{"id":67239,"date":"2021-09-20T11:00:54","date_gmt":"2021-09-20T09:00:54","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=67239"},"modified":"2021-09-18T09:07:28","modified_gmt":"2021-09-18T07:07:28","slug":"germania-al-voto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=67239","title":{"rendered":"Germania al voto"},"content":{"rendered":"<p><strong>di La Fionda (Alessandro Borscia)<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Nella tormentata storia politica della Germania, le elezioni politiche per la formazione dei vari parlamenti tedeschi hanno sempre, o quasi sempre, attirato le attenzioni degli osservatori di tutto il mondo. Quelle indette per la formazione del ventesimo Bundestag \u2013 previste per la sola giornata di domenica 26 settembre 2021, con seggi aperti dalle 8:00 alle 18:00 \u2013 hanno pi\u00f9 di una ragione per risultare, anche all\u2019occhio del comune cittadino, come particolarmente importanti. Innanzitutto, l\u2019eredit\u00e0 politica di Angela Merkel: 16 anni di governo (come Helmut Kohl), un periodo lunghissimo, in cui la Germania \u00e8 uscita dalle ombre del suo passato e si \u00e8 riaffacciata sulla scena della politica mondiale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">In secondo luogo, la posta in gioco: in cima all\u2019agenda politica di tutti i maggiori partiti c\u2019\u00e8 un concetto espresso da un termine molto chiaro: <em>Klimapolitik<\/em>, ovvero la trasformazione post-fossile del pi\u00f9 importante paese industriale d\u2019Europa. Una sfida gigantesca. Sui modi con cui raggiungere l\u2019obiettivo di una Germania ad economia climaticamente \u201cneutrale\u201d e con una societ\u00e0 tecnologicamente avanzata, le posizioni delle pi\u00f9 importanti forze politiche sono ben identificabili e le differenze evidenti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il terzo aspetto riguarda proprio le compagini politiche in campo. Per il cittadino tedesco il sistema elettorale \u00e8 molto semplice: occorre esprimere due voti, Erststimme und Zweitstimme, primo e secondo voto. Con il primo voto (chiamato anche voto di circoscrizione o voto diretto) si vota per un candidato diretto nella propria circoscrizione. Il candidato con il maggior numero di Erststimmen nel suo collegio elettorale riceve il mandato diretto e va in Parlamento. In questo modo entrano in Bundestag 299 deputati, circa la met\u00e0 del totale. Gli altri rappresentanti sono scelti con il Zweitstimme, che \u00e8 il voto decisivo per l\u2019assegnazione dei seggi ai partiti. Con il secondo voto l\u2019elettore sceglie un partito i cui candidati sono compilati su liste statali (Landesliste).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Alle elezioni federali del 26 settembre parteciperanno circa 50 liste, ma i partiti che supereranno lo sbarramento del 5% sono quelli noti: i cristiano democratici della CDU\/CSU (Union), i liberali del FDP di Christian Lindner (Freie demokratische Partei), i socialdemocratici dell\u2019SPD, la sinistra di Die Linke, il partito B\u00fcndnis 90\/Die Gr\u00fcnen (Verdi) presieduto dal duo Baerbock-Habeck e la destra populista e reazionaria di AfD, Alternativa per la Germania, che ha fatto il suo ingresso in Parlamento nel 2017 conquistando il 12,6% dei voti. Qualche speranza ce l\u2019hanno anche i Freie W\u00e4hler, gli Elettori Liberi, che alcuni istituti di ricerca danno al 3%.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Tolti gli estremi di AfD e Die Linke, con i quali presumibilmente nessuno stringer\u00e0 alleanze per governare, questa volta sono in tre a giocarsi il posto di cancelliere federale e una grossa fetta di potere in parlamento: Armin Laschet, candidato dell\u2019Union, Annalena Baerbock, la giovane e risoluta leader dei Verdi, e Olaf Scholz, attuale vicecancelliere, ministro delle Finanze e candidato dell\u2019SPD. Tutti con diverse personalit\u00e0, programmi, visioni del mondo: \u00ab\u00c8 un segno di vitale pluralismo. Senza pluralismo non c\u2019\u00e8 democrazia\u00bb, ha scritto la rivista di cultura politica <em>Cicero<\/em> in un suo quaderno speciale dedicato alle elezioni 2021.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">I sedici anni di guida di Angela Merkel sono stati caratterizzati da ben tre governi (2005-2009, 2013-2017 e 2018-2021) di <em>schwarz-rote Koalition<\/em>,la coalizione nero-rossa fra Union e socialdemocratici, che non ha fatto altro che spostare la SPD verso il centro, precipitandola negli anni a medio-piccola formazione politica, da grande partito popolare e trasversale che era e aprendo quindi spazi ai Verdi e, a sinistra, a Die Linke. Questo discorso di ridimensionamento dei grandi partiti in un\u2019epoca, come scrive il sociologo tedesco Andreas Reckwitz, di individualismo e \u00abSingularit\u00e4ten\u00bb, riguarda anche la CDU. Fra Adenauer, Kohl e Merkel, il grande partito cristiano democratico tedesco ha governato la Repubblica federale per 46 anni. Oggi, a poco pi\u00f9 di due settimane dalle elezioni, i sondaggi registrano un calo vertiginoso dell\u2019Union, che sprofonda come mai era accaduto nella sua storia al 19% (sondaggio dell\u2019istituto Forsa pubblicato il 7 settembre 2021). Alla domanda: \u00abSe le elezioni fossero domenica 12 settembre\u2026\u00bb, posta ai cittadini da un altro istituto di ricerca demoscopica (il Forschungsgruppe Wahlen), la CDU\/CSU guadagna qualcosa e ottiene il 22% dei gradimenti, sempre comunque sotto quelli che sembrano essere tornati i rivali della SPD. Questi stabilizzano la tendenza in ascesa al 25%, quota da considerarsi ottima, viste le cifre da cui provengono dopo tre <em>Gro\u00dfe Koalitionen<\/em> all\u2019ombra di Merkel.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La rinascita della SPD, pi\u00f9 che per merito dei due presidenti Saskia Esken e Norbert Walter-Borjans, alla guida del partito dal 6 dicembre 2019, sembra derivare dall\u2019attuale ministro delle Finanze e vicecancelliere Olaf Scholz, che in questi giorni si sta presentando come il candidato pi\u00f9 credibile. Questo, se vogliamo credere al portale web demoscopico <em>Statista<\/em>, che in un\u2019indagine di inizio settembre chiede ai cittadini quanto siano contenti dei propri politici. Dopo Angela Merkel, prima con il 64% del gradimento, c\u2019\u00e8 proprio Olaf Scholz con il 56% di soddisfatti della sua azione politica, appena sopra a Markus S\u00f6der, ministro presidente del Bayern e leader della CSU bavarese. Nella stessa graduatoria Baerbock \u00e8 al 25% di giudizi positivi, mentre solo il 20% degli interpellati \u00e8 soddisfatto del lavoro di Armin Laschet.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Fra le gaffe di quest\u2019ultimo e l\u2019inesperienza di Baerbock, che non ha mai ricoperto un ruolo politico ufficiale importante, Scholz \u00e8 sicuramente il pi\u00f9 esperto e navigato. Nato 63 anni fa a Osnabr\u00fcck, di professione avvocato, si definisce egli stesso un politico pragmatico e affidabile, come ha dichiarato in un\u2019intervista al quotidiano berlinese <em>Der<\/em> <em>Tagespiegel<\/em> del 5 settembre 2021. Attivo in politica gi\u00e0 dal 1975, \u00e8 stato ministro del Lavoro durante il primo governo Merkel (2007-2009) e ha ricoperto la carica di sindaco di Amburgo dal 2011 al 2018, mettendo in mostra le sue doti di leader silenzioso, razionale, apparentemente senza emozioni, in questo simile al carattere di Merkel. Tenacia, meticolosit\u00e0 e ricerca del compromesso sono gli altri aspetti in comune con la cancelliera uscente. I due, infatti, hanno sempre lavorato in accordo e con fiducia, specie nel periodo di crisi causato dal Covid-19. I suoi critici lo accusano di presentarsi come un Merkel 2.0, imitando della cancelliera uscente perfino la <em>Raute<\/em>, il gesto di porre le dita delle mani a losanga. Fra le prime cose che intende fare, se eletto Bundeskanzler, c\u2019\u00e8 l\u2019aumento del salario minimo a 12 euro all\u2019ora.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Questa la situazione di Scholz, apparentemente positiva e rosea nelle previsioni. Almeno fino alla mattina di gioved\u00ec 9 settembre, quando alcuni investigatori della polizia e della procura di Osnabr\u00fcck (in Bassa Sassonia) hanno perquisito le sedi berlinesi del ministero delle Finanze diretto da Scholz. Motivo delle perquisizioni sono alcune irregolarit\u00e0 riscontrate nell\u2019operato del FIU (Financial Intelligence Unit), la pi\u00f9 alta autorit\u00e0 tedesca contro il riciclaggio di denaro. La Procura della Repubblica di Osnabr\u00fcck accusa la FIU, alle dipendenze del ministero di Scholz, di non aver effettuato tutte le dovute comunicazioni all\u2019autorit\u00e0 giudiziaria. Il procedimento riguarda alcuni collaboratori del FIU e non il Ministero. Tuttavia, considerando che per la valutazione dei documenti sequestrati ci vorr\u00e0 molto tempo, appare comprensibile la reazione seccata di Olaf Scholz che vuole sapere perch\u00e9 le perquisizioni siano state effettuate proprio a pochi giorni dal voto. Scholz, scrive <em>Cicero<\/em>, \u00abemana ragione e affidabilit\u00e0, ma anche grandissima noia\u00bb. Mr. Verl\u00e4sslich (Mr. Affidabile), come viene anche chiamato, si \u00e8 guadagnato i galloni sul campo, ma su di lui occorre perlomeno accennare anche al fatto che nel 2002 era al fianco di Schr\u00f6der nell\u2019attuazione della riforma del mercato del lavoro conosciuta come Hartz IV, contro la volont\u00e0 dei sindacati. E guidava il ministero delle Finanze nel giugno 2020, durante il clamoroso crack della Wirecard, la societ\u00e0 fornitrice di servizi finanziari che faceva parte dell\u2019indice DAX.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Se l\u2019Union sta precipitando nei sondaggi, la cosa in parte \u00e8 dovuta anche alla tutt\u2019altro che felice campagna elettorale, almeno finora, del suo candidato Armin Laschet. Hanno fatto il giro del mondo le imbarazzanti immagini dell\u2019attuale ministro presidente della Renania-Vestfalia che, in visita a Erftstadt nelle zone colpite dalla devastante alluvione del 19 luglio, viene sorpreso dalle telecamere mentre ridacchia. In realt\u00e0, qualche metro dietro il presidente della Repubblica Frank-Walter Steinmeier che parlava ai microfoni dei giornalisti davanti alla caserma centrale dei vigili del fuoco di Erftstadt, c\u2019erano molte autorit\u00e0 che partecipavano all\u2019inopportuno motto di spirito, ma, come sottolinea in un articolo il <em>S\u00fcddeutsche Zeitung<\/em> del 4\/5 settembre, \u00absolo uno fra questi vuole diventare Bundeskanzler\u00bb. Laschet si \u00e8 subito scusato ma la sensazione \u00e8 che sia troppo tardi. Quando ha preso la presidenza del partito, nel gennaio scorso, l\u2019Union era al 35%. In aprile Armin Laschet diventa ufficialmente il candidato dell\u2019Union e le preferenze calano al 27%, per arrivare, dopo una campagna elettorale che <em>Der Spiegel<\/em> definisce come \u00abprovenire da un altro secolo\u00bb, agli ultimi rilevamenti che danno la CDU\/CSU al 21-22%. Laschet \u00e8 un politico navigato, ma al momento sembra essere il candidato perdente. Tuttavia, la volatilit\u00e0 e l\u2019instabilit\u00e0 del sistema politico tedesco in questi giorni preelettorali \u2013 i dati di circa un mese fa dicevano che la SPD era sotto l\u2019Union di 5 punti, mentre nelle ultime rilevazioni \u00e8 sopra di 5 punti percentuali- potrebbero aiutare Laschet. Molti si chiedono dove sarebbe l\u2019Union nei sondaggi, se avesse avuto Markus S\u00f6der come candidato Bundeskanzler.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Anche per i Gr\u00fcne del duo Annalena Baerbock-Robert Habeck le previsioni ad aprile erano addirittura entusiasmanti, vicino al 30%. Oggi, invece, i sondaggi ridimensionano il partito ecologista intorno al 17%. Molto del favore per i Verdi \u00e8 andato perduto in seguito all\u2019inesperienza della giovane candidata Baerbock, della quale l\u2019opinione pubblica \u00e8 venuta a sapere di alcune inesattezze nel suo curriculum e anche di un\u2019accusa di plagio, per aver copiato parti del suo libro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ma la ragione principale per la quale queste elezioni federali risultano cos\u00ec importanti, tanto da spingere il <em>S\u00fcddeutsche Zeitung<\/em> a scrivere che questa \u00ab\u00e8 una delle elezioni pi\u00f9 complicate nella storia del paese\u00bb, \u00e8 sicuramente la frammentazione dell\u2019intero scenario politico tedesco. \u00abL\u2019appiattimento dei partiti di centro su un pi\u00f9\/meno 22 per cento. La caduta pressoch\u00e9 inarrestabile dell\u2019Union, l\u2019ottovolante dei Verdi, la SPD come Lazzaro: il sistema politico della Germania \u00e8 entrato in una centrifuga, si fa largo la paura\u00bb, scrive Stefan Cornelius, secondo il quale, ma sono in tanti a pensarlo, il 26 settembre 2021 segner\u00e0 una data storica per la politica tedesca e \u00abniente sar\u00e0 pi\u00f9 come prima\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Le elezioni in ballo, in effetti sono due: la prima \u00e8 quella del 26 settembre, a cui prenderanno parte i cittadini, che si conclude alle 18 di domenica, e l\u2019altra inizia immediatamente dopo, appena chiude l\u2019ultimo seggio elettorale. A questa consultazione i cittadini non parteciperanno, anzi, magari vorrebbero sapere qualcosa in pi\u00f9 su cosa si sta gi\u00e0 tramando dietro le quinte, scrive il SZ. Nessuno sa quando ci sar\u00e0 la conclusione di questo secondo atto, l\u2019elezione del cancelliere o della cancelliera, nessun algoritmo pu\u00f2 prevederlo. La fatidica questione di questi giorni, ovvero: \u00abChi sia in grado di governare con chi\u00bb, comincer\u00e0 a prendere concretezza solo a partire dalla mattina di luned\u00ec 27 settembre.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Oggi, nella grande incertezza e preoccupazione del clima preelettorale, l\u2019arcobaleno delle probabili coalizioni assume proporzioni importanti. Se togliamo le due alleanze formate da due partiti, proprio per mancanza di massa elettorale per raggiungere il 50%, rimangono realisticamente cinque possibili soluzioni. Si presentano secondo la modalit\u00e0 in uso qui in Germania di associare un colore ad ogni singolo partito, per formare quindi diverse \u201cbandiere\u201d. Le due con le pi\u00f9 alte probabilit\u00e0 di successo sono la coalizione Deutschland, ovvero l\u2019alleanza fra Union, SPD e FDP: nero-rosso-giallo, e Kenia, che \u00e8 come sopra ma con i Verdi al posto dei liberali: nero-rosso-verde. C\u2019\u00e8 poi la coalizione Ampel, semaforo, formata da SPD, Verdi, FDP, e infine Jamaica (nero-verde-giallo), Union e FDP con i Gr\u00fcne. Naturalmente, l\u2019ordine dei colori sar\u00e0 deciso dal voto e avr\u00e0 un peso relativo importante nel governare. Se ognuna di queste quattro coalizioni pu\u00f2 essere definita come altamente probabile, soprattutto le prime due, c\u2019\u00e8 anche una quinta alleanza (rot-rot-gr\u00fcn) che per\u00f2 \u00e8 solamente possibile, ed \u00e8 quella fra SPD, Linke e Verdi. Ci\u00f2 che rende solo teoricamente possibile questa soluzione \u00e8 soprattutto la posizione di Die Linke nelle questioni di politica estera.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">I programmi elettorali dei partiti, a parte i Verdi, su molti punti e per molti versi si somigliano. Sulla <em>Klimapolitik<\/em>, Union e SPD intendono raggiungere la neutralit\u00e0 climatica (emissioni nette di anidride carbonica pari a zero) nel 2045, la FDP nel 2050. Per Verdi e Linke, invece, sono necessarie un\u2019accelerazione e un rafforzamento delle misure politiche nella lotta contro la crisi. Barebock ha promesso investimenti nelle infrastrutture per 50 miliardi di euro all\u2019anno. AfD nega il fattore antropico della crisi del clima e vede l\u2019obiettivo dell\u2019impatto zero del carbonio, con la conseguente trasformazione della societ\u00e0, come una minaccia alla libert\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Un altro tema che sta in cima alla lista delle preoccupazioni dei tedeschi, come rivela un sondaggio pubblicato su <em>Der Tagesspiegel<\/em> il 10 settembre scorso, \u00e8 l\u2019aumento delle tasse a causa dei danni provocati dalla pandemia: Union e FDP rifiutano gli aumenti, mentre SPD, Linke e Verdi vorrebbero invece un maggiore aggravio sui redditi pi\u00f9 alti. Nella politica finanziaria, sul tema delle pensioni e nelle politiche abitative SPD e Verdi sembrano avere molte cose in comune.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Un altro timore rilevato dalle indagini demoscopiche \u00e8 quello del rincaro del costo della vita. Solo al quarto posto il tema dell\u2019immigrazione, preceduto dalla preoccupazione dei tedeschi di far fronte con le loro tasse alla crisi del debito nell\u2019Unione Europea. Armin Laschet ha dichiarato che reintrodurr\u00e0 al pi\u00f9 presto lo <em>Schuldenbremse<\/em> (il pareggio di bilancio). In politica estera, per i tre candidati valgono delle condizioni, prime fra tutte quella di un impegno con la Nato e la cooperazione transatlantica. Questo \u00e8 il maggiore ostacolo alla formazione di una coalizione SPD-Verdi e Linke, e questo \u00e8 anche il punto su cui Laschet attacca l\u2019avversario Scholz.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\u00c8 quello che \u00e8 successo durante il secondo dei tre appuntamenti televisivi di sfide preelettorali con i tre candidati a confronto (das Triell), andato in scena domenica 12 settembre negli studi berlinesi della televisione nazionale ARD\/ZDF, davanti agli occhi di quasi 30 milioni di telespettatori. Laschet, che in questi ultimi giorni sta cercando disperatamente di recuperare la sua immagine (grazie anche al supporto di una squadra di esperti, colpevolmente creata troppo tardi), cambia tattica e va all\u2019assalto di Scholz, su tutti i fronti (i risultati del primo sondaggio blitz effettuato da Infratest\/Dimap dopo la sfida televisiva dicono che Scholz \u00e8 piaciuto al 41% dei telespettatori, mentre Laschet e Baerbock sono pi\u00f9 lontani, rispettivamente al 27 e 25 percento). I media rilanciano l\u2019impressione che il candidato dell\u2019Union abbia trovato la strategia adatta per la battaglia elettorale. Gli ultimi sondaggi a due settimane dal voto non evidenziano grandi spostamenti: i due (ex) grandi partiti popolari mantengono le posizioni, con la SPD ferma al 25% e l\u2019Union che oscilla fra il 21\/22 percento. Per quanto riguarda gli altri partiti, le previsioni indicano i Verdi al 17%, AfD e FDP appaiati all\u201911%, e Linke ad un pericoloso 6%. Gli altri partiti minori raggiungono insieme il nove percento. Elevato il numero degli indecisi e delle indecise, come mostra un\u2019indagine Allensbach, pubblicata dal <em>Frankfurter Allgemeinen Zeitung<\/em>: solo il 60% di chi ha diritto al voto sa quale candidato votare. E poi ci sono tutti quelli che non vogliono andare a votare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Quasi certamente, ma chiss\u00e0, per Laschet \u00e8 tardi, ma quantomeno sta contribuendo a evitare il crollo verticale della CDU, cosa che trasformerebbe profondamente il sistema politico della Germania, e non solo.<\/p>\n<p><strong>Fonte: https:\/\/www.lafionda.org\/2021\/09\/16\/germania-al-voto\/<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di La Fionda (Alessandro Borscia) Nella tormentata storia politica della Germania, le elezioni politiche per la formazione dei vari parlamenti tedeschi hanno sempre, o quasi sempre, attirato le attenzioni degli osservatori di tutto il mondo. 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