{"id":67117,"date":"2021-09-14T11:00:32","date_gmt":"2021-09-14T09:00:32","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=67117"},"modified":"2021-09-13T13:05:30","modified_gmt":"2021-09-13T11:05:30","slug":"la-filosofia-del-marchese-de-sade-ovvero-la-scuola-del-libertinaggio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=67117","title":{"rendered":"La filosofia del marchese de Sade, ovvero la scuola del libertinaggio"},"content":{"rendered":"<p><strong>di Gazzetta Filosofica (Paola Santi)<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div id=\"cc-m-11909948677\" class=\"j-module n j-text \">\n<p>Anno 1785, Francia, carcere della Bastiglia.<\/p>\n<p>Queste le coordinate geografiche e temporali di una delle pi\u00f9 celebri opere di Donatien-Alphonse-Fran\u00e7ois de Sade (1740-1814): <em>Le 120 giornate di Sodoma<\/em> (<em>Les Cent Vingt Journ\u00e9es de Sodome ou l&#8217;\u00c9cole du libertinage<\/em>). L\u2019opera, rimasta incompleta nella sua stesura ma ultimata nella configurazione, fu rinvenuta un secolo dopo nello stesso carcere e il primo commento critico fu formulato da uno psichiatra, il medico Iwan Bloch, che vi trov\u00f2 un ottimo spunto di indagine scientifica. Il romanzo sadiano \u00e8 un\u2019opera controversa, al punto che taluni amano definirlo un \u201clibro maledetto\u201d in virt\u00f9 della sua turbolenta vicenda editoriale e, naturalmente, del suo contenuto. La sua struttura ricalca quella del <em>Decamerone<\/em> boccacciano, con una rigorosa scansione in giornate (120, come suggerisce il titolo), e narra una vicenda ambientata in Francia, agli albori del \u2018700, quando il regno di Luigi XIV sta per tramontare e l\u2019intero Paese versa in una profonda crisi. In questo scenario, quattro libertini decidono di sottrarsi alle regole di una societ\u00e0 deludente e, sequestrarti giovinetti e giovinette da alcune famiglie di Parigi, si segregano all\u2019interno delle mura di un castello. Sbarrate le porte e abbandonato il resto del mondo, si metteranno a capo di una nuova societ\u00e0. Con l\u2019ausilio di alcune prostitute, che con dovizia di particolari raccontano le loro sfrenate esperienze sessuali condotte in giovent\u00f9, si macchieranno di peccati indicibili.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<\/div>\n<div id=\"cc-m-11909949177\" class=\"j-module n j-text \">\n<p>Dalla penna del Marchese scaturisce un prodotto che per certi versi rispecchia ancora la modernit\u00e0, un testo il cui tema dell\u2019individualismo etico-morale \u00e8 ancora estremamente attuale. <strong>Con la \u201cmorte di Dio\u201d<\/strong>, per citare <strong>Friedrich Nietzsche<\/strong> (1844-1900) \u2013 Dio inteso non in chiave religiosa bens\u00ec in prospettiva etica e morale, in cui figura come il manifesto di buona condotta che ciascuno deve impegnarsi a emulare \u2013 <strong>l\u2019uomo non \u00e8 pi\u00f9 tenuto a rendere conto delle sue azioni<\/strong>. Il tema che tratteremo merita un ulteriore aggancio con la vicenda del matematico, fisico, filosofo e teologo francese <strong>Blaise Pascal<\/strong> (1623-1662). Citiamo Pascal con l\u2019intento di focalizzarci su un\u2019opera in particolare:\u00a0i <em>Pensieri<\/em> (Pens\u00e9es), al cui interno \u00e8 contenuto un suo celebre ragionamento noto come <em>la scommessa su Dio<\/em>. Ben prima di de Sade, Pascal tratt\u00f2 di moralit\u00e0 adottando un insolito approccio: il calcolo statistico-matematico. In sintesi, <strong>la scommessa su Dio<\/strong> vuole essere una sorta di manifesto sull\u2019importanza di una conversione al Cristianesimo in quanto ritenuta la strada \u201cpi\u00f9 conveniente\u201d. Il suddetto calcolo ha inizio a partire dalla semplice constatazione che l\u2019uomo, nella naturale condizione in cui si trova, \u00e8 portato a comportarsi con rettitudine aspettandosi, al termine dell\u2019esistenza, una ricompensa per le buone azioni. Poich\u00e9 in vita non ci \u00e8 dato sapere se questi, Dio, esista o meno, Pascal giunge alla conclusione che convenga assumere in qualunque circostanza un comportamento nobile; difatti, qualora Dio esistesse, si verr\u00e0 ricompensati dei propri sforzi, in caso contrario si avr\u00e0 comunque vissuto dignitosamente, anche non\u00a0ricevendo l\u2019eterna salvezza. La teoria di Pascal risulta essenziale ai fini della nostra analisi in quanto racchiude un\u2019importante implicazione che comparir\u00e0, a livello forse pi\u00f9 inconscio, anche nell\u2019opera del marchese: questi eleva il divino a manifesto della moralit\u00e0, salda questi due elementi in una relazione di diretta dipendenza facendo s\u00ec che l\u2019uno (la morale) sussista in funzione dell\u2019altro (Dio). La negazione di uno dei due termini porta alla scomparsa dell&#8217;altro da cui dipende. Ecco che quando il divino viene a mancare il contenuto della morale perde di significato. Tolto Dio, si perdono i valori a questo annessi, non si \u00e8 pi\u00f9 indotti a compiere il bene nella speranza di una ricompensa ultraterrena. La briglia della divina provvidenza si allenta per poi sciogliersi, giacch\u00e9, quando il Creatore cessa di esistere, tutto \u00e8 destinato a nascere dal nulla e a tornare nel nulla stesso. L\u2019uomo, che finisce cos\u00ec per sottrarsi alle leggi del divino, diventa difensore e promotore di quell\u2019ordine naturale che caratterizza la vita di ognuno di noi alla nascita. Il fatto di trovarsi in una situazione pi\u00f9 o meno privilegiata non pu\u00f2 che dipendere, secondo quest\u2019ottica, dall\u2019ordine imposto da Madre Natura. Perch\u00e9, dunque, sovvertire quest\u2019ordinamento? A che titolo e con quale scopo? Perch\u00e9 i meno fortunati debbono agire per migliorare la loro infelice condizione quando questa \u00e8 stata voluta da Madre Natura? \u00c8 in questo senso che l\u2019opera di de Sade tratta di moralit\u00e0, ma lo fa costruendo l\u2019impalcatura di una satira amara, dando origine a un tragico rovesciamento che vede l\u2019uomo farsi beffe di qualunque principio etico. Non stupisce dunque che il divin marchese abbia reso atei i suoi personaggi, ritenendo cos\u00ec di sciogliere il nodo etico. <strong>Rigettando Dio, i quattro libertini giustificano le loro azioni deplorevoli abbandonandosi, sull\u2019onda di lascivi racconti, a innumerevoli eccessi e atrocit\u00e0, in un crescendo di ultraviolenza che culminer\u00e0 con il sacrificio umano<\/strong>.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<\/div>\n<div id=\"cc-m-11909949277\" class=\"j-module n j-text \">\n<p>Si noti tuttavia come la furia omicida dei quattro sia a suo modo selettiva: risparmiando le vite delle meretrici, voci narranti dei seicento racconti, de Sade vuol premiare il talento, qualit\u00e0 che nel suo universo si configura come l\u2019unico mezzo di sopravvivenza di cui l\u2019uomo pu\u00f2 disporre. Le quattro donne, facendo affidamento sulle loro abilit\u00e0 di cantastorie, costituiscono la perfetta forma d\u2019intrattenimento a cui i libertini sentono di non poter rinunciare. In una vicenda grottesca come quella delle 120 giornate di Sodoma, chiunque sia sprovvisto di talento\u00a0e non venga riconosciuto come dotatone, verr\u00e0 abusato e in seguito eliminato. In altri termini, \u00e8 l\u2019ingegno, facolt\u00e0 strettamente umana, a garantire la conservazione del singolo l\u00e0 dove ogni giornata \u00e8 identica alla precedente, in una dimensione paurosamente distorta, governata con pugno di ferro e fondata su un\u2019impietosa gerarchia \u2013 gerarchia che, nel suo cinico minimalismo, contempla la sola distinzione tra uomo, individuo talentuoso, e animale, colui che non manifesti alcun tipo di dote.\u00a0Ecco alcuni passi celebri:<\/p>\n<p><strong>\u00ab Vi era di realmente giusto soltanto quel che faceva piacere e di ingiusto quel che dava dolore. \u00bb<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00ab Un uomo, per essere veramente felice in questo mondo, non solo deve darsi a tutti i vizi ma mai permettersi alcuna virt\u00f9, e non solo \u00e8 necessario fare sempre il male, ma anche non fare mai il bene. \u00bb<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00ab Tutti i princ\u00ecpi morali universali sono oziose fantasie. \u00bb<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Questo il carattere delle dissertazioni in materia etica dei libertini.<\/p>\n<p>In conclusione, un ultimo appunto sul pensiero sadiano. Ci\u00f2 che l\u2019autore sembra voler ignorare sono i concetti di divenire e di relazione. La vicenda \u00e8 scandita in giornate che si susseguono tutte con la medesima routine, poche sono le variabili che determinino una modifica nella rigida organizzazione del castello. I personaggi, sia vittime che carnefici, fanno da marionette su uno sfondo statico e surreale, rimangono confinati all\u2019interno delle mura e alienati dal resto del mondo. Il problema \u00e8 che in un universo immobile come questo risulta impossibile vedere oltre quello che \u00e8 l\u2019immediato. E poich\u00e9 il talento \u00e8 una facolt\u00e0 soggetta al divenire, necessita di opportunit\u00e0 che ne inneschino lo sviluppo o quantomeno una vaga consapevolezza; <strong>nel sistema messo a punto dai libertini, chiunque non palesi il talento nell\u2019immediato per forza di cose risulter\u00e0 inadeguato e, sprovvisto di ulteriori stimoli, vessato e disprezzato, tale rimarr\u00e0<\/strong>.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Capire se l\u2019opera sadiana abbia un qualche contenuto etico costituisce un dibattito ancora aperto fra i suoi maggiori studiosi: in un certo senso non si pu\u00f2 negare ce l&#8217;abbia, poich\u00e9, sebbene si presenti in forma di romanzo e la materia etica venga ripetutamente derisa e oltraggiata, questo non pu\u00f2 che confermare l\u2019importanza che l\u2019autore attribuisce al tema della morale e al ruolo che questa riveste nella vicenda che vuol narrare.<\/p>\n<\/div>\n<p><strong>Fonte: <a href=\"https:\/\/www.gazzettafilosofica.net\/2021-1\/settembre\/la-filosofia-del-marchese-de-sade-ovvero-la-scuola-del-libertinaggio\/\">https:\/\/www.gazzettafilosofica.net\/2021-1\/settembre\/la-filosofia-del-marchese-de-sade-ovvero-la-scuola-del-libertinaggio\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Gazzetta Filosofica (Paola Santi) &nbsp; Anno 1785, Francia, carcere della Bastiglia. 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