{"id":67052,"date":"2021-09-10T09:00:55","date_gmt":"2021-09-10T07:00:55","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=67052"},"modified":"2021-09-09T21:28:09","modified_gmt":"2021-09-09T19:28:09","slug":"bce-ed-eurogruppo-draghi-rischia-di-fare-come-monti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=67052","title":{"rendered":"Bce ed Eurogruppo, Draghi rischia di fare come Monti"},"content":{"rendered":"<p><strong>Da: IL SUSSIDIARIO (di Marco Biscella)<\/strong><\/p>\n<p>Ricordo quando andai a Berlino la prima volta a incontrare il mio collega Sch\u00e4uble. Prima della conferenza stampa mi disse: puoi usare tutte le parole che vuoi, ma dimenticati la parola eurobond. Per i tedeschi era tab\u00f9\u201d. L\u2019aneddoto, che \u00e8 stato raccontato a Cernobbio dal ministro delle Finanze francese, Bruno Le Maire, sembra fare il paio con quanto Mario Draghi avrebbe detto qualche giorno fa, come riportato da <em>Repubblica<\/em>, sull\u2019intenzione di voler cambiare il Patto di stabilit\u00e0, aspettando per\u00f2 l\u2019esito delle elezioni tedesche. E la conferma di quanto il dopo-Merkel sia decisivo, arriva anche dalla Ue: l\u2019Eurogruppo informale che si terr\u00e0 domani in Slovenia non ha in programma alcuna discussione sul Patto di stabilit\u00e0. Intanto il Patto \u00e8 sospeso fino a tutto il 2022, ma i falchi del Nord Europa hanno gi\u00e0 iniziato a volteggiare sopra i cieli di Francoforte, pronti a farsi sentire gi\u00e0 nella riunione del board della Bce, in programma oggi. La partita, seppure sotto traccia, \u00e8 gi\u00e0 iniziata e per il nostro paese\u00a0si preannuncia molto dura e complicata. Soprattutto \u2013 come sottolinea Gustavo Piga, professore di Economia politica all\u2019Universit\u00e0 Tor Vergata di Roma \u2013 perch\u00e9 \u201cpi\u00f9 che dalle elezioni tedesche molto dipender\u00e0 dalla posizione negoziale iniziale che terr\u00e0 l\u2019Italia\u201d.<\/p>\n<p><strong>Professore, innanzitutto, perch\u00e9 dobbiamo aspettare l\u2019esito delle elezioni tedesche? C\u2019\u00e8 forse qualche speranza che i falchi del Nord, Germania in testa, accettino di mandare in pensione il Fiscal compact?<\/strong><\/p>\n<p>Premesso che dobbiamo avere conferma di questa affermazione, certamente l\u2019addio della Merkel solleva una serie di interrogativi su quale sar\u00e0 la politica economica futura della Germania. La Spd sta registrando negli ultimi mesi un rialzo nei sondaggi e oggi non possiamo del tutto escludere che dopo tanti anni il prossimo cancelliere sar\u00e0 un socialdemocratico.<\/p>\n<p><strong>Questa possibilit\u00e0 cosa cambia?<\/strong><\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 evidenza che la Spd, per quanto riguarda la politica fiscale, sia meno intransigente di quanto sia stato finora il blocco del Nord. Immagino quindi che Draghi si ponga in quest\u2019ottica attendista proprio per capire fino a quanto possa spingere su una leva di politica fiscale diversa da quella dominante negli ultimi 10 anni. Ma questo da solo non basta.<\/p>\n<p><strong>Che cosa ci vorrebbe in pi\u00f9?<\/strong><\/p>\n<p>Indipendentemente da quello che succeder\u00e0 con il voto tedesco, dovremmo innanzitutto chiederci: a quel tavolo negoziale, dove si dovranno accettare diversi compromessi e dove sar\u00e0 importante trovare delle alleanze, qual \u00e8 la regola di politica fiscale, il punto di partenza con cui il nostro paese arriva alla trattativa?<\/p>\n<p><strong>Perch\u00e9 \u00e8 cos\u00ec importante? <\/strong><\/p>\n<p>Continueremo a essere, come negli ultimi 15 anni, pi\u00f9 realisti del re?<\/p>\n<p><strong>A chi o a che cosa sta pensando in particolare?<\/strong><\/p>\n<p>A quel che hanno fatto Monti e lo stesso Draghi. Cio\u00e8 i nostri \u201cgestori\u201d della politica economica pi\u00f9 prestigiosi non hanno approfittato di questa reputazione per chiedere al tavolo negoziale maggiori sconti in chiave di politica fiscale. Monti and\u00f2 dalla Merkel, accolto a braccia aperte, e ritorn\u00f2 con una politica austera che lui stesso oggi riconosce essere stata sbagliata.<\/p>\n<p><strong>E Draghi?<\/strong><\/p>\n<p>Non pu\u00f2 \u201cintitolarsi\u201d il Pnrr, che qualcuno giudica espansivo, perch\u00e9 a guardar bene i numeri \u00e8 simile, se non pi\u00f9 restrittivo, di quello ottenuto da Conte. Non solo: Draghi ha promesso alla Ue, un po\u2019 clamorosamente, di portare il deficit italiano in un anno dal 12% del 2021 al 6%, il che significa 120 miliardi di aumenti di entrate e di riduzioni di spese, in un momento in cui l\u2019economia avrebbe bisogno, per ripartire davvero, di un supporto alla domanda proveniente dal settore pubblico molto maggiore.<\/p>\n<p><strong>Insomma, serve pi\u00f9 coraggio nel difendere quel \u201cdebito buono\u201d a cui pi\u00f9 volte ha fatto riferimento lo stesso Draghi?<\/strong><\/p>\n<p>S\u00ec, serve un coraggio addizionale. Se \u00e8 anche vero che la Germania, in caso di vittoria dei socialdemocratici, potrebbe essere disposta a concedere qualcosa in pi\u00f9, l\u2019impatto di questa disponibilit\u00e0 dipende anche dalla nostra posizione negoziale iniziale. Se saremo come al solito timidi, timorosi e non convinti della bont\u00e0 di una politica fiscale espansiva, non saremo capaci di approfittare di questa possibilit\u00e0.<\/p>\n<p><strong>Prima accennava all\u2019importanza di fare alleanze. Con chi?<\/strong><\/p>\n<p>Potremmo farlo con la Francia, con i paesi pi\u00f9 in difficolt\u00e0, ma non mi pare che si stia navigando in quella direzione. Quindi mantengo tutto il mio scetticismo.<\/p>\n<p><strong>Il Pnrr non \u00e8 sufficiente a tirarci fuori dalle secche?<\/strong><\/p>\n<p>No. Ricordiamoci che l\u2019Italia \u00e8 il paese che non solo rientrer\u00e0 pi\u00f9 tardi di tutti sui livelli pre-Covid, ma una volta fuori dal Covid saremo ancora con una produzione inferiore a quella di prima della crisi del 2008.<\/p>\n<p><strong>La Fed ha annunciato il suo piano di tapering. Questa decisione non dovrebbe affrettare i tempi di discussione e riscrittura del Patto di stabilit\u00e0?<\/strong><\/p>\n<p>Non credo che alla fine gli americani saranno meno accomodanti. Le parole di Powell a Jackson Hole sono state sottilmente chiare: la Fed non guarda solo al tasso di occupazione, ma anche a quella che loro chiamano la \u201cmassima occupazione\u201d, concetto che in Europa neppure abbiamo, che ridefinisce la disoccupazione tenendo conto di tutta una serie di fattori per cui la vera disoccupazione \u00e8 molto pi\u00f9 alta. E ci\u00f2 lascia intendere che ancora per un bel po\u2019 la Fed continuer\u00e0 a essere espansiva. E fa bene, perch\u00e9 Biden sa bene qual \u00e8 lo spettro che aleggia e contro cui deve combattere: il ritorno di Trump. Difficile immaginare che non metta in campo tutte le armi a disposizione.<\/p>\n<p><strong>E in Europa non c\u2019\u00e8 uno spettro in grado di far girare il vento?<\/strong><\/p>\n<p>Anche noi abbiamo una minaccia \u201calla Trump\u201d: \u00e8 la fine dell\u2019Europa. Un rischio che purtroppo noi ci sentiamo follemente di correre, perch\u00e9 non siamo espansivi in politica monetaria, n\u00e9 in politica fiscale quanto gli americani, ignorando quanto questi due \u201ccannoni\u201d siano essenziali per aiutare le persone pi\u00f9 deboli, che in caso di inazione si schiererebbero con i movimenti pi\u00f9 anti-democratici e anti-europei. Una lotta per una politica fiscale pi\u00f9 espansiva \u00e8 una lotta per salvare l\u2019Europa dallo spettro della separazione.<\/p>\n<p><strong>Intanto alla Bce tornano a soffiare sul fuoco i rigoristi. Gi\u00e0 nel 2022 potrebbe partire una politica economica meno accomodante?<\/strong><\/p>\n<p>Peggio di cos\u00ec nel 2022 si muore. Comunque non ho mai pensato che il problema della Ue fosse la politica monetaria troppo restrittiva, se non quando c\u2019era Trichet come governatore della Bce. L\u2019unica cosa che pu\u00f2 sbloccare il pessimismo diffuso in paesi come il nostro \u00e8 l\u2019attivit\u00e0 economica tramite la domanda pubblica e ci\u00f2 \u00e8 impedito dalla politica fiscale.<\/p>\n<p><strong>Draghi deve temere di pi\u00f9 Francoforte o Bruxelles?<\/strong><\/p>\n<p>Tra poco avremo a che vedere non solo con la Legge di bilancio 2022, ma anche con la Nota di aggiornamento del Documento di economia e finanza e spero che Draghi e Franco possano portare al tavolo delle trattative l\u2019idea che l\u2019attuale maggior crescita, frutto pi\u00f9 dell\u2019allentamento del Covid che delle politiche fiscali, non sia utilizzata per mettere ancora prima i conti pubblici in ordine, come chiede qualche falco, ma per rilanciare con maggior forza gli investimenti pubblici, di cui l\u2019Italia ha un bisogno incredibile, e di portare il deficit non al 6%, ma almeno al 9%. Una riduzione compatibile con le preoccupazioni tedesche e del Nord Europa, ma nel contempo capace di garantirci pi\u00f9 ossigeno per recuperare i nostri mostruosi gap di performance economica.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Fonte: <\/strong><a href=\"https:\/\/www.ilsussidiario.net\/news\/scenario-bce-ed-eurogruppo-draghi-rischia-di-fare-come-monti\/2218486\/\"><strong>https:\/\/www.ilsussidiario.net\/news\/scenario-bce-ed-eurogruppo-draghi-rischia-di-fare-come-monti\/2218486\/<\/strong><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Da: IL SUSSIDIARIO (di Marco Biscella) Ricordo quando andai a Berlino la prima volta a incontrare il mio collega Sch\u00e4uble. Prima della conferenza stampa mi disse: puoi usare tutte le parole che vuoi, ma dimenticati la parola eurobond. Per i tedeschi era tab\u00f9\u201d. 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