{"id":66950,"date":"2021-09-06T10:59:54","date_gmt":"2021-09-06T08:59:54","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=66950"},"modified":"2021-09-06T08:02:21","modified_gmt":"2021-09-06T06:02:21","slug":"elettrico-soluzione-o-problema","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=66950","title":{"rendered":"Elettrico: soluzione o problema?"},"content":{"rendered":"<p><strong>di Gazzetta filosofica (Valentina Bonaldo)<\/strong><\/p>\n<div id=\"cc-m-11908464577\" class=\"j-module n j-text \">\n<p style=\"text-align: justify\"><em>Al giorno d\u2019oggi il mercato mondiale punta sempre di pi\u00f9 a produrre prodotti<\/em> green <em>per riuscire a ridurre l\u2019inquinamento ambientale che sta lentamente distruggendo il nostro pianeta. L\u2019esempio di questo tentativo \u00e8 la produzione di macchine elettriche le cui emissioni sono apparentemente nulle. Ma \u00e8 veramente un passo che porta benefici o nasconde problematiche a cui non pensiamo perch\u00e9 ad un primo impatto tutto sembra tutto rose e fiori?<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<\/div>\n<div id=\"cc-m-11908464677\" class=\"j-module n j-imageSubtitle \" style=\"text-align: justify\">\n<figure class=\"cc-imagewrapper cc-m-image-align-3 cc-m-width-maxed\"><img decoding=\"async\" id=\"cc-m-imagesubtitle-image-11908464677\" class=\"\" src=\"https:\/\/image.jimcdn.com\/app\/cms\/image\/transf\/dimension=910x10000:format=jpg\/path\/se92683c1190d29b1\/image\/i7d5a4366b1a080e3\/version\/1629814018\/image.jpg\" alt=\"\" data-src-width=\"1024\" data-src-height=\"752\" data-src=\"https:\/\/image.jimcdn.com\/app\/cms\/image\/transf\/dimension=910x10000:format=jpg\/path\/se92683c1190d29b1\/image\/i7d5a4366b1a080e3\/version\/1629814018\/image.jpg\" data-image-id=\"7682664677\" \/><\/figure>\n<div class=\"cc-clear\"><\/div>\n<\/div>\n<div id=\"cc-m-11908465477\" class=\"j-module n j-text \" style=\"text-align: justify\">\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Uno dei pi\u00f9 grandi obiettivi che il mondo si sta ponendo in questi anni \u00e8 quello di ridurre l\u2019inquinamento atmosferico allo scopo di preservare il pianeta in cui viviamo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Nel settembre 2020 il Parlamento europeo e gli Stati membri dell&#8217;UE hanno concordato sull&#8217;obiettivo di ridurre le emissioni di anidride carbonica &#8220;almeno&#8221; del 55% entro il 2030 e del 100% dal 2035. Riusciremo a perseguire questo scopo? Per ridurre i danni ambientali causati dall\u2019uomo bisogna agire su diversi fronti: dall\u2019eliminazione della plastica nei mari, alla diminuzione delle emissioni delle grandi industrie, alla regolamentazione dell\u2019agricoltura e dell\u2019allevamento di bestiame e molti altri che non mi soffermo ad elencare.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Uno dei settori pi\u00f9 attivi e su cui si sta investendo di pi\u00f9 sia in termini di tecnologia che di ricerca \u00e8 quello elettrico, il quale dovrebbe riuscire a condurci verso un impatto ambientale minimo se non nullo. Pensiamo per esempio a tutte quelle innovazioni che ci hanno permesso di produrre energia attraverso fonti rinnovabili come i pannelli solari, le centrali eoliche e quelle idriche o la tecnologia che ha permesso di ridurre il consumo idrico nell\u2019agricoltura.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Piccoli passi che hanno e stanno contribuendo a preservare il nostro pianeta da un collasso.<\/p>\n<p>Un passo enorme, che merita di essere definito tale, \u00e8 quello che \u00e8 stato fatto dalle case automobilistiche di tutto il mondo verso la produzione di vetture ecosostenibili, riducendo pertanto l\u2019inquinamento causato dai gas di scarico delle vetture alimentate dai combustibili fossili.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Nel corso della storia abbiamo assistito a numerose innovazioni che hanno permesso di ridurre le emissioni come, ad esempio, il passaggio dal carbone alla benzina\/diesel e il successivo utilizzo del gpl o del metano, ma il grande salto su cui oggigiorno puntano tutte le grandi aziende automobilistiche \u00e8 la produzione di sole auto elettriche.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Bisogna ammettere che \u00e8 lodevole lo sforzo che stanno compiendo le multinazionali nella ricerca di materiali e tecnologie tali da diminuire le emissioni e l\u2019inquinamento causato dalle vetture, ma spesso ci\u00f2 che sembra la cosa migliore rischia di rivelarsi come qualcosa di ulteriormente pericoloso; questo perch\u00e9 <strong>quando valutiamo l\u2019efficienza di una nuova scoperta, non dobbiamo soffermarci solo gli effetti a breve termine ma soprattutto quelli a lungo termine<\/strong>, in una visione molto pi\u00f9 ampia delle cose.<\/p>\n<p>Analizziamo quindi i pro e i contro di una possibile \u201cinvasione\u201d di macchine elettriche.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Da un\u2019analisi poco approfondita sembrerebbe che le emissioni prodotte dal loro utilizzo siano zero; ma lo sono effettivamente?<\/p>\n<p>L\u2019inquinamento non \u00e8 zero! Perch\u00e9, <strong>la maggior parte dell\u2019energia elettrica utilizzata per ricaricare e produrre le auto <em>full electric<\/em> non proviene da fonti rinnovabili bens\u00ec da centrali elettriche, a gas e nucleari<\/strong>.<\/p>\n<\/div>\n<div id=\"cc-m-11908466677\" class=\"j-module n j-text \" style=\"text-align: justify\">\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Pensiamo ai materiali che servono per costruirla\u2026 \u00e8 vero, lo stesso quesito si pone anche per le altre automobili, ma <strong>in quelle elettriche ci sono materiali che sono sia di difficile reperibilit\u00e0 sia potenzialmente pericolosi e tossici se non smaltiti correttamente<\/strong>. Inoltre, se l\u2019obiettivo fosse quello di sostituire completamente \u201ccirca un miliardo di vetture\u201d a combustibili fossili con quelle elettriche, ci\u00f2 comporterebbe l\u2019utilizzo di una grandissima quantit\u00e0 di materiali che dall\u2019estrazione all\u2019utilizzo finale necessitano di carbone, gas, petrolio e altre sostanze altamente inquinanti per le attivit\u00e0 di estrazione, trasporto e lavorazione, non trascurando il fatto che bisognerebbe essere in grado di riciclare i materiali delle auto a benzina dismesse. Infatti, la notevole spinta pubblicitaria sul viaggiare green induce molte persone a sostituire la propria vettura con auto <em>full elettric<\/em>. Tale comportamento <strong>implica la dismissione di migliaia di automobili ben funzionanti che avrebbero potuto, con opportuni accorgimenti, essere utilizzate portando al termine il loro ciclo vita<\/strong> e di conseguenza aver sfruttato i materiali e l\u2019energia che furono impiegati nella loro realizzazione.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Ad oggi per costruire le batterie sono indispensabili due materie prime: il litio e il cobalto. L\u2019estrazione di questi materiali richiede l\u2019utilizzo di macchine operatrici molto grandi che vengono alimentate a diesel. Secondo uno <a title=\"https:\/\/www.techeconomy2030.it\/2020\/11\/18\/le-auto-elettriche-non-inquinano-ma-il-litio-delle-batterie-potrebbe-far-crescere-la-co2-di-6-volte-in-10-anni\/\" href=\"https:\/\/www.techeconomy2030.it\/2020\/11\/18\/le-auto-elettriche-non-inquinano-ma-il-litio-delle-batterie-potrebbe-far-crescere-la-co2-di-6-volte-in-10-anni\/%20\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">studio<\/a> realizzato da Roskill, il colosso dell\u2019analisi e della valutazione del mercato dei minerali, <strong>l\u2019aumento della richiesta mondiale di litio potrebbe far triplicare le emissioni di CO2 entro il 2025 e addirittura farle crescere di 6 volte entro il 2030<\/strong>: infatti l\u2019estrazione di questo elemento comporta una media di 9 tonnellate di CO2 per ogni tonnellata di carbonato di litio raffinato. Per quanto riguarda il cobalto, i problemi relativi alla sua estrazione non sono solo ambientali, ma anche etici e morali. La maggior quantit\u00e0 di cobalto si trova in Congo, dove <strong>all\u2019interno delle filiere i diritti umani sembrano scomparire<\/strong>: donne e bambini lavorano nelle miniere 12 ore al giorno senza dispositivi di sicurezza individuali che li proteggano dall\u2019esposizione al cobalto che se prolungata pu\u00f2 portare gravi problemi fisici; inoltre ci sono molti morti dovuti al crollo dei tunnel dove sono costretti a lavorare. Oltre a ci\u00f2, sono stati riscontrati <strong>rilevanti effetti collaterali verso l\u2019ecosistema<\/strong> come, ad esempio, la siccit\u00e0 e la secchezza dei terreni dovuti all\u2019estrazione del litio, che richiede enormi quantit\u00e0 di acqua, o la presenza di fiumi contaminati dai rifiuti scaricati dalle filiere.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>La crescente richiesta di questi materiali ci porter\u00e0 a distruggere gi\u00e0 il precario ecosistema marittimo e oceanico ove sono reperibili milioni di tonnellate di metalli fondamentali alla catena della mobilit\u00e0 elettrica, poich\u00e9 i quantitativi di queste risorse metalliche e minerali presenti sulla superficie terrestre si stanno assottigliando sempre pi\u00f9 e pertanto la loro estrazione diventer\u00e0 sempre meno conveniente.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Altra esigenza \u00e8 capire come gestire le batterie e le loro componenti al termine del loro ciclo di vita<\/strong>. Ancora oggi non si \u00e8 capito quale possa essere il modo migliore per smaltire o riciclare le batterie, cosa che dovrebbe destare interesse e preoccupazione. Uno scorretto smaltimento pu\u00f2 provocare gravi danni all\u2019ambiente e alle persone perch\u00e9 sono sostanze altamente infiammabili e potenzialmente tossiche.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Se la produzione e l\u2019utilizzo di macchine elettriche prender\u00e0 il sopravvento arriveremo ad un punto in cui non riusciremmo pi\u00f9 a produrre abbastanza elettricit\u00e0 da fonti rinnovabili e saremo costretti ad utilizzare le <strong>centrali nucleari<\/strong>, che, nonostante tutte le migliorie avvenute negli anni, sono ancora estremamente pericolose ed inquinanti poich\u00e9 rilasciano una quantit\u00e0 enorme di scorie radioattive e isotopi: atomi instabili e difficili da smaltire, che per questo motivo rimangono nell\u2019atmosfera per periodi di tempo molto lunghi tali da causare disastri ambientali e gravi danni all\u2019uomo con malattie come i tumori.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Analizzando gli effetti a lungo termine delle vetture elettriche emergono numerosi interrogativi che non hanno ancora trovato risposta; quindi la domanda da porsi \u00e8: \u00e8 giusto proseguire questa corsa con cos\u00ec tante questioni rimaste in sospeso, sperando in una futura soluzione, o sarebbe meglio rallentare un secondo la produzione di vetture, limitando il processo di sostituzione di quelle esistenti al fine di guadagnare tempo per verificare in modo pi\u00f9 approfondito quali sono i rischi a cui andiamo incontro per poi trovarne le soluzioni definitive?<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Razionalmente ci si chiede perch\u00e9 tutte le aziende automobilistiche continuino a produrre macchine elettriche pur consapevoli che in futuro prossimo il problema ambientale potrebbe ripresentarsi in modo anche forse pi\u00f9 grave.\u00a0Come asserisce Mirco Rossi, in un\u2019<a title=\"https:\/\/www.aspoitalia.it\/index.php\/articoli\/articoli-dei-soci\/375-l-auto-elettrica-e-gli-effetti-collaterali\" href=\"https:\/\/www.aspoitalia.it\/index.php\/articoli\/articoli-dei-soci\/375-l-auto-elettrica-e-gli-effetti-collaterali\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">analisi<\/a> pubblicata sul sito di ASPO Italia:<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>\u00ab La \u201cmodernit\u00e0 tecnologica\u201d di queste vetture risponde al bisogno (pi\u00f9 indotto che reale) di innovazione, in quanto tale, e viene presentata e interpretata come particolarmente funzionale alla soluzione dei problemi climatico-ambientali. S\u2019intende, in apparenza, considerando che l\u2019universo dei potenziali compratori vuole e sa prendere in esame solo gli aspetti superficiali e semplicistici della questione: il carburante fossile inquina, l\u2019elettricit\u00e0 non inquina. \u00bb<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Il mercato delle macchine elettriche \u00e8 ormai un business e alle grandi aziende interessa solo il denaro e i rischi ambientali e collaterali vengono messi in secondo piano<\/strong>.<\/p>\n<div id=\"sdfootnote2\"><\/div>\n<\/div>\n<div id=\"cc-m-11908467677\" class=\"j-module n j-text \" style=\"text-align: justify\">\n<p>Elon Musk, \u00e8 stato il primo a lanciare una macchina totalmente elettrica e grazie a ci\u00f2 \u00e8 divenuto uno degli uomini pi\u00f9 ricchi al mondo Egli <a title=\"https:\/\/aforismi.meglio.it\/aforisma.htm?id=19baa\" href=\"https:\/\/aforismi.meglio.it\/aforisma.htm?id=19baa\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">spiega<\/a>:<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>\u00ab Incoraggio davvero altri produttori a introdurre sul mercato auto elettriche. \u00c8 una buona cosa, e loro hanno bisogno di portarle sul mercato e continuare a iterare, migliorare e produrre auto elettriche sempre migliori, e questo \u00e8 ci\u00f2 che porter\u00e0 l&#8217;umanit\u00e0 a raggiungere un futuro sostenibile nel settore dei trasporti. Vorrei che crescesse pi\u00f9 velocemente di quanto stia facendo. \u00bb<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Le aziende automobilistiche hanno cominciato a seguire questo mantra poich\u00e9 il business e le previsioni di enormi guadagni annebbiano o accecano completamente la vista del vero scopo del <em>full electric<\/em>, trascurando o addirittura ignorando tutti gli effetti collaterali.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Sembra quasi che abbiano smesso di pensare con la propria testa. \u00c8 un po\u2019 quanto che dice Freud in <em>Psicologia delle masse e analisi dell\u2019Io<\/em> nel quale asserisce che un individuo appena entra a far parte di una massa mette da parte i propri pensieri e ideali per seguire quello del capo. Associando il pensiero di Freud alla corsa all\u2019elettrico tutto calza a pennello; in questa situazione l\u2019individuo delineato da Freud si ritrova nella casa automobilistica, la massa nell\u2019insieme di tutti coloro che producono macchine elettriche e nel capo Elon Musk: vedendo che la produzione di questa tecnologia ha portato ricchezza hanno deciso tutte di accodarsi senza valutare veramente tutte le possibili problematiche.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Senz&#8217;altro\u00a0la transizione verso l\u2019elettrico \u00e8 un passo che dobbiamo compiere, ma, per come la stiamo compiendo ora, <strong>pi\u00f9 che una corsa verso un mondo pi\u00f9 <em>green<\/em>\u00a0ricorda molto di pi\u00f9 la corsa all\u2019oro<\/strong>. Pi\u00f9 che un passo per il nostro pianeta sembra un salto nel buio; dovremmo darci del tempo per adeguare e migliorare le infrastrutture, realizzare delle aziende in grado di raccogliere e poi smaltire in modo corretto le batterie arrivate al termine del loro ciclo di vita, vagliare altre tecnologie e altri materiali meno impattanti sul pianeta ma idonei alla produzione di batterie e pertanto trasformare veramente questo processo come la miglior soluzione.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<\/div>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Fonte: <a href=\"https:\/\/www.gazzettafilosofica.net\/2021-1\/agosto\/elettrico-soluzione-o-problema\/\">https:\/\/www.gazzettafilosofica.net\/2021-1\/agosto\/elettrico-soluzione-o-problema\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Gazzetta filosofica (Valentina Bonaldo) Al giorno d\u2019oggi il mercato mondiale punta sempre di pi\u00f9 a produrre prodotti green per riuscire a ridurre l\u2019inquinamento ambientale che sta lentamente distruggendo il nostro pianeta. 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