{"id":67174,"date":"2021-09-16T09:00:47","date_gmt":"2021-09-16T07:00:47","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=67174"},"modified":"2021-09-15T19:03:28","modified_gmt":"2021-09-15T17:03:28","slug":"afghanistan-come-non-lasciare-un-bel-ricordo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=67174","title":{"rendered":"Afghanistan: come non lasciare un bel ricordo"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>PER UN SOCIALISMO DEL SECOLO XXI (Piero Pagliani)<\/strong><\/p>\n<p class=\"p3\">\n<table class=\"tr-caption-container\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\" align=\"center\">\n<tbody>\n<tr>\n<td><a href=\"https:\/\/1.bp.blogspot.com\/-dpMZyb81uKA\/YUGwCngF4JI\/AAAAAAAAAj8\/WMEd26xps9EcMgcanK2EhBrGAtG6EOJdQCLcBGAsYHQ\/s700\/kabul_2.jpeg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/1.bp.blogspot.com\/-dpMZyb81uKA\/YUGwCngF4JI\/AAAAAAAAAj8\/WMEd26xps9EcMgcanK2EhBrGAtG6EOJdQCLcBGAsYHQ\/s320\/kabul_2.jpeg\" width=\"320\" height=\"213\" border=\"0\" data-original-height=\"467\" data-original-width=\"700\" \/><\/a><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td class=\"tr-caption\">La ressa nel tentativo di lasciare Kabul<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p class=\"p3\">Secondo i media e i commentatori <i>mainstream<\/i>, l&#8217;evacuazione degli Stati Uniti dall&#8217;Afghanistan \u00e8 stato un orrendo errore. Ma c&#8217;\u00e8 poco da obiettare alla risposta di Biden: \u201c<i>Those who say that 2 or 5 more years will bring us victory are lying to you<\/i>\u201d. Un&#8217;affermazione piena di saggezza che, confesso, mi ha sorpreso in una persona come Biden a cui io non ho mai dato molto credito, anzi. In venti anni non abbiamo vinto, ma perso terreno. Pensate proprio che in ventidue potremmo vincere? Questo \u00e8 il (buon) senso dell&#8217;inquilino della Casa Bianca.<\/p>\n<p class=\"p3\">La cosa a prima vista pi\u00f9 stupefacente, fateci caso, \u00e8 che se un presidente degli Stati Uniti fa un&#8217;affermazione sensata, i media e i commentatori occidentali vengono presi dall&#8217;isteria. Tanto che la vice Khamala Harris si \u00e8 data alla fuga, al mutismo metodico: pensa alla sua carriera, quindi non vuole essere coinvolta in queste polemiche in cui si scatenano fissazioni di ogni tipo. Cos\u00ec ha deciso di lasciare da solo il suo capo nella bufera. Io non ci sono per nessuno. Non m&#8217;importa se qui, nel bene o nel male, si sta facendo la Storia del mio Paese. Io non esisto. Notevole per una vice presidente.<\/p>\n<p class=\"p3\">In realt\u00e0 la decisione non \u00e8 stata del quasi ottuagenario signor Joe Biden, ma del \u201cBiden collettivo\u201d, cio\u00e8 quell&#8217;insieme di forze e di interessi che nel corso del tempo fanno la politica degli USA, che ha preso il testimone dal Trump collettivo che a sua volta lo aveva ricevuto dall&#8217;Obama collettivo. Tale \u00e8 la storia della decisione di ritirarsi dall&#8217;Afghanistan. Storia dimenticata da commentatori e commentatrici<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>che vivono nel mondo di Papalla.<\/p>\n<p class=\"p3\">Secondo gli ultr\u00e0 dell&#8217;antimperialismo senza macchia, senza paura e senza dubbi, ma anche secondo i sostenitori della tesi del \u201ccomplotto mondialista\u201d, ovviamente demo-pluto-giudaico (per alcuni vi facevano parte anche Marx e Lenin perch\u00e9 di ascendenza ebraica!), secondo questi straordinari analisti che la sanno pi\u00f9 lunga del Cremlino, della Casa Bianca, di Pechino, di Londra e cos\u00ec via, la decisione di Biden \u00e8 stata <i>sic et simpliciter<\/i> la dichiarazione che l&#8217;impero USA-NATO \u00e8 stato sconfitto dalle forze popolari afgane.<\/p>\n<p class=\"p3\">Ora, che in un modo particolare che poi vedremo, ci sia stata una sconfitta dell&#8217;arrogante Occidente, \u00e8 vero. Ma questo non vuol dire che Kabul sia stata una nuova Saigon (addirittura \u201cal quadrato\u201d per qualcuno). In realt\u00e0, al contrario del Vietnam dove gli USA e il suo esercito proxy sud-vietnamita sono stati drammaticamente sconfitti dai soldati del Nord e dai Vietcong del Sud al prezzo di 1 milione di morti tra i combattenti e di 2 milioni tra i civili, in Afghanistan <i>gli USA non sono stati sconfitti sul campo, ma si sono sconfitti da soli<\/i>, perch\u00e9 la loro \u201c<i>grand strategy<\/i>\u201d ideata dai <i>neocons<\/i> e iniziata nel 2001 non poteva funzionare, per una miriade di motivi che cercheremo di vedere sotto un particolare punto di vista.<\/p>\n<p class=\"p3\">Di questa <i>grand strategy<\/i> parlai in un libro edito nel 2003 da Punto Rosso. Si intitolava \u201c<i>Alla conquista del cuore della Terra. Gli Usa: dall&#8217;egemonia sul \u00abmondo libero\u00bb al dominio<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>sull&#8217;Eurasia<\/i>\u201d (su Internet, i termini \u201cegemonia\u201d e \u201cdominio\u201d del titolo sono spesso scambiati, non so perch\u00e9). Per prepararlo avevo scartabellato centinaia di studi e decine di riviste internazionali che non mi portarono ad avere una <i>conoscenza<\/i> dei problemi dell&#8217;Asia Centrale e del Caucaso, ma se non altro mi permisero di farmi un&#8217;idea un po&#8217; meno cialtrona delle analisi propinate dai media e dai libri <i>mainstream<\/i>.<\/p>\n<p class=\"p3\">In seguito i miei interessi si concentrarono di pi\u00f9 sull&#8217;India, ma non persi l&#8217;abitudine di andare a vedere le fonti che si erano rivelate pi\u00f9 informate e intelligenti riguardo ai problemi del \u201ccuore della Terra\u201d.<\/p>\n<p class=\"p3\">Dieci anni dopo scrissi due volumi che intitolai \u201c<i>Al cuore della Terra e ritorno<\/i>\u201d (liberamente scaricabile da Internet). Avevo iniziato a vedere che, al di l\u00e0 di ci\u00f2 che succedeva sui campi di battaglia e si diceva nelle narrazioni in voga, l&#8217;andamento della crisi sistemica (che coinvolge cio\u00e8 non singoli settori economici e non solo l&#8217;economia, ma anche la politica e la geopolitica, e non singole nazioni) stava imponendo un \u201critorno\u201d, cio\u00e8 una ritirata (molto contraddittoria e con impressionanti ritorni di fiamma): dalla globalizzazione, dalla finanziarizzazione, dall&#8217;espansione imperialistica.<\/p>\n<p class=\"p3\">Cos\u00ec, lasciata posare la polvere sollevata dal \u201cmomento Kabul\u201d, ho deciso di tentare di fare un primo (e necessariamente lacunoso) punto su ci\u00f2 che sta succedendo.<\/p>\n<p class=\"p3\"><b>1. Lo strano attacco dell&#8217;ISIS-K<\/b><\/p>\n<p class=\"p3\">Iniziamo con questa orrenda strage, chiamata \u201c<i>Abbey Gate massacre<\/i>\u201d. Secondo fonti della BBC molte delle persone morte durante l&#8217;attacco ISIS all&#8217;aeroporto di Kabul sono in realt\u00e0 state uccise da proiettili statunitensi [1].<\/p>\n<p class=\"p3\">Adesso c&#8217;\u00e8 un rapporto dal Kabul Emergency Hospital che rivela che \u201c<i>all victims were killed by American bullets, except maybe 20 people out of 100<\/i>.\u201d (esiste anche un reportage in lingua Dari, quella dei Tagiki, con commenti esplicativi in Inglese, di una notevole \u201c<i>street-level TV<\/i>\u201d, <i>Kabul Lovers<\/i>, che mortifica i grandi network [2].<\/p>\n<p class=\"p3\">In realt\u00e0 oltre alle vittime civili sono stati ammazzati anche 30 miliziani talebani [3].<\/p>\n<p class=\"p3\">Secondo l&#8217;Ansa, ci\u00f2 \u00e8 stato causato dalla \u201cconfusione\u201d che si \u00e8 creata con le bombe suicide. E&#8217; possibile. Ma la presenza dell&#8217;ISIS in Afghanistan \u00e8 stata pianificata:<\/p>\n<p class=\"p3\">A) Molti miliziani dell&#8217;ISIS (che, non bisogna mai dimenticare, sono stati organizzati, equipaggiati e addestrati da USA, Qatar e Sauditi [4]), sono stati messi in salvo dalle regioni della Siria occupate<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>dall&#8217;alleanza SDF-USA e da Idlib tramite un ponte aereo coordinato dagli Stati Uniti con terminali le province di Konar e Nangarhar nell&#8217;Afghanistan orientale (altri sono stati dislocati nello Xinjiang cinese, nelle zone del Myanmar abitate dai Rohingya e al confine con lo stato indiano conteso del Jammu &amp; Kashmir).<\/p>\n<p class=\"p3\">B) I servizi segreti talebani avevano avvisato gli Stati Uniti che l&#8217;ISIS-K stava preparando un attentato all&#8217;aeroporto e di stare in allerta. Allarme che sempre di pi\u00f9 pare sia stato recepito solo a parole.<\/p>\n<p class=\"p3\">C) Lo stesso ex presidente Afghano di fiducia della NATO, Hamid Karzai, ha descritto l&#8217;ISIS-K come \u201cuno strumento degli Stati Uniti\u201d.<\/p>\n<p class=\"p3\">Come gli Stati Uniti intendano utilizzare questo loro \u201cstrumento\u201d (che pochi anni fa, in relazione alla Siria, il Pentagono stesso descrisse come \u201cl&#8217;unico reparto operativo dell&#8217;esercito saudita\u201d, cio\u00e8 dell&#8217;esercito di un loro strettissimo alleato), pu\u00f2 essere per ora solo oggetto di speculazioni. Una di esse, non campata per aria, \u00e8 che sia usato per controllare e tenere sotto scacco il futuro nuovo governo afgano, qualsiasi esso sia. Questa ipotesi potrebbe spiegare come mai gli USA si siano subito affrettati ad ipotizzare una collaborazione militare e di <i>intelligence<\/i> coi Talebani contro l&#8217;ISIS, ipotesi rigettata al mittente in quanto evidente tentativo di rimettere i piedi nel Paese asiatico (anzi, vedremo che i Talebani stanno tentando di smantellare le due reti di <i>intelligence<\/i> messe in piedi dalla CIA nel loro Paese, cosa non riportata da nessun media <i>mainstream<\/i> occidentale).<\/p>\n<p class=\"p3\">Un&#8217;altra ipotesi deriva dalla constatazione che il sempiterno Piano B degli USA recita: \u201cSe le cose vanno storte, lasciare dietro di s\u00e9 il caos\u201d, un caos che qualcun altro dovr\u00e0 affrontare.<\/p>\n<p class=\"p3\">Ad esempio, dopo aver trasformato l&#8217;Ucraina in uno stato fallito, l&#8217;odierna strategia di Washington \u00e8 lasciare la patata bollente alla Germania e alla Russia. Cosa che ovviamente potrebbe avere un risvolto negativo per gli USA, ovvero una rinnovata e ampliata collaborazione tra i due Paesi europei, se non fosse che Washington lascia sempre sul campo una quinta colonna: in Ucraina le formazioni politiche e paramilitari naziste, in Afghanistan l&#8217;ISIS e, come vedremo, al-Qaida.<\/p>\n<p class=\"p3\"><b>2. Il problema dei Talebani: instabilit\u00e0, divisioni etniche e complessificazione della societ\u00e0 afgana<\/b><\/p>\n<p class=\"p3\">Il \u201cnuovo\u201d Afghanistan difficilmente sar\u00e0 stabile. I Talebani sono tutti di etnia Pashtun, che conta solo il 42% degli Afgani. Le altre etnie fanno eventualmente riferimento ad altri \u201csignori della guerra\u201d che possono o non possono allearsi con i cosiddetti \u201cstudenti coranici\u201d, a seconda dei loro interessi. In secondo luogo i Talebani non sono una formazione compatta, ma una sorta di federazione di combattenti organizzati su base clanica, tribale e regionale. Non solo, sono attualmente contrapposti al loro interno tra i \u201cnegoziatori di Doha\u201d (uomo di riferimento Abdul Ghani Baradar), la rete politico-militare Haqqani (uomini di riferimento Haji Mali Khan e Anas Haqqani), molto collegata ai servizi segreti pakistani e quella nazionalista del giovane Mullah Yakoob (figlio di Mullah Omar). Il cemento ideologico dei Talebani, ovvero la loro dottrina nazional-fondamentalista, sostenuta dai wahhabiti sauditi, definibile \u201cneo-Deobandi\u201d [5] (qualcosa di sconosciuto ai nostri media), dovr\u00e0 vedersela con la complessificazione della societ\u00e0 afgana che oggi \u00e8 molto diversa da quella di venti anni fa.<\/p>\n<p class=\"p3\">I Talebani sono tradizionalmente visti nelle citt\u00e0, e specialmente a Kabul, come degli alieni, cos\u00ec come, reciprocamente, essi considerano Kabul una sorta di \u201cpianeta proibito\u201d.<\/p>\n<p class=\"p3\">Infatti Kabul, cos\u00ec come Herat e Mazar-i-Sharif, \u00e8 abitata in maggioranza da Tagiki, che non sono organizzati su base tribale e formano anche la <i>cr\u00e8me<\/i> intellettuale (e religiosa) dell&#8217;Afghanistan. Questa ostilit\u00e0 delle citt\u00e0 nei confronti dei Talebani si \u00e8 ampliata con l&#8217;ampliarsi della classe media, col diffondersi di altri stili di vita, di altre conoscenze e modi di pensare permesso dall&#8217;occupazione della NATO (questo effetto delle occupazioni occidentali nei Paesi del Sud del mondo, effetto non totalmente controllabile dall&#8217;occupante e non totalmente asservibile alle sue esigenze, \u00e8 una costante storica che ho gi\u00e0 avuto modo di sottolineare e che bench\u00e9 faccia capo ad alcune \u00e9lite locali, spesso ha svolto ruoli positivi nel Paese occupato, dinamizzandone la societ\u00e0 e fungendo da elemento chiave anche nella lotta per l&#8217;indipendenza \u2013 pu\u00f2 essere difficile da comprendere o da digerire, ma la Storia dice questo, vedi India e vedi Algeria, per fare due esempi).<\/p>\n<p class=\"p3\">Di questo profondo cambiamento sono testimonianza le manifestazioni di protesta che vediamo in questi giorni, impensabili durante il primo regime talebano.<\/p>\n<p class=\"p3\">Le dichiarazioni ufficiali di \u201cmoderazione\u201d da parte dei portavoce del movimento riflettono queste difficolt\u00e0 che si intersecano con la necessit\u00e0 di riconoscimento internazionale, ma si tenga conto che i propositi di moderazione dei vertici, cos\u00ec come quelli di \u201cmagnanimit\u00e0\u201d nei confronti di chi ha collaborato con gli occupanti, possono essere disattesi man mano che si scende al livello di capi locali e di singoli miliziani (a dire che vendette anche sanguinose e repressioni vecchio stile dei costumi \u201cliberali\u201d sono sicuramente da aspettarsi).<\/p>\n<p class=\"p3\">\n<table class=\"tr-caption-container\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\" align=\"center\">\n<tbody>\n<tr>\n<td><a href=\"https:\/\/1.bp.blogspot.com\/-V4KTvEULu9E\/YUGwXj2JAmI\/AAAAAAAAAkE\/-A_R_aylIv8cD5kA5SdsFnUnP9LxQhhxwCLcBGAsYHQ\/s1024\/afgh1356.jpeg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/1.bp.blogspot.com\/-V4KTvEULu9E\/YUGwXj2JAmI\/AAAAAAAAAkE\/-A_R_aylIv8cD5kA5SdsFnUnP9LxQhhxwCLcBGAsYHQ\/s320\/afgh1356.jpeg\" width=\"320\" height=\"213\" border=\"0\" data-original-height=\"682\" data-original-width=\"1024\" \/><\/a><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td class=\"tr-caption\">I Talebani entrano a Kabul<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p class=\"p3\"><b>3. Gli accordi con Washington<\/b><\/p>\n<p class=\"p3\">I Talebani hanno firmato con gli USA impegni in cambio dell&#8217;evacuazione delle forze NATO. A mio avviso sono impegni soprattutto geopolitici. Sicuramente gli USA vorranno controllare che essi<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>vengano rispettati e per far ci\u00f2 utilizzeranno vari mezzi. L&#8217;uso della pressione economica deve essere molto misurato, per impedire massicce incursioni economiche e finanziarie della Cina. Le pressioni saranno quindi soprattutto politiche e oltre alla minaccia di isolamento (dall&#8217;Occidente) comprenderanno quelle di carattere \u201cmilitare\u201d ottenibili mobilitando le quinte colonne di cui sopra.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>Proprio il fatidico 31 agosto \u00e8 rientrato in Afghanistan l\u2019ex capo della sicurezza di Bin Laden, Amin-ul-Haq, esponente di spicco di al-Qaida, senza che gli USA abbiano avuto sostanzialmente niente da ridire. Non \u00e8 una sorpresa, essendo stata apertamente questa organizzazione uno \u201cstrumento\u201d USA durante la guerra contro la Repubblica Democratica dell&#8217;Afghanistan e l&#8217;Unione Sovietica (guerra fortemente voluta da Zbigniew Brzezinski, consulente per la Sicurezza di Carter), nella guerra di Bosnia, in quella in Kosovo, nello Yemen, in Libia e in Siria.<\/p>\n<p class=\"p3\">Occorre poi citare altri due strumenti che sono ignoti alla grande maggioranza dei nostri commentatori (che pare si limitino a passare veline o a scopiazzare i giornali anglosassoni \u2013 ovviamente non i migliori quali il realmente prestigioso <i>The Nation<\/i>). Si tratta della <i>Khost Protection Force<\/i> (KPF) e del <i>National Directorate of Security<\/i> (NDS), entrambi <i>assets<\/i> della CIA. Si presume che durante l&#8217;occupazione fossero composti da un minimo di 3.000 a un massimo di 10.000 persone ed avevano compiti di polizia segreta, di <i>intelligence<\/i> e di squadroni della morte (e qui si capisce perch\u00e9 non vengano mai citati, a parte l&#8217;ignoranza) [6].<\/p>\n<p class=\"p3\">I Talebani stanno cercando di neutralizzarne le rimanenze. Si sa che le cellule dormienti talebane<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>infiltrate negli apparati dell&#8217;amministrazione fantoccio sono riuscite a mettere le mani sulle liste dei nomi e che il famoso \u201cbussare alla porta delle abitazioni\u201d e i cordoni talebani di isolamento all&#8217;aeroporto di Kabul che hanno fatto scattare l&#8217;isteria dei media e del pubblico occidentali, in larga parte riguardano la ricerca dei membri del KPF e dell&#8217;NDS [7].<\/p>\n<p class=\"p3\">Infine nel Panshir c&#8217;era (c&#8217;\u00e8?) il movimento guidato da Massud jr, il figlio del \u201cleone\u201d Ahmad Shah Massud. Anche in questo caso l&#8217;approssimazione dei nostri media \u00e8 sconfortante. Per anni Ahmad Shah fu visto e descritto come un tollerante difensore della libert\u00e0 contro i Talebani, dimenticandosi volutamente, o non sapendo, che si era macchiato di pesanti crimini di guerra, anche contro le donne [8]. Era anche un antico alleato del generale Dostum, un bieco traditore del governo della Repubblica Democratica dell&#8217;Afghanistan, una sorta di Pinochet. Oggi la resistenza del figlio del \u201cleone del Panshir\u201d \u00e8 stata appaltata ad Amrullah Saleh, l&#8217;ex vice-presidente afghano, che \u00e8 apertamente considerato un <i>asset<\/i> della CIA. Ma la resistenza nel Panshir a regola fa parte anche degli interessi britannici. Dato questo quadro, lascia di sasso che venga presa per buona la notizia che Putin avrebbe avuto intenzione di intervenire con l&#8217;aviazione nel caso i Talebani fossero avanzati nella valle. Basterebbe riflettere sul fatto che Putin \u00e8 uno statista prudentissimo che nel Donbass ha giocato di fioretto per non essere coinvolto e che ha centellinato col bilancino l&#8217;intervento in Siria. E basterebbe riflettere sul fatto che il ministro russo degli Esteri, Sergej Lavrov, ha dichiarato che Mosca vuole una soluzione politica pacifica tra Massud e i Talebani<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>(\u201ccome tutte le Potenze\u201d, ha aggiunto), ma che non intende minimamente fare da mediatrice (figuriamoci intervenire militarmente \u2013 a fianco della CIA poi) [9].<\/p>\n<p class=\"p3\">Adesso i nostri media strillano disperati che Massud \u00e8 stato lasciato solo da Russia e USA nonostante le promesse. Per la Russia abbiamo visto. Per quanto riguarda gli USA, non vi sembra imbecille pensare che una potenza che si ritira da tutto l&#8217;Afghanistan il 31 agosto lasciandosi indietro tonnellate di armamenti, il primo settembre vi rientri dal Panshir per affrontare le forze con cui ha concluso un accordo e che di fatto ha contribuito ad armare? Ogni tanto mi sembra che i nostri media, i nostri politologi, i nostri commentatori e molti nostri politici siano in preda a disconnessione cognitiva (i nostri militari sembrano invece avere i piedi pi\u00f9 per terra, vedi il generale Carlo Jean).<\/p>\n<p class=\"p3\"><b>4. Chi ha realmente sconfitto gli Stati Uniti in Afghanistan?<\/b><\/p>\n<p class=\"p3\">Il famoso e sbandierato raid della vendetta contro l&#8217;ISIS a Jalalabad (la capitale della provincia di Nangarhar \u2013 vedi sopra) in realt\u00e0 si \u00e8 concretizzato nello sterminio di tre famiglie: 12 civili inclusi 7 bambini tra i 2 e i 10 anni. Non \u00e8 una novit\u00e0 per gli USA: in Afghanistan e in Pakistan sono anni che compiono queste eroiche imprese. Sono i risultati di quella che \u00e8 stata chiamata la \u201cdronificazione della violenza di stato\u201d [10].<\/p>\n<p class=\"p3\">Non c&#8217;\u00e8 allora da meravigliarsi del ripetersi dei \u201cmomenti Saigon\u201d cio\u00e8 la fuga precipitosa degli Usa inseguiti dall&#8217;ira dei legittimi abitanti delle nazioni in cui intervengono con arroganza e violenza, vedi Vietnam, vedi Libano, vedi Somalia, e vedi adesso Afghanistan [11].<\/p>\n<p class=\"p3\">In una larga parte del mondo c&#8217;\u00e8 un reale odio\/astio\/profonda diffidenza contro gli Stati Uniti che i<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>media e i politici occidentali vogliono ovviamente nascondere utilizzando spesso il successo mondiale della cultura pop \u2013 e non solo \u2013 americana. Questo successo \u00e8 reale, solo gli antiamericani senza se e senza ma, i sognatori romantici dei bei tempi andati, i devoti delle sane tradizioni locali (non importa quanto retrograde siano), e gli ultr\u00e0 antimperialisti, possono negarlo. Il successo c&#8217;\u00e8 ed \u00e8 spiegabile.<\/p>\n<p class=\"p3\">Tuttavia anche la cultura dell&#8217;antica Roma aveva un successo mondiale, un successo che si \u00e8 protratto per secoli e secoli anche dopo la caduta dei due imperi, occidentale e orientale. Ma ci\u00f2 non toglie che i due imperi caddero.<\/p>\n<p class=\"p3\">Gli imperi cadono per vari motivi e gli studiosi pi\u00f9 attenti hanno cercato di distinguere ci\u00f2 che <i>varia<\/i> da ci\u00f2 che \u00e8 <i>costante<\/i> nella storia di queste cadute (in definitiva, un po&#8217; in ogni settore, gli studi seri servono proprio a questo).<\/p>\n<p class=\"p3\">Cosa sta succedendo allora all&#8217;impero statunitense?<\/p>\n<p class=\"p3\">Cerchiamo di rispondere intanto a un&#8217;altra domanda: Kabul \u00e8 stata veramente una nuova Saigon? I Talebani sono veramente i nuovi Vietcong?<\/p>\n<p class=\"p3\">So che anche qui far\u00f2 infuriare alcuni, ma ripeto ancora una volta: no, non \u00e8 cos\u00ec. Nonostante certe suggestive analogie iconografiche (gli elicotteri che si danno alla fuga) Kabul non \u00e8 Saigon e i Talebani non sono i Vietcong. Le modalit\u00e0 di evacuazione degli USA da Kabul hanno poco a che vedere con la fuga precipitosa da Saigon, a parte qualche fermo immagine (ad esempio, gli agenti segreti statunitensi e dei Paesi Nato in quei giorni entravano e uscivano da Kabul liberamente). E i Talebani non sono n\u00e9 i Vietcong n\u00e9 il Partito Comunista vietnamita, non lo sono per ideologia e non lo sono per le modalit\u00e0 con cui hanno riconquistato l&#8217;Afghanistan. E in questo giudizio non interviene il fatto che la mia simpatia per i Talebani sia simile a quella che ho per la Santa Inquisizione.<\/p>\n<p class=\"p3\">Una forza retrograda e reazionaria, nel migliore dei casi \u2013 ed \u00e8 ancora da vedere se il caso qui in discussione \u00e8 uno di essi \u2013 pu\u00f2 temporaneamente essere di ostacolo all&#8217;imperialismo (come sapeva anche Lenin, proprio a proposito dell&#8217;Afghanistan e del suo \u201cemiro reazionario\u201d), ma nel medio periodo, nemmeno in quello lungo, far\u00e0 scelte di campo che con l&#8217;antimperialismo non c&#8217;entreranno niente. E&#8217; una questione di progetto. A meno che con \u201cantimperialismo\u201d si qualifichi uno scontro geopolitico e basta. Si ricordi che l&#8217;imperialismo storicamente si \u00e8 basato su forze reazionarie locali.<\/p>\n<p class=\"p3\">Degli accordi con Washington frutto di una negoziazione di sei anni (tre segreti e tre ufficiali) abbiamo gi\u00e0 parlato [12]. Possiamo aggiungere che i maggiori leader talebani attuali erano tutti in prigione e sono stati liberati dagli USA proprio per condurre quei negoziati.<\/p>\n<p class=\"p3\">Il punto centrale del discorso \u00e8 che <i>gli USA in Afghanistan non sono stati sconfitti.<\/i> I 2.400 morti statunitensi in 20 anni non sono i 58.000 nei 10 anni di coinvolgimento pesante in Vietnam (dalla famosa <i>escalation<\/i> alla sconfitta).<\/p>\n<p class=\"p3\">Ci\u00f2 che forse pi\u00f9 accomuna il \u201cmomento Saigon\u201d al \u201cmomento Kabul\u201d \u00e8 una profonda crisi sistemica<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>che gli USA e l&#8217;Occidente non sanno pi\u00f9 gestire e che oggi si associa alla possibilit\u00e0 di due Potenze, Cina e Russia, di contrapporsi in modo diretto sia militarmente sia economicamente alla superpotenza americana (persino l&#8217;Iran lo pu\u00f2 fare: si pensi agli attacchi missilistici dell&#8217;8 gennaio 2020 contro le basi statunitensi in Iraq seguiti all&#8217;assassinio del generale iraniano Qassem Soleimani, ai quali gli USA non hanno risposto per il semplice motivo che non potevano farlo senza finire in un disastro \u2013 fu una scelta saggia ma obbligata).<\/p>\n<p class=\"p3\">E quindi qui sta il punto cruciale, su cui occorrer\u00e0 ritornare in modo specifico: gli Usa non sono sconfitti, gli USA si stanno <i>esaurendo<\/i>. Questa sar\u00e0, a mio avviso, la dinamica della fine dell&#8217;impero statunitense. Certo, in linea teorica pu\u00f2 succedere che gli USA vengano sconfitti in modo drammatico in un conflitto periferico o semi-periferico suscitato da quelli che Paul Craig Roberts, ex sottosegretario al Tesoro di Reagan, definisce \u201c<i>the crazy freaks in Washington<\/i>\u201d (misti repubblicani e democratici), ma la Russia e la Cina sanno perfettamente che se \u00e8 vero che occorre bastonare il cane che affoga, \u00e8 meglio anche essere molto prudenti con la tigre ferita e daranno poche possibilit\u00e0 ai <i>crazy freaks<\/i> di scatenare la loro pazzia.<\/p>\n<p class=\"p3\">Vediamo alcuni fatti \u201cculturali\u201d (cio\u00e8 non relativi al cuore della crisi sistemica) che spiegano le difficolt\u00e0 statunitensi.<\/p>\n<p class=\"p3\">Fatto 1. Gli Usa sono nel pieno del fenomeno detto di \u201csovradimensionamento strategico\u201d che \u00e8<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>stato un elemento chiave costante nel crollo degli imperi: per mantenere le stesse posizioni devo ampliare sempre pi\u00f9 il campo di intervento [13]. \u00c8 un paradosso che io chiamo paradosso di Alice (che doveva correre sempre pi\u00f9 velocemente per rimanere almeno ferma), che si combina con la crisi economica, con la conseguente finanziarizzazione che non \u00e8 altro che la costruzione di un immane colosso dai piedi di argilla pronto a crollare, e con l&#8217;emergere di potenti competitor internazionali che non fanno crollare il colosso d&#8217;argilla in parte perch\u00e9 ne rimarrebbero coinvolti economicamente, ma pi\u00f9 che altro perch\u00e9 temono le conseguenze telluriche politiche e militari di un tale crollo, se fosse subitaneo e incontrollato.<\/p>\n<p class=\"p3\">Qualche osservatore rintronato, volendo applicare agli altri gli schemi mentali e politici americani, sostiene che la Russia vorrebbe che il Rublo sostituisse in Dollaro come valuta internazionale e la Cina il suo Yuan. Scemenza. Russia e Cina non hanno assolutamente voglia di sostituire gli USA come guardiani del mondo n\u00e9 vogliono che la loro valuta nazionale diventi la moneta di scambio internazionale. Stanno ben vedendo come sta andando a finire in America e non vogliono ripetere gli stessi errori [14].<\/p>\n<p class=\"p3\">Fatto 2. Il sovradimensionamento strategico fa s\u00ec che gli \u201cinteressi nazionali\u201d siano spinti, sia geograficamente sia idealmente, in periferie sempre pi\u00f9 lontane. Il risultato \u00e8 combattere guerre con soldati che non capiscono assolutamente perch\u00e9 vanno ad ammazzare e a morire chiss\u00e0 dove e con dietro una nazione che fa altrettanto. Soldati che si trovano, vuoi in Afghanistan, vuoi in Iraq, vuoi in Somalia o altrove nel mondo, solo perch\u00e9 la loro alternativa di vita in America era diventare poliziotti o criminali (o solo per avere la cittadinanza). Di fronte si trovano invece combattenti che, tanto per iniziare, combattono nel <i>proprio<\/i> Paese e che spesso oltre che da un motivo nazionale sono mossi da forti motivazioni ideali (che ci possano piacere \u00e8 un altro discorso). Ad essi non si contrappongono combattenti statunitensi con forti motivazioni contrapposte (quelli che le hanno sono un&#8217;esigua minoranza) bens\u00ec persone che dentro di s\u00e9 hanno il vuoto e la paura e spesso la cognizione dell&#8217;inutilit\u00e0 o a volte anche dell&#8217;immortalit\u00e0 di quel che fanno.<\/p>\n<p class=\"p3\">Anche per questo motivo gli Usa non vincono pi\u00f9 una guerra dal 1945, bench\u00e9 abbiano costantemente tentato di replicare il clima di mobilitazione ideale della II Guerra Mondiale dando del \u201cdittatore sanguinario\u201d o del \u201cnuovo Hitler\u201d a ogni loro avversario, chiunque fosse. Al massimo possono vincere nazioni disarmate, come Panama. O, per l&#8217;appunto, far stragi di civili.<\/p>\n<p class=\"p3\">Fatto 3. Alcuni commentatori affermano che a differenza della Gran Bretagna, <i>gli USA non hanno i mezzi culturali, le capacit\u00e0 politiche e le abilit\u00e0 diplomatiche per mantenere un impero<\/i>.<\/p>\n<p class=\"p3\">Sono d&#8217;accordo, molto d&#8217;accordo, e per i motivi che seguono.<\/p>\n<p class=\"p3\">Gli Stati Uniti nascono grandi e grossi. Non sono una piccola isola con pochi abitanti che ha necessit\u00e0 di espandersi ma deve fare i conti con risorse limitate e che quindi mobilita abilit\u00e0 e intelligenza pi\u00f9 ancora che forza militare. Come avrebbe fatto la Gran Bretagna a soggiogare per tutto quel tempo un&#8217;India con 400 milioni di abitanti usando solo 84.000 soldati britannici al massimo?<\/p>\n<p class=\"p3\">Si pensi all&#8217;ossessione britannica per la conoscenza, fin nei minimi particolari, delle regioni che occupava. Sentite ad esempio cosa dichiarava Lord Curzon, alla Camera dei Lord il 27 settembre 1909:<\/p>\n<p class=\"p3\">\u201c<i>La nostra familiarit\u00e0 non solo con le lingue dei popoli dell\u2019Est, ma anche con i loro costumi, i loro sentimenti e le loro tradizioni, la loro storia e le loro religioni, insomma la nostra capacit\u00e0 di comprendere ci\u00f2 che pu\u00f2 essere chiamato \u201cil genio dell\u2019Est\u201d, \u00e8 il solo fondamento in base al quale possiamo sperare di mantenere in futuro la posizione che ci siamo conquistata<\/i>\u201d.<\/p>\n<p class=\"p3\">E nel 1914 alla Mansion House ribadiva che gli studi orientali non erano un lusso intellettuale bens\u00ec \u201c<i>un grande obbligo imperiale. E\u2019 mia opinione che la creazione di una scuola di questo tipo a Londra [cio\u00e8 di studi orientali ]debba far parte dell\u2019indispensabile attrezzatura per il governo dell\u2019Impero<\/i>.\u201d<\/p>\n<p class=\"p3\">E infatti questa scuola fu fondata e divenne la <i>London University School of Oriental and African Studies<\/i>.<\/p>\n<p class=\"p3\">Che altro sostiene il magnifico saggio di Edward Said \u201cOrientalismo\u201d? Proprio questo, cio\u00e8<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>l&#8217;importanza cruciale della, diciamo cos\u00ec, conquista cognitiva del mondo da parte britannica. La Gran Bretagna non poteva affidarsi esclusivamente o prevalentemente alla forza bruta.<\/p>\n<p class=\"p3\">Gli USA invece s\u00ec. Nascevano grandi, forti, spregiudicati (sterminio dei nativi), protetti dalla geografia e con l&#8217;obiettivo che la loro grandezza doveva contrapporsi a quella dell&#8217;Impero Britannico (visto per decenni, dopo la Guerra di Secessione che serv\u00ec a sbarazzarsi delle forze filo-britanniche, come il principale avversario).<\/p>\n<p class=\"p3\">E cos\u00ec, nel 1926 l&#8217;agente segreto britannico Gertrude Bell fece nascere quel Museo Archeologico di Baghdad che nel 2003 sar\u00e0 saccheggiato e bruciato sotto gli occhi complici dagli statunitensi [15].<\/p>\n<p class=\"p3\">Basterebbe anche solo questo per dimostrare che, s\u00ec, in effetti gli USA non hanno i mezzi culturali per mantenere un impero.<\/p>\n<p class=\"p3\">E non hanno quelli diplomatici, essendo la loro diplomazia basata sulle minacce e la corruzione (le raffinatezze usate dall&#8217;agente segreto &#8211; e archeologo esperto di Vicino Oriente &#8211; Thomas Edward Lawrence nella Rivolta Araba, se le potevano solo sognare).<\/p>\n<p class=\"p3\">Non c&#8217;\u00e8 partita per il povero Tony Blinken contro Wang Yi o Sergej Lavrov.<\/p>\n<table class=\"tr-caption-container\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\" align=\"center\">\n<tbody>\n<tr>\n<td><a href=\"https:\/\/1.bp.blogspot.com\/-RCKhzY_WLxE\/YUGwo-qv2dI\/AAAAAAAAAkM\/p4F-gmT7qlwX7O9dUKRcBRiF6bG352wWwCLcBGAsYHQ\/s1487\/Schermata-2021-08-16-alle-11.18.47.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/1.bp.blogspot.com\/-RCKhzY_WLxE\/YUGwo-qv2dI\/AAAAAAAAAkM\/p4F-gmT7qlwX7O9dUKRcBRiF6bG352wWwCLcBGAsYHQ\/s320\/Schermata-2021-08-16-alle-11.18.47.png\" width=\"320\" height=\"207\" border=\"0\" data-original-height=\"962\" data-original-width=\"1487\" \/><\/a><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td class=\"tr-caption\">La foto choc dei fuggitivi caduti dall&#8217;aereo<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p class=\"p3\"><b>5. Il caos di Kabul e l&#8217;impossibile \u201cafganizzazione\u201d della guerra<\/b><\/p>\n<p class=\"p3\">Il caos che si \u00e8 creato nei giorni di fine agosto all&#8217;aeroporto di Kabul \u00e8 dovuto a diversi fattori. Intanto si tenga conto che a Kabul i Talebani, come si \u00e8 gi\u00e0 detto, avevano da tempo infiltrato cellule in sonno. Ma queste cellule non avevano ricevuto l&#8217;ordine di attaccare. Il problema \u00e8 che il governo fantoccio, le sue forze di sicurezza e il suo esercito si sono sciolti come neve al sole a una velocit\u00e0 sorprendente, s\u00ec che si \u00e8 creato un vuoto di potere, amministrativo e d&#8217;ordine, che a quel punto poteva essere riempito solo dai Talebani. E cos\u00ec \u00e8 stato. E questo ha completamente spiazzato i tempi e le modalit\u00e0 di evacuazione previsti da Washington e dalla Nato. Tempi per altro gi\u00e0 stretti: si pensi che l&#8217;evacuazione dell&#8217;Unione Sovietica avvenne in 18 mesi.<\/p>\n<p class=\"p3\">E qui \u00e8 utile un excursus. Le forze militari addestrate ed armate dalla combriccola USA-NATO hanno il vizio di collassare. Successe dopo la \u201cvietnamizzazione\u201d del conflitto nel Sudest asiatico agli inizi degli anni Settanta. Ci vollero circa cinque anni, perch\u00e9 l&#8217;intervento statunitense e alleato era stato mastodontico, ma infine i proxy vietnamiti del Pentagono crollarono.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>Invece nell&#8217;agosto del 2008 in Georgia l&#8217;esercito para-NATO (e coadiuvato da Israele) croll\u00f2 in un batter d&#8217;occhio. L&#8217;impero era convinto di aver costruito in quel Paese una forza militare coriacea. Cos\u00ec la mand\u00f2 a provocare la Russia in Ossezia del Sud, nel Caucaso. Bench\u00e9 in quel momento fosse sommersa da problemi, la Russia sconfisse l&#8217;escrescenza georgiana della NATO in tre giorni, fermandosi davanti alla capitale georgiana, Tbilisi, solo per convenienza politica. E qualsiasi generale NATO serio vi dir\u00e0 che ogni attacco convenzionale occidentale alla Russia verrebbe fermato catastroficamente sulla linea di confine (mentre secondo uno studio di Princeton una guerra non convenzionale anche limitata &#8211; cio\u00e8 solo con attacchi nucleari tattici &#8211; causerebbe in Europa pi\u00f9 di 85 milioni di morti in soli 45 minuti).<\/p>\n<p class=\"p3\"><b>6. E il futuro? Si vede poco, bisogna che la nebbia si diradi<\/b><\/p>\n<p class=\"p3\">L&#8217;isteria occidentale per l&#8217;Afghanistan trainata dai media sta man mano scemando e tra poco cesser\u00e0, a<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>meno di eventi eclatanti. Riemerger\u00e0 a tratti per un fatto di sangue, per qualche episodio di repressione brutale e di intolleranza, per qualche scontro nel Panshir, per i profughi. O magari per qualche episodio di terrorismo. Ma il ritiro dall&#8217;Afghanistan, voluto da Obama, avviato da Trump e conclusosi con Biden, \u00e8 stata una decisione strategica degli USA e quindi anche in Europa caler\u00e0 un sostanziale silenzio. Era ovvio che finiva cos\u00ec. Parimenti la \u201cbrutta figura\u201d di Biden alla fine verr\u00e0 dimenticata. C&#8217;\u00e8 chi sostiene di no, ma io penso proprio di s\u00ec, tenuto conto che gli elettori statunitensi tradizionalmente non votano sulla politica estera che a loro interessa solo nei suoi risvolti ed effetti interni. Uscire dall&#8217;inutile pantano afgano era infatti una priorit\u00e0 di politica interna e lo \u00e8 stato, per l&#8217;appunto, prima per Obama, poi per Trump e infine per Biden. Ovviamente i tempi li ha dettati il Pentagono.<\/p>\n<p class=\"p3\">Rimane da vedere come gli USA gestiranno questa congiuntura. Abbiamo visto pi\u00f9 sopra le teste di ponte che essi mantengono in Afghanistan. Probabilmente cercheranno di esternalizzare agli UK la gestione della patata bollente che hanno cucinato e tramite gli UK alla Russia e alla Cina. Gi\u00e0 ci sono state le <i>avance<\/i> britanniche verso queste due potenze che per ora hanno fatto orecchie da mercante.<\/p>\n<p class=\"p3\">Cina e Russia sono infatti molto guardinghe. Temono, a ragione, che il piano statunitense sia propagare il caos afgano agli stati ex sovietici, alla Russia stessa, alla regione del Xinjiang-Uiguri cinese e all&#8217;Iran.<\/p>\n<p class=\"p3\">La Russia punta quindi a rinforzare i gi\u00e0 stretti legami con Tagikistan, Uzbekistan, Turkmenistan e Iran. Intense consultazioni tra questi attori si sono e si stanno svolgendo e la Russia ha gi\u00e0 annunciato che rafforzer\u00e0 la difesa di questi Paesi. Ci\u00f2 che stupisce \u00e8 che questo rafforzamento della Russia nella strategica Asia Centrale (cos\u00ec strategica che fu l&#8217;obiettivo principale degli USA dal 2000 in poi), avviene senza che Washington batta ciglio, almeno apparentemente.<\/p>\n<p class=\"p3\">I Cinesi dal canto loro immaginano che nei patti concordati con Washington si richiede che i Talebani facciano da argine in qualche modo alla <i>Belt and Road Initiative<\/i> (BRI), cio\u00e8 alla nuova Via della Seta. I Cinesi per\u00f2 sanno aspettare e hanno dalla loro la pi\u00f9 forte economia del mondo. Anche per loro per adesso la priorit\u00e0 principale \u00e8 la sicurezza.<\/p>\n<p class=\"p3\">In realt\u00e0 i Talebani si sono recentemente detti entusiasti per la BRI. Ma sar\u00e0 vero? E&#8217; solo una minaccia per negoziare termini migliori con gli USA? Vedremo. Io oggi non ne ho idea. Vedo solo che gli USA e l&#8217;Europa scalpitano per allacciare relazioni diplomatiche ed economiche col nuovo Emirato Islamico, che per\u00f2 ancora non ha un governo. Aspettano che la situazione si stabilizzi e che i dirigenti talebani assicurino almeno a parole il rispetto dei diritti delle donne, anche se non si capisce cosa ci\u00f2 voglia dire. Vuol dire potersi istruire e lavorare? Poter accedere a cariche governative? Poter non indossare il burqa? Poter fare il bagno in bikini (cosa, sia detto incidentalmente, che \u00e8 possibile nella Siria di al-Assad, odiatissima dall&#8217;Occidente)? Questo pi\u00f9 che un problema afgano \u00e8 un problema di dissimulazione per l&#8217;ipocrisia occidentale \u2013 vedi i languidi amori con l&#8217;ultra reazionaria Casa Saudita. Immagino quanti nelle cancellerie occidentali stanno oggi dicendo: \u201cCome siamo stati fessi. Per due decenni abbiamo detto che occupavamo l&#8217;Afghanistan per difendere i diritti delle donne e la democrazia. Ce ne siamo andati via facendo infuriare in Occidente e mettendo in pericolo chi ci ha creduto. E cos\u00ec ci siamo cuciti addosso da soli inutili ostacoli ideologici ai nostri interessi (che con la democrazia e i diritti delle donne non c&#8217;entrano nulla) [16]\u201d.<\/p>\n<p class=\"p3\">Per finire, nessun commentatore <i>mainstream<\/i> ha citato il concomitante ritiro di sistemi di difesa contraerei americani da diversi Paesi arabi, comprendenti l&#8217;Arabia Saudita (la pi\u00f9 interessata dal ritiro), l&#8217;Iraq, il Kuwait e la Giordania.<\/p>\n<p class=\"p3\">I motivi? Varie ipotesi. La pi\u00f9 meccanica ma meno verosimile \u00e8 per reimpiegarli contro la Cina (come se gli USA non ce ne avessero altri). Una delle pi\u00f9 plausibili \u00e8 apparecchiare la tavola per nuovi negoziati con l&#8217;Iran [17].<\/p>\n<p class=\"p3\">In questo caso avremmo l&#8217;ampliamento di uno scenario che potrebbe indicare la scelta di una strategia pi\u00f9 accomodante da parte di Washington. Una strategia pi\u00f9 saggia: impossibile rimanere l&#8217;unica superpotenza, si va inesorabilmente verso un mondo multipolare, cerchiamo di guadagnare le migliori posizioni in questo mondo irriconoscibile rispetto a quello uscito dalla II Guerra Mondiale. Una strategia necessariamente piena di contraddizioni, di contorcimenti, di colpi di coda e di effetti imprevisti. Ma l&#8217;unica di buon senso.<\/p>\n<p class=\"p3\">Dopo tutto, quello che ho chiamato \u201cesaurimento\u201d dell&#8217;impero statunitense, non significa collasso verticale degli USA. Sono pur sempre una nazione straordinariamente potente, straordinariamente grande e che occupa una posizione straordinariamente vantaggiosa in termini geopolitici (di fatto sono un&#8217;enorme isola, non avendo nemici confinanti, ed \u00e8 bagnata dai due pi\u00f9 grandi oceani commerciali del mondo). E occupa una terra straordinariamente ricca. Basti pensare al Midwest, la distesa di terre arabili contigue pi\u00f9 vasta del mondo, solcata dai maggiori fiumi navigabili del mondo, Mississipi e Missouri.<\/p>\n<p class=\"p3\">In una posizione meno favorevole, l&#8217;Italia continu\u00f2 ad avere il maggior PIL pro capite del mondo anche dopo la caduta dell&#8217;Impero Romano d&#8217;Occidente, fino al 1.600, quando fu sorpassata dall&#8217;Olanda.<\/p>\n<p class=\"p3\">Io penso che i maggiori problemi per gli USA nasceranno dai loro assetti sociali e politici interni che saranno messi a dura prova dall&#8217;esaurimento dell&#8217;egemonia globale statunitense, le grandi sacche di una<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>povert\u00e0 che \u00e8 irredimibile nel sistema socio-economico predominante e si \u00e8 ampliata notevolmente con la pandemia, la frantumazione delle \u00e9lite dirigenti e degli interessi dominanti che non permette linee politiche omogenee di alcun tipo. Problemi che avranno possibili conseguenze sui rapporti tra i vari Stati federati. Ma \u00e8 uno scenario tutto da studiare.<\/p>\n<p class=\"p6\">Note<\/p>\n<p class=\"p6\">[1] <a href=\"https:\/\/www.ansa.it\/sito\/notizie\/topnews\/2021\/08\/28\/bbc-nel-caos-attacco-kabul-molt\"><span class=\"s1\">https:\/\/www.ansa.it\/sito\/notizie\/topnews\/2021\/08\/28\/bbc-nel-caos-attacco-kabul-molti-uccisi-da-truppe-usa_46b6f0d1-b1e5-4c13-9ec0-8545837331b5.html<\/span><\/a><\/p>\n<p class=\"p6\">[2] <a href=\"https:\/\/www.youtube.co\"><span class=\"s1\">https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=nhJB2By61bQ<\/span><\/a><\/p>\n<p class=\"p6\">[3] <a href=\"http:\/\/acloserlookonsyria.shoutwiki.com\/wiki\/Abbey_Gate_massacre\"><span class=\"s1\">http:\/\/acloserlookonsyria.shoutwiki.com\/wiki\/Abbey_Gate_massacre<\/span><\/a><\/p>\n<p class=\"p8\"><span class=\"s2\">[4] <\/span>Una delle cose non perdonate a Julian Assange \u00e8 l&#8217;avere in parte scoperchiato questi legami:<span class=\"s2\"> <a href=\"https:\/\/youtu.be\/vnWWgKxWvtY\"><span class=\"s1\">https:\/\/youtu.be\/vnWWgKxWvtY<\/span><\/a><\/span><\/p>\n<p class=\"p6\">[5] <a href=\"https:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/Deobandi\"><span class=\"s1\">https:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/Deobandi<\/span><\/a><\/p>\n<p class=\"p6\">[6] <a href=\"https:\/\/socialismodelsecoloxxi.blogspot.com\/2021\/09\/%22ht\"><span class=\"s1\">https:\/\/foreignpolicy.com\/2020\/11\/16\/afghanistan-khost-protection-forces-cia-us-pullout-taliban\/<\/span><\/a><\/p>\n<p class=\"p6\">[7] <a href=\"https:\/\/thecradle.co\/Article\/investigations\"><span class=\"s1\">https:\/\/thecradle.co\/Article\/investigations\/1401<\/span><\/a><\/p>\n<p class=\"p6\"><a href=\"https:\/\/www.hrw.org\/node\/335066\/printable\/print\"><span class=\"s1\">https:\/\/www.hrw.org\/node\/335066\/printable\/print<\/span><\/a><\/p>\n<p class=\"p6\">[8] <a href=\"https:\/\/www.cisda.it\/controvento\/signori-della-guerra\/2243-massoud\"><span class=\"s1\">https:\/\/www.cisda.it\/controvento\/signori-della-guerra\/2243-massoud-ahmad-shan.html<\/span><\/a><\/p>\n<p class=\"p6\"><a href=\"https:\/\/foreignpolicy.com\/2012\/11\/23\/the-cult-of-massoud\/\"><span class=\"s1\">https:\/\/foreignpolicy.com\/2012\/11\/23\/the-cult-of-massoud\/<\/span><\/a><\/p>\n<p class=\"p6\">[9] <a href=\"https:\/\/socialismodelsecoloxxi.blogspot.com\/2021\/09\/%22h\"><span class=\"s1\">https:\/\/www.aa.com.tr\/en\/world\/russia-expects-peaceful-solution-to-confrontation-in-afghanistans-panjshir\/2353558<\/span><\/a>#.<\/p>\n<p class=\"p8\">In realt\u00e0 altre fonti sostengono che l&#8217;ambasciatore russo a Kabul, Dmitry Zhirnov, stia discutendo coi Talebani qualche forma di autonomia per il Panshir, popolato da Tagiki. Non \u00e8 fantascienza ipotizzare che i Talebani stiano chiedendo a Mossud jr. di disfarsi in compenso dell&#8217;ingerenza CIA e UK, cosa che farebbe sommo piacere anche alla Russia.<\/p>\n<p class=\"p6\">[10] <a href=\"https:\/\/www.tandfonline.com\/doi\/abs\/10.1080\/14672715.2014.898452?scroll=top&amp;needAccess=true&amp;journalCode=rcra20\"><span class=\"s1\">https:\/\/www.tandfonline.com\/doi\/abs\/10.1080\/14672715.2014.898452?scroll=top&amp;needAccess=true&amp;journalCode=rcra20<\/span><\/a>)<\/p>\n<p class=\"p8\"><span class=\"s2\">[11] <\/span>L&#8217;alleanza anglosassone in Afghanistan, come in altre parti del mondo, si \u00e8 macchiata di orrendi crimini. Un esempio \u00e8 l&#8217;addestramento delle forze speciali australiane consistente nell&#8217;uccidere a freddo persone inermi:<span class=\"s2\"> <a href=\"https:\/\/www.abc.net.au\/news\/2020-11-19\/afghanistan-war-crimes-report-igadf-paul-brereton-released\/12896234\">https:\/\/www.abc.net.au\/news\/2020-11-19\/afghanistan-war-crimes-report-igadf-paul-brereton-released\/12896234<\/a><\/span><\/p>\n<p class=\"p8\">Si veda anche il docimentario di Michael Moore \u201cFarenheit 9\/11\u201d<span class=\"s2\">: <\/span><\/p>\n<p class=\"p6\"><a href=\"https:\/\/www.michaelmoore.com\/p\/watch-fahrenheit-911-live-q-and-a\">https:\/\/www.michaelmoore.com\/p\/watch-fahrenheit-911-live-q-and-a<\/a><\/p>\n<p class=\"p8\"><span class=\"s2\">[12] <\/span><span class=\"s3\">A<\/span>nche durante la guerra in Vietnam ci furono colloqui segreti, promossi negli USA da Kissinger, paralleli a quelli ufficiali. Ma la guerra venne decisa sul campo con l&#8217;aiuto dell&#8217;inizio della crisi sistemica (Nixon shock). La mossa di Kissinger era a tenaglia: da una parte convincere Hanoi a un compromesso, dall&#8217;altro convincere Russia e Cina a indebolire gli aiuti al Vietnam del Nord, cosa, questa, che in parte riusc\u00ec ma che non disarm\u00f2 la volont\u00e0 di resistenza vietnamita. Durante i negoziati gli scontri salirono persino in intensit\u00e0 e in ampiezza.<\/p>\n<p class=\"p8\"><span class=\"s2\">[13] <\/span>Una esposizione delle dinamiche di questo sovradimensionamento lo si trova nel famoso studio <i>Rebuilding America&#8217;s Defenses <\/i>del think tank <i>Project for a New American Century<\/i>:<\/p>\n<p class=\"p6\">(<a href=\"https:\/\/web.archive.org\/web\/20021112224032\/http:\/\/www\"><span class=\"s1\">https:\/\/web.archive.org\/web\/20021112224032\/http:\/\/www.newamericancentury.org\/RebuildingAmericasDefenses.pdf<\/span><\/a>) <span class=\"s4\">mentre una sintesi pratica \u00e8 esposta nella altrettanto famosa intervista di Amy Goodman al generale Wesley Clark:<\/span> <a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=WGkSNAHqpJM\"><span class=\"s1\">https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=WGkSNAHqpJM<\/span><\/a>.<\/p>\n<p class=\"p8\"><span class=\"s2\">[14] <\/span>Errori che sono stati ampiamente previsti e studiati, vedi i lavori di Triffin e di Hudson, ad esempio. Ne ho discusso in \u201cAl cuore della Terra e ritorno\u201d ma un sunto di ci\u00f2 che qui ci interessa si trova nella fantastica e frizzante autobiografia di Michael Hudson che ho tradotto col suo permesso e pubblicato in rete e che invito caldamente a leggere perch\u00e9 ne vale proprio la pena:<span class=\"s2\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p class=\"p6\"><span class=\"s1\"><a href=\"https:\/\/megachip.globalist.it\/pensieri-lunghi\/2018\/09\/30\/michael-hudson-vita-e-pensiero-un-autobiografia-2031514.html\">https:\/\/megachip.globalist.it\/pensieri-lunghi\/2018\/09\/30\/michael-hudson-vita-e-pensiero-un-autobiografia-2031514.html<\/a><\/span><\/p>\n<p class=\"p6\">[15] <a href=\"https:\/\/www.theguardian.com\/education\/2003\/apr\/10\/highereducation.iraq\"><span class=\"s1\">https:\/\/www.theguardian.com\/education\/2003\/apr\/10\/highereducation.iraq<\/span><\/a><\/p>\n<p class=\"p8\"><span class=\"s2\">[16] <\/span>La vera preoccupazione della UE sono i profughi. I governanti europei sono allarmati per alcune decine di migliaia di Afgani che dovrebbero venire in Europa, mentre l&#8217;Iran gi\u00e0 ne ha accolti circa un milione e mezzo ai quali garantisce anche l&#8217;istruzione gratuita (probabilmente perch\u00e9 l&#8217;Iran \u00e8 uno \u201cstato canaglia\u201d).<\/p>\n<p class=\"p6\">[17] <a href=\"https:\/\/geopoliticalfutures.com\/withdrawal-from-the-middle-east\/\">https:\/\/geopoliticalfutures.com\/withdrawal-from-the-middle-east\/<\/a><\/p>\n<p class=\"p6\"><span class=\"s1\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>FONTE:\u00a0 <a href=\"https:\/\/socialismodelsecoloxxi.blogspot.com\/2021\/09\/afghanistan-come-non-lasciare-un-bel.html\">https:\/\/socialismodelsecoloxxi.blogspot.com\/2021\/09\/afghanistan-come-non-lasciare-un-bel.html<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di PER UN SOCIALISMO DEL SECOLO XXI (Piero Pagliani) La ressa nel tentativo di lasciare Kabul Secondo i media e i commentatori mainstream, l&#8217;evacuazione degli Stati Uniti dall&#8217;Afghanistan \u00e8 stato un orrendo errore. 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