{"id":66975,"date":"2021-09-07T09:30:04","date_gmt":"2021-09-07T07:30:04","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=66975"},"modified":"2021-09-07T01:08:31","modified_gmt":"2021-09-06T23:08:31","slug":"ecco-la-sorpresina-del-debito-nel-recovery-plan","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=66975","title":{"rendered":"Ecco la sorpresina del debito nel Recovery Plan"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\">da <strong>TERMOMETRO GEOPOLITICO<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>(Giuseppe Liturri)<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Il primo settembre, davanti agli europarlamentari delle Commissioni affari economici e bilancio, i commissari Valdis Dombrovskis e Paolo Gentiloni hanno fatto il punto della situazione del Next Generation UE, lo strumento \u201cpoderoso e tempestivo\u201d di cui si discute ormai da un anno e mezzo e che \u00e8 entrato solo da poche settimane nella fase esecutiva.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Si tratta del cosiddetto \u201cdialogo\u201d tra Europarlamento e Commissione, con il quale si tenta di offrire un minimo di visibilit\u00e0 alla prima istituzione su un processo dominato da Commissione e Consiglio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">In preparazione dell\u2019incontro i servizi dell\u2019europarlamento hanno redatto un documento in cui le sorprese \u2013 tali solo per chi in questi mesi si \u00e8 fatto abbacinare dalla propaganda di Bruxelles \u2013 non mancano. Si conferma ci\u00f2 che avevamo previsto e che sia l\u2019European Fiscal Board (EFB) che la stessa Eurostat hanno ribadito: a partire dal 2028, l\u2019onere del rimborso del debito che la UE sta cominciando a contrarre emettendo bond, entrer\u00e0 immediatamente a far parte (in proporzione al reddito nazionale lordo) del debito pubblico degli Stati membri.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Per l\u2019Italia si tratta di circa 50\/60 miliardi che faranno aumentare il rapporto debito\/PIL di 4 punti percentuali. Questo rapporto \u2013 che a fine 2021 sfiorer\u00e0 il 160% e che nel 2024 \u00e8 previsto faticosamente scendere fino al 153%, per poi tornare ai livelli pre pandemici solo nel 2032 \u2013 nel bilancio 2028 aumenter\u00e0 di 4 punti, ritornando tutto d\u2019un colpo lievemente al di sopra del 150%. Questo nella migliore delle ipotesi previste dal Mef, quella in cui si dispiegheranno in pieno gli effetti del NgEU. Lo scenario intermedio previsto nel DEF di aprile mostra una curva di riduzione del debito\/PIL molto meno ripida.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">In alternativa a questo secco aumento di debito, la UE potrebbe dotarsi di risorse proprie aggiuntive (cio\u00e8 tasse a carico di imprese e lavoratori). Ma \u00e8 proprio il vacillare di tale ipotesi che rende molto credibile quanto gi\u00e0 previsto da Eurostat e dal EFB. Infatti \u00e8 gi\u00e0 saltata la scadenza dello scorso luglio, entro la quale la Commissione avrebbe dovuto presentare una proposta per una nuova imposta sul settore digitale, sulle emissioni di CO2 e sui prodotti importati con una elevata \u201cimpronta\u201d di CO2. La prossima scadenza \u00e8 ora fissata al 22 dicembre. E non osiamo immaginare cosa ne sar\u00e0 dell\u2019altra scadenza del giugno 2024, prevista per il varo di una tassa sulle transazioni finanziarie ed una tassazione del reddito societario.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Da qui l\u2019esigenza formale di costituire gli Stati membri come debitori delle risorse che devono affluire dal 2028 al 2058 al bilancio UE per rimborsare i bond emessi fino al 2026. Si tratta, beninteso, solo dei bond emessi i cui proventi saranno destinati poi a sussidi (390 miliardi). Perch\u00e9 i bond destinati all\u2019erogazione di prestiti (360 miliardi), genereranno da subito un doppio effetto nel bilancio degli Stati: aumenter\u00e0 il debito pubblico ed aumenter\u00e0 il deficit al momento dell\u2019esecuzione della spesa. Invece la spesa sostenuta dagli Stati e finanziata da sussidi non incider\u00e0 sul saldo di bilancio, per effetto della compensazione delle due voci.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Si ridimensiona cos\u00ec vistosamente il saldo positivo per l\u2019Italia: i 122 miliardi di prestiti aumenteranno da subito il debito, rimborsato per definizione; gli 84 di sussidi (69 del RRF ed altri 15 di strumenti minori) saranno restituiti alla UE, via maggiori contributi che dal 2028 costituiranno debito pubblico. Il saldo netto si riduce a poco meno di 30 miliardi in 6 anni. Il piatto di lenticchie, di cui scriviamo ormai da un anno e mezzo, \u00e8 diventato realt\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Il documento dedica non poco spazio al ruolo dei meccanismi di \u201cdifesa del bilancio dell\u2019Unione\u201d. Essi operano a due livelli: c\u2019\u00e8 una norma specifica all\u2019interno del regolamento del RRF che dispone tutele e blocco dei pagamenti per casi di frode, corruzione e simili. E poi c\u2019\u00e8 lo strumento di portata pi\u00f9 ampia, il regolamento 2092 (sul cosiddetto \u201cStato di diritto\u201d) in cui i casi di intervento per sanzionare Stati non allineati al rispetto di \u201cvalori\u201d della UE (un magma indistinto utilizzabile al bisogno con ampia discrezionalit\u00e0) sono molto pi\u00f9 ampi e le sanzioni molto pi\u00f9 invasive. Si richiama anche il ruolo della superprocura penale europea (EPPO) operativa dal 1 giugno scorso. Tale regolamento \u00e8 per\u00f2 tuttora oggetto di ricorso davanti alla Corte di Giustizia ad opera di Polonia e Ungheria e la Commissione si \u00e8 impegnata a non attivarlo fino all\u2019emissione della sentenza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Tutto questo macchinoso marchingegno finanziario e burocratico per constatare che il NgEu porter\u00e0 gli investimenti pubblici ad un livello che nel 2023 (anno di punta del Ngeu) saranno pari al 3,5% del PIL, ancora al di sotto del 3,7% toccato nel 2009, a cui seguirono i famosi dieci anni di \u201causterit\u00e0 espansiva\u201d che li fecero precipitare verso il 2%. In valore assoluto, a prezzi costanti 2015, abbiamo riconquistato il livello del 2009. Dopo anni di siccit\u00e0, \u00e8 comprensibile salutare con favore una borraccia d\u2019acqua. Purch\u00e9 non si dimentichi che \u00e8 solo quella sottratta a lungo al nostro Paese.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Purtroppo non mancano i dubbi anche sulla \u201cqualit\u00e0 dell\u2019acqua\u201d. Ad oggi sono 25 i recovery plan presentati, di cui 18 gi\u00e0 valutati positivamente dalla Commissione e 9 (tra cui l\u2019Italia) beneficiari dell\u2019acconto del 13%. Agli europarlamentari viene infatti ribadito che tutti gli esborsi successivi con cadenza semestrale dipenderanno dal corretto conseguimento degli obiettivi qualitativi e quantitativi meticolosamente previsti dagli accordi operativi firmati prima del pagamento, assieme al contratto per i sussidi e quello per il prestito. Tali documenti sono \u201cstati discussi informalmente tra Commissione ed esperti degli Stati membri\u201d ma, ad oggi, sono avvolti dal pi\u00f9 completo mistero, anche relativamente al tasso di interesse che \u00e8 stato applicato sui primi 16 miliardi di prestito erogati.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">A questo proposito lo studio conferma che il NgEu \u00e8 sostanzialmente dimezzato nel suo impatto, poich\u00e9 solo Italia e Grecia hanno richiesto tutti i prestiti disponibili (pari a 360 miliardi, ma richiesti per 166).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Da notare, da ultimo, due effetti distorsivi collegati: quando termineranno gli investimenti del NgEU, la regola della spesa (crescita non superiore al 0,5%) torner\u00e0 a mordere ferocemente e, allo stesso tempo, un Paese che volesse mantenere inalterato il livello di investimenti si vedr\u00e0 accusato di espansione fiscale e quindi costretto a tagliarli, solo perch\u00e9 quegli investimenti non saranno pi\u00f9 finanziati da sussidi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Per il solo fatto di aver bevuto oltre la razione consentita, si dovr\u00e0 tornare a morire di sete. Queste sono le regole della UE che contribuiscono a mantenere l\u2019eurozona come fanalino di coda delle aree economiche pi\u00f9 sviluppate.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Ma purtroppo farsi bene i conti ed evitare di sognare conduce ad essere bollati come \u201cgelidi antipatizzanti dell\u2019UE\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>FONTE:<\/strong>\u00a0<a href=\"https:\/\/www.startmag.it\/economia\/ecco-la-sorpresina-del-debito-nel-recovery-plan\/\">https:\/\/www.startmag.it\/economia\/ecco-la-sorpresina-del-debito-nel-recovery-plan\/<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>da TERMOMETRO GEOPOLITICO (Giuseppe Liturri) Il primo settembre, davanti agli europarlamentari delle Commissioni affari economici e bilancio, i commissari Valdis Dombrovskis e Paolo Gentiloni hanno fatto il punto della situazione del Next Generation UE, lo strumento \u201cpoderoso e tempestivo\u201d di cui si discute ormai da un anno e mezzo e che \u00e8 entrato solo da poche settimane nella fase esecutiva. 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