{"id":67237,"date":"2021-09-20T11:00:29","date_gmt":"2021-09-20T09:00:29","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=67237"},"modified":"2021-09-18T09:05:05","modified_gmt":"2021-09-18T07:05:05","slug":"la-scienza-si-fa-strada-tra-morale-e-politica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=67237","title":{"rendered":"La scienza si fa strada tra morale e politica"},"content":{"rendered":"<div id=\"cc-m-11910588977\" class=\"j-module n j-text \">\n<p><strong>di Gazzetta filosofica (Emma Ferramosca)<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<\/div>\n<div id=\"cc-m-11910589177\" class=\"j-module n j-imageSubtitle \">\n<figure class=\"cc-imagewrapper cc-m-image-align-3 cc-m-width-maxed\"><img decoding=\"async\" id=\"cc-m-imagesubtitle-image-11910589177\" class=\"\" src=\"https:\/\/image.jimcdn.com\/app\/cms\/image\/transf\/dimension=910x10000:format=jpg\/path\/se92683c1190d29b1\/image\/i5d5366e8c31fd0d3\/version\/1631194104\/image.jpg\" alt=\"\" data-src-width=\"1200\" data-src-height=\"630\" data-src=\"https:\/\/image.jimcdn.com\/app\/cms\/image\/transf\/dimension=910x10000:format=jpg\/path\/se92683c1190d29b1\/image\/i5d5366e8c31fd0d3\/version\/1631194104\/image.jpg\" data-image-id=\"7683987677\" \/><\/figure>\n<div class=\"cc-clear\"><\/div>\n<\/div>\n<div id=\"cc-m-11910589277\" class=\"j-module n j-text \">\n<p>Cena tra fisici quantistici, 29 ottobre 1927, Bruxelles. In piedi in terza fila: A. Piccard, E. Henriot, P. Ehrenfest, E. Herzen, Th. de Donder, E Schr\u00f6dinger, J.E. Verschaffelt, W. Pauli, W. Heisenberg, R. Fowler, L. Brillouin. Nella fila centrale: P. Debye, M. Knudsen, W.L. Bragg, H.A. Kramers, P.A.M. Dirac, A.H. Compton, L. de Broglie, M. Born, N. Bohr. Seduti davanti: I.Langmuir, M. Planck, M. Sk\u0142odowska-Curie, H.A. Lorentz, A. Einstein, P. Langevin, Ch.-E. Guye, C.T.R. Wilson, O.W. Richardson<\/p>\n<\/div>\n<div id=\"cc-m-11910589477\" class=\"j-module n j-text \">\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Una delle cerniere pi\u00f9 importanti della scienza \u00e8 la ricerca delle verit\u00e0 nascoste attraverso progressive scoperte tecnico-scientifiche. Queste scoperte sono svolte da uomini, i quali, inconsciamente, influenzano la metodologia di studio, l\u2019elaborazione delle teorie, le intuizioni di ricerca, ma anche l\u2019accettazione del risultato stesso attraverso sia la personalit\u00e0 del singolo sia la personalit\u00e0 della comunit\u00e0 di scienziati. Questo attesta, di fatto, che la scienza \u00e8 composta da pi\u00f9 componenti, tra cui lo scienziato, che, non dobbiamo dimenticare, rimane un essere umano. In virt\u00f9 di ci\u00f2, lo scienziato \u00e8 soggetto all&#8217;errore, alla possibilit\u00e0 di essere abbagliato dal prestigio del nome o dal guadagno economico; rimanendo <strong>invevitabilmente ancorato al contesto storico-politico in cui vive\u00a0e dovendo far fronte sia alle richieste dei finanziatori sia\u00a0ai princ\u00ecpi morali che condivide con gli altri in quanto cittadino o in quanto uomo<\/strong>.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Alla luce di ci\u00f2, <strong>fino a che punto lo scienziato deve farsi responsabile delle proprie scoperte?<\/strong> Quando, invece, la responsabilit\u00e0 ricade sui politici? Possiamo delineare un confine stabile tra scoperte scientifiche e problemi morali?\u00a0Vale la divisione secondo cui lo scienziato ha il ruolo di ricercatore mentre al legislatore spetta la valutazione dei risultati scientifici in relazione alla morale? Come notava\u00a0Bertrand Russell, per\u00f2, <strong>\u00abil progresso scientifico-tecnico ha un passo pi\u00f9 veloce di quello morale\u00bb<\/strong>.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Una delle vicende storiche esemplari \u00e8 l&#8217;abiura di Galileo Galilei avvenuta nel 1633, che\u00a0fece detonare le\u00a0tensioni tra scienza e Chiesa.\u00a0Il drammaturgo tedesco Bertolt Brecht nella\u00a0<em>Vita di Galileo<\/em> (1943) mise in luce la responsabilit\u00e0 cui gli scienziati sono chiamati, scrivendo: <strong>\u00abNon credo che la pratica della scienza possa andar disgiunta dal coraggio\u00bb<\/strong>, e ancora: <strong>\u00abStatemi a sentire: chi non conosce la verit\u00e0 \u00e8 soltanto uno sciocco; ma chi, conoscendola, la chiama bugia, \u00e8 un criminale!\u00bb<\/strong>\u00a0<strong>\u00abLa scienza non ha patria\u00bb<\/strong>, disse Louis Pasteur, per sottolineare che lo scienziato ha lo scopo di placare la sete di verit\u00e0, difenderla ad ogni costo. Se uno scienziato ritiene di aver svolto una ricerca e di essere giunto a una scoperta utile, da lui ritenuta un progresso, ha il dovere di educare gli altri: illustrando ogni tassello che la compone, ma anche il processo tramite il quale vi \u00e8 giunto, affinch\u00e9 i politici, con il loro contributo, possano prendere la decisione migliore in rapporto al bene della comunit\u00e0.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<\/div>\n<div id=\"cc-m-11910589777\" class=\"j-module n j-imageSubtitle \">\n<figure class=\"cc-imagewrapper cc-m-image-align-3\"><img decoding=\"async\" id=\"cc-m-imagesubtitle-image-11910589777\" class=\"\" src=\"https:\/\/image.jimcdn.com\/app\/cms\/image\/transf\/none\/path\/se92683c1190d29b1\/image\/i2690f05cf0834c96\/version\/1631886751\/image.jpg\" alt=\"Ragazzi della via Panisperna, Roma. Da sinistra: Oscar D\u2019Agostino, Emilio Segr\u00e8, Edoardo Amaldi, Franco Rasetti ed Enrico Fermi. Foto scattata da Bruno Pontecorvo. (Manca Ettore Majorana)\" data-src-width=\"660\" data-src-height=\"336\" data-src=\"https:\/\/image.jimcdn.com\/app\/cms\/image\/transf\/none\/path\/se92683c1190d29b1\/image\/i2690f05cf0834c96\/version\/1631886751\/image.jpg\" data-image-id=\"7683987777\" \/><figcaption>Ragazzi della via Panisperna, Roma. Da sinistra: Oscar D\u2019Agostino, Emilio Segr\u00e8, Edoardo Amaldi, Franco Rasetti ed Enrico Fermi. Foto scattata da Bruno Pontecorvo. (Manca Ettore Majorana)<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n<div id=\"cc-m-11910589977\" class=\"j-module n j-text \">\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Strumenti che per\u00f2 sono mancati pi\u00f9 di qualche volta nella storia; esempio celebre \u00e8 quello del <strong>Progetto Manhattan<\/strong> che port\u00f2 alla creazione della bomba atomica: il 31 maggio 1945, ci fu il primo ritrovo tra i maggiori scienziati dell\u2019epoca con lo scopo di soppesare il potere militare dell\u2019ordigno nucleare appena realizzato. Tra essi vi era anche l\u2019italiano <strong>Enrico Fermi<\/strong>, prima appartenuto al gruppo di giovani scienziati soprannominato i Ragazzi di via Panisperna, sciolto nel \u201838 con l\u2019emanazione delle leggi razziali.<\/p>\n<p>Una volta verificato il potere distruttivo di tale arma, alcuni scienziati si posero il problema morale nel caso fosse stata usata, problema che purtroppo non trov\u00f2 capisaldi a cui aggrapparsi, poich\u00e9 la mentalit\u00e0 \u2013 com\u2019\u00e8 naturale \u2013 era figlia dell\u2019epoca e di quella ricerca\u00a0scientifica, e non si dimostr\u00f2 pronta a considerare le conseguenze che avrebbe portato.<\/p>\n<p>Possiamo capire, quindi, quanto questo progetto abbia contribuito a manifestare l\u2019unione tra scienza e politica,\u00a0facendo vacillare la presunta libert\u00e0 della prima. Si inizi\u00f2 a parlare di responsabilit\u00e0, sia da parte dei singoli, sia da parte degli <strong>scienziati stessi, i quali oramai, con la costruzione della bomba, avevano\u00a0gi\u00e0 preso una decisione politica ed etica<\/strong>. La scelta era di ciascuno di loro, individuale:\u00a0\u00e8 chiaro che in tale situazione la decisione fosse presa non pi\u00f9 in qualit\u00e0 di <em>soli<\/em> scienziati, ma in qualit\u00e0 soggetti morali. Valgono anche qui le celebri parole di Martin Luther King: <strong>\u00abPu\u00f2 darsi che non siate responsabili per la situazione in cui vi trovate, ma lo diventerete se non fate nulla per cambiarla\u00bb<\/strong>.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<\/div>\n<div id=\"cc-m-11910590177\" class=\"j-module n j-imageSubtitle \">\n<figure class=\"cc-imagewrapper cc-m-image-align-3 cc-m-width-maxed\"><img decoding=\"async\" id=\"cc-m-imagesubtitle-image-11910590177\" class=\"\" src=\"https:\/\/image.jimcdn.com\/app\/cms\/image\/transf\/dimension=910x10000:format=jpg\/path\/se92683c1190d29b1\/image\/ia9493606bf39c163\/version\/1631209112\/image.jpg\" alt=\"\" data-src-width=\"1200\" data-src-height=\"809\" data-src=\"https:\/\/image.jimcdn.com\/app\/cms\/image\/transf\/dimension=910x10000:format=jpg\/path\/se92683c1190d29b1\/image\/ia9493606bf39c163\/version\/1631209112\/image.jpg\" data-image-id=\"7683987877\" \/><\/figure>\n<div class=\"cc-clear\"><\/div>\n<\/div>\n<div id=\"cc-m-11910590477\" class=\"j-module n j-text \">\n<p><span lang=\"it-IT\" xml:lang=\"it-IT\">Esplosione del Trinity<\/span><\/p>\n<\/div>\n<div id=\"cc-m-11910590877\" class=\"j-module n j-text \">\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il 16 luglio 1945, si effettu\u00f2 il Trinity: una specie di prova generale che port\u00f2 molti scienziati ad abbandonare il progetto.\u00a0Fu nel 1955 \u2013 dopo la distruzione di Hiroshima e Nagasaki \u2013 che Bertrand Russell ed Albert Einstein stilarono un <em>Manifesto<\/em> con cui invitavano alla discussione dei rischi per l\u2019umanit\u00e0 che l\u2019uso delle armi nucleari comportava. Nel 1957, invece, si venne a creare un\u2019organizzazione di scienziati provenienti da ogni parte del mondo con lo scopo di contribuire alla compatibilit\u00e0 dello sviluppo scientifico con la pace internazionale.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale nacque anche il <strong>CERN<\/strong> (<em>European Organization for Nuclear Research<\/em>) che, grazie ad Edoardo Amaldi, un altro membro dei Ragazzi della via Panisperna, decise di imporre delle condizioni con le quali queste ricerche potessero svilupparsi: <strong>la ricerca doveva essere di base, non doveva avere nessun legame con le attivit\u00e0 militari e doveva essere aperta a tutti i ricercatori senza vincoli di segretezza<\/strong>.<\/p>\n<p>I membri della comunit\u00e0 scientifica non possono limitarsi alle questioni particolari\u00a0perdendo di vista il loro significato complessivo, sia per i singoli scienziati stessi sia per la comunit\u00e0 tutta.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>\u00ab Al mondo ci sono varie categorie di scienziati; gente di secondo e terzo rango, che fanno del loro meglio ma non vanno lontano. C\u2019\u00e8 anche gente di primo rango, che arriva a scoperte di grande importanza, fondamentale per lo sviluppo della scienza. Ma poi ci sono i geni come Galileo e Newton. Ebbene Ettore era uno di quelli. Majorana aveva quel che nessun altro al mondo ha. Sfortunatamente gli mancava quel che \u00e8 invece comune trovare negli altri uomini: il semplice buon senso. \u00bb<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Come sottolineato da queste <a title=\"https:\/\/ricerca.repubblica.it\/repubblica\/archivio\/repubblica\/2001\/01\/28\/majorana.html\" href=\"https:\/\/ricerca.repubblica.it\/repubblica\/archivio\/repubblica\/2001\/01\/28\/majorana.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">parole<\/a> di Fermi, il buon senso \u00e8 un aspetto importante nell\u2019uomo e lo \u00e8 ancora di pi\u00f9 in uno scienziato. \u00c8 singolare come a dirlo sia proprio uno dei collaboratori per la costruzione di una delle armi pi\u00f9 distruttive mai create, che di fronte alla potenza realizzata non si preoccup\u00f2 minimamente,\u00a0secondo la <a title=\"https:\/\/www.repubblica.it\/venerdi\/articoli\/2017\/12\/04\/news\/il_galileo_del_novecento-183016022\/\" href=\"https:\/\/www.repubblica.it\/venerdi\/articoli\/2017\/12\/04\/news\/il_galileo_del_novecento-183016022\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">testimonianza<\/a> di Gino Segr\u00e8.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>\u00ab E quando, coll\u2019andar del tempo avrete scoperto tutto lo scopribile, il vostro progresso non sar\u00e0 che un progressivo allontanamento dall\u2019umanit\u00e0. Tra voi e l\u2019umanit\u00e0 pu\u00f2 scavarsi un abisso cos\u00ec grande, che, un giorno, a ogni vostro eureka rischierebbe di rispondere un grido di dolore universale. \u00bb<\/strong> (B. Brecht, <em>Vita di Galileo<\/em>)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Oggigiorno stiamo vivendo una situazione in cui vediamo esperti sostituirsi ai politici, o, peggio ancora, la scienza strumentalizzata dai politici. Scienziati, biologi, epidemiologi corrono alla ricerca di una soluzione per chiudere \u2013 o almeno contenere \u2013\u00a0la finestra Covid-19; al contempo vediamo altres\u00ec politici pronti a divulgare informazioni scientifiche non in loro possesso e non confermate o smentite da esperti. Il nodo si \u00e8 formato in questa \u201cgara al rimedio\u201d nella quale tutti si sentono in diritto di sapere e consigliare, da cui \u00e8 derivata la poca fiducia nelle istituzioni ma anche nella scienza e nella medicina. Il premier Conte, ci\u00a0aveva lasciato spiragli di speranza nel <a title=\"http:\/\/www.quotidianosanita.it\/scienza-e-farmaci\/articolo.php?articolo_id=82145\" href=\"http:\/\/www.quotidianosanita.it\/scienza-e-farmaci\/articolo.php?articolo_id=82145\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">marzo 2020<\/a>:\u00a0<strong>\u00abQuando dico che ci basiamo su informazioni tecnico-scientifiche non dico che facciamo alla lettera quello che ci dicono i tecnici. Noi abbiamo una responsabilit\u00e0 politica. Valutiamo a tutto tondo gli aspetti in gioco. Noi seguiamo la trasparenza. Ma io e i miei ministri ci assumiamo tutta la responsabilit\u00e0\u00bb<\/strong>. Ma, ahim\u00e8, \u00e8 passato pi\u00f9 di un anno e gli atleti in gara continuano a cambiare; consapevoli che sia la scienza\u00a0sia la politica \u2013 in quanto formate da uomini \u2013 commettono errori, <strong>auguriamoci che dagli errori del passato si impari cercando un equilibrio capace di mantenere viva l\u2019umanit\u00e0\u00a0in tutte le sue componenti, fisiche e morali<\/strong>.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>\u00ab Agisci in modo che le conseguenze della tua azione siano compatibili con la permanenza di un&#8217;autentica vita umana sulla terra. \u00bb<\/strong> (Hans Jonas, <em>Il principio di responsabilit\u00e0. Un\u2019etica per la civilt\u00e0 tecnologica<\/em>, 1979)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<\/div>\n<div id=\"cc-m-11910628477\" class=\"j-module n j-hgrid \">\n<div class=\"cc-m-hgrid-column\">\n<div id=\"cc-matrix-3382104777\">\n<div id=\"cc-m-11910628577\" class=\"j-module n j-text \">\n<p><strong>Fonte: <\/strong><a href=\"https:\/\/www.gazzettafilosofica.net\/2021-1\/settembre\/la-scienza-si-fa-strada-tra-morale-e-politica\/\"><strong>https:\/\/www.gazzettafilosofica.net\/2021-1\/settembre\/la-scienza-si-fa-strada-tra-morale-e-politica\/<\/strong><\/a><\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Gazzetta filosofica (Emma Ferramosca) &nbsp; Cena tra fisici quantistici, 29 ottobre 1927, Bruxelles. In piedi in terza fila: A. Piccard, E. Henriot, P. Ehrenfest, E. Herzen, Th. de Donder, E Schr\u00f6dinger, J.E. Verschaffelt, W. Pauli, W. Heisenberg, R. Fowler, L. Brillouin. Nella fila centrale: P. Debye, M. Knudsen, W.L. Bragg, H.A. 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