{"id":66957,"date":"2021-09-06T09:37:13","date_gmt":"2021-09-06T07:37:13","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=66957"},"modified":"2021-09-06T09:37:13","modified_gmt":"2021-09-06T07:37:13","slug":"il-governo-e-leni-non-cadano-nella-trappola-della-doppia-morale-usa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=66957","title":{"rendered":"Il governo e l\u2019Eni non cadano nella trappola della doppia morale Usa"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\">da <strong>TERMOMETRO GEOPOLITICO<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>(Giuseppe Gagliano)<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">L\u2019America non ha mai gradito la stretta relazione che esiste tra diplomazia italiana ed Eni. Ma Washington fa la stessa cosa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Fra le interessanti rivelazioni che emergono dal saggio scritto dalla giornalista Stefania Maurizi e intitolato Il potere segreto. Perch\u00e9 vogliono distruggere Julian Assange e WikiLeaks (Chiarelettere, 2021) ci sono quelle relative ai rapporti amorosi e amorevoli tra Italia e Iran duramente contestati dagli Usa, come risulta dai vari documenti emersi dall\u2019ambasciata americana e intercettati da WikiLeaks. Incominciamo dalla banca romana Sepah.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Secondo la giornalista italiana \u201cda l\u00ec sono passate tante transazioni sospette ricondotte ad aziende iraniane, che hanno messo in piedi pezzo per pezzo il programma missilistico clandestino dei Pasdaran. Ma quando nel dicembre 2006 il sottosegretario al Tesoro americano, Stuart Levey, capo dell\u2019intelligence finanziaria, arriva a Roma e ne chiede la chiusura, si sente rispondere dal direttore generale del ministero delle Finanze, Vittorio Grilli, che le irregolarit\u00e0 della Sepah non sono poi cos\u00ec serie. Se le regole fossero applicate cos\u00ec rigorosamente, argomenta Grilli, l\u2019Italia sarebbe senza banche. Levey non la prende bene e spiega agli italiani che la filiale di Roma della Sepah esiste sostanzialmente per un unico cliente: l\u2019Aerospace Industries Organization, azienda colpita dalle sanzioni Onu perch\u00e9 determinante per il programma missilistico di Teheran\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Nonostante le numerose pressioni gli americani non riescono a portare a termine la loro operazione. Infatti la banca viene solo commissariata. \u00c8 interessante il fatto che dai documenti di WikiLeaks emerge un rapporto molto stretto tra i funzionari dell\u2019ambasciata americana e la Banca d\u2019Italia. Alcuni funzionari della Banca d\u2019Italia \u2013 i cognomi rimangono rigorosamente anonimi \u2013 informano l\u2019ambasciatore americano che dal loro punto di vista la banca romana doveva essere chiusa, come sostenuto dall\u2019allora governatore Draghi fedelissimo ieri come oggi agli Stati Uniti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Ma anche gli affari della nostra multinazionale Eni in Iran sono malvisti dagli Stati Uniti. Eni \u00e8 presente in Iran da oltre 50 anni e nel 2008 investiva 3 miliardi di dollari nel settore petrolio e gas. Nonostante le sanzioni contro l\u2019Iran, Eni \u00e8 riuscita a sottrarsi grazie a un\u2019intesa tra gli Stati Uniti d\u2019America e l\u2019Europa. Tuttavia la continua presenza della nostra multinazionale rappresenta un fattore di rischio per gli interessi americani e quindi un fattore di attrito nelle relazioni italiane ed americane. Lo stesso approccio usato nei confronti dell\u2019Iran d\u2019altra parte era stato usato anche nei confronti della Libia. Eni infatti costruisce relazioni commerciali con gli Stati sul lungo termine, e riguardo alla Libia Eni aveva creato una joint venture con il governo libico, mettendo funzionari libici nel consiglio di amministrazione. Quando la Libia era diventata la bestia nera dell\u2019America, l\u2019azienda era riuscita comunque a resistere alle pressioni americane, grazie a questa joint venture. Lo stesso approccio viene quindi usato dalla nostra multinazionale nei confronti dell\u2019Iran. Ma quali sono i dati effettivi nell\u2019ambito dell\u2019import-export tra l\u2019Italia e l\u2019Iran?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">L\u2019Italia importa dall\u2019Iran soprattutto petrolio e prodotti petroliferi per un totale di 4 miliardi di euro (le cifre si riferiscono al 2007) ovvero meno del 2% delle importazioni totali italiane. Quanto all\u2019export verso l\u2019Iran questo \u00e8 ancora meno significativo perch\u00e9 arriva a soli 1,8 miliardi di euro. Tuttavia \u00e8 significativa un\u2019osservazione fatta dall\u2019ambasciatrice americana Dibble sui rapporti tra la politica italiana e le multinazionali come Eni e Enel: \u201cAnche se \u00e8 un fatto ben noto a chi si occupa di faccende italiane, \u00e8 sempre uno choc per la maggior parte degli osservatori venire a sapere che il ministero degli Esteri ha diplomatici di alto livello assegnati all\u2019Eni e all\u2019Enel come consiglieri diplomatici. In assenza di un ministero dell\u2019Energia indipendente, spiega, questi consiglieri assicurano che il flusso di informazioni tra il governo e le aziende del settore sia robusto. E questo fatto stimola la domanda: chi fa la politica estera dell\u2019Italia?\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Fa sempre una certa impressione ascoltare le lezioni di morale da un paese come gli Stati Uniti, che durante la guerra fredda hanno sostenuto diverse dittature militari in America latina come in Africa in funzione anticomunista, ed \u00e8 ancora pi\u00f9 significativo e commovente il fatto che proprio gli Stati Uniti si scandalizzino per l\u2019influenza che le multinazionali hanno avuto \u2013 e hanno \u2013 sulle decisioni politiche del nostro governo; quando basterebbe fare riferimento al ruolo che hanno avuto le multinazionali americane petrolifere come la Standard Oil nel condizionare profondamente le scelte di politica estera americana bei paesi del Golfo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>FONTE<\/strong>:\u00a0<a href=\"https:\/\/www.ilsussidiario.net\/news\/scenari-il-governo-e-leni-non-cadano-nella-trappola-della-doppia-morale-usa\/2214656\">https:\/\/www.ilsussidiario.net\/news\/scenari-il-governo-e-leni-non-cadano-nella-trappola-della-doppia-morale-usa\/2214656<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>da TERMOMETRO GEOPOLITICO (Giuseppe Gagliano) L\u2019America non ha mai gradito la stretta relazione che esiste tra diplomazia italiana ed Eni. 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