{"id":67066,"date":"2021-09-10T09:48:51","date_gmt":"2021-09-10T07:48:51","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=67066"},"modified":"2021-09-10T09:48:51","modified_gmt":"2021-09-10T07:48:51","slug":"la-diplomazia-del-grano-la-russia-vuole-risollevare-la-sua-economia-con-lexport-di-cibo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=67066","title":{"rendered":"La diplomazia del grano. La Russia vuole risollevare la sua economia con l\u2019export di cibo."},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\">da <strong>TERMOMETRO GEOPOLITICO<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Mosca vuole fare del settore alimentare il nuovo petrolio: un bene in grado di portare ricchezza all\u2019interno del Paese, facilitare le relazioni diplomatiche con altri Paesi e dare al Cremlino un nuovo volto a livello mondiale. Un lungo articolo del Financial Times racconta il percorso di sviluppo che il governo ha intrapreso per sfruttare tutto il potenziale del suo settore primario.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">La Russia vuole diventare il granaio del mondo. Pu\u00f2 e vuole farlo sfruttando un potenziale prima nascosto o inutilizzato: ha un territorio enorme, confina con molti Paesi in via di sviluppo che hanno bisogno di acquistare cibo, ha la volont\u00e0 politica per valorizzare tutto questo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Quando nel 2000 Vladimir Putin divenne presidente, in una delle prime riunioni sull\u2019argomento, i suoi consiglieri gli dissero che la Russia importava pi\u00f9 del 50% del cibo che finiva sulla tavola dei suoi cittadini. Putin rimase di sasso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">\u00abDa quel momento il leader del Cremlino ha in testa l\u2019obiettivo di garantire una migliore sicurezza alimentare nel Paese. Teme la dipendenza, cos\u00ec ora la Russia \u00e8 la numero uno nel settore del grano e sta facendo in modo che altri Paesi dipendano da lei\u00bb, ha detto un consulente di mercato a Mosca, che ha parlato con il Financial Times.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">L\u2019articolo del quotidiano economico, firmato da Nastassia Astrasheuskaya, racconta il percorso di sviluppo che Mosca ha intrapreso per sfruttare a pieno il suo potenziale nel settore primario, per affrancarsi dal petrolio e usare questo nuovo potere come leva in politica estera.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">\u00abPutin ha lanciato un programma statale per sviluppare l\u2019agricoltura attraverso progetti nazionali volti a stimolare gli investimenti e sviluppare la produzione nel 2004. Un progetto che comprendeva obiettivi per garantire l\u201980-95 per cento dell\u2019autosufficienza nei prodotti chiave, compreso il grano. Un decennio dopo \u00e8 stata introdotta una carta del grano per aumentare la trasparenza nel mercato. I grandi player e lo Stato hanno concordato di rendere questo mercato meno oscuro a beneficio di tutti. L\u2019effetto \u00e8 stato molto positivo e questo ha sicuramente aiutato le esportazioni\u00bb, si legge sul Financial Times.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Un ruolo decisivo l\u2019ha giocato anche la forte svalutazione del rublo, che ha reso le esportazioni pi\u00f9 economiche, quindi pi\u00f9 accessibili per gli altri Paesi. \u00c8 una conseguenza delle sanzioni imposte da Stati Uniti e Unione europea contro Mosca dopo l\u2019annessione della Crimea del 2014. In pi\u00f9, le contromisure del Cremlino, che vietano la maggior parte delle importazioni di cibo dall\u2019occidente, hanno ulteriormente rafforzato i produttori nazionali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Va ricordato che la Russia \u00e8 il Paese pi\u00f9 grande del mondo per massa continentale: con una politica cos\u00ec focalizzata sul grano a un certo punto \u00e8 diventata, quasi inevitabilmente, il primo esportatore mondiale, superando per la prima volta gli Stati Uniti e il Canada nel 2017.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">\u00abOra la Russia si sta lentamente facendo strada in Eurasia, in Africa e in America Latina come potenza di esportazione agricola. Lo fa perch\u00e9 vuole ridurre la sua dipendenza dal petrolio, perch\u00e9 vuole identificare nuovi mercati ed espandere la sua influenza diplomatica globale. Secondo alcuni analisti, il grano potrebbe diventare il nuovo petrolio per il Cremlino: un bene in grado di mantenere nel tempo un rapporto di controllo-dipendenza nei confronti di altri Paesi pi\u00f9 piccoli\u00bb, scrive il Financial Times.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Anche Cina e Vietnam sono diventati grandi clienti della Russia. Mosca ha triplicato cos\u00ec le sue esportazioni di carne bovina nel 2020 e ha raddoppiato quelle di carne di maiale, sia in termini di tonnellate sia per fatturato anno su anno. La met\u00e0 della carne bovina \u00e8 andata in Cina, mentre il Vietnam, che ha iniziato a importare carne di maiale russa alla fine del 2019, \u00e8 ora il secondo importatore di carne per la Russia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Le esportazioni di cereali e carne hanno accentuato la presenza della Russia nei Paesi in via di sviluppo, in particolare quelli che sono geograficamente pi\u00f9 vicini (per ovvi motivi logistici). E in un mondo che entro il 2050 avr\u00e0 bisogno di produrre il 40% di cibo in pi\u00f9 (dice l\u2019Onu) per stare al passo con la popolazione mondiale \u2013 che dovrebbe aumentare di 2 miliardi di persone nei prossimi 30 anni \u2013 potrebbe essere un vantaggio enorme su qualunque competitor.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Oleg Rogachev, membro del consiglio di amministrazione di Rusagrotrans \u2013 azienda del settore agroalimentare \u2013 ha parlato con il Financial Times delle prospettive future della sua compagnia e del Paese: \u00abSiamo destinati a una certa crescita e successo nell\u2019industria alimentare. La posizione geografica rende questo settore particolarmente redditizio: la maggior parte dei nostri clienti sono Paesi che soffrono per la carenza di cibo, e si trovano a due passi da noi. Sono in Africa, in Medio Oriente, nell\u2019Asia-Pacifico, in Estremo Oriente. Il modo pi\u00f9 breve e semplice per soddisfare il loro bisogno \u00e8 attraverso le forniture dalla Russia\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Come detto, nei piani del Cremlino c\u2019\u00e8 anche un graduale affrancamento dal petrolio, per quanto non si tratti certamente di un\u2019operazione semplice.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Mosca produce greggio sufficiente a soddisfare il 10% della domanda mondiale. E oggi, a differenza degli anni \u201990, quando usava i soldi del petrolio per importare cibo, vende circa un quinto della fabbisogno totale di grano del pianeta.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">La produzione agricola nel Paese, infatti, \u00e8 cresciuta di quasi il 50% dal 1991. Le esportazioni sono pi\u00f9 che triplicate nello stesso periodo, superando i 30 miliardi di dollari l\u2019anno scorso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Le prospettive future, scrive il Financial Times, sono ancora pi\u00f9 ambiziose: \u00abOra Dmitry Patrushev, ministro dell\u2019agricoltura e figlio di uno stretto alleato di Putin, Nikolai Patrushev, segretario del Consiglio di sicurezza russo, ha il compito di aggiungere un altro 50% al valore delle esportazioni agricole entro il 2024. \u00c8 anche sotto pressione per aumentare la produzione di grano a 140 milioni di tonnellate entro il 2025\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Ma ovviamente il percorso di crescita non \u00e8 cos\u00ec lineare e semplice: ad esempio oggi si prevede che le quote temporanee di esportazione di cereali, ricalcolate in base alla carenza di manodopera e alle cattive condizioni meteorologiche che hanno colpito i raccolti, ridurranno i livelli di produzione a 127 milioni di tonnellate nel 2021, evidenziando quanto sar\u00e0 difficile raggiungere l\u2019obiettivo del 2025.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Ad ogni modo, storicamente per la Russia il cibo \u00e8 sempre stato uno strumento in grado di influenzare la politica estera, soprattutto con i Paesi vicini. Ed \u00e8 stato cos\u00ec anche nel recente passato. Ma ci\u00f2 che \u00e8 cambiato, adesso, \u00e8 la portata e l\u2019ambizione di tutta l\u2019industria.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">La Cina, dove Mosca ha fatto perno da quando le sue relazioni con l\u2019Occidente sono precipitate, \u00e8 vista dalla Russia come il suo grande futuro mercato dell\u2019alimentare. \u00c8 un discorso di popolazione, vicinanza geografica e di espansione della sua presenza infrastrutturale (Mosca ha costruito dei gasdotti recentemente, e nuove ferrovie che portano a est).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">\u00abCon la conquista della leadership nel mercato globale del grano, la Russia sta cercando anche un equilibrio per la sua economia e una nuova leva per la politica estera. Ma per ora la prima ha la meglio sulla seconda: nell\u2019attuale situazione economica, per Mosca \u00e8 pi\u00f9 importante avere accesso ai mercati esterni piuttosto che cercare di ottenere qualcosa nella politica internazionale con la fornitura di grano\u00bb, scrive il Financial Times.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Una criticit\u00e0 difficile da superare, per\u00f2, \u00e8 legata all\u2019attuale peso specifico del petrolio sul bilancio russo. Ad oggi, infatti, l\u2019agricoltura rappresenta solo il 4% del prodotto interno lordo di Mosca, mentre petrolio e gas pesano per il 15%: difficile pensare che si possa ovviare all\u2019importanza degli idrocarburi \u2013 immediatamente e senza scossoni \u2013 solo con le esportazioni di cibo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Ma nel Paese c\u2019\u00e8 un certo ottimismo. Il Financial Times ha intervistato Andrei Guriev, amministratore delegato di Phosagro, uno dei maggiori produttori di fertilizzanti in Russia e in Europa, che ha spiegato che la Russia ha la possibilit\u00e0 per ampliare di molto, nell\u2019immediato, le sue quote nel mercato globale: \u00abLa Russia ha la terra, l\u2019acqua, i porti, le ferrovie. Nessun altro Paese ha un potenziale cos\u00ec grande\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">A essere cambiate sono anche le condizioni ambientali, modificate dal riscaldamento climatico in corso. \u00abLa Russia \u2013 si legge sul quotidiano economico \u2013 ha guadagnato un vantaggio in quanto le condizioni economiche e climatiche hanno reso la vita pi\u00f9 difficile ad alcuni dei suoi principali rivali. I produttori di grano statunitensi hanno avuto una delle loro peggiori stagioni nel 2019, gli incendi in Australia hanno danneggiato i raccolti e le sue esportazioni di grano diminuiranno del 17% su base annua nella stagione 2021\/22. Mentre in Russia il cambiamento climatico sta aprendo nuove frontiere per un maggiore utilizzo agricolo della terra nel nord con lo scioglimento del permafrost. In una certa misura, questo compensa la siccit\u00e0 nel sud\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>FONTE<\/strong>:\u00a0<a href=\"https:\/\/www.linkiesta.it\/2021\/09\/russia-export-cibo-grano-settore-primario\/\">https:\/\/www.linkiesta.it\/2021\/09\/russia-export-cibo-grano-settore-primario\/<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>da TERMOMETRO GEOPOLITICO Mosca vuole fare del settore alimentare il nuovo petrolio: un bene in grado di portare ricchezza all\u2019interno del Paese, facilitare le relazioni diplomatiche con altri Paesi e dare al Cremlino un nuovo volto a livello mondiale. Un lungo articolo del Financial Times racconta il percorso di sviluppo che il governo ha intrapreso per sfruttare tutto il potenziale del suo settore primario. La Russia vuole diventare il granaio del mondo. 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