{"id":67001,"date":"2021-09-08T09:26:14","date_gmt":"2021-09-08T07:26:14","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=67001"},"modified":"2021-09-07T20:28:50","modified_gmt":"2021-09-07T18:28:50","slug":"elogio-delle-paralimpiadi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=67001","title":{"rendered":"Elogio delle Paralimpiadi"},"content":{"rendered":"<p><strong>di L&#8217;INTELLETTUALE DISSIDENTE<\/strong> (Filippo Massetti)<\/p>\n<p class=\"has-drop-cap\">L&#8217;Estate \u00e8 ai titoli di coda, e con essa tanti avvenimenti, pi\u00f9 o meno curiosi, pi\u00f9 o meno importanti in ogni campo sociale, economico, politico, scientifico, culturale e finanche sportivo. A seguito del campionato di calcio europeo che ha visto trionfare l\u2019Italia dopo un digiuno di 53 anni e la splendida olimpiade di Tokyo 2020 \u2013 record di medaglie, con, tra gli altri, Tamberi, Jacobs e la staffetta 4\u00d7100 che hanno inciso a fuoco per sempre il nome del Belpaese nella storia \u2013 questi ultimi giorni e settimane ci hanno portato in dote i Giochi Paralimpici, che si svolgono tradizionalmente sempre dopo la fine dei Giochi Olimpici \u201ctradizionali\u201d.<\/p>\n<p>Felice intuizione dei tempi recenti \u2013 a onor del vero una delle poche \u2013 i Giochi Paralimpici rappresentano l\u2019equivalente dei Giochi Olimpici per atleti con disabilit\u00e0 fisiche e motorie. Nel 1960 sono nati quelli estivi, mentre nel 1976 si registra la prima edizione di quelli invernali, nel rispetto delle molteplicit\u00e0 degli sport e delle discipline riconosciute.<\/p>\n<p>Sessanta anni fa, quindi, si \u00e8 promossa la brillante e per certi versi rivoluzionaria idea di attribuire finalmente allo sport in generale quel carattere di universalit\u00e0 e inclusivit\u00e0 da tutti sulla carta riconosciuto rispondendo a un tale semplice quesito: per quale motivo anche chi viene definito\u00a0<em>diversamente abile<\/em> non pu\u00f2 misurarsi in gare, Giochi e competizioni?<\/p>\n<p>Questa domanda ha mosso fin da subito personalit\u00e0 e comitati organizzatori che hanno contribuito in modo decisivo alla nascita delle Paralimpiadi cos\u00ec come le conosciamo oggi; non sempre si \u00e8 trattato di un percorso facile, non sempre si \u00e8 trattato di un percorso privo di ostacoli e fraintendimenti.\u00a0<strong>Quello pi\u00f9 aggrovigliato, perch\u00e9 pi\u00f9 difficile da districare, \u00e8 stato \u2013 ed \u00e8 tutt\u2019ora \u2013 quello legato ad una improbabile e poco proponibile competizione mediatica tra Giochi Olimpici e Giochi Paralimpici,\u00a0<\/strong>su chi ha diritto a pi\u00f9 visibilit\u00e0 rispetto a che cosa, sullo stabilire se la medaglia dell\u2019atleta paralimpico sia da far risplendere di pi\u00f9 rispetto a quella dell\u2019atleta normodotato o viceversa. Mettere in competizione le due manifestazioni, significa non perseguire lo spirito con cui sono nate, oltre che voler livellare ad ogni costo trofei e medaglie, con parametri aprioristici e magari, vista la loro popolarit\u00e0 attraverso codici numeri e statistiche.<\/p>\n<p><strong>Le Paralimpiadi hanno la stessa dignit\u00e0 delle Olimpiadi, pur in condizioni e contesti diversi, non sono n\u00e9 da considerarsi inferiori, n\u00e9 superiori, magari sotto il mal celato velo di qualche atteggiamento di ipocrita compassione.<\/strong>\u00a0Le Paralimpiadi rappresentano una risorsa in pi\u00f9, mostrabile a tutti, di cosa sono capaci di fare uomini e donne quando fiducia, passione, coraggio, intraprendenza, solidariet\u00e0, rispetto e spirito di sacrificio vengono a galla, in tutta la loro meravigliosa potenza e indipendentemente da qualsiasi condizione di partenza. Ci\u00f2 non significa, \u00e8 evidente, che differenza e peculiarit\u00e0 non esistano e che siano da abbattere. Diversit\u00e0 e omogeneit\u00e0 sono due facce della stessa medaglia, due ricchezze non in contraddizione le une con le altre, nello sport come nella vita pubblica o politica: si deve amare la propria Patria come si rispetta e si riconosce la Patria altrui. Cos\u00ec nello sport: si ama il gesto atletico di Filippo Tortu che per un battito d\u2019ali consegna all\u2019atletica leggera italiana la medaglia pi\u00f9 importante, allo stesso tempo della staffilata di Bebe Vio, che dopo Rio 2016 si ripete a Tokyo 2020 con un\u2019impresa leggendaria.<\/p>\n<p>A livello mediatico e comunicativo, tuttavia, le Paralimpiadi \u2013 \u00e8 innegabile \u2013 pur con evidenti passi in avanti e miglioramenti, non hanno avuto le migliori fortune delle \u201cclassiche\u201d olimpiadi: il livello di attenzione, seppur alto, \u00e8 minore, curiosit\u00e0 e seguito non sono costanti come ci si potrebbe legittimamente aspettare. Colpa o demerito di tutti noi, video-telespettatori interessati.<\/p>\n<p>Al netto dei nostri impegni imperanti, del nostro lavorare 40 (o 50?) ore settimanali per avere un mese all\u2019anno di ferie e del poco tempo a disposizione per svagarci e allietarci,\u00a0<strong>le Paralimpiadi ci mettono davanti ad una realt\u00e0 che in tanti, troppi facciamo finta di non vedere. In una societ\u00e0 giunta al suo massimo stadio di edonismo e di narcisismo<\/strong>, in cui selfie e foto-ritocchi contano di pi\u00f9 della sostanza dei rapporti interpersonali, oberata da un culto individuale fine a se stesso, le immagini degli atleti paralimpici ci infastidiscono, perch\u00e9 ci ricordano quanta sofferenza e quanta difficolt\u00e0 esiste proprio l\u00ec, a due passi da noi. E non \u00e8 solo l\u2019aspetto fisico, la disabilit\u00e0, le menomazioni: riguarda anche fragilit\u00e0 e debolezze di cui ognuno di noi soffre. Guardare le gare di questi atleti ci dovrebbe spingere a vedere l\u2019altro da s\u00e9 come una forza viva, a renderlo mai fuori posto ma dentro il cerchio tracciato del vivere civile, anche a discapito di una vita tranquilla e priva di scossoni. Basta poco. Un gesto, un saluto, un sorriso, qualcosa che dica di noi agli altri di pi\u00f9 del nostro conto in banca o dell\u2019ultima macchina sportiva che abbiamo festosamente comprato.<\/p>\n<p><strong>Le Paralimpiadi in definitiva interrogano la nostra coscienza, la nostra sensibilit\u00e0, ci costringono a misurarci con una realt\u00e0 considerata distante, per poi magari averla a due passi da casa senza accorgersene.<\/strong>\u00a0Dovrebbero insegnarci che non con grandi avventure in pompa magna, ma con gesti silenziosi e concreti si costruisce una societ\u00e0 pi\u00f9 equa, dove quando si intraprendono opere buone \u201cla mano destra non deve sapere ci\u00f2 che fa la sinistra\u201d con limiti, doveri ed equilibri saldi e ben individuabili.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>FONTE:\u00a0 <a href=\"https:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/controcultura\/societa\/elogio-paralimpiadi\/\">https:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/controcultura\/societa\/elogio-paralimpiadi\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di L&#8217;INTELLETTUALE DISSIDENTE (Filippo Massetti) L&#8217;Estate \u00e8 ai titoli di coda, e con essa tanti avvenimenti, pi\u00f9 o meno curiosi, pi\u00f9 o meno importanti in ogni campo sociale, economico, politico, scientifico, culturale e finanche sportivo. 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