{"id":66806,"date":"2021-08-11T01:09:38","date_gmt":"2021-08-10T23:09:38","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=66806"},"modified":"2021-08-11T10:34:26","modified_gmt":"2021-08-11T08:34:26","slug":"la-vischiosa-dittatura-del-bene","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=66806","title":{"rendered":"La vischiosa dittatura del Bene"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">di GIAMPIERO MARANO (RI Varese)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Contro l\u2019impegno<\/em>\u00a0di Walter Siti (Rizzoli, 2021) \u00e8 un brillante pamphlet orientato in\u00a0un\u00a0senso\u00a0dichiaratamente ostile alla (riporto le parole stesse dell\u2019autore) \u201ctriade di autoritarismo\/sovranismo\/maschilismo in cui si riflette quel che \u00e8 stato chiamato il \u2018fascismo eterno\u2019\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le radicate convinzioni liberal-progressiste di Siti non gli impediscono, tuttavia, di denunciare la pericolosa deriva a cui si espongono giocoforza la letteratura, e la cultura in generale, nel momento stesso in cui scelgono di abbracciare istanze di natura moralistica e pedagogica, nella fattispecie quelle ispirate ai dogmi del politicamente corretto. L\u2019autore ricorda, a\u00a0titolo di\u00a0esempio, la clamorosa decisione del regista Leo Muscato che,\u00a0nell\u2019edizione del 2018 del Maggio fiorentino, cambia\u00a0il finale della <em>Carmen<\/em> perch\u00e9 contiene un incitamento al femminicidio. Siti scrive (giustamente, e in fondo costringendosi a dire un\u2019ovviet\u00e0) che \u201criconoscere le ingiustizie della Storia non pu\u00f2 voler dire perdere la capacit\u00e0 di distinguere il bello dal brutto, n\u00e9 rovesciare sul testo i peccati dell\u2019autore\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma l\u2019aspetto pi\u00f9 inaccettabile agli occhi di Siti si rivela la marcata vocazione immunitaria manifestata da quella letteratura del neo-impegno che, a suo avviso, ha dominato incontrastata la scena nei primi due decenni del XXI secolo: \u201cl\u2019idea sottostante \u00e8 che il mondo sia malato (pi\u00f9 malato del solito perch\u00e9 in emergenza) e che alla letteratura tocchi, come a una brava infermiera, di risanarlo\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-66808\" src=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2021\/08\/lib.jpg\" alt=\"\" width=\"171\" height=\"295\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Abbandonata l\u2019aspirazione a cambiare il mondo che aveva sempre contraddistinto la letteratura engag\u00e9 da Dante al Novecento, \u201cil compito che il nuovo impegno si pone \u00e8 invece pi\u00f9 semplice e concreto: aiutarci a vivere, favorire il nostro adattamento alle mutazioni\u201d. Sembra, in sostanza, che la letteratura italiana contemporanea (o quella che viene cos\u00ec definita) sia disposta ad accogliere unicamente stili e scritture della resilienza (per ricorrere a un termine oggi di moda) di fatto subalterni, nella loro transitivit\u00e0 piatta e facile, al modello economico e sociale trionfante.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non pi\u00f9 \u201cascolto e avventura della parola\u201d a causa del fatto che \u201cil neo-impegno diffida della sintassi troppo elaborata e di un\u2019eccessiva cura formale\u201d, la letteratura si riduce allora a giornalismo, testimonianza iconografica della realt\u00e0, o meglio, di ci\u00f2\u00a0che si vuole spacciare per realt\u00e0. I temi prediletti dagli scrittori di inizio Duemila (migranti, minoranze, olocausto, criminalit\u00e0 organizzata, ecc.) vengono trattati senza il necessario approfondimento analitico e critico, con la preoccupazione di costruire effetti speciali dal forte impatto emotivo che finiscono per relegare il testo letterario a un ruolo ancillare nei confronti del cinema, del fumetto, della serie televisiva: \u201cl\u2019intero, la struttura, la durata, la coerenza interna\u201d, osserva Siti con amarezza, \u201csembrano ormai vecchiumi da mettere in soffitto\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In tal senso, il caso paradigmatico pi\u00f9 noto \u00e8 quello di Saviano (autore al quale Siti dedica molte pagine del libro), la cui poetica \u201cripudia la profondit\u00e0 polisenso della scrittura a favore dell\u2019efficacia immediata\u201d poich\u00e9 si fonda su \u201cun postulato tanto diffuso quanto indimostrabile: che l\u2019immagine sia pi\u00f9 efficace delle parole\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Senza nulla togliere alle riserve avanzate da recensori acuti come Portesine o Luperini, i quali rimproverano a Siti rispettivamente di identificare la \u201cvera\u201d letteratura con la letteratura del Male e di essere condizionato nelle sue valutazioni da una pregiudiziale modernista, penso che Contro l&#8217;impegno colga appieno una tendenza fondamentale del nostro tempo, e cio\u00e8 l&#8217;aggressivit\u00e0 di quell\u2019ideologia dell\u2019<em>immunitas<\/em> che pu\u00f2 preludere a nuove e insidiose forme di totalitarismo.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di GIAMPIERO MARANO (RI Varese) Contro l\u2019impegno\u00a0di Walter Siti (Rizzoli, 2021) \u00e8 un brillante pamphlet orientato in\u00a0un\u00a0senso\u00a0dichiaratamente ostile alla (riporto le parole stesse dell\u2019autore) \u201ctriade di autoritarismo\/sovranismo\/maschilismo in cui si riflette quel che \u00e8 stato chiamato il \u2018fascismo eterno\u2019\u201d. 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