere-scarlatte-della-bce\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di La Fionda (Matteo Bortolon) Dieci anni fa, il 5 agosto 2011 un paese europeo in difficolt\u00e0 per la crisi del debito sovrano riceveva una Lettera da parte del governatore della BCE controfirmata dal vertice della sua Banca Centrale nazionale. 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