{"id":67088,"date":"2021-09-14T10:30:27","date_gmt":"2021-09-14T08:30:27","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=67088"},"modified":"2021-09-12T10:16:16","modified_gmt":"2021-09-12T08:16:16","slug":"la-germania-e-leuropa-tedesca-oltre-angela-merkel","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=67088","title":{"rendered":"La Germania e l\u2019Europa tedesca oltre Angela Merkel"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\"><strong>di TERMOMETRO GEOPOLITICO (Andrea Muratore, Emanuel Pietrobon)<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-67089\" src=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2021\/09\/FB_IMG_1631433919842-300x180.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"180\" srcset=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2021\/09\/FB_IMG_1631433919842-300x180.jpg 300w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2021\/09\/FB_IMG_1631433919842.jpg 720w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il 2021 verr\u00e0 ricordato dai posteri come l\u2019anno della svolta per la Germania post-guerra fredda. Perch\u00e9 la Germania, che dalla riunificazione ad oggi \u00e8 divenuta la potenza-guida del blocco Europa, una delle colonne portanti del cosiddetto Mondo libero e la quarta economia del pianeta, quest\u2019anno sar\u00e0 chiamata alle urne per decidere a chi passer\u00e0 lo scettro di Angela Merkel.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Perch\u00e9 la Merkel, \u201cmadre adottiva\u201d d\u2019Europa e cancelliere pi\u00f9 longevo di Germania dopo Otto von Bismarck ed Helmul Kohl, quest\u2019anno lascer\u00e0 il trono della Bundesrepublik, dopo quasi sedici anni di potere ininterrotto. Tentare di comprendere che cosa potrebbe succedere nel dopo-Merkel \u00e8 fondamentale per una ragione molto semplice: tutto quello che accade e si decide a Berlino, e fra Berlino e Parigi, si riflette e ripercuote sia sul Vecchio Continente sia sul resto dell\u2019Eurafrasia: dal Mediterraneo al subcontinente indiano, passando per Capo di Buona Speranza, Mesopotamia, mondo russo e sinosfera.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il bilancio dell\u2019era Merkel<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Berlino \u00e8, ora pi\u00f9 che mai, il cuore dell\u2019Europa. Dopo sedici anni di governo di Angela Merkel, la Germania si trova al centro di importanti dinamiche riguardanti il futuro del Vecchio Continente e di rilevanti prospettive strategiche che produrranno i loro effetti nel medio-lungo periodo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Dopo quattro mandati di cancellierato, che hanno attraversato la maggior parte della storia di inizio secolo \u2013 teatro di grandi cambiamenti nel sistema internazionale \u2013, la principale questione \u00e8 legata al fatto che Berlino non pensa pi\u00f9 unicamente in chiavi economicistiche, commerciali e finanziarie, ma sta riscoprendo la geopolitica e capendo le modalit\u00e0 ideali per mettere a sistema le potenzialit\u00e0 politiche ed economiche del Paese per ottenere vantaggi strategici.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La Germania \u00e8 divenuta la garante del debito europeo aprendo al Recovery Fund; ha di fatto annacquato il fronte del rigore da lei fondato durante la Grande Recessione; sta consolidando attorno alla sua piattaforma industriale un nuclero europeo (Kerneuropa) sovrapponibile alle catene del valore che la alimentano; ha aperto con attenzione alla Russia di Vladimir Putin saldando con essa un\u2019alleanza energetica pivotale per le politiche estere dei due Paesi; ragiona in termini strategici nel campo della difesa comune e dell\u2019autonomia strategica e ha posto le basi di un nuovo condominio comunitario con il Trattato di Aquisgrana siglato con la Francia. E tutto questo \u00e8 stato fatto negli anni in cui \u00e8 stata dapprima palese la problematica creata dall\u2019austerit\u00e0 elevata a principio guida, si sono viste le conseguenze traumatiche del trattamento inflitto alla Grecia e la Germania \u00e8 divenuta, per molto tempo, lo spauracchio e il rivale designato di tutti i movimenti populisti e sovranisti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Cosa accadr\u00e0 nel dopo-Merkel?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Berlino \u00e8 stata spinta dall\u2019accelerazione del flusso della storia a compiere compromessi, cercare di elaborare una strategia, costruire una visione politica che ora, giocoforza, sar\u00e0 messa in discussione dopo che l\u2019artefice delle politiche del Paese si ritirer\u00e0 dalla politica. L\u2019addio della Merkel apre indubbiamente un vuoto di potere in Europa per quanto riguarda la dirigenza materiale, ma porta con s\u00e9 una chiara definizione delle priorit\u00e0 dell\u2019Europa \u201ctedesca\u201d che fungeranno da guida per l\u2019agenda di qualsiasi suo successore.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La Germania post-Merkel dovr\u00e0 gestire l\u2019equilibrio che gli ultimi anni e la pandemia hanno consolidato: un equilibrio che vede Berlino puntare a una mediazione, apparentemente innaturale, tra i rigoristi e moralisti del Nord e i Paesi del Sud Europa in nome di una rottura con le logiche dell\u2019austerit\u00e0 sostanziato nel via libera al Recovery Fund e che porta con s\u00e9 un importante dato politico: Berlino vuole porsi alla guida dell\u2019Europa in termini apparentemente pi\u00f9 lungimiranti e strategici e porsi al centro dei piani che spingono sul consolidamento del Vecchio Continente come attore autonomo, dalla corsa per il \u201csovranismo tecnologico\u201d ai piani per la difesa comune che portano con s\u00e9 una spinta decisa di Berlino a un asse paritario con Parigi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Un\u2019ulteriore spinta per Berlino \u00e8 venuta dalla concretizzazione della Brexit che ha allontanato Londra dall\u2019Ue e riportato, di fatto, la logica di potenza al cuore del discorso politico comunitario. Meno occidentale e pi\u00f9 europea, meno tecnocratica e pi\u00f9 politica, l\u2019Unione ha cominciato a veder pesare al suo interno questioni come la presenza di un\u2019unica potenza nucleare, la Francia, e questo \u00e8 stato inteso appieno dalla Germania che con compromessi, tattiche avanzate e occupazioni di pedine strategiche ha consolidato la sua presa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La nomina di Ursula von der Leyen a capo della Commissione Ue e il latente dualismo con il super-commissario all\u2019industria Thierry Breton, mente strategica della proiezione a Bruxelles degli interessi di Parigi, certifica la realt\u00e0 di un asse che \u00e8 al contempo un dualismo. Emmanuel Macron puntava, fino ad alcuni mesi fa, ad essere il vero erede di Angela Merkel nell\u2019Europa che verr\u00e0 dopo la Cancelliera, ma ora come ora deve mettere nel congelatore il suo ambizioso progetto di leadership per l\u2019avvicinamento traballante alle elezioni da lui vissuto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Berlino e Mosca nel dopo-Merkel<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il Nord Stream 2 \u00e8 salvo, ma l\u2019idea di un\u2019Europa estesa da Lisbona a Vladivostok vegeta nella tomba. Quella di un\u2019Europa aperta e rivolta all\u2019Oriente, per\u00f2, \u00e8 pi\u00f9 viva che mai, come dimostra il caso di Amburgo, terminale della Nuova Via della Seta e porta d\u2019accesso dell\u2019Impero celeste al Vecchio Continente. Un\u2019Europa che la Merkel ha contribuito a plasmare e a mantenere in vita, nonostante le pressioni provenienti dall\u2019interno \u2013 la potente lobby atlantista di Berlino, oggi rappresentata dai Verdi, da Heiko Maas e Annegret Kramp-Karrenbauer \u2013 e dall\u2019esterno \u2013 gli Stati Uniti e i loro fedelissimi, in primis il quartetto Polonia\u2013Baltici. Un\u2019Europa che, forse, potrebbe ereditare il merkeliano Armin Laschet.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">L\u2019eliminazione della Kramp-Karrenbauer dalla corsa a Bellevue \u00e8 stata sicuramente importante nel quadro della messa in sicurezza del sogno di una Germania nuovamente autonoma e dell\u2019obiettivo di guarire dall\u2019eunucoide condizione di egemonia a met\u00e0 e potenza castrata, ma il redde rationem con gli Stati Uniti e tutti gli altri \u2013 tutti gli altri che agognano ad una Germania eternamente comatosa \u2013 non \u00e8 ancora alle porte.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Laschet eredita una Germania sul viale della rinascita e che anela all\u2019autonomia strategica, ma sulla quale pesano come macigni la questione dell\u2019ideologizzazione dell\u2019agenda politica \u2013 l\u2019imperialismo morale come ostacolo alla realpolitik \u2013, la perdurante condizione di potenza castrata \u2013 che inibisce ogni sforzo in direzione dell\u2019emancipazione totale \u2013 e l\u2019avvio verso il tramonto della generazione da cui provengono Merkel e Gerhard Schr\u00f6der \u2013 le scuole di formazione tedesche hanno cessato di produrre diplomatici e politici affascinati dall\u2019Ostpolitik, il presente ed il futuro \u00e8 rappresentato dai paladini della Westpolitik come Maas, Kramp-Karrenbauer, Norbert R\u00f6ttgen e Annalena Baerbock.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La Germania, in sintesi, va affollandosi di nuovi politici \u2013 pi\u00f9 idealisti che realisti, e pi\u00f9 atlantisti che filotedeschi \u2013, che collaborano con Mosca pi\u00f9 per questioni di affari che per reale volont\u00e0 di dialogo \u2013 Gazprom continua ad essere il primo rifornitore di gas naturale dell\u2019Ue (della quale ha soddisfatto il 40% del fabbisogno nel 2018) e il liquefatto statunitense potr\u00e0 costituire un valido rimpiazzo soltanto, forse, nel medio-lungo periodo \u2013 e che vorrebbero agire nelle relazioni internazionali ascoltando pi\u00f9 l\u2019impulso emotivo che l\u2019interesse nazionale \u2013 favorendo (indirettamente?) i disegni egemonici altrui.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">L\u2019equilibrio su cui poggiano i rapporti tra Germania e Russia, in definitiva, \u00e8 quanto mai fragile, come hanno dimostrato il caso Navalny, il protagonismo dell\u2019Ue nel dossier Bielorussia e il boicottaggio dell\u2019entrata dello Sputnik V nell\u2019euromercato dei vaccini, ma un certo grado di resilienza, promanante dalla necessit\u00e0 di evitare una spaccatura completa che sarebbe estremamente nociva per entrambi, ha permesso che il NS2 vedesse la luce e che il ponte tra le due Europe non crollasse del tutto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Questa resilienza continuer\u00e0 a permanere nel tempo \u2013 ma come e quanto dipender\u00e0 dagli sviluppi che avranno luogo nella Casa Bianca, nel mondo politico tedesco e a Parigi \u2013 poich\u00e9 \u00e8 il frutto di una lunga tradizione di interrelazione quasi-simbiotica maturata negli anni di von Bismarck, estesasi sotto gli occhi impauriti di Sir Halford Mackinder e mai del tutto morta neanche durante il periodo interguerra e la guerra fredda.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il futuro dell\u2019asse Berlino-Pechino<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Non Mosca, ma Pechino \u00e8 il vero rivale sistemico dell\u2019Occidente in questa parte di secolo. E questa rivalit\u00e0, negli anni a venire, aumenter\u00e0 di intensit\u00e0 e temperatura. Berlino, ago della bilancia fra ponente e levante, sar\u00e0 chiamata ad una scelta: Amburgo come capolinea dei treni merci provenienti da Xi\u2019an o come terminale delle gasiere a stelle e strisce.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il NS2, del resto, \u00e8 passato (anche) per questo motivo: Washington ha dato affinch\u00e9 Berlino dia a sua volta. Un do ut des del cui des si sa poco, a parte che l\u2019amministrazione Biden non moller\u00e0 la presa per quanto concerne il fascicolo Repubblica Popolare Cinese. Perch\u00e9 in gioco, similmente all\u2019epoca della guerra fredda, v\u2019\u00e8 la configurazione del sistema internazionale. E gli Stati Uniti sono pienamente consapevoli della posizione tedesca a questo proposito: il multipolarismo \u00e8 preferibile all\u2019unipolarismo perch\u00e9, in linea teorica, potrebbe prevedere un\u2019Europa berlino-centrica como polo a se stante, cio\u00e8 autonomo dall\u2019America.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Non \u00e8 da escludere che la dipartita prematura (ed avvolta dal mistero) di Jan Hecker, storico Richelieu della Merkel e recentemente inviato a Pechino in qualit\u00e0 di ambasciatore \u2013 un segnale potente, eloquente e significante volizione di continuit\u00e0 \u2013, sia da inquadrare in questo contesto di braccio di ferro sotterraneo tra Washington e Berlino. Perch\u00e9 la sua morte, che ricorda da vicino quella altrettanto enigmatica di Du Wei a Herzliya \u2013 medesime modalit\u00e0, medesima reazione da parte dello Stato colpito \u2013, potrebbe essere niente (una pura coincidenza) come potrebbe essere tutto (un messaggio).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La Merkel e i suoi successori sono avvisati: lo sganciamento del satellite Germania dal pianeta Stati Uniti non sar\u00e0 n\u00e9 semplice n\u00e9 indolore; Hecker docet. Neanche a Washington, comunque, avranno sonni tranquilli: il fu impero tedesco castrato dalla storia reclama il proprio ruolo in Europa e nel mondo, e non \u00e8 detto che baster\u00e0 la generazione Baerbock a placarne l\u2019appetito di rinascenza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">[Fonte: https:\/\/it.insideover.com\/politica\/la-germania-e-leuropa-tedesca-oltre-angela-merkel.html]<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Fonte:\u00a0<\/strong><strong><a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/1518147318236235\/posts\/4619624791421790\/\">https:\/\/www.facebook.com\/1518147318236235\/posts\/4619624791421790\/<\/a><\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di TERMOMETRO GEOPOLITICO (Andrea Muratore, Emanuel Pietrobon) Il 2021 verr\u00e0 ricordato dai posteri come l\u2019anno della svolta per la Germania post-guerra fredda. 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