{"id":67278,"date":"2021-09-22T08:00:48","date_gmt":"2021-09-22T06:00:48","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=67278"},"modified":"2021-09-20T20:01:17","modified_gmt":"2021-09-20T18:01:17","slug":"non-solo-aukus-come-la-ue-punta-alla-sua-militarizzazione-dellindo-pacifico","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=67278","title":{"rendered":"Non solo AUKUS. Come la UE punta alla &#8220;sua&#8221; militarizzazione dell&#8217;Indo-Pacifico"},"content":{"rendered":"<p><strong>di L&#8217;ANTIDIPLOMATICO (Fabrizio Poggi)<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"entry-content\">\n<p>Avanza con gli stivali delle sette leghe la strategia militare \u201cdi difesa\u201d dell&#8217;Unione Europea, cui Washington risponde con l&#8217;alleanza anglosassone dentro e fuori la NATO. Momenti significativi del confronto sono stati, da un lato, la dichiarazione congiunta della presidente della Commissione UE Ursula von der Leyen e del Ministro della difesa tedesco Annegret Kramp-Karrenbauer, con cui si chiede un \u00absalto in avanti\u00bb nella militarizzazione della UE, dichiarazione immediatamente seguita dal discorso della von der Leyen sul cosiddetto \u201cstato della UE\u201d e, dall&#8217;altro lato, l&#8217;adesione ufficiale dell&#8217;Australia all&#8217;accordo AUKUS con USA e Gran Bretagna, \u00abper la stabilit\u00e0 nella regione Indo-Pacifico\u00bb. Definizione, quest&#8217;ultima, con cui a Washington si intende la volont\u00e0 di fare il proprio comodo in un bacino in cui ormai da anni portaerei e incrociatori yankee cercano lo scontro ravvicinato con la marina cinese, per cercare di frenare gli investimenti di Pechino anche nelle isole del Pacifico.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>L&#8217;accordo AUKUS ha comportato la rescissione, da parte di Canberra, del contratto da 56 miliardi di euro con la francese Naval Group per la fornitura di 12 sommergibili convenzionali (realizzati per\u00f2 con la tecnologia di quelli\u00a0<a href=\"https:\/\/www.difesaonline.it\/mondo-militare\/i-nuovi-sottomarini-francesi-classe-barracuda-lanceranno-missili-da-crociera\">nucleari della classe \u201cBarracuda\u201d<\/a>) a favore di un intesa da 66 miliardi $ con imprese USA e britanniche, che forniranno all&#8217;Australia la tecnologia necessaria a costruire ad Adelaide almeno otto sommergibili nucleari, il cui varo \u00e8 previsto intorno al 2036.<\/p>\n<p>Secondo la\u00a0<em>TASS<\/em>, gli australiani avranno accesso anche alla tecnologia missilistica USA e ai missili da crociera Tomahawk per i cacciatorpediniere classe \u201cHobart\u201d, oltre a JASSM e LRASM per i velivoli F\/A-18 e F-35. Le forze di terra australiane riceveranno missili in grado di distruggere bersagli a oltre 400 km. I nuovi vascelli, osserva\u00a0<em>Il Sole 24 ore<\/em>, \u00abavranno raggio d&#8217;azione illimitato, capaci di spingersi nel mar Cinese Meridionale e a Taiwan, operare in assoluto silenzio e difficili da intercettare, con la possibilit\u00e0 di manovre navali alleate nell&#8217;aera che modifichino drasticamente l&#8217;equilibrio militare nella regione\u00bb.<\/p>\n<p>L&#8217;intesa AUKUS prevede anche massiccia cooperazione nei settori cibernetico e dell&#8217;intelligenza artificiale, elementi centrali nelle guerre moderne; in sostanza, l&#8217;Australia diventa la settima potenza a dotarsi di sommergibili nucleari, oltre USA, Gran Bretagna, Francia, Russia, Cina e India.<\/p>\n<p>Dopo che USA e Gran Bretagna, col pretesto del \u201cpericolo cinese\u201d, hanno soffiato alla Francia l&#8217;affare multimiliardario, Parigi ha richiamato i propri ambasciatori da Washington e Canberra. L&#8217;Australia deve inoltre considerare anche le molto probabili contromisure economiche del proprio maggior partner commerciale: la Cina.<\/p>\n<p>Il Ministro degli esteri francese Jean-Ives Le Drian ha parlato di \u201ccolpo alla schiena\u201d. Per la legge del contrappasso, gli ha risposto indirettamente la portavoce del Ministero degli esteri russo, Marija Zakharova &#8211; \u00absono cattivi solo quei coltelli che senti conficcati nella tua schiena?\u00bb &#8211; ricordando come nel 2015 Parigi stessa, dietro pressioni USA, avesse rescisso il contratto di 1,2 miliardi di euro stipulato nel 2011 tra DCNS\/STX e Rosoboronexport, per fornire alla Russia due portaelicotteri classe \u201cMistral\u201d.<\/p>\n<p>Colpo alla schiena o meno, l&#8217;azionariato francese sta subendo batoste a ripetizione: le svizzere\u00a0<em>Le Matin Dimanche<\/em>\u00a0e\u00a0<em>Sonntags Zeitung<\/em>\u00a0scrivono che Emmanuel Macron ha fatto sapere che non ci sar\u00e0 alcun incontro a novembre con l&#8217;omologo svizzero Guy Parmelin, dopo la disdetta da parte di Berna del contratto per la fornitura di caccia \u201cRafale\u201d a favore di trentasei \u201cF-35\u201d USA, per un valore di 6,5 miliardi di dollari.<\/p>\n<p>Secondo la cripto-americana\u00a0<em>HuffPost<\/em>, l&#8217;intesa Washington-Londra-Canberra sarebbe \u00abparagonabile per importanza all\u2019accordo sull\u2019intelligence\u00a0<em>Five Eyes<\/em>, firmato 75 anni fa da USA, UK, Canada, Australia e Nuova Zelanda. Al vecchio nemico di allora, l\u2019Unione Sovietica, si \u00e8 sostituito il grande rivale di oggi, la Repubblica Popolare Cinese, in una sfida che rende l\u2019Europa sempre pi\u00f9 piccola e marginale\u00bb. Si tratta, osserva invece la\u00a0<em>TASS<\/em>, di una ulteriore \u00aballeanza di Washington nella regione Asia-Pacifico, quantunque gli USA collaborino gi\u00e0 con l&#8217;Australia tanto nel ANZUS (Washington,\u00a0 Wellington, Canberra) che nella\u00a0<em>Five Eyes<\/em>\u00bb.<\/p>\n<p>Al momento, stante la ritrosia di buona parte dei paesi dell&#8217;ASEAN (Indonesia, Malaysia, Filippine, Singapore, Thailandia, Brunei, Viet Nam, Laos, Birmania, Cambogia) a mettersi in contrasto con Pechino, Washington punta infatti a nuove direttrici anti-cinesi. Non sembra del tutto chiaro se la nuova alleanza AUKUS si sovrapponga o si affianchi, ad esempio al QSD (<em>Quadrilateral Security Dialogue<\/em>: USA, India, Giappone e Australia) nel progetto yankee del cosiddetto \u201cpartenariato Indo-Pacifico\u201d, una sorta di NATO orientale, in cui il Pentagono intenderebbe riunire le regioni Asia-Pacifico e Sud-Asiatica, per coinvolgerle contro la Cina.<\/p>\n<p>Anche la strategia Indo-Pacifico della UE, scrive J\u00f6rg Kronauer su\u00a0<em>Die junge Welt<\/em>, presentata nei giorni scorsi a Bruxelles, prevede maggiore cooperazione militare con i singoli stati QSD, con \u00abespansione della presenza navale nella regione Indo-Pacifico\u00bb e la determinazione di \u00abaree marine di interesse\u00bb in cui cooperare con \u00abpartner regionali\u00bb.<\/p>\n<p>Per parte sua, per\u00f2, il Ministero degli esteri cinese ha dichiarato che il patto AUKUS mina \u00abla pace e la stabilit\u00e0\u00bb e intensifica la corsa agli armamenti, mentre dichiara \u00abnon gradita la visita a Shanghai della fregata tedesca &#8220;Bavaria&#8221;, che sta toccando i porti dei tre membri orientali del QSD: Australia, Giappone e India.<\/p>\n<p>Di converso, scrive\u00a0<em>Il Sole 24 ore<\/em>, la Cina ha avviato le procedure per l&#8217;adesione all\u2019Accordo globale e progressivo di partenariato trans-Pacifico (CpTpp, o Tpp-11), che ha istituito \u00abun\u2019area di libero scambio che include Giappone, Australia, Canada, Messico, Nuova Zelanda, Viet Nam, Singapore, Malesia, Brunei, Cile e Per\u00f9\u00bb. Attraverso il Tpp, Pechino intenderebbe \u00abaumentare ulteriormente il proprio peso nell\u2019arena economica e commerciale dell\u2019Asia-Pacifico\u00bb. Non \u00e8 per\u00f2 escluso che la candidatura cinese si scontri col veto dell&#8217;Australia, su pressione USA.<\/p>\n<p>In questo quadro, quale \u00e8 il ruolo dell&#8217;Europa? Ne d\u00e0 un sunto, di nuovo, il quotidiano di Confindustria. Sulle sue pagine, da un lato, in ossequio al proprio ruolo, il Segretario generale NATO Jens Stoltenberg afferma perentoriamente che \u00abSenza gli USA, l\u2019Unione europea non sar\u00e0 mai in grado di difendere l\u2019Europa\u00bb: ci\u00f2 anche \u00abper motivi geografici: la Norvegia a Nord, la Turchia a Sud, il Canada, gli Stati Uniti e il Regno Unito a Ovest contribuiscono alla difesa dell&#8217;Europa. Abbiamo quindi bisogno di un legame transatlantico per una credibile difesa dell&#8217;Europa\u00bb. Dunque, \u00abNord America e Europa devono rimanere uniti perch\u00e9 stiamo affrontando un cambio negli equilibri di potere a livello globale sulla scia di una Russia pi\u00f9 aggressiva e dell&#8217;ascesa della Cina\u00bb.<\/p>\n<p>Dall&#8217;altro lato, il Commissario europeo per il mercato interno, Thierry Breton, incita ad accelerare il passo sulla \u201cdifesa comune europea\u201d e a ridefinire \u00abla dottrina della sicurezza\u00bb, dando vita a \u00abuna forza di proiezione attivabile rapidamente\u00bb, soprattutto dopo il ritiro yankee dall&#8217;Afghanistan, che \u00abha evidenziato ancora una volta la forte dipendenza dell\u2019Europa dalla politica estera e di sicurezza di Washington\u00bb.<\/p>\n<p>Pi\u00f9 apertamente, gli obiettivi strategici sono stati esposti in lingua teutonica.<\/p>\n<p>Stiamo entrando in \u00abuna nuova era di maggiore concorrenza\u00bb a livello globale, ha detto Ursula von der Leyen nel discorso sullo stato dell&#8217;Unione; dunque, la UE deve essere in grado di operare militarmente in modo indipendente, anche \u00absenza la partecipazione di NATO o ONU\u00bb. Annegret Kramp-Karrenbauer, che di recente aveva raccomandato la creazione di \u00abcoalizioni dei volenterosi\u00bb per le future operazioni militari UE e ha ora definito \u00abimportanti\u00bb le parole della von der Leyen, gi\u00e0 in precedenza aveva diagnosticato un \u00abcambiamento d&#8217;epoca\u00bb, per cui \u00abla politica di sicurezza sar\u00e0 molto pi\u00f9 centrale\u00bb. Ragion per cui, in vista di future operazioni militari, \u00abla cultura strategica della Germania deve cambiare\u00bb e tale mutamento, prospettato da Berlino, verr\u00e0 con ogni probabilit\u00e0 comminato a tutti i paesi membri al vertice UE sulla difesa, previsto per la prima met\u00e0 del 2022,\u00a0<em>quando sar\u00e0 la volta della presidenza\u00a0<\/em>francese: tanto per ribadire il fulcro strategico Berlino-Parigi. Intanto, gi\u00e0 alla fine di ottobre, ha detto AKK, verr\u00e0 presentato il piano per la creazione di una forza europea di reazione rapida, indipendente dalla NATO.<\/p>\n<p>\u00abPer quanto ricordo\u00bb ha dichiarato a\u00a0<em>Narodnye novosti<\/em>\u00a0il politologo Ruslan Bizjaev, il tema \u00e8 gi\u00e0 vecchio di \u00absette anni. Tutto \u00e8 iniziato con il concetto della creazione di forze armate europee, quale mezzo per fornire una soggettivit\u00e0 all&#8217;Unione europea, dato che oggi la UE \u00e8 solo un soggetto economico e che, per diventare soggetto geopolitico, deve disporre di proprie forze armate\u00bb. Bizjaev ha comunque osservato che il \u00abprocesso di creazione di proprie forze armate potrebbe richiedere decenni, viste le serie contraddizioni politiche interne alla UE\u00bb. Ma, se i piani andranno in porto, allora ci saranno \u00abgravi conseguenze per la NATO\u00bb, fino a una sua \u00abradicale riorganizzazione o addirittura al crollo\u00bb dell&#8217;Alleanza atlantica.<\/p>\n<p>Un quadro, quello dipinto da Bizjaev, forse troppo \u201cfuturista\u201d, ma non completamente fantasioso, anche se il Ministro degli esteri francese Jean-Yves Le Drian ha dichiarato a\u00a0<em>France 2<\/em>\u00a0che, nonostante la crisi tra Francia e USA sia giunta a un livello critico, non crede che si possa arrivare al ritiro della Francia dalla NATO. La disputa sulla rescissione del contratto da parte australiana, infatti, ha avuto uno strascico nelle ultime ore: il britannico\u00a0<em>Sunday Telegraph<\/em>\u00a0ha scritto i che dettagli del AUKUS erano stati concordati al G7 del giugno scorso in Cornovaglia; ma Macron non ne era a conoscenza (??). Sarebbe stato l&#8217;ex segretario di stato britannico Dominic Raab a mettere a punto l&#8217;accordo, nonostante gli ammonimenti che ci\u00f2 avrebbe potuto peggiorare i rapporti di Londra con Pechino e Parigi. Da parte sua, Le Drian ha definito false le notizie secondo cui Washington aveva discusso con Parigi la creazione del AUKUS e dell&#8217;intesa sui sommergibili, ancora prima che Canberra annunciasse la disdetta\u00a0 del contratto.<\/p>\n<p>\u00c8 stata quindi la volta di von der Leyen ad annunciare a tutti, quanto AKK aveva apparentemente raccontato ai soli tedeschi. Per \u00abassicurare stabilit\u00e0\u00bb ai diretti confini UE e anche oltre, \u00abnelle diverse regioni\u00bb, \u00e8 indispensabile dar vita a una \u00abUnione europea della difesa\u00bb. E non basta rafforzare la \u00abinteroperabilit\u00e0\u00bb delle forze armate dei singoli paesi, ma \u00e8 anche necessario accelerare ulteriormente lo sviluppo dell&#8217;industria della difesa UE, attraverso \u00abl&#8217;esenzione dall&#8217;IVA sull&#8217;acquisto di attrezzature per la difesa sviluppate e prodotte in Europa\u00bb.<\/p>\n<p>Senza mezze parole, von der Leyen dichiara che, s\u00ec, va bene il partenariato con la NATO, ma la UE deve \u00ab<em>fare di pi\u00f9 da sola sulla difesa\u00bb<\/em>\u00a0e, in ambito NATO, intende trattare da pari a pari con Washington, decidendo autonomamente i propri piani militari.<\/p>\n<p>La lunga omelia di von der Leyen su \u201cquant&#8217;\u00e8 buona la UE\u201d pu\u00f2 essere divisa approssimativamente in tre parti, di cui prima e terza per lo pi\u00f9 (ma non completamente) declarative, con una parte centrale diretta al cuore della questione.<\/p>\n<p>Von der Leyen \u00e8 partita con una lunga disquisizione su quanto fatto da Bruxelles nella lotta alla pandemia: a suo dire, con sforzi e risultati che hanno dello straordinario! Quindi, affermando che \u00abNell\u2019ultimo trimestre la crescita della zona euro ha superato sia quella degli Stati Uniti che quella della Cina\u00bb, \u00e8 passata a parlare del digitale, \u00absenza alcun dubbio, decisivo. Gli Stati membri condividono questa valutazione: la spesa per il digitale nel NextGenerationEU sforer\u00e0 addirittura l\u2019obiettivo del 20%, a riprova dell\u2019importanza di investire nella nostra sovranit\u00e0 tecnologica europea\u00bb. Si \u00e8 lamentata che \u00abmentre la domanda mondiale \u00e8 esplosa, la quota europea dell\u2019intera catena del valore, dalla progettazione alla capacit\u00e0 di produzione, si \u00e8 assottigliata. Ora dipendiamo dai chip di ultima generazione fabbricati in Asia. In questo caso non si tratta solo di competitivit\u00e0. Si tratta anche di sovranit\u00e0 tecnologica. Dobbiamo coordinare gli investimenti UE e nazionali lungo la catena del valore. Lo scopo \u00e8 creare insieme un ecosistema europeo dei chip che sia all\u2019avanguardia, inclusa la produzione. Ci garantiremo cos\u00ec la sicurezza dell\u2019approvvigionamento e svilupperemo nuovi mercati per una tecnologia europea innovativa\u00bb, come fatto vent\u2019anni fa con \u201cGalileo\u201d e il sistema di navigazione dei satelliti europei, ha detto Ursula.<\/p>\n<p>Ma non basta, perch\u00e9 la UE \u00e8 un autentico \u00abpilastro europeo dei diritti sociali\u00bb, che si esplicitano in \u00abposti di lavoro dignitosi, condizioni di lavoro giuste, una migliore assistenza sanitaria e un buon equilibrio di vita\u00bb e, mentre lo dice, sembra crederci davvero, tanto da\u00a0<em>minacciare<\/em>\u00a0\u00abuna nuova strategia europea per l\u2019assistenza\u00bb rivolta a tutti, mentre ai giovani \u00aboffriremo un nuovo programma: ALMA&#8230; per acquisire competenze, creare legami e forgiare la loro identit\u00e0 europea\u00bb e integrarli nella realt\u00e0 comune\u00a0<em>europeista<\/em>\u00a0di disoccupazione, precariato e lavoro gratuito.<\/p>\n<p>La signora ha declamato sulla crisi climatica, il \u201cGreen Deal europeo\u201d e il \u201cnuovo Fondo sociale per il clima\u201d, finanziato con aumenti \u201c<em>di tipo ucraino<\/em>\u201d sulle tariffe energetiche.<\/p>\n<p>Quindi, dopo due lacrimucce ipocrite per dire che \u00absiamo a fianco del popolo afghano\u00bb e annunciare un \u00abpacchetto di sostegno al popolo afghano\u00bb, ecco che si viene al punto. E qui lasciamo la parola (sintetizzandola, comunque) direttamente a lei. \u00abVi sono questioni profondamente preoccupanti che gli alleati dovranno affrontare all\u2019interno della NATO&#8230; Dobbiamo investire nel nostro partenariato congiunto e attingere alla forza unica che caratterizza ciascuna delle parti. Per questo motivo stiamo lavorando con il Segretario generale Jens Stoltenberg a una nuova dichiarazione congiunta UE-NATO da presentare entro la fine dell\u2019anno. Questa per\u00f2 \u00e8 solo una parte dell\u2019equazione. L\u2019Europa pu\u00f2 \u2014 e chiaramente dovrebbe \u2014 essere in grado e avere la volont\u00e0 di fare di pi\u00f9 in autonomia. Ma se vogliamo fare di pi\u00f9, dobbiamo innanzitutto spiegare perch\u00e9. Ritengo si possano abbozzare tre grandi categorie di motivi. In primo luogo, dobbiamo garantire stabilit\u00e0 nel nostro vicinato e nelle diverse regioni. Siamo collegati al mondo tramite bracci di mare angusti, mari tempestosi e vaste frontiere terrestri. Proprio a causa di questa geografia l\u2019Europa sa meglio di chiunque altro che, se non ci si occupa tempestivamente delle crisi esterne, queste crisi si ripercuoteranno all\u2019interno\u00bb.<\/p>\n<p>Eccoci al dunque: tutte le avventure di guerra in cui si \u00e8 sinora lanciata la UE trovano qui il proprio sigillo \u201c<em>istituzionale<\/em>\u201d.<\/p>\n<p>Dopo di che, continua Ursula, \u00abla natura delle minacce che ci troviamo ad affrontare sta evolvendo rapidamente: dagli attacchi ibridi o informatici alla crescente corsa agli armamenti nello spazio\u00bb, e \u00abla \u201ctecnologia di rottura\u201d ha agito come un grande livellatore per il modo in cui oggi il potere pu\u00f2 essere utilizzato dai cosiddetti \u201cStati canaglia\u201d o da gruppi non statali. Non sono pi\u00f9 necessari eserciti e missili per causare danni collettivi. Si possono paralizzare impianti industriali, amministrazioni cittadine e ospedali con un semplice computer portatile. Si pu\u00f2 perturbare un intero processo elettorale con uno smartphone e una connessione a Internet\u00bb: l&#8217;hackeraggio \u00e8 ovviamente una mania esclusiva dei \u201cnemici della UE\u201d e degli \u201cStati canaglia\u201d! E, come terzo punto, \u00abl\u2019Unione europea \u00e8 un garante della sicurezza unico nel suo genere. Vi saranno missioni in cui NATO o ONU non saranno presenti, ma a cui la UE dovrebbe partecipare\u00bb, potendo \u00abcombinare aspetti militari e civili, diplomazia e sviluppo; abbiamo inoltre grande esperienza nella costruzione e nella protezione della pace. La buona notizia \u00e8 che negli ultimi anni abbiamo iniziato a sviluppare un ecosistema europeo della difesa. Ma ci\u00f2 di cui abbiamo bisogno \u00e8 una Unione europea della difesa\u00bb e ci\u00f2 che sinora l&#8217;ha ostacolata \u00abnon \u00e8 solo una carenza di capacit\u00e0: \u00e8 la mancanza di volont\u00e0 politica\u00bb.<\/p>\n<p>Come dire: si \u00e8 finora fatta sentire eccessivamente la sudditanza agli ordini d&#8217;oltreoceano, mentre i nuovi equilibri euro-atlantici inducono a passi pi\u00f9 \u201ceuropeisti\u201d.<\/p>\n<p>Per ovviare quindi a quella \u00abmancanza di volont\u00e0 politica, per prima cosa \u00abdobbiamo gettare le basi per un processo decisionale collettivo, con quella che definirei \u201cconoscenza situazionale\u201d. Se gli Stati membri attivi nella stessa regione non condividono le loro informazioni a livello europeo, siamo destinati a fallire. \u00c8 essenziale quindi migliorare la cooperazione in materia di intelligence&#8230; [e] accorpare le conoscenze provenienti da tutti i servizi e da tutte le fonti, dallo spazio ai formatori del personale di polizia, dall\u2019open source alle agenzie di sviluppo&#8230; Per questo motivo la UE potrebbe prendere in considerazione la creazione di un proprio \u201cCentro comune di conoscenza situazionale\u201d per accorpare tutte le diverse informazioni. E per essere meglio preparati, pienamente informati e in grado di decidere\u00bb.<\/p>\n<p>Difficile non percepire le implicazione di classe sottese in particolare a questo aspetto del proclama della von der Leyen: se l&#8217;asse portante franco-tedesco determina in gran parte le scelte strategiche europee, accettate o subite dai capitali pi\u00f9 deboli, \u00e8 poi per\u00f2 la classe capitalista tutta\u00a0<em>intera<\/em>\u00a0dei paesi UE a centralizzare i propri interventi contro i possibili movimenti sociali dell&#8217;<em>intera<\/em>\u00a0classe operaia europea. Per assicurare la propria espansione imperialista, la UE deve prima di tutto garantire il proprio \u201c<em>stato di salute<\/em>\u201d sociale interno.<\/p>\n<p>Inoltre, \u00abdobbiamo migliorare l\u2019interoperabilit\u00e0. Ecco perch\u00e9 stiamo gi\u00e0 investendo in piattaforme comuni europee, dai jet da combattimento ai droni e alla cibernetica&#8230; In terzo luogo, non si pu\u00f2 parlare di difesa senza parlare di cibernetica&#8230; non dovremmo limitarci ad affrontare le minacce informatiche&#8230; Perci\u00f2 abbiamo bisogno di una politica europea della ciberdifesa, compresa una legislazione su norme comuni nel quadro di una nuova legge europea sulla ciberresilienza&#8230; Per questo, durante la presidenza francese, convocher\u00f2 con il Presidente Macron un vertice sulla difesa europea&#8230; Il primo passo \u00e8 approfondire il partenariato con i nostri alleati pi\u00f9 stretti&#8230; Con gli Stati Uniti&#8230; i nostri vicini nei Balcani occidentali&#8230;\u00a0 [dove] stiamo incrementando il nostro sostegno tramite il nuovo piano economico e di investimento, che vale circa un terzo del PIL della regione. Perch\u00e9 investire nel futuro dei Balcani occidentali significa investire nel futuro della UE\u00bb &#8211; come Berlino sa bene da oltre venti anni, dalla guerra scatenata contro la ex Jugoslavia e anche da prima, dal contributo tedesco alla frantumazione della ex Federazione, con le secessioni di Slovenia e Croazia.<\/p>\n<p>Ma non \u00e8 ancora sufficiente, perch\u00e9 \u00abse l\u2019Europa vuole diventare pi\u00f9 attiva in quanto attore globale, deve anche concentrarsi sulla nuova generazione di partenariati. Da questo punto di vista, la nuova strategia UE per la regione Indo-Pacifico \u00e8 una pietra miliare, visto che la regione riveste un\u2019importanza crescente per la nostra prosperit\u00e0 e sicurezza, ma \u00e8 anche usata da regimi autocratici che cercano di espandere la loro influenza&#8230; Siamo bravi a finanziare la costruzione di strade. Ma non ha senso per l\u2019Europa costruire una strada perfetta tra una miniera di rame di propriet\u00e0 cinese e un porto di propriet\u00e0 cinese&#8230; Perci\u00f2 presenteremo a breve la nostra nuova strategia in materia di connettivit\u00e0 denominata Gateway globale&#8230; Investiremo con l\u2019Africa per creare un mercato dell\u2019idrogeno verde che colleghi le due sponde del Mediterraneo\u00bb.<\/p>\n<p>Infine, l&#8217;omelia sulla finta preoccupazione per \u00abquello che \u00e8 accaduto alle nostre frontiere con la Bielorussia. Il regime di Minsk ha strumentalizzato gli esseri umani. Ha caricato delle persone sugli aerei e le ha letteralmente spinte verso le frontiere europee&#8230; Questo \u00e8 intollerabile. E la rapida reazione dell\u2019Europa lo dimostra. Potete contarci: resteremo al fianco della Lituania, della Lettonia e della Polonia\u00bb, che mettono fuori legge i comunisti e omaggiano le SS naziste, mentre non daremo tregua a \u201cl&#8217;ultimo dittatore d&#8217;Europa\u201d. Perch\u00e9, \u00abdiciamo la verit\u00e0: siamo di fronte a un attacco ibrido per destabilizzare l\u2019Europa\u00bb, con le sue \u00absociet\u00e0 costruite su democrazia e valori comuni&#8230; gli stessi valori che hanno unito coloro che, lottando per la libert\u00e0, hanno fatto cadere la cortina di ferro pi\u00f9 di 30 anni fa\u00bb, una cortina attuata dalle \u201cdemocrazie liberali\u201d, dal discorso di Winston Churchill a Fulton nel 1946 in poi. Gli \u201c<em>stessi valori<\/em>\u201d di coloro che \u00abVolevano democrazia. Volevano scegliere liberamente il proprio governo. Volevano lo Stato di diritto. Volevano essere tutti uguali davanti alla legge. Volevano libert\u00e0 di parola e media indipendenti. Volevano porre fine alla delazione e allo spionaggio di Stato e combattere la corruzione. Volevano la libert\u00e0 di essere diversi dalla maggioranza\u00bb. Gli \u201c<em>stessi valori<\/em>\u201d con cui oggi si viene licenziati in massa, privati di assistenza sociale e sanitaria, esclusi dalla pensione: \u00abAbbiamo deciso di difendere questi diritti e il nostro impegno non verr\u00e0 mai meno\u00bb.<\/p>\n<p>Gi\u00e0: finch\u00e9 operai, lavoratori, masse di disoccupati e di famiglie ridotte alla fame non si organizzeranno in proprio partito per instaurare i propri, di valori.<\/p>\n<p>Possiamo chiudere \u2013 ma non concludere: rimangono da esaminare le risposte di Cina e Russia alle mosse di USA e UE, potenze planetarie concorrenti \u2013 con un due\u00a0<em>in geografia<\/em>\u00a0(?!) a Sergio Mattarella che, per il 70\u00b0 anniversario del comando NATO di Lago Patria, si \u00e8 scordato che anche la ex Jugoslavia faceva parte (e l&#8217;Ucraina nazi-golpista ne fa tuttora parte) di un medesimo continente cui, a suo dire, il \u00ablavoro della NATO\u00bb avrebbe assicurato \u00abgli oltre 70 anni di pace nel continente europeo\u00bb. Loro la chiamano pace.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Fonti<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.german-foreign-policy.com\/news\/detail\/8705\/\">https:\/\/www.german-foreign-policy.com\/news\/detail\/8705\/<\/a><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.pravda.ru\/\">www.pravda.ru\/<\/a><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.jungewelt.de\/\">https:\/\/www.jungewelt.de\/<\/a><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.anti-spiegel.ru\/\">www.anti-spiegel.ru<\/a><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/tass.ru\/mezhdunarodnaya-panorama\">https:\/\/tass.ru\/mezhdunarodnaya-panorama<\/a><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.ilsole24ore.com\/\">www.ilsole24ore.com<\/a><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.affarinternazionali.it\/2021\/09\/il-discorso-sullo-stato-dellunione-europea-di-von-der-leyen\/\">www.affarinternazionali.it\/<\/a><\/p>\n<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>FONTE:<\/strong>\u00a0<a href=\"https:\/\/www.lantidiplomatico.it\/dettnews-non_solo_aukus_come_la_ue_punta_alla_sua_militarizzazione_dellindopacifico\/5871_43121\/\">https:\/\/www.lantidiplomatico.it\/dettnews-non_solo_aukus_come_la_ue_punta_alla_sua_militarizzazione_dellindopacifico\/5871_43121\/<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di L&#8217;ANTIDIPLOMATICO (Fabrizio Poggi) &nbsp; Avanza con gli stivali delle sette leghe la strategia militare \u201cdi difesa\u201d dell&#8217;Unione Europea, cui Washington risponde con l&#8217;alleanza anglosassone dentro e fuori la NATO. Momenti significativi del confronto sono stati, da un lato, la dichiarazione congiunta della presidente della Commissione UE Ursula von der Leyen e del Ministro della difesa tedesco Annegret Kramp-Karrenbauer, con cui si chiede un \u00absalto in avanti\u00bb nella militarizzazione della UE, dichiarazione immediatamente seguita dal&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":99,"featured_media":39159,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[32],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/antidiplomatico-1353756142_280.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7ZaJ4-hv8","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/67278"}],"collection":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/99"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=67278"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/67278\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":67280,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/67278\/revisions\/67280"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/39159"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=67278"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=67278"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=67278"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}