{"id":66937,"date":"2021-09-06T08:30:44","date_gmt":"2021-09-06T06:30:44","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=66937"},"modified":"2021-09-05T15:30:35","modified_gmt":"2021-09-05T13:30:35","slug":"nigeria-un-gigante-schiavo-delle-proprie-risorse","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=66937","title":{"rendered":"Nigeria, un gigante schiavo delle proprie risorse"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\"><strong>di BABILON (Redazione)<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-66938\" src=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2021\/09\/61O5FwiFHrL-185x300.jpg\" alt=\"\" width=\"185\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2021\/09\/61O5FwiFHrL-185x300.jpg 185w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2021\/09\/61O5FwiFHrL-631x1024.jpg 631w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2021\/09\/61O5FwiFHrL-768x1246.jpg 768w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2021\/09\/61O5FwiFHrL-947x1536.jpg 947w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2021\/09\/61O5FwiFHrL.jpg 1000w\" sizes=\"(max-width: 185px) 100vw, 185px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il primo settembre la polizia nigeriana ha dato notizia del rapimento di oltre 70 studenti liceali nel nord-ovest del Paese, a Maradun nello stato di Zamfara. Ecco un profilo del gigante economico africano, ricchissimo di petrolio ma in pugno a Boko Haram e alle mafie locali, pubblicato sul libro Africa, impresa possibile di Alessandro Vinci, edito da Paesi Edizioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Venissero confermate le diffuse infiltrazioni etiopi tra i richiedenti asilo eritrei, il primo Stato africano per numero di migranti arrivati in Italia diventerebbe la Nigeria. Con 88.437 persone sbarcate negli ultimi sei anni, la vasta nazione affacciata sul golfo di Guinea detiene comunque il primato delle richieste d\u2019asilo presentate nel nostro Paese. Se infatti gli eritrei solitamente mirano a stabilirsi in Centro o Nord Europa, pi\u00f9 della met\u00e0 dei nigeriani cerca di ottenere rifugio politico proprio all\u2019interno dei confini nostrani. Nel 2018 la percentuale di accoglimento delle richieste \u00e8 stata per\u00f2 soltanto del 7%. Questo perch\u00e9 Abuja \u00e8 il perfetto emblema delle contraddizioni che caratterizzano larga parte dell\u2019Africa. Un continente in cui la miseria, i soprusi e le disuguaglianze spesso rappresentano il rovescio della medaglia di enormi potenzialit\u00e0 economiche non ancora valorizzate a beneficio del benessere comune.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Nello specifico, da un lato la Nigeria ha sottratto al Sudafrica lo scettro di prima economia africana, dall\u2019altro \u00e8 anche la nazione con il maggior numero di cittadini in condizione di povert\u00e0 assoluta al mondo: ben 87 milioni, il 43% del totale (202 milioni di persone destinate a raddoppiare entro il 2050). Appare dunque evidente come un\u2019equa redistribuzione del reddito sia del tutto assente: la ricchezza \u00e8 quasi interamente concentrata nelle mani di ristrette \u00e9lite presenti nelle grandi citt\u00e0 del Sud. Cos\u00ec, a fronte dei circa 10mila milionari che secondo recenti stime vivrebbero nella sola Lagos, le zone rurali dell\u2019entroterra fanno quotidianamente i conti con fame e violenze. O con i terroristi di Boko Haram, attivi principalmente nel Nord-Est del Paese e che si calcola abbiano ucciso dal 2010 pi\u00f9 di 30mila persone, causato 2,5 milioni di sfollati e raso al suolo almeno 2mila chiese cristiane.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">A ci\u00f2 si aggiunge la condotta esecrabile delle milizie governative, i cui agenti si rendono responsabili di continue violazioni dei pi\u00f9 elementari diritti umani all\u2019interno dei numerosi campi profughi allestiti per gli sfollati. Centinaia di donne separate a forza dai mariti, ad esempio, sono costrette a subire stupri in cambio di cibo. Crimini destinati a restare impuniti anche a causa della corruzione, endemica a ogni livello della macchina pubblica. Un\u2019altra dimostrazione di come, in uno Stato dalle mille aporie, la realt\u00e0 si riveli spesso l\u2019opposto dell\u2019apparenza: quella di una Repubblica federale costituzionale che nel 2015 ha visto per la prima volta un presidente in carica venire sconfitto dal leader dell\u2019opposizione a seguito di libere elezioni e in assenza di scontri di piazza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Quanto all\u2019economia, il settore che contribuisce maggiormente al PIL \u00e8 il terziario (banche, informatica, telecomunicazioni), ma grande importanza \u00e8 rivestita anche dall\u2019estrazione del petrolio, attivit\u00e0 dalla quale deriva circa l\u201980% delle entrate governative. Primo produttore africano e tredicesimo mondiale, gi\u00e0 a partire dagli anni Cinquanta la Nigeria \u00e8 stata presa d\u2019assalto dalle maggiori compagnie internazionali (tra cui l\u2019italiana ENI), che hanno concentrato i propri impianti nella zona del Delta del Niger. Le conseguenze sono state disastrose: acque inquinate, aria irrespirabile, terreni contaminati, coltivazioni distrutte e creazione di ulteriore indigenza. Per quantificare la portata del problema, il Programma delle Nazioni Unite per lo Sviluppo ha stimato che tra il 1976 e il 2001 si siano verificati sversamenti di petrolio per oltre tre milioni di barili, in conseguenza della vetust\u00e0 delle condutture e nel totale disinteresse dei giganti del greggio verso la tutela ambientale. Le pessime condizioni di vita, unite alla costante minaccia di espropri per fare spazio a nuove raffinerie, hanno quindi spinto parte della popolazione locale a cercare fortuna altrove, Europa in primis.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ma il sottosuolo nigeriano non \u00e8 ricco solamente di petrolio. Vi sono anche importanti riserve di minerali e gas naturale. I proventi che ne derivano, tuttavia, vengono solo in minima parte reinvestiti dallo Stato nel welfare o in opere utili alla collettivit\u00e0. La manovra finanziaria del 2016, fortemente voluta dal presidente Buhari, aveva prefigurato l\u2019inizio di una politica economica maggiormente espansiva, ma le speranze di rinnovamento si sono presto scontrate con forti resistenze sia all\u2019interno che all\u2019esterno dell\u2019Assemblea Nazionale. L\u2019obiettivo, comunque, era e resta promuovere una serie di investimenti strutturali mirati ad affrancare maggiormente il Paese dalla dipendenza dal petrolio, le cui oscillazioni valutarie non garantiscono adeguata stabilit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\u00c8 qui che possono entrare in gioco le imprese europee, perch\u00e9 in Nigeria le opportunit\u00e0 non mancano. Resta da compiere l\u2019ultimo passo: inquadrare questi impulsi all\u2019interno di una visione di lungo periodo che non contempli clientelismi e ponga al primo posto i bisogni dei cittadini. I quali, disincentivati dall\u2019espatriare, si sottrarrebbero alle maglie tessute dalla potentissima mafia locale per lucrare sul fenomeno.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ma i principali business criminali sono altri: droga e prostituzione. In Africa come in Europa. Categoria pi\u00f9 vulnerabile, quella delle giovani migranti: prima attirate oltre il Mediterraneo da false promesse, poi costrette a diventare schiave del sesso tramite violenze, minacce e riti vud\u00f9 di magia nera. Da un\u2019inchiesta del giornale britannico The Guardian emerge che la percentuale di quelle finite sulle strade europee si aggirerebbe attorno all\u201980%. Solo in Italia la loro presenza sarebbe quadruplicata nel giro di pochi anni. Imprecisato ma cospicuo il numero delle minorenni. Il tutto spesso con il beneplacito delle mafie italiane, che per\u00f2 stanno iniziando a non vedere di buon occhio le crescenti ambizioni nigeriane. Secondo l\u2019ex procuratore nazionale antima a Franco Roberti si tratterebbe di organizzazioni addirittura \u00abpi\u00f9 strutturate rispetto alle nostre\u00bb. Un fenomeno su cui, anche in Italia, urge indubbiamente intervenire.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Tratto dal libro<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Africa, impresa possibile<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>di Alessandro Vinci<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Fonte:\u00a0<\/strong><strong><a href=\"https:\/\/www.babilonmagazine.it\/nigeria-scheda-paese-terrorismo-sicurezza\/\">https:\/\/www.babilonmagazine.it\/nigeria-scheda-paese-terrorismo-sicurezza\/<\/a><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di BABILON (Redazione) Il primo settembre la polizia nigeriana ha dato notizia del rapimento di oltre 70 studenti liceali nel nord-ovest del Paese, a Maradun nello stato di Zamfara. 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