{"id":67228,"date":"2021-09-17T11:22:21","date_gmt":"2021-09-17T09:22:21","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=67228"},"modified":"2021-09-17T11:22:21","modified_gmt":"2021-09-17T09:22:21","slug":"green-pass-e-dintorni-le-scelte-della-politica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=67228","title":{"rendered":"Green pass e dintorni: le scelte della politica"},"content":{"rendered":"<p><strong>da GLI ASINI (Andrea Zhok)<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>La strategia che stiamo adottando nell\u2019affrontare il Covid, fondata sulla \u201ccoercizione morbida\u201d del Green Pass, \u00e8 inaccettabile sul piano etico e irresponsabile su quello politico. Questo giudizio dipende da tre ordini di ragioni. In primo luogo ci troviamo nel mezzo di una campagna aggressivamente moralistica che ha lacerato il paese. Questa campagna \u00e8 stata adottata come complemento alla \u201cvolontariet\u00e0\u201d di sottoporsi alla vaccinazione. Il Green Pass \u00e8 infatti un\u2019operazione di persuasione obliqua, che si finge una misura per ridurre i contagi, ma che in effetti serve a spingere a vaccinarsi. Si tratta naturalmente di un segreto di Pulcinella.<br \/>\nQuando eminenti politici sostengono pubblicamente che i tamponi (di per s\u00e9 la miglior garanzia di non essere contagiosi) devono essere nasali e onerosi, perch\u00e9 altrimenti la gente non si vaccinerebbe, non c\u2019\u00e8 molto da aggiungere. Questo carattere finzionale del Green Pass, giustificato<br \/>\ncon motivazioni diverse da quelle reali, \u00e8 una sorta di peccato originale.<\/p>\n<p>Da questa doppiezza discende una tendenza alla distorsione e un avvelenamento generale del discorso pubblico, dove esperti e giornalisti si sentono legittimati ad esercitare forme di \u201cterrorismo psicologico\u201d, mentre uomini di scienza si sentono parimenti giustificati a esprimersi come tifosi e moralisti, omettendo o distorcendo tutto ci\u00f2 che ritengono utile omettere o distorcere. Quest\u2019operazione di manipolazione si ritiene giustificata in quanto sarebbe fatta \u201ca fin di bene\u201d, laddove il \u201cbene\u201d sarebbe il perseguimento di una vaccinazione universale.<br \/>\nLa necessit\u00e0 di forzare i comportamenti senza ricorrere all\u2019obbligo formale di legge comporta il ricorso a bacchettate moraleggianti ai pi\u00f9 alti livelli: vaccinarsi \u00e8 diventato cos\u00ec un \u201cdovere morale\u201d, un \u201catto d\u2019amore\u201d, mentre non vaccinarsi significherebbe \u201cmorire e far morire\u201d (cio\u00e8: uccidere). Che<br \/>\nsi tratti di falsit\u00e0 conclamate per mille motivi \u2013 a partire dal fatto che i vaccini disponibili, diversamente dal tampone, non escludono che si possa essere contagiosi \u2013 \u00e8 considerato irrilevante. Si sta mentendo, certo, ma \u201ca fin di bene\u201d. E a questo punto, come sempre accade, se legittimi la massa ad esercitare il proprio diritto all\u2019odio nei confronti di una categoria di \u201cnemici pubblici\u201d le conseguenze non tardano a presentarsi. \u00c8 stata creata dapprima una categoria sociale farlocca (il subumano \u201cNo Vax\u201d) dove \u00e8 stato arruolato d\u2019ufficio chiunque non partecipi con entusiasmo allo \u201csforzo<br \/>\nbellico\u201d centrato sui vaccini.<\/p>\n<p>Dunque sono diventati \u201cNo Vax\u201d anche scienziati che formulano critiche, filosofi che sollevano dubbi, semplici cittadini che cercano di pensare con la propria testa. Il \u201cNo Vax\u201d (cos\u00ec inclusivamente definito) viene dipinto nel migliore dei casi come un ignorante terminale, ma in alternativa come un pazzo, un demente, un sociopatico, un fascista, qualcuno che sta tradendo la patria nello sforzo santo contro il Nemico, e che perci\u00f2 merita di essere escluso dal voto, di girare con un cartello al collo, di essere espulso da ogni forma di vita sociale, qualcuno che ci si augura di vedere malato, intubato, qualcuno che infermieri e sanitari possono minacciare e rampognare, che se malato pu\u00f2 essere esposto al pubblico ludibrio, e cui si chiede di pentirsi.<br \/>\nNon c\u2019\u00e8 niente di casuale in questa dinamica. Si tratta di un dispositivo di distruzione morale del \u201cnemico interno\u201d che di solito caratterizza le situazioni di guerra e che qui viene attivato per far funzionare un\u2019iniziativa sanitaria non altrimenti giustificabile. La gravit\u00e0 di questo avvelenamento dall\u2019alto della vita pubblica \u00e8 difficile da sopravvalutare.<\/p>\n<p>Il secondo punto critico in questo processo \u00e8 dato dall\u2019avvenuta distorsione del ruolo della \u201cclasse medica\u201d, cui viene attribuito di fatto un nuovo ruolo tecnocratico, alternativo alle procedure democratiche. Dopo aver passato anni di studio su volumi di patologia comparata e anatomia generale un<br \/>\nselezionato numero di rappresentanti della classe medica avrebbe apparentemente acquisito le qualifiche di ma\u00eetre a penser, e, forte del proprio principio d\u2019autorit\u00e0, si esprime sui media spiegando che il Green Pass sarebbe una \u201cquestione di civilt\u00e0\u201d, auspicando che ai refrattari al vaccino vengano fatte pagare le spese ospedaliere, discettando mattina e sera su questioni di sociologia, diritto, etica ed epistemologia su cui hanno le stesse competenze di Fedez. E tutto ci\u00f2 potrebbe far sorridere, se non fosse l\u2019indice di uno spostamento culturale gravido di conseguenze.<br \/>\nOggi gli appelli politico-mediatici all\u2019esperto, al tecnico, allo specialista, allo scienziato hanno una funzione essenzialmente antiscientifica, antirazionalista e, soprattutto, antidemocratica. Questi appelli vengono brandeggiati, da una classe dirigente che opera fuori scena, come dei capolinea argomentativi, dove ragioni e dubbi devono avere un termine, dove non si deve procedere oltre. Si tratta di un\u2019operazione di tipo sacrale: il \u201cpopolo\u201d, il \u201claico\u201d che pretendesse di andare pi\u00f9 in l\u00e0 \u00e8 posto come per definizione irragionevole (blasfemo), e il suo atteggiamento \u00e8 per definizione \u201cpopulista\u201d. Qui l\u2019appello alla \u201cscienza\u201d \u00e8 naturalmente l\u2019appello<br \/>\nad un sottoinsieme qualificato e preselezionato del mondo scientifico, e serve a coprire un\u2019operazione essenzialmente antidemocratica: non potendo in un regime democratico richiamarsi ad un principio di autorit\u00e0 politica per dare ordini, si ricorre a quel monstrum che \u00e8 il \u201cprincipio di autorit\u00e0 scientifica\u201d. In passato questo tipo di soluzioni \u00e8 stato adottato<br \/>\nspesso chiamando a sostegno la scientificit\u00e0 degli \u201cesperti economici\u201d, ma l\u2019occasione della pandemia ha spinto alla cooptazione di esponenti del mondo medico. Nella fattispecie corrente questi appelli alla \u201ccomunit\u00e0<br \/>\nscientifica\u201d sono serviti a sostenere una serie infinita di tesi incredibili e di strategie irresponsabili. Si \u00e8 ripetuto con la faccia seria che vaccini approvati con procedure emergenziali, svolgendo le fasi sperimentali in simultanea e non in successione, usando tecnologie mai approvate prima per la somministrazione vaccinale, testati solo sopra i 16 anni, privi di analisi di genotossicit\u00e0 e cancerogenicit\u00e0, senza indagini sull\u2019interferenza con altri farmaci, senza sperimentazione sulle donne in gravidanza, dovevano senz\u2019altro essere utilizzati serenamente su bambini in crescita e donne in gravidanza, magari improvvisando spiritose combinazioni<br \/>\ncocktail di vaccini diversi.<\/p>\n<p>Qui tutti i principi di deontologia, ogni principio di precauzione, ogni metodologia sperimentale consolidata sono stati dichiarati d\u2019ufficio orpelli stantii, fastidiose piccinerie che non dovrebbero ostacolare le disposizioni<br \/>\ndall\u2019alto. Questo grande gioco d\u2019azzardo, questa roulette russa sulla pelle di soggetti che correvano un rischio da Covid insignificante, \u00e8 stato promosso nel nome della \u201cscienza\u201d. E chi in ambito scientifico vi si \u00e8 opposto \u00e8 stato minacciato, silenziato, denigrato. E queste manganellature morali sono<br \/>\navvenute nel nome della ragione e della scienza. (E dopo aver contemplato queste distorsioni, si chiede alla popolazione di affidarsi fiduciosa ai controlli della farmacovigilanza). Si arriva cos\u00ec al terzo, decisivo, punto. Quale strategia generale \u00e8 sottesa a questa operazione? Vi \u00e8 in generale una<br \/>\nstrategia? O si tratta piuttosto solo della somma di improvvisazione, sciatteria e arroganza? Questo \u00e8 il punto di pi\u00f9 difficile interpretazione, nel senso che pi\u00f9 di una spiegazione \u00e8 aperta, anche se esse sono mutuamente compatibili. La prima possibilit\u00e0, e la pi\u00f9 semplice, \u00e8 quella dell\u2019analogia<br \/>\nfuorviante: si sarebbe diffusa nelle classi dirigenti di molti paesi occidentali l\u2019idea erronea che la meta sia l\u2019eradicazione definitiva del virus attraverso la vaccinazione di massa, sul modello del vaiolo. Questa tesi \u00e8 in effetti ripetuta frequentemente, e da presunti esperti, nonostante sia del tutto insostenibile sulla base delle migliori conoscenze che abbiamo a disposizione. Il modello del vaiolo era quello di un virus la cui forma letale per l\u2019uomo non era presente in altre specie animali, e in cui sia il vaccino che il contatto con la malattia davano immunit\u00e0 pluridecennale (studi retrospettivi lo hanno confermato). Nel caso del Covid abbiamo a che<br \/>\nfare con un virus diffuso globalmente, contagiosissimo, a diffusione aerea, presente come serbatoio in altre specie animali (pipistrelli, mustelidi, ecc.) e il cui vaccino d\u00e0 immunit\u00e0 incompleta e limitata nel tempo (6-12 mesi?). Come si possa pensare che, stante le condizioni attuali, si sia nelle condizioni per determinarne l\u2019eradicazione rimane misterioso, visto<br \/>\nche bisognerebbe vaccinare nell\u2019arco di durata temporale dell\u2019immunizzazione l\u2019intero pianeta, inclusi gli animali serbatoio,<br \/>\ne sperando che la copertura (85%?) sia sufficiente per definire una globale \u2018immunit\u00e0 di gregge\u2019. Dunque la prima possibilit\u00e0 da considerare \u00e8 che si tratti semplicemente di un clamoroso errore di strategia: si agisce per perseguire un obiettivo che per\u00f2 cos\u00ec facendo appare destinato a sfuggirci<br \/>\nper sempre. Questa possibilit\u00e0 per\u00f2 \u00e8 almeno in parte insoddisfacente.<br \/>\nChe un congruo numero di persone, anche in posizioni politiche apicali, possa commettere clamorosi errori di valutazione \u00e8 ben possibile e la storia ce lo ricorda continuamente. Ma sembra improbabile che si tratti soltanto di un grande errore collettivo. Se un travisamento \u00e8 commesso da<br \/>\nnumerosi politici e in diverse nazioni, \u00e8 assai plausibile che ci siano ottime motivazioni a voler credere in quell\u2019errore. Il motto guida della strategia sanitaria in molti paesi occidentali (Italia in particolare) sembra essere extra vaccinum nulla salus. L\u2019intera strategia si \u00e8 concentrata sull\u2019obiettivo<br \/>\ndi una vaccinazione a tappeto \u2013 sia pure con vaccini scarsamente sperimentati e approvati con procedure emergenziali e inedite \u2013 mentre lo sviluppo delle terapie sintomatiche, e soprattutto della tempestivit\u00e0 degli interventi, \u00e8 stato lasciato drammaticamente indietro. Questa concentrazione sulla vaccinazione ha una chiara spiegazione economica e gestionale: mettere in piedi la catena di montaggio per somministrare<br \/>\ncentinaia di migliaia di vaccini richiede solo uno sforzo organizzativo<br \/>\niniziale, e poi si svolge con tassi di competenza bassissima, alla portata di chiunque. Taylorismo sanitario.<\/p>\n<p>La spesa \u00e8 significativa, ma \u00e8 concentrata sull\u2019acquisto del farmaco. Non c\u2019\u00e8 bisogno di aggiornare protocolli, di assumere personale, di riorganizzare i servizi, non c\u2019\u00e8 bisogno di impegnarsi in niente che abbia un impatto duraturo sul servizio sanitario nazionale.<br \/>\nEd in effetti questo \u00e8 il punto pi\u00f9 evidente, nella sanit\u00e0 come altrove: a quasi due anni dall\u2019inizio della pandemia in Italia tutti i comparti strategici, dall\u2019istruzione ai trasporti alla sanit\u00e0, sono alle prese con gli stessi problemi dell\u2019inizio, se non pi\u00f9 gravi. La strategia vaccinale si presenta dunque s\u00ec<br \/>\ncome un gioco d\u2019azzardo sulla pelle dei cittadini, ma \u00e8 anche una scommessa che, se vinta, permetterebbe il ritorno al business as usual senza aver dovuto metter mano a niente di strutturale: senza investimenti a lungo termine, senza sforzi di miglioramento sistemico. Dunque si pu\u00f2 capire come vi sia un grande interesse a credere all\u2019idea che la vaccinazione di massa sia la soluzione, anche senza mettere in campo le<br \/>\n\u201ccapacit\u00e0 persuasive\u201d delle case farmaceutiche. Nel breve periodo si pu\u00f2 far fare il lavoro grosso a un generale dell\u2019Esercito e a neolaureati con contrattini volanti, e se la scommessa si vince si \u00e8 ottenuta la ripartenza del paese in autunno con poca spesa, poco ingegno e nessun investimento strutturale. Se la scommessa dovesse fallire (e in qualche misura fallir\u00e0 certamente) ci sar\u00e0 tempo per trovare capri espiatori, o per lasciare<br \/>\nil cerino in mano a governi successivi.<\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 infine un terzo livello esplicativo, pi\u00f9 profondo, dove \u00e8 possibile rintracciare motivazioni di lungo periodo per questo tipo di strategie. Non dobbiamo dare per scontato che la<br \/>\npriorit\u00e0 di un governo sia \u201crisolvere i problemi del paese\u201d.<br \/>\nAnche senza eccedere in machiavellica malizia \u00e8 opportuno ricordare che una priorit\u00e0 di ogni esecutivo, e di ogni classe politica, \u00e8 innanzitutto la gestione e il mantenimento del potere, in quanto tale. Ora, il caso dell\u2019attuale strategia sanitaria \u00e8 solo un esempio di una casistica pi\u00f9 generale, e crescente da tempo nelle democrazie occidentali. \u00c8 almeno<br \/>\nda quando le conclusioni della Trilateral Commission (1975) stabilivano la difficolt\u00e0 di gestire un \u201ceccesso di democrazia\u201d che l\u2019Occidente \u00e8 alle prese con il problema di come limitare le pretese del \u2018demos\u2019 e silenziarne le istanze. La soluzione ideale a questo problema, senza dover passare attraverso un abbandono formale della democrazia, si \u00e8 trovata con il<br \/>\ncontinuo ricorso alle dinamiche dell\u2019emergenza. Di fronte a un\u2019emergenza, che sia una catastrofe naturale, una minaccia terroristica, una crisi finanziaria, una pandemia o altro, il ceto politico al governo acquisisce una legittimazione straordinaria, una legittimazione ad operare in forme arbitrarie e forzate che mai avrebbe in condizioni normali. L\u2019emergenza,<br \/>\nreale o presunta non importa, consente di tagliare corto con gli \u201corpelli democratici\u201d e di trovare una giustificazione per distorsioni, omissioni, menzogne vere e proprie. Il refrain dell\u2019emergenza \u00e8 \u201cNon c\u2019\u00e8 tempo, bisogna fare presto!\u201d; chi si pone troppe domande su cos\u2019\u00e8 che si starebbe facendo presto \u00e8 automaticamente una zavorra, un nemico; chi<br \/>\nlamenta la gestione tecnocratica, dall\u2019alto, viene liquidato come \u201cpopulista\u201d.<\/p>\n<p>La gestione della presente pandemia, al di l\u00e0 delle sue specificit\u00e0, \u00e8 un caso, l\u2019ennesimo, in cui questo meccanismo di gestione tecnocratica del potere emerge in primo piano. Il ricorso ad un ceto (accuratamente preselezionato) di \u201cesperti\u201d, di \u201ctecnici\u201d viene giustificato con la necessit\u00e0 di<br \/>\nfornire una risposta massimamente efficace a un problema riconosciuto come evidente (l\u2019emergenza). Il sottinteso \u00e8 che gli esperti sceglieranno i \u201cmezzi migliori\u201d per risolvere il problema, e che dunque non siamo pi\u00f9 sul piano dove la scelta politica e democratica sarebbe rilevante: un mezzo \u00e8 il migliore o non lo \u00e8, e l\u2019esperto \u00e8 colui il quale \u00e8 deputato a dire<br \/>\nqual \u00e8 la via migliore, l\u2019unica via (there is no alternative). La democrazia \u00e8 perci\u00f2 quella cosa che si usa nei giorni di festa, mentre per tutto ci\u00f2 che conta c\u2019\u00e8 la tecnocrazia. La pluralit\u00e0 politica dei mezzi, delle vie, delle strategie viene rimossa dal tavolo come irrilevante.<br \/>\nEcco, nel contesto dell\u2019odierna gestione pandemica, questa motivazione profonda non spiega la natura delle specifiche scelte, ma spiega perch\u00e9 strategie sciatte e motivazioni di corto respiro possano imporsi cos\u00ec facilmente. Il vero obiettivo non \u00e8 affrontare un problema nel modo pi\u00f9 adatto al bene comune, ma nel modo pi\u00f9 performante per le classi dirigenti.<br \/>\nUna volta compreso questo ordine di priorit\u00e0, ci\u00f2 che alla base della piramide sociale pu\u00f2 darsi come una soluzione irragionevole e pericolosa, al vertice della piramide pu\u00f2 apparire come una scommessa promettente e vantaggiosa. E questo \u00e8 in ultima istanza il punto di sintesi nelle<br \/>\nvicende correnti: siamo di fronte ad una grande scommessa sulla nostra pelle, a qualcosa che ai gruppi di potere consolidati appare come un promettente gioco d\u2019azzardo, le cui eventuali perdite non saranno loro a pagare, mentre per la maggioranza della popolazione rappresenta piuttosto<br \/>\nuna roulette russa, i cui eventuali esiti sfortunati subiranno senza sconti.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>FONTE: <a href=\"https:\/\/gliasinirivista.org\/green-pass-e-dintorni-le-scelte-della-politica\/\">https:\/\/gliasinirivista.org\/green-pass-e-dintorni-le-scelte-della-politica\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>da GLI ASINI (Andrea Zhok) &nbsp; La strategia che stiamo adottando nell\u2019affrontare il Covid, fondata sulla \u201ccoercizione morbida\u201d del Green Pass, \u00e8 inaccettabile sul piano etico e irresponsabile su quello politico. Questo giudizio dipende da tre ordini di ragioni. In primo luogo ci troviamo nel mezzo di una campagna aggressivamente moralistica che ha lacerato il paese. Questa campagna \u00e8 stata adottata come complemento alla \u201cvolontariet\u00e0\u201d di sottoporsi alla vaccinazione. 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